Sant’Anastasia: zio e nipote arrestati per usura ed estorsione

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Usura ed estorsione aggravati dal metodo mafioso; questi i capi d’accusa formulati per i fermati. I carabinieri della locale stazione hanno arrestato Maione Ciro, 54 anni, residente a Volla e Maione massimo, 39 anni, di Sant’Anastasia, questi già noto alle forze dell’ordine, entrambi ritenuti responsabili di usura ed estorsione in concorso aggravate da modalità mafiose e destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa il 2 settembre su richiesta dalla DDA di Napoli concordando con risultanze investigative dell’arma. Nel corso delle attività investigative sono stati acquisiti elementi oggettivi a supporto della denuncia sporta da un commerciante del luogo circa una richiesta estorsiva formulata dai Maione (zio e nipote): avvalendosi della forza intimidatrice di un millantato vincolo associativo pretendevano denaro in contante, frutto del pagamento di un debito contratto dalla vittima, con applicazione di interessi usurai. Gli arrestati sono stati sottoposti ai domiciliari.
Maione Ciro
Maione Ciro
Maione Massimo
Maione Massimo

Somma, ai nastri di partenza la XXV edizione del Palio

Stasera il solenne corteo del Magister e la sua coorte attraverseranno le principali vie della città, ritornando poi in piazza per la cerimonia storica dell’investitura. Si è aperta la XXV edizione del Palio di Somma. Ieri sera al Borgo Casamale, nella suggestiva piazza Collegiata, la cerimonia di apertura con il Sindaco Piccolo, il Presidente del Comitato Palio, Giuseppe Auriemma , il Parroco padre Costanzo, Salvatore Esposito, capitano di una delle due squadre legate al Casamale quella di Castello-Arce che ha per tre anni consecutivi portato al Borgo il Trofeo come vincitori indiscussi! Le Associazioni del Rione, rappresentanti delle Paranze. Emozioni forti si sono vissute quando Auriemma ha ricordato le pagine più belle vissute in questi 25 anni, i principi e lo scopo della singolare manifestazione conosciuta anche all’estero. La volontà di continuare a seguire la crescita di questa magnifica festa popolare. “Fiore all’occhiello e orgoglio di Somma” è il Palio per il Sindaco, un appuntamento importante per la città intera, che va tutelato e amato..e spera in futuro promosso anche economicamente. Oggi, infatti il Palio è totalmente autofinanziato. Ma la serata è stata resa straordinaria da un singolare evento: il Dono della Pertica al Palio da parte delle squadre e rappresentanti delle Paranze, del Casamale tutto! Gesto di profondo significato anche religioso, un riconoscimento che resterà nella storia della Manifestazione per sempre, come pure la responsabilità di custodire la tradizione dei giochi popolari e del Palio fedele alla sua origine. LE parole di padre Costanzo hanno arricchito di senso il tutto, attualizzando il messaggio del Palio e mettendo in risalto le contraddizioni e le sofferenze della storia locale e dell’umanità che oggi chiede un nuovo umanesimo e solidarietà. Il Palio si accende ancora una volta come un momento di consapevolezza di una comunità che attraverso l’attitudine al rito e alla festa ritrova le sue appartenenze e libera le sue attese. Il 12 settembre invece il Palio celebra un brano di storia angioina che Somma ha anticamente vissuto. Quella della Fiera medievale e del suo Magister Nundinarum, giudice scelto tra i notabili del luogo per dirimere le eventuali controversie come pure garantire il diritto al libero scambio delle merci e all’accoglienza dei forestieri che visitavano la fiera. Alle ore 18.30 dal palazzo Comunale il solenne corteo del Magister e la sua coorte attraverseranno le principali vie della città, ritornando poi in piazza per la cerimonia storica dell’investitura, interamente recitata in latino e recepita da fonti storiche. Tutto questo sullo sfondo del mercato medievale con la esposizione dei prodotti artigianali e della nostra terra. La musica dei menestrelli e le prodezze del mangiafuoco! Domani mattina, 13 settembre, Il palio vivrà invece un momento di riflessione al caffè interculturale, sui 25 anni di storia e di vita della manifestazione che ha saputo costruire un serio percorso tematico, sintetizzato ogni anno con un titolo tema. Interverranno diversi commentatori, esperti, storici, scrittori che hanno seguito negli anni le diverse edizioni. Dalle 18 in poi la piazza si trasformerà in un’incredibile arena per i giochi tra i Rioni. Sei i giochi recuperati dall’antica tradizione popolare, Otto i Rioni sfidanti. Tutto intorno, nel frattempo si esprimerà come tripudio per le la squadra vincitrice e festa popolare con ritmi e balli popolari e la musica antica napoletana dal romantico balcone di largo san Giorgio davanti l’omonima chiesa in piazza Vittorio Emanuele III. IL Palio di Somma festeggia il suo giubileo (grido di gioia), ma è pronto ancora una volta a ricominciare verso la XXVI edizione con nuove idee e antiche tradizioni.      

Somma, destinazione d’uso: ok alle attività commerciali anche nelle zone agricole

Il sindaco Piccolo: “Questo atto dimostra che la nostra amministrazione lavora per risolvere i problemi della nostra città e dare un decisivo impulso all’economia di Somma Vesuviana”.   <>. E’ questo il commento a caldo del sindaco Pasquale Piccolo che dopo che la giunta comunale ha approvato, in sintonia con la delibera di aggiornamento del SIAD, la modifica della destinazione d’uso in “commerciale per esercizi di vicinato” delle volumetrie esistenti nelle zone agricole e di attrezzature. In sostanza il provvedimento autorizza l’apertura degli “esercizi di vicinato (negozi n.d.r.)” anche nelle zone agricole e attrezzature. Chiunque sia interessato quindi, può richiedere con le dovute procedure l’autorizzazione alla modifica della destinazione d’uso delle volumetrie esistenti ricadenti nelle zone agricole (zona E del P.R.G.) e zone attrezzature (zone G,H,F, del P.R.G.) in commerciale per esercizi di vicinato. <>. Alla D’Avino le fa l’eco il primo cittadino Piccolo che rimarca la bontà dell’azione della sua amministrazione:<> conclude il sindaco.      

Somma Vesuviana, preziosi affreschi scoperti a Santa Maria del Pozzo

Risalgono al 1300 e ai secoli successivi, gli affreschi rinvenuti durante il restauro del complesso monumentale. Emanuele Coppola, direttore dei beni culturali di Santa Maria del Pozzo: “Somma Vesuviana si conferma sempre di più città d’arte”. Affreschi del ‘300 e dei secoli successivi finora occultati da un intonaco maldestramente applicato su tutta la loro ampiezza e ora finalmente rimosso, muri imbiancati che nascondevano capolavori: la scoperta si deve ai lavori di restauro del complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo condotto dalla ditta Brigante Engineering che coinvolge anche la chiesa sotterranea angioina e il cosiddetto «pozzo romano». L’intervento di restauro è iniziato a gennaio scorso con la direzione dell’ingegnere Marco Esposito, l’architetto Maria Paola Cimini e la collaborazione dell’architetto Roberto Sica, con il restauro della parte artistica affidato a Claudio Napolitano e Vincenzo Salomone. «Dopo questo intervento – dice Esposito – il sito archeologico di Santa Maria del Pozzo, già privato di un orrendo e non funzionale pilastro centrale, avrà un accesso indipendente, laterale al complesso religioso, per consentirne una maggiore fruizione che non vada a influenzare le tante attività liturgiche e sacramentali svolte nella chiesa superiore». La scoperta dei nuovi affreschi ha entusiasmato tutti, in primis il direttore dei beni artistici e culturali di Santa Maria del Pozzo, Emanuele Coppola, facendo anche comprendere l’identità erroneamente documentata e datata di alcune parti del complesso. In particolare oggi è chiaro che gli affreschi del «pozzo romano» risalgono al XV secolo: si tratta, senza dubbio, di due sante in ogiva, Sant’Orsola e Santa Caterina, una Madonna con bambino e San Pietro. Ancora più interessante la scoperta di San Giovanni Apostolo ed Evangelista e di San Michele Arcangelo armato, entrambi fatti risalite al XVI secolo. Suggestivi e mai visti prima, gli apostoli dell’affresco risalente al XIV secolo, con aureola a rilievo e attornianti la Madonna Incoronata con Figlio Pantokrator. Molti elementi fanno pensare che la chiesa trecentesca non fosse in origine a navata unica, così come si pensava e la si conosce, bensì a tre navate. Quindi molto più grande e custode di tesori inestimabili. Lo scavo archeologico previsto per liberare l’accesso laterale darà forse conferma di quella che al momento è molto più di una semplice ipotesi. «Viste queste nuove scoperte, Somma Vesuviana si conferma sempre più Città d’Arte – dice Emanuele Coppola – il patrimonio che conserva e che man mano affiora è esclusivo e di pregiatissima fattura, una ricchezza unica, impareggiabile, che va assolutamente tutelata e promossa affinché tutti ne possano godere».
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Santa Maria del Pozzo
apostoli con aureola a rilievo
Apostoli con aureola in rilievo (XIV secolo)
san giovanni apostolo e evangelista
San Giovanni Apostolo ed Evangelista
san pietro, madonna con bambino, sant'orsola e santa caterina
Sant’Orsola e Santa Caterina – Madonna con Bambino e San Pietro

Napoli, tre nuovi asili nido realizzati dalla Municipalità 6: lunedì 14 settembre inaugurazione        

Tra le dieci Municipalità di Napoli, la Municipalità 6 è la prima ad aver realizzato quanto previsto dal Piano di Azione e Coesione Infanzia (PAC), Primo Riparto: tre micro nidi per complessivi 40 posti destinati a bambini dai 13 ai 36 mesi. L’utilizzo dei finanziamenti relativi ai Piani di Azione e Coesione ha permesso di realizzare nuovi servizi per i cittadini e di creare occasioni di lavoro in questa parte della Città. I tre nidi saranno inaugurati lunedì 14 settembre: Alle ore 10:00 l’inaugurazione del micro nido di 10 posti presso la Scuola Comunale dell’Infanzia Scialoja, in via Pazzigno nel quartiere San Giovanni a Teduccio; Alle ore 10:45 l’inaugurazione del micro nido di 10 posti presso la Scuola Rodinò, Istituto Comprensivo Statale, in via Mastellone nel quartiere Barra; Alle ore 11:30 l’inaugurazione del micro nido di 20 posti presso la Scuola Comunale dell’Infanzia Lotto O, in via dei Papiri Ercolanesi nel quartiere Ponticelli. I micro nidi saranno gestiti dai consorzi di cooperative sociali “Co.re.” e “La Rada”, che hanno partecipato a un bando indetto dal Comune di Napoli. Spiega Giovan Paolo Gaudino, presidente del consorzio Co.re.: “Garantiremo un servizio in quartieri periferici della città: immaginiamo i micro nidi come parte di un più ampio e importante progetto di sviluppo del territorio, a beneficio di chi in quelle zone vive e lavora. Lavoriamo da tempo in questa direzione e continueremo a farlo”. Aggiunge Elena Silvestri, presidente del consorzio “La Rada”: “Porteremo a Napoli l’esperienza maturata a Salerno, dove già abbiamo ottenuto buoni risultati. Si tratta di un progetto nel quale crediamo molto” I finanziamenti del Programma per i Servizi di Cura per l’Infanzia sono destinati in modo esclusivo a quattro regioni meridionali: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Sono risorse finalizzate a rafforzare ed a riequilibrare, da un punto di vista territoriale, l’offerta complessiva dei servizi per la prima infanzia. La Municipalità 6 (Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio) per il Piano d’Azione Coesione – Infanzia ha avuto uno stanziamento di € 653.944,00 per il primo riparto e di € 1.206.889,00 per il secondo riparto. E’ stata l’unica a proporre all’Autorità di Gestione del Ministero dell’Interno un piano che prevedeva di utilizzare l’intero finanziamento del primo riparto per la creazione di nuovi posti di asili nido. Il Piano proposto dalla Municipalità 6 ha colto pienamente le finalità perseguite dai PAC, l’ampliamento dell’offerta complessiva dei servizi ed il loro riequilibrio territoriale. Infatti la Municipalità 6 è stata la prima ad aver avuto approvato il Piano relativo ai PAC Infanzia nel luglio 2014. Queste risorse sono state utilizzate per realizzare i tre micro nidi e creare 40 nuovi posti di asilo riducendo ulteriormente le liste di attesa. Sono stati riqualificati gli spazi inutilizzati di due scuole comunali dell’infanzia, Lotto 0 a Ponticelli e Antonio Scialoja a San Giovanni, e di una scuola statale, l’I.C. 68° Giulio Rodinò a Barra. Pertanto ai 360 posti già esistenti nei 6 asili nido comunali, già funzionanti, se ne aggiungono altri 40. Si è giunti ad una disponibilità complessiva di 400 posti. La Municipalità 6 per l’anno 2015/2016 oltre ad essere la Municipalità con il maggior numero di scuole comunali per l’infanzia (13), con l’apertura dei tre nidi realizzati con le risorse PAC, sarà anche quella con il più alto numero (9) di asili nido dell’intera Città. L’Autorità di Gestione del Ministero dell’Interno ha già approvato il Piano di Azione e Coesione Infanzia, Secondo Riparto, della Municipalità 6 che prevede, tra l’altro, l’apertura a settembre 2016 di un decimo asilo nido, presso la scuola dell’infanzia comunale Il Laghetto. (Fonte foto: rete internet)  

San Gennaro Vesuviano, la Fiera 2015: un’edizione monumentale. Tra i protagonisti, il cavallo.  

  Nove giorni di fiera, decine di manifestazioni, tutte coordinate da un’idea: il territorio si presenta non tanto attraverso l’immobile esposizione di “cose”, quanto attraverso il “teatro” dell’azione. Il cavallo diventa un simbolo della Fiera. Non so da dove incominciare. Nove giorni di fiera, da sabato 12 settembre a domenica 20: un programma che è una somma di programmi. L’obiettivo è chiaro: il sindaco di San Gennaro Vesuviano, dott. Antonio Russo, il vicesindaco Carmine Allocca, gli assessori, i consiglieri comunali, il dott. Giuseppe Ferraro, Presidente del Comitato Fiera, hanno voluto che i visitatori della Fiera vedessero, con immediata concretezza, qual è, in questo momento, nel territorio, lo stato del sistema sociale: l’artigianato, l’agricoltura, l’alimentazione, lo sport, la scuola, la letteratura. La “mostra” non si esaurisce in una esposizione di cose “mute”, ma mira a mostrare l’opera dell’uomo mentre si realizza, mentre si muove verso il suo compimento: e dunque la Fiera diventa, nel senso più alto, teatro di cultura. Obiettivi e progetti così complessi presuppongono il contributo di tutta la comunità, e di tutte le energie, dei singoli, delle istituzioni e delle associazioni: ed è, questo concreto concorrere di tutti a un evento che porta il nome della città, il tema che San Gennaro Vesuviano suggerisce alla riflessione di altre comunità del territorio. Tra i protagonisti c’è, anche quest’anno, il cavallo, a cui è dedicato un Salone. La presenza del cavallo è un omaggio alla tradizione, perché nei tempi che furono alla “fiera” di San Gennaro i proprietari di cavalli del territorio andavano a comprare i “guarnimienti” messi in vendita dai “guarnimentari” dell’agro nocerino – sarnese. Ma è anche un omaggio alla passione delle amazzoni, dei cavalieri e dei “cavallari” che, oggi, in gran numero, tra il Vesuviano, San Gennaro e Palma possiedono e allevano cavalli, e con i loro purosangue arabi e “egiziani” vincono coppe e medaglie in tutta Europa. I responsabili del settore- e tra questi voglio ricordare Aniello Giugliano – hanno messo su un programma lussuoso: sabato 12 settembre, alle 19.00 sfilano le carrozze d’epoca e alle 20.00 c’è una gara di Ranch sorting. La giornata di venerdì 18 si apre, alle ore 7.30, con la fiera di cavalli, mentre alle ore 19.30 inizia il concorso “Talenti e Cavalli”: la giuria è presieduta da Antonio Giarola, che è direttore artistico e regista del Galà d’oro della “Fieracavalli” di Verona: lo affiancano Dario Milanese, aiuto regista del  Galà, Bartolo Messina, direttore artistico di “ Talent” e consulente di “Fieracavlli” e il presentatore e anchorman della manifestazione Nico Belloni, “presenter” ufficiale di “Talent” e, anche lui, consulente di “Fieracavalli”. Sabato 19, alle 19.30, ci sarà la finale del concorso “ Talenti e Cavalli”, e alle 21.00 si terrà, presentato da  Nico Belloni, uno spettacolo di arte equestre che si annuncia straordinario: vi parteciperanno Bartolo Messina, Luciano Messina, Sasà Improta, Roby Di Meglio, Mattia Ruggio, che ha vinto il concorso “Talenti e Cavalli” alla “Fieracavalli” veronese del 2014, Olimpia Conte, Lisa Castagna, Raffaele Di  Palma, Alessandro Conte, campione mondiale del volteggio a cavallo, e Laurent Jahan, stella dello show equestre “Apasionata”. Questo spettacolo verrà ripetuto domenica 20, alle ore 21.00:  lo precederà, nel pomeriggio, alle ore 16.00, la sfilata di cavalli e carri d’epoca “Attacchi in eleganza”, curata da “Aragonas” di Bartolo Messina e da “Cavalli in fiera” di Verona, e presentata da Nico Belloni: gli “attacchi” partiranno dallo stadio “Scipione Pignatelli” e raggiungeranno Piazza Margherita, dove completeranno la sfilata. In altri momenti verranno presentati al pubblico i cavalli arabi e i cavalli delle razze campane, il “persano”, il “napoletano” e il “salernitano”, e si parlerà della passione dei Borbone per l’allevamento dei purosangue inglesi, arabi e campani: un tema assai caro al prof. Aniello Giugliano, Presidente Emerito e responsabile del settore culturale della Fiera. Ci sarà spazio, un ampio spazio, anche per i muli e per gli asini, presentati dalle contrade. E anche questo è un omaggio alla tradizione. Consigliamo di non trascurare le “dimostrazioni di lavorazioni” che ogni giorno vengono offerte da alcune botteghe artigiane, in particolare la scultura su marmo e la scalpellatura della pietra, curate da “Alfa Marmi”; la lezione magistrale della ditta “ Besana” sulla “cioccolateria” e sul torrone; il decoro di ceramica su pietra lavica, a cura di “Lava preziosa”; la lavorazione in legno su tornio manuale, illustrata da Michele Giugliano; il lavoro di Enrico Occhiato su cammei e coralli. Gli alunni dell’ I.S.I.S. “Caravaggio” di San Gennaro allestiranno laboratori di sartoria e per la produzione di birra artigianale . Non bisogna trascurare i laboratori enogastronomici e i  luoghi delle “sagre”, e, venerdì 18, dopo aver ascoltato  i proff. Mauro Menichetti, Massimo Osanna e Natale Ammaturo che, a partire dalle ore 18.30, discorreranno del tema “ Gli ultimi giorni di Pompei. Caduta e rinascita di un sito archeologico”, i visitatori certamente si sposteranno nello spazio in cui l’ Associazione Parrocchiale “ Ss. Gioacchino e Anna” terrà la sagra del tarantiello. Un tempo, dire “Fiera di San Gennaro” e dire “tarantiello” erano lo stesso dire. Certo, ci sono anche le postazioni di cuochi, pardon, di  chef tristellati  e pentastellati, ma io, ormai, amo solo la cucina veramente casereccia: da quando sognai che ero andato nel ristorante – pizzeria di un cuoco – pizzaiolo a cinque stelle , avevo chiesto una “margherita”, e il cameriere mi aveva portato, con la faccia di chi portava qualcosa di prodigioso, non una “margherita” tonda in un piatto tondo, come accade nelle pizzerie normali, ma, in un piatto oblungo, un qualcosa di simile a una piccola piramide, con la cima rossa di pomodoro. O di vergogna.      

Tris d’assi di fine estate: ad Acerra Irene Grandi, Caparezza e Renzo Arbore

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Spese notevoli e grossi nomi in arrivo. L’evento finanziato con i fondi della Regione Campania. Solo per far venire Renzo Arbore l’organizzazione di Borghi e Castelli in Scena, progetto di spettacoli e rassegne itineranti della Regione, ha messo in campo 100mila euro. Poi ci sono i soldi spesi per attrarre da queste parti Irene Grandi e Caparezza. Tutto danaro fatto veicolare  dall’ex assessore regionale al turismo, Pasquale Sommese, mentore politico, tra gli altri, del sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri. Sommese è stato il padrino dell’iniziativa cominciata in primavera e concordata da Regione e comuni della provincia a est di Napoli quali, per fare qualche esempio, Acerra, Nola, Cimitile, Cicciano, Roccarainola. Dunque, la settimana prossima rush finale con il botto: il 16 Irene Grandi, il 17 Caparezza e il 18 Renzo Arbore. I tre concerti si terranno in piazza Calipari, lo slargo in cui solitamente viene allestito il mercato all’aperto della città. Inizialmente era stata prevista un’altra location, nei pressi del Castello Baronale. Ma poi per motivi di sicurezza gli eventi sono stati dirottati più in periferia, dove però ci sono spazi meglio adeguati ai raduni popolari che si preannunciano particolarmente partecipati.

Parla l’amico del cuore: ” Di Maio premier ? Mi farebbe piacere. Ma siamo tutti strumenti del popolo… “.

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Dario De Falco, leader dell’opposizione pentastellata a Pomigliano, parla dell’ipotesi di candidatura del suo concittadino, il vicepresidente della Camera. L’attesa nella città di Fiat e Alenia.   Anche ad uno degli amici del cuore,  Dario De Falco, non piace affatto il clamore mediatico scaturito dalle dichiarazioni di Beppe Grillo sull’ipotesi Luigi Di Maio candidato premier alle prossime politiche. A ogni modo il leader pentastellato nel consiglio comunale di Pomigliano non può nascondere la soddisfazione per la piega che sta prendendo  la vita politica del suo storico compagno di scuola del liceo Imbriani. Tredici  anni fa i due amici e concittadini sedevano rispettivamente tra i banchi del primo e del secondo liceo classico, nel palazzo di via Savona in cui c’era l’Imbriani, poi trasferito in una zona di semiperiferia. Intanto nello scorso  giugno De Falco per poco non ha conquistato un ballottaggio che lo avrebbe condotto alla più che probabile vittoria da sindaco del comune. Mentre Di Maio, già dal 2013 vicepresidente della Camera, è adesso proiettato, grazie alle recenti parole di Beppe Grillo, verso un  futuro prossimo nientemeno che da candidato presidente del Consiglio.   Dunque, De Falco, il suo amico Luigi Di Maio ormai vola molto in alto….   “E’ tra quelli che potrebbero essere papabili. Ma ci sarà sempre un meccanismo democratico: c’è la rete, il blog. Comunque  non sappiamo la tempistica. C’è l’incognita del voto. Certo, i nuovi sondaggi ci accreditano come la prima forza politica e poi Luigi ha un gradimento altissimo, di un italiano su due. Però, vediamo: io credo che il cammino sia ancora lungo. Abbiamo però le idee chiare, molto chiare “. Da quanto tempo non lo vede ? ” Noi ci vediamo costantemente. Lui torna il venerdi, quando può, nei fine settimana. Luigi  è molto legato a Pomigliano per cui credo che farebbe piacere a tutti, ma proprio a tutti la sua candidatura. Ma stiamo ragionando dell’ipotesi in cui si vada al voto a breve. Faremo una consultazione on line. Ci sono tanti candidabili molto bravi. Anche Di Battista è molto bravo. Però Luigi è bravo, questo è indubbio. I sondaggi lo accreditano, la gente risponde con favore. Ho visto una percentuale di gradimento del 46 %. Il consenso per lui è trasversale. E non c’è una lotta. C’è un clima familiare,  checché ne possano scimmiottare i giornali. Noi però non gradiamo fughe in avanti. Noi abbiamo un progetto partecipato in rete e quindi ci dà fastidio che un endorcement possa offuscare il progetto. Ma se il gradimento di una persona, gradimento ampiamente riconosciuto, ci consentirà di prendere quel consenso che speriamo, se questo leader ha uno stretto legame con il popolo, con la rete, allora ciò potrebbe costituire una svolta. Luigi è una figura in grado di mettere insieme il progetto, un’ immagine che può bucare. E poi  ci siamo scocciati di stare all’opposizione “. I pentastellati sono impazienti, volete il grande salto….      ” Si.  Dovunque noi governiamo stiamo risanando i debiti, stiamo risanando i conti pubblici.  Dove governiamo c’è il segno della nostra politica. E’ una vita che siamo pronti.  Luigi è un esempio di persona laboriosa nelle istituzioni. Di persona che rinuncia ai benefit tagliandosi lo stipendio. E’ l’esempio di un nuovo ceto di persone che si vogliono affacciare alla scena politica. E saremo da esempio anche alle future generazioni, l’esempio che è molto più bello fare politica se ti muovi per passione. Finora abbiamo avuto cattivi maestri, cattivi esempi. Personaggi che si sono unicamente arricchiti. E quindi anche a Pomigliano vinceremo noi perchè c’è il deserto, non c’è niente a parte noi. Siamo gli unici. Loro mettono sempre i soldi dove sono stati messi fino a ieri. E’ gente che non cambia, gente arrogante che non cambierà mai. Qui, nel capoluogo del polo industriale del Sud,  per ottocento voti non siamo andati al ballottaggio. E noi avevamo vinto tutti i ballottaggi d’Italia. Se il Pd avesse preso qualche voto in più noi saremmo andati al ballottaggio. Invece un intero pezzo di Pd da queste parti ha votato per il candidato di Forza Italia e di Luigi Cesaro e ora ci ritroviamo come ci ritroviamo a Pomigliano. Ma lotteremo sempre, sempre di più. Fino alla vittoria “. (Fonte foto: facebook)

Somma Vesuviana, gli assessori Aliperta e Terraferma si dimettono

Il gruppo Moderati per Somma annuncia una conferenza stampa e il sindaco Piccolo dichiara: «Niente azzeramento, la giunta è un problema mio, non loro». Avevano rimesso le loro deleghe da settimane, una circostanza che non può non far presagire, o constatare come sostengono in molti, una crisi politica. Ma questa mattina gli assessori Luigi Aliperta e Elena Terraferma, che in giunta comunale rappresentavano il gruppo consiliare di recente formazione «Moderati per Somma» hanno rassegnato le loro dimissioni con una lettera protocollata in municipio poco dopo le 11. «Coerentemente con le azioni intraprese dal gruppo…» si legge nel documento. Una decisione che ha provocato naturalmente commenti pure sui social network. Il gruppo starebbe comunque programmando, lo conferma il capogruppo Giuseppe Nocerino, una conferenza stampa per lunedì prossimo. Il nodo della querelle è l’azzeramento della giunta più volte richiesto: i Moderati per Somma nascono dall’unione di consiglieri eletti in altre compagini e mirano ad un riequilibrio dell’esecutivo in tal senso. Il sindaco però non cede in questo senso. Sindaco, questa mattina si sono dimessi i due assessori che da parecchie settimane avevano comunque rimesso le deleghe, cosa pensi delle loro motivazioni? «Non le comprendo, quel “coerentemente” soprattutto. Attendo gli eventi tentando di capire dove sia la coerenza. Noi stiamo lavorando, lo stavano facendo anche i due assessori, e stiamo lavorando bene». Sembra ovvio che il fulcro della questione sia l’azzeramento della giunta. «La giunta è un problema mio, non loro. Io sono contento dei miei assessori, anche dei due che sono andati via. Perciò se dovessero fornirmi altri due nomi di persone competenti, non ho alcuna difficoltà. Ma devono guardare in casa loro però, non in quella degli altri». Ne si fa, ritengo, una questione di equilibrio. «Qui si deve guardare a quel che si produce, non ad altro. Ripeto, facciano due nomi di persone per bene – e ovviamente trattandosi di eventuali persone vicine a noi non può che essere così – e io sono pronto a firmare i decreti di nomina dopo aver valutato». Sorpreso dalle dimissioni? Magari si è deciso così perché qualcuno sui social e altrove aveva cominciato a criticare i due ex assessori che, sia pur “sospesi” percepivano uno stipendio. «Qual è il problema? Se avevano bisogno di una pausa di riflessione potevano temporaneamente rinunciare agli emolumenti e restare al loro posto».      

I nuovi media e la politica anastasiana

  1. C’è stato l’uomo sulla luna, e tutto il mondo, quello progredito e munito di tv o radio, seguì con apprensione l’evento. Ancora prima, nei salotti di casa o chiusi nei rifugi, ascoltavamo radio Londra, che attraverso i suoi messaggi indipendenti offriva sostegno e informazioni alle famiglie europee minacciate dalle bombe. Era in atto la seconda guerra mondiale, il nazifascismo imperava. Più recentemente, poi, negli anni 90, ci è toccato quel simpaticone di Emilio Fede. Un uomo che a furia di caffè e stimolanti, si tenne sveglio per settimane intere in attesa che gli americani, con il loro armamento, lanciassero il loro primo missile sulle teste degli iracheni.
Da allora, grazie alla veloce diffusione dei nuovi canali di comunicazione, internet e Facebook su tutti, diffondere il proprio verbo è divenuto ormai sport nazionale. Pure dalle nostre parti, infatti, sfruttando gli ultimi eventi che stanno animando da mesi la politica locale, si è dato vita ad una resa dei conti tutta interna all’attuale maggioranza a colpi di inquadrature. Ad aprire il festival dei video discorsi, c’ha pensato il dimissionario Armando Di Perna, che nella giunta Abete, e in quelle precedenti (Pone, Esposito), rivestiva il ruolo di vicesindaco e assessore al bilancio. Nel messaggio che lo riguarda, Di Perna, a modo suo, ha reso note le ragioni che l’hanno spinto ad abbandonare lo scranno. Anche se, a tutti, è sembrato più che altro un addio forzato in quanto spogliato delle sue più importanti deleghe al termine di un rimpasto di giunta. Subito dopo, in una sfrenata corsa alla replica, il primo cittadino, Lello Abete, ha esposto le proprie osservazioni sull’abbandono dell’assessore Di Perna e del relativo siluramento dello staffista Ciro Pavone. Per questo, seguendo la scia degli altri due, il non più staffista, che in paese si muoveva con l’atteggiamento spavaldo di un Lider Maximo (Duce per fargli piacere), ha ben creduto che agli anastasiani mancasse un ulteriore video messaggio. Il suo. E in quella che è stata l’esposizione di un’insalata di fatti poco comprensibili, apparsi come il tentativo di scalare a mani sudate un vetro insaponato, Pavone dice di essersi “dimesso” (il sindaco ha affermato di averlo defenestrato per frenare una spesa inutile) perché deluso da chi ha tradito gli impegni elettorali. Strano, in verità, sentirlo dire da uno che, neanche un mese fa, si vantava di un’amministrazione solida e con progetti rivoluzionari. Aggiungendo, infine, che la “sua” maggioranza godeva di ottima salute, anzi, chiunque sarebbe stato sacrificabile per una migliore stabilità. Quando si dice la coerenza con lo stesso valore di un centesimo d’euro scurito. Attenzione. Non è mica finita qui. Ancora oggi, martedì per la precisione, sempre l’ex assessore al Bilancio Armando Di Perna si è esibito in un nuovo video, all’interno del quale accusa il sindaco di aver approvato il Peg, piano esecutivo di gestione, apponendo la sua firma malgrado fosse già dimesso. Lello Abete, senza scomporsi, stavolta per iscritto sulla pagina ufficiale di Facebook che lo rappresenta, ha rigettato al mittente tutte le accuse. Apparendo, devo ammetterlo, alquanto credibile. Che altro dire. A Sant’Anastasia, un paesino che fino a poco tempo fa conosceva come unica fonte di divulgazione i tavolini dei bar e le piazze dove scambiarsi il “chiacchiericcio” domenicale, ha finalmente sfornato nuovi e raffinati (?) comunicatori. Politici da far invidia ai potenti del mondo. Pochi minuti di registrazione che, nella visione, nell’ascolto, ci hanno trasportato nell’America dei grandi dibattiti televisivi. Ma in ogni ripresa, in ogni sequenza che si rispetti, è risaputa la presenza di un regista. Di un operatore di macchina. Quindi, nell’attesa dei titoli di coda, che sembrano non essere lontani, c’è curiosità sull’identità di chi presiede la camera di regia. Sulle generalità di chi ha mosso un meccanismo che, seppur lento e machiavellico, pare inevitabilmente avviato verso l’autodistruzione. Intanto, l’amministrazione comunale, attraverso l’assessorato alle politiche sociali, ha predisposto un fondo di assistenza per malati gravi. Un tesoretto destinato a ben sette famiglie. Sì, sette. L’ottavo muore.