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San Gennaro Vesuviano, la Fiera 2015: un’edizione monumentale. Tra i protagonisti, il cavallo.  

 

Nove giorni di fiera, decine di manifestazioni, tutte coordinate da un’idea: il territorio si presenta non tanto attraverso l’immobile esposizione di “cose”, quanto attraverso il “teatro” dell’azione. Il cavallo diventa un simbolo della Fiera.

Non so da dove incominciare. Nove giorni di fiera, da sabato 12 settembre a domenica 20: un programma che è una somma di programmi. L’obiettivo è chiaro: il sindaco di San Gennaro Vesuviano, dott. Antonio Russo, il vicesindaco Carmine Allocca, gli assessori, i consiglieri comunali, il dott. Giuseppe Ferraro, Presidente del Comitato Fiera, hanno voluto che i visitatori della Fiera vedessero, con immediata concretezza, qual è, in questo momento, nel territorio, lo stato del sistema sociale: l’artigianato, l’agricoltura, l’alimentazione, lo sport, la scuola, la letteratura.
La “mostra” non si esaurisce in una esposizione di cose “mute”, ma mira a mostrare l’opera dell’uomo mentre si realizza, mentre si muove verso il suo compimento: e dunque la Fiera diventa, nel senso più alto, teatro di cultura.
Obiettivi e progetti così complessi presuppongono il contributo di tutta la comunità, e di tutte le energie, dei singoli, delle istituzioni e delle associazioni: ed è, questo concreto concorrere di tutti a un evento che porta il nome della città, il tema che San Gennaro Vesuviano suggerisce alla riflessione di altre comunità del territorio.

Tra i protagonisti c’è, anche quest’anno, il cavallo, a cui è dedicato un Salone. La presenza del cavallo è un omaggio alla tradizione, perché nei tempi che furono alla “fiera” di San Gennaro i proprietari di cavalli del territorio andavano a comprare i “guarnimienti” messi in vendita dai “guarnimentari” dell’agro nocerino – sarnese. Ma è anche un omaggio alla passione delle amazzoni, dei cavalieri e dei “cavallari” che, oggi, in gran numero, tra il Vesuviano, San Gennaro e Palma possiedono e allevano cavalli, e con i loro purosangue arabi e “egiziani” vincono coppe e medaglie in tutta Europa. I responsabili del settore- e tra questi voglio ricordare Aniello Giugliano – hanno messo su un programma lussuoso: sabato 12 settembre, alle 19.00 sfilano le carrozze d’epoca e alle 20.00 c’è una gara di Ranch sorting.
La giornata di venerdì 18 si apre, alle ore 7.30, con la fiera di cavalli, mentre alle ore 19.30 inizia il concorso “Talenti e Cavalli”: la giuria è presieduta da Antonio Giarola, che è direttore artistico e regista del Galà d’oro della “Fieracavalli” di Verona: lo affiancano Dario Milanese, aiuto regista del  Galà, Bartolo Messina, direttore artistico di “ Talent” e consulente di “Fieracavlli” e il presentatore e anchorman della manifestazione Nico Belloni, “presenter” ufficiale di “Talent” e, anche lui, consulente di “Fieracavalli”. Sabato 19, alle 19.30, ci sarà la finale del concorso “ Talenti e Cavalli”, e alle 21.00 si terrà, presentato da  Nico Belloni, uno spettacolo di arte equestre che si annuncia straordinario: vi parteciperanno Bartolo Messina, Luciano Messina, Sasà Improta, Roby Di Meglio, Mattia Ruggio, che ha vinto il concorso “Talenti e Cavalli” alla “Fieracavalli” veronese del 2014, Olimpia Conte, Lisa Castagna, Raffaele Di  Palma, Alessandro Conte, campione mondiale del volteggio a cavallo, e Laurent Jahan, stella dello show equestre “Apasionata”. Questo spettacolo verrà ripetuto domenica 20, alle ore 21.00:  lo precederà, nel pomeriggio, alle ore 16.00, la sfilata di cavalli e carri d’epoca “Attacchi in eleganza”, curata da “Aragonas” di Bartolo Messina e da “Cavalli in fiera” di Verona, e presentata da Nico Belloni: gli “attacchi” partiranno dallo stadio “Scipione Pignatelli” e raggiungeranno Piazza Margherita, dove completeranno la sfilata.

In altri momenti verranno presentati al pubblico i cavalli arabi e i cavalli delle razze campane, il “persano”, il “napoletano” e il “salernitano”, e si parlerà della passione dei Borbone per l’allevamento dei purosangue inglesi, arabi e campani: un tema assai caro al prof. Aniello Giugliano, Presidente Emerito e responsabile del settore culturale della Fiera.

Ci sarà spazio, un ampio spazio, anche per i muli e per gli asini, presentati dalle contrade. E anche questo è un omaggio alla tradizione.

Consigliamo di non trascurare le “dimostrazioni di lavorazioni” che ogni giorno vengono offerte da alcune botteghe artigiane, in particolare la scultura su marmo e la scalpellatura della pietra, curate da “Alfa Marmi”; la lezione magistrale della ditta “ Besana” sulla “cioccolateria” e sul torrone; il decoro di ceramica su pietra lavica, a cura di “Lava preziosa”; la lavorazione in legno su tornio manuale, illustrata da Michele Giugliano; il lavoro di Enrico Occhiato su cammei e coralli. Gli alunni dell’ I.S.I.S. “Caravaggio” di San Gennaro allestiranno laboratori di sartoria e per la produzione di birra artigianale .
Non bisogna trascurare i laboratori enogastronomici e i  luoghi delle “sagre”, e, venerdì 18, dopo aver ascoltato  i proff. Mauro Menichetti, Massimo Osanna e Natale Ammaturo che, a partire dalle ore 18.30, discorreranno del tema “ Gli ultimi giorni di Pompei. Caduta e rinascita di un sito archeologico”, i visitatori certamente si sposteranno nello spazio in cui l’ Associazione Parrocchiale “ Ss. Gioacchino e Anna” terrà la sagra del tarantiello. Un tempo, dire “Fiera di San Gennaro” e dire “tarantiello” erano lo stesso dire. Certo, ci sono anche le postazioni di cuochi, pardon, di  chef tristellati  e pentastellati, ma io, ormai, amo solo la cucina veramente casereccia: da quando sognai che ero andato nel ristorante – pizzeria di un cuoco – pizzaiolo a cinque stelle , avevo chiesto una “margherita”, e il cameriere mi aveva portato, con la faccia di chi portava qualcosa di prodigioso, non una “margherita” tonda in un piatto tondo, come accade nelle pizzerie normali, ma, in un piatto oblungo, un qualcosa di simile a una piccola piramide, con la cima rossa di pomodoro. O di vergogna.

 

 

 

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