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Risalgono al 1300 e ai secoli successivi, gli affreschi rinvenuti durante il restauro del complesso monumentale. Emanuele Coppola, direttore dei beni culturali di Santa Maria del Pozzo: “Somma Vesuviana si conferma sempre di più città d’arte”.

Affreschi del ‘300 e dei secoli successivi finora occultati da un intonaco maldestramente applicato su tutta la loro ampiezza e ora finalmente rimosso, muri imbiancati che nascondevano capolavori: la scoperta si deve ai lavori di restauro del complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo condotto dalla ditta Brigante Engineering che coinvolge anche la chiesa sotterranea angioina e il cosiddetto «pozzo romano».

L’intervento di restauro è iniziato a gennaio scorso con la direzione dell’ingegnere Marco Esposito, l’architetto Maria Paola Cimini e la collaborazione dell’architetto Roberto Sica, con il restauro della parte artistica affidato a Claudio Napolitano e Vincenzo Salomone. «Dopo questo intervento – dice Esposito – il sito archeologico di Santa Maria del Pozzo, già privato di un orrendo e non funzionale pilastro centrale, avrà un accesso indipendente, laterale al complesso religioso, per consentirne una maggiore fruizione che non vada a influenzare le tante attività liturgiche e sacramentali svolte nella chiesa superiore».

La scoperta dei nuovi affreschi ha entusiasmato tutti, in primis il direttore dei beni artistici e culturali di Santa Maria del Pozzo, Emanuele Coppola, facendo anche comprendere l’identità erroneamente documentata e datata di alcune parti del complesso. In particolare oggi è chiaro che gli affreschi del «pozzo romano» risalgono al XV secolo: si tratta, senza dubbio, di due sante in ogiva, Sant’Orsola e Santa Caterina, una Madonna con bambino e San Pietro. Ancora più interessante la scoperta di San Giovanni Apostolo ed Evangelista e di San Michele Arcangelo armato, entrambi fatti risalite al XVI secolo. Suggestivi e mai visti prima, gli apostoli dell’affresco risalente al XIV secolo, con aureola a rilievo e attornianti la Madonna Incoronata con Figlio Pantokrator.

Molti elementi fanno pensare che la chiesa trecentesca non fosse in origine a navata unica, così come si pensava e la si conosce, bensì a tre navate. Quindi molto più grande e custode di tesori inestimabili. Lo scavo archeologico previsto per liberare l’accesso laterale darà forse conferma di quella che al momento è molto più di una semplice ipotesi. «Viste queste nuove scoperte, Somma Vesuviana si conferma sempre più Città d’Arte – dice Emanuele Coppola – il patrimonio che conserva e che man mano affiora è esclusivo e di pregiatissima fattura, una ricchezza unica, impareggiabile, che va assolutamente tutelata e promossa affinché tutti ne possano godere».

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Santa Maria del Pozzo
apostoli con aureola a rilievo
Apostoli con aureola in rilievo (XIV secolo)
san giovanni apostolo e evangelista
San Giovanni Apostolo ed Evangelista
san pietro, madonna con bambino, sant'orsola e santa caterina
Sant’Orsola e Santa Caterina – Madonna con Bambino e San Pietro