Lo scorso 20 settembre in Piazza Dante a Caserta, si è è celebrata l’VIII Giornata Nazionale Aisla finalizzata al reperimento di fondi da destinare alla ricerca indispensabile per guarire questa patologia, oggi incurabile.
In una giornata radiosa con un sole spendente ed una cornice festosa, Caserta abbraccia le persone affette da Sclerosi Laterale amiotrofica. In Piazza Dante si è celebrata l’VIII Giornata Nazionale Aisla finalizzata al reperimento di fondi da destinare alla ricerca indispensabile per guarire questa patologia, oggi incurabile. Cogliamo l’occasione per ringraziare soci e simpatizzanti, ed in particolare il nostro Presidente Antonio Tessitore. Un grazie alle Istituzioni dell’ASL Caserta presenti con il Commissario Straordinario Gaetano Danzi ed il Responsabile Qualità Salvatore Moretta. Un grazie al Generale della Brigata Garibaldi di stanza a Caserta Claudio Minghetti, al Comandante dei Vigili di Caserta nonché ai Carabinieri presenti in piazza Dante che, con sensibilità ed affetto, hanno agevolato il nostro compito.
Un grazie alla grande famiglia di AISLA Nazionale.
Il restauro del campanile potrebbe riprendere domani stesso, una volta rimediato alle irregolarità che riguarderebbero le documentazioni degli operai al lavoro.Il cantiere per la riqualificazione del campanile di San Domenico Maggiore è stato momentaneamente sospeso dall’Ispettorato del Lavoro che, venerdì, insieme ai carabinieri della stazione locale, diretti dal maresciallo Raimondo Semprevivo, ha effettuato un sopralluogo e riscontrato problemi nella documentazione degli operai. Le mancanze sarebbero già state ottemperate e domani stesso il cantiere dovrebbe riprendere i lavori. Intanto, sul web impazzano le polemiche come le critiche alla direzione dei lavori che avrebbe peccato di superficialità in merito alla documentazione. La preoccupazione di molti cittadini è che anche quella di San Domenico, come molte altre sul territorio, potrebbe restare un’opera incompiuta. Per restaurare lo storico campanile ha Regione Campania ha stanziato, grazie ai fondi europei Fesr, circa 2milioni di euro. I lavori, annunciati in pompa magna da tutta la politica locale in una conferenza stampa, sono stati avviati lo scorso luglio e se ne dovrebbe prevede e il completamento a dicembre di quest’anno. Da luglio, per consentire una più agevole gestione dei lavori, tutta la viabilità è stata temporaneamente stravolta.
Fonte Foto: facebook
Articolo e video della conferenza stampa inizio lavori:
http://ilmediano.com/recuperiamo-insieme-il-campanile-di-san-domenico/
Emergono particolari incredibili dai momenti che hanno seguito l’agguato di Acerra a Ignazio Adalberto Caruso.
La pista dell’usura è tra quelle più battute in questo momento nell’ambito dell’indagine che i carabinieri stanno conducendo per tentare di sbrogliare l’intricata matassa dell’ultimo agguato di mafia in Campania, quello in cui la sera di San Gennaro ha perso la vita il pregiudicato Adalberto Ignazio Caruso, 57 anni, cognato del boss detenuto Cuono Lombardi. Intanto sta sollevando sempre di più polemiche pesanti la dinamica dei momenti immediatamente successivi all’agguato. Gli operatori dell’Asl Napoli 2 Nord hanno infatti sporto denuncia ai carabinieri. In base all’esposto l’intero staff di un’ambulanza del 118, un autista, un medico e un infermiere, sarebbe stato minacciato e aggredito da parenti e amici di Caruso, che non avrebbero esitato a cacciare con la forza dall’ambulanza un uomo ferito in un incidente stradale per far posto al corpo del loro congiunto rimasto vittima dell’agguato di camorra. La dinamica della vicenda dà tutta la misura del clima di violenza e di sopraffazione in cui versa il Napoletano. L’ambulanza dell’Asl Napoli 2 Nord è passata alle venti e quaranta davanti al luogo in cui pochi minuti prima era avvenuto l’omicidio del pregiudicato, piazza San Pietro, pregiudicato il cui corpo in quel frangente si trovava ancora a terra. Il veicolo stava trasportando nella vicina clinica Villa dei Fiori, distante circa settecento metri, un uomo di 50 anni, rimasto ferito poco prima in un incidente stradale avvenuto in via Volturno, una zona periferica di Acerra. Ma una volta in piazza San Pietro l’ambulanza è stata bloccata con le cattive da un gruppo di persone. Un altro gruppetto di individui non meglio identificati ha quindi aperto bruscamente il portellone posteriore del mezzo. Brutti ceffi che hanno dimostrato di non provare scrupoli. Hanno preso il ferito, imbracato su una tavola a sua volta appoggiata sulla barella dell’ambulanza, lo hanno fatto uscire dall’automezzo e lo hanno adagiato a terra, sulla strada, ancora steso sulla tavola ortopedica. Pochi secondi dopo hanno preso il corpo di Caruso, che forse credevano ancora vivo, e lo hanno adagiato sulla barella dell’ambulanza, al posto del ferito. “A quel punto la moglie del pregiudicato, la sorella del boss Cuono Lombardi, – raccontano alcuni operatori dell’ Asl 2 Nord – si è piazzata nell’ambulanza, accanto all’autista, mentre la figlia si è messa dietro, vicino al padre, insieme all’infermiere. Invece il medico – descrivono dettagliatamente i funzionari dell’azienda sanitaria – è rimasto ad assistere il ferito adagiato a terra da quella gente, ferito il cui stato, per fortuna, non era grave”. Quindi l’ambulanza ha trasportato Caruso in clinica, dove però i medici ne hanno subito riscontrato il decesso. Poco dopo il veicolo è tornato indietro per andare a riprendere il medico e l’uomo ferito. Insomma, è stata davvero una scena di quelle incredibili, da indignazione immediata. Una vicenda che ha reso più avvelenato il clima che sta caratterizzando l’indagine su quest’omicidio che ha tutti i connotati del più classico dei delitti di mafia. Di Adalberto Caruso gli inquirenti sanno molto. Cognato del boss Cuono Lombardi, a sua volta sicario spietato del superboss Mario De Sena, e precedenti, fino a circa dieci anni fa, per estorsione e spaccio di droga. Ma i suoi precedenti più recenti sono relativi a un giro di usura. Caruso forse stava pretendendo danaro da qualcuno che in invece ha ritenuto di risolvere la questione diversamente? Domanda ovviamente al momento priva di risposte. Anche perchè sono troppe le sfaccettature della storia che ha caratterizzato il clan Lombardi. Clan che in questo momento ha in carcere i tre fratelli Cuono, Giovanni e Valentino Lombardi. L’ultima operazione che ha interessato questa famiglia di camorra è stata messa a segno dai carabinieri il 26 gennaio, quando i militari hanno arrestato la sorella del boss, Maria Lombardi, 55 anni. Maria è una vedova di mafia, moglie di Michele Ferrara, un affiliato di punta del clan, ucciso nel 2000. A gennaio insieme a Maria Lombardi sono finiti in manette tre personaggi di Arzano e di Casandrino, che stavano portando a casa della donna 1600 pacchetti di bionde illegali. Nell’ottobre precedente sempre i carabinieri hanno arrestato per violazione della sorveglianza speciale un altro affiliato al clan, Raffaele Iorio. Nel 2002, infine, la squadra mobile arrestò Valentino Lombardi, uno dei fratelli, cognato di Caruso. Le accuse: estorsione e usura ai danni di imprenditori edili di Acerra.
(Fonte foto: rete internet)
Sono due le persone fermate per ricettazione; sequestrati i locali dell’officina.
I carabinieri della compagnia di Casoria hanno sottoposto a fermo d’indiziato di delitto un uomo 42enne napoletano ed un 62enne di Casoria, entrambi già noti alle forze dell’ordine perché ritenuti responsabili di ricettazione e riciclaggio di auto rubate.
I militari hanno fatto irruzione nelle officine/deposito dei due fermati, sorprendendoli in fase di smontaggio di una fiammante auto modello Grande Punto risultata rubata a Volla il 18 settembre e di una altrettanto nuova auto modello Seat Leon rubata nel frusinate il 17 settembre.
Durante le perquisizioni i militari hanno scoperto depositi con centinaia di pezzi catalogati: motori interi, pezzi di ricambio, centraline elettroniche; parti di interni e di carrozzeria, cerchi e pneumatici.
Trovata anche un’automobile Wolskwagen maggiolino cabriolet rubato a Napoli il 30 agosto nonché cumuli di parti meccaniche e carrozzeria di Fiat Doblo’ e Fiat Panda.
Dopo le formalità di rito il 62enne è stato condotto nel carcere di Poggioreale, il 42enne invece è ai domiciliari in attesa di convalida del provvedimento.
Proseguono le indagini per ricostruire eventuali complicità nonché i canali di provenienza e riciclaggio dei pezzi e delle auto rubate.
Mercoledì 23 settembre 2015, alle ore 11.00, presso la biblioteca comunale “Giancarlo Siani” di Cercola sita in via Nuova Caravita 41, avrà luogo una celebrazione pubblica per ricordare il trentennale della morte del giornalista Giancarlo Siani.
La manifestazione, organizzata dall’Istituto Comprensivo “De Luca Picione – Caravita” in collaborazione con il comune di Cercola, che ha patrocinato moralmente l’evento, vedrà la partecipazione degli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado, che depositeranno nei locali della biblioteca una coroncina a memoria degli alti ideali legati alla figura del giornalista partenopeo. All’incontro prenderanno parte il sindaco Avv. Vincenzo Fiengo, il dirigente scolastico Mariarosaria Stanziano e Leandro Limoccia vicepresidente dell’associazione Libera. A moderare il tavolo dei relatori, la giornalista Maria Consiglia Izzo, responsabile del portale vanityher.com.
Durante il dibattito, saranno proiettati alcuni filmati tratti da documentari sull’attività giornalistica di Giancarlo Siani.
L’evento, sponsorizzato dalla libreria Marsiglia di San Giorgio a Cremano con il suo titolare Luca Marsiglia, vedrà esibizioni musicali dal vivo proposte dall’associazione “Largo alla musica”.
Volti e targhe scoperte: è caccia ai rapinatori.
Una mattina di lavoro come le altre, quella per i dipendenti della farmacia D’Ambrosio in via Casilli, almeno fino alle 11:20, quando inseguimenti, strattonamenti e spari hanno movimentato e turbato la loro giornata.
Obiettivo della rapina è stato un anziano signore pedinato già da un po’. L’uomo, infatti, pochi istanti prima aveva prelevato la cifra di 5mila euro all’Unicredit Banca, in via Aielli, come ha poi dichiarato ai Carabinieri della stazione locale giunti in soccorso. Ignaro del pedinamento è salito in auto e ha fatto la sua sosta nella farmacia più vicina, portando con sé il borsello contenente il ricco bottino. Il circuito di sorveglianza del locale mostra le immagini di un uomo che giunge su una moto, targa scoperta, scende dal motorino e sentinella la porta. Un altro uomo, dopo di lui, scende da un auto con il conducente in attesa, ed entra correndo in farmacia. Corre e grida dritto verso il suo bersaglio; i farmacisti si abbassano dietro al banco, due clienti scappano in una porta che conduce nel deposito. Ma l’obiettivo è lui. L’anziano signore che sente una pistola puntata alle sue spalle.
L’istinto lo spinge a stringere forte quel borsello, e inizia lo strattonamento. Il rapinatore dal viso scoperto gli intima di lasciarlo, tira forte, spara un colpo a salve, scoppia il panico. Forte più del rapinatore l’anziano riesce a scappare all’interno della farmacia, apre la porta del deposito e la richiude con forza alle sue spalle. Non c’è più nulla da fare per il rapinatore che scappa a mani vuote insieme alla sentinella sul motorino, prima che potessero arrivare i carabinieri allertati dai vicini.
Le indagini dei carabinieri hanno costretto a chiudere l’attività per qualche ora, in cerca di prove e per analizzare i bossoli della pistola. L’uomo preso di mira dai rapinatori è stato interrogato e poi accompagnato da un’ambulanza in ospedale a causa delle ferite riportate alle mani durante la colluttazione col malvivente. Fuori pericolo anche la farmacista: la donna in stato di gravidanza avanzata ha avuto un forte spavento che non ha causato alcun pericolo.
Intanto, continuano le ricerche dei rapinatori non professionisti da parte dei Carabinieri già in possesso di tutti gli elementi per acciuffarli.
In una nota congiunta l’assessore all’ambiente Clelia d’Avino ed il sindaco Pasquale Piccolo rivolgendosi direttamente alla cittadinanza fanno il punto sulla bonifica del territorio comunale.
Grazie agli operai della Campania Ambiente e Servizi Spa continuano i lavori di bonifica delle strade comunali da anni martoriate dallo sversamento illecito dei rifiuti. Più volte sono dovuti intervenire sui siti già bonificati a causa dei continui sversamenti ma ora siamo ad una svolta. A seguito di un proficuo incontro nella sede della Campania Ambiente e Servizi tra l’assessore Clelia D’Avino, il sindaco Pasquale Piccolo e i tecnici della citata società sono state organizzate e concordate le opere di riqualificazione di tutte le aree presenti nel progetto di bonifica.
Con orgoglio e soddisfazione il sindaco e l’assessore informano i cittadini che “presto tutte le strade bonificate saranno munite di videosorveglianza, che il sito di Via Santa Maria delle Grazie a Castello, e precisamente la pineta, opportunamente video sorvegliata, sarà attrezzata con un’area ludico-sportiva per bambini e ragazzi”.
Hanno chiesto e ottenuto che vengano fornite le attrezzature e i macchinari necessari alla vagliatura del terreno misto a rifiuti necessari alla bonifica di via Bianchetto e via Rosanea che proprio per carenza di attrezzature idonee sono state lasciate per ultime.
“In silenzio e senza clamore – così concludono in una nota – raccogliamo i frutti di un lungo lavoro conseguenza di una rara sinergia tra apparati burocratici e politici, comunali e regionali, con la costante collaborazione della ditta detentrice dell’appalto della raccolta e trasporto dei rifiuti urbani”.
(Fonte foto: rete internet)
Nadia e le due bambine di Anatolij Korol, il muratore vittima di una rapina, hanno deciso di restare nel comune napoletano.
Immigrato eroe: ieri mattina moglie e figlie sono rientrate dall’Ucraina. Tornano a vivere a Castello di Cisterna. Dunque, Nadia Korol è rientrata a Castello di Cisterna con la sua famiglia, le due figlie di 15 anni e di un anno e mezzo. In Ucraina è rimasta appena due settimane, dove nel frattempo ha sepolto suo marito, Anatolij, l’immigrato eroe ucciso dai fratellastri Gianluca Ianuale, 21 anni, figlio del boss Vincenzo, e da Marco Di Lorenzo, 32 anni, che in comune con Gianluca aveva la mamma, deceduta da tempo. Anatolij Korol è stato ammazzato la sera del 29 agosto nel supermercato Piccolo di Castello di Cisterna, dove viveva e lavorava con la sua famiglia, mentre tentava di fermare con le sue mani i due rapinatori, uno dei quali era armato di pistola. Intanto Nadia e le sue figlie continueranno a vivere proprio dove il loro Anataolij ha trovato la morte, a Castello di Cisterna. “Ho salutato la signora Korol stamattina – fa sapere il sindaco Clemente Sorrentino – era molto stanca. Domani ci vedremo con lei insieme all’imprenditore Piccolo per fare il punto della situazione e concordare le azioni da intraprendere per aiutare Nadia e tutta la sua famiglia”. Ieri sera la figura del muratore ucraino barbaramente assassinato (i rapinatori per neutralizzarlo gli conficcarono finanche una penna nel capo) è stata ricordata con un premio speciale alla memoria durante una cerimonia pubblica organizzata dall’associazione Caip-Aicast, l’organizzazione dei piccoli imprenditori e commercianti di Pomigliano. Il premio è stato consegnato al legale della famiglia Korol, l’avvocato Giuseppe Gragnaniello, nell’ambito di una cerimonia consumata davanti a centinaia di persone in una nota masseria ristrutturata della periferia di Pomigliano. Qui insieme al premio alla memoria dedicato ad Anatolij sono stati conferiti i riconoscimenti di eccellenze pomiglianesi, tra gli altri, al vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, al sindaco della città delle fabbriche, Raffaele Russo, e all’ex vicesindaco di Napoli ed ex parlamentare Tommaso Sodano. Ma restano i problemi legati al futuro della famiglia Korol. Secondo quanto già annunciato più volte dal sindaco di Castello di Cisterna (un comune che urbanisticamente è sobborgo di Pomigliano) sono state avviate varie sottoscrizioni, anche da Libera, per dare sostegno economico a Nadia e alle sue due figlie, una ragazza che frequenta l’istituto professionale per il commercio, a Pomigliano, e una bambina, molto piccola, che purtroppo la sera della morte del papà si trovava adagiata nel carrello della spesa, proprio nell’area del supermercato Piccolo. Anatolij infatti quella sera si trovava con la bimba all’interno del market per fare la spesa quotidiana. Poi però quando ha visto Gianluca Ianuale e Marco Di Lorenzo irrompere tra le casse per mettere a segno la rapina non c’ha pensato due volte è si è avventato sui due giovani. Un atto eroico che però è costato la vita all’operaio ucraino, colpito a morte dai colpi di pistola sparati, in base alle indagini, da Gianluca Ianuale. Subito dopo l’imprenditore Piccolo, proprietario della nota catena locale di supermercati, ha dichiarato ai media di aver “adottato” la famiglia Korol. Forse ci ritroveremo Nadia a lavorare nei suoi market? Se ne saprà di più oggi, quando la moglie di Anatolij incontrerà Sorrentino e Piccolo per concordare il futuro suo e della sua famiglia.
E’ quanto ha affermato ieri a Napoli, durante la Giornata nazionale in difesa del Diritto all’Acqua, il deputato del Movimento Cinque Stelle Luigi Gallo.
“In Regione Campania, De Luca sta seguendo il disegno della giunta Caldoro. Con la nuova legge sull’acqua, si istituisce nuovamente un comitato centrale di controllo del servizio idrico che definisce affidamento e contratti ai gestori. Mentre i comitati si battono per restituire potere decisionale ai primi cittadini, De Luca priva i sindaci della possibilità di gestire l’acqua nei propri Comuni creando consigli direttivi di 30 persone nominate dai soliti inciuci della politica. Lo abbiamo impedito a Caldoro grazie alla mobilitazione fatta assieme ai comitati e lo stesso faremo con De Luca. In Regione i consiglieri eletti del PD, tra questi ex sindaci che avevano aderito alla “Rete” per l’acqua pubblica, hanno promesso agli elettori un ritorno alla democrazia nella gestione dell’acqua. E’ questa l’incoerenza e l’ipocrisia che denunciamo da tempo e che danneggia i cittadini”.
Lo afferma il deputato del Movimento Cinque Stelle Luigi Gallo che ieri a Napoli ha partecipato alla Giornata nazionale in difesa del Diritto all’Acqua, indetta da Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell’Acqua, Comune Napoli, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e Azienda Speciale ABC Napoli. Gallo era presente all’incontro con altri due portavoce M5S, la consigliera regionale Maria Muscarà ed il sindaco di Quarto Rosa Capuozzo, e numerosi attivisti campani.
Per i portavoce del Movimento Cinque Stelle di Torre del Greco: “Numerosi sindaci campani e di tutta Italia domenica erano presenti alla Giornata nazionale in difesa del Diritto all’Acqua. Assente – dichiarano – era invece il sindaco Ciro Borriello, che non ha pensato neppure di delegare un assessore o un consigliere comunale in rappresentanza dell’amministrazione. Un chiaro segnale della totale indifferenza del nostro sindaco rispetto al tema dei beni comuni. Torre del Greco era rappresentata solo dagli attivisti e da Luigi Gallo, nostro portavoce alla Camera dei Deputati”.
(Fonte foto: rete internet)
Ieri sera ancora una grande partecipazione al terzo appuntamento organizzato da cittadini e associazioni. L’appello della gente: “Basta ecomafie”. Amministrazione comunale assente alla marcia.
Ieri sera migliaia di persone hanno riempito le strade di Acerra, città simbolo dei mali della Terra dei Fuochi. E’ stato il terzo appuntamento della “Fiaccolata per la Vita”, l’iniziativa ideata nel 2013 da cittadini e associazioni allo scopo di tenere alta l’attenzione sull’emergenza ecomafia. Ma ieri l’organizzazione della fiaccolata ha portato a casa un risultato molto positivo non solo in termini quantitativi. Questo perché anche il livello dei politici che si sono mescolati alla folla è stato altissimo.
In piazza c’erano infatti Luigi Di Maio, il vicepresidente della Camera (M5S), e Alessandro Di Battista, anche lui parlamentare del Movimento Cinque Stelle. Massiccio il gruppo dei pentastellati: il senatore Sergio Puglia, il deputato Salvatore Micillo, il consigliere regionale Marì Muscarà. Durante il percorso la fiaccolata si è fermata sotto il palazzo di via Calzolaio di proprietà dei fratelli Pellini, gli imprenditori locali dello smaltimento dei rifiuti condannati in secondo grado per disastro ambientale.
Qui i cittadini, fiaccole in pugno, si sono stretti in un minuto di silenzio molto significato, mentre accanto a Di Battista e a Di Maio si poteva distinguere Alessandro Cannavacciuolo, il figlio dei pastori di Acerra le cui greggi furono sterminate a causa della diossina nei terreni. Cannavacciuolo da allora ha iniziato una vera crociata contro gli inquinatori di aria, acqua e suolo. Vicino al noto ambientalista locale c’erano Vincenzo Petrella, dei “Volontari Antiroghi di Acerra”, e Armando Esposito, delle ” Guardie Ambientali “.
Comunque la partecipazione dell’associazionismo è stata ben più ampia grazie all’arrivo, tra gli altri, degli esponenti del “Coordinamento Comitato Fuochi”, del comitato “Donne del 29 Agosto”, dei “Volontari Civici”, e di componenti delle “Mamme Coraggio”.
Dal corteo è spiccata la figura di Maria Di Buono, vedova di Michele Liguori, il vigile eroe cacciatore di discariche abusive morto di cancro nel gennaio dell’anno scorso. Toccante è stata la scena che si è consumata nel piazzale antistante il cimitero, dove ad accogliere la fiaccolata c’era la soprano Miriam Ciccotti, che ha cantato l’ “Ave Maria” di Schubert e la famosa canzone, ma in versione lirica, “Terra Mia”, di Pino Daniele. Contemporaneamente l’emozione è aumentata quando si è sviluppata la fila delle persone adunate per la posa terra dei lumini accesi.
Di Maio e Di Battista però non hanno voluto fare comizi. I due leader hanno ritenuto doveroso non caratterizzare in chiave politica l’evento. A ogni modo hanno rilasciato dichiarazioni di un certo peso. “Non ci sono più scuse – ha detto il vicepresidente della Camera – chi commette crimini ambientali va in galera. Con la legge sugli ecoreati è stato fatto un primo passo verso un cambio di rotta definitivo comportamentale”. Di Maio si è pure soffermato sul processo Pellini. “Osserveremo con attenzione cosa deciderà il terzo grado, la Cassazione: io non permetterò che questo territorio sia lasciato solo”, ha concluso l’esponente di punta del Movimento Cinque Stelle.
Alessandro Di Battista dal canto suo ha dichiarato al collega Emanuele Amoruso, del giornale on line “Punto!” che “bisogna sostenere i comitati e i cittadini in lotta” e che “siamo qui senza bandiera perché la camorra è ancora forte, perché si è infiltrata ovunque anche in parlamento, perché in Regione il presidente della commissione antimafia è indagata per voto di scambio, perché la terra dei fuochi non è stata bonificata nonostante l’Unione europea abbia stanziato i fondi e la Regione non riesce a spenderli; perché si continua a morire di tumore e la camorra ci specula sopra e per far capire che il crimine organizzato – e lo dico da romano che sono dovuto diventare esperto perché anche a Roma e nata, anche per colpa del Partito democratico, una mafia autoctona come mafia capitale – la mafia, la camorra, la ‘ndragheta senza la corruzione della politica non avrebbero la forza che hanno. Questo vogliamo far passare”.
Nel frattempo è stato avvertito come il più classico dei silenzi “assordanti” l’assenza della giunta comunale di Acerra alla manifestazione. Silenzio che pesa di più se si considera che ai due precedenti appuntamenti della Fiaccolata per la Vita il sindaco Raffaele Lettieri si è sempre presentato, fascia tricolore al petto.
a sx Alessandro Di Battista, a dx Alessandro Cannavacciuolo
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