Sarà presentato domani, venerdì 2 ottobre alle ore 17, presso la biblioteca comunale “Giancarlo Siani” di Cercola il libro “Il cancro della corruzione” scritto dal Colonnello dei Carabinieri Claudio Mungivera, edito da Rogiosi.
L’iniziativa, aperta al pubblico, è stata organizzata dall’Istituto Comprensivo “De Luca Picione – Caravita” in collaborazione con il comune di Cercola, che ha patrocinato moralmente l’evento. Interverranno, oltre all’autore, la Preside dell’Istituto “De Luca Picione” Mariarosaria Stanziano, il Sindaco del Comune di Cercola Vincenzo Finego, il vice sindaco Luigi Di Dato e il Tenente dei Carabinieri Gaetano Vrola.
Il colonnello Mungivera vanta un curriculum importate: ha comandato, tra l’altro, il Nucleo Operativo di Palermo; ha svolto servizio di Stato Maggiore alla Regione Carabinieri Piemonte-Valle d’Aosta; e da anni svolge servizio di Responsabile della Sicurezza presso la NATO. E’ stato insignito più volte per atti di eroismo.
Il testo, una cui buona parte è dedicata alla Terra dei Fuochi e al disastro ambientale che da tempo ormai condanna la città partenopea, ha ben due altre peculiarità: la prefazione scritta da Manfredi Borsellino, figlio di Agnese (a cui l’autore dedica il libro) e Paolo Borsellino, e il vero destinatario dell’opera, ovvero il centro di ricerca Tumori dell’Istituto Pascale di Napoli a cui verrà trasferito l’intero ricavato della vendita del volume.
“La criminalità, la corruzione non si combattono soltanto con i carabinieri… E allora quello che un giornalista ‘giornalista’ dovrebbe fare è informare”: il “giornalista Giornalista” che ha pronunciato queste parole più di 30 anni fa è Giancarlo Siani. Venerdì 2 si parlerà di criminalità e corruzione proprio nella biblioteca a lui dedicata perché “Le persone per scegliere devono sapere, devono conoscere i fatti”.
Dal 4 ottobre per quattro giorni oltre duecento tra medici, esperti e scienziati saranno presenti in venticinque tavole rotonde tematiche, simposi, seminari su tutte le principali specialistiche mediche, dall’endocrinologia alla cardiologia, dalla chirurgia plastica alla nefrologia.
Quattro giorni di tavole rotonde sulla prevenzione a Città della Scienza, con diversi specialisti italiani, aperte al pubblico e, al mattino, dedicate alle scuole. Poi quattro giornate di visite specialistiche gratuite nel Campus della Salute in Piazza del Plebiscito. E’ questo il doppio binario della “Settimana della prevenzione” che partirà domenica prossima, 4 ottobre, a Città della Scienza dove, fino all’8 ottobre, si alterneranno oltre duecento tra medici, esperti e scienziati in venticinque tavole rotonde tematiche, simposi, seminari su tutte le principali specialistiche mediche, dall’endocrinologia alla cardiologia, dalla chirurgia plastica alla nefrologia.
Da giovedì 8 poi in Piazza del Plebiscito ci sarà il più grande ospedale da campo allestito a Napoli con oltre trecento medici attivi per visitare gratuitamente i cittadini. Ma la piazza sarà animata anche da un programma di eventi sportivi, musicali e dedicati ai bambini.
Diversi anche i testimonial, con artisti e scienziati, imprenditori e sportivi insieme per promuovere la Settimana della prevenzione: al lancio della settimana sono intervenuti oggi l’attore Patrizio Rispo, i musicisti Marco Zurzolo e Monica Sarnelli e l’olimpionico di pallanuoto Pino Porzio.
La settimana terminerà domenica 11 ottobre con la Prevention race, una maratona che percorrerà il lungomare cittadino e si concluderà ancora nel cuore di Napoli in piazza del Plebiscito. “La quattro giorni di convegni – spiega Annamaria Colao, scienziata e organizzatrice del Campus della salute – è una novità di quest’anno che punta ad un confronto degli specialisti con il pubblico, mirando alla divulgazione, perché la prevenzione è anche cultura. Poi da Città della Scienza ci trasferiamo in Piazza Plebiscito per fare il nostro mestiere di medici”.
Tra i pilastri della prevenzione c’è lo sport, come sottolinea Tommaso Mandato, che ricorda come “salute, sport e solidarietà compongono le tre S del Campus che da anni è attivo in tutta la Regione coinvolgendo la popolazione con una diffusa azione di prevenzione facendo anche sport e divertendosi”. E alla maratona di domenica 11 parteciperà anche Amedeo Manzo, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Napoli: “Siamo vicini alla Prevention Race – spiega – perché siamo impegnati a risollevare le sorti della nostra città e la salute è un fattore decisivo per migliorare la vita dei napoletani”.
(Fonte foto: rete internet)
Ieri, nella Giornata mondiale del Cuore, alla sede del Parlamento Europeo, presentato il piano di azione dell’Heart failure network, che lancia l’allarme su una patologia destinata a incidere sempre più sulla vita dei cittadini e sui Sistemi sanitari nazionali. Neuromed punta alla prevenzione.
“Investire in prevenzione, attraverso la diffusione di corretti stili di vita, significa affrontare tempestivamente quello che si accinge a diventare un problema di enormi proporzioni”. A parlare è il professor Giovanni de Gaetano, responsabile del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S Neuromed di Pozzilli (IS). L’Istituto molisano ha partecipato ieri all’evento “Portare l’insufficienza cardiaca all’interno delle principali politiche sanitarie”. Due ore di discussione per affrontare una sfida: fare in modo che l’insufficienza cardiaca diventi una priorità in termini di prevenzione, terapie, personalizzazione delle cure e assistenza ai pazienti.
Organizzato dall’Heart Failure Policy Network, un gruppo interdisciplinare composto da esponenti politici europei e nazionali, ricercatori, medici e organizzazioni di pazienti, il meeting ha puntato a sensibilizzare le istituzioni verso l’adozione di misure drastiche, comuni a tutti i Paesi europei, per contrastare una patologia destinata a diventare sempre più diffusa. “E’ uno tsunami di pazienti quello che ci aspetta nel futuro – ha detto Nick Hartshorne-Evans, dell’Associazione Pumping Marvellous – e che abbiamo il dovere di arginare con la prevenzione e con le cure, garantendo un’accettabile qualità della vita dei pazienti. Siamo di fronte a una situazione simile a quella del cancro venti anni fa: non se ne parlava affatto e la conoscenza era molto poco diffusa”.
L’insufficienza cardiaca, conosciuta anche come scompenso, è una patologia che colpisce quindici milioni di persone in Europa e le prospettive sono di un aumento dei casi dovuto ad un invecchiamento della popolazione e, paradossalmente, al fatto che sempre più persone sopravvivono all’infarto. Per questo nel corso dell’incontro è stata sottolineata la necessità di una diagnosi precoce tramite anche strumenti innovativi di monitoraggio e cure personalizzate.
L’approccio che il network persegue è fatto di inquadramento prioritario nei sistemi sanitari nazionali, specializzazione del personale, educazione terapeutica del paziente, personalizzazione delle cure. E una forte attenzione alla prevenzione.
“La tradizione della Dieta Mediterranea – ha aggiunto de Gaetano – risulta essere uno dei mezzi più efficaci, anche dal punto di vista del rapporto costi/benefici, per prevenire l’insufficienza cardiaca. Parallelamente, abbiamo bisogno di sviluppare metodi predittivi per una diagnosi ancora più precoce e per seguire l’evoluzione della malattia. In questo ambito, il nostro impegno nel Progetto europeo BiomarCare è proprio di individuare dei marker, indicatori biologici, magari riscontrabili da una semplice analisi del sangue, capaci di individuare i pazienti più a rischio”.
Nel corso dell’incontro
Unicoop ha comunicato le modalità della ristrutturazione dell’ipermercato.
Venerdì 25 settembre Distribuzione Centro Sud è subentrata a Ipercoop Tirreno nella gestione dell’ipermercato Ipercoop di Quarto. Cosa che ha determinato la chiusura per ristrutturazione fino al 16 ottobre dell’impianto in cui lavorano 160 addetti. Impianto che riaprirà al pubblico il prossimo 17 ottobre. Nel frattempo l’accordo raggiunto il 18 settembre scorso con i sindacati ha consentito la salvaguardia dei posti di lavoro. Intanto dal 25 settembre la società Distribuzione Centro Sud, formata da Coop Estense, Coop Adriatica, Coop Consumatori Nord Est (cooperative in fase di fusione per dar vita a Coop Alleanza 3.0) e Unicoop Tirreno, è subentrata ad Ipercoop Tirreno nella gestione del punto vendita di Quarto con il conseguente passaggio dei lavoratori alle dipendenze di DCS, mantenendo così i posti di lavoro attuali. Distribuzione Centro Sud – dal 21 settembre nuovo nome di Distribuzione Lazio- è la società che dal 1° febbraio scorso gestisce anche il punto vendita Coop di Guidonia (Roma). La ristrutturazione di Quarto consiste in una revisione totale del lay out, nell’introduzione di nuovi servizi ed una più ampia offerta assortimentale all’interno di una politica commerciale che punta a rafforzare la convenienza dell’ipermercato sul territorio. Tra le novità l’introduzione del “video catalogo”, strumento che estende l’offerta del non alimentare a oltre 3mila prodotti non esposti ma prenotabili, un’ ampia area dedicata ai prodotti per la salute e il benessere, uno spazio bar–ristorazione. Senza dimenticare un’ attenzione particolare ai prodotti freschi del territorio.
I banchi di maggioranza del Consiglio Comunale di Sant’AnastasiaIn consiglio comunale si sviscera la “crisi” politica. Veruska Zucconi, capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia, annuncia di non sentirsi più parte della maggioranza; di contro l’altro esponente della civica, Alfonso Di Fraia, non “rinnega” il simbolo.
Non che il simbolo, trattandosi di lista civica, sia fondamentale. Fatto sta però che al momento la lista «Alleanza per Sant’Anastasia» ha due esponenti in assise civica. Un consigliere che resta nella maggioranza Abete, ossia Alfonso Di Fraia, e un capogruppo che dice di non sentirsene più parte, la capogruppo Veruska Zucconi. La lista ha anche un assessore, Fernando De Simone, riconfermato e appena investito di deleghe “pesanti” come l’Ambiente. Ne aveva un altro, l’ex vicesindaco poi rinominato assessore e infine dimessosi in aperto contrasto con la linea del sindaco, Armando Di Perna. Ebbene, queste due anime non potranno coesistere a lungo sotto la stessa sigla. Anche perché i «dissidenti» gestiscono al momento un profilo facebook con il nome della lista. Dall’altra parte, i manifesti che negli ultimi giorni fanno capo alla maggioranza Abete, quelli politici intendiamo, il simbolo di Alleanza per Sant’Anastasia pur rivendicato in consiglio comunale l’hanno – come dire – «dimenticato».
Intanto, nel consiglio comunale di ieri, mercoledì 30 settembre, con all’ordine del giorno regolamenti e variazioni di bilancio, c’è stata finalmente occasione di ascoltare i protagonisti della querelle politica consumatasi da agosto soltanto a suon di manifesti e polemiche da social. Grazie, in verità, ad una interrogazione depositata dalla capogruppo di Forza Italia, Annarita De Simone, e da una successiva protocollata dal consigliere Paolo Esposito. Entrambi hanno chiesto di far luce sulle vicende che hanno visto, in rapida successione, l’azzeramento della giunta comunale, il minirimpasto con la riconferma di una parte degli assessori, l’estromissione di Lucia Barra e Giancarlo Graziani, lo «spodestamento» del vicesindaco Di Perna che, prima ha accettato la nomina di assessore, e dopo pochissimo ha rassegnato le dimissioni puntando il dito contro la circostanza per la quale si andavano a premiare funzionari comunali che – a suo dire – sono i responsabili della perdita di alcuni importanti finanziamenti.
E nell’assise di eri c’è da rimarcare una circostanza, forse ancor più rilevante dalla presa di distanza della Zucconi, già peraltro annunciata e nell’aria. Ossia l’apertura a tutto tondo del sindaco Abete nei confronti delle forze moderate in consiglio comunale. Posto che nel consesso civico, è evidente, ci sono «solo» al momento forze moderate, il primo cittadino ha auspicato una collaborazione che faccia «ripartire» il paese. «La eliminazione di muri e preconcetti, un percorso sereno con l’aiuto di tutti». Insomma, non che si debba ricorrere a voli pindarici per immaginare che le parole di Abete siano una mano tesa all’opposizione. Non che gli serva, i numeri li ha – per ora e probabilmente per molto – tutti. Ma di certo un cambio di rotta che è stato accolto di buon grado sia dal socialista Carmine Capuano che da Paolo Esposito (già Udc e liste civiche).
Paolo Esposito, infatti, escludendo a priori mentre è in discussione la presunta crisi amministrativa, il ricorso a nuove elezioni che non gioverebbero ad oggi alla città, si augura «un progetto nuovo» e, laddove possibile, un «rilancio amministrativo», apprezzando inequivocabilmente il distacco dall’amministrazione precedente, il taglio con il passato, e aggiunge: «Questo a noi fa piacere e chi ha esternato pubblicamente diversità di intenti si prepara forse a nuove elezioni da protagonista». Il consigliere Capuano chiede spiegazioni e auspica una riflessione sulla evidente frattura della coalizione, sullo «strappo». E parla di «rivoluzione» in corso, aggiungendo che, come compete all’opposizione, vigilerà in maniera costruttiva. Ma non fa mistero della considerazione positiva nei confronti del nuovo assessore all’Urbanistica, l’architetto Stefano Prisco. «Al quale mi lega un’antica amicizia» – sottolinea. Così come della diversa considerazione per chi lo ha preceduto, l’architetto Giancarlo Graziani. «Non vorrei essere scortese nei confronti di un amico, anche con lui c’è una storia comune, ma il giudizio sul suo operato è estremamente negativo, in effetti non ha operato per nulla. Nel vesuviano l’urbanistica è un problema serio e chiedo al neo assessore un’attenzione particolare. Noi restiamo all’opposizione tentando di costruire e, se ciò servirà a dare slancio, non faremo mancare – come sempre – il nostro apporto di controllo e proposte. Mi auguro che la nuova giunta dia le risposte che il paese attende». L’unico esponente del Pd presente in aula, il consigliere Peppe Maiello, ha pungolato insistentemente chiedendo spiegazioni sulla «falla» apertasi nella coalizione Abete e invocando risposte sul presunto cambio di passo o di progetto. «I cittadini hanno il diritto sacrosanto di sapere e capire quanto sta accadendo».
Insomma, Abete ha perso qualche pezzo per strada ma, si direbbe, al momento ha incassato quanto meno l’apertura di credito di un po’ di oppositori, in attesa di giudizio. Che non è poco. Ora la questione sembra meramente formale. E lui, il sindaco, ha detto a chiare lettere che la presunta crisi proprio non c’è, non esiste. «Un azzeramento della giunta era nelle mie prerogative, era naturale dopo un anno di amministrazione, non c’era stata fino ad allora incisività – ha detto Abete in aula – e ho tentato di rimediare auspicando un rilancio. Confermando tutti gli assessori che erano stati eletti per una questione etica, morale, di lealtà. Sulla decisione di chi è andato via dopo non posso esprimermi io».
Ora la faccenda che riguarda il simbolo di Alleanza Per Sant’Anastasia si consumerà probabilmente in altre sedi, fatto sta che nessuno ha sviscerato in consiglio comunale la vera questione, le parole che l’ex vicesindaco ha affidato ad un video all’indomani delle sue dimissioni: questi finanziamenti di cui parla, si sono persi o no? Lui dice di sì, chi è in maggioranza dice di no. I cittadini al momento non lo sanno. Abete nel frattempo promette tempi brevi per il completamento della giunta alla quale manca un tassello fondamentale, quello dell’assessore al Bilancio.
Sulla querelle politica, a tenere banco, i due esponenti della stessa lista, i «separati in casa» Veruska Zucconi e Alfonso Di Fraia. Ha cominciato il secondo, in assenza del capogruppo (quanto meno formalmente lo è ancora). «Prendo atto con rammarico e sorpresa delle esternazioni pubbliche che amici hanno fatto in nome del simbolo che anche io rappresento – ha detto Di Fraia – a questa maggioranza sono state mosse accuse pesanti di immobilismo e clientelismo, di finanziamenti persi, di questioni importanti ma che dovevano essere presentate, a questa squadra di governo, in tempi antecedenti al riassetto della giunta. Eppure di riunioni, in un anno e mezzo, ne abbiamo fatte. Se ci fosse stato un ragionamento obiettivo, se si trattasse di elementi oggettivi, avrei partecipato con piacere ad una discussione interna, anche se fosse servita di pungolo agli amministratori. Purtroppo queste accuse, venute fuori soltanto dopo il rimpasto della giunta, mi fanno pensare che motivi politici non ci siano, che si tratti solo di attaccamento alla poltrona e di potere fine a sé stesso». Ed è così che il consigliere di Alleanza per Sant’Anastasia non rinnega il suo simbolo, anzi: «Parlo a nome di chi mi ha eletto, di chi ancora siede in giunta in rappresentanza del nostro simbolo (ndr, Fernando De Simone, assessore), e dico che i presupposti politici perché si prosegua a far parte di questa maggioranza non sono mai venuti meno. Perciò rinnovo la fiducia a questa amministrazione e intendo continuare a rappresentare il simbolo e la lista con coerenza. Chiedo al sindaco di non demordere e di andare avanti a testa alta con la nostra azione di governo che non si è mai distaccata dal progetto originario per cui il popolo ci ha votato, concedendoci di amministrare Palazzo Siano e Sant’Anastasia. Se qualcuno si è allontanato dal progetto politico e ha fatto affiggere manifesti in strada senza nemmeno sentire l’esigenza di avvisare chi questo simbolo lo rappresenta, non posso certo condividere, così come non credo condividano tutte e venti le persone candidate in lista».
Legittima d’altronde anche la posizione della capogruppo Veruska Zucconi che, arrivata in aula a discussione politica già consumata, ha chiesto e ottenuto la parola dal presidente dell’assise, Mario Gifuni. «Mi sono candidata per continuare una rivoluzione politica, di un certo modo lungimirante di amministrare – ha detto la Zucconi – credo nel mio ruolo di consigliere comunale e ancor più nei progetti per i quali la cittadinanza ci ha dato consensi. Oggi, insieme ad altri esponenti della politica locale come l’ex vicesindaco Armando Di Perna, l’ex assessore Lucia Barra, l’ex capostaff politico del sindaco Ciro Pavone, sento la necessità di discostarmi da questo modo di amministrare e sono preoccupatissima per la fase di rallentamento alla quale stiamo assistendo». «Ricordo – ha aggiunto la consigliera – che un’accelerata è stata più volte invocata da Di Perna e lo rammento perché io, come altri consiglieri e assessori presenti qui oggi, c’eravamo nelle riunioni di maggioranza in cui questo accadeva. Abbiamo chiesto più volte che si desse corpo al programma elettorale, che il sindaco desse gli input necessari ad accelerare interventi che il paese attende. Ma non è stato possibile lavorare per mantenere le promesse fatte alla cittadinanza. Io assolverò al mio compito di consigliere comunale, che è quello di controllo, ma non posso più considerarmi parte di questa maggioranza».
Da sottolineare, inoltre, il «confronto» tra la Zucconi e l’assessore in giunta sotto l’egida della sua stessa lista, De Simone. «Di Alleanza per Sant’Anastasia faccio parte anch’io – ha esordito l’assessore – e chiedo a chi ha utilizzato quel simbolo, senza confrontarsi con gli altri, di spiegare qui e adesso le accuse di clientelismo e di immobilismo. Vorrei sapere in che modo è stato fatto clientelismo e quali sono le promesse non rispettate».
Sull’utilizzo del simbolo, l’avvocato Zucconi ha fatto ricorso alla normativa: «Stando al Testo Unico Enti Locali – ha spiegato – quando ci si candida in una lista civica il simbolo non è di utilizzo esclusivo né dei presentatori della stessa, né di chiunque ne faccia parte». Ed ha aggiunto, con riferimento evidente ad un’altra compagine di maggioranza: «Altra cosa è quando si utilizza il logo di un movimento civico per il quale vale la stessa normativa dei marchi». Rispetto alla richiesta di spiegazioni circa le accuse di immobilismo e clientelismo ha promesso: «Le risposte ci saranno, per iscritto».
Passa alla Camera la norma sulla Rcautoequa, la proposta di legge presentata dal M5S che abolisce le “discriminazioni territoriali” nell’ammontare delle tariffe assicurative.
E’ di poche ore fa la notizia. Il Movimento 5 Stelle è riuscito a far approvare alla Camera dei Deputati la norma sulla “RC Auto Equa”, impedendo il ricatto dei Lobbisti.
La proposta di una RC Auto Equa che metta fine, una volta per tutte, ad una ingiustificata discriminazione territoriale sul pagamento delle tariffe dell’assicurazione obbligatoria, è passata alla Camera.
“Con il voto di oggi il M5S consegue una doppia vittoria – ha dichiarato il senatore Sergio Puglia – la prima, e più importante, è l’aver compiuto un altro passo avanti nel restituire dignità ai tantissimi automobilisti che, senza alcun motivo, si sono visti per anni salassare della compagnie assicurative … C’è poi il trionfo, altrettanto rilevante, della nostra azione di costante vigilanza e pressione nei confronti di partiti che erano pronti a fare un passo indietro su una vicenda che oggi sbandierano come loro personale conquista … In queste settimane abbiamo tenuto il fiato sul collo di tutti quei signori che già in passato hanno impedito che questa misura venisse varata … abbiamo vigilato, inoltre, affinché lobbisti e inviati speciali delle grandi compagnie assicurative non mettessero in atto l’ennesimo ricatto ai danni dei cittadini italiani … un esempio di una opposizione vigile, costruttiva e che agisce smascherando e facendo pressione … Ma ora c’è ancora lo scoglio al Senato da superare – continua il senatore Puglia – e li la partita non sarà facile, ma noi siamo pronti a dare battaglia anche in quella sede, dove siamo certi che conseguiremo la vittoria più bella nell’interesse dei cittadini …”
Sergio Puglia esorta i cittadini a mantenere alta l’attenzione sui territori “ … altrimenti questi politici dei partiti nel silenzio generale si vendono …. dobbiamo lottare fino alla fine, fino a quando la nostra norma “RCAutoEqua” non sarà approvata definitivamente dai due rami del Parlamento …”
Lettera congiunta per scongiurare i disagi dell’attuale situazione che vede gli studenti fare lunghe anticamere nella sede dell’azienda sanitaria locale, in barba alla privacy.
Quello che dovrebbe essere semplicemente un adempimento, vale a dire la visita neuropsichiatrica agli alunni che avrebbero la necessità di un docente di sostegno per verificarne l’effettiva esigenza e la conseguente urgenza, sta diventando a Somma Vesuviana motivo di querelle e disagi. Lo dimostra una missiva firmata da tutti i dirigenti scolastici del territorio, ossia Carla Mozzillo (I Circolo), Maria Rosaria Cetro (II Circolo), Carolina Menna (III Circolo), Ernesto Piccolo (San Giovanni Bosco – Summa Villa).
I dirigenti hanno scritto al distretto nr. 48 dell’Asl, al direttore sanitario (dott. Ferdinando Primiano), al responsabile dell’Unità Materno Infantile dott.ssa Grazia Formisano, indirizzando la missiva, per conoscenza, alla dott.ssa Luisa Franzese, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale. La motivazione della richiesta, ma diremmo della «protesta» per iscritto, è da ricercarsi nelle modalità al momento utilizzate per le visite agli alunni disabili.
Ad oggi, infatti, per portare un alunno in visita dal medico deputato bisogna attendere tempi lunghissimi e la direzione dell’Asl ha optato – sta qui il punto – per la soluzione più complicata: ossia che siano gli alunni a recarsi all’Asl, dove spesso occorrono lunghe anticamere e dove ne va della privacy degli stessi ragazzi e delle loro famiglie.
«I Dirigenti scolastici del territorio di Somma Vesuviana, costituitisi in rete ai sensi della Legge 107/2015 – si legge nella lettera – rappresentano la necessità di continuare ad effettuare le visite agli alunni disabili nelle sedi scolastiche di pertinenza.Tale modalità risulta più favorevole per i bambini e consente alle scuole di esonerare i docenti dal servizio per il tempo strettamente necessario, assicurando il regolare funzionamento delle attività scolastiche».
I dirigenti fanno anche riferimento ai disagi conseguenti ai ritardi e a ciò che questi comportano. «I sottoscritti rappresentano ancora l’esigenza di accelerare le prenotazioni per le prime visite neuropsichiatriche. Appuntamenti fissati con mesi di attesa comportano per le scuole l’impossibilità di presentare la documentazione in sede di organico, precludendo agli alunni il diritto di avere il docente di sostegno. D’altra parte, l’indicazione di recarsi presso altri distretti non trova sempre la disponibilità delle famiglie, che spesso presentano vissuti problematici e condizioni di vero e proprio disagio economico». L’appello si chiude con l’auspicio di opportuni interventi in merito della dirigenza Asl.
Poco dopo la fine dell’assise civica, i dissidenti di Alleanza per Sant’Anastasia rinnovano le accuse sul social network e – a fronte della distensione tra il sindaco e gli oppositori – chi gestisce l’account di «Sant’Anastasia In Volo» avverte: «A noi il ribaltone non piace».
Si può dire che il sindaco Abete sia uscito indenne dalla prova dell’aula: l’opposizione chiede spiegazioni, lui ribatte che la crisi non c’è, la consigliera Zucconi si dissocia dalla maggioranza ma c’è pur sempre il consigliere Di Fraia che, con il sostegno del suo assessore De Simone (entrambi eletti nella lista Alleanza per Sant’Anastasia della quale è ancora capogruppo Zucconi) bilancia la polemica; la capogruppo di Forza Italia, Annarita De Simone e il consigliere del Pd, Peppe Maiello, sono alquanto critici, ma Paolo Esposito e Carmine Capuano sembrano accogliere a braccia aperte la mano tesa del primo cittadino con una apertura di credito sui futuri risultati. Sempre dall’opposizione, ovvio. Ma sempre apertura di credito è, questo è ciò che si coglie dall’atmosfera.
Una «passeggiata», insomma. Ma basta aprire i social poco dopo la fine del consiglio comunale per capire che proprio così roseo il quadro non è. Sull’account Facebook di Alleanza per Sant’Anastasia compare un post (foto in basso) che snocciola dubbi e domande, oltre che accuse, critiche e supposizioni velate (ma neanche tanto): «Primo Consiglio Comunale della rinnovata amministrazione si è concluso, senza un atto che sia uno all’ordine del giorno, degno di nota. In compenso, quasi tutti hanno parlato dell’assessore Di Perna, cercando alchimie e motivazioni stravaganti per giustificare le sue dimissioni. Strano però che nessuno, né dalla maggioranza né dall’opposizione, abbia chiesto al Sindaco spiegazioni sui due finanziamenti che il Comune ha perso nel mese di agosto; nessuno ha chiesto come mai opere strategiche, programmate e finanziate da due anni, sono ferme al palo; come mai i 2,5 milioni di euro della Tav non sono stati ancora spesi. Ecco, mentre il Sindaco dice ancora oggi che va tutto bene, per noi tutto questo non andava bene. Affatto! Dare incarichi a professionisti vicini all’opposizione non è sempre garanzia di tenuta!! Ah, la domanda più importante…come mai non c’è ancora il nuovo assessore al Bilancio? Questo almeno potevate chiederlo».
Alla sua pagina Facebook affida poi il commento sull’assise terminata poco prima anche il sindaco Lello Abete: «Si è da poco concluso il consiglio comunale. Tra le varie cose, ho presentato pubblicamente i due nuovi assessori della mia giunta ed ho approfittato di un’interrogazione della consigliera De Simone per chiarire le idee sulla situazione politica attuale della maggioranza. Per quel che mi riguarda, non v’è nessuna spaccatura né segno di cedimento in atto: la mia squadra è compatta e vogliosa di continuare a lavorare per il bene di Sant’Anastasia! Sono aperto, come ribadito in consiglio, a qualsiasi confronto o dialogo con le altre forze politiche consiliari, perché, aldilà degli schemi e delle contrapposizioni, la mia unica priorità nell’agenda amministrativa è il bene dei miei concittadini».
E qui, con o senza i social network, si chiuderebbe almeno per ora la questione in attesa di altri manifesti, di altri video, di altre dichiarazioni di un protagonista o dell’altro. Se non fosse per un post comparso sulla pagina della lista «Sant’Anastasia in volo». Qui, chi scrive in nome della compagine civica che in assise ha due rappresentanti (Mario Trimarco e Rosaria Fornaro) oltre al presidente del consiglio comunale Mario Gifuni, avvisa senza mezzi termini: «A noi il ribaltone non piace». Questo il testo (foto allegata): «Consiglio comunale concluso da più di due ore e già si è passati alla polemica sui social. Nel consiglio comunale c’era un clima fin troppo distensivo a noi il ribaltone non piace e non vorremo che l’agenda politica venga dettata da qualche funzionario con la sua diplomazia. Noi non vogliamo che il progetto che ci ha consentito di vincere non venga stravolto!!! Per noi vengono prima gli anastasiani!!!!! Lavoro e zona rossa devono essere le due priorità».
La politica ai tempi dei social riserva sorprese, questo è certo. O quanto meno avvertimenti.
post su profilo facebook Alleanza per Sant’Anastasia
Il capo dello Stato conferisce l’alto riconoscimento all’immigrato Anatolij Korol, ucciso nel tentativo di sventare una rapina a Castello di Cisterna.
“Mi commuove profondamente ricevere quest’altissima onorificenza dalle mani del presidente Sergio Mattarella, lui può ben comprendere il mio stato d’animo perchè anche lui ha subito una perdita tremenda”.
Nadiya Korol ringrazia il capo dello Stato per aver voluto conferire la medaglia d’oro al valor civile a suo marito Anatolij, l’immigrato eroe ucraino ucciso la sera del 29 agosto mentre tentava di sventare una rapina in un supermercato di Castello di Cisterna. Mattarella consegnerà la medaglia d’oro alla vedova Korol dopodomani, 2 ottobre, al Quirinale.
La prime parole della moglie di Anataolij sono state dedicate alla brutta esperienza che la accomuna a un’altra tragedia, quella subita dall’attuale presidente della Repubblica nel 1980, quando i killer della mafia gli uccisero il fratello Piersanti, allora presidente della giunta regionale della Sicilia. Intanto il dolore di Nadiya resta forte. ” Ringrazio anche tutti coloro i quali – ha aggiunto la vedova Korol – hanno contribuito a far conoscere all’Italia il cuore e l’esempio di Anatoliy, giornalisti, istituzioni, prefetto, parlamento, carabinieri “.
Un mercatino domenicale napoletano, ormai ventennale, diventa facile preda di venditori e parcheggiatori abusivi, che ne fanno un punto strategico per il proprio “business”. Il tutto nell’indifferenza dell’amministrazione vigente.
Il “Mercatino dell’oblìo” si trova in Via Pasquale del Pezzo, una traversa di Via De Roberto (sotto al ponte della tangenziale, “dietro la FIAT”). E’ una bella realtà che vive da venti anni.
Nel 1996 la location viene concessa dalla Kuwait al Comune di Napoli in comodato d’uso gratuito proprio con l’idea di farne un mercatino domenicale. Il Comune (assessore Tecce) la affida all’Associazione “Mercato dell’Oblio”.
Prende vita così uno dei “mercatini delle pulci” più ricco di merce, più conosciuto e più frequentato di Napoli. L’associazione, con il presidente Canzanella Alfredo in primo luogo, cerca un po’ alla volta di apportare continue e costanti migliorie al luogo avuto in gestione, al fine di renderlo più sicuro, più piacevole, più interessante alla frequentazione e il più “legale” possibile, proprio per tutelare i “soci”, gli “spuntisti” e gli acquirenti. E così, un po’ alla volta, vengono costruiti i servizi igienici, tra l’altro obbligatori per legge, vengono pulite e curate le aree antistanti, viene realizzato un parcheggio gratuito per disabili e per motorini, viene istallata la video sorveglianza, vengono allontanati i male intenzionati borseggiatori. Insomma, il mercato dell’oblio viene reso “legale”, arricchito e abbellito, tant’è che esso ha vantato nel passato e vanta una presenza domenicale di circa diecimila persone.
Tutto questo prosegue fino a quando qualcuno non ci si accorge che l’area del mercato è diventata un punto strategico “appetibile” per “vendite e posteggi abusivi domenicali”, o per “altro”, proprio in virtù del suo successo e dell’elevato numero di visitatori.
Col passare del tempo si assiste ad una continua escalation di “abusivismo”, di “illegalità”, di parcheggiatori abusivi, di traffico e di caos con i “postulanti” che occupano gran parte delle via De Roberto, e di Via Brecce, togliendo spazio alla libera circolazione delle autovetture e dei pedoni che ivi giungono. La confusione esterna regna sovrana, mentre all’interno del mercato l’associazione cerca di garantire legalità, ordine e sicurezza.
Stanchi di questa situazione, e “… combattendo anche il tentativo di chiusura da parete dell’amministrazione comunale, culminato in un sequestro senza motivazioni – poi annullato dal giudice con successiva riapertura dopo due settimane – da parte della polizia municipale che continuamente cerca di contrastare l’andamento del mercato …” , l’associazione si rivolge alle autorità comunali (maggio 2015) chiedendo sostegno e tutela dell’ambiente al fine di salvaguardare l’attività e l’incolumità degli acquirenti.
Una delibera del consiglio comunale di Napoli (n. 5 del 29-03-2012), prevede di utilizzare i vigili urbani con “Prestazioni di Servizi Aggiuntivi a Titolo Oneroso”. L’associazione la vuole utilizzare. E’ disposta a pagare lo straordinario ai vigili urbani napoletani per la loro presenza e il loro intervento (circa 1000 euro a settimana). Nonostante questo, nonostante l’associazione mandi tutte le settimane una richiesta all’Assessore alle attività produttive e al comando di polizia municipale, la risposta non arriva. I tentativi fatti finora sono vani. Le autorità sono “sorde” al richiamo per una “carenza di organico”, mentre invece in via ufficiosa ci sarebbero i vigili disposti a lavorare in straordinario, o addirittura perché l’area sarebbe “inquinata”.
L’associazione è stanca dello stallo in cui è costretta a trovarsi con i problemi e le illegalità circostanti che si acuiscono sempre più ed ha inviato, tramite il suo legale, diffide al Comune e al Comando della Polizia Municipale, promettendo che, se non ci sarà risposta, è pronta una denuncia alla Procura della Repubblica per omissione di servizio.
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