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Somma Vesuviana, i dirigenti scolastici: «Le visite Asl agli alunni disabili siano fatte a scuola».

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Lettera congiunta per scongiurare i disagi dell’attuale situazione che vede gli studenti fare lunghe anticamere nella sede dell’azienda sanitaria locale, in barba alla privacy.

Quello che dovrebbe essere semplicemente un adempimento, vale a dire la visita neuropsichiatrica agli alunni che avrebbero la necessità di un docente di sostegno per verificarne l’effettiva esigenza e la conseguente urgenza, sta diventando a Somma Vesuviana motivo di querelle e disagi. Lo dimostra una missiva firmata da tutti i dirigenti scolastici del territorio, ossia Carla Mozzillo (I Circolo), Maria Rosaria Cetro (II Circolo), Carolina Menna (III Circolo), Ernesto Piccolo (San Giovanni Bosco  – Summa Villa).

I dirigenti hanno scritto al distretto nr. 48 dell’Asl, al direttore sanitario (dott. Ferdinando Primiano), al responsabile dell’Unità Materno Infantile dott.ssa Grazia Formisano, indirizzando la missiva, per conoscenza, alla dott.ssa Luisa Franzese, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale. La motivazione della richiesta, ma diremmo della «protesta» per iscritto, è da ricercarsi nelle modalità al momento utilizzate per le visite agli alunni disabili.

Ad oggi, infatti, per portare un alunno in visita dal medico deputato bisogna attendere tempi lunghissimi e la direzione dell’Asl ha optato – sta qui il punto – per la soluzione più complicata: ossia che siano gli alunni a recarsi all’Asl, dove spesso occorrono lunghe anticamere e dove ne va della privacy degli stessi ragazzi e delle loro famiglie.

«I Dirigenti scolastici del territorio di Somma Vesuviana, costituitisi in rete ai sensi della Legge 107/2015 – si legge nella lettera – rappresentano la necessità di continuare ad effettuare le visite agli alunni disabili nelle sedi scolastiche di pertinenza.Tale modalità risulta più favorevole per i bambini e consente alle scuole di esonerare i docenti dal servizio per il tempo strettamente necessario, assicurando il regolare funzionamento delle attività scolastiche».

I dirigenti fanno anche riferimento ai disagi conseguenti ai ritardi e a ciò che questi comportano. «I sottoscritti rappresentano ancora l’esigenza di accelerare le prenotazioni per le prime visite neuropsichiatriche. Appuntamenti fissati con mesi di attesa comportano per le scuole l’impossibilità di presentare la documentazione in sede di organico, precludendo agli alunni il diritto di avere il docente di sostegno. D’altra parte, l’indicazione di recarsi presso altri distretti non trova sempre la disponibilità delle famiglie, che spesso presentano vissuti problematici e condizioni di vero e proprio disagio economico». L’appello si chiude con l’auspicio di opportuni interventi in merito della dirigenza Asl.

 

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