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San Giorgio a Cremano, inchiesta «mazzette», domani Consiglio Comunale: il M5S chiede le dimissioni del sindaco.
Nell’inchiesta sul giro di tangenti che sarebbe in atto da anni è finito tra l’altro un dirigente del Comune di Somma Vesuviana, Giuseppe Catauro, considerato dagli inquirenti il braccio destro di Luigi D’Alessandro, imprenditore che degli appalti comunali aveva beneficiato. Viaggi, vacanze, pc, gioielli e lavori edili in cambio della modifica dei punteggi in sede di offerta economica per gli appalti: convolti dirigente dell’Utc e i suoi collaboratori.
Soldi, computer, preziosi e vacanze in cambio di «aiutini» nell’aggiudicazione degli appalti. La Procura di Napoli dispone l’esecuzione di sei misure cautelari agli arresti domiciliari per funzionari di San Giorgio a Cremano e per due imprenditori. La figura chiave della vicenda sarebbe Raffaele Peluso, funzionario del servizio Lavori Pubblici: l’indagine parte da lui dopo la denuncia della ex moglie tradita con una più giovane compagna, ex stagista proprio al Comune di San Giorgio. Ad approfittare di una serie di utilità e di vantaggi, secondo gli inquirenti, proprio Peluso: dalla esecuzione di lavori edili, con costi contabilizzati e inseriti illegittimamente nell’importo delle opere pubbliche da affidare alle ditte facenti capo a Luigi D’Alessandro, imprenditore e amministratore unico della D’Alessandro Costruzioni srl e tra i destinatari della misura cautelare. Secondo gli investigatori, per avvantaggiare le imprese nell’aggiudicazione delle gare si ricorreva a un escamotage consistente nella modifica dei punteggi riconosciuti in sede di valutazione dell’offerta economica più vantaggiosa; in numerose occasioni i funzionari infedeli si sarebbero interfacciati direttamente con il responsabile tecnico delle ditte da favorire, contribuendo concretamente alla compilazione del computo metrico da allegare all’offerta.
Tra i lavori sui quali si sono concentrate le indagini della Procura vi sono quelli relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di pubblica illuminazione e semaforici, per il quale era stata stanziata una spesa complessiva di 800mila euro, i lavori per l’adeguamento della scuola «Giuseppe Mazzini» per un importo complessivo di 89mila euro, la manutenzione dell’impianto termico a servizio della scuola «Noschese» e i lavori per la manutenzione straordinaria delle strade del comune di San Giorgio a Cremano, per i quali era stata stanziata una spesa di 800mila euro. Tra i nomi degli indagati nell’inchiesta coordinata dal pm Ida Frongillo, anche l’ex sindaco del comune di San Giorgio, Domenico Giorgiano, e l’attuale primo cittadino, Giorgio Zinno. Gli altri, sono, tra funzionari e imprenditori: Carmine Intoccia, Raffaele Peluso, Leone Di Marco, Brigida De Somma, Nicola Aroldo, Luigi D’Alessandro, Ciro D’Alessandro, Antonio D’Alessandro, Giuseppe Catauro, Ernesto Ascione, Cira Esposito, Flavia Cozzolino, Pierfrancesco Peluso, Giovanni Autiero, Lucia Cicatiello. Le accuse spaziano dalla associazione a delinquere alla turbativa d’asta con condotte perduranti.
E l’inchiesta, con i suoi risvolti, finisce per investire anche il Comune di Somma Vesuviana per il coinvolgimento diretto di un suo dirigente, quello del settore Lavori Pubblici incaricato dopo una selezione tenutasi l’estate scorsa: Giuseppe Catauro, 41 anni, laureato in ingegneria civile, abilitato alla professione e per circa otto anni dipendente della D’Alessandro Costruzioni, l’impresa edile coinvolta nell’inchiesta, con sede a Napoli. Era stato, fino a luglio 2015, direttore tecnico con mansioni dirigenziali occupandosi di molti dei lavori concessi in appalto alla Dalco dal comune di San Giorgio, ma anche di altri cantieri a Vico Equense, Forio d’Ischia e San Sebastiano al Vesuvio.
Intanto domani, in un consiglio comunale già convocato in precedenza, l’assise civica di San Giorgio si riunirà ed è facile immaginare la tensione: il Movimento 5 Stelle ha chiesto le dimissioni del sindaco Zinno che si è già tra l’altro professato completamente estraneo alle vicende dell’inchiesta «mazzette».
Flop alla manifestazione per Anatolij: la cittadinanza non c’è
La foto è impietosa: cinquanta persone che assistono al concerto. All’inizio ce n’erano poco più di duecento.
Poco più di duecento persone, per la stragrande maggioranza studenti delle scuole superiori della vicina Pomigliano: ieri mattina gli abitanti di Castello di Cisterna e dintorni hanno disertato la manifestazione di beneficenza organizzata nello stadio comunale della cittadina per dare sostegno alla famiglia di Anatolij Korol, l’immigrato ucraino ucciso dai figli di un boss della zona nel tentativo di sventare una rapina in un supermercato, il 29 agosto. Sul palco c’era Nadia Korol con in braccio la figlioletta di un anno e mezzo. “Purtroppo siamo pochini ma la nostra risposta doveva essere comunque questa”, ha commentato il comico Alan De Luca, uno degli ospiti di riguardo dell’iniziativa. Lo stadio comunale di Castello di Cisterna si trova a pochi passi dall’abitazione degli assassini di Anatolij. A un certo punto però, nel bel mezzo della manifestazione, mentre suonava Eugenio Bennato, sono rimaste una sessantina di persone. “Territorio indifferente alla mobilitazione per la legalità”, hanno dichiarato alcuni studenti delle scuole superiori di Pomigliano che hanno scelto di restare nello stadio per tutto il tempo della manifestazione. ” Manifestazione che è stata organizzata male – hanno aggiunto alcuni ragazzi del liceo Cantone di Pomigliano – ci hanno chiesto 5 euro per partecipare mentre ad altri studenti di altre scuole sono state chieste solo 2 euro pro capite”. Si tratta del biglietto di beneficenza il cui ricavato va alla famiglia di Korol. Resta però il dato più importante: sono stati soprattutto gli adulti e non i ragazzi, cioè i loro figli, a disertare in modo massiccio l’iniziativa.
Le parole di Mario Draghi da Malta
Il prossimo meeting si terrà il 3 Dicembre, a Francoforte; in quella data saranno disponibili le proiezioni macroeconomiche per il nuovo anno.
Draghi ha annunciato che, sulla base di queste, il Consiglio prenderà nuove misure e probabilmente riorganizzerà il Quantitative Easing in termini di grandezza, composizione e durata. Per il momento l’acquisto di titoli di Stato è programmato fino a Settembre 2016, ma potrebbe essere protratto se il tasso d’inflazione sul breve termine ancora lo richiederà.
Per rispondere ad una domanda di un giornalista del Wall Street Journal, Draghi ha dovuto spiegare perché, effettivamente, la BCE spende 60 miliardi al mese per comprare titoli di Stato dei Paesi Europei; il tutto per combattere un fenomeno, la deflazione, che agli occhi di qualsiasi famiglia media europea sembrerebbe essere positivo.
In effetti, un’inflazione bassissima o inesistente migliora il potere d’acquisto delle famiglie ma aumenta il valore reale del debito: più alta è l’inflazione, più basso è il valore reale del debito pubblico, ecco perché mantenere il tasso di inflazione intorno al 2% è necessario per promuovere la crescita del Paese e al contempo anche il consumo.
Inoltre, esiste un problema di misurazione con il tasso d’inflazione equivalente circa a 1.5 punti percentuali: ciò giustifica, ancor di più, il fatto che il tasso obiettivo sia superiore allo zero.
Infine, quando l’inflazione è molto bassa il tasso di interesse reale aumenta e potrebbe superare il livello di equilibro per il quale gli investimenti sono uguali ai risparmi.
La reazione dei mercati, alla conferenza di Malta, è la seguente: Piazza Affari ha chiuso la giornata con un rialzo del 2%, positive anche tutte le borse europee, e il valore dell’€uro rispetto al dollaro è sceso sotto l’1.12.
Tirando le somme, l’impatto delle parole di Draghi sembra essere stato positivo.
CONTI IN TASCA
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