Somma, Rica ancora protagonista ad Expò

L’azienda operante nel Vesuviano ripropone il progetto “Adotta la dieta mediterranea nella ristorazione collettiva”. Obiettivo: incentivare la diffusione all’interno delle scuole, degli ospedali e nelle mense pubbliche in generale di cibi a chilometro zero. Rica srl, azienda di ristorazione collettiva di Somma Vesuviana ritorna ad Expò, proprio nella settimana conclusiva per riproporre il progetto “Adotta la Dieta mediterranea nella ristorazione collettiva”. Nel padiglione di Kip school, agenzia collegata all’Onu ed alla Fao venerdì 30 0ttobre alle ore 16,30 Gaetano Molaro, patron di Rica, Pasquale Matarazzo,presidente dell’Atelier della Dieta mediterranea, Angelo Miele, amministratore delegato di Experience Italia, Marina Fatelli, amministratore delegato di Sistema Colline romane ed il giornalista Luigi Jovino presenteranno il progetto di Rica che tanti proseliti sta facendo in ogni parte d’Italia. In pratica si propone ai Comuni italiani di firmare un protocollod’intesa tra l’ente locale, l’azienda di ristorazione ed i produttori locali in modo da garantire ai bambini delle scuole, agli ammalati degli ospedali ed a tutti gli utenti delle mense pubbliche e private cibi a chilometro zero, stagionali, certificati, sani e nutrienti. Il Governo Italiano su espressa sollecitazione dell’Atelier della Dieta mediterranea ha già pronto un disegno di legge per incentivare i comuni che scelgono questa forma di collaborazione, atta a garantire: salute e qualità del cibo e prevenzione delle malattie del ricambio. Insomma un progetto di qualità che nasce dal territorio Campano e difende la salute e le coltivazioni di eccellenza. A tarda sera Gaetano Molaro, nell’ultimo giorno dell’apertura di Expò, insieme a Marina Fatelli ed ad altri protagonisti di Expò saluterà ivisitatori nel giardino dell’Onu con un “Appuntamento al prossimo millennio”, degustazioni a base di vino, e specialità Campane. (Fonte foto: Rete internet)

Uici Sant’Anastasia, gran successo per il week end di “Sport e Prevenzione”

Si sono concluse ieri le due giornate dedicate allo sport e alla prevenzione. Boom di visite oculari presso il camper messo a disposizione dall’Uici di Napoli, sezione Provinciale, situato in Piazza a Somma Vesuviana. Ieri si sono concluse le due giornate di “Sport e Prevenzione”, promosse dal Progetto Open Sport. Nei giorni sabato e domenica, 24 e 25 ottobre, il progetto ha riscontrato un’ottima risposta sociale; tante sono state le visite presso il camper messo a disposizione dall’Uici di Napoli, sezione Provinciale, situato in Piazza a Somma Vesuviana. Gli utenti che si sono sottoposti a visita per la Prevenzione di malattie oculari, sono stati di diversa fascia d’eta’, tra cui anziani e bambini. Anche il Torneo di Showdown, che ha avuto luogo nell’Istituto “Giovanni Bosco” di Somma Vesuviana, ha incuriosito la popolazione riscontrando una decisa affluenza. Alla premiazione dei primi cinque classificati, erano presenti: il Sindaco di Somma Vesuviana, Pasquale Piccolo, il Presidente Provinciale Uici Mario Mirabile, il Presidente del CIP della Campania Carmine Mellone, il Presidente della Real Vesuviana Giuseppe Fornaro. Tra i diciannove atleti presenti per la competizione, si e’ aggiudicato il primo posto Florio Luciano della squadra Lucania, premiato dal Presidente Mellone.

Nola: ruba due televisori all’Auchan, in manette 28enne

Il ladro è stato bloccato dai militari all’interno del centro commerciale Vulcano Buono. Dovrà rispondere di furto aggravato. I carabinieri dell’aliquota radiomobile di Nola hanno tratto in arresto presso l’ipermercato Auchan all’interno del centro commerciale Vulcano Buono Vincenzo Bianco, 28enne residente a Napoli, resosi responsabile di furto aggravato. I militari sono intervenuti all’interno dell’ipermercato accertando che il predetto si era impossessato di due televisori a led del valore complessivo di 460 euro, dopo aver forzato i dispositivi antitaccheggio posti a protezione, riuscendo così a portare fuori la refurtiva. L’arrestato è ora in attesa di rito direttissimo.

San Giorgio a Cremano, inchiesta tangenti «I soldi per i pc? Li anticipa l’imprenditore, è normale».

Dalle intercettazioni emergono dettagli che avvalorerebbero la tesi accusatoria del pm, uno degli indagati al telefono con la nuova compagna «Tu rubi». «Certo, che mi importa». Prevista per oggi la seduta di consiglio comunale.  «Lello, salvati. Tirati fuori da quella triade». Così un’amica, durante una conversazione avvenuta a gennaio scorso tenta di mettere in allerta Raffaele Peluso, funzionario indagato nell’inchiesta sulle tangenti a San Giorgio a Cremano. La triade della quale si parla nella conversazione è appunto quella formata da Peluso, Leone di Marco e Carmine Intoccia, tutti indagati. Ma la miccia che ha portato il pm a chiedere le misure cautelari per i funzionari e ha gettato l’ombra anche sulla politica (avvisi di garanzia all’ex sindaco Giorgiano e all’attuale Zinno per il quale però il gip ha respinto la richiesta di arresto) parte appunto da Peluso. Sì perché se al «lavoro» avrebbe fatto parte di una triade, nel privato è un triangolo ad averlo messo nei guai. Una ex moglie gelosa della nuova compagna, ex stagista in comune. Una ex moglie che non si è fatta scrupolo di testimoniare contro di lui (raccontando dei soldi, una volta almeno più di 20mila euro, che portava a casa in contanti dopo ogni nuovo appalto) e ad aiutare il pm Ida Frongillo, titolare dell’indagine condotta dalla squadra mobile con il procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, a costruire il castello di accuse cui potrà replicare assistito dal suo legale, l’avvocato Giuseppe De Angelis. Stando alle intercettazioni, anche la nuova compagna sapeva. «Tu rubi» – gli dice in un colloquio di dicembre scorso. Lui, per tutta risposta: «Certo, che mi importa». Peluso, in forza al servizio infrastrutture del Comune di San Giorgio, era nel mirino da tempo. Ci sono altre intercettazioni del funzionario ora finito ai domiciliari. «Si devono aggiustare i computer?» chiede in una conversazione di luglio alla nuova compagna. Lei risponde: «I soldi per comprarli non li abbiamo». Peluso replica: «Li anticipa D’Alessandro, noi li paghiamo come lavori sotto altra forma, è normale». D’Alessandro è appunto l’imprenditore, anche lui sottoposto ai domiciliari e titolare della ditta dove fino a luglio lavorava anche Giuseppe Catauro che poi fu selezionato dal Comune di Somma Vesuviana come dirigente del settore Lavori Pubblici. C’è anche un’altra ombra sulla coppia, Peluso e la sua ex consorte Anna, come lei stessa ha raccontato agli inquirenti: all’inizio del 2011, poco dopo la nomina dell’uomo a responsabile del servizio, l’automobile della moglie fu data alle fiamme e si accertò che si trattava di incendio doloso. Di quell’episodio non si seppe più nulla né si accertarono le eventuali responsabilità, però dopo poco tempo i coniugi Peluso cambiarono casa.

Con Sarri in panchina, suda pure il block notes

Il Napoli si sbarazza del Chievo: Higuain piega le mani a Bizzarri, Reina para bene e resta cattolico. “Ma qua se prima non ci scartiamo tutti gli avversari non segneremo mai”. Affidiamo alla frase pronunciata dal ragazzino che ha visto la partita con me ieri sera la sintesi del primo tempo di Chievo – Napoli: compattezza e aggressività da parte dei clivensi, associata a qualche spreco di troppo da parte degli azzurri, facevano pensare ad una serata di sofferenza, ad una vittoria difficile se non improbabile. Aggiungiamoci pure il fatto che il Chievo si era fatto prestare l’ormai ben noto pullman dal Carpi per metterlo davanti alla porta e non dimentichiamo che i veronesi avevano in squadra una serie di “bestie nere”, da Pellissier a Pepe, passando per Meggiorini (e, peraltro, il Chievo stesso è una bestia nera). Insomma, sembrava proprio una serata storta. E invece, pare che il Napoli di quest’anno sia destinato a sfatare tutti i tabù. E così, quando il bambino si è accomodato a letto, perché figlio di genitori assennati che non vogliono che faccia tardi, Higuain ha pensato bene di piegare le mani a Bizzarri, portiere argentino che qualche anno fa subì una tripletta nientedimeno che dal Pampa Sosa (è stato quest’ultimo a scriverlo su Twitter, in un improbabile dialetto napoletano), che ha 37 anni e che quando ha giocato nel Real Madrid commise così tanti errori che spianò la strada a Casillas. Chievo – Napoli 0 a 1 e partita archiviata. Il fatto è che quest’anno ci possiamo persino permettere di sfottere i portieri altrui, perché noi ne abbiamo uno degnissimo. L’anno scorso Rafael non usciva dall’area piccola se prima non aveva completato il quarto mistero glorioso e anche tra i pali le mani alzate servivano a pregare, non certo a parare. Reina, invece, esce, para, grida, rilancia eppure resta cattolicissimo: prova ne sia il fatto che ha battezzato alcuni dei suoi figli alla Mezquita di Cordoba, meravigliosa ex moschea divenuta cattedrale cristiana (andate a visitarla, se passate per l’Andalusia). La chiosa finale, ancora una volta, è tutta per l’allenatore, il bagnolese Maurizio Sarri. Durante la partita del Chievo ha preso appunti, proprio come faceva Benitez: solo che lui suda, suda tanto. Gli sudano le mani e, nonostante il freddo, qualche goccia gli cola pure dalla fronte. Risultato: un taccuino così ‘nzevato che diventa quasi impossibile capire cosa ci sta scritto. Ma la forza del mister sta tutta lì: con lui sudano tutti, persino il block notes

Sant’Anastasia, Mario Gifuni: “tra sei mesi tirerò le somme”

Mario Gifuni, presidente del consiglio comunale di Sant’Anastasia, è oggi, indiscutibilmente, colui che regge le sorti dell’amministrazione Abete. Presidente, nella nostra ultima intervista, ci lasciammo con un sospeso: la questione Gori. Da alcuni giorni, infatti, la locale sezione del PD sta esultando per una sentenza del TAR che sancisce illegittimo il recupero delle bollette pregresse del 2012. I democratici anastasiani, si può leggere sulla loro pagina facebook, hanno sottolineato questa sentenza come una conferma alle sue responsabilità. Qual è la sua versione dei fatti? La sentenza è frutto di un lavoro anche nostro. Infatti, per quanto ne possa dire il PD, il primo ad accorgersene che ci fosse qualcosa di anomalo fui io stesso, analizzando come d’abitudine una bolletta di casa. Debbo ammettere che sulla Gori la faccenda è lunga, e per far chiarezza su tutta quanta la faccenda sarebbe meglio un articolo monotematico. Alcune informazioni, però, vanno giustamente date. Innanzitutto, quando mi sono insediato, ho trovato una situazione con diverse anomalie. Siamo intervenuti, ad esempio, nel recupero di svariate utenze che sfruttavano le nostre forniture senza pagare un centesimo al comune. E questo avveniva da decenni nel totale silenzio. Va ricordato, poi, che abbiamo realizzato un chilometro di rete idrica. Un servizio essenziale che, grazie a noi, fornirà acqua a decine e decine di famiglie che fino a ieri ne erano sprovviste.Insomma, se proprio vogliamo dirla tutta, più che una vittoria del PD, questa della Gori è un successo dei comitati per l’acqua pubblica. Differentemente da chi mi ha preceduto, sono stato l’unico a creare un vero taglio alla spesa pubblica. E se permetti, vorrei concludere questo passaggio con un chiarimento per me essenziale. Troppe sono state le maldicenze ed è giunto il momento di smetterla. Mia figlia, tutti lo devono sapere, non ha mai lavorato in Gori. Tutt’oggi frequenta l’università e sta per laurearsi in scienze biologiche. L’unica sua priorità, al momento, è quella di terminare gli studi e andare via dall’Italia. Negli ultimi mesi, l’amministrazione che rappresenta, è stata scossa da diverse polemiche. Scontri che, da settimane, stanno prendedo sempre più piede. Di questa lotta intestina, spronata in particolare dall’ex sindaco Carmine Esposito, lei, che risposte può darci? Io spero che Carmine Esposito risolva la sua situazione giudiziaria. È stato un buon sindaco, è innegabile. Ma quando si lancia in determinati giudizi, spesso, appare ingeneroso. È vero, poi, che non si possono fare paralleli tra lui e l’attuale primo cittadino. Sono personalità e potenzialità diverse. Uno è più mite, Abete, mentre l’altro è particolarmente esplosivo. Uno proviene dall’apparato, l’altro no. Innegabile, però, è il fatto che tutti noi che abbiamo intrapreso questo percorso con Lello Abete, mi riferisco pure a coloro che oggi hanno lasciato, rappresentiamo e rappresentavano la continuità della vecchia amministrazione. Quindi, l’intenzione di voler prendere a tutti i costi le distanze, dichiarandosi discontinui, non è giusto e corretto. Del resto, non può peggiorare tutto nell’arco di soli due mesi. Chi continua a sostenerlo, danneggia se stesso. Per quanto riguarda Sant’Anastasia in volo, ovvero la lista che ha preso più voti alle ultime elezioni, posso affermare che osserviamo tutto questo teatrino con non poco fastidio. Personalmente, ho sempre preferito i fatti alle chiacchiere. Stare tra la gente ed essere fattivo. Concreto. In questo anno da presidente, per fare da garante, sono stato attento al mio ruolo bipartisan, ed ho soffocato la mia indole vivace e attiva in ogni discussione. Ho lavorato molto su ciò che il ruolo mi permette tanto da aver dotato il consiglio comunale di un nuovo regolamento. Un regolamento che rende decisamente più democratica e disciplinata l’attività dei consiglieri. Questo è un fatto che non avveniva da decenni. Presidente, torniamo un attimo su Carmine Esposito, ormai vero e proprio mattatore della scena politica. Qualche domenica fa, l’ex sindaco, in un incontro con i suoi simpatizzanti, ha avuto, per lei, parole d’elogio. Mario Gifuni è stato l’unico, ed è quasi un miracolo quando parla l’ex sindaco, ad essere risparmiato dalle sue solite invettive. Che dice, ci è lecito pensare ad una silenziosa manovra di avvicinamento? Le sta chiedendo, a modo suo, di dare questa spallata finale a Lello Abete? Lui punta sulle persone che gli sono state vicine, ed è giusto che guardi anche a me che gli devo tanto per ciò che mi ha insegnato. Ma quello che accadrà, che farò, sarà una mia scelta. Una posizione scevra da influenze esterne. Tra sei mesi, ripeto, sei mesi, precisamente a fine maggio, se dovessi accorgermi che mancano i requisiti politici, progettuali, tecnici ed umani per proseguire con questa amministrazione, mi dimetterò da ogni mio incarico senza nessuna esitazione. Meglio staccare la spina e non tenere in vita un malato terminale. Sarebbe un inutile accanimento che non porterebbe a nulla. Se non vogliamo perdere quanto si è fatto in questo anno, campagna elettorale compresa, è indispensabile mettere in campo azioni concrete. Gesti di vero cambiamento. Bisogna iniziare a risparmiare, un esempio su tanti, sui responsabili di posizione. Ci sono funzionari che, oltre allo stipendio, intascano un ulteriore incentivo di 11 mila euro all’anno, e se ottengono 25 punti per gli obbiettivi raggiunti, ricevono un ulteriore bonus da tre mila euro. Eppure, guarda un po’ il caso, da quando ci siamo noi, che nessuno di loro ha raggiunto il punteggio necessario. Che stranezza, non trovi? Se dovessi troncare il mio rapporto con la giunta Abete, ci tengo a precisarlo, porterò avanti la mia attività politica al di fuori del palazzo senza mai fermarmi. La continuerò, come ho sempre fatto, tra la gente. In mezzo ai loro problemi. I cittadini mi identificano come uno di loro. Una persona umile che proviene dal mondo del lavoro. Dopo maggio, se gli eventi dovessero precipitare, non farò più distinzioni di colori ed ideali. Questi, ormai, sono ragionamenti antiquati. Andrò con chi ha un progetto valido. Perché bisogna puntare sulle idee, sulla volontà di impegnarsi. Eppure, nonostante la sua lucida disamina, il clima politico resta infiammato. Un giovane, il cittadino che vorrebbe partecipare e credere ancora nella politica, come dovrebbe giudicare quanto accade da tre mesi a questa parte? Quando volano gli stracci è inevitabile che tutto si comprometta. Ti faccio alcuni esempi: Armando Di Perna, assessore dimessosi, ha avuto dei problemi con il sindaco Abete in svariate riunioni dove si discuteva di bilancio. Pavone, invece, ex staffista di Esposito e poi di Abete, poteva e può dare tanto in termini politici, ma ha avuto troppi problemi con diversi consiglieri. Provo per tutti loro un grande affetto e vorrei consigliargli di smetterla, per il bene del paese, con questo gioco delle torte in faccia. Sui giovani che si affacciano alla politica, invece, posso testimoniarti che, nella nostra coalizione, abbiamo fatto tanto per offrire a loro gli giusti spazi. Tanti siedono in consiglio comunale e sono parecchio attivi. Abbiamo investito sul ricambio generazionale. C’abbiamo creduto e l’abbiamo attuato. Cosa che, potrai verificarlo, non è accaduto nell’opposizione, portata ancora avanti dai soliti noti. Da parte nostra c’è tutta l’intenzione di formare una nuova classe dirigente. Tutto il resto è apparato. Noia. Vedi il PD. Ognuno si governa da solo. Al di là di tutto questo, però, convengo con la tua domanda, e confermo che c’è sicuramente bisogno di sobrietà. Gioverebbe a tutti. Si è da poco aperto il cantiere lungo tutta via Arco. Finalmente, il paese, avrà l’accesso che meritava. La sua giusta dignità. Una buona notizia, questa, macchiata da uno spiacevole accadimento. La ditta incaricata dei lavori, inspiegabilmente, ha depositato i materiali di risulta, chiamiamoli senza esagerazione rifiuti speciali, accanto alla scuola Boschetto. Quali notizie, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, può dare ai genitori di quei piccoli scolari e di quanti, numerosi, vivono in quella zona? È stato commesso un grave errore. Una leggerezza che andava assolutamente evitata. Io stesso ho parlato con un rappresentate delle forze dell’ordine e stiamo già provvedendo. Aggiungo dell’altro: per evitare strani movimenti, ho verificato che il basolato esportato dai marciapiedi e dalla strada, non venisse venduto sotto banco. Detto ciò, tutti i rifiuti verranno immediatamente rimossi.   Presidente GifuniPresidente Gifuni  

Il Nolano sotto la lente d’ingrandimento dell’arma, giro di vite sullo spaccio e sul consumo di stupefacenti

I controlli serrati dei carabinieri nel nolano hanno portato ad un arresto, a sei denunciati e dieci giovani segnalati quali consumatori di stupefacenti. I carabinieri della compagnia di Nola hanno svolto uno specifico servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dell’illegalità diffusa  con perquisizioni e controlli di pregiudicati della zona, in particolare hanno:  tratto in arresto per detenzione a fini di spaccio di stupefacente, a Cicciano, un 18enne di Acerra, studente, incensurato, controllato nei pressi di istituto scolastico e trovato in possesso di due confezioni di marijuana, del peso complessivo di 1,15 grammi. con successiva perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di ulteriori 30 grammi di marijuana e una pianta di canapa indica, in coltivazione, alta 110 cm e vario materiale per il confezionamento degli stupefacenti. Sono stati denunciati in stato di libertà a San Paolo Bel Sito, per ricettazione un 35enne rumeno e un 33enne polacco, entrami domiciliati a Quindici (av), incensurati, sorpresi in sella ad uno scooter di dubbia provenienza, senza documenti e con targa falsa. Inoltre il 35enne era senza patente. Invece a Piazzolla di Nola è stato denunciato per guida senza patente una 26enne di Volla. A San Gennaro Vesuviano, per violazione alle leggi sull’immigrazione, sono stati denunciati due cittadini del bangladesh, per guida senza patente un 25enne ucraino. Durante i controlli, inoltre, dieci giovani del luogo sono stati trovati in possesso di modiche quantità di droga (marijuana, cocaina ed hashish) detenute per uso personale, venendo segnalati al prefetto quali assuntori di stupefacenti.  

San Giorgio a Cremano, inchiesta «mazzette», domani Consiglio Comunale: il M5S chiede le dimissioni del sindaco.

comune san giorgio a cremano-2Nell’inchiesta sul giro di tangenti che sarebbe in atto da anni è finito tra l’altro un dirigente del Comune di Somma Vesuviana, Giuseppe Catauro, considerato dagli inquirenti il braccio destro di Luigi D’Alessandro, imprenditore che degli appalti comunali aveva beneficiato. Viaggi, vacanze, pc, gioielli e lavori edili in cambio della modifica dei punteggi in sede di offerta economica per gli appalti: convolti dirigente dell’Utc e i suoi collaboratori. Soldi, computer, preziosi e vacanze in cambio di «aiutini» nell’aggiudicazione degli appalti. La Procura di Napoli dispone l’esecuzione di sei misure cautelari agli arresti domiciliari per funzionari di San Giorgio a Cremano e per due imprenditori. La figura chiave della vicenda sarebbe Raffaele Peluso, funzionario del servizio Lavori Pubblici: l’indagine parte da lui dopo la denuncia della ex moglie tradita con una più giovane compagna, ex stagista proprio al Comune di San Giorgio. Ad approfittare di una serie di utilità e di vantaggi, secondo gli inquirenti, proprio Peluso: dalla esecuzione di lavori edili, con costi contabilizzati e inseriti illegittimamente nell’importo delle opere pubbliche da affidare alle ditte facenti capo a Luigi D’Alessandro, imprenditore e amministratore unico della D’Alessandro Costruzioni srl e tra i destinatari della misura cautelare. Secondo gli investigatori, per avvantaggiare le imprese nell’aggiudicazione delle gare si ricorreva a un escamotage consistente nella modifica dei punteggi riconosciuti in sede di valutazione dell’offerta economica più vantaggiosa; in numerose occasioni i funzionari infedeli si sarebbero interfacciati direttamente con il responsabile tecnico delle ditte da favorire, contribuendo concretamente alla compilazione del computo metrico da allegare all’offerta. Tra i lavori sui quali si sono concentrate le indagini della Procura vi sono quelli relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di pubblica illuminazione e semaforici, per il quale era stata stanziata una spesa complessiva di 800mila euro, i lavori per l’adeguamento della scuola «Giuseppe Mazzini» per un importo complessivo di 89mila euro, la manutenzione dell’impianto termico a servizio della scuola «Noschese» e i lavori per la manutenzione straordinaria delle strade del comune di San Giorgio a Cremano, per i quali era stata stanziata una spesa di 800mila euro. Tra i nomi degli indagati nell’inchiesta coordinata dal pm Ida Frongillo, anche l’ex sindaco del comune di San Giorgio, Domenico Giorgiano, e l’attuale primo cittadino, Giorgio Zinno. Gli altri, sono, tra funzionari e imprenditori: Carmine Intoccia, Raffaele Peluso, Leone Di Marco, Brigida De Somma, Nicola Aroldo, Luigi D’Alessandro, Ciro D’Alessandro, Antonio D’Alessandro, Giuseppe Catauro, Ernesto Ascione, Cira Esposito, Flavia Cozzolino, Pierfrancesco Peluso, Giovanni Autiero, Lucia Cicatiello. Le accuse spaziano dalla associazione a delinquere alla turbativa d’asta con condotte perduranti. E l’inchiesta, con i suoi risvolti, finisce per investire anche il Comune di Somma Vesuviana per il coinvolgimento diretto di un suo dirigente, quello del settore Lavori Pubblici incaricato dopo una selezione tenutasi l’estate scorsa: Giuseppe Catauro, 41 anni, laureato in ingegneria civile, abilitato alla professione e per circa otto anni dipendente della D’Alessandro Costruzioni, l’impresa edile coinvolta nell’inchiesta, con sede a Napoli. Era stato, fino a luglio 2015, direttore tecnico con mansioni dirigenziali occupandosi di molti dei lavori concessi in appalto alla Dalco dal comune di San Giorgio, ma anche di altri cantieri a Vico Equense, Forio d’Ischia e San Sebastiano al Vesuvio.   Intanto domani, in un consiglio comunale già convocato in precedenza, l’assise civica di San Giorgio si riunirà ed è facile immaginare la tensione: il Movimento 5 Stelle ha chiesto le dimissioni del sindaco Zinno che si è già tra l’altro professato completamente estraneo alle vicende dell’inchiesta «mazzette».  

Flop alla manifestazione per Anatolij: la cittadinanza non c’è

La foto è impietosa: cinquanta persone che assistono al concerto. All’inizio ce n’erano poco più di duecento. 

Poco più di duecento persone, per la stragrande maggioranza studenti delle scuole superiori della vicina Pomigliano: ieri mattina gli abitanti di Castello di Cisterna e dintorni hanno disertato la manifestazione di beneficenza organizzata nello stadio comunale della cittadina per dare sostegno alla famiglia di Anatolij Korol, l’immigrato ucraino ucciso dai figli di un boss della zona nel tentativo di sventare una rapina in un supermercato, il 29 agosto. Sul palco c’era Nadia Korol con in braccio la figlioletta di un anno e mezzo. “Purtroppo siamo pochini ma la nostra risposta doveva essere comunque questa”, ha commentato il comico Alan De Luca, uno degli ospiti di riguardo dell’iniziativa. Lo stadio comunale di Castello di Cisterna si trova a pochi passi dall’abitazione degli assassini di Anatolij. A un certo punto però, nel bel mezzo della manifestazione, mentre suonava Eugenio Bennato, sono rimaste una sessantina di persone. “Territorio indifferente alla mobilitazione per la legalità”, hanno dichiarato alcuni studenti delle scuole superiori di Pomigliano che hanno scelto di restare nello stadio per tutto il tempo della manifestazione. ” Manifestazione che è stata organizzata male – hanno aggiunto alcuni ragazzi del liceo Cantone di Pomigliano – ci hanno chiesto 5 euro per partecipare mentre ad altri studenti di altre scuole sono state chieste solo 2 euro pro capite”. Si tratta del biglietto di beneficenza il cui ricavato va alla famiglia di Korol. Resta però il dato più importante: sono stati soprattutto gli adulti e non i ragazzi, cioè i loro figli, a disertare in modo massiccio l’iniziativa.

Le parole di Mario Draghi da Malta

Tassi d’interesse confermati, in attesa di nuove misure di alleggerimento quantitativo. Giovedì 22 ottobre, a Malta, si è tenuta la conferenza stampa di Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea. È un evento che richiama a se una particolare attenzione. Non si può guardare ad essa come una semplice comunicazione di intenti o una fuoriuscita di informazioni: i mercati reagiscono alle parole di Draghi, prima ancora che la BCE effettivamente agisca. L’obiettivo primario della banca centrale europea, non che suo ruolo principale, è mantenere costante il tasso d’inflazione dei prezzi, poco al di sotto del 2%. Nonostante le manovre di Quantitative Easing che la banca centrale sta portando avanti da 9 mesi, l’inflazione odierna è negativa, – 0.1%. Oltre la crisi finanziaria del 2008, che è chiaramente il fattore principale dell’attuale situazione negativa dell’economia, il crollo dei prezzi del petrolio influisce considerevolmente. Il mese scorso il Presidente definì tale effetto sui prezzi “transitorio”, ad oggi la preoccupazione è che non sia così. Le proiezioni ufficiali sul tasso di crescita sono dell’1.4% per quest’anno e 1.8% per il 2017; circa l’inflazione, invece, si prevede di tornare a livelli accettabili solo nel 2017. Prima della conferenza, Bloomberg ha intervistato 53 economisti, tutti avevano predetto che il Consiglio Direttivo avrebbe mantenuto stabili i tassi di interesse: così è stato. Per quanto riguarda invece le misure non-standard di politica monetaria, centrale è l’acquisto di asset, per iniettare moneta nel sistema. A riguardo Draghi ha detto: “Procederanno costantemente e continueranno ad avere un impatto positivo per il costo e la disponibilità del credito, sia per le imprese che per le famiglie.” image Il prossimo meeting si terrà il 3 Dicembre, a Francoforte; in quella data saranno disponibili le proiezioni macroeconomiche per il nuovo anno. Draghi ha annunciato che, sulla base di queste, il Consiglio prenderà nuove misure e probabilmente riorganizzerà il Quantitative Easing in termini di grandezza, composizione e durata. Per il momento l’acquisto di titoli di Stato è programmato fino a Settembre 2016, ma potrebbe essere protratto se il tasso d’inflazione sul breve termine ancora lo richiederà. Per rispondere ad una domanda di un giornalista del Wall Street Journal, Draghi ha dovuto spiegare perché, effettivamente, la BCE spende 60 miliardi al mese per comprare titoli di Stato dei Paesi Europei; il tutto per combattere un fenomeno, la deflazione, che agli occhi di qualsiasi famiglia media europea sembrerebbe essere positivo. In effetti, un’inflazione bassissima o inesistente migliora il potere d’acquisto delle famiglie ma aumenta il valore reale del debito: più alta è l’inflazione, più basso è il valore reale del debito pubblico, ecco perché mantenere il tasso di inflazione intorno al 2% è necessario per promuovere la crescita del Paese e al contempo anche il consumo. Inoltre, esiste un problema di misurazione con il tasso d’inflazione equivalente circa a 1.5 punti percentuali: ciò giustifica, ancor di più, il fatto che il tasso obiettivo sia superiore allo zero. Infine, quando l’inflazione è molto bassa il tasso di interesse reale aumenta e potrebbe superare il livello di equilibro per il quale gli investimenti sono uguali ai risparmi. La reazione dei mercati, alla conferenza di Malta, è la seguente: Piazza Affari ha chiuso la giornata con un rialzo del 2%, positive anche tutte le borse europee, e il valore dell’€uro rispetto al dollaro è sceso sotto l’1.12. Tirando le somme, l’impatto delle parole di Draghi sembra essere stato positivo. CONTI IN TASCA http://ilmediano.com/category/conti-in-tasca-2/