Pomigliano, dalla Casa del Popolo una mano tesa verso il Sannio

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In tre giorni il Pd ha raccolto generi di prima necessità e attrezzature destinate agli alluvionati beneventani.       La raccolta di generi di prima necessità destinati agli alluvionati del Sannio era iniziata martedi scorso. L’appello era stato lanciato dai militanti del Pd di Pomigliano. Alla fine sono state riempite 14 scatole di alimenti e di sanitari. Ma nella Casa del Popolo di piazza Mercato sono state accatastate anche pale, vanghe e carriole, attrezzature utili alle operazioni di rimozione del fango che ha sommerso i paesi del Beneventano. Oggi il responsabile dell’iniziativa , Feliciano Rega, è andato, insieme ad altri suoi compagni, a consegnare tutto presso il punto di pronto intervento della Croce Rossa di Benevento. Solidarietà a largo raggio. Anche i militanti di altri comuni limitrofi a quello di Pomigliano hanno portato gli aiuti presso il centro di raccolta della Casa del Popolo. ” Pomigliano anche questa volta si è dimostrata città campione di solidarietà “, il commento di Michele Tufano, capogruppo del Pd in consiglio comunale. E Feliciano Rega racconta così la sua esperienza in quel di Benevento: ” L’entusiasmo  con cui ci hanno accolto i volontari della Croce Rossa beneventana ha pienamente ricompensato lo sforzo dei giorni precedenti. E’ veramente intensa la mole di lavoro che si ritrovano ad affrontare io sanniti: ci è sembrato giusto dare il nostro contributo. Benevento, il Sannio e al Campania sapranno riprendersi meglio e più forti di prima “.

Somma Vesuviana, gli studenti del Torricelli si stringono in un immenso abbraccio per Antonio

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Palloncini e fiori per Antonio Manzo, il diciottenne vittima di un incidente d’auto in via Circumvallazione, i funerali nella Chiesa Collegiata. Centinaia di ragazzi e ragazze, tanti, tantissimi studenti e amici per un abbraccio immenso ad Antonio Manzo, il diciottenne che nel primo pomeriggio di ieri ha perso la vita in un incidente stradale.  Centinaia di giovani, accompagnati dai loro docenti, hanno varcato la navata della Chiesa Collegiata sul borgo antico, dove si sono tenuti questa mattina i funerali di Antonio. Palloncini e fiori bianchi, striscioni e lacrime di disperazione. Lacrime silenziose, singhiozzi repressi.  Tutti a testa bassa, disorientati, increduli.  Di fronte a una morte così assurda e inaspettata e al dolore straziante di una famiglia molto unita e religiosa, anche padre Costanzo, che ha celebrato la messa, ha mostrato la sua fragilità e il suo dolore per una giovane vita spezzata, per un altro figlio della comunità sommese strappato troppo presto alla vita.  Di fronte a così tanti giovani lacerati dal dolore, il parroco ha preferito evitare la classica predica e ha scelto di “parlare” direttamente con Antonio attraverso una lettera. «Caro Antonio, oggi vorrei parlare con te, si proprio con te che sei rinchiuso in questa bara non per tuo volere. Quando ho ricevuto la notizia, ho pensato subito alla tua famiglia, alla tua mamma che, come tute le mamme, ha quel legame viscerale che permette di sentire il dolore del figlio anche quando nessuno altro se ne accorge, ho pensato a tuo padre che, come ogni papà, aveva tanti sogni su di te, alle tue amate sorelle, a cui eri molto legato, ho pensato ai tuoi amici e al grande dolore in cui si trovano e, nel mio silenzio, ho elevato una preghiera per te e per loro.  Il fatto di dover celebrare il tuo funerale mi ha spaventato, mi ha fatto sentire smarrito. Ti confido una cosa: questi momenti sono difficili anche per noi sacerdoti. Mi sento coinvolto in questa tragedia e so che le parole in questi casi perdono ogni significato e   anche quando cerchi quelle più giuste, ti resta la sensazione di non aver detto nulla». In un silenzio surreale, Padre Costanzo entra nel cuore dei giovani e aggiunge: « Può darsi che alcuni oggi sono arrabbiati con Dio perché ha permesso che accadesse questo ed è per questo che ti chiedo di aiutarmi a far capire loro che Dio non c’entra perché Dio è Padre e nessun padre vuol vedere morire il proprio figlio. Dio ci ha creati liberi e questa libertà a volte può portarci a situazioni che spezzano la nostra voglia di vivere e di fare, quella voglia di vivere e di fare che forse ti contraddistingueva.  Sei stato un regalo immenso per tutti noi. Per me non sparirai all’orizzonte ma ti dileguerai nell’infinito amore di Dio. Ti penso in questo infinito e so che continuerai a vivere perché la morte non spezza i nostri legami, il nostro amore».  Eh si, Antonio ha dato e ha ricevuto tanto amore, ha saputo tessere una lunga e fitta rete di legami affettivi.  Quel legame fortissimo alla sua famiglia, alle sue sorelle, ai suoi amici, quel legame testimoniato da tante belle foto ancora visibili sulla sua bacheca. Antonio, orgoglio del suo papà e della sua mamma, Antonio alunno modello e studioso; Antonio dal sorriso incantevole che sapeva disarmare le sue amate sorelle anche quando litigavano; Antonio atletico e sportivo, trepidante per la sua squadra del cuore; Antonio che incontra l’amore della sua vita, che la stringe forte mentre spegne le sue 18 ed ultime candeline… Quella sera di giugno, poco meno di quattro mesi fa, Antonio sorrideva alla vita e abbracciava felice le sue sorelle più grandi, Rosaria e Katia, che questa mattina in chiesa lo hanno voluto salutare con parole dolcissime. «Amore mio, sei stato un fratello straordinario. Mi manchi già (……) Se avessi saputo che quello sarebbe stato l’ultimo abbraccio, ti avrei stretto più forte…» Dolcissimo Antonio, anch’io come i tuoi amici e come Padre Costanzo faccio fatica a trattenere le lacrime. Non è facile scrivere di un giovane che perde la vita così presto, immagina che cosa può significare scrivere di un giovane che conosci bene, che hai visto crescere, di cui hai immaginato un futuro brillante. Ti ho seguito anche a distanza e ti ho visto diventare grande ma in me rimangono scolpite nella mente e nel cuore le immagini di te piccolo e emozionato per il primo giorno di scuola primaria. Affettuoso e sensibile, educato e responsabile, il nostro alunno perfetto e ordinato. Mi piace ricordarti così, col tuo grembiulino blu sempre profumato di pulito seduto al secondo banco da dove, qualche volta, distrattamente, mi chiamavi mamma. Poi, sorridevi e dicevi: “scusa, maestra”.  Come mamma, ti abbraccio.

Somma, volontari della Croce Rossa in piazza per “Educare all’Alimentazione”

La giornata di sensibilizzazione si svolgerà domani in Piazza Vittorio Emanuele III. L’ obiettivo della campagna è quello di diffondere uno stile di vita sano, soprattutto rispetto ad una problematica che attanaglia Napoli e provincia: l’obesità infantile. I volontari della sede CRI di Somma Vesuviana domani 25 ottobre 2015 dalle 10,00 alle 12,30, a conclusione del mese di ottobre, il mese dell’alimentazione, scendono in piazza Vittorio Emanuele III per sensibilizzare la popolazione tutta. “HO un’IDEA!” il titolo tema della giornata, IDEA il cui acronimo sintetizza l’intera campagna che tratta di Igiene, Dieta, Educazione Alimentare. Domani i volontari scenderanno in piazza per sensibilizzare ad una problematica che riguarda il sud Italia e in particolare la Campania molto da vicino in quanto l’obesità infantile nella nostra regione rappresenta uno dei tristi primati ed è causa di numerose malattie quali diabete, malattie cardiovascolari. Per cercare di diffondere uno stile di vita sano già durante tutto il mese sono stati pubblicati sulla nostra pagina fb “Giovani della Croce Rossa- sede di Somma Vesuviana” utili consigli da seguire per una sana alimentazione e domani se ne continuerà a parlare non solo con attività per i più piccini ma anche per i più grandi. Questa è la prima di una serie di attività che si svolgeranno per celebrare i 10 anni della sede di Croce Rossa a Somma Vesuviana.

Ipercoop, senza salario da anni: prendono il cibo senza pagarlo. Bloccati dalla polizia

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Nell’ipermercato di Afragola il tentativo di “esproprio proletario” da parte degli addetti del Consorzio di Bacino.         Prendere cibo, libri e giocattoli, riempire i carrelli della spesa e darsela a gambe, senza pagare. Sperando che nessuno ti prenda, che tutto vada liscio. Ma gli addetti del Consorzio unico regionale di bacino, senza salario né incarichi da tre anni e mezzo, ieri non sono riusciti nel disperato intento scaturito dalla fame quotidiana che assilla loro e le loro famiglie. I senza lavoro sono stati infatti bloccati subito, davanti alla barriera casse dell’Ipercoop di Agragola, da un gruppo di poliziotti armati e in divisa antisommossa. Alla fine hanno dovuto restituire tutto quello che avevano prelevato dagli scaffali dell’ipermercato. Comunque gli agenti, diretti dai responsabili del commissariato di Afragola, che sapevano sin dalle prime ore del mattino quel che sarebbe accaduto intorno alle undici di ieri, non hanno dovuto sforzarsi più di tanto. La restituzione delle merci è avvenuta senza incidenti, ma non senza che prima Giovanni D’Errico, uno degli addetti del “Cub” protagonisti dell’episodio, pronunciasse davanti a tutti, carrello della spesa ancora impugnato, un breve quanto toccante discorso: “Vedete questo telefonino? Stiamo chiamando i politici della Regione tutti i giorni ma non ci rispondono. E ora chi ci può dare da mangiare? Chi? La verità è che di noi poveri se ne fregano”. D’Errico e gli altri suoi compagni di sventura hanno promesso che torneranno, che l'”esproprio proletario” prima o poi sarà messo a segno. “Perché non possiamo aspettare – hanno spiegato – perchè abbiamo fame”. Fino al 2012 a Giovanni e agli altri 1350 colleghi del consorzio regionale di Napoli e Caserta erano stati affidati incarichi nell’ambito della raccolta differenziata e della vigilanza delle discariche. Intanto questa manodopera pur figurando ancora negli organici dell’ente regionale non percepisce da tre anni e mezzo il salario e non ha più incarichi da svolgere. Lunedi scorso il presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, ha tenuto un vertice con i rappresentanti dei sindaci della Regione. Lo scopo è di tentare di far assumere dai comuni un numero sufficientemente consistente di addetti del Cub (“tra i sei e i sette per ogni comune sperando di coinvolgere  almeno cento comuni”, ha dichiarato lo stesso governatore durante un incontro improvvisato sulla strada,  in quel di Acerra, il 26 settembre). A ogni modo il vertice del 19 ottobre ha dato il seguente esito: tra alcune settimane, forse due o tre, la Regione consegnerà alla Prefettura una graduatoria di tutti i lavoratori del Consorzio. Obiettivo: comprendere le loro effettive posizioni economiche e sociali, il loro status anagrafico e familiare e gli incarichi che hanno svolto e svolgono o meno per conto dell’ente. Contestualmente sempre la Regione stornerà dai fondi della Protezione Civile una cifra destinata ad alleviare in via provvisoria le condizioni di chi sta peggio. In una fase successiva lo sforzo sarà poi quello della stabilizzazione del maggior numero possibile di lavoratori rimasti senza salario. Ma i manifestanti di ieri non credono in questo percorso. “In realtà – hanno dichiarato – vogliono solo prenderci in giro. A loro importano solo i 450 milioni per le bonifiche, che utilizzeranno a beneficio dei soliti noti”.    

Nola: dalla tavola alla piazza, protagonista la pasta

L’appuntamento con questo evento celebrativo dell’alimento principale della cucina italiana è per sabato 24 ottobre in piazza Immacolata a Nola, dalle 19:30.   Da secoli rappresenta il trionfo a tavola entrando di diritto nel patrimonio gastronomico italiano che affonda le sue radici nella dieta mediterranea. Cucinata in mille modi, è bontà per ogni palato ed ogni anno il 25 ottobre il mondo le dedica un’intera giornata di festa. Stiamo parlando della pasta, quell’alimento gustoso e prelibato che sabato 24 sarà protagonista indiscusso in piazza Immacolata a Nola. Una serata goliardica all’insegna della buona tavola con lo chef Tony ma anche dell’amicizia e della musica con l’intrattenimento dei tre tenori Umberto, Biagio e Tonino. A promuovere l’iniziativa per il terzo anno consecutivo è l’Associazione Nazionale “Amici del Marciapiede” presieduta da Giulio La Marca. Un momento di condivisione che, come ha spiegato il presidente La Marca, “si inserisce nell’ottica di una programmazione consolidata portata avanti dal sodalizio che ha inserito le celebrazioni legate alla pasta negli appuntamenti fissi del calendario associativo insieme alla ‘Befana solidale’ e a ‘Calici sotto le stelle’. Iniziative variegate – continua La Marca – ma caratterizzate tutte dallo spirito di collaborazione e fratellanza, valori che da sempre identificano il nostro operato. Con questa giornata poi nello specifico vogliamo valorizzare un prodotto che consumiamo quotidianamente a tavola proponendolo in cotture e preparazioni diversificate e promuovendo, nello stesso tempo, i pastifici del nostro territorio che oggi rappresentano delle eccellenze del settore in Italia e nel mondo. Occorre preservare le radici di questo territorio – conclude La Marca – e far sì che esse diventino occasioni valide, in questo caso anche ghiotte, per far conoscere la città e le sue tradizioni, culinarie e culturali”. Presenzieranno all’evento famosi pastai dell’area nolano-vesuviana, con appositi stand allestiti. Tra i pastifici coinvolti nell’iniziativa spiccano la Leonessa, Ferrara, Falco, Russo e la Fabbrica della pasta di Gragnano. L’accesso è libero e gratuito.
Giornata Mondiale della Pasta Amici del Marciapiede: locandina dell'evento
Giornata Mondiale della Pasta Amici del Marciapiede: locandina dell’evento

Storie del cimitero di Ottaviano: nel 1822 i versi di Foscolo, oggi la gara per il chiosco, domani, chi sa, l’impianto per la cremazione.

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 Il chiosco per la vendita di fiori, piante e lumini davanti al cimitero nuovo di Ottaviano renderà al Consorzio Ottaviano – San Giuseppe meno di nove euro al giorno. Voci su un progetto per l’impianto di cremazione.

Gli scostumati mi permettono di praticare lo sport che preferisco:

superarli in scostumatezza. (Pepe Marlò Mastriani)

Durante la campagna elettorale l’ avv. Capasso individuò nell’attività della Giunta Iervolino tre “nodi” significativi: via Cesare Augusto, i debiti fuori bilancio, le “somme urgenze”, e contro questi “nodi” condusse una dura polemica.  Perciò abbiamo il diritto di capire come si muove la giunta Capasso   all’interno di questi tre “spazi”.  Capire, non giudicare. Non sono un magistrato, non sono un giornalista d’assalto, non sono un moralista: non riesco a concludere  il capitolo che nella mia “Storia della camorra vesuviana e nolana” è dedicato ai “guappi” vesuviani del primo Novecento, per due motivi: prima di tutto perché la mia infelice penna schizza, di questi “guappi”,  ritratti che in qualche passaggio sembrano un encomio, e poi perché, avendo letto in questi giorni un libro sulla camorra napoletana pubblicato qualche tempo fa, sto tentando di capire  se c’è un limite al ridicolo. Questa necessità di capire mi  ha costretto e mi costringerà a chiedere notizie di carte e di atti agli Uffici del Comune e degli Enti connessi: spero di non arrecare troppo fastidio.  Il 29 settembre ho protocollato due lettere: una inviata all’ Ufficio Tecnico per chiedere informazioni sugli atti dell’amministrazione Capasso relativi al “perfezionamento dei lavori in via C. Augusto”,l’altra al Presidente della Commissione “controllo e garanzia” del Consiglio Comunale, per ottenere  certificate illuminazioni su alcune “somme urgenze” – mi si perdoni l’uso del nesso sintetico-. Alcuni giorni fa ho assistito a una seduta della Commissione in cui era previsto che il responsabile dell’Ufficio Tecnico illustrasse i termini formali e sostanziali proprio di quelle “ somme urgenze” che avevano destato il mio interesse: ma il funzionario, finché sono rimasto, non l’ho visto. Se poi si sia presentato dopo, non so. Sarebbe opportuno che anche i verbali delle Commissioni venissero  pubblicati sul sito del Comune. Il vero problema è quello della pubblicazione integrale degli atti: talvolta vengono omessi dei particolari che sembrano superflui, e invece sono dettagli. Non mi permetto di spiegare la differenza tra particolare e dettaglio ai politici che oggi “reggono” Ottaviano: sarei un presuntuoso. Da essi ho molto da imparare.  E dunque funzionari e politici mi perdoneranno se la settimana prossima chiederò informazioni anche sulla pubblica illuminazione, sulla presenza e sul ruolo del Comune di Ottaviano nell’ambito delle cooperative, e su quell’araba fenice che è la metanizzazione, e che pare stia rinascendo. E veniamo a Foscolo. Il 3 febbraio 1822 il sindaco di Ottajano,  Saverio Ammendola, comunicò al Consiglio Comunale – allora si chiamava Decurionato – che la costruzione del cimitero tra “ Ottajano propriamente detto e San Gennarello”  andava “al suo termine, con lusso, profusione di stucchi, cornicioni ed altri abbellimenti”. Ma subito dopo aggiunse, il sindaco, che “la maggioranza della popolazione” – gli Ottajanesi erano “ quindicimila e più anime”- reclamava un secondo camposanto, “ tra i due quartieri della Campagna, San Giuseppe e Terzigno”.  Il Decurionato approvò all’unanimità la richiesta, riconoscendo che i due camposanti conciliavano “ gli interessi dei cittadini, il rispetto dovuto alle ceneri dei nostri defunti, la salute pubblica”: così “ il lezzo dei cadaveri non più sorgerà a contaminare gli incensi che i mortali offrono alla Divinità”. Fa piacere notare che nel 1822 il verbale di una seduta del Consiglio Comunale di Ottajano si chiudeva con una elegante citazione di versi dei “Sepolcri” foscoliani. Il Consorzio Cimitero ha risposto ( n.1699 del 22/09) alla mia richiesta di informazioni sulla gara per “la concessione in uso di suolo” da destinare all’ “installazione di un chiosco di vendita al dettaglio di fiori, piante, lumini, ecc.” davanti all’ingresso “ del nuovissimo cimitero” di Ottaviano. Dunque “i plichi delle offerte pervenute entro le ore 12.00 del giorno 21/08/ 2015 risultavano essere in numero di tre”. La gara si è svolta il 9/09 ed è stata aggiudicata a una ditta di Ottaviano “con offerta al rialzo del 4, 15% sul prezzo a base d’asta di euro 2.940, determinando il canone annuale in euro 3.062, 01”.   Per quanto  mi concerne, dico che il bando e la gara sono stati, in sé, modelli perfetti di forma giuridica e di procedura: ma la valutazione politica, che, come cittadino, ho il diritto di esercitare, non può prescindere da questa considerazione oggettiva: che la concessione del suolo per quel tipo di chiosco, installato in un posto strategico, rende al Consorzio meno di 9 euro al giorno. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano gli amministratori di Ottaviano, che sono quotidianamente presenti, attraverso i social network, su fatti e notizie ottavianesi, regionali e nazionali. Se il loro silenzio significa consenso politico vuol dire che essi hanno messo in conto che questa gara – una gara, ripeto, inappuntabile nella forma e nella sostanza giuridica, per quanto mi concerne – entra a far parte del dibattito politico. Di conseguenza, chiederò con la solita procedura se tutti e tre i “soggetti” che hanno presentato l’offerta hanno poi partecipato effettivamente alla gara e, qualora qualcuno sia stato escluso, perché è stato adottato il provvedimento di esclusione. Dico da sempre che la cremazione è un segno altissimo di civiltà: e dunque ho accolto con soddisfazione la notizia che c’è un progetto per installare anche a Ottaviano un impianto specifico. Anche su questo argomento chiederò informazioni dettagliate. So, per molte ragioni, che proprio in questo campo, che non dovrebbe mai essere contaminato dagli interessi miserabili, un abisso può spalancarsi tra la perfezione dell’ idea e lo squallore della realtà effettuale.

Cercola, amianto accanto alla scuola: parla la dirigente del «De Luca Picione Caravita»  

  Di seguito, la lettera con la quale la dirigente scolastica Mariarosaria Stanziano replica ad un articolo comparso sul nostro giornale. Alle sue obiezioni, risponde l’autore dell’articolo, Ciro Teodonno. Gentilissimo Direttore, parafrasando le parole del Suo redattore, Ciro Teodonno, mai e poi mai avremmo voluto scrivere questa smentita proprio sul Suo giornale, un giornale online che conosciamo per la serietà dello stile, dell’informazione prodotta e della puntualità nel verificare la veridicità di quanto viene affermato. Questa volta siamo direttamente coinvolti (per la bella foto della nostra sede centrale – via D. Riccardi,383 in Cercola che spicca accanto all’articolo del giorno 23/10/2015 dal titolo “Cercola e l’amianto dimenticato”) non per le nostre molteplici attività formativo-didattiche e per gli eventi che Lei conosce bene in quanto più volte Vi ha preso parte come Direttore di quotidiano, come giornalista e come Donna impegnata nel sociale e vicina al mondo della cultura e della scuola. Questa volta siamo presenti sul Suo giornale, per la ben nota vicenda dei capannoni e per le tettoie di garage siti in via Cupa Travi, capannoni e tettoie realizzate con l’isolamento in amianto. Via Cupa Travi è adiacente al muro di confine – lato giardino – palestra e giostrine –  della Nostra Scuola plesso Capoluogo. Ci è spiaciuto molto dover constatare stamani che sul Suo giornale c’è stata una cattiva informazione… Il Dirigente scolastico dell’I.C. De Luca Picione-Caravita viene diffamato dalla seguente affermazione che trascriviamo per intero: … “Ma ci meraviglia ancor più l’atteggiamento della dirigenza scolastica e dell’amministrazione cercolese le quali, ignorando le questioni pregresse e il costante pericolo che preme sugli alunni frequentanti la De Luca Picione, organizzano un campo scuola estivo nei giardini più vicini a quel capannone. Impotente fatalismo, ignoranza o accondiscendenza?” Tali affermazioni sono FALSE e le accuse INGIUSTE! Nessuna indifferenza, ignoranza o superficialità da parte della Preside… Si è pienamente a conoscenza dell’indagine svolta dai Carabinieri della Tenenza di Cercola e dall’AMOG. Circa due anni fa il sig, Angelo Visone attivista locale del Meetup Amici di Beppe Grillo/Cercola in MoVimento, nonché genitore di un alunno frequentante tale plesso, aveva allertato la scrivente circa l’incombente pericolo di tali sostanze, tanto vicine alla scuola. Immediatamente fu avvisato l’esperto esterno Architetto A. Luongo (nominato Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione per la Sicurezza della Scuola in ottemperanza al T.U.81/2008), il quale intervenne per un sopralluogo e provvide ad effettuare una relazione tecnica con testimonianza fotografica circa la vicinanza di tale potenziale pericolo alla scuola. Tale relazione, con una chiara istanza di approfondimenti e dovute misure cautelative, fu inviata all’UTC e al Sindaco di Cercola. Nel settembre del 2014, la Preside autorizzò l’avvio di una petizione popolare fuori la scuola interessata, la primaria e l’infanzia De Luca Picione, che venne poi consegnata, nel novembre 2014, in forma di esposto al Comune di Cercola, alla locale tenenza dei Carabinieri oltre che alle competenti autorità sanitarie. Successivamente i Carabinieri della Tenenza di Cercola, avvisarono la Preside delle indagini in corso; la Preside mise immediatamente a disposizione i locali della scuola e gli ambienti esterni (palestra, giardino ed aule del I piano del plesso Capoluogo, lato scuola dell’infanzia) per consentire all’AMOG di effettuare i dovuti rilievi con specifiche apparecchiature. Contestualmente la Preside incontrò anche il proprietario del capannone in questione, il quale assicurò che avrebbe proceduto ad effettuare lo smantellamento disposto e soprattutto la verifica dello smaltimento di tale rifiuto speciale. Successivamente alla raccolta dei campioni oggetto di analisi da parte dell’AMOG, il Maresciallo Ferrara della Tenenza di Cercola che ha seguito l’indagine, ha comunicato alla scuola, in maniera ufficiosa (dato l’indagine in corso), gli esiti che non risultano essere preoccupanti in quanto la percentuale di eternit presente è ben al di sotto della soglia di allerta, risultato che, come si può ben immaginare, ci rincuorò e tranquillizzò non poco, tanto da proseguire regolarmente in tutte le attività programmate. Come si può solo insinuare il dubbio che la scrivente Dirigente Scolastica, possa aver voltato la testa con indifferenza e superficialità di fronte ad un problema di tale portata??? Come si può solo affermare, senza prima interpellare la diretta interessata, o altre fonti attendibili, che non ci siano state azioni ed interventi a tutela della salute dei minori affidati alle nostre cure?? Come si può scrivere in maniera provocatoria ed insinuante, frasi come la seguente: “Ed è in casi come questi che ci si rende conto di vivere in uno strano paese, tra gente che antepone la propria salute, quella dei dipendenti, dei vicini e di quegli ignari bambini, a un malcelato interesse”. Il Mediano.it Informazione on line è un giornale amico della scuola e ci fa piacere continuare a pensarlo tale… Invitiamo pertanto Lei, in quanto Direttore, Prof.ssa Carmela D’Avino, ad una più attenta verifica di quanto viene poi pubblicato, a garanzia dell’immagine di serietà del giornale che ha ampia diffusione in rete e sui social network e soprattutto a tutela di chi svolge con coscienza il proprio lavoro, considerando che un’informazione non corretta genera inutili allarmismi,  false interpretazioni e soprattutto giudizi sommari su persone che tentano di svolgere la propria professione ogni giorno in piena trasparenza e con una chiara integrità morale.                                                                                                Mariarosaria Stanziano e la Comunità Scolastica dell’IC “De Luca Picione Caravita” – Cercola Gentile Dirigente, chi le scrive è il redattore dell’articolo. Ho letto la sua richiesta di smentita che come vede è stata pubblicata nella sua integrità ma mi preme approfondire alcuni passaggi della sua richiesta strettamente legati alla questione dell’amianto limitrofo alla scuola da lei diretta. Mi rendo conto che vedersi chiamati in causa per una questione tanto grave non faccia certo piacere e che potrebbe essere stato opportuno interpellarla prima di riscrivere sull’argomento ma la questione è vecchia ed è stata già dibattuta anche da altre testate locali e tuttavia, a mio parere, tenuta in sordina nonostante la sua gravità. È risaputo che l’amianto, contrariamente alle sue rassicurazioni “ufficiose”, non attende certo l’AMOG o chi per essa per trattenere le eventuali e pericolosissime micro fibrille di quella fatiscente tettoia in eternit. Mi rendo conto delle difficoltà inerenti alla gestione di una scuola ma allo stesso tempo dobbiamo tutti renderci conto che la salute è un valore primario, senza il quale nessun altra attività può essere svolta, per cui, fermo restando che come ben sa potrà esporre la sua opinione su questa testata, le ribadisco le mie perplessità che mi spingono a ribadire e chiarire i seguenti punti:
  • Le informazioni ricevute sono state a me fornite anche dal lei citato Angelo Visone e con documenti circostanziati e riproducibili;
  • Interpellato in data odierna, lo stesso Visone ci informa che la raccolta di firme, per quanto l’avesse informata, non è passata per la sua autorizzazione in quanto svoltasi fuori dei locali scolastici;
  • Pur non essendo un esperto mi è dato sapere che il D.lgs. 81/08 si riferisce a salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per quel che concerne i dipendenti e non tiene per tanto in considerazione la popolazione scolastica composta in prevalenza di bambini, con una fisiologia ben diversa da quella degli adulti, e in media esposti più ore degli stessi insegnanti. In merito alla relazione da lei menzionata l’RSPP si è cautelato rimandando all’UTC i successivi e a noi sconosciuti approfondimenti, avvalorando ulteriormente quel clima di incertezza che aleggia intorno a questa storia. Per questo mi sembra oltre modo strano e incoerente il fatto che per lei valgano più le “indagini” della AMOG che quelle di un organo ufficiale quale il suo stesso RSPP.
  • Esiste un comunicato nel quale informa l’utenza della questione amianto e delle indagini in corso oltre che delle risultanze delle analisi ambientali?
  • La sua conoscenza dei fatti successivi poteva esser resa nota al pubblico molto prima ed evitando in tal modo la richiesta, da parte di alcuni cittadini, di interessarmi a questi fatti legati al capannone e ai garage in questione, evitandomi quindi di formulare quei dubbi da me evidenziati e per lei tanto fastidiosi. Infatti, allo stato attuale, neppure l’autore dell’esposto è ancora venuto a conoscenza dell’esito della denuncia;
  • A tal proposito gradirei sapere in base a quale autorità e competenza la ditta AMOG, proprietaria del capannone, diviene ente certificante della salubrità dell’aria, del suolo e delle acque limitrofe la sua proprietà e che ufficialità possano avere tali analisi di parte senza un riscontro di controparte quali il CTU della procura e delle autorità sanitarie interpellate;
  • Nel principio di precauzione, universalmente sancito dalla comunità scientifica internazionale, non rientra un’informativa “ufficiosa” per un rilievo di una ditta allo stesso tempo controllata e controllore di se stessa e per la quale esiste un’ordinanza di rimozione e smaltimento di quell’eternit (55/2014 del 24/11/14). Per questo, condivido le sue perplessità sulla modalità da me esposta ma gradirei conoscere la scientificità e la legalità di quei controlli ai quali lei fa tanto fiducioso riferimento. Se le indagini sono ancora in corso, perché dà per scontate tali affermazioni? Qual è l’ente che certifica le analisi da lei accennate?
  • Come mai ad un anno di distanza dalle assicurazioni del proprietario della AMOG lei non usa la stessa solerzia adoperata nei confronti del mio articolo, visto e considerato che la ditta era obbligata a smantellare suddetto capannone?
  • Il seguente passaggio da lei stigmatizzato: “Ed è in casi come questi che ci si rende conto di vivere in uno strano paese, tra gente che antepone la propria salute, quella dei dipendenti, dei vicini e di quegli ignari bambini, a un malcelato interesse” non è evidentemente riferito a lei poiché non solo non può partire dalla sua scuola il pericolo essendo questa sottoposta al rischio dell’amianto ma fa riferimento a chi permette in maniera deliberata che tale rischio sussista. Inoltre ad una più attenta e meno emotiva lettura si evince un mio errore dichiarando l’esatto contrario di quanto da lei inteso;
  • Infine ha tenuto conto dei garage? Le loro strutture sono in condizioni ben peggiori, anche in questo caso esistono analisi di parte?
Infine rinnovandole la mia ferma volontà per chiarire la situazione e avendone le facoltà, agevolare una positiva risoluzione del problema che tanto ci attanaglia e che, al momento più mi preme, le faccio notare che l’attenzione del nostro Giornale verso la sua Istituzione scolastica, così come per tutti quei presidi democratici che risultano essere le nostre scuole, non implica un’indifferenza alle problematiche che ci circondano e che spesso possono essere trasversali e contrastanti. La fiducia reciproca fra me e la Direttrice Carmela D’Avino è basata non solo sul controllo delle fonti ma anche dalla certezza che questo venga puntualmente accertato come è avvenuto in questo caso, per cui l’immagine del giornale e della sua redazione non è assolutamente lesa da questo mio articolo. Sperando di aver chiarito la questione e di aver soddisfatto le sue richieste rimango disponibile ad intervistarla sulla tematica in questione. Ciro Teodonno La Redazione IlMediano.it  

Volla: “pagate o potreste avere problemi”. Tentate estorsioni al Centro Agro Alimentare Napoli

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Per le tentate Tentate estorsioni al CAAN (Centro Agro Alimentare Napoli) i Carabinieri arrestano un 28enne vicino al clan “Veneruso”. I carabinieri della stazione di Volla hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP Napoli a carico di Barbato Giorgio, un 28enne domiciliato a Volla in via Leopardi già noto alle forze dell’ordine e ritenuto contiguo al clan camorristico dei “Veneruso”, operante per il controllo degli affari illeciti a Volla e Casalnuovo. Nel corso di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli i militari dell’arma hanno accertato che il 5 marzo si era recato nel Centro Agro Alimentare, ove aveva contattato vari commercianti avanzando richieste estorsive, aggiungendo che la mancata consegna del “pizzo” a cadenza periodica per “gli amici di Volla” avrebbe portato a “problemi”. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari, ove resterà a disposizione della DDA. (Fonte foto: rete internet)

Sant’Anastasia e la bellezza della tradizione: un evento per presentare il disco “Cient’ diavule” de I Crocevia

La Pro Loco Dell’Arco – Sant’Anastasia invita tutti i cittadini a partecipare all’evento “Ritroviamo la Bellezza della Tradizione”, che si terrà sabato 31 ottobre alle ore 20,30 in piazza IV Novembre, a Sant’Anastasia. “Ritroviamo la Bellezza della Tradizione” è solo il primo di un ciclo di eventi che la Pro Loco Dell’Arco – Sant’Anastasia organizzerà con l’obiettivo di valorizzare il territorio anastasiano. “Bellezza e tradizione sono, per noi, concetti strettamente legati”, dichiara Ciro Fiore, presidente della Pro Loco Dell’Arco – Sant’Anastasia, che afferma: “Riscoprire, tramandare le tradizioni, promuovere il territorio e le sue tante caratteristiche, significa conoscere la propria terra, ritrovare un’identità comune e, quindi, la bellezza della nostra storia.” Le tradizioni fanno parte dell’identità di un popolo e allo stesso tempo la creano e soltanto riconoscendosi in esse, tante persone possono diventare una comunità. Si parte col concerto de I Crocevia. Composti da Gianluca Guidone, Michele Maione, Viviana De Angelis, Vincenzo Salerno e Franco Perreca, I Crocevia portano nel loro viaggio l’eredità delle tradizioni musicali e popolari del sud Italia: tammurriate, pizziche, tarantelle e canti di varia provenienza, riproponendoli in una maniera asciutta e coinvolgente. Crocevia è il luogo dove si incontrano persone, musiche e culture di provenienze diverse, ma è anche il luogo dove si decide dove andare, che direzione prendere. La Pro Loco Dell’Arco-Sant’Anastasia inizia questo ciclo di eventi da loro e dalla presentazione del loro primo disco “Cient’diavule”, attraverso il quale i Crocevia ci spiegano che l’unica via d’uscita dalle tenebre e dall’isolamento della conoscenza è data dal confronto, dal guardarsi negli occhi, dalla festa, dalla sensazione fisica dello stare insieme. E’ per tornare a cantare, ballare, amare e sognare insieme, che vi invitiamo il 31 ottobre a “Ritroviamo la Bellezza della Tradizione”. (Fonte foto: rete internet)

Somma Vesuviana, tragico impatto a via Circumvallazione, muore Antonio, 18 anni, studente del Torricelli

 
Il luogo dell'incidente
Il luogo dell’incidente
Polemica sulla scarsa sicurezza di via Circumvallazione, ma la prima ricostruzione farebbe pensare ad un sorpasso azzardato. Entrambi i ragazzi sullo scooter indossavano il casco protettivo. La pagina Facebook di Antonio Manzo, la vittima dello schianto, racconta di una vita spensierata, di un ragazzo allegro che una corsa in moto ha annoverato tra le vittime della strada. Diciotto anni compiuti a luglio scorso, una vita spezzata da un tragico impatto su una strada da sempre a rischio, via Circumvallazione. È morto così Antonio Manzo, studente del quinto anno al liceo scientifico Evangelista Torricelli, che dalle foto sul suo profilo facebook ride felice abbracciato alla fidanzata, elegante in smoking mentre spegne le candeline della sua festa di compleanno. L’impatto mortale poche ore fa, nel primo pomeriggio. Antonio era in sella ad uno scooter, da passeggero, insieme ad un suo amico. La prima ricostruzione parla di un sorpasso, lo scooter con a bordo i due giovani avrebbe urtato una Fiat Panda e si sarebbe ritrovato di fronte un’altra auto, una Punto, che arrivava dall’incrocio con via Marina. Così il ragazzo alla guida avrebbe perso il controllo del mezzo. Entrambi i giovani indossavano il casco ma l’impatto sarebbe stato così violento da sbalzare Antonio dalla sella e farlo precipitare sul marciapiede. 1939644_975820872450888_6230273209061586789_nIl diciottenne sarebbe morto all’istante. I carabinieri della stazione di Somma Vesuviana al comando del maresciallo Raimondo Semprevivo, giunti poco dopo sul luogo dell’incidente, hanno effettuato i rilievi del caso per ricostruire in maniera più chiara la dinamica. Intanto, sui social, è polemica sulla scarsa sicurezza di quel pericolosissimo tratto di strada dove quest’ultimo che è costato la vita a un diciottenne non è il primo incidente. «La strada risale agli anni ’60 – dice il sindaco di Somma Vesuviana, Pasquale Piccolo – e appena dopo l’inaugurazione già ci fu un incidente mortale che costò la vita a tre persone».