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Choc a Ottaviano: mamma lancia il figlio dal balcone
Il bambino è ricoverato all’ospedale “Santobono” di Napoli in prognosi riservata. La donna è stata sottoposta a fermo e si trova in una struttura sanitaria.
E’ ricoverata in una struttura sanitaria, dove sta ricevendo le cure necessarie a tenere sotto controllo i disturbi psichici di cui soffre: la donna di 39 anni residente ad Ottaviano, che ieri ha buttato dal balcone il proprio figlioletto di appena 1 anno vive da tempo un dramma, acuito ora dall’assurdo gesto compiuto nella casa di alcuni parenti. La donna, infatti, aveva deciso di allontanarsi dalla sua abitazione e andare a vivere a casa di parenti, che avrebbero potuto aiutarla proprio a superare i suoi problemi. Ha portato con sé anche il figlio maschio, nato appena un anno fa. Nonostante le attenzioni dei congiunti, un raptus ha comunque indotto la donna a lanciare il bambino da balcone. Si è affacciata e, in pochi secondi, ha lanciato il figlio nel vuoto. Il bambino è ora ricoverato . Ha riportato una serie di fratture e un trauma cranico. Sulla vicenda indagano i carabinieri, che oltre a sottoporre a fermo la donna hanno interrogato il marito e i parenti ed effettuato una serie di rilievi sul luogo dell’incidente.Gli attentati della camorra ad Acerra: il sindaco telefona all’imprenditore Pacilio
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Non è il primo fiore sbocciato nello spazio
No, la zinnia fiorita protagonista del tweet dell’astronauta Scott Kelly non è il primo fiore sbocciato nello spazio
Il 16 gennaio la fotografia della zinnia fiorita tweetata dall’astronauta Scott Kelly, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ha fatto il giro del mondo. «First ever flower grown in space», “Il primo fiore mai cresciuto nello spazio”: così recitava il post ripreso dalle testate giornalistiche di tutto il mondo e condiviso da oltre 36.000 utenti. Ma non è così: quella zinnia non è il primo fiore sbocciato nello spazio.
First ever flower grown in space makes its debut! #SpaceFlower #zinnia #YearInSpace pic.twitter.com/2uGYvwtLKr
— Scott Kelly (@StationCDRKelly) January 16, 2016
A smentirla ci ha pensato NASAWatch, insieme a Science20 e la CNN, scavando negli archivi dell’Agenzia Spaziale. Il primato, infatti, spetta ai russi. E con ben 34 anni di vantaggio: nel 1982 l’equipaggio della stazione spaziale sovietica Salyut-7 fece fiorire alcune piante di Arabidopsis thaliana. Un record approvato anche dal Guinnes dei Primati, ma che è rimasto senza una testimonianza fotografica.
Più tardi, poi, nel 2012 l’astronauta Don Pettit riuscì a far sbocciare un girasole, coltivato per interesse personale. Una fioritura, invece, testimoniata con diverse foto nel blog personale di Pettit.
Insomma Scott Kelly è arrivato terzo. Ma anche se la zinnia immortalata nel tweet non è il primo fiore ad essere sbocciato nello spazio, resta sicuramente il primo piantato e poi fiorito a bordo dell’ISS. Un primato sì, ma un po’ diverso, che si inserisce nel corso della ricerca, partita nel 2014, sul comportamento dei vegetali in assenza di peso: il programma Veggie.

