Numerose telefonate di solidarietà al gestore della ditta di pompe funebri.
Dopo l’attentato, messo a segno alle tre e un quarto del mattino di lunedi con un furgoncino in fiamme lanciato sulle vetrate della sua ditta di onoranze funebri, si sta moltiplicando la catena della solidarietà verso l’imprenditore Carmine Pacilio, che in un anno ha subito otto avvertimenti mafiosi. ” Mi ha telefonato il sindaco Raffale Lettieri – racconta Pacilio – e mi hanno telefonato altri esponenti politici del comune di Acerra. Ho ricevuto almeno duecento telefonate di solidarietà, provenienti anche dal settore lavorativo in cui opero “.
La ditta Pacilio è attiva dal 1967 ad Acerra. Di recente in città è sorta anche un’altra impresa di onoranze funebri. Ma in questo territorio la maggior parte del servizio viene ancora svolta dalla Pacilio. Che però sta subendo attentati a go go: vetture lanciate contro l’esercizio commerciale e date alle fiamme, colpi di pistola e di fucile sparati contro il negozio e la casa del titolare, teste di capretto impiccate fatte trovare sulla porta dell’alloggio dell’imprenditore.
Si attende nel frattempo una convocazione del comune di Acerra da parte della prefettura nell’ambito del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Prima dell’ultimo attentato ne è stato infatti consumato un altro, il 4 dicembre, del tutto simile: una vecchia Panda, poi risultata rubata, data alle fiamme e lanciata nella notte sull’ingresso del negozio di Pacilio, in via Trieste e Trento, pieno centro storico di Acerra. Ora c’è paura nella zona in cui si trova la ditta di trasporti funebri. ” Sono stati avviati contatti con la prefettura: ci faranno sapere “, riferisce intanto l’ufficio stampa del comune.
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