Non ci sarebbero ancora atti ufficiali ma indiscrezioni raccontano di medici trasferiti, esposti ai carabinieri contro l’allocazione del servizio in locali della scuola e, soprattutto, dell’avvento di un’ambulanza di tipo B – senza medici – che non potrà intervenire per codici rossi.
Un’ambulanza del servizio 118 continuerà a servire il territorio di Sant’Anastasia e Somma Vesuviana, ma a bordo non ci saranno medici bensì solo un infermiere. E un autista, naturalmente. La «demedicalizzazione» del servizio sul territorio sembra l’ultimo atto di uno smembramento giustificato con la spending review e la dismissione dei fitti passivi, dopo il trasferimento in comuni limitrofi del servizio veterinario e della farmacia interdistrettuale (a Cercola), della Prevenzione Collettiva (a Pomigliano d’Arco), insomma di tutti i servizi dell’Asl Na 3 Sud che c’erano fino a poco tempo or sono nell’immobile di via Madonna dell’Arco. In tutto ciò a pagarne le spese sono i cittadini e così sarà, presumibilmente anche per il 118. Sembrava fosse tutto risolto, c’è infatti una convenzione stipulata tra il Comune di Sant’Anastasia, l’Asl e la scuola «Elsa Morante» perché proprio in locali di quest’ultima struttura si dovrebbe spostare, da lunedì 1 febbraio, il servizio 118. Ossia il servizio che nel solo 2015 ha compiuto duemila interventi sul territorio di Sant’Anastasia. Se così fosse, se fossero confermate cioè le indiscrezioni (al momento non ci sarebbe alcun atto ufficiale, nessun documento ma solo comunicazioni verbali) avere un ambulanza sul territorio servirebbe a poco, anzi a pochissimo. Perché un’ambulanza senza medici, ossia di tipo «B», può intervenire per i soli codici verdi. Un esempio pratico: se un cittadino ha una colica addominale e non è in pericolo di vita, nulla quaestio. Se invece l’emergenza per cui un utente decide di far ricorso al 118 fosse classificabile come codice giallo o codice rosso (pericolo di vita) non solo l’ambulanza che si vuole allocare nei locali della “Elsa Morante” non potrebbe trasportare il paziente, ma nemmeno intervenire. Ma c’è di più e riguarda il luogo fisico dove il servizio sarà allocato, ossia la scuola Morante. Locali che il sindaco Lello Abete individuò dopo aver appreso la notizia che anche il 118 stava per migrare, nello specifico a Pollena Trocchia. Il 20 novembre 2014, una lettera firmata dal direttore generale Asl, Maurizio D’Amora – rispondendo ad un’istanza a firma dei consiglieri di opposizione Pd, Coccia, De Simone, Maiello e alla segretaria del partito Grazia Tatarella – mise nero su bianco che se il Comune di Sant’Anastasia avesse messo a disposizione, gratuitamente, un immobile idoneo, l’Asl avrebbe preso in considerazione la possibilità di lasciare alcuni servizi. E così è stato, nel caso del 118. Il problema è però proprio l’immobile, considerato idoneo dall’Asl e oggetto di convenzione tra Comune, Azienda Sanitaria e scuola. Situazione che sarebbe oggetto anche di un esposto ai carabinieri a firma di alcuni medici. Un’ambulanza che parte a velocità sostenuta, in un luogo frequentato normalmente da bambini di scuola elementare, la stessa ambulanza che contiene eventualmente rifiuti speciali ed organici, dal sangue alle urine, senza contare i materiali sanitari, che siano aghi o altro. Intanto i lavori alla Morante sono stati fatti, dal 1 febbraio dovrebbe essere effettivo il totale smembramento della ormai quasi ex struttura Asl di via Arco e il personale medico sarebbe in odore di trasferimento. Sull’ambulanza, di medici, non ve ne saranno. «Che quei locali siano idonei lo dice la convenzione – commenta il sindaco Abete – ma se davvero c’è l’intenzione di ridurre il servizio con un’ambulanza senza medici a bordo sarebbero i cittadini del territorio a pagarne il conto, se ci sarà da fare una battaglia in merito noi non ci tireremo certo indietro». «Aspettiamo di vedere come sarà la struttura a lavori terminati – dice il consigliere Raffaele Coccia (Pd) – se come dicono sarà attrezzato un parcheggio inaccessibile ai bambini, i rischi si ridurrebbero, fatto sta che la battaglia doveva essere fatta prima, per non far andare via nessun servizio. A quel che ci risulta l’amministrazione comunale di Sant’Anastasia non ne ha nemmeno chiesto di compensativi».





