Ignobile messaggio diffamatorio a don Peppino Gambardella e al vicepresidente della Camera.
Hanno speso un bel po’ di soldi in tipografia per realizzare e quindi affiggere in tutta la città delle fabbriche un manifesto anonimo sospeso tra la diffamazione e un fallace sarcasmo. Manifesto che riporta il titolo di una sedicente testata non registrata la cui gerenza è sconosciuta a tutti, anche al tribunale di Nola. Nell’ignobile quanto vigliacco messaggio pseudo giornalistico si prendono di mira due personalità di Pomigliano, Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e leader nazionale del Movimento Cinque Stelle, e don Peppino Gambardella, parroco della chiesa madre di San Felice in Pincis, il “prete operaio “. Dal manifesto affisso dappertutto emerge una storiella fantasiosa, ovviamente senza né capo né coda, che vede un Di Maio uscito a pezzi dalla vicenda di Quarto nascondersi sotto l’amichevole tonaca del sacerdote, criticato per aver preso posizioni politiche ben precise negli ultimi anni, sia in favore della Fiom che del Movimento Cinque Stelle. Ma nell’attacco anonimo sono finiti anche Dario De Falco, amico di Di Maio e leader della locale opposizione pentastellata, e Valeria Ciarambino, consigliere regionale M5S, anche lei di Pomigliano.









