Volla: 8 Marzo, Giornata della Donna alla “Bulla”
L’8 Marzo alla “BULLA”, la nota location di Volla, in Via De Filippo, giornata dedicata al ruolo della Donna nella storia, in particolare nella Storia di Napoli.
A partire dalle 19.30 un percorso culturale con la presentazione del libro di Agnese Palumbo “101Donne che hanno fatto grande Napoli”, un concerto di musica con le donne del progetto “Volart” del M° Giuseppe Lipari.
Interverranno l’avvocato Imma Picardi, la professoressa Simona Mauriello, e Patrizia Palumbo (Presidente dell’associazione Dream Team Donne in Rete) a testimonianza di uno sportello antiviolenza.
Imma Picardi: “Un percorso culturale, che ha inizio dal mattino coinvolgendo gli alunni delle scuole impegnati in una sfida simpatica ai fornelli e chef per un giorno a riproporre piatti del seicento e più in generale l’arte culinaria delle donne di quel tempo. La giornata si concluderà la sera, quando a partire dalle 19 saranno offerti momenti letterali e musicali condotti da donne e sempre allo scopo di offrire spunti di riflessioni sulla bellezza dell’arte in genere. In una giornata che celebra il tentativo, mai riuscito, di farla morire”.
Napoli: vasta operazione dei carabinieri contro i ‘signori’ della droga
Una trentina di arresti, tra cui elementi di spicco del clan “Contini”.
Dalle prime ore dell’alba è in corso, a Napoli, una maxi operazione dei carabinieri del ROS e del Comando Provinciale, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, per l’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di una trentina di soggetti, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante delle finalità mafiose.
Arrestati i ‘signori’ della droga contigui al clan camorristico “Contini”, attivo nei quartieri del centro storico di Napoli.
I carabinieri hanno ricostruito il business milionario e la vita sfarzosa di alcuni degli indagati: barche di lusso, partite di droga da centinaia di migliaia di euro, reinvestimenti in prestigiose attività commerciali.
Contestualmente la guardia di finanza sta eseguendo un decreto di sequestro di beni mobili e immobili riconducibili ad alcuni degli arrestati per oltre 20 milioni di euro.
I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terra’, alle ore 11.00 odierne, presso la Procura della Repubblica di Napoli.
(Fonte foto: rete internet)
Ipercoop Campania: chiusi per restyling due ipermercati. Si spera nel rilancio
Afragola riaprirà il 10 marzo. Avellino il 13.
Ipermercati Coop in cerca di rilancio, ipermercati che cambiano volto in vista di un possibile incremento dei consumi. Da ieri sono chiusi per rinnovo dei locali gli Ipercoop di Afragola e di Avellino. Il negozio partenopeo riaprirà il 10 marzo, quello irpino il 13. E’ una chiusura dettata dalla necessità di modificare il volto di queste strutture. Un restyling che aveva già interessato l’Ipercoop di Quarto Nuovo, il cui ammodernamento è stato inaugurato il 17 ottobre scorso. La ristrutturazione finalizzata al rilancio di Afragola e Avellino si sta consumando poco meno di due mesi dopo la fine di un dramma, quello relativo alla procedura di licenziamento finalizzata praticamente alla chiusura definitiva dei due impianti. Procedura poi annullata, il 5 gennaio scorso, negli uffici della Regione Campania, alla presenza dell’assessore al Lavoro Sonia Palmeri. In quella sede l’accordo Ipercoop ha consentito la revoca della procedura di mobilità per 293 dei 353 addetti degli ipermercati. La ratifica ha reso operativa l’intesa raggiunta il 21 dicembre tra i sindacati di categoria e Campania Distribuzione Moderna, la società controllata da Coop e che gestisce l’impianto napoletano (206 dipendenti) e quello irpino (147 dipendenti). Intesa che era stata raggiunta a seguito di tre giorni consecutivi di chiusura scaturita dallo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici di Afragola. Il tutto ha reso possibile oltre che l’annullamento dei licenziamenti e della paventata e contestuale chiusura definitiva degli ipermercati anche il rinnovo di un anno di cassa integrazione a rotazione per tutti i lavoratori, a partire dal 17 febbraio 2016 e fino al 31 marzo del 2017. Ci sono però due problemi di fondo che permangono in tutta la loro drammaticità. La cassa integrazione che sarà riavviata, peraltro per soli 12 mesi, prevede una cospicua decurtazione dell’orario di lavoro (25 ore e 20 per i full time e 20 ore e 20 per i part time). Finora la riduzione salariale che ne era conseguita era stata coperta da un aiuto regionale offerto dall’ex assessorato al Lavoro retto da Severino Nappi. Ora però quest’aiuto è venuto meno. C’è inoltre, e non è cosa secondaria, la discussione sul futuro occupazionale, praticamente immediato, in particolare dei lavoratori di Afragola, impianto le cui dimensioni sono state dimezzate il primo febbraio del 2014, dopo la prima grande crisi scoppiata nel 2013.
Acqua nei treni della ex Circumvesuviana
Disagi dal maltempo si aggiungono a cancellazione corse.
Treni in ritardo, corse cancellate e utenti esasperati. Altro giorno di disagi per i viaggiatori dell’ex Circumvesuviana, il servizio di trasporto che collega Napoli a numerosi comuni della provincia. La pioggia, che in queste ore sta colpendo la Campania, ha creato più di un problema anche alla circolazione dei treni dell’Eav, parte dei quali sono rimasti fermi perché – da ciò che si apprende – in alcune carrozze entrava l’acqua piovana. I disagi derivanti dal maltempo di queste ore si aggiungono a quelli che hanno portato a una forte riduzione del materiale utilizzabile su rotaie, carenze che da giorni stanno provocando la cancellazione di alcune corse. Questa mattina il servizio è rimasto addirittura bloccato, poco dopo le 9, a causa della mancanza di treni. Poi la situazione è tornata ad essere meno critica, anche se i ritardi accumulati dalle corse in alcuni casi sfiorano la mezz’ora. (Fonte foto: rete internet)Somma Vesuviana, Istituto Montessori: al via il progetto di Didattica Veterinaria “Dimmi come mangi…”
Da martedì 1° marzo 2016, nell’Auditorio multimediale, nelle aule laboratoriali e negli spazi del giardino e serra biologica, gli alunni della Scuola primaria effettueranno la prima tappa di un incantevole itinerario nel regno animale per svolgere un’interessante attività di ricerca-azione, finalizzata a scoprire nel contesto del mondo animale cause, motivi, bisogni e necessità di instaurare un equilibrato rapporto di vicendevole beneficio e di mutuo benessere, tenendo naturalmente conto della specificità dell’animale, alla luce del comportamentismo umano e dell’etologia animale.
Sarà sperimentato il Progetto di Didattica Veterinaria dallo stimolante titolo “Dimmi come mangi…”, lanciato dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari (ANMVI), in concerto con Arcoplanet ed elaborato dal Gruppo di Studio ANMVI di Metodologia Didattica Veterinaria, coordinato dalla dott.ssa Silvia Macelloni, con la supervisione del Prof. Giacomo Biagi- Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, Università degli Studi Alma Mater Studiorum di Bologna.
Il “viaggio” sarà guidato e condotto dalla Dott.ssa Elena Raia, medico veterinario. Si snoderà nelle seguenti quattro piacevoli tappe, scientificamente calibrate ed orientate dal filo conduttore del titolo del Progetto, nel corso delle quali i bambini scopriranno e conosceranno gli animali in generale ed alcuni, fra quelli domestici, addirittura con la loro presenza a scuola:
1^ Tappa 1/3/2016: Carnivori – erbivori – onnivori;
2^ Tappa 8/3/2016: Erbivori;
3^ Tappa 15/3/2016: Onnivori;
4^ Tappa nel mese di aprile; Manifestazione conclusiva di feedback e dimostrazioni dei risultati conseguiti mediante l’esposizione in mostra degli elaborati prodotti dagli allievi.
E’ appena il caso di evidenziare che il processo di svolgimento del Progetto sul piano operativo concreto s’inizia da una domanda provocatoria sul concetto di “alterità animale” che, ricapitolando in sintesi il connubio fra etologia e neuroscienze, dà adito alla zooantropologia che indaga sull’interazione dell’uomo con l’animale, il cui vicendevole rapporto interattivo si rivela indispensabile per migliorare la convivenza reciproca. Anzi, gli studiosi asseriscono che per l’uomo tale alterità è addirittura la conditio sine qua non per definire, tramite il confronto, la sua stessa umanità.
Quindi, in opposizione a qualsiasi pretesa enfatizzazione antropocentrica dell’alterità umana, prevale la propensione ontologica a considerare che l’uomo nell’universo della vita non è il signore come già sosteneva Bacone ma parte della natura. E l’ANMVI, autorevolmente, interviene nel confermare addirittura che l’uomo ha il dovere di assicurare, nel migliore dei modi, il benessere e la conveniente qualità del cibo soprattutto degli animali domestici, rispettandone le specifiche particolarità etologiche e fisiologiche che fanno dell’animale un soggetto simile a noi stessi e non un oggetto allevato col fine di trastullo.
Ad avvalorare quest’argomentazione interviene una considerevole schiera di studiosi i quali con dati scientificamente inconfutabili asseriscono che la filogenesi della specie umana è stata congruamente influenzata dalla zoofilia. Ciò dimostra che dobbiamo considerare la congenita necessità che l’uomo, fin dall’infanzia, come precisa il Progetto dei Medici Veterinari, avverte, anche se in forma aurorale, che non è autosufficiente ed ha bisogno per crescere, fra l’altro, dell’alterità animale, nella sua irriducibile specificità, con la quale deve interagire e comportarsi secondo i canoni della bioetica animale e delle scienze veterinarie, con rispetto e senza violenza e discriminazione, avendo ogni animale la sua dignità.
Sicché, l’uomo, per diventare se stesso, ha bisogno di relazionarsi necessariamente fin da piccolo anche con l’alterità animale, con rispetto e senza violenza e discriminazione.
Ed allora noi adulti col sostegno, l’assistenza e la consulenza veterinaria svolgiamo il compito di metterlo nelle condizioni di prendersi cura di un animale domestico, mettendolo a suo agio, nutrendolo, rispettandolo, amandolo, trattandolo affettuosamente non come giocattolo ma come un autentico amico col quale dialoga, gioca, si diverte e fa esperienze educative e di vita più opportune di socializzazione, di relazione, di apertura agli altri esseri viventi, ossia alla diversità, con i quali impara a condividere sensazioni gradevoli ed affettuose. Talché il benessere dell’animale si converte in vantaggio per l’uomo. Si trasforma per lui in energia salutare che lo ripaga lautamente del suo altruismo.
Questo fenomeno, secondo Auche Tellegen, studioso di psicologia del temperamento della Minnesota University, produce un intimo legame fra il senso del benessere emotivo e le interazioni sociali. Ne deduciamo che i bambini, se fino da piccoli entrano in rapporto simpatetico con animali domestici, saranno indubbiamente rinforzati nella tendenza abitudinaria ai comportamenti prosociali nel senso che saranno più disponibili verso gli altri. Al contrario, quelli che crescono senza fare tali esperienze gioiose saranno in genere portati ad isolarsi dagli altri, indipendentemente dai fattori ereditari.
Va da sé che le tappe del percorso saranno polarizzate soprattutto sulle problematiche riguardanti alimentazione, nutrizione, accesso al cibo e rapporto con esso nella specie umana e nelle diverse varietà di animali, all’interno della relazione interattiva uomo-animali-ambiente.
(Fonte foto: rete internet)
Volla, successo per lo spettacolo dal titolo “Prima o poi Prendiamo il Volo”
Omaggio alla scomparsa di Tommaso Scarpato.
Venerdì 26 e in replica sabato 27 febbraio nel teatro “M. Aprea” dell’Accademia Musicale G. Verdi tributo a Tommaso Scarpato con lo spettacolo dei Malincomici di Made in Sud “Prima o poi prendiamo il Volo”.
L’attore/autore Vollese, scomparso recentemente era co-direttore artistico, insieme al M° Ciro Palella, del teatro Maria Aprea di Volla e padre di Gennaro, uno dei tre Malincomici (gli altri due sono i fratelli Oreste e Mirko Ciccariello).
Grande la partecipazione del pubblico che ha gremito la sala. Ciro Palella ha ringraziato: “Tommaso, da lassù, avrà sicuramente assistito allo spettacolo … Abbiamo voluto ricordarlo con il sorriso e facendo divertire il pubblico come lui certamente avrebbe voluto … L’Accademia G. Verdi e il Teatro Maria Aprea di Volla si impegneranno affinché il ricordo di Tommaso resti indelebile sul nostro territorio e soprattutto nei cuori di quanti lo hanno amato …”
La prima parte dello spettacolo, “Prima o poi prendiamo Il Volo“, ha raccontato microstorie del quotidiano di giovani ragazzi alternate a momenti musicali e di show.
La seconda ha mostrato i Malincomici televisivi di Rai 2, con le loro interpretazioni dei maghetti di Harry Potter, del “Volo” e dell’ultima parodia di “Un po’ sto al sole”. Al trio si sono uniti Diego Laurenti, già noto come You Tubber, Chiara Di Girolamo e Benny Lendano, e i rapper Dna. Tutti insieme hanno contribuito al successo della serata alternando cabaret puro, parodie, disco music, successi classici del pop italiano e la musica rap, molto gradita ai tanti giovani presenti tra il pubblico.
Oltre al puro divertimento e allo spettacolo molto apprezzabile ed apprezzato dal pubblico, anche momenti di emozione e di commozione nel ricordo di Tommaso Scarpato. Oltre l’aldilà e il ricordo, il teatro fa rivivere chi non è più tra noi, rendendolo “immortale” anche grazie e in virtù del fatto che “The show must go on”.
Renziani al lavoro: a Pomigliano parte la campagna referendaria dell’associazione “La città che vale”
Nella sede di via Iasevoli la raccolta delle adesioni finalizzate alla creazione di un comitato per il si alla riforma costituzionale voluta dal governo.
In base al comunicato diffuso dall’avvocato Vincenzo Romano, esponente dell’ala renziana del Pd di Pomigliano, le adesioni finalizzate alla creazione di un comitato referendario per il si alla riforma costituzionale potranno essere raccolte sia nella sede di via Iasevoli de “La città che vale” che attraverso la pagina facebook dell’associazione. Allo scopo la sede pomiglianese ospiterà chi vorrà aderire ogni lunedi e mercoledi alle 19. L’obiettivo politico c’è tutto da parte del principale avversario dell’ex sindaco di Pomigliano Michele Caiazzo (ora consigliere comunale d’opposizione) alle turbolente primarie Pd del marzo scorso. Romano in questa fase si sta muovendo in particolare sul fronte della politica nazionale e coglie l’occasione del referendum confermativo previsto in autunno (ma non ancora indetto) sulla legge di riforma costituzionale, legge che ha come obiettivo principale, tra le altre cose, l’abolizione del Senato così come è stato finora concepito, cioè l’eliminazione della sostanziale funzione legislativa di palazzo Madama. Intanto il presidente del Consiglio Renzi ostenta da tempo la volontà di trasformare il referendum in un plebiscito personale in grado di prolungare il suo incarico fino alla scadenza naturale del 2018.
Sant’Anastasia, le Ferrovie dello Stato diffidano l’Amministrazione Abete
La polemica va avanti da dicembre e la delibera di consiglio comunale con la quale l’amministrazione decise di dirottare fondi RFI destinati al quartiere Ponte di Ferro – Starza per la riqualificazione di via Marconi fu votata anche da consiglieri di opposizione con l’astensione del Pd ed un unico voto contrario: quello della consigliera Veruska Zucconi, capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia. Le Ferrovie hanno già diffidato l’amministrazione Abete a procedere e sta per arrivare a Palazzo Siano una seconda diffida a revocare la delibera.
I soldi erogati per il ristoro di un quartiere non possono essere utilizzati per altri scopi. Si può riassumere così la replica delle Ferrovie dello Stato alla decisione di sottrarre novantamila euro dal totale di 2 milioni e 500 mila (dei quali una tranche ancora da ricevere) destinati al quartiere Ponte di Ferro – Starza per destinarli al centro città. La risposta delle Ferrovie, dopo l’esposto presentato da Alleanza per Sant’Anastasia – movimento rappresentato in consiglio comunale dalla capogruppo Veruska Zucconi – e una petizione popolare nonché una segnalazione alla Corte dei Conti, è chiara: quanto deciso dall’amministrazione comunale è in difformità rispetto al protocollo d’intesa. La vicenda, che molte polemiche ha sollevato di recente, inizia nel 2013 quando l’amministrazione Esposito sottoscrisse un protocollo d’intesa con le Ferrovie dello Stato sancendo che, quale forma di ristoro per l’area che aveva «subito» l’impatto della costruzione del ponte per la linea ad alta velocità, la Rete Ferroviaria Italiana avrebbe erogato al Comune la somma di due milioni e 500 mila euro vincolati alla realizzazione di alcune opere relative ad un’area precisa. Sul finire dello scorso anno, invece, l’amministrazione Abete aveva proposto una delibera, approvata con il solo voto contrario della consigliera Zucconi (la maggioranza votò a favore, così anche Paolo Esposito mentre si astenne la capogruppo di Forza Italia Annarita De Simone come pure il Pd), dirottando novantamila euro di quei fondi per la riqualificazione di una strada nel centro città: via Marconi.
In assise, sindaco e assessore si erano detti certi che l’operazione fosse legittima. «Abbiamo pareri degli uffici e dei revisori dei conti» – disse il sindaco, avallato dal parere dell’assessore al bilancio Antonio Squillante. Invece, le Ferrovie dello Stato hanno diffidato dal procedere al dirottamento dei fondi definendolo, con lettera firmata e protocollata, «non in linea con gli accordi presi» e «in difformità a quanto previsto dal protocollo d’intesa».
Ma c’è di più: a Palazzo Siano arriverà presto una seconda diffida da parte della Rete Ferroviaria Italiana che inviterà a ritirare la delibera votata in difformità con il protocollo stipulato. La prima diffida, non resa nota dall’amministrazione comunale che pure l’ha senza alcun dubbio ricevuta, risalirebbe addirittura a dicembre scorso. Una circostanza singolare giacché, in data successiva, l’assessore competente ha inviato poche settimane fa una risposta alla richiesta di chiarimenti firmata dalla consigliera Zucconi, missiva in cui si ribadiva nuovamente la volontà di procedere al dirottamento dei fondi.
«Ho personalmente sentito il funzionario responsabile della RFI che si è occupato della petizione popolare e della segnalazione promossa dal nostro movimento – dice Armando Di Perna (Alleanza per Sant’Anastasia) ex vicesindaco di Abete e dimissionario dalla carica ad agosto scorso – e sappiamo che, dopo la diffida inviata e la conseguente, successiva, replica degli amministratori comunali, è in arrivo un’ulteriore raccomandata che rimarca il non rispetto del protocollo d’intesa, diffidando per la seconda volta rispetto ad una procedura illegittima. Quei soldi servono per un quartiere già troppo bistrattato e vanno usati per riqualificare via Pomigliano, via Rosanea, via De Filippo, via Canesca, via Coscialonga. Presto arriverà la seconda diffida e se l’amministrazione insistesse in questo atteggiamento, inspiegabile e irresponsabile, si metterebbe a rischio la tranche di fondi che la RFI non ha ancora erogato».
Somma Vesuviana, incontro di formazione per docenti della provincia al Summarte
Mercoledì 2 marzo si parlerà di sviluppo delle competenze e giusta azione didattica con il professore Carlo Petracca, nell’incontro organizzato dal Gruppo Lisciani in collaborazione con il Secondo Circolo Didattico di Somma Vesuviana diretto da Rosaria Cetro.
Nella nostra mutevole e complessa società l’aggiornamento resta sostanzialmente un diritto/dovere del docente delle scuole di ogni ordine e grado. Secondo i dettami della Legge 107, la formazione dei docenti assume un carattere obbligatorio, permanente e strutturale, rientrando all’interno degli adempimenti della funzione docente. Comunque sia, oggi più che mai, nessuna istituzione scolastica si esime dal predisporre un piano di formazione volto al miglioramento della didattica.
D’altra parte le novità ministeriali impongono alle scuole di stare necessariamente al passo con i tempi e di avvalersi anche di esperti del settore. Rispondere alle sfide dell’Europa: è questo il compito della scuola del terzo millennio. Gli insegnanti infatti sono attori chiave per lo sviluppo dei sistemi educativi e l’attuazione delle riforme indispensabili a rendere l’Unione Europea l’economia più competitiva del mondo basata sulla conoscenza. In pratica la buona scuola chiede al docente di programmare ed attuare una didattica per competenze, capace di mettere gli alunni di fronte ad un problema per risolverlo affinché possa far crescere le loro competenze, rendendo più motivante tutta l’attività di apprendimento.
Qual è l’azione didattica giusta per lo sviluppo delle competenze? Sarà il Professore Carlo Petracca a spiegarlo mercoledì 2 marzo nel teatro Summarte di Somma Vesuviana. L’incontro di formazione, organizzato dal Gruppo Lisciani in collaborazione con il 2 Circolo Didattico di Somma Vesuviana, diretto da Rosaria Cetro, vedrà la partecipazione di numerosi dirigenti e docenti della provincia di Napoli.
(Fonte Foto: Rete Internet)
“E vuje lasciate a machina aperta cu tutti sti ladri ca stanno in giro?”
La rapina ad Insigne, le gaffes dei giornalisti, la partita pareggiata con la Fiorentina.
Ogni volta che ci si mette in viaggio, tramite un’agenzia, l’omino gentile che consegna i documenti per la partenza, i biglietti e tutto il resto, fa più o meno sempre la stessa raccomandazione: “Lasciate i passaporti in albergo, portatevi dietro poco contante”. E accade per qualsiasi viaggio, qualunque meta: la Tahilandia come la Spagna. Già perché non esisto un posto sicuro al cento per cento: c’è sempre da stare attenti. A Lorenzo Insigne, rapinato tra sabato e domenica scorsa in via Gramsci a Napoli, nessuno ha fatto la raccomandazione di prammatica: aveva con sé ben 800 euro, che i malviventi hanno portato via in modo facile facile. Poi uno di loro ha anche detto: “Dedicami il goal contro la Fiorentina”. E questo, sinceramente, davvero può succedere solo a Napoli. Ha fatto male Insigne a portarti dietro tutti quei soldi? In linea di principio no, perché ognuno dovrebbe essere libero di portarsi dietro i soldi che vuole, indossare orologi e gioielli a piacimento, girare per le strade di Napoli e del mondo come gli pare. E subire una rapina è sempre un’ingiustizia. Proprio accadde al mio amico Vito, che tanti anni fa fu derubato del telefonino in piazza Nicola Amore mentre col telefonino stava addirittura parlando: un secondo prima era attaccato al suo orecchio, il secondo dopo finì nelle tasche del delinquente. Eppure se ci raccomandano tanto di stare attenti, una ragione ci sarà. E se proprio vogliamo trovare una citazione eccellente, pensiamo alla scena del cavalluccio rosso in “Così parlò Bellavista”, con Pazzaglia che racconta (decine di volte) il furto subito in macchina e il passante che esclama: “E vuje lasciate a machina aperta cu tutti sti ladri ca stanno in giro?”.
Tutto questo per dire che il caso Insigne va ascritto alla normalità di una società sempre più violenta e poco sicura, Napoli o Milano, calciatore o cantante. E tuttavia la storia è servita a far collezionare scivoloni a fior di firme giornalistiche: chi ha scritto di “Curva Sud” (sacrilegio, al San Paolo le curve sono A e B), chi ha spiegato che Cavani fu convinto ad andarsene dalla moglie dopo una rapina (ma, come è noto, el Matador lasciò la moglie che aveva appena partorito per una commessa della provincia di Caserta). Chiamiamoli diversivi: tappe di avvicinamento ad una partita bella e difficile, come quella giocata contro la Fiorentina. I viola hanno dimostrato di essere squadra forte e temibile, votata al gioco e non a mettere il pullman davanti alla porta. Ne è uscito un match giocato a viso aperto, pareggiato. Un match che certifica un dato: il Napoli c’è ancora, ma lo scudetto si vince con la continuità dei risultati. E quella, per ora, appartiene alla Juventus.

