La polemica va avanti da dicembre e la delibera di consiglio comunale con la quale l’amministrazione decise di dirottare fondi RFI destinati al quartiere Ponte di Ferro – Starza per la riqualificazione di via Marconi fu votata anche da consiglieri di opposizione con l’astensione del Pd ed un unico voto contrario: quello della consigliera Veruska Zucconi, capogruppo di Alleanza per Sant’Anastasia. Le Ferrovie hanno già diffidato l’amministrazione Abete a procedere e sta per arrivare a Palazzo Siano una seconda diffida a revocare la delibera.
I soldi erogati per il ristoro di un quartiere non possono essere utilizzati per altri scopi. Si può riassumere così la replica delle Ferrovie dello Stato alla decisione di sottrarre novantamila euro dal totale di 2 milioni e 500 mila (dei quali una tranche ancora da ricevere) destinati al quartiere Ponte di Ferro – Starza per destinarli al centro città. La risposta delle Ferrovie, dopo l’esposto presentato da Alleanza per Sant’Anastasia – movimento rappresentato in consiglio comunale dalla capogruppo Veruska Zucconi – e una petizione popolare nonché una segnalazione alla Corte dei Conti, è chiara: quanto deciso dall’amministrazione comunale è in difformità rispetto al protocollo d’intesa. La vicenda, che molte polemiche ha sollevato di recente, inizia nel 2013 quando l’amministrazione Esposito sottoscrisse un protocollo d’intesa con le Ferrovie dello Stato sancendo che, quale forma di ristoro per l’area che aveva «subito» l’impatto della costruzione del ponte per la linea ad alta velocità, la Rete Ferroviaria Italiana avrebbe erogato al Comune la somma di due milioni e 500 mila euro vincolati alla realizzazione di alcune opere relative ad un’area precisa. Sul finire dello scorso anno, invece, l’amministrazione Abete aveva proposto una delibera, approvata con il solo voto contrario della consigliera Zucconi (la maggioranza votò a favore, così anche Paolo Esposito mentre si astenne la capogruppo di Forza Italia Annarita De Simone come pure il Pd), dirottando novantamila euro di quei fondi per la riqualificazione di una strada nel centro città: via Marconi.
In assise, sindaco e assessore si erano detti certi che l’operazione fosse legittima. «Abbiamo pareri degli uffici e dei revisori dei conti» – disse il sindaco, avallato dal parere dell’assessore al bilancio Antonio Squillante. Invece, le Ferrovie dello Stato hanno diffidato dal procedere al dirottamento dei fondi definendolo, con lettera firmata e protocollata, «non in linea con gli accordi presi» e «in difformità a quanto previsto dal protocollo d’intesa».
Ma c’è di più: a Palazzo Siano arriverà presto una seconda diffida da parte della Rete Ferroviaria Italiana che inviterà a ritirare la delibera votata in difformità con il protocollo stipulato. La prima diffida, non resa nota dall’amministrazione comunale che pure l’ha senza alcun dubbio ricevuta, risalirebbe addirittura a dicembre scorso. Una circostanza singolare giacché, in data successiva, l’assessore competente ha inviato poche settimane fa una risposta alla richiesta di chiarimenti firmata dalla consigliera Zucconi, missiva in cui si ribadiva nuovamente la volontà di procedere al dirottamento dei fondi.
«Ho personalmente sentito il funzionario responsabile della RFI che si è occupato della petizione popolare e della segnalazione promossa dal nostro movimento – dice Armando Di Perna (Alleanza per Sant’Anastasia) ex vicesindaco di Abete e dimissionario dalla carica ad agosto scorso – e sappiamo che, dopo la diffida inviata e la conseguente, successiva, replica degli amministratori comunali, è in arrivo un’ulteriore raccomandata che rimarca il non rispetto del protocollo d’intesa, diffidando per la seconda volta rispetto ad una procedura illegittima. Quei soldi servono per un quartiere già troppo bistrattato e vanno usati per riqualificare via Pomigliano, via Rosanea, via De Filippo, via Canesca, via Coscialonga. Presto arriverà la seconda diffida e se l’amministrazione insistesse in questo atteggiamento, inspiegabile e irresponsabile, si metterebbe a rischio la tranche di fondi che la RFI non ha ancora erogato».



