Nello stabilimento aeronautico più grande del Mezzogiorno confermata la fiducia ai sindacati di categoria da parte di molti addetti.
Nuovo contratto integrativo di Finmeccanica: ieri all’assemblea sindacale organizzata nell’Alenia di Pomigliano ha partecipato la maggioranza degli addetti dello stabilimento aeronautico. Superata, dunque, la crisi di consenso verso il sindacato registrata durante l’assemblea tenuta qualche giorno fa nell’Alenia di Nola, assemblea che era stata disertata da molti lavoratori dell’impianto di Boscofangone, polemici verso le organizzazioni di categoria, giudicate incapaci di difendere il futuro produttivo e occupazionale delle fabbriche.
Ieri però, nell’assemblea del sito di Pomigliano, uno degli stabilimenti più grandi d’Italia, dove si contano oltre 3mila addetti, indotto compreso, i sindacalisti hanno sostenuto la positività dell’intesa raggiunta nei giorni scorsi sul contratto integrativo, quello di secondo livello. Un’intesa che, secondo i vari sindacati, presenta caratteristiche positive sia sul fronte del welfare che su quello della partecipazione dei lavoratori al confronto con l’azienda. Nelle giornate del 7, 8 e 9 marzo gli oltre 3500 dipendenti del comparto campano di Alenia saranno chiamati ad approvare o meno l’intesa nell’ambito di un imponente referendum aziendale.
Sono ancora troppe le zone in questa città dove la devianza minorile prolifera, arrendendosi a un’arretratezza culturale dalla quale è difficile liberarsi. Troppo ancora c’è da fare ed è incredibile notare quanto l’analisi sociologica di Amato Lamberti sia ancora terribilmente attuale.
Proviamo a racchiudere in un’unica riflessione alcuni elementi precedentemente proposti dal Sociologo Lamberti e tutt’oggi fondamentali per orientarci sugli eventuali provvedimenti da attuare contro gli eventi che contaminano lo sviluppo del territorio. Nello specifico, osserviamo tre ambiti che riguardano lo stato delle devianze giovanili: “Contesto famiglia-scuola-società”, “necessità di politiche di prevenzione anziché politiche di repressione”, “delinquenti con personalità narcisistico-criminali”.
Già diversi anni fa il Sociologo delle devianze e della criminalità organizzata, scomparso nel 2012, si domandava dove, come, perché e per colpa di chi nasce la devianza giovanile a Napoli e nel suo hinterland. I disagi dei giovani vanno prima di tutto analizzati nel loro contesto e ci torna dunque utile riflettere sulle parole del Sociologo Lamberti: “L’azione deviante di un adolescente rimanda spesso ad un quadro relazionale che sembra connotarsi per una genitorialità inefficace sul piano del controllo e, in generale, di inadeguatezza rispetto ai nuovi compiti evolutivi posti dal figlio.
Sembra quindi delinearsi un quadro in cui emerge con forza la crisi della funzione genitoriale, intesa nel doppio significato di modello di riferimento e di ostacolo da superare” e ancora “L’aumento delle devianze giovanili è indice, inoltre, dell’esistenza di elementi disfunzionali all’interno della realtà sociale in generale. Per un adeguato percorso evolutivo è necessario, infatti, che il minore – nel suo processo di personalizzazione e di socializzazione – sia sostenuto anche dalla scuola e dalla società più in generale. Famiglia, scuola e società rappresentano, dunque, il luogo in cui il giovane acquisisce le prime regole morali, la consapevolezza che la vita è radicata non solo sui diritti, ma anche sui doveri. Un difficile rapporto dell’individuo con la famiglia, la scuola e gli agenti di socializzazione determinano quelle carenze di interiorizzazione del sistema normativo che, a loro volta, favoriscono la devianza.
Esiste un rapporto molto stretto anche tra il fenomeno della criminalità giovanile e la nascita delle società complessa. Analogamente, la situazione attuale dei giovani – soprattutto degli adolescenti – è fortemente legata alla condizione della periferia metropolitana. Questo rapporto evidenzia in maniera netta le trasformazioni che sono avvenute negli ultimi anni all’interno della società complessa (o postindustriale). Non a caso, la periferia è lo spazio urbano in cui si verificano più facilmente le condizioni negative che portano alla devianza i giovani, i quali sono costretti a vivere in condizioni sociali precarie”
Quali sono dunque le politiche da attuare al più presto? È sempre Amato Lamberti a risponderci attraverso una delle sue analisi: “Le politiche repressive aumentano solo il numero dei detenuti ma non riescono né a ridurre né a controllare i tassi di devianza e di criminalità. Il fatto che un dodicenne accoltelli un quattordicenne per futili ragioni, dimostra che ad essere fallimentari sono le politiche di prevenzione della devianza. Ma quando si investe tutto sulle politiche di repressione non resta disponibile niente per investimenti di prevenzione sociale sul territorio”. Ripartire con un organo serio che riorganizzi le politiche di inclusione sociale, appare come una priorità, per farlo bisogna chiamare a raccolta tutti gli operatori qualificati con la supervisione di un apparato governativo che favorisca lo sviluppo di un mercato del lavoro inclusivo, promuovendo l’occupazione come un diritto e un’opportunità per tutti, combattendo, inoltre, lo svantaggio in materia di istruzione e formazione e riqualificando le aree caratterizzate da una molteplicità di svantaggi.
Il Sociologo in una delle sua analisi sui minori a rischio pubblicata su ilmediano.it specificava un altro importante concetto: “Forse la crisi della famiglia è arrivata a un punto tale da richiedere misure urgenti di sostegno a favore dei genitori e soprattutto dei figli. Il fatto che sempre più spesso sono i minorenni a commettere delitti anche di sangue imporrebbe alla società una riflessione sul ruolo e la funzione delle agenzie educative, non certo un abbassamento della soglia di punibilità. Mettere in galera un minore non risolve certo il problema della sua rieducazione e del suo reinserimento nella società.
Sembra quasi che siamo tornati alle teorie lombrosiane del delinquente nato, contro il quale non c’è altra difesa che il carcere a vita. E, invece, delinquenti non si nasce ma si diventa: perché si nasce in una famiglia scassata, si cresce in un ambiente culturalmente ed economicamente deprivato, si vive in un contesto di degrado, disoccupazione, delinquenza abituale, si frequentano solo figure marginali che debbono inventarsi ogni giorno strategie di sopravvivenza illegali. Contro tutte queste situazioni di esclusione la società potrebbe fare molto, ma dovrebbe investire in politiche di inclusione sociale a favore delle famiglie, adulti, donne, giovani, bambini, coinvolgendo tutte le strutture e le associazioni disponibili. E, invece, si preferisce investire sulle forze dell’ordine e sulle carceri, con il risultato di fare delle carceri delle vere e proprie discariche umane di persone trattate solo come rifiuti”.
Perché non si investe abbastanza in risorse sugli adolescenti e i giovani, sulle famiglie, sulla scuola, sui luoghi di aggregazione giovanile, sul lavoro di strada? È sempre Lamberti a risponderci, ancora oggi, attraverso le sue riflessioni: “Ci si ferma ai rituali della denuncia, della lamentazione, della indignazione, dello scaricabarile delle responsabilità, senza mettere mai mano alla loro soluzione, pur potendo contare, a livello di docenti, di ‘presidi’, di operatori culturali, di Associazioni di volontariato sociale, su straordinarie risorse di intelligenza, di creatività, di disponibilità all’impegno per il cambiamento, finora sempre mortificate. In questa situazione di disattenzione generale, nell’assenza di ogni seria politica di intervento a favore dei minori diseredati e di risanamento dei contesti urbani più disgregati, a Napoli, soprattutto nell’area Nord, ma anche nel centro storico e nelle tante ‘periferie’ della città, sono da tempo in funzione, nascosti, e neppure tanto, nei palazzi fatiscenti accatastati nei vicoli, nei ‘casermoni’ di edilizia economica e popolare, negli appartamenti e negli scantinati di palazzi avveniristici abitati da più persone di quanti ne contano molti paesi dell’hinterland, degli enormi ‘incubatori criminali’ che hanno già cominciato a produrre i prototipi delle nuove generazioni di delinquenti, quelli che anni fa definivo come ‘macchine criminali’, unicamente orientate allo scopo, senza alcuna remora morale, senza alcun freno inibitorio.
Delinquenti con personalità che definivo come ‘narcisistico-criminale’, probabilmente irrecuperabili, perché frutto di un processo di troppo precoce socializzazione al crimine e di troppo rapido inserimento in attività criminali che portano l’uso della violenza e della armi e l’assoluto disprezzo per la vita degli altri, visti solo come nemici da eliminare. È su questi ‘incubatori’, che mi sembra si stiano moltiplicando nella conurbazione informe che circonda la città di Napoli, che bisogna decidere ad intervenire – e certo non bastano i protocolli e i patti per la legalità – altrimenti, tra poco, non sarà sufficiente neppure quell’esercito di cui ogni tanto qualcuno invoca l’intervento”.
In questa che il Professore definiva “la città duale”, affetta da una sindrome sociale in cui da un lato esiste una metropoli benestante con contesti positivi, risorse e opportunità di sviluppo, mentre dall’altro esiste una città abbandonata a se stessa e vittima di un degrado culturale e di assenza di crescita, bisogna intervenire con un piano preciso in cui, punto per punto, siano stilati tutti gli interventi di prevenzione e partecipazione da attuare sul campo in un lasso di tempo predefinito.
A chiarirci questa necessità è ancora il Sociologo Lamberti: “Per assicurare un avvenire diverso ai figliastri di Napoli bisogna intervenire sulla società e sulla città. Bisogna rompere quel meccanismo che fa sì che chi nasce marginale muore emarginato o delinquente. Se al povero come strumento di difesa e di promozione sociale si lascia solo la violenza, non ci si può lamentare dell’eterno riprodursi della camorra, sia essa intesa come mentalità, costume, stile di vita, organizzazione criminale. Anche gli emarginati vogliono vivere e non soltanto sopravvivere”. È da questi input che bisogna ripartire, con il contributo di ognuno, affinché nessun altro ragazzo ammazzato ci ricordi quanto muoia facilmente anche la nostra volontà di cambiare.
L’esplosione ha danneggiato la saracinesca dell’esercizio commerciale.
L’attentato dei soliti ignoti è stato messo a segno nella notte tra sabato e domenica. Qualcuno ha piazzato un ordigno sulla saracinesca di un negozio di alimentari, tra via Diaz, a pochi metri dal passaggio a livello delle ferrovie dello Stato, e via Napoli, una traversa che porta sul lato occidentale di Acerra. L’esplosione ha danneggiato la saracinesca del negozio. Pare che il proprietario dell’esercizio abbia denunciato l’accaduto. Non si sa dove però. Sia i poliziotti che i carabinieri confermano il brutto episodio ma smentiscono che il commerciante si sia rivolto a loro, vale a dire o alla stazione dei carabinieri o al commissariato di Acerra. A ogni modo la popolazione è ormai nello sconforto. Il centro di Acerra negli ultimi mesi è stato infatti oggetto di ripetuti fatti inquietanti: incendi dolosi di negozi, spari, attentati.
(Fonte foto: rete internet)
Gli appuntamenti sono stati organizzati dal Gruppo Ecologista Europa Napoli di Green Italia Campania.
In questo progetto è il 6 il numero perfetto. Già perché a partire da domenica 6 marzo ci saranno 6 appuntamenti gratuiti lungo 6 itinerari della Città. Visite guidate con 6 esperti di ecosostenibilità che tratteranno 6 temi. No, non è uno scioglilingua, è un’iniziativa concreta di gente esperta e armata di buona volontà. Gente che vuole trasmettere agli altri la propria conoscenza profonda della storia dei luoghi di Napoli. Ed è gratis. Si tratta di un progetto con un calendario ricco di ambiente e green economy: qualità della vita e paesaggio, beni culturali e beni ambientali. Ma anche turismo sostenibile, storia, cultura, bellezza della città. Si partirà il 6 marzo, alle 11: il sistema della collina di San Martino con lo sguardo sulla baia della metropoli. Conduce Guido Liotti, esperto di pianificazione partecipata. L’appuntamento è in piazzale San Martino. 13 marzo, ore 11: lungomare pedonale, il ritorno al futuro: dalla stazione Toledo a via Partenope. Conduce Enzo Russo, mobility manager. Appuntamento alla stazione della metropolitana Toledo. 19 marzo, ore 10,30: da piazza Vanvitelli a piazza Medaglie d’Oro. Conduce Rocco Lafratta, geologo ambientale. Appuntamento in piazza Vanvitelli, nei pressi del chioschetto. 3 aprile, ore 11,00: l’area metropolitana e il lato ardente di Napoli Ovest. Conduce Francesco Escalona, architetto territorialista. Appuntamento all’ingresso del parco Virgiliano.10 aprile, ore 11: buon turismo per una buona qualità della vita: Il triangolo della cultura nel quartiere San Carlo all’Arena. Da via Foria al Moiariello di Capodimonte. Conduce Carmine Maturo , esperto in turismo sostenibile e responsabile. 17 aprile, ore 11: Il Verde Urbano ed il rischio idrogeologico, da piazza Amedeo alla Riviera di Chiaia. Conduce Rocco Lafratta, geologo ambientale. Appuntamento all’ingresso della metropolitana di piazza Amedeo.
(Fonte foto: rete internet)
Livello arancione dalla mezzanotte di oggi e fino alla stessa ora di domani.
La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un avviso di criticità idrogeologica a partire dalle mezzanotte e valido fino alla stessa ora di domani. L’intero territorio sarà interessato, infatti, da una perturbazione che porterà forti rovesci e temporali sulla gran parte della regione.
In particolare, si legge in una nota, l’allerta è di colore Arancione per le seguenti zone: Napoli, Isole, Piana Campana, Area Vesuviana; Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Tusciano e Alto Sele; Piana Sele e Alto Cilento; Tanagro; Basso Cilento. Sulle restanti zone l’allerta è di colore Giallo.
La Protezione civile della Regione Campania, attiva 24 ore su 24, raccomanda alle autorità competenti di porre in essere, o mantenere attive, tutte le misure previste dai piani comunali di protezione civile o atte a prevenire e contrastare i possibili effetti al suolo e, in particolare, i fenomeni di dissesto idrogeologico connessi alle precipitazioni.
(Fonte foto: rete internet)
“E’ tutto un recito, è tutto un finto, è tutto un barzelletto per ridere”. Così sentenziava Biagio Izzo ai tempi gloriosi di Telegaribaldi…ed ora? Izzo arriva al teatro Summarte di Somma Vesuviana, in un imperdibile appuntamento con la comicità.
Dopo l’enorme richiesta di pubblico che in poche ore ha riempito la sala del teatro di via Roma, si è deciso di replicare in una nuova data! Il divertimento raddoppia con la messa in scena fissata per il 2 e il 3 marzo alle ore 21. Il celebre attore Biagio Izzo si presenterà sul palcoscenico in “E’ tutto un recito”, un monologo esilarante, una performance esplosiva, divertente e di gusto. Lo scopo è ridere e divertirsi insieme, riflettendo sulle grandi verità della vita di tutti i giorni, ma senza dimenticare la verve napoletana che da sempre ha reso il repertorio dell’artista inimitabile e appassionatamente amato dal suo pubblico televisivo e teatrale.
Per informazioni e prenotazioni: 081 3629579
Kadir Md, 29enne di origini bengalesi ma domiciliato a San Giuseppe Vesuviano, è stato arrestato dai carabinieri della locale stazione perché ritenuto responsabile di spaccio di sostanze stupefacenti.
I militari mediante un servizio di osservazione hanno accertato che l’uomo nei pressi della propria abitazione aveva appena ceduto a un connazionale 2 pasticche di “ecstasy yava” in cambio di 30 euro.
A quel punto i carabinieri sono intervenuti bloccando i due. Il pusher è finito in manette, mentre il cliente è stato segnalato alla Prefettura di Napoli quale assuntore di sostanza.
I carabinieri hanno poi perquisito l’abitazione dell’arrestato, rinvenendo e sequestrando altre 6 pasticche di ecstasy, 2 gr. circa di hashish e 180 circa in banconote di vario taglio, ritenuti provento di attività illecita.
Kadir Md è ora in attesa del rito direttissimo.
(Fonte foto: rete internet)
Luigi de Magistris contrario alla strada intrapresa dal Viminale, ma ‘no strappi’.
“Nelle prossime ore mi impegnerò per fare i necessari passi giuridici, amministrativi e istituzionali affinché non ci siano strappi ma affinché si continui a lavorare per aprire una nuova fase, ma senza snaturare la storia che ci ha consegnato San Gennaro”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris sul decreto del Viminale che potrebbe provocare la modifica dei criteri di nomina della Deputazione di San Gennaro, da sempre organismo laico e, da statuto, guidato dal sindaco.
Una modifica che comporterebbe l’ingresso di componenti di nomina della Curia.
De Magistris, sottolineando che la questione è “giuridicamente controversa” e di averne già parlato con il prefetto di Napoli Gerarda Pantalone, si è detto “contrario” rispetto alla strada intrapresa e indicata dal decreto del Viminale perché, ha spiegato, “nella storia si è trovata una straordinaria sintesi tra il momento laico e quello religioso che viene rappresentato da San Gennaro che interpreta tutta la città, la Deputazione e la cappella”.
(Fonte foto: rete internet)
L’appuntamento è per oggi alle 17, presso il Relais de Charme “Rose Rosse”.
Oggi alle ore 17.00, presso il Relais de Charme “Rose Rosse”, via S.M.G. a Castello n. 93 in Somma Vesuviana, si terrà la Cerimonia di Premiazione della IV edizione del Concorso Artistico Letterario “La montagna che cresce – Omaggio al maestro Salvatore Rea” che ha coinvolto 93 alunni frequentanti la Scuola Secondaria di 1° grado “ San Giovanni Bosco – Summa Villa-” e 244 alunni frequentanti la Scuola Primaria ( I, II e III Circolo).
Organizzato dall’Associazione “l’Aurora Cultura” in collaborazione con la Napoli Cultural Classic, il Concorso, per questa quarta edizione, ha proposto il tema delle tradizioni, in particolare quelle della Montagna. Gli Alunni si sono cimentati, oltre che nello svolgimento di un componimento, nell’elaborazione di una poesia e nella scrittura creativa.
Gli elaborati sono passati al vaglio della Giuria composta dalle prof.sse Anna Maria Rea, Rosa e Maria Rosaria Mastrogiacomo e da Anna Bruno, presidente de “l’Aurora Cultura” e vice presidente della “Napoli Cultural Classic”, che formano il direttivo dell’Associazione insieme alla prof.ssa Angela Natale e agli avvocati Ginevra Cervone e Assunta Iervolino. Sei i premi attribuiti : ciascuno dei vincitori riceverà una borsa di studio di euro cento,00. Gli elaborati, insieme ad altri quattro selezionati, saranno pubblicati nell’Antologia del Premio Artistico Letterario Internazionale “Napoli Cultural Classic” a cura di Anna Bruno. L’Antologia sarà consegnata il giorno 6 maggio 2016, nel corso della Cerimonia di premiazione che si terrà nella Sala dei Medaglioni del Palazzo Vescovile di Nola. Premiati e selezionati potranno inoltre partecipare a un Laboratorio di Scrittura Creativa .
Nel corso della Cerimonia, ai premiati dello scorso anno, che hanno partecipato al Laboratorio di Scrittura Creativa, sarà consegnata la pubblicazione dei lavori realizzati.
Ad Anna Bruno il compito di presiedere la Cerimonia di premiazione; interverrà il Gruppo Folk “Zi’ Riccardo e le Donne della Tammorra”.
Pasquale Mautone, giovane imprenditore di Mariglianella, divulga la conoscenza del “PlastBau”sul territorio dell’agro nolano.
A San Vitaliano la mattinata di sabato 27 febbraio presso l’Hotel Ferrari è stata animata da un incontro informativo, introdotto da Pasquale Mautone, giovane e lungimirante imprenditore di Mariglianella, inerente il “Sistema Costruttivo PlastBau”. L’iniziativa volta a diffondere innovazione nel settore dell’edilizia è stata realizzata con l’azienda “de.com srl” di Riccardo Van Den Hende di Marcianise, in collaborazione con “Mautone Costruzioni”, con il Patrocinio di Tubisider; AIPE; Airpop; Gruppo SAAD.
L’edilizia innovativa secondo i principi del risparmio energetico, dell’antisismicità e della durabilità è stata illustrata dai relatori al convegno, con ampie proiezioni di immagini, studi, applicazioni e siti in corso d’opera o già realizzati.
Dopo l’apertura di Pasquale Mautone direttore tecnico, figlio d’arte di “Mastro Bernardino” rappresentante legale e fondatore della “Mautone Costruzioni” si sono susseguiti i competenti interventi previsti dal programma curato dalla segreteria organizzativa di Antonio Chiavarone della “de.com”.
Saluto del Presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli, Arch. Salvatore Visone il quale ha affermato che “dopo la crisi si sta ripartendo, facendo attenzione ai nuovi materiali ed al riuso, tenendo presente che c’è poco suolo. E’ prossima la nuova normativa e con la sua applicazione occorre rinnovare una dose di fiducia e di autostima da parte di tutti e pensare ad un consumo di suolo pari a zero!”.
Per l’Associazione Italiana Polistirene Espanso, che raggruppa i produttori di EPS. L’ingegnare Marco Piana ha parlato del “nuovo brand ‘air pop’ fatto di tante palline più ingegnerizzazione dell’aria. Il polistirene espandibile è un prodotto composto da carbonio e idrogeno, che deriva dal petrolio, ottenuto dalla sintetizzazione, saldatura di tante palline, e che fa passare il vapore ma non fa entrare l’acqua; essendo materiale che brucia gli viene aggiunto un additivo per farlo diventare autoestinguente e a basso rischio di incendio; è totalmente riciclabile, recuperabile al 100%”. Queste sono le applicazioni in edilizia dell’EPS: Impermeabilizzazione tetti; Sistema a cappotto; Isolamento dall’interno; Pavimenti isolati; Riscaldamento a pavimento;Tetti verdi; Rilevati stradali.
In rappresentanza della “de.com PlastBau”, l’ingegnere Francesco di Vico ha trattato l’argomento dei “casseri per implementare la struttura, con posa in opera semplice ed economica, leggerezza e autoportanza”. La geometra, Anna Mauro ha parlato della modularità degli elementi, riduzione dei costi e risparmio energetico.
L’ingegnere Gaetano Merenda, consulente della “Tubisider SpA” di Castiglione Cosentino, ha trattato le “Travi Reticolari Miste TBS” per un sistema di travature rapido, economico e pratico.
In chiusura sono state tante le domande poste dalla folta platea di professionisti, tecnici e imprenditori che hanno avuto le puntuali e soddisfacenti risposte dei relatori. Tutti sono stati congedati dal saluto finale di Pasquale Mautone.
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