Il Palio di Somma Vesuviana: una speranza d’amore e di gioia

La parola speranza ha sempre indicato un sentimento di una sicura aspettativa per il nostro futuro, l’attesa di qualcosa di positivo che si desidera accada.      Deriva dal latino spes, ossia attesa, che a sua volta affonda le sue radici nella radice sanscrita spa-, che significa tendere verso una meta e indica un’attitudine ottimistica che, secondo la filosofia e la psicologia, può dare energia interiore, migliorare il benessere e motivare all’azione, portando a un’attiva partecipazione nel cambiamento. Aristotele considerava la speranza un atto della volontà orientato a un bene futuro difficile ma non impossibile. Sant’ Agostino diceva che la speranza ha due bellissime figlie: rabbia e coraggio. La rabbia per come stanno le cose e il coraggio per cambiarle. Il filosofo Erich Fromm la vedeva come uno strumento essenziale per trasformare le persone da passive ad attive, contribuendo a creare così una società più umana. La Somma speranza è il tema stavolta della XXXIII edizione del Palio 2025, ispirato all’anno del Giubileo. Nel 2013 scrissi già che il Palio, ultima speranza, aveva un compito molto importante: quello di educare le nuove generazioni a riappropriarsi del destino del proprio territorio attraverso la ricostruzione di momenti della sua storia e attraverso l’offerta alla città di manifestazioni del proprio ingegno e della propria creatività.  È una speranza, quindi, d’ amore e di gioia che i nostri giovani vogliono coltivare in sintonia con la propria terra d’origine: un amore, in particolare, che intende non solo rappresentare la speranza di qualcosa di più grande, ma un sentimento di aspettativa fiduciosa in un futuro positivo, un desiderio di miglioramento che ci spinge ad andare avanti e a superare le difficoltà. È un atteggiamento che non si limita a un ottimismo passivo, ma è attivo e concreto, e ci dà la forza di camminare nel buio verso una luce di speranza, anche quando le cose sembrano difficili. Ecco che allora il Palio rappresenta effettivamente la Somma Speranza, che invoca un paese migliore con una comunità attiva, collaborativa e consapevole. Con la sicura speranza, quindi, che il futuro porti miglioramenti, sia a livello collettivo che individuale, il Palio può essere visto come un motore per il cambiamento, una forza che permette di superare le avversità e perseguire un futuro più positivo, offrendo energia, fiducia e motivazione per realizzare i propri desideri e bisogni.    

Il dj Gigi Soriani apre il Palio di Somma Vesuviana, un ponte tra musica e tradizione

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Riceviamo e pubblichiamo

Somma Vesuviana. Si apre il sipario per questa nuova edizione de Il Palio di Somma Vesuviana: il via domani 12 settembre con un grande ospite, il dj Gigi Soriani che in questa intervista ci racconta il rapporto con la terra d’origine e con lo stesso Palio.

Il Palio è una festa che unisce storia, tradizione e comunità. Qual è stata la tua prima impressione entrando in questa atmosfera?

Molti non sanno che sono un “sommese doc” residente a Somma Vesuviana dalla nascita ma nonostante ciò è la mia prima volta al Palio. Devo ammettere che mi sono perso tanto in questi anni, una gran bella organizzazione. Si respira aria di “orgoglio sommese”.

Secondo te, che legame c’è tra i suoni antichi e la musica moderna che porti nei tuoi dj-set?

Senza dubbio i suoni antichi sono le radici della musica con i quali poter giocare con la tecnologia e cercare di tirar fuori un qualcosa che possa essere a passo con i tempi in modo da creare un ponte tra passato e presente”.

Quanto pensi che eventi come il Palio siano importanti per mantenere viva l’identità culturale di un territorio?

Eventi come il Palio sono fondamentali perché custodiscono memoria, tradizione e senso di appartenenza. È il giusto modo per celebrare le proprie radici.”

Da artista che fa ballare migliaia di persone, come vivi l’idea di far parte di un evento che è prima di tutto aggregazione, condivisione e comunità?

È una cosa che mi piace molto perché in questa occasione la musica fa da cornice ad un pubblico che si sente parte integrante dell’evento.”

Se dovessi immaginare una “colonna sonora” del Palio di Somma Vesuviana firmata da Gigi Soriani, che atmosfera musicale sceglieresti?

Sicuramente una canzone che possa rappresentare la nostra tradizione, fatta da un groove di tamburelli e putipù”.

Cosa ti porti a casa da questa esperienza e cosa auguri al Palio per il futuro?

La consapevolezza che musica e tradizioni da sempre e per sempre camminano a braccetto. Al Palio auguro di rimanere il fiore all’occhiello di questo territorio”.

Il Palio trasforma Somma in un vero viaggio nel tempo, se dovessi descrivere in tre parole l’energia che si respira qui, quali useresti?

Passione, tradizione e comunità.”

Il Palio valorizza tradizioni secolari ma parla anche ai giovani. Secondo te qual è la chiave per far sì che le nuove generazioni non vivano queste feste come “cose antiche”, ma come momenti di orgoglio e identità?

La chiave è sicuramente il coinvolgimento. Se i giovani si sentono coinvolti in prima persona non vivono la tradizione come qualcosa di antico ma come senso di appartenenza”.

La tua carriera ti ha portato in palchi e città diverse. Cosa rende speciale il calore di un evento popolare come il Palio rispetto a una grande serata in discoteca o in radio?

La differenza sta senza dubbio nell’animo dell’evento e nella predisposizione mentale dei presenti. Il calore che trasmette il palco del Palio è un calore che non nasce solo dalla musica, ma dal sentimento di appartenere ad una tradizione.”

Qual è il ricordo o l’immagine che porterai con te di questa edizione del Palio di Somma Vesuviana?

Aver fatto parte in prima persona per la prima volta di un evento storico del mio paese”.

Nola, apre il nuovo anno pastorale: al via il Convegno diocesano 2025

Nola. Riceviamo e pubblichiamo:  La Chiesa di Nola dà il via al nuovo anno pastorale. Domani, venerdì 12 settembre 2025, si aprirà infatti la due-giorni in cui è articolato il consueto Convegno pastorale diocesanodedicato quest’anno al tema “Missionari per portare Cristo nelle vene dell’umanità del nostro territorio”. A guidare i partecipanti nella riflessione sarà monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana. Il tema prende spunto dal versetto di chiusura del Vangelo di Marco, “…allora essi partirono e predicarono dappertutto…” (Mc 16, 20), e dall’invito di papa Leone XIV ai vescovi italiani in occasione dell’incontro dello scorso 17 giugno.

«Il nostro territorio ci chiede di avere il coraggio di annunciare il Vangelo, di accogliere la gioia della Resurrezione e portare la speranza di Cristo nei luoghi dove l’umanità attende consolazione. Siamo chiamati ad essere uomini e donne “eucaristici”, a portare la libertà del Vangelo lì dove c’è la schiavitù delle differenze economico-sociali: negli ospedali, a scuola, nei luoghi di lavoro, lungo le strade che quotidianamente percorriamo e anche nei luoghi ecclesiali che abitiamo, non possiamo non essere sentinelle della fraternità che viene dalla comune figliolanza in Cristo. L’impegno missionario delle comunità nolane nasce da Cristo e a lui ritorna, lui è la nostra bussola: è Cristo che alimenta le nostre scelte pastorali, il nostro cammino; è Cristo che doniamo a quanti bussano alle porte delle nostre parrocchie per ricevere la grazia dei sacramenti; è Cristo che ci spinge a chiedere e cercare la pace e la giustizia lì dove sono calpestate. È in Cristo che vogliamo essere missionari», sottolinea il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, esprimendo gratitudine al presidente della Conferenza episcopale campana per aver accolto l’invito della Chiesa di Nola.

La giornata di domani, venerdì 12 settembre 2025, aperta a tutti, si svolgerà presso la Cattedrale di Nola: alle 18:30, il vescovo Marino presiederà la Liturgia della Parola; alle 19:00, è previsto l’intervento di monsignor Antonio Di Donna. La seconda giornata, sabato 13 settembre 2025, vede invece protagonisti i Consigli pastorali parrocchiali, la Consulta diocesana della Aggregazioni laicali, il Consiglio pastorale diocesano, l’Equipe per il Cammino sinodale e le Equipe degli Uffici diocesani: alle 9:00 è previsto il raduno presso la Chiesa del Gesù; alle 9:30, presso l’Istituto Santa Chiara, si svolgeranno quindi i Tavoli di confronto a partire da alcune piste di riflessione offerte dal relatore.

Somma Vesuviana, carabinieri fuori dall’aula. Sarà informato il Prefetto

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Lavori comunali eseguiti in una strada privata, question time infuocato 
Il 10 settembre si è tenuto il Consiglio Comunale  per la seduta di Question Time  per la trattazione di due argomenti proposti dal consigliere di opposizione Luigi Pappalardo. Presente ai banchi dell’opposizione anche il consigliere Salvatore Rianna. Tra i banchi della maggioranza, Rancella, Parisi, D Paola
La discussione è iniziata con l’esame del primo Question Time  riguardante i lavori affidati con determinazione 17/125 del 21 maggio 2025 alla Pul Edil.
Pappalardo  ha innanzitutto chiesto il perchè di questi lavori effettuati dall’impresa Pul edil  In particolare, ha chiesto di conoscere dettagliatamente la determina di affidamento dei lavori. Dove dovevano essere effettuati i lavori? Esiste un progetto relativo a tale lavoro? Il dubbio- spiega Pappalardo- deriva a seguito di parole lette sulla stampa e sentite in Consiglio Comunale sull’annullamento della  suddetta determina  dato che  la stessa ditta  dichiarava di non avere nulla a pretendere dal Comune di Somma Vesuviana.
Aggiunge poi la richiesta circa l’ubicazione esatta di dove sono stati svolti detti lavori. Infine, chiede se ci sono altre determine di affidamento a tale ditta pre e dopo la data del 3 luglio 2025.
L’assessore De Falco ha risposto che il tratto di strada interessato dai lavori è la traversa privata che collega Via del Cenacolo a Via Pomigliano. “Dato che la traversa è privata, – aggiunge l’assessore – e ritenendo giusta la contestazione fatta dall’ente, la ditta ha ritenuto di non poter procedere a una richiesta di revisione”. De Falco ha letto la relazione,  specificando  che tutti gli atti amministrativi e le procedure sono state fatte dall’Ente in  modo corretto e trasparente.  Sarà, ma Pappalardo ha  ribadito che quella strada è privata, che sempre lì è ubicata un’attività (privata) di Padel e che dunque il Comune non poteva eseguire i lavori.
Tanto è che le risposte   dell’assessore non hanno soddisfatto le  sue richieste perché, sempre secondo Pappalardo, non complete e molto generiche. A seguito di queste risposte incomplete, Pappalardo fa sapere che invierà  la questione al Prefetto.
Conclusa la discussione del primo Question Time si è passati al secondo, presentato sempre da Pappalardo in data 23 luglio 2025 con protocollo 24/963 circa gli intendimenti del Sindaco su un’attività riguardante un dipendente del comune di Somma Vesuviana.
Il Presidente Granato a questo punto  ha invitato le forze dell’ordine e i vigili urbani ad uscire  dall’aula poichè “quando la discussione verte su giudizi, valutazioni o apprezzamenti su qualità morali o capacità professionali di persone le sedute del Consiglio Comunale rimangono segrete e private”. Richiede anche di interrompere la diretta che registra il Consiglio Comunale.
Da qui iniziano a scaldarsi gli animi perché Luigi Pappalardo ha reputato fuori luogo e paradossale  l’invito alle forze dell’ordine ad uscire fuori dall’aula e ha chiesto di mettere agli atti questa richiesta.
C’è un botta e risposta infuocato tra il Presidente del Consiglio e Pappalardo sulla dovuta presenza o meno delle forze dell’ordine in quanto in precedenza, in altri Consigli Comunali, si è adottata questa misura quando sono state trattate argomentazioni simili. Da qui si interrompe la diretta, vengono chiuse le porte e non è dato sapere il continuo della discussione. Intanto  Pappalardo fa sapere che l’incresciosa vicenda sarà resa nota  al Prefetto.

Fico comincia a vedere i partiti, Manfredi lo spinge nei Comuni

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  Dopo l’investitura ufficiale da parte di Giuseppe Conte, Roberto Fico ha scelto di partire dalle aree interne per la sua prima iniziativa pubblica. L’ex presidente della Camera ha partecipato alla storica Fiera della Frecagnola di Cannalonga, nel cuore del Cilento, ribadendo che “i territori meno popolosi non possono essere trascurati” e indicando la lotta allo spopolamento come priorità.   Fico ha sottolineato l’importanza dei sindaci e delle amministrazioni locali nella sua idea di governo regionale: “I Comuni sono la struttura portante della Regione e del Paese. Intendo rafforzare il dialogo con chi è più vicino ai cittadini, dalla sanità ai trasporti, dal lavoro allo sviluppo locale”.   Parallelamente, il candidato del centrosinistra ha iniziato a programmare una serie di incontri con le forze politiche della coalizione, con l’obiettivo di allargare la rete di alleanze e consolidare il fronte progressista. Le prime riunioni serviranno a unire le varie anime del centrosinistra e a costruire un programma condiviso.   A sostenerlo, anche a distanza, è il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, intervenuto alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia. Manfredi ha definito le Regionali campane “un laboratorio politico” in grado di offrire un modello per contrastare il centrodestra anche a livello nazionale. Ha lodato l’intesa tra Pd, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra, indicando nel “riformismo radicale” la strada per unire la capacità di governo del Partito Democratico con le istanze sociali più forti portate dagli altri partner.   Il primo cittadino ha ricordato che la sua esperienza amministrativa a Napoli, così come il Governo Conte 2, sono esempi concreti di alleanze larghe che funzionano. Ha quindi invitato a puntare sui Comuni come punto di contatto diretto con la popolazione, sostenendo l’impegno di Fico nel tessere rapporti con le amministrazioni locali.   Mentre il calendario degli incontri con i partiti prende forma, Fico mantiene un’impostazione di campagna elettorale incentrata su contenuti e proposte concrete, evitando scontri interni e polemiche. “Più che litigare tra noi – ha detto – dobbiamo aumentare la partecipazione e convincere più cittadini possibile ad andare a votare”.   Con questa strategia, il candidato punta a costruire una piattaforma solida in grado di tenere unita la coalizione e di parlare a tutto l’elettorato progressista, dai territori rurali alle grandi città.      

Centrodestra delude pure Salvini, fumata nera dalla Meloni: tutti dicono no e il candidato è una chimera

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Tagli di nastro, sorrisi forzati e qualche frecciata ben assestata. Matteo Salvini e Vincenzo De Luca hanno condiviso il palcoscenico per l’avvio dei lavori della diga di Campolattaro, sventolando il messaggio del “fare” e promettendo un futuro di autonomia idrica per la Campania.
«È un modello di collaborazione da esportare», dice il vicepremier. «Un passo avanti verso l’autosufficienza idrica», ribatte il governatore. Il tutto con tanto di accensione simbolica della “talpa” che scaverà la galleria, completando un progetto iniziato… negli anni ’70.

Ma mentre le trivelle sono pronte, il centrodestra resta fermo. In Campania, la grande coalizione non ha ancora deciso chi mandare in campo contro Fico. Salvini, arrivato dopo sei ore di viaggio andata e ritorno da Roma, lancia un appello: «Spero che oggi si chiuda sui nomi. È il 10 settembre, bisogna fare in fretta». Speranza vana: dal vertice di Palazzo Chigi è uscita l’ennesima fumata nera.

Eppure, paradosso vuole che i papabili si muovano già come se la corsa fosse iniziata, mentre tanti nomi sembrano ormai bruciati: Edmondo Cirielli, Mara Carfagna, il prefetto Michele di Bari, l’industriale Costanzo Jannotti Pecci (entrambi avrebbero già detto “non ci penso nemmeno”), e persino i rettori Matteo Lorito e Gianfranco Nicoletti. Non manca neanche il presidente della Zes, Giosy Romano, anche se a Fratelli d’Italia il suo nome non fa battere i cuori.

Salvini, con sorriso da pokerista, prova a minimizzare: «Meglio avere tanti nomi che essere costretti a una scelta obbligata». E affonda il colpo contro gli avversari: «Il centrosinistra pensa di aver già vinto, ma non è così. Fico ha poca esperienza amministrativa e loro sono un’alleanza debolissima, tenuta insieme solo dagli interessi».

Il problema è che, mentre i candidati non ufficiali del centrodestra già stringono mani e fanno passerelle, il nome ufficiale resta un mistero. E a questo passo, la “talpa” della diga finirà il tunnel prima che la coalizione trovi il suo candidato presidente.

Tutela speciale per l’ex comandante della polizia municipale di Pomigliano, Luigi Maiello

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto nei confronti di Luigi Maiello – ex comandante della polizia locale di Pomigliano – una misura di protezione di tipo VOC (vigilanza coordinata). Si tratta di un livello di tutela intermedio, che precede l’assegnazione di una scorta fissa, ma che garantisce comunque una sorveglianza mirata e un accompagnamento da parte delle forze dell’ordine nei momenti considerati più a rischio.

Il provvedimento scatta soprattutto quando il soggetto interessato è parte offesa o testimone in procedimenti legati alla criminalità organizzata. Nel caso di Maiello, la protezione prevede presenza di agenti in occasione di udienze, eventi pubblici, trasferte delicate e controlli periodici nei pressi dell’abitazione e del luogo di lavoro.

La carriera di Maiello è legata a numerosi incarichi in diversi Comuni – tra cui Cercola, Afragola, Nola e Marano – dove si è occupato anche della gestione di beni confiscati alla camorra. Tra i casi più noti, il recupero di un appartamento appartenuto ad Armando Del Core, uno dei killer di Giancarlo Siani, rimasto inutilizzato per anni e riportato allo Stato grazie a un’operazione della polizia municipale.

Dopo essere stato rimosso dalla guida della municipale di Pomigliano nell’aprile 2024, a seguito di un atto d’indirizzo della giunta comunale e di una determina di decadenza, Maiello ha ottenuto dal Tar l’annullamento dei provvedimenti e la sospensione delle misure adottate contro di lui. Nonostante la sentenza, però, il Comune lo ha reintegrato solo come dirigente amministrativo, assegnandogli la guida dell’ufficio anagrafe.

I legali dell’ex comandante, Carmine Medici e Giovanni Della Corte, contestano la mancata esecuzione piena della decisione del Tar e ricordano che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, nel decreto con cui ha escluso lo scioglimento per infiltrazioni del Comune di Pomigliano, ha imposto comunque il rispetto delle sentenze della magistratura. Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, rinviando di fatto ogni decisione definitiva sul futuro di Maiello al comando della polizia locale.

Strage della gelosia sull’isola, superstite torna a casa

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  Sopravvissuta alla strage del Cuotto, Lyudmyla lascia il Cardarelli: “Inizia una nuova vita” È stata dimessa dall’ospedale Cardarelli di Napoli Lyudmyla Velykgolova, la 43enne che lo scorso 16 agosto era rimasta gravemente ferita nella strage del Cuotto, a Forio d’Ischia. Quel giorno, l’ex marito, Antonio Luongo, 70 anni, originario di Napoli, le sparò sette colpi di pistola, uccidendo la madre di Lyudmyla, Zinoviya, e il suo compagno Nunzio, uomo originario di Pomigliano d’Arco che in quel periodo si trovava sull’isola. La donna, in condizioni disperate, era stata trasportata d’urgenza all’ospedale Rizzoli di Ischia, dove i sanitari le avevano prestato le prime cure salvavita. Vista la gravità delle ferite, fu trasferita in elicottero al trauma center del Cardarelli, dove venne sottoposta a un complesso e delicato intervento chirurgico. Nei giorni successivi, la sua battaglia per la vita è stata costante. I medici hanno lavorato senza sosta per stabilizzarla e, passo dopo passo, Lyudmyla ha mostrato segni di ripresa. Dopo settimane di ricovero, i sanitari hanno potuto firmare le dimissioni, sebbene con una raccomandazione precisa: tornare presto per controlli, vista la complessità del quadro clinico e la necessità di monitorare eventuali complicazioni. Per Lyudmyla si apre adesso una fase completamente nuova. La sopravvissuta dovrà convivere con le cicatrici fisiche e psicologiche di quella giornata di terrore, segnata non solo dalle ferite ma anche dalla perdita di due persone a lei care. La madre e il compagno, infatti, rimasero uccisi sul colpo nell’agguato armato che sconvolse la comunità ischitana e fece il giro delle cronache nazionali. Il dramma del Cuotto resta impresso nella memoria di Forio e di Pomigliano d’Arco, città di origine di Nunzio, che in quelle settimane si trovava sull’isola per un periodo di permanenza. Per Lyudmyla, invece, il ritorno a casa è il primo passo di un lungo percorso di rinascita.  

Centrodestra in panne, sogna addirittura Adl candidato: ma lui è dalla Meloni a parlare di calcio e cinema

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Se fosse stata una sceneggiatura di un film, il titolo sarebbe stato: “Missione impossibile – Alla ricerca del candidato perduto”.
E nel ruolo del protagonista? Aurelio De Laurentiis, ovviamente. Peccato che il presidente del Napoli e produttore cinematografico abbia stroncato la trama sul nascere: «Smentisco nel modo più assoluto – ha scritto su X – che io possa essere interessato a una candidatura per la Regione Campania».

Eh sì, perché mentre nel centrodestra si fantasticava di un AdL versione “governatore”, lui se ne stava a Palazzo Chigi a parlare con Giorgia Meloni… ma non di liste, sondaggi o programmi elettorali. Solo delle due “C” che, a suo dire, hanno segnato la sua vita professionale: Cinema e Calcio.

Insomma, mentre qualcuno nel centrodestra stava già immaginando la campagna elettorale con slogan in stile “Facciamo squadra per la Campania”, De Laurentiis pensava a ben altro. E il sogno di un candidato mediaticamente dirompente è svanito in un comunicato di poche righe.

IL PROBLEMA DEL “CHI”

La questione, però, resta: chi si “immola” per guidare la coalizione in una sfida che i sondaggi definiscono già proibitiva? Meloni, raccontano, non vuole intestarsi una sconfitta annunciata. E così il toto-nomi continua.

Il viceministro salernitano Edmondo Cirielli? Non disponibile. Altri big di partito? Idem. Nel mare magnum delle ipotesi, galleggia il nome dell’attuale prefetto di Napoli, Michele Di Bari. Figura stimata, buon rapporto con la stampa, consenso trasversale. Ma c’è un piccolo dettaglio: è in carica. Tradurlo in candidato in tempo record significherebbe aprire un fronte polemico sulla “discesa in campo” di un alto funzionario ancora operativo.

LA DISPERAZIONE ELETTORALE

Il clima, nel centrodestra campano, è quello da casting disperato: mancano solo le audizioni pubbliche in piazza, con microfono aperto e “Chi vuol fare il governatore?”. Intanto il tempo passa, le elezioni si avvicinano e il centrosinistra osserva, pronto a colpire al primo passo falso.

Nel frattempo, De Laurentiis – che qualcuno già vedeva in giacca istituzionale a dettare linee programmatiche – è atteso a Telese, nel Beneventano, per un evento di Forza Italia. Ma anche lì, assicura, si parlerà di cinema e calcio. E di governare la Campania, proprio no.

Morale della favola? Il centrodestra dovrà continuare la caccia al candidato. E stavolta senza sognare di convincere un presidente che ha già due “C” troppo impegnative per aggiungerne una terza: Campania.

Acerra in lutto per Nunzia: è lei la vittima dell’incidente di stanotte

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Acerra è sconvolta dalla notizia della tragica scomparsa di Nunzia Mele, la giovane di 22 anni che ha perso la vita in un drammatico incidente stradale avvenuto nella notte a Torre del Greco. L’impatto si è verificato poco prima delle 2, all’incrocio tra via Cavallo e via Purgatorio. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia locale per effettuare i rilievi e ricostruire la dinamica dell’accaduto. Secondo le prime informazioni, nello scontro sono rimasti coinvolti una Honda Transalp e un’Alfa Romeo Mito condotta da un 28enne. Alla guida della moto c’era un 38enne di Napoli, ora ricoverato in ospedale in prognosi riservata a causa delle gravi ferite riportate. A bordo con lui, come passeggera, c’era Nunzia. La caduta è stata fatale per la giovane, che nonostante i tentativi di soccorso non ce l’ha fatta. Il conducente dell’auto è stato trasportato in ospedale e dimesso con una prognosi di cinque giorni. Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze e verificando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per determinare le responsabilità e chiarire le cause dello scontro. La notizia della morte di Nunzia ha scosso profondamente la comunità di Acerra, dove la ragazza era conosciuta e benvoluta. Sui social, amici e parenti hanno espresso dolore e incredulità, ricordandola come una giovane solare, piena di vita e di sogni ancora da realizzare. In queste ore, la città si stringe attorno alla famiglia Mele, colpita da una perdita improvvisa e devastante. Si attendono aggiornamenti sull’inchiesta e sull’eventuale fissazione dei funerali, che vedranno la partecipazione di un’intera comunità in lacrime.