Controlli davanti scuola, fermato dopo minacce ai vigili

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Un normale servizio di controllo davanti a una scuola si è trasformato in un episodio di tensione che ha richiesto l’intervento deciso della Polizia Locale di Afragola. Un cittadino è stato fermato e denunciato per minacce e oltraggio a pubblico ufficiale dopo aver reagito in modo violento a una contestazione. I fatti sono avvenuti durante le attività di vigilanza svolte dalla Polizia Locale, sotto la direzione del comandante colonnello Antonio Pirelli, nell’ambito dei controlli programmati nelle zone scolastiche. Servizi mirati che hanno l’obiettivo di garantire ordine e sicurezza negli orari più delicati della giornata, tutelando studenti, genitori e personale docente. Secondo la ricostruzione ufficiale, l’uomo avrebbe ricevuto una contestazione per un’infrazione. Invece di collaborare, avrebbe iniziato a insultare e minacciare gli agenti presenti, utilizzando espressioni offensive e mantenendo un comportamento ritenuto incompatibile con il contesto e la sicurezza pubblica. Vista la gravità della situazione e l’atteggiamento assunto, gli operatori sono intervenuti procedendo al fermo del cittadino, che è stato accompagnato presso gli uffici del Comando della Polizia Locale per gli accertamenti necessari. Conclusi gli atti di rito, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. L’episodio evidenzia ancora una volta la delicatezza dei servizi di controllo nelle aree scolastiche e il ruolo fondamentale delle forze di polizia locale nel garantire il rispetto delle regole e la serenità degli spazi frequentati quotidianamente da famiglie e studenti.

Blitz tra Somma e Sant’Anastasia, arresti per armi e droga

SANT’ANASTASIA E SOMMA VESUVIANA – Controlli dei Carabinieri   Controlli straordinari dei carabinieri nei comuni di Sant’Anastasia e Somma Vesuviana. Durante il servizio, I militari della compagnia di castello di Cisterna hanno eseguito tre misure restrittive. Per un 74enne un anno e due mesi di detenzione domiciliare per una condanna definitiva per detenzione illegale di armi e ricettazione. Un 45enne, invece, dovrà scontare 2 anni e 3 mesi di detenzione domiciliare per una condanna definitiva per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.   Il terzo provvedimento ha riguardato l’aggravamento di una precedente misura cautelare, con conseguente restrizione, nei confronti di una 40enne già sottoposta ai domiciliari.     Parallelamente all’esecuzione dei provvedimenti, i Carabinieri hanno effettuato un’ampia attività di controllo su strada: sono state identificate 56 persone e ispezionati 53 veicoli. 50 le violazioni contestate, per sanzioni complessive di oltre 11mila euro. 4 i veicoli sequestrati.  

Pomigliano zona rossa per 3 mesi: cosa cambia in città

Pomigliano d’Arco si prepara a entrare, almeno in forma sperimentale, nel perimetro delle cosiddette zone rosse, uno strumento straordinario di prevenzione e controllo del territorio utilizzato per rafforzare la sicurezza urbana in aree considerate sensibili. La decisione è maturata dopo l’ultimo tentativo di furto con esplosione ai danni di un istituto bancario e al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto di Napoli Michele di Bari. Ma cosa comporta, in concreto, diventare zona rossa? In sostanza significa un aumento visibile e costante della presenza delle forze dell’ordine in specifiche aree della città, individuate di comune accordo tra Prefettura e amministrazione comunale. Non si tratta di un coprifuoco né di una limitazione generalizzata delle libertà personali, ma di un rafforzamento dei controlli, con presidi fissi di polizia, pattugliamenti continui anche nelle ore serali e notturne, verifiche su persone e veicoli e un utilizzo più intenso dei sistemi di videosorveglianza. Durante la riunione, il prefetto ha chiarito che l’adozione delle zone rosse non nasce da un’emergenza generalizzata: «L’indice di delittuosità è fortemente calato: le rapine sono diminuite del 40% e i furti del 15%». Dati definiti incoraggianti, che però non cancellano l’allarme sociale generato da episodi eclatanti. Proprio per questo, l’obiettivo è affiancare ai numeri positivi una risposta concreta e percepibile dai cittadini, aumentando la sicurezza reale e quella percepita. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Raffaele Russo, che ha ribadito: «Nelle zone rosse ci saranno presidi di polizia fissi che renderanno la popolazione più tranquilla. Le zone rosse, che verranno concordate tra il comitato ed il sindaco, dovrebbero durare per un periodo sperimentale di tre mesi. Oltre a ringraziare il prefetto per la vicinanza e le azioni, voglio anche dire alla mia comunità che bisogna stare più sereni perché c’è stata una risposta con fatti concreti». Dal mondo economico arriva un segnale di sostegno. Confcommercio ha accolto positivamente la scelta, sottolineando come i controlli rafforzati rappresentino una tutela importante per cittadini e attività commerciali, soprattutto nelle ore notturne. Nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro in Comune per monitorare l’efficacia delle misure e rassicurare ulteriormente la comunità. Se confermata già dalla prossima settimana, la zona rossa segnerà per Pomigliano una fase di maggiore attenzione istituzionale: un periodo di prova in cui sicurezza, prevenzione e presenza dello Stato saranno elementi centrali della vita quotidiana cittadina.

Team in crisi? Inizia dalla comunicazione

Non è solo una questione di processi o di obiettivi: è come ce li raccontiamo, come ci ascoltiamo, come ci diciamo le cose difficili. Un team non va in crisi “di colpo”: ci arriva a piccoli passi, spesso in silenzio. Ti sembra di guidare un team dove ognuno rema per conto suo? Riunioni lente, mail infinite, malintesi continui, turnover che cresce… e la sensazione che “qualcosa” si sia rotto ma non sai bene cosa. Spoiler: nella maggior parte dei casi, quel “qualcosa” è la comunicazione.

Team in crisi: quando il problema non è il problema, ma come ne parli

Un classico: i risultati calano, si dà la colpa al mercato, alla concorrenza, al budget. Intanto, nessuno dice apertamente che: – le persone non si parlano più con fiducia – le informazioni viaggiano a metà – le riunioni sono monologhi del capo – i conflitti vengono evitati o esplodono tardi e male Se nel tuo team succede questo, il problema non è solo “cosa” fate, ma “come” ne parlate. La comunicazione è il sistema circolatorio di un gruppo: se si blocca, l’organizzazione può essere anche perfetta sulla carta, ma nella pratica si paralizza.

Comunicazione in team: da dove si riparte davvero

Non servono slogan motivazionali, serve un reset comunicativo. Alcuni passaggi chiave: –  Rendi visibile l’invisibile Nomina il problema: “Ragazzi, ho la sensazione che ci stiamo parlando poco e male. Partiamo da qui”. Dare parole alla crisi è già un atto di leadership. – Stabilisci regole chiare di dialogo Tempi di parola, niente interruzioni, focus sui fatti e non sulle persone. Sembra scolastico, ma nei momenti di crisi le regole salvano i rapporti. – Passa dal “dire” al “chiedere” Invece di: “Dovete fare…”, prova: “Cosa vi serve per…?”, “Cosa non sta funzionando davvero?”. Le domande aprono porte che gli ordini chiudono. – Allena l’ascolto, non solo il parlare Un leader che ascolta diventa un moltiplicatore di energia. Un leader che parla soltanto, la drena.

Esempi concreti di comunicazione in team

Per rendere tutto questo meno teorico e più utilizzabile, ecco alcuni esempi brevi, concreti:
  • Feedback su un errore di progetto
Invece di: “Avete sbagliato tutto il report.” Prova con: “Nel report ci sono due punti critici: li rivediamo insieme e definiamo come evitarli la prossima volta?” Risultato: meno difesa, più collaborazione.
  • Gestire un conflitto tra colleghi
Invece di: “Smettetela di litigare e lavorate.” Prova con: “Ognuno di voi racconta la propria versione in 3 minuti, senza essere interrotto.  Poi cerchiamo un punto comune.” Risultato: riduci l’escalation, aumenti la comprensione reciproca.
  • Chiedere più impegno senza colpevolizzare
Invece di: “Non vi state impegnando abbastanza.” Prova con: “Per raggiungere l’obiettivo ci manca questo pezzo: come possiamo organizzarci meglio, tutti, me compreso?” Risultato: si passa dal dito puntato alla responsabilità condivisa. Quando scrivo, così come durante il lavoro che preparo e svolgo con i team nelle aziende e negli studi professionali, mi faccio guidare dalle domande, strumento di apertura, a nuove riflessioni, tecniche e strategie. E qui la risposta alla mia domanda: “Cosa è in grado di creare un forte impatto nella comunicazione tra le persone di questo team?”
Conoscere l’altro, la vera leva dei risultati
Qui arriva il punto spesso dimenticato: non esiste comunicazione efficace senza conoscenza dell’altro.  Parlare bene non basta, se non sai “a chi” stai parlando. – C’è chi ha bisogno di numeri, e chi di storie ed esempi. – C’è chi regge bene un confronto diretto, e chi invece ha bisogno di un approccio più graduale. – C’è chi comunica meglio a voce, e chi per iscritto si esprime con molta più chiarezza.
Cosa significa conoscere le persone del tuo team?
– sservare come reagiscono – ascoltare il loro lessico, i loro tempi, i loro canali preferiti – fare domande dirette: “Come preferisci ricevere feedback?”; “In che modo ti è più facile fare domande?” Ed è qui che entrano in gioco gli strumenti di comunicazione: non solo mail e chat, ma anche: – brevi one-to-one periodici; – riunioni strutturate con turni di parola; – lavagne condivise, documenti collaborativi, canali dedicati a progetti specifici. Gli strumenti non servono a “controllare” il team, ma a creare spazi diversi in cui ognuno possa esprimersi nel modo in cui funziona meglio. Più conosci le persone e più sai scegliere il mezzo giusto per parlare con loro. La conoscenza dell’altro è un acceleratore di risultati, perché riduce i fraintendimenti, velocizza le decisioni, rende più fluido il lavoro quotidiano. Meno energia sprecata a interpretare, più energia investita a costruire. La azioni che vi ho illustrato, sono semplici, ma mandano un messaggio potente: “La comunicazione qui conta. E la responsabilità di migliorarla è di tutti”. Un team in crisi non si salva con un nuovo tool o una nuova strategia, se prima non si rimette in circolo la fiducia attraverso parole chiare, oneste e coraggiose. La vera svolta comincia quando qualcuno decide di prendersi la responsabilità di aprire il dialogo, invece di limitarsi a lamentarsi del silenzio.  

Castello di Cisterna, l’abbraccio dei sostenitori a Morena

Oggi, 10 gennaio, presso la Circumvesuviana di Castello di Cisterna, in via Sandro Pertini, ci sarà un momento di condivisione e gratitudine per accogliere Morena al suo rientro dal Messico. Un’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito e continueranno a sostenere la battaglia di Morena. 

Un momento di condivisione per il ritorno di Morena

Oggi, 10 gennaio, presso la Circumvesuviana di Castello di Cisterna, in via Sandro Pertini, si terrà un aperitivo di accoglienza e ringraziamento dedicato a Morena e a tutte le persone che, in questi mesi, hanno sostenuto il suo difficile percorso. Un’occasione informale, aperta alla comunità, pensata per ritrovarsi e condividere un momento di vicinanza.

La storia di Morena e la speranza in Messico

Morena è una ragazza affetta da una rara e gravissima forma di epilessia farmacoresistente, associata alla sindrome di Rasmussen, una patologia neurologica complessa e altamente invalidante. Si tratta del terzo caso registrato in Europa.
Dopo un lungo cammino tra ospedali e terapie che non hanno portato i risultati sperati, per lei si è aperta una possibilità legata a una ricerca medica internazionale in Messico, che ha rappresentato una nuova speranza per il suo futuro.

Un percorso reso possibile dalla solidarietà

Affrontare questo tipo di trattamento ha comportato costi molto elevati, difficili da sostenere per una sola famiglia. Per questo motivo, nel tempo, si è attivata una rete solidale fatta di cittadini, associazioni e iniziative di raccolta fondi, che ha permesso a Morena di partire e di affrontare il percorso di cura all’estero.

Il ruolo dell’associazione “Insieme si può”

Tra le realtà che hanno accompagnato la famiglia c’è l’associazione “Insieme si può”, che ha promosso e sostenuto diverse iniziative solidali.
L’associazione nasce ufficialmente nel 2018, ma affonda le sue radici in un’esperienza personale profonda di Giuseppe Di Maio, presidente del”associazione: la figlia si ammalò, da bambina, di leucemia linfoblastica acuta. Durante le cure al Santobono-Pausilipon, l’incontro con la clownterapia e il valore del sostegno umano hanno ispirato, anni dopo, la nascita dell’associazione.

Iniziative sociali e impegno sul territorio

Negli anni precedenti alla pandemia, “Insieme si può” ha organizzato numerose attività a carattere sociale e inclusivo, tra cui Natale Insieme, Calcio all’Autismo – che ha coinvolto bambini e genitori – e una braciata sociale, il cui ricavato è stato destinato anche al percorso di Morena.
Durante il periodo in Messico, l’associazione è rimasta vicina alla famiglia, offrendo supporto umano e continuità. L’impegno solidale non si esaurisce con il rientro di Morena dal Messico. Infatti, a luglio dovrà affrontare un secondo ciclo della terapia, un percorso altrettanto oneroso. Per questo motivo, l’associazione Insieme si può ha già avviato le prime riflessioni per strutturare un nuovo progetto di raccolta fondi, di più ampio respiro, con l’obiettivo di continuare a garantire alla famiglia il supporto necessario per affrontare le prossime tappe del trattamento.

Un ringraziamento collettivo

L’aperitivo del 10 gennaio non vuole essere una celebrazione, ma un momento di gratitudine condivisa, rivolto a tutte le persone che hanno contribuito, in forme diverse, a sostenere Morena e la sua famiglia.
Nel corso di questo percorso, hanno espresso il proprio supporto anche le amministrazioni comunali di Pomigliano d’Arco e Brusciano, così come il responsabile dell’Ambito Sociale 22, Rocco Fatibene, nell’ambito delle rispettive funzioni istituzionali.

Una comunità che sceglie di esserci

Al di là dei ruoli e delle appartenenze, la giornata di domani rappresenta soprattutto il valore di una comunità che si è stretta attorno a una storia fragile, dimostrando che la solidarietà può assumere molte forme, ma nasce sempre dallo stesso gesto: non restare indifferenti.

Terra dei fuochi: rimosse tra Napoli e Caserta 1700 tonnellate di rifiuti su 2700

Sono i dati del bilancio del commissario per le bonifiche Vadalà. Quasi 1700 tonnellate di rifiuti rimosse su 2700 presenti in strada tra Caserta e Napoli in meno di quattro mesi; un maxi-intervento che ha coinvolto 20 comuni ricadenti nella Terra dei Fuochi, e che si allargherà nei prossimi mesi, affiancato dal parallelo lavoro di bonifica di importanti aree dove i rifiuti sono stati sotterrati, come le aree vaste di Giugliano in Campania e Lo Uttaro a Caserta. È il commissario unico per le Bonifiche nella Terra dei Fuochi Giuseppe Vadalà a fotografare a Casal di Principe, a Casa Don Diana, in uno dei periodici incontri di aggiornamento, lo stato degli interventi ambientali tra Napoli e Caserta realizzati da marzo scorso, dal momento dell’insediamento al vertice della struttura di governo – decisione presa dopo la condanna dell’Italia del gennaio 2025 da parte della Cedu per le mancate bonifiche ambientali – con un’accelerazione importante registratasi dall’entrata in vigore ad agosto del Decreto Legge sulla Terra dei Fuochi. “Sono momenti importanti di condivisione – dice il generale dei Carabinieri – di un’attività che riguarda il territorio; momenti in cui si possono ricevere suggerimenti. Ma è fondamentale inoltre far capire alla cittadinanza che si sta operando concretamente nel suo interesse”. CREDIT FOTO: WEB

Emergenza sicurezza, Pomigliano pronta a diventare zona rossa. La mossa di Prefetto e sindaco

Questa mattina si è svolto a Pomigliano d’Arco il comitato pubblico per l’ordine e la sicurezza pubblica a seguito del colpo avvenuto tra la notte di giovedì e venerdì presso la filiale Bnl. Il sindaco di Pomigliano d’Arco Raffaele Russo, in merito al comitato pubblico per l’ordine e la sicurezza pubblica richiesto dal Prefetto di Napoli Michele Di Bari, ha sottolineato come la richiesta di quest’ultimo indichi la presenza costante delle istituzioni e dello Stato alla comunità di Pomigliano. Altro segnale di vicinanza e di ascolto dei cittadini è il rafforzamento delle Forze dell’Ordine sul tutto il territorio e che il paese di Pomigliano, o alcune zone specifiche di esso, venga dichiarato Zona Rossa. Per la prossima settimana è previsto un altro comitato per l’ordine e la sicurezza, convocato dal Prefetto e con la presenza del sindaco di Pomigliano d’Arco, per organizzare la Zona Rossa sul territorio, con la durata di tre mesi in via sperimentale. Il sindaco di Pomigliano, tramite un video pubblicato sui social del comune, ha voluto ringraziare nuovamente il Prefetto e tutti i componenti del comitato per l’ordine e la sicurezza per la vicinanza alla comunità. Infine, ha voluto mandare un messaggio di sicurezza ai cittadini, invitandoli a stare più sereni perché le loro richieste sono state ascoltate e finalmente c’è stata una risposta concreta alle problematiche che si sono presentate negli ultimi mesi sul territorio. A didascalia del video troviamo le seguenti parole: “SICUREZZA E LEGALITÀ: IL COMUNE IN PRIMA LINEA A seguito del tentato furto avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì ai danni di un istituto bancario cittadino, si è svolto a Pomigliano d’Arco il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari. Il Sindaco Raffaele Russo fa il punto sugli esiti dell’incontro e sulle azioni condivise con Prefettura e Forze dell’Ordine per il rafforzamento del controllo del territorio e la tutela della sicurezza pubblica. L’Amministrazione comunale prosegue il proprio impegno in costante coordinamento con le istituzioni competenti per garantire risposte concrete e tempestive alle esigenze di sicurezza della città.”

ANGI: Espedito D’Antò nominato responsabile delle strategie di rete per il Consiglio di Presidenza

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  L’Associazione Nazionale Giovani Innovatori annuncia ufficialmente la nomina di Espedito D’Antò nella posizione di Responsabile di Rete per l’Ufficio di Presidenza. La nomina si inserisce nel quadro di rafforzamento delle attività strategiche dell’associazione, con l’obiettivo di potenziare la costruzione di network, lo sviluppo di competenze digitali e le relazioni istituzionali a sostegno della mission di ANGI. Espedito D’Antò, con un consolidato background nella comunicazione digitale, nell’innovazione e nelle relazioni istituzionali, assume questo ruolo chiave nella struttura di Presidenza dell’Associazione per coordinare le iniziative di rete e favorire il dialogo tra istituzioni, imprese e community di innovatori presenti sul territorio nazionale Il presidente Gabriele Ferrieri, ha espresso grande soddisfazione per la nomina: “Siamo lieti di accogliere il dott. Espedito D’Antò nel ruolo di Responsabile di Rete per l’Ufficio di Presidenza. La sua esperienza e la sua visione saranno fondamentali per consolidare e ampliare il nostro ecosistema di innovazione. Questa collaborazione rappresenta un ulteriore passo avanti nei progetti strategici di ANGI, con particolare attenzione all’ampliamento delle relazioni istituzionali, alla diffusione delle competenze digitali e alla valorizzazione delle comunità locali. Siamo certi che, insieme, potremo raggiungere risultati significativi per il futuro dell’Associazione e per l’intero ecosistema dell’innovazione in Italia.” La nomina di Espedito D’Antò rafforza l’impegno di ANGI nel promuovere iniziative di rete che facilitino lo sviluppo di progetti innovativi e la creazione di sinergie tra stakeholder pubblici e privati, allineandosi con gli obiettivi strategici dell’Associazione.

Somma, D’Avino: “La città ha bisogno di un progetto serio e partecipato”

Riceviamo e pubblichiamo: Somma Vesuviana, responsabilità, visione e condivisione: l’impegno di Sergio D’Avino per la città. 

In un momento decisivo per il presente e il futuro di Somma Vesuviana, si avverte con sempre maggiore forza l’esigenza di una politica capace di guardare oltre l’emergenza quotidiana, rimettendo al centro l’interesse generale e una visione chiara di sviluppo della città.

È in questo contesto che Sergio D’Avino, già consigliere comunale e vicesindaco con deleghe alle Politiche Sociali, Biblioteca, Politiche Giovanili, Sport e Tempo Libero, Cimitero, Ecologia, Polizia Municipale, Viabilità, Risorse Agricole e Contenzioso, manifesta la propria disponibilità a contribuire a un percorso politico-amministrativo serio, condiviso e orientato al futuro.

«Somma Vesuviana ha bisogno di un progetto costruito con responsabilità e ascolto – afferma D’Avino – capace di unire esperienza amministrativa e rinnovamento, superando logiche personali e mettendo sempre al primo posto il bene della comunità».

Tra le priorità di una visione programmatica che guarda ai prossimi anni, D’Avino indica politiche sociali inclusive e vicine ai bisogni reali delle persone, un investimento concreto sui giovani, una gestione moderna e trasparente dei servizi pubblici locali.

Particolare rilievo viene attribuito anche alla pianificazione urbanistica sostenibile, intesa come strumento di equilibrio tra tutela del territorio, vivibilità e sviluppo, e alla necessità di ridurre le distanze tra centro e periferie, restituendo dignità, servizi e opportunità a tutte le aree della città.

«Le periferie non possono essere considerate margini – sottolinea – ma parti integranti di una Somma Vesuviana che deve crescere in modo armonico, senza lasciare indietro nessuno. Serve una città più ordinata, più giusta e capace di programmare, non solo di rincorrere i problemi».

L’auspicio è quello di avviare un percorso ampio e partecipato, aperto al contributo di tutte le energie positive della città, con l’obiettivo di costruire una proposta credibile, concreta e condivisa per il futuro di Somma Vesuviana.

Prefetto convoca il Comitato per l’ordine pubblico a Pomigliano d’Arco dopo l’esplosione in banca

POMIGLIANO D’ARCO – A poche ore dal grave episodio avvenuto nella notte ai danni di un istituto di credito cittadino, il Prefetto di Napoli Michele di Bari ha disposto la convocazione urgente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La riunione straordinaria si terrà oggi, 9 gennaio, alle ore 13, presso il Palazzo Municipale di Pomigliano d’Arco.

A renderlo noto è stato il sindaco Raffaele Russo, che ha riferito di essere stato contattato telefonicamente in mattinata dal Prefetto, immediatamente dopo l’episodio che ha destato forte allarme in città. Nella notte tra mercoledì e giovedì, ignoti hanno infatti fatto esplodere un ordigno all’esterno della filiale BNL di via Passariello, nel tentativo di asportare il bancomat. Solo per circostanze fortuite non si sono registrati feriti.

«Ringrazio il Prefetto per la prontezza e l’attenzione dimostrata verso la nostra comunità – ha dichiarato il primo cittadino –. La convocazione immediata del Comitato rappresenta un segnale importante di vicinanza istituzionale e di risposta concreta a un episodio di estrema gravità».

Nel corso dell’incontro saranno analizzati nel dettaglio i fatti accaduti e valutate le condizioni di sicurezza sul territorio comunale. Al centro del confronto anche l’eventuale adozione di misure straordinarie per rafforzare i controlli e la presenza delle forze dell’ordine, al fine di prevenire nuovi episodi criminosi e ristabilire un clima di serenità tra i cittadini.

L’amministrazione comunale ha assicurato la massima collaborazione con le autorità competenti, ribadendo la necessità di un’azione coordinata e incisiva per contrastare fenomeni che mettono a rischio la sicurezza pubblica e il tessuto economico locale.