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Team in crisi? Inizia dalla comunicazione
Team in crisi: quando il problema non è il problema, ma come ne parli
Un classico: i risultati calano, si dà la colpa al mercato, alla concorrenza, al budget. Intanto, nessuno dice apertamente che: – le persone non si parlano più con fiducia – le informazioni viaggiano a metà – le riunioni sono monologhi del capo – i conflitti vengono evitati o esplodono tardi e male Se nel tuo team succede questo, il problema non è solo “cosa” fate, ma “come” ne parlate. La comunicazione è il sistema circolatorio di un gruppo: se si blocca, l’organizzazione può essere anche perfetta sulla carta, ma nella pratica si paralizza.Comunicazione in team: da dove si riparte davvero
Non servono slogan motivazionali, serve un reset comunicativo. Alcuni passaggi chiave: – Rendi visibile l’invisibile Nomina il problema: “Ragazzi, ho la sensazione che ci stiamo parlando poco e male. Partiamo da qui”. Dare parole alla crisi è già un atto di leadership. – Stabilisci regole chiare di dialogo Tempi di parola, niente interruzioni, focus sui fatti e non sulle persone. Sembra scolastico, ma nei momenti di crisi le regole salvano i rapporti. – Passa dal “dire” al “chiedere” Invece di: “Dovete fare…”, prova: “Cosa vi serve per…?”, “Cosa non sta funzionando davvero?”. Le domande aprono porte che gli ordini chiudono. – Allena l’ascolto, non solo il parlare Un leader che ascolta diventa un moltiplicatore di energia. Un leader che parla soltanto, la drena.Esempi concreti di comunicazione in team
Per rendere tutto questo meno teorico e più utilizzabile, ecco alcuni esempi brevi, concreti:- Feedback su un errore di progetto
- Gestire un conflitto tra colleghi
- Chiedere più impegno senza colpevolizzare
Conoscere l’altro, la vera leva dei risultati
Qui arriva il punto spesso dimenticato: non esiste comunicazione efficace senza conoscenza dell’altro. Parlare bene non basta, se non sai “a chi” stai parlando. – C’è chi ha bisogno di numeri, e chi di storie ed esempi. – C’è chi regge bene un confronto diretto, e chi invece ha bisogno di un approccio più graduale. – C’è chi comunica meglio a voce, e chi per iscritto si esprime con molta più chiarezza.Cosa significa conoscere le persone del tuo team?
– sservare come reagiscono – ascoltare il loro lessico, i loro tempi, i loro canali preferiti – fare domande dirette: “Come preferisci ricevere feedback?”; “In che modo ti è più facile fare domande?” Ed è qui che entrano in gioco gli strumenti di comunicazione: non solo mail e chat, ma anche: – brevi one-to-one periodici; – riunioni strutturate con turni di parola; – lavagne condivise, documenti collaborativi, canali dedicati a progetti specifici. Gli strumenti non servono a “controllare” il team, ma a creare spazi diversi in cui ognuno possa esprimersi nel modo in cui funziona meglio. Più conosci le persone e più sai scegliere il mezzo giusto per parlare con loro. La conoscenza dell’altro è un acceleratore di risultati, perché riduce i fraintendimenti, velocizza le decisioni, rende più fluido il lavoro quotidiano. Meno energia sprecata a interpretare, più energia investita a costruire. La azioni che vi ho illustrato, sono semplici, ma mandano un messaggio potente: “La comunicazione qui conta. E la responsabilità di migliorarla è di tutti”. Un team in crisi non si salva con un nuovo tool o una nuova strategia, se prima non si rimette in circolo la fiducia attraverso parole chiare, oneste e coraggiose. La vera svolta comincia quando qualcuno decide di prendersi la responsabilità di aprire il dialogo, invece di limitarsi a lamentarsi del silenzio.Castello di Cisterna, l’abbraccio dei sostenitori a Morena
Oggi, 10 gennaio, presso la Circumvesuviana di Castello di Cisterna, in via Sandro Pertini, ci sarà un momento di condivisione e gratitudine per accogliere Morena al suo rientro dal Messico. Un’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito e continueranno a sostenere la battaglia di Morena.
Un momento di condivisione per il ritorno di Morena
Oggi, 10 gennaio, presso la Circumvesuviana di Castello di Cisterna, in via Sandro Pertini, si terrà un aperitivo di accoglienza e ringraziamento dedicato a Morena e a tutte le persone che, in questi mesi, hanno sostenuto il suo difficile percorso. Un’occasione informale, aperta alla comunità, pensata per ritrovarsi e condividere un momento di vicinanza.
La storia di Morena e la speranza in Messico
Morena è una ragazza affetta da una rara e gravissima forma di epilessia farmacoresistente, associata alla sindrome di Rasmussen, una patologia neurologica complessa e altamente invalidante. Si tratta del terzo caso registrato in Europa.
Dopo un lungo cammino tra ospedali e terapie che non hanno portato i risultati sperati, per lei si è aperta una possibilità legata a una ricerca medica internazionale in Messico, che ha rappresentato una nuova speranza per il suo futuro.
Un percorso reso possibile dalla solidarietà
Affrontare questo tipo di trattamento ha comportato costi molto elevati, difficili da sostenere per una sola famiglia. Per questo motivo, nel tempo, si è attivata una rete solidale fatta di cittadini, associazioni e iniziative di raccolta fondi, che ha permesso a Morena di partire e di affrontare il percorso di cura all’estero.
Il ruolo dell’associazione “Insieme si può”
Tra le realtà che hanno accompagnato la famiglia c’è l’associazione “Insieme si può”, che ha promosso e sostenuto diverse iniziative solidali.
L’associazione nasce ufficialmente nel 2018, ma affonda le sue radici in un’esperienza personale profonda di Giuseppe Di Maio, presidente del”associazione: la figlia si ammalò, da bambina, di leucemia linfoblastica acuta. Durante le cure al Santobono-Pausilipon, l’incontro con la clownterapia e il valore del sostegno umano hanno ispirato, anni dopo, la nascita dell’associazione.
Iniziative sociali e impegno sul territorio
Negli anni precedenti alla pandemia, “Insieme si può” ha organizzato numerose attività a carattere sociale e inclusivo, tra cui Natale Insieme, Calcio all’Autismo – che ha coinvolto bambini e genitori – e una braciata sociale, il cui ricavato è stato destinato anche al percorso di Morena.
Durante il periodo in Messico, l’associazione è rimasta vicina alla famiglia, offrendo supporto umano e continuità. L’impegno solidale non si esaurisce con il rientro di Morena dal Messico. Infatti, a luglio dovrà affrontare un secondo ciclo della terapia, un percorso altrettanto oneroso. Per questo motivo, l’associazione Insieme si può ha già avviato le prime riflessioni per strutturare un nuovo progetto di raccolta fondi, di più ampio respiro, con l’obiettivo di continuare a garantire alla famiglia il supporto necessario per affrontare le prossime tappe del trattamento.
Un ringraziamento collettivo
L’aperitivo del 10 gennaio non vuole essere una celebrazione, ma un momento di gratitudine condivisa, rivolto a tutte le persone che hanno contribuito, in forme diverse, a sostenere Morena e la sua famiglia.
Nel corso di questo percorso, hanno espresso il proprio supporto anche le amministrazioni comunali di Pomigliano d’Arco e Brusciano, così come il responsabile dell’Ambito Sociale 22, Rocco Fatibene, nell’ambito delle rispettive funzioni istituzionali.
Una comunità che sceglie di esserci
Al di là dei ruoli e delle appartenenze, la giornata di domani rappresenta soprattutto il valore di una comunità che si è stretta attorno a una storia fragile, dimostrando che la solidarietà può assumere molte forme, ma nasce sempre dallo stesso gesto: non restare indifferenti.
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Somma, D’Avino: “La città ha bisogno di un progetto serio e partecipato”
Riceviamo e pubblichiamo: Somma Vesuviana, responsabilità, visione e condivisione: l’impegno di Sergio D’Avino per la città.
In un momento decisivo per il presente e il futuro di Somma Vesuviana, si avverte con sempre maggiore forza l’esigenza di una politica capace di guardare oltre l’emergenza quotidiana, rimettendo al centro l’interesse generale e una visione chiara di sviluppo della città.
È in questo contesto che Sergio D’Avino, già consigliere comunale e vicesindaco con deleghe alle Politiche Sociali, Biblioteca, Politiche Giovanili, Sport e Tempo Libero, Cimitero, Ecologia, Polizia Municipale, Viabilità, Risorse Agricole e Contenzioso, manifesta la propria disponibilità a contribuire a un percorso politico-amministrativo serio, condiviso e orientato al futuro.
«Somma Vesuviana ha bisogno di un progetto costruito con responsabilità e ascolto – afferma D’Avino – capace di unire esperienza amministrativa e rinnovamento, superando logiche personali e mettendo sempre al primo posto il bene della comunità».
Tra le priorità di una visione programmatica che guarda ai prossimi anni, D’Avino indica politiche sociali inclusive e vicine ai bisogni reali delle persone, un investimento concreto sui giovani, una gestione moderna e trasparente dei servizi pubblici locali.
Particolare rilievo viene attribuito anche alla pianificazione urbanistica sostenibile, intesa come strumento di equilibrio tra tutela del territorio, vivibilità e sviluppo, e alla necessità di ridurre le distanze tra centro e periferie, restituendo dignità, servizi e opportunità a tutte le aree della città.
«Le periferie non possono essere considerate margini – sottolinea – ma parti integranti di una Somma Vesuviana che deve crescere in modo armonico, senza lasciare indietro nessuno. Serve una città più ordinata, più giusta e capace di programmare, non solo di rincorrere i problemi».
L’auspicio è quello di avviare un percorso ampio e partecipato, aperto al contributo di tutte le energie positive della città, con l’obiettivo di costruire una proposta credibile, concreta e condivisa per il futuro di Somma Vesuviana.
Prefetto convoca il Comitato per l’ordine pubblico a Pomigliano d’Arco dopo l’esplosione in banca
POMIGLIANO D’ARCO – A poche ore dal grave episodio avvenuto nella notte ai danni di un istituto di credito cittadino, il Prefetto di Napoli Michele di Bari ha disposto la convocazione urgente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La riunione straordinaria si terrà oggi, 9 gennaio, alle ore 13, presso il Palazzo Municipale di Pomigliano d’Arco.
A renderlo noto è stato il sindaco Raffaele Russo, che ha riferito di essere stato contattato telefonicamente in mattinata dal Prefetto, immediatamente dopo l’episodio che ha destato forte allarme in città. Nella notte tra mercoledì e giovedì, ignoti hanno infatti fatto esplodere un ordigno all’esterno della filiale BNL di via Passariello, nel tentativo di asportare il bancomat. Solo per circostanze fortuite non si sono registrati feriti.
«Ringrazio il Prefetto per la prontezza e l’attenzione dimostrata verso la nostra comunità – ha dichiarato il primo cittadino –. La convocazione immediata del Comitato rappresenta un segnale importante di vicinanza istituzionale e di risposta concreta a un episodio di estrema gravità».
Nel corso dell’incontro saranno analizzati nel dettaglio i fatti accaduti e valutate le condizioni di sicurezza sul territorio comunale. Al centro del confronto anche l’eventuale adozione di misure straordinarie per rafforzare i controlli e la presenza delle forze dell’ordine, al fine di prevenire nuovi episodi criminosi e ristabilire un clima di serenità tra i cittadini.
L’amministrazione comunale ha assicurato la massima collaborazione con le autorità competenti, ribadendo la necessità di un’azione coordinata e incisiva per contrastare fenomeni che mettono a rischio la sicurezza pubblica e il tessuto economico locale.

