Casalnuovo, auto in fiamme all’alba: danneggiata pescheria
Un risveglio improvviso e carico di tensione per alcuni residenti di Casalnuovo di Napoli, dove nella mattinata di lunedì 12 gennaio un incendio ha distrutto un’auto parcheggiata lungo corso Umberto I, una delle arterie più frequentate del centro cittadino.
Era da poco passata l’alba, intorno alle 5, quando le fiamme hanno avvolto una Ford Fusion ferma al civico 134. Il rogo, visibile anche a distanza, ha richiesto l’intervento immediato dei Carabinieri della sezione radiomobile di Castello di Cisterna, giunti sul posto dopo le prime segnalazioni.
L’auto, intestata a un uomo di 51 anni, è stata gravemente danneggiata dall’incendio. Il calore sprigionato ha avuto ripercussioni anche sulle strutture circostanti: le fiamme hanno infatti colpito il serbatoio dell’autoclave di una pescheria situata a pochi metri dal punto in cui era parcheggiato il veicolo, causando danni all’impianto.
Nonostante la paura iniziale, il bilancio dell’episodio è limitato ai soli danni materiali. Nessuna persona è rimasta ferita e non si sono registrati casi di intossicazione da fumo, anche grazie all’orario mattutino e alla tempestività dei soccorsi.
Resta però aperto il nodo delle cause. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire l’origine dell’incendio e di stabilire se si sia trattato di un evento accidentale o di un gesto volontario. L’area è stata messa in sicurezza per consentire gli accertamenti tecnici necessari.
Nelle prossime ore le indagini proseguiranno con l’analisi di eventuali testimonianze e sistemi di videosorveglianza, fondamentali per fare piena luce su un episodio che ha destato forte preoccupazione tra i residenti della zona.
Struttura scolastica fatiscente, i docenti dell’IC 88 “E. De Filippo” scrivono al Ministro Valditara
I docenti dell’Istituto comprensivo 88 ‘Eduardo De Filippo’ di Ponticelli, quartiere della periferia est di Napoli, dopo il presidio sotto la sede del Comune, hanno deciso di rivolgersi direttamente al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, per denunciare le condizioni della struttura. Una lettera che – affermano i docenti – “non è una semplice segnalazione”, ma “un appello pubblico che nasce dall’urgenza e dall’esasperazione” e invitano il ministro a visitare la struttura “per constatare la realtà dei fatti”, confidando che “il nostro grido d’aiuto non rimanga inascoltato”.
I docenti spiegano che, nonostante le numerose e ripetute segnalazioni alle autorità competenti, “solo” al rientro dalle festività natalizie sono stati avviati i lavori di manutenzione dei servizi igienici fatiscenti del plesso centrale, costringendo gli alunni a restare a casa, quando invece “gli interventi sarebbero dovuti essere eseguiti durante la sospensione delle lezioni”.
Ma, come scrivono gli insegnanti, “a rendere la situazione paradossale” è che al plesso scolastico De Filippo è “formalmente destinato” il primo piano di un edificio gemello, ristrutturato con oltre 1 milione di euro di fondi Pnrr , completato da oltre un anno, dotato di aule e servizi igienici “nuovi e funzionati”, ma “la consegna non è mai avvenuta. E’ intollerabile che, mentre si celebrano investimenti storici nell’edilizia scolastica, un istituto venga lasciato degradare all’ombra di un edificio nuovo e inutilizzato”.
Il plesso De Filippo accoglie circa 350 studenti, di cui 35 con gravi disabilità che ad oggi – si sottolinea – “frequentano aule che presentano umidità, intonaco deteriorato che rendono, purtroppo, specialmente nei periodi invernali, gli ambienti al limite degli standard previsti”. Gli insegnanti chiedono: l’assegnazione istantanea degli spazi Pnrr pronti; il ripristino della piena funzionalità e sicurezza del plesso; la fine definitiva di soluzioni temporanee che penalizzano sempre gli stessi territori ed evidenziano che “chiudere, seppur temporaneamente, la scuola significa spegnere un presidio di legalità, lasciando un vuoto che altri sono pronti a colmare”.
Nella lettera, infatti, i docenti spiegano che il plesso costituisce “l’unica presenza stabile dello Stato, l’ultimo baluardo contro la marginalità e la criminalità organizzata” ed evidenziano che “grazie a un impegno costante negli ultimi tre anni siamo riusciti in un’impresa ritenuta impossibile: azzerare la dispersione scolastica”. Nel concludere, gli insegnanti affermano che “la responsabilità di ciò che accadrà non potrà essere imputata né ai docenti, né alle famiglie, né agli studenti, ma ricadrà interamente su chi aveva il dovere di agire e ha preferito rinviare. Noi continueremo a insegnare come atto di resistenza civile, ma non saremo complici silenziosi di questo smantellamento”.
(FONTE NOTIZIA: ANSA)
Carnevale di Saviano appeso ad un filo, le Associazioni Carro fanno un passo indietro
Il Carnevale a Saviano potrebbe non esserci quest’anno a causa di un mancato quadro organizzativo e autorizzativo chiaro.
Ad un mese dal Carnevale, a Saviano la questione manifestazione non è per nulla chiara. Tante le mancanze amministrative e organizzative che avrebbero spinto le Associazioni Carro a comunicare di non poter “assicurare il famoso Carnevale di Saviano alla comunità”.
Infatti, tramite un comunicato stampa, le tredici Associazioni Carro hanno segnalato che il percorso di confronto con l’Amministrazione Commissariale, in atto già da tempo, è ancora in stallo, ad un punto morto.
Il documento denuncia un mancato riscontro delle istituzioni alle richieste avanzate dalle Associazioni Carro in merito alla ricerca di soluzioni per consentire in sicurezza le sfilate sul tradizionale circuito.
Inoltre, sembrerebbe che durante i vari incontri è emersa una preoccupante confusione burocratica che, ad oggi, non consente una programmazione seria e strutturata per l’edizione 2026 con il pieno coinvolgimento dei Comitati Carro.
Di conseguenza, alla luce dei fatti, le Associazioni Carro ritengono irresponsabile procedere senza certezze alla realizzazione della manifestazione, con il serio rischio di rinviarla a data da destinarsi, per evitare improvvisazioni che ne comprometterebbero la riuscita in sicurezza.
Nel comunicato stampa le tredici Associazioni Carro ribadiscono: “il profondo legame con il Carnevale di Saviano, patrimonio storico, culturale e sociale della comunità, ma sottolineano con fermezza che tale patrimonio non può essere mortificato da indecisioni, mancanza di volontà e assenza di atti concreti.”
In ogni caso, le Associazioni Carro confermano la loro disponibilità per collocare in un altro arco temporale o per creare una formula alternativa della manifestazione che sta a cuore a tutta la comunità di Saviano.
“Pertanto – concludono le Associazioni Carro – ogni decisione che l’Amministrazione Commissariale riterrà di assumere sarà valutata attentamente dalle Associazioni Carro, le quali si riservano ogni ulteriore valutazione e determinazione a tutela del Carnevale di Saviano e del lavoro dei Comitati Carro”.
Intanto, sui social monta la rabbia dei cittadini savianesi che chiedono a gran voce di non rimandare la manifestazione. Per loro non è una semplice festa, è sacrificio, è la felicità e l’attesa dei bambini. Sono le notti insonni, passate a costruire per creare un progetto. Annullarlo o rimandarlo significherebbe togliere un momento di gioia e di unione alla comunità.
Dall’IMU al futuro della città: il circolo PER di Somma Vesuviana torna al centro del confronto politico
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Il circolo PER di Somma Vesuviana condivide la forte preoccupazione dell’Associazione Ingegneri e Architetti (AIASV) circa gli insostenibili criteri di determinazione dell’Imu nella nostra città.
Nel mentre confidiamo in costruttive interlocuzioni tecniche con la Commissaria prefettizia, ci preme sottolineare che tali situazioni si generano quando la politica manca di progettualità e attenzione ordinaria alle risorse pubbliche.
Per questo motivo PER, dopo il positivo riscontro della città alle recenti elezioni regionali, intende essere sempre più presente nel dibattito pubblico al fine di stimolare un vero cambiamento politico e culturale, a beneficio del bene comune.
Giovane di Saviano accoltellato dopo lite, sangue nel Nolano
Paura e tensione a Piazzolla di Nola, dove un giovane di 27 anni è rimasto ferito dopo essere stato colpito con un’arma da taglio. L’aggressione si è verificata al termine di una lite scoppiata nel primo pomeriggio e culminata, ore dopo, in un accoltellamento alla schiena.
La vittima, originaria di Saviano, si trovava nella frazione nolana quando è iniziato il diverbio. Secondo quanto emerso finora, la discussione avrebbe avuto origine per questioni di scarsa importanza, ma con il passare del tempo i toni si sarebbero accesi fino a degenerare in violenza. In un momento improvviso, l’aggressore avrebbe estratto un coltello e colpito il giovane alle spalle, dandosi poi alla fuga.
L’intervento dei soccorsi è stato immediato. Il ferito è stato assistito sul posto e successivamente trasportato in ospedale, dove i medici hanno provveduto alle cure del caso. Pur non risultando in pericolo di vita, l’episodio ha comunque destato forte preoccupazione tra familiari e conoscenti.
La notizia si è diffusa rapidamente in paese, suscitando sgomento tra i residenti. Ancora una volta, un contesto ordinario si è trasformato in teatro di violenza, alimentando il senso di insicurezza e il timore che simili episodi possano ripetersi. La comunità locale si interroga sulle cause profonde di questi comportamenti e sulla facilità con cui un litigio può sfociare in un gesto estremo.
Le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire con esattezza quanto accaduto. Sono in corso accertamenti per risalire all’identità dell’aggressore e comprendere il movente dell’azione. Gli inquirenti non escludono alcuna pista e proseguono le indagini per fare piena luce sull’accaduto.
Un fatto grave che riapre il dibattito sulla sicurezza e sulla necessità di intervenire prima che tensioni quotidiane si trasformino in tragedie.
Acerra, arrestato per le violenze dopo la separazione
È finito in carcere un uomo di circa 45 anni, residente ad Acerra, accusato di aver sottoposto la sua ex compagna a condotte vessatorie e aggressive protratte nel tempo. L’arresto è avvenuto nei giorni scorsi al termine di un’indagine coordinata dall’autorità giudiziaria.
Le indagini sono partite dalle segnalazioni della donna, che avrebbe raccontato agli investigatori una serie di episodi di violenza domestica, aggravatisi progressivamente dopo la fine della relazione. Gli accertamenti svolti hanno consentito di delineare un contesto di continui soprusi, confermati anche da altre persone ascoltate nel corso dell’inchiesta.
L’uomo, con precedenti per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti, è stato individuato in un’abitazione situata nei pressi di Caivano, dove si era rifugiato. Al momento del fermo non avrebbe mostrato atteggiamenti ostili. Dopo il trasferimento negli uffici di polizia, è stato condotto nel carcere di Poggioreale, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
La misura restrittiva è stata disposta per tutelare la vittima e prevenire ulteriori episodi di violenza. Secondo quanto emerso, la donna aveva già deciso da tempo di cambiare domicilio, interrompendo ogni rapporto con l’ex convivente per sottrarsi a una situazione divenuta pericolosa.
L’episodio evidenzia ancora una volta come la violenza all’interno delle mura domestiche rappresenti un fenomeno trasversale e complesso. Le forze dell’ordine ribadiscono l’importanza di chiedere aiuto e denunciare, strumenti fondamentali per spezzare il silenzio e impedire conseguenze più gravi.
Saviano, incendiata auto della polizia municipale
Un grave episodio criminale ha scosso la comunità di Saviano nelle ultime ore. Durante la notte, un’autovettura in dotazione alla Polizia Municipale è stata data alle fiamme da ignoti nei pressi della sede del Comando, generando forte preoccupazione tra cittadini e istituzioni. L’atto incendiario, avvenuto in un’area sensibile del territorio comunale, è ora al centro di un’intensa attività investigativa.
La vicenda è seguita con attenzione dalla Prefettura di Napoli. Il prefetto Michele di Bari ha disposto un immediato potenziamento dei servizi di controllo e vigilanza su tutta la zona interessata, con una presenza più incisiva delle forze dell’ordine. L’obiettivo è garantire sicurezza, prevenire ulteriori episodi e assicurare una risposta ferma e visibile dello Stato.
Proprio per affrontare la delicatezza della situazione, è stata convocata con urgenza una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si terrà presso il Palazzo di Governo. Il tavolo servirà ad analizzare nel dettaglio l’accaduto, valutare il contesto territoriale e definire ulteriori strategie operative.
Il prefetto ha espresso piena fiducia nel lavoro degli investigatori, sottolineando l’importanza del sistema di videosorveglianza attivo sul territorio comunale. Le immagini delle telecamere pubbliche e private rappresentano un elemento chiave per l’identificazione dei responsabili e per la ricostruzione precisa della dinamica dei fatti.
Al momento, nessuna ipotesi viene esclusa. Gli inquirenti stanno valutando diverse piste, che spaziano dal gesto dimostrativo alla possibile ritorsione legata a sanzioni amministrative, fino all’eventualità di un’azione dolosa più strutturata. L’individuazione degli autori resta una priorità assoluta.
L’episodio avviene in un contesto già complesso, segnato dalla presenza di una gestione commissariale e da un’attenzione costante delle forze di polizia sul territorio. Le indagini proseguono senza sosta, con l’obiettivo di fare piena luce su un atto che rappresenta un attacco diretto alle istituzioni e alla sicurezza collettiva.
La storia di Inter-Napoli
Nel posticipo della domenica sera, il Napoli è chiamato forse alla partita più importante della sua stagione a Milano contro l’Inter: in una situazione di emergenza totale dovuta agli infortuni, gli azzurri dovrebbero uscire dal Meazza almeno con un pari per continuare a considerarsi in lotta per il titolo.
Storicamente San Siro sponda nerazzurra è sempre stato un campo piuttosto ostico, con appena 9 vittorie su 79 precedenti in campionato. La prima volta che Inter-Napoli ha rappresentato una sfida scudetto è stata nella stagione 1986-87, con un 1-0 per i padroni di casa e un Maradona imbottito di antidolorifici. Un’altra vittoria di misura dell’Inter che ha poi significato scudetto per il Napoli è avvenuta nella stagione del terzo, quando si pensava che la testata di Dzeko avrebbe messo fine al periodo d’oro dei ragazzi di Spalletti e che invece è stata solo un incidente di percorso in un cammino straordinario.
Questa è stata anche l’ultima vittoria interna dell’Inter, mentre l’ultimo successo partenopeo risale al 30 aprile 2017 firmato Callejon con il suo marchio di fabbrica, il taglio alle spalle dei difensori su palla di Insigne. Gli ultimi due precedenti hanno visto entrambi dei pareggi per 1-1, ma sarà necessaria una prova di grande sacrificio e agonismo come quella dell’andata affinché il trend positivo possa continuare.
E alla fine Agatha Christie lo confessò: “Amo Miss Marple, Poirot talvolta mi innervosisce”
A cinquanta anni dalla morte Agatha Christie (15 settembre 1890- 12 gennaio 1976) resta la indiscussa regina del giallo che si definisce “classico” e che rispetta il modello delineato da Edgar Allan Poe e da Arthur Conan Doyle, creatore di Sherlock Holmes. La Christie trattò con grande abilità, soprattutto in “Assassinio sull’Orient Express”, anche “l’enigma dello spazio chiuso”: scoperto un delitto, gli investigatori dovevano prima di tutto capire come era riuscito l’assassino a “incontrare” la sua vittima sfuggendo all’attenzione di tutti coloro che stavano in quel luogo.
Hercule Poirot è il protagonista di 44 romanzi e 54 racconti: entra in scena nel 1920 con “Poirot a Styles Court”, esce di scena nel romanzo “Sipario”, ambientato anche questo a Styles Court – la storia finisce spesso là dove è iniziata – e scritto negli anni ’40, ma pubblicato dalla Christie nel 1975, un anno prima di morire. Più volte la scrittrice fece capire che non gli piaceva più parlare di Poirot, ma dovette sempre arrendersi alle pressioni dei lettori e delle case editrici. Con i suoi personaggi la Christie aveva un rapporto particolare: li “sentiva” come persone reali, capaci di muoversi e di pensare in autonomia, e non c’è dubbio sul fatto che questo rapporto era alimentato dalle “incarnazioni” cinematografiche, da Austin Trevor e da Tony Randall che interpretavano Poirot e da Margaret Rutherford che “prestava “ corpo e volto a Miss Marple ( scrivono che la Christie non apprezzava certi aspetti dell’arte della Rutherford, ma non poteva negare che la sua fosse una interpretazione “potente”).
Dunque, a un certo punto la scrittrice incominciò a non sopportare più i vezzi, le moine, la vanità, i modi e i comportamenti dell’investigatore belga emigrato in Inghilterra e ammise che appariva un po’ ridicolo questo ometto paffuto che parlava continuamente delle sue “celluline grigie”. Nel 1930 Miss Marple fece il suo debutto in letteratura, nel romanzo “Morte nel villaggio”, a cui seguirono altri undici romanzi. E mentre Poirot è in continuo movimento, Miss Marple raramente si allontana da St. Margaret Mead, un piccolo villaggio della campagna inglese. Questa simpatica e dolce vecchietta, alta, slanciata, con gli occhi azzurri e i capelli bianchi, a differenza di Poirot, si trova quasi sempre coinvolta per caso nelle indagini sui delitti che “macchiano” la vita del villaggio, e, come Poirot, mette a frutto la sua profonda conoscenza della natura umana, il cui studio costituisce il suo passatempo: «vivendo così soli, in una parte del mondo quasi remota, è necessario avere un passatempo.
Ci si può occupare naturalmente dei lavori a maglia, delle ragazze esploratrici, delle opere di beneficenza, come ci si può divertire a dipingere dei bozzetti, ma il mio passatempo è sempre stato “la natura umana”. Così varia e così affascinante! E naturalmente in un piccolo villaggio, senza altre distrazioni, non manca il modo di approfondire questo studio. Si finisce per classificare le persone proprio come se fossero uccelli, fiori, gruppo così e così, genere tale, specie talaltra. Qualche volta capita di sbagliare, naturalmente, ma col passare del tempo gli errori sono meno frequenti.
E poi si fanno le riprove” (Da “La morte nel villaggio”). “Miss Marple si intrufolò così silenziosamente nella mia vita, che quasi non mi accorsi del suo arrivo. Scrissi una serie di racconti per una rivista, immaginando che in un villaggio, sei persone si riunissero una volta alla settimana per raccontare qualche caso rimasto insoluto. Iniziai con Miss Jane Marple, un tipo di anziana signora che avevo visto frequentemente in casa di zia-nonnina, a Ealing, e simile a tante altre incontrate nei vari villaggi dei miei soggiorni giovanili. Miss Marple era molto più zitellesca e ansiosa di zia-nonnina, ma aveva una cosa in comune con lei; nonostante la sua cordialità si aspettava sempre il peggio da tutto e da tutti e le sue previsioni si dimostravano quasi sempre esatte. Non mi sorprenderei affatto se le cose stessero così”, diceva la nonna, scuotendo il capo con aria minacciosa. Non aveva il minimo elemento per fare una simile affermazione, ma il fatto sorprendente era che le cose stavano esattamente come diceva lei. (Agatha Christie, La mia vita, traduzione di Maria Giulia Castagnone, Mondadori, 1978, pag. 510). Non c’è dubbio: in Miss Marple c’è molto di Agatha Christie.
Profumi San Marino: come un brand digitale ha cambiato il mercato dei profumi equivalenti
Profumi San Marino è riuscito a diventare uno dei leader del settore delle fragranze equivalenti. I motivi del suo successo sono molteplici: dalla qualità dei suoi prodotti all’assistenza, dall’affidabilità alla consegna in tempi rapidi.
Negli ultimi anni il settore degli equivalenti ha preso sempre più piede, manifestando interesse al punto tale da diventare un vero e proprio consumo di massa.
L’approccio innovativo adottato da Profumi San Marino ha contribuito a rendere il mercato dei profumi equivalenti più accessibile e trasparente.

