Prefetto convoca il Comitato per l’ordine pubblico a Pomigliano d’Arco dopo l’esplosione in banca

POMIGLIANO D’ARCO – A poche ore dal grave episodio avvenuto nella notte ai danni di un istituto di credito cittadino, il Prefetto di Napoli Michele di Bari ha disposto la convocazione urgente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La riunione straordinaria si terrà oggi, 9 gennaio, alle ore 13, presso il Palazzo Municipale di Pomigliano d’Arco.

A renderlo noto è stato il sindaco Raffaele Russo, che ha riferito di essere stato contattato telefonicamente in mattinata dal Prefetto, immediatamente dopo l’episodio che ha destato forte allarme in città. Nella notte tra mercoledì e giovedì, ignoti hanno infatti fatto esplodere un ordigno all’esterno della filiale BNL di via Passariello, nel tentativo di asportare il bancomat. Solo per circostanze fortuite non si sono registrati feriti.

«Ringrazio il Prefetto per la prontezza e l’attenzione dimostrata verso la nostra comunità – ha dichiarato il primo cittadino –. La convocazione immediata del Comitato rappresenta un segnale importante di vicinanza istituzionale e di risposta concreta a un episodio di estrema gravità».

Nel corso dell’incontro saranno analizzati nel dettaglio i fatti accaduti e valutate le condizioni di sicurezza sul territorio comunale. Al centro del confronto anche l’eventuale adozione di misure straordinarie per rafforzare i controlli e la presenza delle forze dell’ordine, al fine di prevenire nuovi episodi criminosi e ristabilire un clima di serenità tra i cittadini.

L’amministrazione comunale ha assicurato la massima collaborazione con le autorità competenti, ribadendo la necessità di un’azione coordinata e incisiva per contrastare fenomeni che mettono a rischio la sicurezza pubblica e il tessuto economico locale.

Paura ad Afragola: autocarrozzeria in fiamme dietro l’Ikea

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Un incendio di vaste proporzioni ha scosso la tranquillità di Afragola nelle prime ore di oggi. Le fiamme hanno interessato un’autocarrozzeria situata alle spalle dell’area commerciale dell’IKEA Afragola, sprigionando un’enorme nube di fumo che ha oscurato il cielo e reso l’aria irrespirabile per diversi minuti.

L’incendio è stato segnalato da più cittadini, allarmati dal forte odore di bruciato e dal fumo denso che si è rapidamente alzato in cielo. La visibilità del fumo anche dalla Autostrada Napoli–Roma ha fatto temere il peggio, con molti automobilisti che hanno rallentato la marcia per capire cosa stesse accadendo.

Immediato l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno raggiunto la zona con più mezzi per domare il rogo ed evitare che le fiamme si propagassero ad altre strutture vicine. Le operazioni di spegnimento sono state complesse a causa della presenza di materiali combustibili e di veicoli all’interno dell’officina.

Nonostante la violenza dell’incendio, il bilancio è fortunatamente positivo sul fronte della sicurezza: non si registrano feriti né persone coinvolte. La zona è stata temporaneamente interdetta al traffico per consentire le operazioni di emergenza in piena sicurezza.

Le autorità competenti hanno avviato gli accertamenti per stabilire le cause dell’incendio. Solo al termine delle verifiche sarà possibile chiarire se si sia trattato di un evento accidentale o di un episodio legato a fattori esterni. L’episodio ha comunque suscitato forte preoccupazione tra residenti e lavoratori della zona.

Niente smartphone prima dei 13 anni: l’allarme dei pediatri

La Società Italiana di Pediatria invita a rimandare l’uso autonomo di smartphone e social network prima dei 13 anni. L’obiettivo è proteggere lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei più piccoli, riducendo i rischi legati a sonno, linguaggio e benessere psicofisico.    

Smartphone e social: cosa dicono i pediatri

Secondo i pediatri italiani, l’uso precoce di smartphone e social network rappresenta un rischio concreto per la salute e lo sviluppo dei più piccoli. Le più recenti indicazioni della Società Italiana di Pediatria (SIP) invitano le famiglie a rimandare il più possibile l’accesso autonomo ai dispositivi digitali, raccomandando di evitare sia lo smartphone personale sia l’utilizzo dei social media prima dei 13 anni.

Proteggere lo sviluppo dei più piccoli

Alla base di queste raccomandazioni c’è la tutela dello sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo di bambini e ragazzi. I pediatri sottolineano come l’esposizione eccessiva agli schermi, soprattutto in età precoce, possa interferire con processi fondamentali come il linguaggio, il sonno e la capacità di instaurare relazioni reali. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di accompagnarla con gradualità, presenza adulta e consapevolezza.

I numeri che preoccupano

I dati raccolti dagli esperti sono eloquenti. Un aumento di appena mezz’ora al giorno davanti agli schermi può raddoppiare il rischio di ritardi nello sviluppo del linguaggio nei bambini sotto i due anni. Nella fascia tra i 3 e i 5 anni, ogni ora trascorsa davanti a un dispositivo elettronico sottrae in media 15 minuti di sonno, con ricadute sul benessere generale. Inoltre, superare i 50 minuti quotidiani di esposizione agli schermi è associato a un incremento del rischio di sovrappeso e ipertensione già a partire dai tre anni di età.

Alternative alla tecnologia

Per questo la SIP invita a privilegiare attività alternative: gioco libero, movimento all’aria aperta, lettura condivisa e momenti di socialità reale. Quando i dispositivi vengono utilizzati, è fondamentale che ciò avvenga sotto la supervisione di un adulto, con tempi limitati e contenuti adeguati all’età.

Un investimento sulla salute futura

Rinviare l’ingresso nel mondo degli smartphone e dei social non è una privazione, ma una scelta di prevenzione. Secondo i pediatri, è un investimento a lungo termine sulla salute dei bambini, capace di favorire un sonno migliore, relazioni più solide e un equilibrio emotivo più stabile in una fase cruciale della crescita.

I cinque centesimi che paralizzano la Tangenziale: quando il resto diventa un problema

  Tangenziale di Napoli, dal 1° gennaio 2026 il pedaggio passa da 1 euro a 1,05. Cinque centesimi che, però, stanno costando tempo, nervi e traffico agli automobilisti. Cinque centesimi. Una cifra apparentemente irrisoria che, nella pratica quotidiana, sta trasformando il semplice gesto di pagare il casello della Tangenziale di Napoli in un’odissea. Dal 1° gennaio 2026 l’aumento del pedaggio da 1 euro a 1,05 euro ha innescato un disagio diffuso e prevedibile: la mancanza di monete, le macchinette che si bloccano, le file che si allungano. Il risultato? Anche quindici minuti per superare un casello, soprattutto nelle ore di punta. Quando la moneta manca, la macchinetta va in tilt e l’intervento dell’operatore diventa inevitabile, rallentando ulteriormente il flusso. La scena si ripete ogni giorno: clacson, motori accesi, nervosismo crescente. Un disagio che pesa su lavoratori, pendolari, famiglie, e che si somma al traffico già critico di una delle arterie più congestionate d’Italia. Per molti, quei cinque centesimi non sono solo un aumento del pedaggio, ma il simbolo di una gestione poco attenta alle reali abitudini degli utenti. In un’epoca di pagamenti digitali e telepedaggio, l’assenza di soluzioni immediate ed efficienti appare ancora più evidente. Non tutti hanno il Telepass, non tutte le corsie sono adeguatamente attrezzate, e il contante – soprattutto le monetine – resta un collo di bottiglia. La domanda che circola tra gli automobilisti è semplice: era davvero necessario fissare il pedaggio a 1,05 euro senza prevedere misure per evitare il caos? Perché non arrotondare, o potenziare in modo deciso i sistemi di pagamento elettronico? Intanto, sulla Tangenziale di Napoli, cinque centesimi continuano a costare minuti preziosi, pazienza e serenità. E a dimostrare che, a volte, non sono le grandi cifre a creare i problemi più grossi, ma i dettagli mal gestiti.

Freddo fatale: muore mentre prepara l’auto dopo la cena con gli amici

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La neve, il freddo intenso e uno sforzo improvviso. Sarebbe stato un mix letale a stroncare la vita di Giovanni De Rosa, 64 anni, morto improvvisamente a Pescocostanzo dopo una serata trascorsa in compagnia. L’uomo, originario di Villaricca, era un frequentatore abituale dell’Alto Sangro, meta che amava e che sceglieva spesso per le sue vacanze invernali. La tragedia si è consumata poco dopo l’uscita da un ristorante del centro, dove De Rosa aveva partecipato a una cena conviviale con amici e parenti. All’esterno, la situazione meteorologica era peggiorata: una nevicata abbondante aveva reso il fondo stradale scivoloso e le temperature si erano abbassate rapidamente. Per prepararsi alla partenza, il 64enne si è diretto verso la sua auto con l’obiettivo di montare le catene da neve. Secondo quanto emerso, mentre si chinava e si muoveva attorno al veicolo per sistemarle correttamente, lo sforzo fisico, unito al gelo della notte di montagna, avrebbe provocato un improvviso arresto cardiaco. De Rosa si è accasciato sul terreno innevato senza riuscire a chiedere aiuto. A preoccuparsi sono stati gli amici rimasti al ristorante, che, dopo averlo cercato a lungo al telefono e non vedendolo rientrare, hanno raggiunto l’auto. La scena che si sono trovati davanti è stata drammatica: l’uomo era immobile e privo di sensi. Immediata la chiamata al 118. I soccorritori di Pescocostanzo e Castel di Sangro sono intervenuti rapidamente, avviando le manovre di rianimazione nonostante le condizioni meteo proibitive. Ogni tentativo di ripristinare battito e respirazione, però, si è rivelato inutile. I carabinieri hanno ricostruito l’intera dinamica, escludendo responsabilità esterne. La Procura di Sulmona, accertata la natura non violenta dell’evento, ha autorizzato la restituzione della salma ai familiari.

Dopo le feste, il corpo chiede movimento: perché l’attività fisica conta più dell’età

Dopo gli eccessi delle festività, tornare a muoversi non serve solo a “rimettersi in forma”. Studi scientifici dimostrano che la perdita di forza e muscoli non è legata tanto all’età quanto alla sedentarietà: restare attivi può proteggere il corpo e l’autonomia anche dopo i 60 e 70 anni.

Dopo gli eccessi delle festività natalizie e di Capodanno, in molti si sentono appesantiti, gonfi, con la sensazione di dover “rimettere in moto” il corpo. Gennaio, da questo punto di vista, è da sempre il mese dei buoni propositi. Ma c’è una ragione che va oltre il semplice recupero della forma fisica: muoversi può incidere in modo concreto su come invecchiamo.

Per molto tempo si è pensato che la perdita di massa muscolare e di forza fosse una conseguenza inevitabile dell’età. In realtà, diversi studi scientifici suggeriscono che il fattore decisivo non sia tanto l’invecchiamento biologico quanto la progressiva inattività. A dimostrarlo è una ricerca pubblicata nel 2011 sul Journal of Applied Physiology, che ha analizzato un gruppo di “master athletes”, atleti amatoriali di alto livello tra i 40 e gli 81 anni, abituati ad allenarsi con costanza quattro o cinque volte a settimana.

Per evitare il confronto con persone sedentarie, i ricercatori hanno selezionato esclusivamente corridori, ciclisti e nuotatori molto attivi. Attraverso risonanze magnetiche e test di forza, sono state valutate la massa muscolare, l’area dei principali gruppi muscolari e la presenza di grasso intramuscolare.

I risultati hanno messo in discussione una delle convinzioni più radicate sull’invecchiamento: negli atleti che restano attivi nel corso della vita, la struttura del muscolo rimane sorprendentemente stabile. In particolare, l’area del quadricipite non mostra il tipico restringimento osservato negli anziani sedentari e non si registra l’aumento di grasso all’interno del muscolo. Anche la forza, rapportata alla dimensione muscolare, non subisce un declino marcato: dopo una lieve variazione intorno ai 60 anni, non emergono crolli significativi nemmeno oltre i 70.

Secondo gli autori dello studio, gran parte di ciò che attribuiamo all’età potrebbe essere in realtà l’effetto di anni di disuso. L’attività fisica regolare agisce come una vera protezione contro la perdita di autonomia, il rischio di cadute e il declino funzionale, contribuendo a mantenere equilibrio, stabilità e forza.

Non si tratta di diventare atleti professionisti, ma di ripensare le abitudini quotidiane. Camminare di più, riprendere uno sport o muoversi con costanza può fare la differenza. E forse, dopo le feste, questo è il miglior punto di partenza: investire nel movimento come forma di cura a lungo termine.

PERstradaPERcaso, la Napoli dei Rap e dei mercatini senza colori…

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La cronaca di questi giorni AHIMÈ, sta raccontando il degrado dilagante nella #MagicaNapoliMia. Mentre i social la magnificano e la raccontano per ogni sua peculiarità, è da un po’ che si sta creando una emergenza che alimenta la cronaca quotidiana. Parlo dei mercatini della MONNEZZA che stanno infestando anche le più rinomate piazze cittadine ed è proprio in una di queste, Piazza GARIBALDI, che l’estro, motore dei miei racconti #PerStradaPercaso, ha incontrato un curioso personaggio, la cui momentanea simpatia ha smorzato l’indignazione per l’incuria riscontrata in frequentate aree pedonali, utilizzate da cittadini e turisti in arrivo alla stazione Centrale di Napoli, invase dalla MONNEZZA esibita in bella mostra. O’FATT È CCHIST…STATEM A SENTI`! Mi trovavo alla Stazione Centrale di Napoli per una commissione, quando una folla di persone agitate, ha attirato la mia attenzione. Assistevano  incuriositi, allo sgombero forzato, da parte dei vigili  urbani e polizia, di un marciapiede occupato dalla copiosa merce recuperata dai cassonetti da extracomunitari e rom – solite cose…borse…cinture…abiti dismessi… etc. Il surriscaldarsi degli animi, appunto motivo di attenzione da parte della gente, come nel film di Luciano De Crescenzo, “Così Parlo’Bellavista”, ha scatenato la reazione di un ragazzo accanto a me; un tipo particolare nel suo genere per come si presentava: piccoletto, con anello al naso, rasta e pantaloni abbondanti che senza alcun ritegno, pur non avendo un fisico da gladiatore, ha cominciato ad urlare colorati, energici epiteti nei confronti dei vigili, incurante forse  per la giovane eta’ delle possibili conseguenze . Per evitargli il peggio allora, ho provato a calmarlo: ”ascolta- gli ho suggerito-ma lo sai che é  pericoloso rivolgerti in questi termini alle forze dell’ordine mentre eseguono il proprio dovere? ” e lui, ed è stata questa l’ ispirazione, – fissandomi con sconcertante spontanea determinazione,  mi ha  risposto:  testuali parole: ” capooo IO SO`RAP,  se permettete  pozz parla`e quann parlo dico semp a verità- concludendo- E CAI`…o’frat tuoje? “(*) , volendo intendere confidenzialmente nel suo slang: MI SONO SPIEGATO? Quella ribellione emotiva , dal suo puntino di vista, era la sua verità, quale spettatore e protagonista di un fatto, secondo lui ingiusto, di cronaca metropolitana. Così è nato il personaggio ” Io So`Rep se permettete “, che per la sua veracità  ha intitolato questa breve  storia, lasciandomi tuttavia l’amaro in bocca per lo scempio che irrispettosamente deturpa ed offusca ogni giorno i colori della nostra città e che tristemente mi ha fatto pensare: “#PoveraNapoliMia,  non ci saranno più poeti a cantare le tue beltà se non venditori d’immagini a mostrarne le povertà.” cit.©` BUON ANNO per #Legatialfilo2026 Ciro NOTARO autore #PerStradaPerCaso Il Mediano.it

Sabato 10 gennaio, a Poggiomarino, la presentazione ufficiale dell’Archeofestival 2026

Riceviamo e pubblichiamo Sarà presentato ufficialmente sabato 10 gennaio 2026, alle ore 10.30, presso il Cineteatro Eliseo di Poggiomarino, il nuovo Archeofestival 2026, giunto alla sua quarta edizione. Nel corso della conferenza stampa di lancio verrà illustrato il nuovo percorso della manifestazione, che da gennaio a luglio attraverserà l’intera Campania con un fitto calendario di appuntamenti culturali. L’Archeofestival, promosso dal Gruppo Archeologico “Terramare 3000”, con la collaborazione di numerose associazioni, è un tour culturale itinerante dedicato alla valorizzazione del patrimonio archeologico, storico e antropologico regionale. Il tema dell’edizione 2026, “Spazi ludici, tempi sacri”, guiderà un percorso di riflessione sul rapporto tra ritualità, festa e comunità, mettendo in dialogo il mondo antico con la società contemporanea. Sono previste visite guidate, narrazioni, reading poetici e momenti di approfondimento, che toccheranno alcuni tra i più significativi siti archeologici e luoghi simbolo della Campania. Il calendario prenderà il via il 18 gennaio 2026 con la visita all’Anfiteatro e al Museo dei Gladiatori di Santa Maria Capua Vetere e al Museo Campania di Capua e proseguirà il 1° febbraio tra il Museo Archeologico Nazionale dell’Agro Atellano di Succivo e Sant’Arpino. Il viaggio continuerà il 14 febbraio ad Atripalda e Mirabella Eclano, il 1° marzo a Pontecagnano, il 21 marzo nel Sannio con la visita al Castello di Montesarchio e al Museo archeologico e la narrazione dei Riti Settennali di Guardia Sanframondi e l’11 aprile tra Nocera Inferiore e Nocera Superiore. A maggio le tappe interesseranno Benevento (3 maggio) e Avella (16 maggio), mentre il 30 maggio l’Archeofestival farà tappa tra Castellammare di Stabia e la Reggia di Quisisana e il 21 giugno nei Campi Flegrei, tra Bacoli e Pozzuoli. La manifestazione si concluderà il 4 luglio 2026 con l’ultima tappa al Parco Archeologico Naturalistico di Longola, a Poggiomarino, dove si terrà anche la cerimonia finale del Premio Archeofestival. Tutte le attività dell’Archeofestival sono gratuitamente accessibili, comprese le visite ai siti archeologici e ai musei.

Tre ragazzini scaraventano bidone contro straniero in bici

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Ad Afragola l’ennesimo episodio di violenza: tre ragazzini hanno lanciato un bidone addosso ad uno straniero che andava in bicicletta

Ormai la violenza gratuita ed il bullismo sono delle problematiche che si presentano all’ordine del giorno, specialmente nelle generazioni più giovani.

Questa di oggi è la dimostra che, nonostante tutte le campagne di sensibilizzazione sull’argomento, parlare di questa problematica non è mai abbastanza.

Qui, oltre a palesarsi la piaga sociale del bullismo, si parla anche di razzismo. Spesso questi episodi possono passare per scherzi innocenti di bambini, delle “ragazzate”, ma non bisogna mai accettare comportamenti del genere e denunciare quando si assiste a scenari simili.

L’episodio di oggi si è verificato ad Afragola, dove un uomo ha ripreso in un video la scena, per poi inviarla al deputato Francesco Emilio Borrelli.

Stando al filmato condiviso sui social, i tre ragazzi avrebbero lanciato il bidone contro un uomo straniero a bordo di una bicicletta, per poi scappare ridendo.

Borrelli, a commento del video, dichiara: “Quello che accade ad Afragola non è un fatto isolato ma l’ennesima spia di un degrado culturale che colpisce soprattutto i più giovani. Quando bambini e adolescenti insultano, minacciano e umiliano una persona per il colore della pelle o per la sua condizione, magari al solo scopo di “divertirsi”, significa che qualcuno ha fallito prima: la famiglia, le istituzioni, lo Stato. Non possiamo pretendere che i cittadini intervengano in ogni occasione mettendo a rischio la propria incolumità, ma è fondamentale che si continui a denunciare. Solo facendo emergere questi episodi possiamo pretendere risposte concrete”.

Con lo stesso pensiero si è schierato anche Salvatore Iavarone, responsabile territoriale di Europa Verde: “Chi ama Afragola non la difende negando l’evidenza, ma affrontando i problemi. Il razzismo, il bullismo e la violenza tra minori non si combattono con l’indignazione a giorni alterni o con i commenti sui social, ma con politiche educative serie, presenza sul territorio e sostegno alle scuole e alle famiglie. Non possiamo accettare che una persona abbia paura di intervenire perché sola in una piazza deserta: questa è una sconfitta per tutti”.

A conclusione, Iavarone e Borrelli esprimono solidarietà per la vittima: “Esprimiamo solidarietà alla vittima e a chi ha avuto il coraggio di segnalare quanto accaduto.

Afragola non è questa, ma diventerà davvero una città migliore solo quando smetteremo di voltarci dall’altra parte e inizieremo a prenderci tutti la responsabilità di ciò che accade”.

L’episodio ha creato scandalo e scompiglio sui social, tantissimi i commenti di persone indignate che chiedono giustizia per la vittima e condannano le famiglie dei ragazzi, accusandole di non aver dato una giusta educazione ai propri figli.

Fonte foto: Pagina Facebook Francesco Emilio Borrelli

Termovalorizzatore, ok dell’Osservatorio al Comune: più screening e verifiche sull’inquinamento

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Osservatorio sul Termovalorizzatore, accolte le proposte del Comune di Acerra.   ACERRA – Si è conclusa la prima fase delle attività dell’Osservatorio Regionale sul Termovalorizzatore di Acerra, tra i cui componenti c’è il Comune di Acerra rappresentato dal Sindaco. La relazione condivisa sintetizza i profili e le conclusioni salienti dei lavori svolti nel corso degli incontri e costituisce uno strumento indispensabile per le azioni di competenza della Regione Campania.   “Tale relazione – sottolinea il sindaco di Acerra Tito d’Errico – recepisce in pieno tutte le proposte avanzate dal Comune di Acerra. I dati ambientali disponibili, infatti, esigono un maggiore approfondimento degli aspetti che riguardano la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Il principio di precauzione, inoltre, ci indica la necessità di adottare interventi immediati a difesa della popolazione”.   Queste, in sintesi, le proposte del Comune di Acerra presenti nella relazione:
  • istituzione e insediamento di un organismo di controllo indipendente per la qualità dell’aria;
  • ampliamento dei parametri di riferimento per le misurazioni della qualità dell’aria con un approfondimento delle attività di monitoraggio delle rilevazioni;
  • verifiche sui metalli presenti al suolo;
  • allargare gli screening per fasce di età e tipologia di patologie;
  • campagna di comunicazione per prevenzione sanitaria e corretti stili di vita.
  “Ringrazio il presidente dell’Osservatorio, l’avv. Stefano Sorvino e tutti i componenti dell’organismo per l’impegno profuso e l’importante lavoro unitario realizzato. Sono certo – aggiunge il sindaco – che la Regione Campania, proprietaria dell’impianto, sarà sensibile alle proposte dell’Osservatorio con l’obiettivo comune di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini”.   La prima relazione dell’Osservatorio Ambientale Regionale sul Termovalorizzatore di Acerra è consultabile sul portale web del Comune di Acerra.