Polizia sventa furto d’auto a Volla, due fermati
Afragola, cade l’amministrazione Pannone: sette consiglieri di maggioranza firmano le dimissioni
SuperEnalotto, la fortuna bussa a Sant’Anastasia: centrato un “5” da oltre 25mila euro
Il linguaggio dell’empatia: come farsi sentire e capire
EMPATIA: tecniche pratiche per un linguaggio empatico
– ascolto attivo e pausa breve: silenzio di due secondi prima di rispondere, segnali non verbali, niente interruzioni. – parafrasi e verifica: se ho capito bene, per te il punto critico è la scadenza, giusto. Restituisce ordine e rispetto. – etichettatura emotiva: sento frustrazione per la mancanza di risorse. Nominare calma, non giudica. – domande aperte e gentili: cosa renderebbe questa soluzione sostenibile anche per te. Aprono opzioni, non processi. – messaggi in prima persona: io vedo, io propongo, io chiedo. Evitano l’accusa e chiariscono responsabilità. – e invece di ma: unisce punti di vista e riduce la contrapposizione. – richiesta chiara: cosa serve, perché è utile a tutti, entro quando.EMPATIA: esempi in ambito professionale
– feedback difficile: ho apprezzato la tua energia in riunione e noto che i tempi sono sforati di 15 minuti. Per la prossima, restiamo nei 10 minuti e inviamo i dettagli via mail. – cliente sotto pressione: capisco l’urgenza. Possiamo consegnare la versione base lunedì e l’upgrade venerdì. Preferisci priorità su report o dashboard. – team in conflitto: sento preoccupazione sul carico. Ridistribuiamo le attività per due settimane e facciamo un check a fine sprint.EMPATIA: esempi nella vita quotidiana
– con il partner: quando arrivano messaggi di lavoro a cena mi sento messa in secondo piano. Possiamo tenerci 30 minuti offline dopo le 20. – con un’amica: ti vedo stanca, ti va se domani porto io i bambini a calcio così tu riposi un’ora.Comunicazione empatica per ragazzi
– compiti di gruppo: capisco che preferisci la parte creativa. Io mi prendo ricerca e fonti, tu grafica e slide. Mercoledì ci scambiamo le bozze. – social e fraintendimenti: quel post mi ha fatto sentire escluso. Possiamo parlarne oggi dopo scuola e chiarire con una storia condivisa. – con i genitori: so che vi preoccupa il rientro tardi. Proviamo due sabati con rientro alle 22:30, vi condivido la posizione e rispondo entro 5 minuti ai messaggi. Se fila liscio, valutiamo le 23. – in squadra: ho capito che ti ha dato fastidio l’azione individuale. La prossima giocata cerco la triangolazione, rivediamo insieme quel passaggio in allenamento. Allenare l’empatia richiede cura di sé. Se sono regolata, posso regolare la conversazione. Bastano tre passi: respiro, sintesi dei fatti, riconoscimento dell’emozione, proposta concreta. La formula è semplice: vedo, sento che, propongo. Il linguaggio dell’empatia non è buonismo: è precisione relazionale. Trasforma l’energia del conflitto in collaborazione, fa crescere l’autostima perché ci fa sentire efficaci con noi stessi e con gli altri. Ed è così che ci facciamo sentire e, finalmente, capire.Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia: al Secondo Circolo di Somma Vesuviana apre il Presidio Nati per Leggere
Famiglia rapinata in casa a San Sebastiano, il Sindaco scrive al Prefetto
A pochi giorni dal tragico evento che ha colpito una famiglia di San Sebastiano, sequestrata in casa da una banda di sei rapinatori, il Sindaco ha mandato un messaggio di vicinanza alle vittime
Il Sindaco Peppe Panico ha dichiarato di aver richiesto al Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, rinforzi sul territorio per garantire sicurezza e protezione alla comunità.
Panico ha voluto poi smentire pettegolezzi usciti in questi giorni sulla provenienza del bottino dei rapinatori, affermando che tutto ciò che possiede la famiglia è tutto frutto di duro e onesto lavoro.
“SOSTEGNO AI CONCITTADINI RAPINATI IN CASA
A seguito della nota vicenda che ha colpito ancora una volta la nostra cittadinanza con atti predatori da parte della banda di criminali, dopo aver portato la vicinanza della Comunità tutta alla famiglia coinvolta ed aver manifestato pieno sostegno alle forze dell’Ordine impegnate nelle indagini, ho inoltrato formale richiesta di ulteriori rinforzi di uomini e mezzi al Prefetto di Napoli dott. Michele Di Bari, al fine di potenziare I servizi di sicurezza al territorio ed assicurare i colpevoli alla giustizia.
In queste giornate concitate mi preme inoltre rappresentare i ringraziamenti della famiglia che, seppur fortemente provata emotivamente, sta apprezzando la vicinanza che sta attestando l’intera Comunità in questo momento di difficoltà, ed è bene chiarire che è stata colpita una famiglia di umili ed onesti lavoratori, ben voluti da tutti, al momento concentrati sul sostegno emotivo dei propri figli più che per i danni materiali, restando ancora increduli per l’aggressione predatoria subita,
Ritengo doveroso smentire categoricamente le illazioni che girano sui social riguardo alla parte materiale del danno, frutto di onesto lavoro manuale e di un salvadanaio frutto di sacrifici, messi da parte per raggiungere in visita ad un famiiare all’estero.
Invito tutti a stringersi intorno ai nostri concittadini, aiutandoli a superare questo terribile momento ed auspicando un rapido ritorno alla meritata serenità.” Ha detto il Sindaco in un post su facebook.
L’episodio ha scatenato l’ira della popolazione, chiedendosi quando si potrà tornare a fare sonni tranquilli. La vicinanza alla famiglia non manca e ognuno cerca di fare la sua parte, sperando che il tutto si risolva al più presto e che queste vicende finiscano il prima possibile.
Bollino Rosa per cinque Ospedali campani del gruppo Neuromed
Riceviamo e pubblichiamo
Fondazione Onda ETS: continua a crescere il circuito degli Ospedali con il Bollino Rosa, premiate 370 realtà nel nostro Paese
27 novembre 2025 – Fondazione Onda ETS, che da vent’anni promuove un approccio alla salute orientato al genere, ha assegnato il Bollino Rosa per il biennio 2026-2027 durante la cerimonia svoltasi presso il Ministero della Salute.
Cinque ospedali campani, parte del Gruppo Neuromed, hanno ricevuto il nuovo riconoscimento per gli anni 2026-2027 per l’impegno verso la prevenzione e la cura delle patologie femminili e in generale della salute della donna. A ritirare il riconoscimento consegnato ufficialmente oggi a Roma presenti il Presidente del Gruppo Neuromed, Marco Patriciello, e la Responsabile dell’Aria Compliance, Chiara Di Palma.:
Casa di cura Trusso Clinica Polispecialistica, Ottaviano: 3 bollini
Hippocratica SpA – Casa di Cura Villa Del Sole, Salerno: 3 bollini
ICM – Istituto Clinico Mediterraneo S.p.A., Agropoli: 2 bollini
Malzoni Research Hospital SPA, Avellino: 3 bollini
IOS Casa di Cura – Presidio Via Felice Pirozzi, Pomigliano: 2 bollini
Questo è un riconoscimento biennale che Fondazione Onda ETS attribuisce dal 2007 agli ospedali che offrono servizi di prevenzione, diagnosi e cura, non solo delle specifiche problematiche di salute femminile, ma anche di quelle patologie trasversali a uomini e donne, per cui vengono realizzati percorsi ospedalieri ’in ottica di genere’. I 370 ospedali premiati con il ‘Bollino’ acquisiscono un valore distintivo e differenziante nel panorama sanitario nazionale. Questi ospedali fanno parte di una rete virtuosa istituzionalmente riconosciuta, contraddistinta per l’impegno e l’attenzione alle esigenze di salute femminile e il supporto offerto alle donne nell’identificazione consapevole del luogo di cura più appropriato. Tra le 18 specialità cliniche considerate, quest’anno sono state inserite per la prima volta l’Oftalmologia e la Medicina del Dolore e Disciplina del Dolore ed è stata reinserita la Pediatria.
«Il lavoro fatto in queste 12 edizioni del Bollino Rosa è importante per rinnovare la nostra attenzione nei confronti della salute orientata al genere femminile. Questo ampliamento della rete evidenzia il nostro impegno ventennale e quotidiano: la nostra missione è stimolare gli ospedali nell’adottare un approccio attento alle specifiche esigenze della donna in ogni fascia d’età e incoraggiare altresì le donne ad accedere a quelli che sono i percorsi di prevenzione, diagnosi e cura che gli ospedali del network offrono – commenta Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda ETS – Crediamo che alimentare la conoscenza e sviluppare consapevolezza siano passi cruciali per tutelare la propria salute e compiere scelte informate per preservarla. Per questa ragione, nel corso degli anni abbiamo organizzato numerose iniziative e progetti pensati per diffondere informazioni e promuovere su tutti i livelli una cultura della salute genere-specifica e soprattutto, rendere la salute delle donne una priorità condivisa e ben supportata».
Ogni due anni Fondazione Onda ETS apre un Bando a cui gli ospedali possono candidarsi e ricevere da 0 a 3 ‘Bollini’ sulla base di alcuni criteri valutati con un questionario di oltre 500 domande: presenza di specialità cliniche femminili o trasversali uomo-donna che necessitano di un percorso dedicato al femminile, appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici in ottica multidisciplinare, offerta di servizi relativi all’accoglienza, alla degenza e alla violenza sulle donne e sugli operatori. Un Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma valida l’assegnazione tenendo in considerazione anche elementi qualitativi di particolare rilevanza (servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari ecc..).
«Quando nel 2007 immaginammo il Bollino Rosa, non avremmo mai previsto il successo che avrebbe avuto. Oggi, grazie all’impegno dei professionisti sanitari, il network conta 370 ospedali che offrono percorsi di cura pensati per le donne. I Bollini Rosa, assegnati ogni due anni, premiano le strutture che garantiscono specialità dedicate, percorsi multidisciplinari gender-oriented, servizi di accoglienza qualificati e supporto alle vittime di violenza. Il nostro obiettivo è chiaro: arrivare a un’Italia in cui ogni ospedale possa vantare almeno un Bollino Rosa, riconoscendo il valore della salute femminile come diritto fondamentale», dichiara Walter Ricciardi.
Quest’anno sono stati 145 gli ospedali insigniti con 3 Bollini, 183 con 2 e 42 con un Bollino. Gli ospedali consolidano la propria reputazione e attraverso l’appartenenza al network, hanno la possibilità di partecipare alle iniziative organizzate dalla Fondazione, come gli (H) Open Day, (H) Open Weekend e (H) Open Week, che offrono servizi gratuiti alla popolazione. Il network Bollino Rosa è inoltre uno strumento di orientamento che supporta le donne nella scelta consapevole dell’ospedale per accedere a percorsi di prevenzione, diagnosi e cura in ottica di genere, permette di ottenere informazioni chiare sui servizi offerti dagli ospedali e semplifica la ricerca di servizi tramite il sito dedicato www.bollinirosa.it.
«Il Bollino Rosa è di fatto una certificazione di qualità delle strutture ospedaliere che non fotografa una realtà statica ma uno sforzo collettivo delle Direzioni ma soprattutto degli operatori sanitari di rimodulazione e riorganizzazione dell’offerta in un’ottica di genere per rispondere alle domande sempre più complesse e personalizzate delle persone utenti. Le strutture, che da subito hanno aderito, hanno lavorato per adeguarsi a richieste sempre più complesse da parte di Fondazione Onda ETS creando ed aumentando il numero dei PDTA multidisciplinari e multiprofessionali. Hanno aderito altresì alle settimane della salute e alle giornate nazionali dedicate alle varie patologie. Non meno importante è l’organizzazione del percorso per la violenza di genere nei Pronto soccorso e quello per la riduzione della violenza nei confronti delle operatrici e operatori sanitari. Cambiare la cultura organizzativa e quella degli operatori in modo così diffuso sembrava molto difficile e per questo il risultato ottenuto ci rende orgogliosi di questo straordinario progetto», dichiara Flori Degrassi, Membro AdvisoryBoard Bollino Rosa.
«Nel 2022 la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto un valore record di oltre € 5 miliardi: sempre più persone sono costrette a spostarsi per ricevere cure adeguate, affrontando costi economici, psicologici e sociali insostenibili. La migrazione sanitaria non è solo un indicatore di inefficienza, ma una misura delle disuguaglianze d’accesso alle cure. In questo contesto, il Bollino Rosa contribuisce a valorizzare le strutture che investono in qualità e equità, offrendo un riferimento concreto per le pazienti che oggi affrontano la scelta di trasferirsi per curarsi. In un Servizio Sanitario Nazionale che rischia di frammentarsi tra territori, iniziative come questa rappresentano un presidio concreto di prossimità e di diritto alla salute per tutte e tutti», commenta Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione GIMBE.
L’iniziativa è svolta con la media partnership di Adnkronos, Baby Magazine, DottNet, Panorama della Sanità, Pazienti.it, Salutare, Tecnica Ospedaliera e TrendSanità ed è patrocinata da AGENAS – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, AIDM – Associazione Italiana Donne Medico, AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica, ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, AISD – Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, AMD – Associazione Medici Diabetologi, ANISC – Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi, AOGOI – Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere, FEDERFARMA, FIASO – Federazione Italiana aziende sanitarie e ospedaliere, Fondazione AIOM, SIAARTI – Società Italiana Anestesia Rianimazione e Terapia Intensiva e del dolore, S.I.CO.B. – Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche, S.I.C.O.A. – Società Italiana Cardiologia Ospedalità Accreditata, SID – Società Italiana di Diabetologia, SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse, SIE – Società Italiana di Endocrinologia, SIFES e MR – Società Italiana di fertilità e sterilità, SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, SIN – Società Italiana di Neonatologia, SINPF – Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, SINU – Società Italiana di Nutrizione Umana, SIO – Società Italiana dell’Obesità, SIOG – Società Italiana di Oncologia Ginecologica, SIOMMMS – Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro, SIP – Società Italiana di Pediatria, SIP – Società Italiana di Pneumologia, SIP – Società Italiana di Psichiatria, SIR – Società Italiana di Reumatologia, SIUD – Società Italiana di Urodinamica, SIUrO – Società Italiana di Uro-Oncologia.
Il riconoscimento viene assegnato agli ospedali impegnati, in tutte le regioni italiane, nella promozione della medicina di genere, distinguendosi per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili e non solo.
Le schede con le informazioni sui servizi degli ospedali premiati sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it
Si innamora di lei quando ha 8 anni e diventa il suo stalker fino ai 42
Affermare di essersi «invaghito» di una bambina di otto anni può sembrare qualcosa di inconcepibile. Eppure, è quanto dichiarato in aula dall’imputato durante un’udienza al tribunale di Nola, dove si celebra il processo per atti persecutori ai danni di una donna di Palma Campania, oggi quarantaduenne. L’uomo ha raccontato con disarmante spontaneità di averla notata quand’era ancora piccola, mentre era con suo padre. Un particolare che basta, da solo, a restituire la gravità e la distorsione della vicenda che ha segnato profondamente un’intera famiglia.
Nel corso del dibattimento, sono stati ricostruiti fatti e comportamenti che delineano un quadro persecutorio continuativo. Il pubblico ministero aveva sollecitato una condanna a un anno di detenzione, ma il giudice ha ritenuto opportuno elevarla: un anno e sei mesi, con l’aggiunta dell’obbligo di avviare un percorso terapeutico. Una scelta che sottolinea come lo stalking non rappresenti soltanto una violazione della sfera personale, ma, in molte circostanze, manifesti dinamiche disturbanti che richiedono un supporto specialistico.
Dalle testimonianze è emerso che l’uomo non ha mai smesso di cercare la donna, rendendo la sua presenza opprimente: inseguimenti, appostamenti, presenze improvvise in luoghi quotidiani. La vittima lo trovava ovunque. Uno degli episodi più emblematici è avvenuto in chiesa, durante una messa in ricordo di una parente defunta: un momento intimo e doloroso, trasformato in ulteriore occasione di invasione.
Non sono mancati tentativi di contatto attraverso doni e attenzioni indesiderate: fiori, oggetti, lettere, fino a un’automobile lasciata come “regalo”. Tutto sempre restituito. Eppure, i ripetuti rifiuti sembravano solo intensificare la sua ossessione.
Come accade in molte situazioni simili, la donna ha inizialmente esitato prima di rivolgersi alle forze dell’ordine. Ma, con il progressivo peggioramento della situazione, denunciare è diventato inevitabile. Dal marzo 2024 è stato applicato nei confronti dell’uomo un divieto di avvicinamento, con l’installazione del braccialetto elettronico. Una misura indispensabile, accompagnata da un monitoraggio costante da parte dei Carabinieri, che ha permesso alla vittima e ai suoi familiari di sentirsi finalmente protetti. Poi il processo e, infine, la sentenza di primo grado.
Acerra, l’esito dell’autopsia su Giulia sbranata a 9 mesi dal cane: svolta nell’inchiesta
Un nuovo tassello si aggiunge alla complessa indagine sulla morte della piccola Giulia Loffredo, la neonata di nove mesi uccisa da un morso del cane di famiglia ad Acerra. La relazione autoptica appena consegnata in Procura offre una ricostruzione più chiara, smentendo alcune delle prime informazioni circolate subito dopo la tragedia.
I periti incaricati spiegano infatti che non vi è alcuna frattura della regione cervicale, come inizialmente ipotizzato. L’unico trauma rilevato è una presa particolarmente forte inflitta dal pit bull Tyson, una ferita che da sola sarebbe stata sufficiente a causare il decesso della bambina. Secondo gli esperti, il cane non avrebbe azzannato la piccola con modalità tipiche di un attacco predatorio, ma la violenza del morso ha provocato una lesione irreversibile.
Questi riscontri portano a escludere che un intervento sanitario più tempestivo avrebbe potuto cambiare l’esito della vicenda. Intanto l’indagine penale prosegue: risulta iscritto nel registro degli indagati il padre, Vincenzo Loffredo, unico adulto presente in casa insieme a Giulia e ai due cani, Tyson e la cagnolina Laika.
Rimangono però da chiarire molti aspetti della dinamica. Il padre sostiene di aver trascorso la serata giocando con la figlia fino alle 22, quando la piccola si sarebbe addormentata accanto a lui. Dopo di ciò, un “vuoto” fino alla terribile scoperta del corpo della bambina sul pavimento.
Gli investigatori dovranno ora ricostruire con precisione ogni fase della notte, servendosi di analisi integrate: valutazioni di medicina legale, Dna animale e umano, confronto tra le impronte dei denti e le ferite, esami veterinari, competenze etologiche e tutte le testimonianze raccolte finora. Solo l’incrocio di questi dati potrà chiarire se il cane abbia agito per aggressività o se la presa possa essere stata una reazione istintiva a un presunto disagio della piccola.
Dopo la tragedia, entrambi i cani furono portati in un canile. La cagnolina Laika è morta nei mesi successivi, mentre Tyson è attualmente ospitato al rifugio Lanna di Caivano, sotto monitoraggio dell’Asl Napoli 2, in attesa di una nuova valutazione comportamentale.

