Afragola, furto di un pappagallo: ritrovato dalla polizia locale e consegnato al proprietario

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Riceviamo e pubblichiamo

La Polizia Locale della Città di Afragola diretta Dirigente Comandante Colonnello Antonio Piricelli, a seguito di denuncia di furto di un pappagallo da parte di un cittadino, dava immediatamente avvio alle attività di indagini finalizzate al ritrovamento dell’uccello ed ad individuare gli eventuali responsabili. Dopo una serie di accertamenti e verifiche poste in essere, le attività investigative portavano ad individuare un cittadino, quale presunto responsabile.

Dalle risultanze delle attività poste in essere il pappagallo veniva recuperato e restituito al legittimo proprietario. Il responsabile del furto veniva denunciato all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà.

Emozioni di luce: attrazioni natalizie a Pomigliano d’Arco

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Piazza Giovanni Leone e le strade limitrofe si accendono per le feste natalizie con l’iniziativa “Emozioni di luce”

Le feste natalizie si avvicinano e Pomigliano d’Arco ha iniziato ad addobbare le strade e le piazze per creare un’atmosfera magica tipica del Natale. Domenica 29 novembre nella piazza principale della città c’è stata la prima accensione di luminarie artistiche accompagnate da spettacoli per bambini.   Con il progetto “Emozioni di luce” l’obiettivo dell’amministrazione è promuovere il territorio e sostenere il commercio locale; motivo per cui le luminarie e le attrazioni resteranno accese il più a lungo possibile. Inoltre, è stato indetto, sempre dall’amministrazione, il concorso “Natale in vetrina” riproposto come seconda edizione per valorizzare la creatività e l’impegno dei commercianti. Durante le feste le vetrine più originali a tema natalizio saranno premiate da due giurie: una di esperti in design, un’altra formata dai cittadini che voteranno dai social. Il primo premio sarà di 750 euro, il secondo 550 e il terzo 300

Sabato 6 dicembre, invece è previsto un secondo momento di accensione che coinvolgerà il Parco delle Acque. In questa occasione verranno illuminate anche le strade periferiche, così da valorizzare non solo il centro di Pomigliano d’Arco ma anche le aree più decentrate.

Lunedì 8 dicembre al parco pubblico Giovanni Paolo II, sarà inaugurato il luna park che includerà una pista di pattinaggio e varie giostre per bambini. Sono stati inoltre previsti alcuni biglietti gratuiti destinati alle famiglie meno abbienti.

Per l’evento sono stati stanziati oltre 200.000 euro, tra risorse della Città Metropolitana e fondi dell’amministrazione comunale

Ottaviano verso le comunali, Picariello rompe il silenzio: “Servono stabilità e serietà”

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Intervista al consigliere più votato della minoranza. Profilo basso alle ultime regionali, ma ora dice: “Non sarò mai un problema, ma servono patti chiari”   

È stato il più votato della coalizione con settecentoquarantacinque voti e una lista tutta sua capace di totalizzare quasi il 9% alle ultime elezioni amministrative ad Ottaviano. Ora la città torna al voto dopo la sfiducia a Biagio Simonetti e, a partire dal posizionamento pacato e composto nelle regionali, Felice Picariello, può essere certamente uno dei papabili candidati alla carica di sindaco.

A questo punto c’è chi penserà che si metterà in proprio…  No, penso che in politica mettersi in proprio non paga mai. La politica è capacità di stare insieme e soprattutto volontà di dare una mano quando questa è necessaria. Ma soprattutto offrire un contributo di idee oltre che elettorale per realizzare la costruzione di un progetto amministrativo utile alla città e alla sua comunità. Sostanzialmente è quello che ha fatto lei nel 2023 sostenendo la candidatura di Ferdinando Federico?  Assolutamente si, convintamente. Mi fu chiesta una mano e con spirito di servizio e dedizione, col mio gruppo, decisi di costruire una lista e sostenere un progetto politico. Sostegno che per il significato politico si è dimostrato indispensabile sia dal punto di vista elettorale ma in particolar modo per il contributo ideale. Fu una campagna elettorale molto appassionante, fummo capaci di parlare di temi e fummo sconfitti da accordi elettorali che poi si sono rilevati fallimentari. Insomma, avevamo ragione. E quindi adesso tocca a lei? Si aspetta un sostegno condiviso?  Il tema non è a chi tocca, questi sono processi da condividere, proprio perché la politica e saper stare insieme. La questione è fortemente legata al rispetto della storia e dell’impegno di ognuno. Tutto va contestualizzato col momento storico: ci sono momenti in cui bisogna stare accanto e momenti in cui devono starti accanto. È la più elementare regola della politica. Guardi in Campania, il Pd pur avendo governato per 10 anni ed essendo un partito con percentuale doppia ai 5S, ha accolto Fico e l’ha fatto suo. Quindi, per citare Zaia in una recente intervista al Corriere della Sera, Lei vedrà di essere un problema?  Così mi fa sorridere. Un problema mai, ascolti, io sono a disposizione degli altri. Se il mio consenso unitamente alla mia esperienza e visione politica lo si ritiene utile per costruire un vero progetto politico io ci sto altrimenti non sono indispensabile. Per me oggi, più di ieri, è tassativa la volontà collettiva di costruire un gruppo di lavoro che abbia voglia e capacità di dare risposte serie e concrete alla città. Non ritengo utili alleanze con chi già è avversario prima di iniziare. O c’è la voglia di stare insieme e lavorare tutti nella stessa direzione o è meglio lasciar perdere. La gente oggi ci chiede stabilità e serietà, e mi pare anche giusto. Sembra di capire che per Lei nulla è scontato…  Mi pare evidente che un uomo come me, che ha fatto dell’impegno politico una passione viscerale con battaglie anche di forte esposizione, necessita oramai di motivazioni forti. Perché la politica è una seria responsabilità, un faticoso impegno, soprattutto quella esercitata sui territori. E quando si guardano i cittadini negli occhi non è affatto uno scherzo, bisogna avere le idee chiare e la capacità di realizzare.  

Quando le erbe delle terre vesuviane erano usate non solo in cucina, ma anche dai medici

Correda l’articolo l’immagine del “Contadino di Somma” dipinto da Marco De Gregorio a metà dell’’800. Scrissi in un articolo: “Il contadino di Somma ha il volto scarno e ruvido della fatica: la struttura triangolare della testa, il solco sulla guancia destra, il contrasto netto tra luce e l’ombra accentuano i tratti della magrezza. La bocca è una nera ferita, modula a fatica un sorriso di sorpresa e di disincanto, lo sguardo è vigile, sotto il peso delle palpebre. Ma questo contadino è, infine, una solida figura, è un fiero padrone del suo spazio, che è fatto di pietra, di verde, di cielo. Il suo cappello, costruito con pochi e saldi tocchi di pennello, ha la perfetta semplicità di una corona e le sue mani gonfie stringono la cima del bastone come se fosse l’elsa di una sciabola o uno scettro”.   L’asparago officinale Michele Tenore lo trovò, intorno al 1820, nelle siepi a Madonna dell’Arco: i monaci gli dissero che era un’erba miracolosa, poiché dava forza al cuore, era diuretica e scioglieva i calcoli. I Vesuviani mangiavano anche rucole coltivate e selvatiche, credevano che l’arucola di Spagna li liberasse dalla tosse e, con l’aggiunta di senape, che trovavano lungo le strade, diventasse un rimedio efficace contro lo scorbuto. I Romani credevano che un infuso di ruchetta e di aceto cancellasse le lentiggini. Contro lo scorbuto funzionavano anche le rape selvatiche che popolavano soprattutto il Granatello, e da cui gli speziali della costa traevano uno sciroppo miracoloso. L’identità vesuviana si forma anche attraverso l’esperienza di donne e di uomini che per secoli hanno percorso la montagna alla ricerca di cibo e di legna per il fuoco e hanno violato le proprietà private, spinti dal bisogno o dalla confusa, istintiva certezza che il Somma- Vesuvio è di tutti, sempre, e non solo nei giorni della catastrofe. A metà dell’’800 i padroni delle terre protestano con il Sottointendente, perché “là sulla montagna nostra di Ottajano e propriamente sulle contrade Piscinale e Carcova vedono con sommo raccapriccio e ogni giorno una masnada di ladruncoli, di uomini e di donne, non escluse mandrie di capre e di pecore, i quali in tutta la linea fanno mano bassa e devastano quanto trovano in essi fondi, di erbe, legname, vimini e arutoli e frutti, in guisa da renderli tabula rasa. Questi devastatori sono di tutte le nazioni, cioè di Somma, e anche di Ottajano, e specialmente dei rioni Avini, Zabatta e Madonna della Scala, i quali si divertono ad esercitare l’industria di allevare animali vaccini a danno di noi proprietari, che sono costretti a correre l’alea o di uccidere o di essere uccisi da essi, perché armati di roncole e di altre armi.”. I mandriani cercavano soprattutto le veccie e alcune specie di latiro: lo sferico, che il Pasquale trovò solo ai Canteroni, il silvestre, diffuso a Pompei e alla Vetrana, il tenuifolius, che a Somma chiamavano dolaca, e serviva per pascolo e per la salimme, cioè il sovescio. La ruta era, per Plinio, anche un antidoto contro tutti i veleni, funghi e morsi di serpenti, “tanto che le donnole mangiano ruta quando si accingono a combattere con i serpenti”. La medicina antica credeva che fosse un rimedio efficace per l’emicrania. Il Maione allevava con l’erba medica le api, e i pastori allevavano le greggi, anche perché non era grande la disponibilità di tribulone, sufficientemente diffuso solo lungo gli alvei di Somma e intorno a Pompei, e di tribuli muscarelli, il fieno greco corniculato, che era abbondante soprattutto  nelle vigne e nei frutteti di Portici, di Ottajano, di Torre del Greco: la medicina popolare ne faceva uso nei cataplasmi contro la febbre, per ridurre gli zuccheri nel sangue, e aumentare il latte delle puerpere e i suoi semi erano considerati un balsamo per il fegato. Gli antichi lo somministravano in decotto alle donne che soffrivano di ulcere vaginali. Solo a Somma e ai Canteroni erano diffusi l’astragalo, o ranfa di gatta, o centro di gallo e la falsa rucola che, nascosta tra i lupini, veniva svelata dal suo odore particolare. C’erano 18 tipi di trifoglio: i più comuni risultavano il repens, chiamato dai contadini ceuzolle; il pratense, noto localmente come scappuccella; il moscatello, il patrini, il sciurillo, il comune “che è perenne verso il monte di Ottajano ”.  Il trifoglio incarnato veniva coltivato nei prati artificiali insieme con la fienarola e il trifoglio bituminoso; la fasolina selvatica, che i contadini vesuviani cercavano ai margini delle selve e dei campi, veniva consigliata dalla medicina popolare anche come vermicida. E così la gramigna, la grammegna, apprezzata anche come diuretica. Dienti di cane o di cavallo chiamavano il cipero olivare, un’erba dannosa per i campi coltivati, mentre è certo che i Vesuviani non usavano mangiare i dolcichini, i tubercoli delle radici del cipero esculento. Dice Plinio che “i triboli “erano rinfrescanti, che la radice, raccolta da chi era in stato di castità, eliminava la scrofolosi, che il seme, a portarlo addosso, calmava i dolori delle varici, mentre, tritato e sciolto nell’ acqua, uccideva le pulci. Una poltiglia di gramigna rimarginava le ferite, il decotto della radice curava le coliche e sbriciolava i calcoli, i suoi semi si credeva che fossero un potente diuretico. Stretta in nove nodi e avvolta in un panno nero, combatteva la scrofolosi e gli ascessi, a patto che venisse raccolta, e somministrata, da un uomo digiuno. La cicerchia veniva coltivata negli angoli degli orti di Boscoreale e di Terzigno, mentre tra Resina e Torre del Greco già negli anni di Murat alcuni contadini avevano avviato la coltivazione del carrubo, e la sciuscella verace entrava nella dieta degli uomini e dei cavalli. La Montagna forniva gli odori: prezzemolo, rosmarino, tre tipi di micromeria, di cui la juliana fu trovata dal Pasquale solo sui muri di Sant’ Anastasia e sulle rovine di Pompei, dove si distingueva tra le altre erbe per il suo intenso odore, simile a quello del cedro.

Sant’Anastasia, all’Istituto comprensivo Leonardo Da Vinci si parlerà di bullismo e cyberbullismo

Riceviamo e pubblichiamo

Sant’Anastasia – In collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, l’Amministrazione Comunale di Sant’Anastasia ha inteso promuovere incontri rivolti agli studenti della scuola secondaria di primo grado, per sensibilizzarli al rispetto delle regole ed alla convivenza civile, al fine di prevenire fenomeni di bullismo, cyberbullismo e devianza giovanile.

L’appuntamento è per il 10 dicembre prossimo – ore 10:00 – presso l’Istituto Comprensivo Leonardo Da Vinci, ove si terrà il convegno dal titolo “Presidio di civiltà: i carabinieri incontrano la scuola media per affrontare il grave problema del bullismo e del cyberbullismo”.

“L’incontro – spiega il prof. Francesco Martinelli, responsabile scolastico del bullismo e Cyberbullismo – vuole proporre un’iniziativa di alto profilo istituzionale, di valore sociale e didattico, per far luce sulle nuove frontiere dell’educazione alla legalità tra i ragazzi. In un’epoca caratterizzata da una rapida e imprevedibile metamorfosi dei canali comunicativi che talvolta dischiudono vie inattese al disagio ed alla prevaricazione, nonché a comportamenti devianti, le istituzioni si mobilitano con rinnovato zelo per tutelare la serenità e l’integrità del tessuto sociale giovanile”.

Ai rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, che saranno presenti, andrà il compito non facile di spiegare con parole semplici una tematica dai risvolti e contenuti molto particolari, in modo tale da lanciare messaggi educativi sulla legalità e allo stesso tempo essere portavoci di un messaggio di ferma dissuasione e  consapevolezza civica.

Saranno gli alunni, infatti, a fare le domande alle Forze dell’Ordine, in merito alle varie questioni inerenti al bullismo ed al cyberbullismo, quest’ultimo particolarmente insidioso.

L’incontro non vuole solo far comprendere ciò che è inerente alle leggi vigenti, ma vuole elevarsi al momento di dialogo proattivo.

“L’intento del nostro istituto – continua il professor Francesco Martinelli – è quello di voler apporre un tassello fondamentale nell’opera di prevenzione e di sensibilizzazione, invitando studenti e docenti a riflettere con intelligenza anche sulla dimensione etica che costituisce un momento fondamentale nei rapporti sociali. Da questo incontro ci si augura una rinnovata e più feconda intesa tra scuola, famiglia e Forze dell’Ordine, quale vera garanzia per uno sviluppo di costruttive relazioni interpersonali”.

“La scuola rappresenta il primo luogo in cui si formano cittadini consapevoli e responsabili e rispettosi delle regole. In un contesto sociale in continua evoluzione, diventa fondamentale promuovere la cultura della legalità e il senso civico già a partire dalla scuola secondaria di primo grado. Purtroppo, i fatti di cronaca attuali e

l’importantissima memoria storica di quelli passati – afferma l’assessore alla P.I. Veria Giordano – dettano l’esigenza di creare alleanze sempre più consolidate tra i cittadini e le Istituzioni al fine di responsabilizzare i singoli verso la collettività e la convivenza civile. In particolare, tra i giovani, è urgente il bisogno di sviluppare la partecipazione attiva degli studenti e delle studentesse per promuovere la cultura democratica, il rispetto dello Stato, delle Istituzioni e del prossimo come strumento per contrastare ogni forma di violenza e accrescere la coscienza civica e il coraggio civile”.

All’ ISIS Da Vinci il primo Concorso Legalità organizzato dal Rotary Club Poggiomarino Vesuvio Est

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Riceviamo e pubblichiamo   Grande partecipazione per il Primo Concorso Legalità all’ISIS “Leonardo Da Vinci” organizzato dal Rotary Club Poggiomarino Vesuvio Est.   Si è svolto giovedì 28 novembre , presso l’ISIS “Leonardo Da Vinci” di Poggiomarino, il Primo Concorso Legalità, una giornata intensa dedicata alla cultura della legalità e al ricordo del Maresciallo Capo Giovanni Ambrosio, figura profondamente legata al territorio. L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del Prefetto di Napoli, Rosalba Boccia, e della Dirigente scolastica Antonella Luisa La Pietra, che hanno sottolineato l’importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni nei temi del rispetto delle regole, della responsabilità civica e della prevenzione di ogni forma di violenza. A seguire, il Presidente del Rotary Club Poggiomarino Vesuvio Est, Giuseppe Auriemma, ha introdotto i lavori. La socia e Presidente eletto A.R. 2026/2027, Pasqualina Nappo, ha presentato gli elaborati degli studenti, mettendo in luce la profondità e la maturità dei loro progetti dedicati al contrasto delle diverse forme di violenza. La Commissione Legalità del Rotary Club, composta da Vincenzo Sangiovanni, Valentina Botta e Irene Saggese, ha poi premiato i lavori più meritevoli in un clima di grande emozione e partecipazione da parte della comunità scolastica. Di altissimo livello anche i contributi degli ospiti intervenuti: Don Enzo Cozzolino, con una riflessione sui valori etici e sociali alla base della convivenza civile, e il Sostituto Procuratore della Suprema Corte di Cassazione, dott. Luigi Giordano, che ha offerto una lettura lucida e profonda delle sfide contemporanee nella tutela dei diritti e nella lotta alla violenza. La giornata si è conclusa con i saluti dell’Assistente del Governatore del Distretto Rotary 2101, Basilio Angrisani, alla presenza della famiglia Ambrosio e dei rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, che hanno conferito ulteriore significato al momento commemorativo. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche alle docenti prof.ssa Ambrosio e prof.ssa Forno per il prezioso supporto organizzativo. L’iniziativa ha rappresentato un momento di forte impatto educativo e umano, riaffermando il valore della scuola e delle istituzioni come presidi culturali fondamentali nella diffusione della legalità tra i giovani.     

Napoli attiva il Piano Freddo: più posti letto e altri servizi

Dal 1° dicembre parte il nuovo programma comunale dedicato alle persone senza dimora: aumentano i posti nei centri di accoglienza, si estendono gli orari di accesso e vengono distribuiti kit anti-freddo.

Con l’avvicinarsi dell’inverno, il Comune di Napoli ha predisposto un programma speciale per offrire protezione e supporto alle persone che vivono situazioni di vulnerabilità estrema. Il nuovo Piano Freddo 2025-2026, che prenderà avvio il 1° dicembre, introduce una serie di misure aggiuntive pensate per affrontare l’ondata di gelo in modo più capillare rispetto agli anni precedenti.

Più accoglienza e orari ampliati in via de Blasiis

Una delle principali novità riguarda il potenziamento del Centro di Prima Accoglienza di via de Blasiis, dove sono stati allestiti 15 posti letto in più per rispondere all’aumento delle richieste nel periodo più freddo dell’anno.
L’ingresso alla struttura è stato anticipato al pomeriggio, mentre la permanenza mattutina è stata estesa fino alle 9:00. Per chi vive condizioni particolarmente fragili è prevista la possibilità di restare all’interno per l’intera giornata.

L’accesso è consentito anche a chi non possiede documenti: basterà dichiarare i propri dati per essere registrati. Ogni ospite riceverà inoltre un pasto serale.

Via Tanucci: servizi igienici, supporto e ulteriori posti letto

Accanto all’accoglienza notturna, resta attivo lo Spazio Docce di via Tanucci, che offre cura dell’igiene personale, cambio degli abiti, orientamento sociale e assistenza legale. Durante l’inverno, la struttura potrà accogliere anche 20 persone per la notte, con accessi serali e uscita al mattino.

Aiuti per chi resta in strada

Il piano prevede la distribuzione di materiali essenziali per affrontare le basse temperature. Tra i kit messi a disposizione figurano:

  • biancheria e asciugamani monouso,

  • prodotti per l’igiene personale,

  • scaldacollo, cappelli e guanti di lana.

La consegna sarà curata dall’Unità di strada e dalle strutture comunali coinvolte nel piano.

Un modello di intervento flessibile per l’emergenza

Il programma è stato concepito con un approccio dinamico: oltre ai servizi già operativi, sono previste misure extra da attivare qualora la situazione meteorologica dovesse peggiorare. L’obiettivo è disporre di un sistema pronto a intervenire rapidamente, soprattutto per chi vive in condizioni critiche.

Con questo piano, Napoli cerca di offrire un sostegno concreto a chi non ha un riparo sicuro, puntando a garantire dignità e protezione nei mesi più difficili dell’anno.

Per segnalare la presenza di persone senza dimora, è possibile scrivere alla seguente email: sos.senzadimora@comune.napoli.it  

Airbus blocca 6 mila aerei: rischio stop per migliaia di voli

Airbus richiama oltre 6.000 aerei A320: possibili disagi per i voli nei prossimi giorni.

Il gruppo Airbus ha avviato un richiamo straordinario che riguarda più di 6.000 aerei della famiglia A320, uno dei modelli più utilizzati dalle compagnie aeree in tutto il mondo. L’azienda europea ha chiesto alle compagnie di effettuare un aggiornamento urgente al software di bordo, dopo aver individuato una vulnerabilità che potrebbe manifestarsi in circostanze particolari, come in presenza di forti radiazioni solari.

Secondo le informazioni diffuse dalla stampa internazionale, il problema non rappresenta un rischio immediato per la sicurezza dei passeggeri, ma richiede comunque un intervento rapido per prevenire possibili malfunzionamenti. Per questo molte compagnie stanno programmando controlli e aggiornamenti che potrebbero causare ritardi, cancellazioni o disagi, soprattutto nei giorni di maggiore affluenza.

Si tratta di uno dei richiami più ampi mai effettuati da Airbus: la famiglia A320 è infatti tra le più diffuse al mondo, da anni utilizzata per collegamenti nazionali e internazionali anche dagli aeroporti italiani.

Le compagnie sono ora al lavoro per installare l’aggiornamento nel minor tempo possibile, cercando di ridurre l’impatto sulle operazioni quotidiane. Tuttavia, nei prossimi giorni non si escludono ripercussioni sul traffico aereo.

Sant’Anastasia, “L’uomo che arrestò Mussolini” il nuovo libro di Mario Avagliano

La coraggiosa storia del tenente colonnello dei Carabinieri e partigiano, Giovanni Frignani (1897 – 1944), dalle trincee del Piave all’arresto di Mussolini, dalla Resistenza clandestina a Roma alle Fosse Ardeatine.     La presentazione, che si terrà venerdì 5 dicembre 2025 a Sant’Anastasia (Napoli) alle ore 17:30 nell’Oratorio Federica Cerciello in via Madre Teresa di Calcutta, è stata organizzata dall’ANPI locale in collaborazione con l’Archivio storico cittadino di Somma Vesuviana. Giornalista e storico, Mario Avagliano è membro di prestigiosi istituti storici. Si occupa di storia del Novecento e ha ricevuto molti premi per la sua attività di saggista. Tra i libri pubblicati, ricordiamo: Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia (Einaudi 2011); Voci dal lager. Diari e lettere di deportati politici italiani (Einaudi 2012); Di pura razza italiana (Baldini & Castoldi 2013); Gli italiani nell’anno della svolta (Il Mulino 2018, Premio Fiuggi Storia); I militari italiani nei lager nazisti (Il Mulino 2020); Il dissenso al fascismo (Il Mulino 2023, Premio Emilio Lussu e Premio Minturnae); Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine (Einaudi 2024); Italiani d’America. La grande emigrazione negli Stati Uniti (Il Mulino 2024, Premio Acqui Storia).
Giuseppe Mosca
A dialogare con Mario Avagliano ci sarà il dott. Giuseppe Mosca, membro del Centro Studi dell’Archivio storico, ricercatore e storico del Novecento. Saluti della prof.ssa Maria Elena Capuano, presidente ANPI di Sant’Anastasia, e del prof. Aniello Parma, Università di Benevento. Una biografia preziosa che si legge come un romanzo a metà tra il noir e la spy story, così lo ha recensito Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera. Il libro, infatti, è già un best seller e in pochi mesi è giunto addirittura alla quarta edizione. E’ il ricordo innanzitutto dei militari attivi durante la Resistenza, tra cui anche molti carabinieri. Dodici di essi, ricordiamo, furono trucidati alle Fosse Ardeatine. Uno di questi fu il tenente colonnello Giovanni Frignani di Ravenna, volontario nella Grande Guerra, decorato al Piave, membro dei servizi segreti militari e protagonista di casi clamorosi di controspionaggio, come quello francese ai danni della Regia Marina. Nonostante il fratello Giuseppe fosse stato deputato fascista, sottosegretario alle Finanze e uomo di fiducia del duce nel mondo delle banche, il 25 luglio 1943 il comando generale dell’Arma affidò proprio a lui il compito dell’arresto di Benito Mussolini all’uscita di Villa Savoia a seguito del colloquio con il re e il sequestro dei diari di Claretta Petacci e delle lettere del duce alla sua amante.
Giovanni Frignani
Il mese successivo, sempre Frignani fu protagonista di un altro episodio che fece rumore: la morte del gerarca fascista Ettore Muti. Dopo l’8 settembre 1943, fascisti e nazisti misero una taglia su Frignani, che fu tra i principali promotori del Fronte militare clandestino dei carabinieri, inquadrato nella più ampia organizzazione guidata dal colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo (1901 – 1944). Arrestato dalle SS, forse su delazione di una bionda spia tedesca, finì nel carcere di via Tasso e il 24 marzo 1944 fu assassinato alle Fosse Ardeatine. Mario Avagliano, attraverso una minuziosa ricerca, confrontandosi con lettere, memoriali, documenti d’archivio, testimonianze di parenti, ricostruisce la sua vita avventurosa e intrepida. Un viaggio appassionante attraverso il fascismo di un carabiniere eroe della Resistenza.  

C’era una volta un gemellaggio…

Stasera all’Olimpico è in programma Roma-Napoli, sfida molto importante per capire le ambizioni di entrambe le squadre, con gli azzurri chiamati a vincere per rilanciarsi prepotentemente nella corsa al titolo. Come è ben noto, si tratta di una partita molto sentita anche fuori dal campo, con le tifoserie coinvolte in un’accesa rivalità. Tuttavia, c’è stato un tempo in cui la situazione era piuttosto diversa e il cosiddetto Derby del Sole era occasione di festa tra gli ultras, che si scambiavano bandiere e vessilli. Da parte dei gruppi azzurri c’era grande rispetto e ammirazione verso i romanisti, il cui tifo era considerato un vero e proprio modello, dal momento che i loro cori venivano addirittura presi in prestito e riadattati. Il momento in cui si consuma la “rottura” è negli anni ’80: nel 1986 avvengono i fischi a Bruno Giordano, causati dai suoi trascorsi laziali, e nell’anno successivo il famoso gesto dell’ombrello di Bagni sotto la Curva Sud. Nel corso degli anni il rapporto si è andato a deteriorare sempre di più e la frattura è diventata insanabile nel pomeriggio del 3 maggio 2014, quando l’allora ultrà giallorosso Daniele De Santis ha sparato fatalmente al giovane Ciro Esposito in occasione della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina.