Di Don Aniello Tortora
Domenica scorsa Papa Benedetto all”Angelus ha parlato delle vacanze. Così ha esordito: “Siamo ormai nel cuore dell”estate, almeno nell”emisfero boreale. È questo il tempo in cui sono chiuse le scuole e si concentra la maggior parte delle ferie. Anche le attività pastorali delle parrocchie sono ridotte, e io stesso ho sospeso per un periodo le udienze. È dunque un momento favorevole per dare il primo posto a ciò che effettivamente è più importante nella vita, vale a dire l”ascolto della Parola del Signore. Ce lo ricorda anche il Vangelo di questa domenica, con il celebre episodio della visita di Gesù a casa di Marta e Maria, narrato da san Luca (10,38-42).
Cari amici, come dicevo, questa pagina di Vangelo è quanto mai intonata al tempo delle ferie, perchè richiama il fatto che la persona umana deve sì lavorare, impegnarsi nelle occupazioni domestiche e professionali, ma ha bisogno prima di tutto di Dio, che è luce interiore di Amore e di Verità. Senza amore, anche le attività più importanti perdono di valore, e non danno gioia. Senza un significato profondo, tutto il nostro fare si riduce ad attivismo sterile e disordinato. E chi ci dà l”Amore e la Verità, se non Gesù Cristo? Impariamo dunque, fratelli, ad aiutarci gli uni gli altri, a collaborare, ma prima ancora a scegliere insieme la parte migliore, che è e sarà sempre il nostro bene più grande”.
Anche se c”è crisi, comunque si parte per le vacanze. Le statistiche però parlano chiaro: la durata delle ferie si accorcia a dodici giorni di media, e una famiglia su dieci resterà a casa. Estate come vacanza, ma anche solo come stacco dal lavoro, occasione per visitare luoghi, conoscere persone, stare con gli amici, ritemprare il fisico, concedersi la lettura di un libro, praticare sport, trascorrere più tempo di coppia, giocare con i figli. E, forse, anche ritrovare sè stessi attraverso spazi di silenzio e, per chi crede, di preghiera. Ma l”estate serve ad impegnarsi per “coltivare sè stessi” e condividere i disagi degli altri. Tantissimi, soprattutto giovani, dedicano il loro tempo ai campi di formazione e di approfondimento (penso all” Azione Cattolica e alle tante altre associazioni cattoliche e non). Come pure moltissimi approfittano di questo periodo per lasciare l”Italia e fare esperienze di solidarietà e di condivisione.
Anche qui, in Italia, la “solidarietà estiva” è molto estesa. Penso, in questo momento, al “luglio insieme, dell”Associazione AGVH, che si interessa dei disabili a Pomigliano. È bello vedere tanti volontari (ma ce ne vorrebbero molti di più!) dedicare le loro serate a questi nostri amici diversamente abili e regalare loro un sorriso, un”amicizia gratuita. Come pure i pellegrinaggi a Lourdes sono segno di attenzione al mondo, sempre più vasto, dei malati . Occorre, inoltre, rivolgere la nostra attenzione verso i tanti “volontari” delle nostre famiglie, che ben volentieri rinunciano ad una vacanza per stare vicino ad una mamma o ad un papà anziani o ad altri familiari costretti su un letto di dolore. Come pure serve tener presenti le tante persone che in questo periodo afoso sono inchiodati su un letto di un ospedale: anch”essi attendono una carezza, una visita, un”amicizia solidale.
La malasanità esiste da sempre nella nostra Regione. È necessario compiere tutti gli sforzi possibili per far funzionare sempre con migliori risultati, soprattutto in questo periodo, le strutture ambulatoriali e ospedaliere, mettendo al centro delle nostre attenzioni la persona malata e non il profitto. Il grado di civiltà di un popolo si misura anche dai servizi efficienti che sa offrire particolarmente in questo lasso di tempo. Anche le Amministrazioni comunali devono organizzare meglio e di più i loro servizi sociali, per rispondere alle tante richieste di aiuto, che in estate sono continuamente in crescita. La solidarietà, come la salute, non vanno mai in vacanza.
Le vacanze sono, ancora, l”occasione per godere e rispettare la natura, il creato. La nostra Italia, con le sue bellezze naturali (mare, fiumi, laghi, monti) è stata baciata da Dio. È compito di tutti custodire questi beni comuni, preziosissimi. Non sarebbe il caso, per noi campani, di rilanciare il turismo, anche come occasione per “creare lavoro”?
(Fonte foto: Rete Internet)
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