Somma Vesuviana, plesso Termini del Terzo Circolo chiuso domani per derattizzazione

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:

Salvatore Di Sarno – Sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Pochi minuti fa ho firmato l’ordinanza di chiusura del plesso Termini del Terzo Circolo Didattico, per la giornata di domani al fine di consentire le operazioni di derattizzazione”.

“Vista la nota pervenuta al protocollo dell’Ente, con la quale il Dirigente scolastico del Terzo Circolo Didattico, plesso Termini, comunicava la necessità di disporre un intervento di derattizzazione nei locali e nelle pertinenze esterne del plesso Termini, considerato che si reputa necessario e urgente porre in essere l’intervento di derattizzazione, ho firmato ordinanza di chiusura del plesso Termini per la giornata di domani, Martedì 26 Marzo al fine di consentire la derattizzazione”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano.

Fonte immagine: rete internet.

Casoria, il Team Russo ha ospitato l’ottavo Meeting Giakam WKA Italia

Casoria. Sabato 16 marzo si è tenuto l ‘ ottavo Meeting Giakam WKA Italia presso la palestra del Team Russo.

Una giornata all’insegna dello sport e del ricordo. Sabato 16 marzo a Casoria si è tenuta l’ottava edizione del Meeting Giakam WKA Italia. All’iniziativa, organizzato dal Maestro Pietro Russo del Team Russo Caoria, hanno partecipato tanti Maestri e atleti provenienti da varie Regioni d’ Italia. Durante l’evento, i ragazzi hanno avuto la possibilità di confrontarsi in varie tecniche di karate e kick Boxing attraverso la guida tecnica e l’esperienza dei Maestri.

Presenti all’evento anche il Sindaco di Casoria Raffaele Bene e l’Assessore allo Sport Vincenzo Russo. Nel corso della manifestazione, i ragazzi hanno vissuto un momento particolarmente toccante. Infatti, durante il meeting sono state consegnate due targhe alle famiglie di Gianluca Coppola e Gianluca Cimminiello, vittime innocenti della criminalità. Il Maestro Pietro Russo ha voluto fortemente questo momento di ricordo e riflessione e, inoltre, ha anche annunciato il desiderio di istituire ogni anno una giornata dedicata alla memoria dei due ragazzi.

Ai nostri microfoni il Maestro Russo ha dichiarato: “Voglio ringraziare tutti i Maestri intervenuti all’incontro per la loro grande professionalità, i ragazzi per l’impegno dimostrato, i genitori per la fiducia riposta. Inoltre, ringrazio il Sindaco Raffaele Bene e l ‘ Assessore Vincenzo Russo per la vicinanza nell’ organizzazione dell’evento e tutti gli Sponsor per il supporto nella realizzazione dell’iniziativa”.

Acerra, il Certamen Acerranum: tre giorni nel segno di Virgilio

Acerra. Riceviamo e pubblichiamo:

CERTAMEN ACERRANUM OCTAVUM: IL SENSO DELLA POESIA LATINA.

Ad Acerra, dal 21 al 23 marzo 2024, tre giorni nel segno di Virgilio. 

Per l’ottavo anno consecutivo il Liceo Alfonso Maria de’ Liguori di Acerra ha organizzato il Certamen Acerranum, che si è svolto il 22 e il 23 marzo e il cui annuncio è stato pubblicato sul Notiziario di Antichistica

dell’Accademia Fiorentina di Papirologia e di Studi sul Mondo Antico. Fin da giovedì 21, però, gli studenti provenienti da 6 regioni Italiane (Toscana, Lazio, Basilicata, Puglia, Calabria e Campania), si sono incontrati ad Acerra per vivere insieme esperienze di confronto e di verifica sulle ragioni che oggi ancora motivano a studiare il latino, nonché momenti di convivialità e conoscenza del territorio, per meglio contestualizzare la scelta di Virgilio come testimone delle bellezze della Campania e del territorio acerrano in particolare. Venerdì 22 Marzo, Giornata Mondiale dell’Acqua, le 39 studentesse e studenti dei 13 istituti scolastici partecipanti si sono abbeverati di cultura alla fonte della poesia dell’Eneide virgiliana, traducendo e commentando i versi 412 – 436 del libro IV, in cui Anna riporta ad Enea i lamenti dell’infelice Didone.

Sabato 24 marzo, dalle ore 10, l’Auditorium del Liceo A.M de’ Liguori ha ospitato gli studenti, i docenti accompagnatori, le autorità civili e religiose di Acerra per la proclamazione dei vincitori. Il D.S. Giovanni La Montagna, Sua Eccellenza Mons. Antonio Di Donna, il Sindaco Tito D’Errico, l’Assessora Milena Petrella hanno rivolto alla platea il loro saluto, arricchendolo con considerazioni sul valore degli studi umanistici nell’era del digitale 4.0.  Dai versi del IV libro dell’Eneide sorteggiati come prova del Certamen ha preso spunto il Professore di Letteratura Latina dell’Università degli Studi di Salerno, Enrico Maria Ariemma, Presidente della Commissione giudicatrice, per la Lectio Magistralis che ha suscitato grandissima attenzione nei presenti in sala nel corso della mattinata dedicata alla cerimonia di premiazione. Una Lectio “Pop-Rock” fin dal titolo scelto: «”Mi dispiace devo andare”. Missioni e tradimenti di un eroe a disagio», che ha riletto la figura di Enea utilizzando un’insolita e moderna chiave interpretativa di un “eroe” destinato a scompigliare un ordine, un eroe che gioca il gioco dell’ “aristia” e dunque della supremazia, ma è anche intriso di rinuncia, sofferenza, macerazioni. Attraverso le parole del prof. Ariemma, le lacrimae rerum hanno assunto un nuovo significato, e la presenza di Enea in autori come Servio, Ovidio e Varrone hanno aperto ad un’interpretazione “altra” del protagonista dell’Eneide e alla possibilità di individuare, secondo la scuola Harvardiana, un po’ di Antivirgilio in Virgilio stesso. Argomenti affascinanti, che provocano il desiderio di un approfondimento, desiderio che è già una prima risposta alla domanda «A che serve il latino?». «Occorre avere occhi per guardare la bellezza – ha detto il Prof. Ariemma citando Marcello Gigante, Nuccio Ordine, Rainer Maria Rilke e il Cratilo di Platone –. Finché leggeremo poesia la barbarie non prevarrà».

In questa ottica, a chiusura della cerimonia, la commissione, costituita dalle professoresse Silvia Rosati, D.S. IC “Colombo” di Frattaminore, Grazia Iennaco, docente di lettere classiche del Liceo Umberto di Napoli e dal professore Emanuele Scartaghiande, docente di lettere dell’ I.C. ” Montecorvino Rovella”, ha proceduto all’ apertura delle buste sigillate e alla proclamazione dei vincitori.

Per la Sezione Laus Italie (concorrenti esterni): 1° premio: Matteo Nardone del Liceo Bonghi Rosmini di Lucera; 2° premio: d’Aniello Ludovica del Liceo Francesco Severi di Castellammare; 3° premio: Anna Beretta del Liceo Enrico Fermi di Cecina; Premio Biblioteca del Liceo Alfonso Maria de’ Liguori: Mattea Saggese del Liceo Bonghi Rosmini di Lucera; Premio Istituto Italiano per gli Studi Filosofici: Valeria Saviano del Liceo Francesco Durante di Frattamaggiore; Menzione speciale: Edda Letizia Carbone del Liceo Enrico Fermi di Cecina. Per la Sezione Acerrae (concorrenti interni Liceo A.M. de’ Liguori):1° premio: Elisabetta Buonavolontà; 2° premio: Erica Romano; 3° premio: Mariagrazie Basile.

Ancora una volta, l’ ”Utilità dell’inutile” ha esercitato il suo fascino seducendo attraverso il racconto di storie terribili e meravigliose.

 

Picchiata per costringerla a convertirsi all’Islam

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PORTICI. Picchiata per costringerla a convertirsi all’Islam, Carabinieri arrestano 29enne
I carabinieri della stazione di Portici hanno arrestato per maltrattamenti e lesioni personali un 29enne originario del Sudan, senza fissa dimora.

I fatti nella città di Portici, all’interno di una comunità religiosa che si occupa anche di assistenzialismo. I militari sono intervenuti su richiesta della vittima, una 19enne etiope aggredita a calci e pugni. Secondo quanto ricostruito, ad accendere la miccia della violenta lite sarebbe stato il tentativo dell’uomo di convertire la compagna all’islam.

Sarebbe accaduto già in passato, mai avrebbe denunciato temendo ritorsioni. Il 29enne è finito in manette poi in carcere, in attesa di giudizio. La donna è stata stata all’ospedale del mare dove sono state diagnosticate lesioni guaribili in 10 giorni.

Somma Vesuviana, chiusura centro disabili, La Città Cambia: “Ecco cosa è successo”

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:

Ieri mattina si è concluso il secondo appuntamento di protesta in favore della riapertura del Centro Diurno per i Disabili di Somma Vesuviana. La Città Cambia, movimento politico profondamente sensibile al tema, si è impegnata, nel corso di questa settimana, a ricostruire le cause che hanno portato alla chiusura del Centro e, attraverso il confronto con l’Amministrazione comunale e con i diversi addetti coinvolti in questo servizio, a fare proposte e ottenere chiarimenti sulle possibili soluzioni.

Importante obiettivo della giornata di ieri è stato, inoltre, chiarire le posizioni del movimento politico de La Città Cambia, che dichiara di dissociarsi completamente dal modo disfattista di fare opposizione, finalizzato ad ostacolare la realizzazione dei progetti e bloccare le attività intraprese dall’amministrazione comunale solo per tornaconto personale. La Città Cambia vuole essere un’opposizione costruttiva perché Somma Vesuviana divenga un paese più vivibile e civile, partendo proprio dai servizi essenziali.
Fatta questa doverosa premessa, si riporta di seguito quanto il movimento è stato in grado di ricostruire in merito alla triste vicenda della chiusura del centro disabili.

Agli inizi di febbraio 2024 è scaduto l’affidamento alla cooperativa “Nati due volte” del servizio per il Centro Diurno Disabili della durata di 12 mesi. Il centro viene temporaneamente chiuso in attesa di una proroga del contratto che il dirigente alle politiche sociali, in carica fino al 12 marzo, Giuseppe Bellobuono, avrebbe rilasciato solo a seguito dell’attestazione di agibilità degli edifici, che già non era presente agli atti un anno prima: all’epoca dell’affidamento del servizio, era presente soltanto un documento in cui la Curia concedeva al comune un immobile agibile; il dirigente al ramo era Ruggiero e l’assessore alle politiche sociali era Rubina Allocca, esponente di Somma Libera e Forte.
Il dirigente Bellobuono, per garantire un procedimento corretto, richiede l’attestazione che la cooperativa fornisce con autodichiarazione di un tecnico, ma a seguito di un sopralluogo fatto dall’ingegnere incaricato dal comune e al fine di tutelare l’amministrazione, Bellobuono non l’ha ritenuto sufficiente per firmare la proroga del contratto. Proroga che, sollecitata più volte dall’assessore Cuomo, non prevedeva alcun contributo dell’amministrazione perché cofinanziata dalla cooperativa per 10 mila euro.
Nel frattempo però, Bellobuono si dimette e diventa Nicola Boccia il Dirigente ad Interim. Arrivano le prime contestazioni e la prima manifestazione di domenica 17 marzo con il coinvolgimento attivo de La Città Cambia. L’amministrazione decide così di far svolgere l’attività nel centro a titolo di volontariato per garantire la continuità educativa.
Lunedì scorso ricominciano le attività, fino a quando, mercoledì, non viene presentata dall’opposizione una richiesta di accesso agli atti a cui segue un esposto alla procura per avere chiarimenti sull’agibilità dei locali, documento che, si ribadisce, non era presente agli atti quando il servizio fu affidato, e lo stesso partito che ha presentato l’esposto aveva la delega alle politiche sociali.
Davanti a tale richiesta, l’amministrazione, per tutelarsi, ha dovuto provvedere alla chiusura dello stabile; chiusura che non è avvenuta con l’intervento dei Carabinieri.
Ad oggi, l’amministrazione, in risposta alle pressioni del movimento La Città Cambia sulla riapertura del Centro, sostiene di essersi attivata per trovare soluzioni e di aver messo in campo tutte le risorse per reperire la documentazione mancante. Nel frattempo, si sta lavorando alla possibilità di spostare le attività degli utenti in un centro per disabili sito in un comune limitrofo. Il Comune di Somma Vesuviana fornirà gratuitamente il servizio di trasporto degli utenti.
L’Amministrazione provvederà, non appena tale agibilità sarà recuperata, ad indire nuovo bando oppure farà un affidamento diretto sotto soglia per garantire continuità per gli utenti con gli operatori di riferimento.
La Città Cambia si impegna, qualora tali iniziative non dovessero essere realizzate, a proseguire la protesta con tutto l’impegno e la dedizione fino a questo momento dimostrata.
NESSUNO RESTI INDIETRO MAI!

Pentola di acqua bollente addosso, bimba di 3 anni in Terapia Intensiva

ACERRA – Una bambina di 3 anni originaria del Burkina Faso ma residente ad Acerra, è ricoverata in pericolo di vita, per il rischio di infezioni, a causa delle ustioni riportate sul corpo. Secondo quanto hanno accertato i carabinieri della compagnia Napoli Vomero intervenuti – dopo essere stati allertati dal personale sanitario – nel pronto soccorso dell’ospedale Santobono la piccola presentava ustioni di secondo grado sul 45% del corpo.

Da una prima ricostruzione di militari e sanitari si è accertato che verso le 19 di ieri nell’abitazione di Acerra la bambina si sarebbe rovesciata addosso una pentola che era sui fornelli con all’interno acqua bollente.

I genitori – lei ha 31 anni mentre lui ha 39 anni, entrambi del Burkina Faso – hanno portato la bimba nell’ospedale di Frattamaggiore e lì i sanitari hanno attivato un servizio d’emergenza 118 che ha trasferito la piccola e i genitori al Santobono. La bambina è in terapia intensiva dove rimarrà fino a domani mattina quando subirà un intervento chirurgico di asportazione della pelle ustionata e copertura delle ustioni.

Nola, via l’intervento di restauro conservativo della Chiesa di Santa Maria Jacobi

Nola. Riceviamo e pubblichiamo:

Prende il via l’intervento di restauro conservativo della piccola chiesa nolana

intitola a Maria Jacobi: il progetto sarà realizzato grazie al contributo di 19.000 euro messo

a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo nell’ambito della Campagna “I Luoghi del Cuore”

 

Nola, 25 marzo 2024 – La chiesa di Santa Maria Jacobi in Nola (NA) tornerà a essere ammirata in tutta la sua bellezza. Prende il via oggi l’intervento di restauro conservativo della parete affrescata centrale sinistra e delle murature medievali a vista della chiesa. Il progetto, tra i vincitori del bando relativo alla Campagna nazionale “I Luoghi del Cuore” promossa dal FAI-Fondo per l’Ambiente italiano, è a firma dell’Ufficio per i Beni culturali della Diocesi di Nola, diretto dalla dott.ssa Antonia Solpietro.

Grazie al Comitato “Nola oltre Nola”promosso dall’Archeoclub d’Italia-sezione di Nola, presieduta dalla professoressa Flora Nappi – e a numerosi altri enti del territorio, la chiesa di Santa Maria Jacobi ha raccolto, nel 2022, in occasione dell’undicesima edizione del censimento, il voto di 7.777 persone che gli hanno consentito di partecipare al bando che il FAI lancia dopo ogni censimento, mettendo a disposizione dei luoghi più virtuosi una serie di contributi economici.

La chiesa di Santa Maria Jacobi (“di Giacomo”) costituisce il nucleo più antico del complesso monastico di Santa Chiara, nel centro storico di Nola, che ha subito, nei secoli, non poche trasformazioni. L’intervento di restauro, sostenuto da FAI e Intesa Sanpaolo con un contributo di 19.000 euro, si concentrerà sulla piccola chiesa del monastero, intitolata a “Maria di Giacomo”, una delle tre donne che, come racconta il Vangelo di Luca, ricevettero per prime l’annuncio della Risurrezione (Lc 24, 1-11).

L’edificio di culto presenta un’unica navata che, ritmata da due archi a tutto sesto, trova conclusione nella luminosità spoglia dell’abside quadrata, su cui si apre una bifora traforata in stile gotico. Le pareti dell’aula liturgica erano ricoperte da un ciclo di affreschi a carattere religioso, eseguito tra i secoli XIV e XV, in cui è evidente la lezione cromatica, figurativa e compositiva di artisti di provenienza laziale, toscana e marchigiana, chiamati alla corte degli Angioini. Danneggiato in molte parti, il ciclo oggi si presenta composto da alcune Crocifissioni, figure di santi, storie di santa Chiara, una Madonna e un’Annunciazione, e da una Madonna dell’Umiltà attribuita alla scuola di Simone Martini.

Posizionate su pannelli, dopo il restauro, queste pitture non sono oggi ricollocate nell’originaria posizione anche perché il loro distacco ha fatto riemergere la precedente decorazione profana, del tardo XIII secolo, indicativa di un diverso utilizzo dei luoghi: una delle poche testimonianze, in Campania, di decorazioni laiche medievali, caratterizzata da un finto paramento murario, con motivi floreali e uccelli, stemmi delle più importati famiglie baronali legate alla corte angioina, un vivace episodio di caccia con cani e la leggenda di Aristotele e Fillide.

I lavori di restauro saranno diretti dal professor Pierluigi Leone de Castris (Università degli Studi Suor Orsola Benincasa) con l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli.

«Siamo grati al FAI e a Intesa Sanpaolo per l’importante contributo a sostegno del nostro progetto di recupero di Santa Maria Jacobi. L’intervento di restauro conservativo delle decorazioni laiche e delle murature medioevali ci permette infatti di chiudere un programma di azioni già in corso che includono il restauro della parete destra della chiesa, oggetto di un finanziamento dell’Archeoclub-sezione di Nola, e dei pannelli con gli affreschi religiosi trecenteschi che saranno allestiti nel coro superiore dell’edificio», sottolinea la direttrice dell’Ufficio per i Beni culturali della Diocesi di Nola, Antonia Solpietro.

«Siamo felici del traguardo raggiunto. Ringraziamo il delegato di zona del FAI, l’ingegnere Mario Romano, che ci ha supportato passo dopo passo. Siamo grati a tutte le realtà territoriali che si sono spese per promuovere il voto: con l’impegno di tanti Santa Maria Jacobi torna a splendere per tutti», aggiunge Flora Nappi, presidente dell’Archeoclub d’Italia-sezione di Nola.

«Il FAI insieme a Intesa Sanpaolo è lieto di sostenere il recupero della decorazione murale profana di Santa Maria Jacobi, sia per la sua rarità nel panorama figurativo della Campania medievale sia perché serva a incentivare la scoperta di questa piccola chiesa del centro storico di Nola, che come spesso accade in Italia, custodisce un patrimonio unico, da far conoscere e tramandare. Ma sono molti i punti di forza di questo progetto: la capacità della Diocesi di Nola e dell’Archeoclub di saper collaborare per la conservazione di questo bene; l’utilizzo di tecniche innovative; la collaborazione per il restauro con enti scientifici qualificati» è il commento di Federica Armiraglio Responsabile FAI per la Campagna “I Luoghi Cuore”.

 

Auto si ribalta a tutta velocità, giovane in condizioni molto gravi

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TORRE DEL GRECO – È di un giovane ferito in modo grave e quattro amici rimasti praticamente illesi, il bilancio di un incidente verificatosi tra sabato notte e domenica  all’altezza della rotonda del casello autostradale di Torre del Greco.

Stando ad una prima ricostruzione (sul caso indagano gli agenti del locale commissariato di polizia), l’auto sulla quale viaggiavano i cinque, per cause che restano da accertare, si sarebbe ribaltata. Nell’impatto ad avere la peggio è stato il conducente, estratto a fatica dall’abitacolo e apparso subito grave.

Il giovane, 23 anni, è stato portato all’ospedale Maresca, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento e, una volta stabilizzato, trasferito al Cardarelli di Napoli, dove è tuttora ricoverato con prognosi riservata. Le sue condizioni sono considerate critiche. Estratti invece senza particolari ferite gli altri ragazzi che viaggiavano con il 23enne, già sentiti dagli inquirenti per provare a capire la dinamica, anche se al momento l’ipotesi più accreditata è che l’auto – che si sarebbe ribaltata da sola – viaggiasse a velocità sostenuta.

Tutti gli occupanti della vettura sono stati sottoposti, come da prassi, ai test per verificare se avessero fatto uso di droghe e di alcol.

Tragedia nel porto di Napoli, marittimo muore schiacciato

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E’ un trapanese, Gaspare Davì, di 45 anni, il marittimo morto sabato sera nel porto di Napoli, mentre lavorava a bordo della nave Antares della Gnv. Il marinaio di bordo stava ultimando le manovre di carico, prima della partenza della nave, quando è rimasto schiacciato dalla ralla, intenta a posizionare un semirimorchio.

L’uomo, originario di Trapani, non si sarebbe accorto della manovra ed è rimasto schiacciato, morendo sul colpo. I sindacati si dicono sgomenti per l’accaduto ed esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia del marinaio, in particolare alla moglie e alle due figlie. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i militari della Capitaneria di Porto. La procura ha aperto un’inchiesta per accertare le cause dell’incidente.

Il cordoglio dei sindacati

“Nell’esprimere il nostro più profondo cordoglio alla famiglia del lavoratore, chiediamo a voce alta che si mettano in campo tutti gli strumenti per arrestare queste terribili tragedie senza fine”.

Così la Filt-Cgil nazionale sull’incidente sul lavoro nel porto di Napoli, dove ha perso la vita un lavoratore marittimo dell’equipaggio del traghetto GNV Antares, aggiungendo che “ancora una volta piangiamo una vittima sul lavoro”.

Secondo la Federazione dei Trasporti della Cgil “non è più sopportabile parlare di incidenti sul lavoro. Sono necessari investimenti per le lavoratrici e i lavoratori che garantiscano la loro sicurezza sul lavoro che non va vista come un costo, ma come una risorsa. Tuttavia si continuano a cancellare regole e diritti come la decurtazione dell’indennità di malattia nei confronti dei lavoratori marittimi prevista dalla scorsa finanziaria.Vanno rafforzati gli organismi di controllo e di ispezione. Abbiamo bisogno – dichiara infine la Filt Cgil nazionale – di azioni concrete con la messa in campo di risorse da parte delle istituzioni e delle autorità competenti, il quanto mai urgente aggiornamento dei decreti 271 e 272 del 1999 e di ogni intervento per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Somma Vesuviana, “Quann’ pass’ ‘a Marònn”: il Venerdì santo tra riti e tradizioni

Quann’ pass’ ‘a Marònn è un originale percorso teatrale sul tema del dolore, costruito dalla prospettiva cristiana, fondendo linguaggi ed esperienze diverse. Attinge alla tradizione canora popolare campana e alla sentita ritualità sommese del Venerdì Santo.

Gli approfondimenti teatrali sono fissati per lunedì (tutto esaurito) e martedì santo (25 e 26 marzo 2024) alle ore 21:00 nell’ ipogeo – Hubside –  dell’abside della Collegiata nell’antico vicolo delle Campane. La manifestazione nasce dalla collaborazione delle associazioni Amici del Casamale, Tramandars, Aedi del Borgo e Jesce Sole APS.

Tra i protagonisti della serata: Enzo & Arianna Gera con i loro canti struggenti; Michele D’Avino nei panni del confratello; Sonia e Simona Seraponte in coro; gli Aedi del Borgo con il miserere sommese; il diacono Antonio Caliendo che esalta i toccanti  lineamenti dell’Addolorata; Alessandro Masulli che descrive la vita confraternale sommese; ed, infine, Don Lino D’Onofrio con la recitazione di un suo componimento sul sacro sudario. Regia e testi affidati al regista ing. Antonio Raia.

Nella processione del venerdì santo la Madonna del dolore ruba la scena, come afferma Antonio Caliendo.  E’ riverso ai suoi piedi Cristo, appena deposto dalla croce. Tutti guardano a lei. D’altronde, popolarmente si dice pass a Maronn e coloro che raccolgono l’obolo attirano l’attenzione al grido A Maronn a’ Maronn!. Il dolore, in cui il cristiano di ogni epoca si immedesima, è il suo. Da qui lo sviluppo di un tema iconografico molto diffuso nell’arte sacra cristiana. La figura della Addolorata ha profonde radici teologiche e spirituali e ha ispirato numerosi capolavori artistici nel corso dei secoli. Il messaggio che la Vergine ci trasmette è un messaggio di totale amore, di totale accondiscendenza a quella che è una volontà suprema, la volontà di Dio Padre che ha voluto donare suo figlio per il riscatto degli uomini e delle donne di tutti i tempi.

I confratelli partecipano al più grande esequie della storia umana. Il dolore di Maria è il dolore dell’umanità, che grida pace al mondo intero. Forme primitive di associazioni laicali con scopi religiosi e caritatevoli sono esistite sin dai primi secoli del cristianesimo. Già nel 658, il Concilio di Nantes ci da notizie di organizzazioni laicali presenti in alcune diocesi francesi. Pian piano si trasformano e con il tempo assumono forme più organizzate e istituzionalizzate con il nome di confraternite, dal latino confraternitas, su modello di fraternitas. Costituite in una chiesa mediante un formale decreto dell’autorità ecclesiastica, tali associazioni laiche perseguirono scopi di pietà, culto e beneficenza, come l’assistenza ai poveri, agli ammalati e, soprattutto, la sepoltura dei morti in miseria. La loro presenza nella processione del Venerdì Santo è d’obbligo; il canto del miserere, inoltre, ascoltandolo da lontano, ci ricorda un antico lamento funebre, una nenia, un profondo canto di dolore. Dall’altra parte, invece, la Madre dei Dolori, con il suo largo mantello nero e come se avvolgesse il figlio morto, l’agnello sgozzato, che giace in stato di totale abbandono. Ed infine il sudario – come spiega Mons. Lino D’ Onofrio – che non solo abbraccia quel corpo, ma che il sangue pian piano muta il colore dei fili che lo tengono insieme. Un rosso acceso, infatti, invade il bianco lenzuolo.