Sant’Anastasia, Somma Vesuviana e Pomigliano d’Arco accomunate in un unico ricordo: le vittime della Flobert

Opera di Carlo Soricelli

L’11 aprile del 2024 alle ore 17.00 si terrà nella Sala Congressi Dominici di Madonna dell’ Arco a Sant’Anastasia la celebrazione del 49esimo anniversario dello scoppio della Flobert: un tragico evento che vide la morte di ben dodici operai di una fabbrica che produceva proiettili per armi giocattolo.

Una strage ancora oggi nel cuore e nel ricordo degli anastasiani, ma anche della vicina Somma Vesuviana che ebbe ben tanti morti. Era l’11 aprile del 1975, alle ore 13:25, quando in contrada Romani una terribile deflagrazione falciò la vita di queste vite, lasciando un solo superstite. Il convegno dibattito è stato organizzato dalla sede A.N.P.I. Caduti della Flobert, sezione locale, che, non a caso, ha scelto come intitolazione proprio la strage del ’75, dichiarando così la propria vocazione su questo tema, sul quale non si può assolutamente più tacere. Interverranno le massime cariche istituzionali dei tre paesi maggiormente coinvolti nella tragedia: Sant’Anastasia dove era ubicata la fabbrica; Somma Vesuviana con ben la metà delle vittime; e, infine, Pomigliano d’Arco, l’anima operaia, che ha sempre evocato il ricordo di quell’orribile giorno. Presente il Comitato studi dell’ Archivio storico cittadino G. Cocozza di Somma Vesuviana, che ha condotto una capillare ricerca sulle sei vittime locali:

  1. Allocca Michele, nato il 7 febbraio 1943 a Somma Vesuviana in Masseria Cerciello 57 da Alfonso e da Cerciello Filomena, morto l’ 11 aprile 1975 a Sant’ Anastasia;
  2. Barra Mariano, nato l’ 8 maggio 1951 a Somma Vesuviana in via Malacciso 8 da Salvatore e Anna Bocchino, morto l’ 11 aprile 1975 a Sant’ Anastasia;
  3. Cerciello Giovanni, nato il 4 gennaio 1936 a Somma Vesuviana in via Cerciello 9 da Clemente e Rosa Auriemma, sposato il 21 marzo 1971 con Cimmino Teresa, morto l’ 11 aprile 1975 a Sant’ Anastasia;
  4. Esposito Michele, nato l’ 8 maggio 1941 a Marigliano da Pasquale e Assorbente Sara, residente in Somma Vesuviana in via Vignariello 53, morto l’ 11 aprile 1975 a Sant’ Anastasia;
  5. Mosca Giuseppe, nato il 24 maggio del 1955 a San Giuseppe Vesuviano (Clinica S. Lucia), da Luigi e Perna Romano Francesca, residente in Somma Vesuviana in Lagno Macedonia 31, morto l’ 11 aprile 1975 a Sant’ Anastasia;
  6. Sorrentino Giuseppe, nato il 29 giugno 1953 a Somma Vesuviana in Lagno Macedonia 6 da Umberto e Raia Pasqua, morto l’ 11 aprile 1975 a Sant’ Anastasia.

Gli altri nomi furono: Antonio Tramontano, 21 anni; Antonio Savarese, 23 anni; Giovanni Esposito, 25 anni; Antonio Frasca, 25 anni; Giovanni Caruso, 35 anni; Vincenzo Florio, 42 anni.

La manifestazione – come spiega Maria Elena Capuano, presidente ANPI locale – non solo ci preparerà per il 50° anniversario del 2025, ma offrirà numerosi spunti su un tema attualissimo: quello della sicurezza e delle morti sul lavoro, non solo quelle ufficialmente censite, ma anche quelle che non vengono dichiarate perché avvenute in condizioni di lavoro in nero.

Fornirà la sua preziosa testimonianza l’unico superstite della tragedia in quella sorta di bunker: Ciro Liguoro, che, da allora, porta ovunque, soprattutto nelle scuole, il suo ricordo per tenere viva la memoria e diffondere la cultura del lavoro sicuro nelle future generazioni.

Interverranno nomi prestigiosi del mondo lavorativo, sindacale e del giornalismo, con una massiccia partecipazione della CGIL di Napoli. Tra i presenti: Matteo Cosenza, giornalista e scrittore; Sandro Ruotolo, giornalista e membro della segreteria nazionale del PD; Cinzia Massa, segretaria della CGIL di Napoli; Vincenzo Ammirato, dirigente INAIL di Napoli; Carlo Soricelli – pittore, scultore e fondatore dell’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro – che donerà all’ANPI locale un quadro con le foto delle dodici vittime (vedi foto). A conclusione, la voce autorevole di Nando Morra, già segretario della CGIL di Napoli, giornalista e scrittore, che ritorna sui luoghi della tragedia dove all’epoca dei fatti tenne l’omelia laica a un pubblico profondamente scosso. Durante il convegno saranno proiettati filmati d’epoca, patrimonio della Rai.

Sprazzi di vecchio Napoli: a Monza vincono divertimento e spettacolo

Nell’unica partita della domenica pomeriggio, il Napoli si impone a Monza in maniera pirotecnica per 2-4 e si mantiene in corsa per un piazzamento europeo.

La fase decisiva del match è stata la prima metà del secondo tempo, in cui gli azzurri hanno messo le mani sui 3 punti grazie a 3 reti nel giro di 6 minuti. Va sottolineata anche la qualità dei gol, uno più bello dell’altro: questo porta sicuramente qualche rimpianto per come si è sviluppata la stagione rispetto alle capacità di questi calciatori.

In ogni caso la reazione della ripresa non deve ingannare sulla necessità della rivoluzione programmata per la prossima stagione, in quanto molti sono ormai a fine ciclo; queste ultime partite dovranno servire, oltre che per la qualificazione in Europa, anche come vetrina per i giocatori destinati alla vendita nella speranza di poter strappare un prezzo più elevato. Tornando alla partita in sé, il secondo tempo è stato un ottimo spot per il calcio italiano, dimostrando quanto anche le squadre di media e piccola fascia stiano iniziando a giocare a viso aperto, e non solo di rimessa come avveniva in passato: in questo modo viene esaltata la tecnica e sono le prodezze individuali come quelle di oggi a farci innamorare di questo sport.

Protesta per il pronto soccorso di Boscotrecase ancora chiuso

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Boscotrecase – “In occasione della giornata mondiale della salute abbiamo tenuto una iniziativa simbolica davanti ai cancelli del pronto soccorso di Boscotrecase, per chiedere ancora una volta la sua riapertura”.

Lo afferma in una nota il comitato “Ce avite accise ‘a salute”, che porta avanti la protesta degli abitanti di Boscotrecase ma anche di Boscoreale, Torre Annunziata, Pompei e altri Comuni della provincia a sud di Napoli.

“Il nostro pronto soccorso – spiegano i manifestanti – è stato chiuso agli inizi del 2020, quando l’ospedale divenne Covid Center, mentre prima faceva 70mila accessi l’anno. Questa mole di richieste di soccorso si è riversata ora sul San Leonardo Di Castellammare di Stabia che è passato da 50mila accessi l’anno a 100mila, dato che considerati anche i tempi di percorrenza per raggiungerlo dai paesi vesuviani, crea situazioni di forte disagio e di pericolo per chi deve attendere ore se non giorni prima di ricevere soccorso. Ma ci sono anche problemi di ordine pubblico, perché la gente è davvero esasperata come pure i medici sono infiacchiti da questa enorme mole di lavoro. Chiediamo ancora una volta che venga rispettato il nostro diritto alla salute e che venga finalmente riaperto il nostro Pronto soccorso. A noi non interessano i concorsi, la carenza di personale e tutte queste storie che ci hanno raccontato e ci raccontano, questi problemi deve risolverli la politica, noi vogliamo solo garantito un nostro diritto primario, il pronto soccorso subito”.

Pellini, opposizione in pressing sui parlamentari

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Terra dei Fuochi: parte lettera dei consiglieri comunali di Coalizione Civica a tutti i parlamentari eletti nel collegio di Acerra; “Su vicenda Pellini lo Stato sta tradendo il patto sociale con il quale si è obbligato a difendere i propri cittadini.

 

Non risulta che il Ministero dell’Ambiente abbia posto in essere alcuna azione per rendere effettivo il risarcimento del danno ambientale per i gravi delitti definitivamente accertati”.

 

“La nostra comunità non può essere condannata a contare i morti per patologie oncologiche conseguenti all’inquinamento, mentre i responsabili del disastro non sono obbligati a risarcire il danno ambientale. Lo Stato sta tradendo il patto sociale con il quale si è obbligato a difendere i propri cittadini. Confidiamo, pertanto, in un suo rapido ed utile intervento quale rappresentante di questa comunità martire del disastro ambientale, affinché la giustizia ambientale possa vincere laddove altri interventi statali si sono rivelati inadeguati”: si conclude così la lettera che i 7 consiglieri comunali di Coalizione Civica X Acerra stanno inviando a tutti i parlamentari eletti nel collegio uninominale e plurinominale di Camera e Senato di Acerra, dopo aver appreso che la Corte di Cassazione ha annullato il sequestro di prevenzione dei beni, per un valore di 222 milioni di euro, riconducibili agli imprenditori Pellini di Acerra, condannati per il reato di disastro con sentenza della Corte d’Appello di Napoli, passata in giudicato in quanto confermata con sentenza della Corte di Cassazione I sezione penale n. 58023 del 29/12/2017.

 

“Nel giudizio penale definito con la citata sentenza – proseguono i 7 consiglieri comunali – la costituzione di parte civile del Comune di Acerra non fu ammessa dal Tribunale di Napoli in quanto unico soggetto legittimato ad agire, per il risarcimento del danno ambientale, è lo Stato in base alla parte VI del TU Ambientale approvato con D.lgs. 152/06. Il Ministero dell’Ambiente, sollecitato anche dall’Amministrazione Comunale dell’epoca, esercitò puntualmente l’azione di danno pubblico ambientale mediante costituzione di parte civile nel processo penale ma dopo la sentenza definitiva, nonostante più volte compulsato, non risulta che il Ministero dell’Ambiente abbia posto in essere alcuna azione per rendere effettivo il risarcimento del danno ambientale per i gravi delitti definitivamente accertati”.

 

“Inspiegabilmente, il giudizio civile per la quantificazione e liquidazione del danno ambientale prioritariamente in forma specifica, obbligatorio in base alle vigenti norme europee e nazionali, non sarebbe stato avviato. Tale omissione – concludono i 7 consiglieri comunali tutti espressione di liste civiche – oltre a violare la direttiva dell’Unione europea sul risarcimento del danno ambientale ed i principi del Trattato in materia ambientale, costituirebbe grave responsabilità erariale e penale. Riteniamo che lo Stato debba intervenire senza ulteriore ed inspiegabile ritardo”.

 

La lettera arriverà nelle prossime ore al deputato Carmela Auriemma(M5S) e al senatore Raffaele De Rosa (eletto con il M5S e poi passato a Forza Italia), vincitori dei collegi uninominali, anche, tra gli altri, ai senatori Matteo Renzi, Dario Franceschini, Sergio Rastrelli e Francesco Silvestro, nonché ai deputati Marco Sarracino, Marta Schifone, Annarita Patriarca, Ettore Rosato, Francesco Emilio Borrelli.

 

Poesia è…Rinascenza al secondo anniversario

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Aprile 2022, aprile 2024: due anni di intensa attività che dimostrano quanto sia robusta e apprezzata la Rassegna “Poesia è… Rinascenza”, che gli ideatori e organizzatori Melania Mollo e Giuseppe Vetromile portano avanti con grande impegno, ma anche con grande determinazione ed entusiasmo, ormai da un biennio.

È tutto pronto, dunque, per celebrare il secondo anniversario, in programma sabato 13 aprile a partire dalle ore 18 nella suggestiva sede dell’Istituto “Povere Figlie della Visitazione di Maria” di Pollena Trocchia, Villa Caracciolo-Ruoppolo: una location eccezionale per un eccezionale evento. Ricco e articolato il programma di questo incontro speciale, che vede la partecipazione di alcuni autori protagonisti degli incontri precedenti della Rassegna: Dalila Hiaoui dal Marocco, Rita Pacilio da San Giorgio del Sannio, Irene Sabetta da Alatri e Giovanna Scuderi da Avellino. Accanto a loro anche alcuni dei poeti presenti negli appuntamenti precedenti: il giovane Tommaso Attanasio, che darà inizio alle letture, e poi Cristiana Buccarelli, Salvatore Cantone, Giansalvo Pio Fortunato, Lucia Gaeta, Anna Rosa Lauro, Massimo Luongo, Antonella Quaglia, Armando Scarpato, Antonio Simone, Stefano Taccone e l’attrice Amalia Vetromile. Ben rappresentata anche la parte artistica, con le esposizioni dei pittori Gennaro Maria Guaccio e Nicola Guarino, delle opere fotografiche di Michele Attanasio e della fashion design di Nadia Soria.

Non mancherà il contributo degli artisti musicisti, con la partecipazione di Roberto Sorrentino e della cantante Stefania Cocozza. Anche per questo secondo anniversario saranno presenti alcuni ospiti importanti: il gruppo di musica popolare “La Banda del Torchio”, l’attore Pasquale Rea, il trio Martinelli – Di Lorenzo – Simeoli con la performance “Come un fiore”. Prevista la partecipazione straordinaria di Agostino Chiummariello, attore di “Mare fuori”. L’evento speciale del secondo anniversario della Rassegna gode del patrocinio morale del Comune di Pollena Trocchia.

All’incontro sarà presente il sindaco del comune vesuviano, Carlo Esposito, ai saluti del quale si aggiungeranno quelli del dott. Andrea Sannino, priore della Congrega del SS. Sacramento in Trocchia, che solitamente ospita gli incontri della manifestazione. «Gli organizzatori ringraziano amici, associazioni, aziende e professionisti, che si sono resi disponibili a collaborare; tra questi il fotogiornalista Luigi Buonincontro, la Serigrafia dei fratelli Maione, l’artista Luigi Russo e “Alfisti Vesuviani A.S.D.”, che esporrà esemplari di veicoli storici. Si ringrazia inoltre per il sostegno alla diffusione dell’evento il Blog “Informiamo Pollena Trocchia”, l’Associazione Liberi Pensieri, la Pro Loco di Pollena Trocchia e l’Associazione artistica e poetica irpina “ACIPEA” di Lucia Gaeta. L’ingresso è libero, sarà gradita la partecipazione della cittadinanza e di tutti gli amici» hanno fatto sapere gli organizzatori di “Poesia è… Rinascenza”.

Campagna, incidente stradale: due carabinieri perdono la vita

Riportiamo la notizia dall’ ANSA: 

Due carabinieri sono morti in un incidente stradale verificatosi nella notte in provincia di Salerno. Tre le auto, tra le quali quella dei militari, coinvolte lungo la strada che collega i comuni di Eboli e Campagna.

Come riferiscono i carabinieri, le vittime sono il maresciallo Francesco Pastore, di 25 anni, e il carabiniere Francesco Ferraro, di 27 anni, entrambi di origine pugliese, in servizio presso la stazione di Campagna. Quattro in totale i feriti (tra cui un terzo carabiniere), sei le autoambulanze arrivate sul posto. Sgomento e dolore tra le comunità di Eboli e Campagna, nel Salernitano. Stanotte, in un incidente stradale, sono morti due giovanissimi carabinieri in servizio presso la stazione di Campagna. Su FB, il Nucleo comunale Protezione Civile Città di Campagna esprime il suo cordoglio “alle famiglie dei giovani carabinieri, al Comandante Solimene, ai colleghi della Stazione di Campagna e all’Arma tutta in questo momento di profondo dolore”. Anche sul profilo FB del Comune di Eboli parole di vicinanza alle famiglie. “Una città ammutolita dal dolore e dal cordoglio – si legge – per il tragico incidente che ha strappato alla vita due giovani militari dell’Arma dei carabinieri. Ai familiari, alla Compagnia di Eboli e alla Stazione dei carabinieri di Campagna va il nostro pensiero e la nostra preghiera”. Fatica a parlare al telefono con l’Ansa, il sindaco di Campagna (Salerno), Biagio Luongo, ripercorrendo in lacrime i tragici momenti dell’incidente stradale di stanotte dove hanno perso la vita due giovanissimi carabinieri. “Sono rimasto lì – racconta il primo cittadino con la voce spezzata dal dolore – tutta la notte. Ho assistito inerme alle fasi successive di questa immane tragedia. Non posso far altro che esprimere la mia vicinanza alla famiglia e all’Arma dei Carabinieri per la perdita di questi due ragazzi. Tutta la città di Campagna è sgomenta. Ho già predisposto una corona dei fiori a nome mio, della Giunta e del Consiglio comunale tutto. In accordo con la famiglia e con l’Arma, ricorderemo questi due giovani carabinieri. È un dolore profondissimo”. Anche sulla sua pagina Fb, il sindaco di Campagna (Salerno), Biagio Luongo, ha voluto testimoniare lo sgomento per la morte – avvenuta stanotte in un incidente stradale – di due carabinieri. “Ci sono momenti in cui le parole non bastano ad esprimere il dolore e la sofferenza. Oggi, la nostra Città è avvolta in un manto di profonda tristezza e incredulità. Una tragedia ha portato via, nel cuore della notte, due giovani Carabinieri del Comando di Campagna. Una vita spesa al servizio dello Stato, a colmare quella sottile linea che separa la civiltà e la legalità dalla barbarie e dalla prepotenza. Scelte coraggiose di uomini e donne di valore che proteggono e difendono quotidianamente le nostre vite con immensi sacrifici e una granitica dedizione. Un evento drammatico che ci lascia sgomenti e affranti. Le Istituzioni e la comunità tutta si uniscono al cordoglio delle famiglie e dell’Arma dei Carabinieri. Piangiamo, oggi, due tra i nostri più cari figli di Campagna, eroi silenziosi ai quali tributiamo il nostro rispettoso e doveroso commiato”, conclude Luongo.

Le ricette di Biagio: mozzarella in carrozza. E’ un piatto, ed è un’opera d’arte concettuale.

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Gino De Dominicis (1947- 1998) nel 1970 realizzò uno dei suoi capolavori, “La mozzarella in carrozza” collocando una mozzarella sul sedile interno di una carrozza: apre questo breve articolo l’immagine dell’opera, che venne presentata per la prima volta in una mostra collettiva a Roma.

 

Ingredienti per 6 persone:24 fette di pancarrè, gr.800 di mozzarella di bufala, dl 5 di latte, 6 acciughe dissalate, 3 uova, gr.50 di farina, 1 padella di olio, d’oliva, sale. Togliete la sottile scorza alle fette di pancarrè e fatele tostare fermandovi prima che diventino scure.Tagliate la mozzarella a quadratini spessi un paio di centimetro, immergeteli nelle uova sbattute e poi nella farina. Immergete il pancarrè nel latte e subito dopo nella farina e nelle uova sbattute. Ponete la mozzarella e mezzo filetto di acciuga tra le due fette di pancarrè e friggete subito in una padella dai bordi alti in olio bollente. (Biagio ha seguito la ricetta di Domenico Manzon – La cucina campana – aumentando solo lo spessore dei quadratini di mozzarella). L’immagine dell’opera di De Dominicis è tratta dal sito “pincopanco” e l’immagine del “piatto”, messa in appendice, è quella di Sonia Peronaci.

 

Ho letto molti articoli con la speranza di trovare il commentatore che mi spiegasse chiaramente quali fossero le intenzioni dell’artista. Ha scritto Lara Maria Ferrari: “Dal disegno all’installazione, De Dominicis non si negava nessun mezzo che potesse esprimere concetti da lui indagati nell’ambito della filosofia teoretica, quali la realizzazione dell’improbabile, la contraddizione delle evidenze scientifiche, i temi della morte e dell’immortalità fisica. L’opera per De Dominicis vale nel momento della sua produzione, esibizione ed esperienza, da parte del pubblico. La sua celebre opera ‘2° soluzione di immortalità’ fu citata da Eugenio Montale nel discorso all’Accademia di Svezia nell’accettazione del Premio Nobel”. Ha scritto il Nicolini che Gino De Dominicis è stato uno degli artisti italiani più discussi del Novecento: espresse la sua arte attraverso diverse tecniche, ovvero la pittura, la scultura e l’architettura, svincolandosi il più possibile da tutte le convenzioni legate al mondo artistico, a partire dall’esigenza di limitare al minimo le riproduzioni fotografiche delle sue opere fino al rigetto di alcune terminologie come “performance” oppure “arte concettuale”. Per De Dominicis, il fulcro principale doveva essere costituito dallarte stessa, l’unico modo possibile per lui di indagare una serie di tematiche su cui si è concentrato per tutta la vita, ovvero l’immortalità, il riuscire a realizzare l’impossibile, l’immobilità e i culti antichi, in particolare la civiltà dei Sumeri. A questo punto mi sono arreso. Non mi vergogno di dichiarare che considero molti artisti di questo Novecento “concettuale e “informale” dei simpatici mattacchioni che amano prendere in giro certi critici e certi mercanti. Ma torneremo sull’argomento. La “mozzarella in carrozza” prende il suo nome dal fatto che prima dell’arrivo dei pancarrè le fette di pane raffermo erano rotonde, come le ruote di una carrozza. Secondo un’altra versione, diffusa nel Vesuviano, la mozzarella in carrozza si chiama così perché era “’a marenna” dei cocchieri che trasportavano la farina dai depositi di Nola ai mulini di Torre, e la pasta da Torre alle botteghe del Vesuviano.

 

 

 

 

“Anche a Pomigliano il salario minimo comunale”: la proposta di due gruppi

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Pomigliano d’Arco. «Dopo Livorno, Firenze e Bacoli abbiamo l’opportunità di rendere Pomigliano tra i primi Comuni in Italia ad adottare questa misura, che è espressione di dignità e rispetto del lavoro, dei lavoratori e delle loro famiglie». Dichiarazioni di Vito Fiacco detto Fender, consigliere comunale e segretario di Rinascita, pronunciate all’indomani dell’invio di una mozione comunale che chiede l’introduzione del Salario Minimo Legale Comunale a firma delle due forze di opposizione consiliare: Rinascita e PER Pomigliano.

 

«Garantire una retribuzione adeguata – continua Fiacco – è uno dei principi mai pienamente attuati della nostra Costituzione. La possibilità che gli Enti Locali, cioè le istituzioni più di prossimità, diano espressione concreta a tali principi rappresenta una forma altissima di democrazia e di tutela della propria comunità

 

«È importante – precisa Marco Iasevoli consigliere comunale di PER Pomigliano – che dai Comuni, gli enti più vicini alle esigenze dei cittadini, delle famiglie e dei lavoratori, arrivino segnali chiari sulla retribuzione degna».

 

La mozione mira, si legge nel testo integrale firmato dai consiglieri comunali Vito Fiacco, Carla Mercogliano e Marco Iasevoli, «a far sì che ad ogni lavoratore e ad ogni lavoratrice del personale alle dipendenze di operatori economici fornitori di beni e prestatori di servizi per il Comune di Pomigliano d’Arco, nonché per i lavoratori dipendenti dei gestori/concessionari di beni patrimoniali e/o servizi, assegnati dal Comune di Pomigliano d’Arco, sia garantito per le proprie prestazioni lavorative l’importo minimo, per ogni ora di lavoro, di 9 euro lordi, ad esclusione ovviamente di quelle categorie per le quali il CCNL preveda una retribuzione oraria più alta».

 

«Oggi – spiega la segretaria di Rinascita Carla Mercogliano – abbiamo un governo che non tutela il lavoro ed a è trazione settentrionale. Quindi, secondo noi, è assai improbabile che lo strumento del Salario Minimo Garantito venga approvato su scala nazionale. Da qui l’esigenza di provare ad approvarlo partendo dal basso, attraverso mozioni come questa che, se da un lato, hanno chiaramente portata limitata all’area della singola amministrazione che approva il provvedimento, dall’altro sono strumenti indispensabili per avviare un dialogo costruttivo e di sensibilizzazione sul problema, così da creare le condizioni perché anche la politica nazionale si svegli e riesca ad abolire il lavoro povero legale».

 

 

Blitz nelle officine di Brusciano e Marigliano, meccanici nei guai

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I militari del nucleo carabinieri forestale di Marigliano, insieme alla stazione carabinieri della stessa città, hanno effettuato un controllo presso un’autofficina. Durante l’ispezione, i militari hanno riscontrato che su un’area di circa 3000 metri quadrati, appartenente all’autofficina, erano distribuiti materiali di varie tipologie, tra cui parti meccaniche di autoveicoli (sportelli, parti di motori, plastiche, oli esausti, ammortizzatori e pneumatici fuori uso).

Inoltre, all’interno della stessa officina, i carabinieri hanno rinvenuto quattro motori di auto per i quali il titolare dell’autofficina non è riuscito a dimostrare la lecita provenienza tramite documentazione. Il controllo eseguito dai carabinieri si è concluso con il sequestro dell’intera area e dei rifiuti rinvenuti, oltre alla denuncia del titolare dell’autofficina. I reati ipotizzati sono stati gestione illecita di rifiuti e ricettazione.

Nella stessa giornata i carabinieri forestale del nucleo di Marigliano si sono recati a Castello di Cisterna per un ulteriore accertamento unitamente ai militari della Stazione carabinieri di Brusciano. In particolare, hanno ispezionato un’area aperta di circa 150 metri quadrati, recintata e pavimentata in calcestruzzo, dove erano depositati rifiuti di varie tipologie. Tra questi rifiuti vi erano sia materiali pericolosi che non pericolosi, come batterie esauste, parti in plastica di carrozzeria di auto, parti meccaniche di veicoli, terminali di scarico, ferro e acciaio. Per gli investigatori le acque di dilavamento del piazzale venivano immesse direttamente nella pubblica fogna, senza un preventivo trattamento di depurazione delle acque e senza la prescritta autorizzazione.

Il detentore dell’area, un 49enne di Brusciano, è stato denunciato per abbandono incontrollato di rifiuti e immissione abusiva di acque industriali nella pubblica fognatura. I controlli dei carabinieri forestale, nell’ambito della tutela ambientale, fanno parte della programmazione e del coordinamento del Gruppo carabinieri forestale di Napoli.

Somma Vesuviana, Consiglio Comunale: si infiamma il dibattito in merito al D.U.P.

Somma Vesuviana. Il Consiglio Comunale di ieri incentrato sulla discussione del D.U.P.

Ieri si è svolto il Consiglio Comunale, che è partito con una fumata nera: con solo undici Consiglieri presenti, la seduta è stata inizialmente dichiarata non valida. Dopo pochi minuti sono poi tornati in aula i Consiglieri dell’opposizione, i quali si erano allontanati contestando al Presidente del Consiglio il ritardo nell’avvio del Consiglio, segno ulteriore, in particolare secondo il Consigliere Sommese, della  scarsa imparzialità del Presidente.

L’intervento dell’Assessore Micillo

L’unico punto all’ordine del giorno su cui si è focalizzato il dibattito è stato l’esame e l’approvazione del D.U.P. 2024/2026. Sulla questione è intervenuto l’Assessore Micillo, il quale ha sottolineato come nell’approvazione del D.U.P. e del Bilancio ci sono stati errori tecnici e non dei responsabili, di cui sono stati informati tutti i consiglieri e che sono stati prontamente risolti. Per il D.U.P., è stata fatta una programmazione che garantisce la sostenibilità della spesa nel rispetto degli equilibri di bilancio. Micillo ha poi aggiunto che nella sezione operativa e per i lavori pubblici ci sono investimenti per circa 24 milioni, tutti finanziati con fondi sovracomunali. Inoltre, l’Assessore ha evidenziato come il D.U.P punti alla valorizzazione del patrimonio sommese, per mezzo di una serie di progetti già avviati o in fase di progettazione.

Opposizione all’attacco

Successivamente, ha preso la parola il Sindaco Di Sarno, il quale ha dichiarato di voler accogliere l’invito di Don Francesco Feola a superare le tensioni delle precedenti sedute tra maggioranza e opposizione. Questo, però, non ha frenato gli attacchi di Piscitelli, Sommese e Nocerino, i quali hanno contestato l’operato della maggioranza in merito al D.U.P. e la mancanza di organicità e coesione di quest’ultima nella programmazione dell’ente. Alle accuse dei tre Consiglieri ha risposto l’Assessore Micillo, il quale ha affermato che sicuramente saranno aggiunte nuove linee di programmazione all’interno del D.U.P. appena saranno risolti una serie di errori pregressi che hanno portato ad una mancanza di risorse.

La risposta della maggioranza

Alle frecce scagliate dall’arco dell’opposizione è giunta, seppure timida, una risposta anche da parte dei Consiglieri della maggioranza. In particolare, è intervenuto il Consigliere Antonio Granato, il quale ha difeso l’operato della maggioranza in merito al D.U.P. e ha espresso la volontà di portare avanti tutti gli obiettivi previsti per il bene della città di Somma Vesuviana. Hanno poi chiesto la parola il Consigliere De Paola,  Parisi e il Consigliere Esposito, i quali hanno esortato la minoranza a contenere i toni. Soprattutto Esposito nel suo intervento ha specificato che i problemi nel D.U.P. dipendono per lo più dalla sostituzione degli assessori con la nuova maggioranza Di Sarno e che per questo ora, invece, serve continuità. Per il Consigliere, dunque, è inammissibile che Sommese, Nocerino e Piscitelli chiedano le dimissioni immediate del Sindaco.