Intelligenza Artificiale, dibattito al Senato svela nuovo provvedimento

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Si è svolta, presso la Sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica, la conferenza dal titolo, “IA: Innovazione ed Etica nel Cuore della Rivoluzione Digitale”, promossa dalla Senatrice Cinzia Pellegrino, Membro della Commissione Politiche per l’UE, a cui hanno preso parte, Maurizio Tarricone, Responsabile Dipartimento Economia Digitale dell’Istituto Milton Friedman, nonché diversi illustri esperti e professori che operano nel settore e formano le future generazioni sul tema.

“Il convegno è stato il primo di una serie di iniziative dedicate al tema dell’intelligenza artificiale, che si svolgeranno da qui fino alla fine di quest’anno.

Nelle prossime settimane, come annunciato, in rappresentanza del Governo dal Sottosegretario Butti, arriverà in Parlamento un provvedimento che ha l’obiettivo di regolamentare le sfide e le opportunità che ci attendono su questa materia, dalla difesa della privacy a quella dei diritti umani e civili. Su questo, saremo la prima nazione a dotarsi di una simile normativa. L’Europa ha già approvato una legge in proposito e sono convinta che l’intelligenza artificiale possa essere un buon alleato per l’umanità. Tuttavia, accanto agli aspetti positivi, bisogna anche considerare quelli che possono avere risvolti negativi” – È quanto dichiarato dalla Senatrice di Fratelli d’Italia, Cinzia Pellegrino.

“L’intelligenza artificiale è presente in molti dei processi della P.A. e dei Comuni, tutti stati avanzati o componenti di una filiera, dalla gestione dell’energia a quella del traffico etc in stato embrionale e non ancora sfuttandone le vere potenzialità.

Mi chiedo come mai un fondo d’investimenti come BLACKROCK, tra i più grandi al mondo, che ha al suo interno i più grandi economisti di fa internazionale ha deciso di far loro utilizzare la AI, per potenziare il pensiero umano e la pubblica amministrazione non possa fare la stessa cosa? I Comuni infatti potrebbero integrare una AI per il supporto del processo decisionali in quasi tutte le proprie attività, sicuramente potenziando anche i servizi erogati ai cittadini, e creare un sistema di confronto, proposta e supporto alla decisione ottimizzerebbe tutto il resto della filiera, raggiungendo magari anche gli stessi obiettivi prefissati di realizzazione, ma con un percorso diverso. La IA non deve essere utilizzata come “Toppa” per la gestione tardiva delle emergenze ma come buona pratica di prevenzione e pianificazione di spese, bandi, appalti etc” – È quanto ha dichiarato Maurizio Tarricone, Responsabile Dipartimento Economia Digitale dell’Istituto Milton Friedman.

Acerra, Consiglio approva Rendiconto nei tempi

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ACERRA. Il consiglio comunale ha approvato lo Schema di Rendiconto della Gestione 2023 vcome da delibera di giunta n.26 del 15/03/2023.

Ringrazio la giunta, i consiglieri di maggioranza, il dirigente dei Servizi Finanziari e tutti gli uffici comunali che hanno predisposto gli atti consentendo l’approvazione del Rendiconto nei termini previsti per legge – sottolineano il sindaco Tito d’Errico e l’assessore con delega al Bilancio Gennaro Iovino – un documento lineare, corretto e completo sia sul piano formale che sul piano sostanziale. L’ente è riuscito a garantire un risultato finanziario positivo senza mai sacrificare l’erogazione dei servizi ai cittadini nonostante l’inflazione, l’aumento dei tassi di interesse positivi, l’aumento dei costi dell’energia elettrica, del gas e del carburante, delle rate di ammortamento mutui e prestiti e di tutti i contratti di somministrazione riguardanti prestazioni continuative”.

 

 

Nascerà la prima comunità energetica nel vesuviano: a San Giuseppe Vesuviano l’incontro tra i partner

Riceviamo e pubblichiamo.

Due giorni di meeting dei partner europei del Progetto POWER UP di UCSA.

Un importante meeting europeo, il 16 ed il 17 aprile scorso, presso il Comune di San Giuseppe Vesuviano, si è tenuto l’incontro dei partner di progetto denominato Power Up.

L’UCSA, l’Ufficio Comune per la Sostenibilità Ambientale, di cui fanno parte i Comuni di San Giuseppe Vesuviano (Ente capofila), Palma Campania, San Gennaro Vesuviano e Striano, è partner di questo Progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma HORIZON 2020.

Ai lavori oltre ai rappresentanti dell’UCSA hanno partecipato quelli degli altri partner di progetto, fra cui le città di Eeklo (Belgio) Herleen (Olanda), Roznov Pod Radhostem (Repubblica Ceca), Skopje (Repubblica della Macedonia del Nord), Valencia (Spagna), l’Associazione Energy Cities (Francia), l’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile (Italia) e la SINLOC (Italia).

Power Up si pone come obiettivo quello di creare Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) che, mettendo insieme vari soggetti pubblici e privati, attraverso modelli di auto produzione di energia rinnovabile, raggiungano una maggiore indipendenza ed efficienza energetica e possano più agevolmente affrontare l’attuale crisi energetica, anche intercettando i contributi messi a disposizione a livello nazionale e regionale.

Prossimo step di Progetto è quello di passare agli atti formali di costituzione della Comunità energetica, prima nella componente pubblica, poi in quella privata, con una forma di accordo prevista e concordata, al fine di procedere alla concretizzazione della CER nel Territorio Vesuviano.

Le CER potranno portare ai comuni stessi un primo impatto positivo direttamente nelle proprie bollette dell’energia, andando a ridurre i costi, oltre che avere anche una grande fetta di profitto che resterà nelle casse del comune grazie alla vendita dell’energia in surplus che verrà conferita nella CER, tramite una condivisione virtuale con i soggetti produttori mappati permetterà di ottenere una elevata quantità di incentivi dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Questi incentivi saranno ripartiti ai soggetti fragili segnalati dai servizi sociali dell’ente locale. In questo modo si punta a distribuire sul territorio una fetta di incentivi che potrà arrivare, secondo una stima di calcolo effettuata, dai 170 ai 200 Euro a singola famiglia.

Si pensa quindi alle CER come ad uno strumento che possa ridurre i costi energetici dei comuni oltre che, allo stesso modo, ridurre anche la povertà energetica che va ad intaccare ogni giorno tante famiglie del territorio.

Sant’Anastasia, LEGO riciclati per abbattere le barriere architettoniche

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E’ partita dal Veneto la sfida di superare le barriere architettoniche con rampe costruite con mattoncini LEGO. Arriva finalmente anche a Napoli e in provincia con l’associazione Su una Nuvola Blu di Sant’Anastasia (NA).

La presidente dell’associazione Susy Rea ha da subito accolto con entusiasmo la proposta di portare anche nel napoletano questo strepitoso progetto di inclusione, partecipazione collettiva e a basso impatto ambientale.

Due saranno le tappe fondamentali del progetto: individuare una barriera architettonica presente all’accesso di un ente pubblico, culturale, istituzionale, scolastico a Napoli e in provincia e attivare una raccolta di mattoncini Lego per la costruzione di una rampa d’accesso utile e super colorata!

Il progetto dei Talents inizia nel 2020 a seguito del primo duro lockdown.

Enrico Balestra, 29 anni, è il giovane Talent nello spettro autistico che ha avviato il programma di ricerca mattoncini e costruzione delle rampe: “Per me è bello aver unito la mia passione per i LEGO con la possibilità di aiutare le persone con disabilità motoria. – spiega Balestra – “Al momento sono già state realizzate 15 rampe di LEGO, i mattoncini per i Talents vengono raccolti in diversi Comuni in tutto il Veneto. E la lista cresce. Il nostro faro è Spider Man quando dice che “da un grande potere deriva una grande responsabilità”. E conclude: “Con le nostre coloratissime rampe noi possiamo illuminare tante disabilità che spesso sono in ombra, nel grigiore, dimenticate. Desideriamo abbattere le barriere architettoniche, ma anche quelle mentali, e vogliamo che la disabilità venga colta in tutte le sue potenzialità anche dalle aziende, facendo crescere le possibilità di inserimento lavorativo”.

Dal punto di vista tecnico, le pendenze massime previste (e tuttora esistenti) per le rampe d’accesso deve essere del 12%-15%. Le rampe di LEGO – per la stessa conformazione dei mattoncini danesi – hanno una pendenza del 22%. Non ci sono alternative. Ma il tema non è di adempimento della normativa per l’abbattimento delle barriere architettoniche quanto il perseguimento del principio generale di “riduzione del danno“. In Germania, è Rita Ebel che porta avanti le sue rampe “perché comunque la barriera architettonica risulta ridotta dalla rampa, è un miglioramento rispetto all’esistente”. Piuttosto di niente, piuttosto. Ed è un “piuttosto” bello, carino, inclusivo, partecipato, colorato, sostenibile da un punto di vista sociale e ambientale.

CHI SIAMO

 

SU UNA NUOVA BLU

 

L’Associazione Su una Nuvola Blu nasce due anni fa a Sant’Anastasia. Si occupa di bambini con disturbi del neurosviluppo. La presidente è Susy Rea, mamma di due bambini autistici e attivissima nel sociale da anni in territorio campano. L’associazione ha già all’attivo percorsi inclusivi e pomeriggi ludico-ricreativi per bambini nello spettro autistico nella provincia napoletana. E’ di Su una Nuvola Blu il progetto de Il Giardino della Gioia ovvero gestione di uno spazio inclusivo outdoor per bambini disabili e normodotati. Sono in corso anche progetti nelle scuole per la consapevolezza sull’autismo

 

 

HABILE – TALENTS LAB

 

I Talents sono Enrico Balestra, Nicola Barzon, Ludovico Lancia, Enrico Ortile e Alessandro Padrin. Sono cinque giovani nello spettro autistico che si sono incontrati nell’ambito di progetti sperimentali di inserimento lavorativo di persone con disabilità promossi dal SIL Ulss 6. Lavorano  insieme in un network di cooperative sociali che operano tra Padova, Selvazzano Dentro e Saccolongo (Riesco, L’Iride, Provate), in particolare seguendo la comunicazione del programma Habile per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità.

San Sebastiano piange Ciro, camionista morto nello scontro tra tir

San Sebastiano al Vesuvio – Saranno celebrati stamattina alle 9.30 nel Santuario di San Sebastiano a San Sebastiano al Vesuvio, i funerali di Ciro Scarpato, il camionista deceduto venerdì pomeriggio in un incidente stradale avvenuto  sull’autostrada A1 tra i caselli di San Vittore e Caianello, al Km 700, in direzione Napoli per nel quale sono stati coinvolti quattro autotreni.

Giunti immediatamente sul posto i Vigili del Fuoco hanno dovuto soccorrere varie persone che, in seguito all’urto tra i veicoli, sono rimaste ferite tra cui una persona, l’autista di uno dei TIR, che è rimasta incastrata tra le lamiere.

Dopo un elaborato lavoro e con l’ausilio dell’attrezzatura da taglio specifica per questo tipo di interventi, i vigili del fuoco sono riusciti a liberare dalle lamiere l’uomo consegnandolo alle cure del 118 presente li sul posto con varie autoambulanze e con un’eliambulanza per i casi più gravi. Purtroppo per Ciro Scarpato, il conducente incastrato tra le lamiere, non c’era già più nulla da fare.

 

Spari dopo i battesimi, 5 feriti

Afragola – Mazzate e spari, scene da far west nel pieno centro di Afragola: cinque i feriti, ma il bilancio poteva essere drammaticamente più grave se si pensa che tutto è avvenuto poco dopo la celebrazione di alcuni battesimi nella chiesa di San Giorgio, adiacente al luogo della sparatoria.

E’ la Polizia ad indagare su dinamica e movente di una vicenda che ha ancora aspetti poco chiari. Tutto è successo intorno a mezzogiorno, in piazza Castello. Sembra che due gruppi familiari, tra i quali vi erano stati degli screzi pregressi, abbiano avuto una lite in un bar. Dalle parole si è passati rapidamente alle mani. C’è stata prima una rissa a colpi di mazze da baseball e poi una sparatoria: nella vicina chiesa di San Giorgio, come detto, si erano appena tenuti dei battesimi.

Secondo quanto si appreso sarebbero tre i feriti d’arma da fuoco, di cui uno alla gamba e un altro all’addome, il più grave. Nessuno però sarebbe in pericolo di vita. Altre due persone sono rimaste ferite a causa dei colpi inferti, anche alla testa, da corpi contundenti.

Sul posto sono intervenute diverse ambulanze del 118, la Polizia di Stato e i carabinieri che hanno trovato a terra e sequestrato, alcuni proiettili inesplosi e alcuni bossoli. Pesante il bilancio della sparatoria, anche se – come fa chiaramente capire il sindaco, Antonio Pannone – poteva essere una strage.

“Non è ammissibile – tuona – che episodi del genere si verifichino in una piazza centrale, a poche decine di metri da una parrocchia dove si sta celebrando la messa domenicale, a cui partecipano un gran numero di concittadini, in particolare tante famiglie con bambini. Non si può tollerare questa assurda facilità nel disporre di armi da fuoco”. Il sindaco spiega che l’amministrazione ce la sta mettendo tutta, con il personale della Polizia locale e l’ausilio di uno “dei migliori sistemi di video sorveglianza della Città Metropolitana di Napoli. Ma tutto ciò non basta. Occorre che lo Stato faccia sentire la sua presenza con le forze dell’ordine. Lo abbiamo chiesto nei mesi scorsi e continuiamo a ripeterlo”.

L’appello è rivolto in particolare al prefetto di Napoli, Michele di Bari, che a stretto giro risponde disponendo “immediatamente l’intensificazione dei servizi di prevenzione e controllo su tutta l’area interessata” e annunciando che a breve terrà una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica proprio ad Afragola.

Fonte foto: pagina fb Afragola Informa

Trasformare le incognite in opportunità

Abbracciare il cambiamento

Il cambiamento è una parte inevitabile della vita, un momento significativo e necessario che spesso ci mette davanti a scelte non proprio semplici. Abbracciare il cambiamento vuol dire rincorrere nuovi orizzonti, adattarsi e prosperare in nuove e sconosciute situazioni.

Introduzione

Le dimensioni del cambiamento possono essere molteplici così come le strategie di adattamento. Ogni interruzione di una routine richiede un grande impegno per azzerare la propria vita e ricominciare. Spesso questo fa paura ma alla lunga, se affrontato con grande spirito, il cambiamento può risultare cruciale per la crescita e l’espansione di nuovi orizzonti.

Comprendere le strategie per il cambiamento

Oggi la tecnologia fa passi così giganti che da un giorno all’altro sembriamo buttati fuori dal mondo e dai suoi schemi. Ci si addormenta giovani e sembra di esserci svegliati già vecchi. Il progresso tecnologico sembra non badare alle nostre esigenze, in realtà ci chiede solo di accompagnarlo. Tutti gli individui, ma anche le aziende, devono fare i conti con questo cambiamento continuo e promuovere strategie di adattamento per rimanere al passo.

Del resto, proprio il modo con cui gestiamo il cambiamento è l’essenza della nostra vita ma può essere anche la chiave per una vera felicità. Le nostre risposte al cambiamento sono legate alla nostra psicologia e quindi, per migliorarle, servono alcune strategie per comprendere a pieno queste risposte emotive e gestirle in modo efficace.

Se volessimo fare un paragone su come si risponde ad un cambiamento, dovremmo immaginarci seduti ad un tavolo da gioco. In poco tempo avremmo la necessità di studiare una strategia vincente calcolando anche il rischio, per chiudere la migliore mano di poker.

Le risposte psicologiche ed il cambiamento

Se adattarsi al cambiamento somiglia al poker, come per questo gioco, non si può affidare tutto solo al caso. La vita è un flusso continuo ed il ritmo del cambiamento aumenta ogni giorno di più. Per questo gestirlo sembra qualcosa di molto simile ad una mano di poker ma a quella più importante della nostra vita. Le sfide che vanno affrontate sono molteplici e non basta solo avere fortuna. Serve impegno, perseveranza, consapevolezza di sé e degli altri.

Il nostro approccio al cambiamento è spesso influenzato anche dalle nostre passate esperienze e dalle sensazioni che proviamo nei confronti dell’incertezza.

Per questo ognuno di noi avrà una sua personale reazione anche in base a quanto è in grado di uscire dalla propria zona comfort e a non aver paura dell’ignoto che si presenta davanti a sé. Questo richiede comunque uno sforzo consapevole; richiede di comprendere pienamente la potenza di ciò che risiede nelle nuove esperienze e di essere disposti ad attraversare anche un disagio iniziale.

In una parola: cambiare può far paura ma è l’unica paura che ci serve per vivere.

Le opportunità del cambiamento

La paura inziale può trasformare tutto in un traguardo magnifico che è la crescita. Crescere è una faccenda a tratti barbara e piena di inconvenienti, come diceva Peter Pan ma è sempre una prospettiva di incoraggiamento. Questo almeno per due ragioni: la prima è che non si conosce in fondo cosa ci aspetta e la seconda è che cambiare implica mettersi in moto, uscire, vivere, annusare, vedere nuove cose.

Seguire il cambiamento vuol dire diventare attori protagonisti della nostra vita e non spettatori passivi che hanno solo pagato il biglietto. Cambiare vuol dire scegliere e scegliere implica inseguire opportunità senza avere rimpianti.

Per questo è opportuno educarsi ad una mentalità flessibile, aprendosi totalmente a nuove idee, invece di aderire ad azioni predeterminate o scelte da altri, al posto nostro.

Educarsi al cambiamento vuol dire uscire dalla routine e tollerare l’incertezza anche a costo di passare attraverso il fallimento.

Conclusioni

Abbracciare il cambiamento vuol dire intraprendere un vero e proprio viaggio, dentro e fuori di noi. Un viaggio per mondi inesplorati e conosciuti che però ci daranno modo di conoscere non solo nuove realtà ma anche nuove versioni di noi stessi che prima erano soffocate dalla monotonia.

Il cambiamento assomiglia al poker: c’è bisogno di una strategia, di non aver paura del rischio (pur calcolandolo) per poter dire che la nostra mano non è solo vincente, ma è anche la migliore mano che potesse capitarci.

Nuove sfide, nuove opportunità vuol dire anche provare nuove paure. Ma quale meraviglia si prova alla fine di tutto, quando si è visto il nuovo, lo si è guardato negli occhi, magari si è anche passati attraverso il fallimento ma si è riusciti ad abbracciare nuove prospettive di crescita!

Un viaggio sfaccettato che interessa una trasformazione totale per l’unica costante della nostra vita. Non avere fretta: il cambiamento è una sfida che ti si presenterà ogni giorno, con nuove forme, nuove paure, nuove speranze. Il segreto per riuscire? Abbraccia questo cambiamento ed abbi il coraggio di non arrenderti mai!

Pomigliano, lite e spari davanti ai locali. Giovane ferito

POMIGLIANO D’ARCO – Serata di tensione e paura a Pomigliano d’Arco. Una lite tra gruppi di giovani è avvenuta all’esterno di un bar nella zona di via Giacomo Leopardi, strada dove insistono tanti locali e pub, ritrovo di ragazzi da ogni parte della provincia.

L’aggressione di ieri sera, avvenuta poco prima delle 23, ha fatto registrare un ferito, per fortuna non grave, ma a preoccupare tutti sono stati gli spari uditi durante la colluttazione. Non si esclude che si sia trattato di colpi esplosi a salve visto che le forze dell’ordine non hanno repertato bossoli.

La strada è stata comunque chiusa al traffico per permettere ai carabinieri di effettuare i rilievi.

La vittima

La vittima è un diciassettenne incensurato, che è stato soccorso e portato in ospedale. Non è grave. E’ successo ieri sera, intorno alle 23, a Pomigliano d’Arco. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna e quelli della stazione di Pomigliano, ai quali era stata segnalata l’aggressione. Con loro anche gli agenti della Polizia locale.

Da una prima sommaria ricostruzione, ancora da verificare, alcune persone avrebbero colpito con una mazza il ragazzo per poi allontanarsi esplodendo alcuni colpi di pistola, risultati a salve. Dopo il sopralluogo sono stati rinvenuti e sequestrati 7 bossoli a salve. La vittima è stata medicata nella Clinica dei fiori ad Acerra, per lui 4 punti di sutura per una ferita lacero contusa alla testa. Indagini in corso da parte dei carabinieri.

Pizzaioli si nasce o si diventa ?

La figura del Pizzaiolo sarà al centro del convegno “Formare per crescere” che si terrà lunedì 22 prossimo presso il Parco Archeologico di Pompei con l’obiettivo di sostenere l’importanza di un riconoscimento ufficiale della figura del pizzaiolo all’interno dei programmi didattici degli Istituti Alberghieri

 

Se si ha la fortuna di nascere in una famiglia che pratica l’arte bianca da generazioni e – ovviamente – si è portati, pizzaioli si diventa essendoci nato. Se poi un giovane è attratto dal mondo che ruota intorno alla tonda pizza, avrà da superare non poche difficoltà per imparare il mestiere a seguito di una lunga gavetta dove solo pochi emergono. Sembra facile fare una buona pizza ma non tutti sanno che occorre un bagaglio di conoscenze per studiare gli impasti, le lievitazioni gli ingredienti adatti per i topping e così di seguito. Proprio per dare una risposta a queste esigenze lunedì 22 aprile presso il Parco Archeologico di Pompei si terrà un convegno sull’importanza di un riconoscimento ufficiale della figura del pizzaiolo all’interno di programmi didattici degli Istituti Alberghieri, in tale occasione  verrà presentato il “Manuale di Formazione del Pizzaiolo”, curato da Vincenzo Iannucci, ambassador pizzaiolo di punta di Molini Pivetti, azienda della provincia di Ferrara leader a livello nazionale nel campo delle farine professionali, che insieme a Iannucci Academy – Pizzaioli in Luce ha promosso il convegno dal titolo “Formare per crescere”. Nel corso dell’evento verranno illustrati i dettagli del protocollo d’intesa siglato tra le città di Ferrara e quella di Pompei per la valorizzazione della figura del “Pizzaiuolo Napoletano” sottoscritto a Pompei lo scorso 27 febbraio, un’operazione che ha innanzitutto lo scopo di sensibilizzare opinione pubblica, istituzioni politiche a livello locale e nazionale, media e associazioni di categoria, sulla necessità di inserire tra le attività didattiche e culturali degli Istituti Alberghieri d’Italia percorsi di studio scolastici dedicati alla figura del pizzaiolo, in un’ottica di sviluppo occupazionale per le giovani generazioni. La figura del pizzaiolo necessita di essere valorizzata ed inserita nel quadro della formazione scolastica alberghiera, rendendola un indirizzo di studi specifico corrispondente ad una precisa scelta di vita e di evoluzione professionale. Hanno assicurato la loro partecipazione all’evento: il sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio; quello di Ferrara, Alan Fabbri; Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli; l’A.D. di Molini Pivetti Gianluca PivettiVincenzo Iannucci, ambassador pizzaiolo di punta di Molini Pivetti; Massimo Urbinati, dirigente scolastico dell’Istituto “Vergani – Navarra” di Ferrara, nonché delegato regionale per l’Emilia-Romagna nel direttivo della Rete Nazionale Istituti Alberghieri e Carmine Coppola, direttore del reparto di Medicina Interna, Epatologia ed Ecografia Interventistica dell’Ospedale di Gragnano.

Gianluca Pivetti

«Come azienda Molini Pivetti – spiega l’A.D. Gianluca Pivetti – io e la mia famiglia siamo fieri di essere promotori di questo convegno e possiamo confermare il nostro impegno nel sostenere e valorizzare questo ultimo anello della nostra filiera, come abbiamo già fatto per il nostro primo anello, l’agricoltore. Ci tengo a sottolineare che per noi la Pizza esprimerà il suo completo valore solo quando sarà riconosciuto il giusto valore anche all’artigiano Pizzaiolo, portando questa arte fra i banchi di scuola». Aggiunge il sindaco Carmine Lo Sapio: «Pompei è Patrimonio dell’Umanità e l’umanità deve beneficiare dell’indotto turistico. Questo è il mio ‘credo’ che mi porta ad aprire i confini verso i comuni limitrofi, e non solo. Il protocollo siglato con il collega di Ferrara, firmato non a caso, nella città che, secondo la storia, è la patria della pizza, va a costruire un processo che si apre al territorio e che coinvolge i giovani dei nostri territori». Dunque il messaggio che parte da Pompei, patrimonio Unesco, è in linea con le motivazioni che hanno spinto l’Unesco ad inserire l’Arte del pizzaiuolo napoletano come patrimonio immateriale dell’umanità, trasmesso di generazione in generazione e continuamente ricreato. Anche il sindaco Manfredi ritiene che: «La figura del pizzaiolo nella tradizione gastronomica napoletana ha un ruolo di grande rilevanza per manualità, creatività e senso di comunità». Occorre quindi che l’accesso alla professione, tramite percorsi formativi di settore «sia  un’ottima opportunità per i più giovani e un modo per sostenere un comparto centrale per i nostri territori» conclude il sindaco di Napoli. Tra gli obiettivi che il Comune di Pompei, il Comune di Ferrara e Molini Pivetti si sono prefissi figurano: l’attivazione di specifiche collaborazioni con gli istituti alberghieri delle due città; la promozione di percorsi scolastici e formativi sui temi dell’Identità tra Passato e Futuro; nonché l’organizzazione di iniziative di comunicazione e sensibilizzazione sul valore culturale e professionale della figura del Pizzaiuolo napoletano, anche in un’ottica di sviluppo occupazionale per le giovani generazioni. La valorizzazione del Pizzaiolo, uno dei simboli del Made in Italy nel mondo, è particolarmente sentita in quanto nell’elenco delle categorie previste dal DDL S. 1010 (definito Legge Massari) approvato dal Senato nella giornata di mercoledì 10 aprile, concernente l’istituzione del premio “Maestro dell’arte della Cucina Italiana”, manca  proprio quello di “Maestro dell’arte della pizza”.

 

 

 

 

 

 

Le “uova filosofiche” e politiche di un grande pittore, Felice Casorati

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Felice Casorati (1883 – 1963), uno dei più importanti pittori italiani del ‘900, parte dal Simbolismo e dall’attenzione per la “Secessione viennese” e approda prima a uno stile neorinascimentale e infine al “realismo magico”, “a una pittura algida, tersa, talmente realistica da rivelarsi inevitabilmente inquietante e straniante” (G. Bartolini) (Vedi in appendice il ritratto di Cynthia).

 

Diceva Casorati “adoro le forme statiche, e infatti la mia pittura non nasce dalle impressioni mutevoli e dalle passioni, ma dalla calma riflessione interiore”. Perciò egli mirava a rendere sorprendente l’ordine della composizione, ma evitando gli eccessi e il tono “urlato”. Le uova hanno una forma perfetta costruita sull’armonia di linee e colore, favoriscono con immediatezza la percezione dei valori spaziali, sono “cariche” di valori simbolici, e già nella pittura del Rinascimento sono collegate al tema della nascita e della salvezza: basti pensare alla “Pala di Brera “ di Piero della Francesca. Ma le uova sono anche “segno” della fragilità e del potere del caso e perciò Casorati le rende protagoniste del suo “minimalismo poetico”, evidentemente influenzato dalla pittura di Giorgio Morandi, e ne fa l’immagine della fragilità del mondo.  Il dipinto “Le uova sul libro” (vedi immagine in appendice) è un gioco cromatico elaborato nel 1949. Sei uova candide “stanno” sulla copertina nera di un libro, appoggiato su un tavolino, accostato a due cartoni appoggiati a loro volta alla parete. La struttura cromatica della scena è definita solo da quattro colori disposti a campiture contrastanti e sovrapposte, capaci di suggerire quella profondità spaziale che di solito i pittori creano non con i colori, ma con i “giochi” della prospettiva e incrociando i punti di osservazione. Anche il chiaroscuro è assente e le volumetrie sono rese con lievissime variazioni tonali. La piccola natura morta “Uova e rape nel cestino”, che apre l’articolo, è stata realizzata da Casorati nel 1942, quando il mondo era devastato dalla seconda guerra mondiale. E’ incredibile pensare – scrive uno studioso –  “come l’artista sia riuscito a fare il vuoto intorno a sé concentrandosi solo su quanto poco resti a disposizione dello sguardo per trovare un varco nel caos del mondo e raggiungere il senso della vita”. Sull’asse di legno, che funge da piano di appoggio e occupa metà dello spazio di rappresentazione, è poggiata una cesta di vimini intrecciati con all’interno uova e rape. La composizione è definita, per metà, con un linguaggio quasi del tutto astratto: fasce e aree di colore costruiscono non oggetti, ma solo dimensioni e valori spaziali: la profondità e l’angolazione del tavolo, la distanza del fondo. L’osservazione ancora naturalistica degli oggetti è dimostrata invece dalla rappresentazione delle diverse forme delle uova e delle rape, una rappresentazione che obbedisce al “vero”, “ma cercando di farlo il meno servilmente possibile” come amava dire Casorati. Infatti, le cose sono costruite riducendo quasi al minimo le necessità figurative per arrivare all’essenza volumetrica delle stesse. Le uova sono principalmente ovoidi, le rape sfere compatte. Su tutto ha massima importanza la luce che fa spiccare le forme all’interno del cestino. Non mi convince la tesi di chi sostiene che nel mettere le uova al centro di molte sue tele il pittore fosse mosso anche dall’intento di “cantare” la silenziosa miseria degli “ultimi”: le uova sono state sempre, e da ogni punto di vista, “immagine” di benessere, e non di povertà. Infatti, nel “Cestino con uova e rape”, è chiara l’intenzione di Casorati di rappresentare anche il contrasto tra due livelli sociali, le uova della ricchezza e le rape della povertà, e di fare del cibo l’immagine delle condizioni economiche degli uomini. Le rape come le patate nel celebre quadro di Van Gogh.