Banda delle farmacie scatenata: colpite Somma, Sant’Anastasia e Madonna dell’Arco

Nell’hinterland vesuviano continua la paura per i furti avvenuti ai danni di diverse farmacie.

Svaligiate uno dopo l’altra, a distanza di pochi giorni, le farmacie colpite si trovano a Somma Vesuviana, Madonna dell’Arco e Sant’Anastasia, che solo pochi giorni fa è stata svegliata dall’ennesimo furto in una farmacia ben nota situata in Corso Umberto.

Ora è in atto la collaborazione delle forze dell’ordine di questi paesi che vogliono mettere fine a queste razzie. È caccia alla banda, dunque, che segue un modus operandi sempre simile: operano di notte riuscendo a scassinare saracinesche e porte blindate senza lasciare traccia, come dei veri professionisti, con colpi rapidi e apparentemente silenziosi.

Intanto, i cittadini chiedono maggiori controlli sul territorio e soprattutto attenzione da parte delle forze dell’ordine dopo la consequenzialità dei diversi furti e la velocità con cui i “colpi” vengono attuati.

La paura, ora, è il sentimento che più dilaga non solo nei paesi colpiti, ma anche in quelli limitrofi che sperano vivamente di non dover vivere la stessa situazione. Intanto, le indagini continuano: le forze dell’ordine sono in possesso delle immagini delle telecamere di sorveglianza anche se pare che, almeno per il momento, non ci siano grandi novità sul caso.

Ercolano vuole la Venere degli Stracci, Buonajuto scrive a Manfredi: “Sarà simbolo del mercato di Pugliano”

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ERCOLANO – “Portiamo nel quartiere di Pugliano la ‘Venere degli Stracci’ del maestro Pistoletto. Ciò rappresenterebbe uno straordinario momento di arricchimento del tessuto artistico e sociale della nostra Ercolano, portando un’icona contemporanea in un contesto storico ricco di significato”.

Così, in una nota, Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano e vicepresidente nazionale di Anci.

“Questa mattina ho inviato una richiesta ufficiale al Comune di Napoli per offrire la disponibilità della città di Ercolano ad ospitare, anche temporaneamente, l’opera del maestro Pistoletto nel quartiere di Pugliano, famoso per il suo mercato degli indumenti usati”, continua il primo cittadino. Già a luglio dello scorso anno, all’indomani dell’incendio che distrusse l’opera, il sindaco e l’associazione che riunisce i commercianti del mercato di Pugliano avevano prontamente offerto la disponibilità di donare gli stracci utili per ricostruire l’opera.

“Ercolano e, in particolar modo, il quartiere di Pugliano, dal secondo dopoguerra ospitano il Mercato del Vintage, che rappresenta una fetta importante della nostra economia, ma anche un fattore identitario al pari degli altri attrattori presenti sul nostro territorio. Oggi, la zona di Pugliano, grazie anche all’impegno dei commercianti e delle associazioni di categoria, vive una nuova primavera. Il quartiere di Pugliano, con la sua vibrante storia e la sua comunità dinamica, offre il contesto ideale per esplorare i temi universali evocati dall’opera”, conclude il sindaco di Ercolano.

Bimba morta, arrestato conducente della Smart: era senza patente e libero da poche ore

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Senza patente alla guida di un’auto non assicurata, omologata per due ma con quattro persone a bordo: c’è un lungo elenco di irregolarità all’origine dell’incidente che è costato la vita a una bambina di appena di 8 anni e che ha portato all’arresto per omicidio stradale l’uomo che era alla guida, il compagno della madre della piccola, che aveva appena finito di scontare una condanna per furto ai domiciliari.

L’auto dove si trovava la bambina si è ribaltata, poco dopo le 5 di ieri mattina, a Giugliano in Campania, lungo la via Domitiana, all’altezza del numero 99. I carabinieri, intervenuti sul posto, fin da subito hanno riscontrato una serie di anomalie.

A cominciare dal numero delle persone a bordo della Smart Fortwo: ben quattro, una mamma e le sue bimbe di 8 e 16 anni, ed al volante il compagno della donna. Chi guidava – Francesco D’Alterio, di 47 anni – non aveva la patente e la vettura non era nemmeno assicurata. Non solo. Dagli accertamenti svolti è risultato che l’uomo aveva finito di scontare il giorno precedente, in detenzione domiciliare, una condanna per furto.

In 4 nella Smart a due posti

I quattro erano letteralmente stipati nella minuscola Smart. La bimba di 8 anni era in braccio alla mamma, entrambe sedute sul lato passeggero e nel piccolo bagagliaio, la parte posteriore dell’auto, c’era la ragazza di 16 anni. A non avere scampo è stata la più piccola dei passeggeri, morta nell’impatto.

L’altra ragazzina di 16 anni è stata trasportata all’ospedale a Pozzuoli per probabili fratture. La madre delle bimbe è in osservazione in ospedale ma è stata denunciata a piede libero in queste ore mentre il conducente ha avuto solo qualche escoriazione. I carabinieri della stazione di Varcaturo e quelli del Radiomobile di Giugliano – che stanno cercando di capire cosa ha potuto determinare il ribaltamento dell’auto, analizzando anche le ore precedenti all’impatto – hanno sottoposto l’uomo all’alcol test. Poi D’Alterio è stato arrestato per omicidio stradale.

Le reazioni

“C’è rabbia e dolore per l’ennesima tragedia, frutto di una serie di leggerezze alla guida e di gravi irresponsabilità, che con tutta probabilità poteva essere evitata”, dice Severino Nappi, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Campania, per il quale “il nuovo Codice della Strada contribuirà a fermare questa strage sulle nostre strade”. Una tragedia, sottolinea Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, frutto di una “cultura malata che se ne frega della sicurezza stradale”. E, a riprova, il deputato pubblica sui suoi social una rassegna di video che documentano svariati comportamenti sconsiderati, compreso quello di un uomo che guida la moto con un bambino disteso sul serbatoio, “ovviamente senza casco e senza qualsiasi tipo di protezione, tra le strade di Monteruscello”, una frazione di Pozzuoli. Al di là delle condotte di guida, quel che è certo e che anche questo fine settimana è stato caratterizzato da un pesante bilancio di vittime sulle strade.

Il bilancio tragico

Non solo della Campania (dove venerdì, in un incidente sull’A2 del Mediterraneo, ha perso la vita una bambina di sette anni), ma in tutta Italia. Molto spesso a perdere la vita sono giovani. Come nel Ragusano, dove ieri sera un’automobile si è scontrata con un monopattino lungo la strada provinciale che collega Scoglitti a Gela. Nell’impatto frontale sono morti due giovani tunisini di 22 e 25 anni. Ad investirli un ventitreenne di Gela, operaio in una fabbrica. Ed ancora, un giovane di 22 anni, residente in provincia di Reggio Emilia, è morto nelle prime ore della mattina, in un incidente avvenuto sulla via Emilia a San Prospero (Parma). La sua auto di grossa cilindrata, è finita a forte velocità sul marciapiede e si è schiantata contro un semaforo. Sabato invece, un altro giovane di 22 anni ha perso la vita a Rimini, finendo fuori strada con una Bmw presa a noleggio. Ieri a Viareggio, in provincia di Lucca, una donna di 46 anni è stata travolta ed uccisa da un’auto condotta da un 28enne che non avrebbe rispettato lo stop. L’automobilista è risultato positivo all’alcotest.

Un Napoli Kvaradisiaco riparte dal Bologna

La prima al Maradona scaccia i fantasmi di Verona: secco il 3-0 al Bologna di Italiano.

Si è visto un netto cambio di passo nella mente dei calciatori, capaci di soffrire e superare i momenti di pressione più intensa degli ospiti, e anche dal punto di vista tattico la squadra era ben messa in campo, con ognuno che sapeva cosa fare e occupava correttamente la propria posizione. Indiscusso protagonista e leader è stato Kvara, particolarmente ispirato e in forma nonostante abbia saltato diversi allenamenti per la nascita del figlio: una sua magia ha innescato l’1-0 ed ha creato da solo l’azione del 2-0. E’ troppo determinante nello sviluppo della manovra del Napoli, che senza di lui perde di fantasia divenendo lenta e prevedibile.

C’è stato anche l’esordio del nuovo acquisto David Neres, che ha subito mostrato lampi decisamente interessanti ed ha marcato il tabellino con l’assist per il Cholito: la sensazione è che possa diventare più di un’alternativa di lusso. Ora arrivano gli ultimi giorni di mercato ed è fondamentale che si completino tutte le operazioni per garantire a mister Conte una rosa competitiva su cui poter lavorare già in vista della non semplice sfida contro il Parma.

Revocato divieto di balneazione a Napoli e nel Vesuviano

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Tornano balneabili alcuni tratti da ‘cartolina’ del lungomare di Napoli. Secondo quanto rende noto l’Arpac i parametri microbiologici sono rientrati sotto i limiti in tratti come ‘Donn’Anna ed il Lungomare Caracciolo, zone tra le più fotografate al mondo.

Non solo, tuffi estivi consentiti anche nei tratti Pietrarsa e via Partenope. Il Comune, informa l’agenzia regionale protezione ambientale, è stato informato per i provvedimenti di competenza. Il divieto temporaneo di balneazione era scattato in seguito ai controlli dello scorso 20 agosto, con sforamenti dei parametri di verifica rilevati da Arpac, come spiegò il Comune di Napoli, che furono “quasi certamente dovuti alle grandi piogge dei giorni precedenti che dopo molti giorni di secca hanno trascinato di tutto verso il mare”.

“Infatti – sottolineò il Comune – gli sforamenti sono avvenuti anche in zone prive di scarichi fognari e dove generalmente il giudizio sui prelievi da parte di Arpac è ‘eccellente'”.

Smart si ribalta, muore bimba di 8 anni: ferita la sorella

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Incidente mortale stamattina a Giugliano in Campania: in via Domitiana, una smart Fortwo con a bordo quattro persone (una coppia con due figlie) si è ribaltata per cause ancora da accertare. Una delle bambine, di otto anni appena, è morta a causa dell’impatto.

Un’altra minore di 16 anni e’ in ospedale a Pozzuoli per probabili fratture; la madre e’ in osservazione nello stesso ospedale mentre per l’uomo alla guida qualche escoriazione. Il tratto di strada è stato momentaneamente interdetto al transito. Sul posto i carabinieri.

Cambia tutto per non cambiare nulla

Si annuncia la rivoluzione. Mai più l’annata della passata stagione. Conte è il nuovo comandante, con lui non si scherza. Il Napoli sputerà sangue e righerà dritto. Arrivano i nuovi rincalzi.

 

 

Ma la rosa che va in campo nelle prime due partite ufficiali (Coppa Italia e Campionato) è praticamente la stessa della scorsa stagione sciagurata. Il Napoli gioca con un modulo diverso, ma la sostanza è sempre la stessa. Tentativi di trame tattiche diverse, ma nei fatti la sostanza è sempre la stessa. La difesa passa a 3, ma gli uomini sono sempre gli stessi, gli stessi che regalano spazi e gol agli avversari. Davanti abbiamo Osimhen, ah no, non gioca, non può giocare, in attesa di una cessione impossibile, una cessione mancata che rallenta il mercato azzurro. Dicevamo. Davanti abbiamo Osimhen, ah no, non gioca, ci mettiamo Simeone, nullo, e quando entra Raspadori? Nullo anche lui. Per fortuna ci sono Kvara e Politano. Conte è un motivatore, ma la motivazione e la voglia della squadra sembrano le stesse della stagione degli orrori.

Il mister si accolla la responsabilità della débacle con il Verona, e riafferma quanto aveva detto nella conferenza pre-gara: la situazione è drammatica! E ce ne siamo accorti. In attesa che si sistemi la situazione Osimhen, il mercato prosegue. Arriva Neres, sperando che non faccia la fine di Lindstrom, e si attende un centrocampista e la punta (Lukaku). Io spererei in un terzino destro, e di vedere un nuovo trio di difensori centrali.

Cambia tutto per non cambiare nulla, anche gli improperi da casa o dagli spalti.

Il Borgo Casamale non è un teatro

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In 20 anni non è stato fatto nessun intervento per il decoro e la sicurezza del quartiere

 

 

Nel Borgo Casamale negli ultimi dieci anni ci sono stati parecchi interventi culturali. Alcuni sono giudicati di grande e medio valore artistico. Altri sono pacchiani se non addirittura inutili. Le installazioni a via Botteghe, i murales a via Ferrante D’Aragona, le pietre di inciampo, gli interventi sui bassi, le mostre, i convegni, il recupero architettonico di via Campane e numerose manifestazioni itineranti stanno caratterizzando il centro storico di Somma Vesuviana come se fosse un grande teatro all’aperto, degno di essere vissuto e fotografato. Ricordo che fino a poco tempo fa al Casamale si vedevano coppie di sposi, seguiti dal codazzo di fotografi, impegnati ad immortalare in un ambiente unico e particolare un momento fondamentale della vita.  Questa scena puntualmente si ripete ogni 4 anni, quando ricorre la festa delle Lucerne. Il Borgo, purtroppo, non è Ostia Antica e nemmeno un quartiere degli scavi di Pompei dove la vita si è fermata più di duemila anni fa. Al Casamale vivono qualche migliaio di persone che hanno tutto il diritto di essere assistite e trattate degnamente. Vale la pena sottolineare che, a fronte delle decine e decine di iniziative culturali, in 20 anni al Casamale non c’è stato neanche un intervento strutturale. Non sono state pulite le fogne. Non è stata aggiustata una strada. Non è stato dipinto un muro e non è stata neanche presa una iniziativa per contenere il traffico, per regolarlo e canalizzarlo. Non so come mai gli amministratori   non si vergognino per quanto poco hanno fatto. Agli organizzatori delle pur lodevoli iniziative culturali avviate vorrei ricordare un episodio di più di 40 anni fa, quando al Casamale per gli stessi problemi di oggi scattò una vera rivolta popolare. Un corteo di circa 150 persone si mosse verso il cinema Arlecchino dove era stato organizzato un convegno sui Beni Culturali alla presenza del ministro della Cultura dell’epoca Vincenzo Scotti e di molti Sovraintendenti. Ci furono momenti di tensione tra i manifestanti e le forze dell’ordine finché gli organizzatori della protesta non riuscirono a dire la loro. Agli illustri ospiti fecero capire che non volevano essere trattati come gli elementi di una scenografia. Al Casamale vivono centinaia di famiglie che hanno diritto di avere servizi ed infrastrutture ed una organizzazione del quartiere all’altezza dei tempi. Io credo che oggi la situazione sia peggiorata. Ci sono persone che vivono nella completa indigenza, in strutture inospitali e nell’abbandono senza che nessuno faccia niente.  Il problema della sicurezza è molto preoccupante ed è ai limiti della vivibilità. Questa strana situazione di degrado e di abbandono, oltre ai politici, deve essere anche addebitata a quel gruppo di intellettuali che animano i convegni senza che ci sia mai una proposta o un’analisi seria della situazione.

(fonte foto: rete internet)

Le ricette di Biagio: tagliatelle ai frutti di mare. Pare un po’ bolognese, ma è tutto napoletano

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Di bolognese ci sarebbero le tagliatelle, ma anche su questo tema c’è parecchio da dire, a partire dal clamoroso errore di uno storico bolognese. Interamente napoletano è il sugo ai “frutti di mare”, che già nel secondo Ottocento decretò il successo di famose taverne e nel ‘900 ha dettato a Domenico Rea una pagina di intenso sapore.

 

Ingredienti (6 persone): gr.500 di tagliatelle; gr.500 di cozze; 6 “fasulare”; gr.300 di vongole; gr.300 di “taratufoli”; gr.400 di gamberetti; gr.150 di olio extravergine; gr.300 di pomodori di San Marzano; 1 spicchio d’aglio; 1 ciuffo di prezzemolo; sale. In un tegame basso mettete i frutti di mare, dopo averli puliti, lavati e scolati, e fateli aprire: getterete quelli che sono rimasti chiusi. Conservate il sugo di cottura filtrato con un telo di lino. In un altro tegame fate rosolare con olio uno spicchio d’aglio finemente tritato, aggiungete i gamberetti sgusciati, le seppie nettate, i calamari tagliati a cubetti e fate reidratare il tutto; aggiungete poi i pomodori spellati, privati dei semi e tagliati a filettini e fate cuocere per 10-15 minuti. A cottura ultimata unite i frutti di mare e una parte della loro acqua di cottura, cospargete di prezzemolo tritato, aggiustate di sale e versate l’intingolo sulle tagliatelle già cotte in acqua abbondante e misuratamente salata. Mescolate bene e servite con una spolverata di prezzemolo. (Per la ricetta abbiamo seguito quella di Domenico Manzon; l’immagine è stata tratta da “GialloZafferanoBlog”).

 

Leggo su Internet: “Molto probabilmente, il racconto più famoso sulla nascita delle tagliatelle si deve ad Augusto Majani, umorista e comico originario di un paesino vicino a Bologna, che nel 1931 scrisse una storiella per far sì che il capoluogo emiliano potesse accaparrarsi il titolo di culla delle tagliatelle. La leggenda vuole che alla fine del 13° secolo il signore di Bologna, Giovanni II di Bentivoglio, chiese al proprio cuoco personale Mastro Zefirano di preparare una ricetta originale per la donna di corte Lucrezia Borgia. Quest’ultima si trovava a Bologna di passaggio durante il suo viaggio per convolare a nozze con Alfonso D’Este, duca di Ferrara.” E Mastro Zefirano inventò questo tipo di pasta in omaggio alla chioma della signora, fatta di “strisce” di capelli. Ma il Majani, confuso forse da un piatto abbondante di tagliatelle, presenta come semplice “donna di corte” un personaggio eccezionale del nostro Rinascimento quale fu Lucrezia Borgia e pone l’invenzione del tipo di pasta alla fine del 13° secolo, mentre Lucrezia, figlia di un Pontefice, nacque nel 1480 e morì nel 1519: e nei 39 anni di vita ebbe il tempo di maritarsi tre volte. Nella seconda metà dell’’800 le tagliatelle venivano prodotte certamente dal pastaio Pasquale Cesaro di Torre Annunziata, che le esportava in tutta Italia: tra l’altro, i pastai di Gragnano e di Torre, avendo notato che queste “strisce” erano assai adatte a coniugarsi con il sugo, avevano inventato le “mafaldine”, una versione delle tagliatelle con i bordi arricciati, capaci di trattenere il sugo ancora più intensamente. Famosa per i suoi sughi ai frutti di mare era, nell’Ottocento, la taverna al vico S.Sepolcro a Toledo, che era anche pizzeria e friggitoria, e veniva frequentata, ogni giorno, dai “guappi” e dalle loro “maeste”, attratti non solo dai piaceri della gola, ma anche dai musici e dai cantanti. Nel ‘900 divenne protagonista la cucina dei sughi della “Zi’ Teresa”, il ristorante aperto da Teresa Fusco al Borgo Marinari. Scrisse Domenico Rea che la bontà dei frutti di mare napoletani “ fu una delle ragioni per cui i Romani, che camminavano per il mondo intero, ghiotti di frutti di mare, si trasferirono a Napoli e vi passavano molti mesi dell’anno e di certo la primavera fino all’autunno inoltrato quando ritornavano nella capitale. Questa antica passione fu trasferita in toto ai Napoletani che, sommariamente, si possono considerare i loro successori, almeno per la passione di divorare frutti di mare. Per la seconda volta ho adoperato la voce del verbo “divorare” perché è tanta la voracità dei Napoletani nel mangiarli da non permettere l’uso del verbo “mangiare”. Per la verità, il frutto di mare i napoletani lo succhiano; lo tirano sulla lingua e l’ingoiano. Alla loro bocca basta il sapore, il profumo di mare e di alghe e anche perché il frutto di mare è quasi impossibile masticarlo”. Parole di Domenico Rea.

Badante killer, il messaggio del sindaco alla famiglia della vittima

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CASORIA. “Apprendo con grande dolore la vicenda del badante che ha confessato di aver provocato la morte di quattro persone anziane, una delle quali di Casoria. La nostra comunità è particolarmente scossa, in quanto toccata dal caso più recente dei quattro, avvenuto lo scorso dicembre.”

 

 

 

Così il sindaco di Casoria Raffaele Bene commenta la tragica vicenda dei quattro anziani, uno dei quali casoriano, morti – secondo quanto si apprende dagli organi di informazione – per volontà del badante che avrebbe voluto porre fine alle loro sofferenze.

 

 

 

“A nome dell’intera cittadinanza voglio porgere la mia vicinanza alla famiglia della persona scomparsa dopo essere stata assistita dal badante, fermato in quanto presunto omicida. Siamo solidali con la famiglia di questo nostro concittadino defunto nel rispetto delle indagini che faranno il loro corso” conclude Bene.