SAN SEBASTIANO AL VESUVIO – Questa mattina i carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio sono intervenuti presso un agriturismo in via Flauti.
Un ragazzo di 15 anni è morto in piscina, probabilmente per un malore mentre nuotava. Le cause sono ovviamente in fase di accertamento. Il 118 è arrivato sul posto ma ha potuto solo constatare il decesso.
Sul posto anche i carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata per i rilievi. La tragedia di oggi rimanda alla mente quanto accaduto a Vico Equense lo scorso Ferragosto.
In diretta televisiva il 150° anniversario della Festa dell’incoronazione della Madonna dell’Arco
Sant’Anastasia. In diretta televisiva il 150° anniversario della Festa dell’incoronazione della Madonna dell’Arco. Un appuntamento col pubblico che si ripete anche quest’anno, grazie all’impegno della MF Produzione Video, in collaborazione con TV Luna, che da la possibilitĂ di assistere alla simulazione dell’incendio al campanile del Santuario della Madonna dell’Arco che si terrĂ sabato 7 settembre a Sant’Anastasia. L’evento sarĂ trasmesso in diretta sul canale 83 del DDT in Campania dalle ore 21:00 per i cittadini in regione e tramite il sito web www.tvluna.it per tutti gli appassionati del Santuario Mariano sparsi per il mondo. La diretta sarĂ presentata da Gabriella Bellini e Susy Fiorillo, 2 volti del giornalismo femminile campano, con le riprese di Tony De Angelis, il coordinamento tecnico di Luca d’Andrea, e la regia televisiva di Francesco Busiello. Tutta l’emozione di un evento molto sentito finalmente disponibile per tutti.
SAN GENNARO VESUVIANO – Ennesima giovane vita spezzata sulle strade del Vesuviano.
Questa notte i carabinieri della stazione di San Gennaro Vesuviano sono intervenuti in via Nola per un incidente. Un 17enne alla guida del suo scooter (casco indossato) è finito contro un’auto ed è caduto a terra. Il conducente dell’auto si è fermato a prestare soccorso.
Portato in ambulanza all’ospedale di Nola, il giovane è morto poco dopo per le ferite riportate.
I due veicoli, con documenti di circolazione e assicurativi in regola, sono stati sequestrati.
Indagini in corso per chiarire la dinamica.
Il magister nundinarum della Terra di Somma era un arrogante e presuntuoso personaggio, che con violenza ed estorsioni commetteva abusi nei Casali della Terra di Somma. Ciò si evince effettivamente dai numerosi documenti conservati nell’Archivio storico di Napoli.
Il magister nundinarum o mastromercato, che Giovanna III accordò alla città di Somma nel 1496 [cit. A. Angrisani], aveva giurisdizione civile e penale per l’intera durata della cosiddetta fiera del Martedì in Albis, mettendo da parte anche l’autorità del regio governatore dell’Università della Terra di Somma. Doveva assumere questa prestigiosa carica un cittadino sommese, liberamente eletto dal governo locale, ed aveva giurisdizione anche nei casali di Sant’Anastasia, Trocchia, Pollena e Massa. Normalmente, secondo la prassi, doveva essere qualche notabile o nobile personalità del panorama cittadino, esperto di diritto amministrativo, commerciale, giudiziario, di ordine pubblico; ma il più delle volte era un semplice cittadino, che “vestito” da guappo e sparapose non si limitava solo al suo vero compito, ma abusava, come vedremo, del suo prestigioso ruolo. Questo stato di cose si è trascinato fino ad oggi, producendo ancora tanti incompetenti nel gestire il governo locale. Ebbene, l’autorità del mastro mercato fu messa in dubbio e, sulle numerose richieste inviate alla Regia Camera della Sommaria, si tentò di chiarire le sue competenze, che purtroppo non venivano mai rispettate, tant’è che il casale di Sant’Anastasia, scocciato da questo insolito personaggio, iniziò ad affermare che Somma sceglieva sempre un idiota trasformato in Mastro di Fiera. Il prof. Luigi Iroso, membro onorario del Centro studi dell’Archivio Storico di Somma Vesuviana, rovistando tra i documenti della Regia Camera della Sommaria nell’Archivio di Stato di Napoli, ha recuperato un importante documento, che, letto attentamente, non solo ci ha chiarito il comportamento ignobile e vergognoso del mastro mercato nei confronti dei vicini casali, ma addirittura la sua caparbietà nel portare a fine anche “vendette” personali. Tale notizia, oltretutto, è riportata pure dallo storico locale Angelo Di Mauro a pagina 351 del suo libro dal titolo Università e Corte di Somma– I Magnifici, Ed. Ripostes, Baronissi, 1998, ma non è citata la giusta fonte.
ASN, Regia Camera della Sommaria, Ricorso, anno 1765
Era il martedì in albis del 9 aprile del 1765 e, in coincidenza con la festività di Santa Maria del Pozzo, veniva eletto mastro della fiera il vaticale (trasportatore di merci) Onofrio dell’Annunziata, il quale, esercitando per otto giorni la stessa giurisdizione del regio governatore locale, chiese subito all’Università del Casale di Sant’Anastasia trenta carlini a titolo d’ingresso. A riguardo, in riferimento già ad un’antica rivalità , i sindaci di Sant’Anastasia, Carlo Mollo e Saverio de Felice Salinas, si opposero fermamente, affermando che la somma richiesta non era stata compresa nel bilancio o stato discusso. Nel contempo, i due sindaci non solo avevano presentato regolare denuncia alla Regia Camera della Sommaria, ma erano riusciti ad ottenere una sentenza favorevole alle loro aspettative.
Il mastro della fiera, comunque, forte del suo privilegio, si presentò comunque a Sant’Anastasia il giovedì successivo, accompagnato da un folto stuolo, costituito da uno dei sindaci di Somma con il suo consultore magnifico d. Pietro Tipaldi, dal mastrodatti (cancelliere) della regia corte Domenico Luciani, dal grassiere (responsabile dell’annona) Antonio di Matteoalias scommazzo, dal panettiere Giuseppe d’Alessandro, da una squadra di birri (soldati) ed altri di loro seguito. Gli venne incontro a Sant’Anastasia tale Vincenzo Colella, che gli notificò il sopracitato provvedimento giudiziale della regia Camera della Sommaria, che annullava la richiesta dei trenta carlini. Di fronte a ciò, il magister Onofrio dell’Annunziata dovette allontanarsi, annunciando un ricorso di parte.
Antica fiera
Lunedì 15 aprile, ancora, alle ore tredici, il mastro mercato si recò di nuovo a Sant’Anastasia con il solito coro di seguaci, deciso più che mai a pretendere quanto dovuto. A fronte del rifiuto del sindaco Saverio de Felice Salinas, egli attivò tutte le procedure che la legge gli imponeva di fare, in particolare il cosiddetto assaggio de pane. A riguardo stabilì che quello bianco doveva pesare trentotto once (1 oncia era 28,35 grammi, quindi kg 1 circa) per ogni palata, mentre quello scuro ventotto once (circa 880 gr.): questi parametri e decisioni rientravano nel suo controllo. Subito dopo, impartì ai suoi seguaci le direttive da seguire, facendo disperdere nell’aria le reiterate opposizioni delle puntualizzazioni della controparte, che insistevano sull’illegittimità della siffatta operazione ispettiva, in quanto non spettava a loro, ma a Don Francesco Vargas Machuca (1699 – 1785), Caporuota del Sacro Regio Consiglio e governatore dell’Università anastasiana.
Cav. Francesco Vargas Macciucca o Machuca
Incuranti delle proteste, due birri, accompagnati da Antonio di Matteo e Giuseppe d’Alessandro, si recarono al forno sito in piazza Trivio (Sant’Anastasia) e, avendolo trovato chiuso, lo fecero aprire. Il panettiere e proprietario Pasquale Milone, intanto, avvertito dell’ispezione, corse frettolosamente alla sua bottega. I birri sommesi – non avendo trovato il pane nemmeno nella stufa, aperta con forzatura – si recarono nell’altra bottega di Domenico Piemontealias picozza. Presero sette o otto palate di pane e con la solita arroganza non si fermarono alla cassa per il dovuto pagamento. Ciò provocò la reazione del figlio del bottegaio, Gioacchino Piemonte, il quale, presentandosi al cospetto del consultore, intimò il saldo del conto. Comunque, sulla scorta del giudizio negativo fatto sul prodotto ed emesso dopo un sedicente controllo, Onofrio dell’Annunziata fece pubblicare un bando con cui il pane doveva essere venduto con suo prezzo stabilito: non piĂą 4 grana, ma 2,5 grana. Stranamente, pur a costo minore, non solo nessuno comprò il pane al nuovo prezzo, ma la popolazione gli si rivoltò contro gridando è buono, è buono, così lo volimo! Le intimidazioni e le estorsioni, comunque, si propagarono anche nelle altre botteghe anastasiane. Puntuali giunsero le denunce a Don Francesco Vargas Machuca da parte dei sindaci e le conseguenti indagini furono affidate ad un delegato giudiziario. Quest’ultimo, venuto a Somma, istaurò subito un dialogo costruttivo con il regio governatore locale Nicola de Vera, attraverso il quale riuscì ad avere un abboccamento con il mastrodatti Domenico Luciani, molto renitente in sulle prime, per ricevere la documentazione ufficiale in materia.
L’interrogatorio susseguente dei sindaci di Somma, comunque, confermò l’antico privilegio locale di nominare per otto giorni il mastro di fiera, al quale spettava l’individuazione di un grassiere, addetto a porre l’assisa sull’annona e a esigere le pene dai contravventori sia sul territorio sommese che su quello dei casali. Eppure, a loro giudizio, l’operato di Onofrio dell’Annunziata – spiega il prof. Luigi Iroso – era stata avversato dai loro omologhi di Sant’Anastasia, colpevoli di aver portato in piazza duecento concittadini, tra cui Pasquale Milone, Domenico e Gioacchino Piemonte, Saverio Panico alias lo volante, Lorenzo Piemonte, Domenico Ponealias miullo, Saverio Perone e Francesco Bosiello, per evitare di fare i dovuti controlli. Naturalmente altre testimonianze presentavano versioni opposte; anzi, Pasquale Milone sostenne, addirittura, di aver dovuto sborsare al mastrodatti venti carlini per ottenere l’accelerazione dei tempi dell’interrogatorio. La questione, portata in tribunale, rimase sub iudice, in quanto il documento storico ufficiale, sollecitato da una parte e promesso dall’altra, non comparve nemmeno in tale circostanza. Questi era il magister nundinarum di Somma: un arrogante e presuntuoso personaggio che con violenza ed estorsioni commetteva abusi nei Casali della Terra di Somma.
Comunque, nell’ambito della politica antifeudale, il re di Napoli, Giuseppe Bonaparte, con proprio decreto n°218, datato Portici 25 ottobre 1806, abolì definitivamente la figura del mastro mercato, chiudendo per sempre questa vergognosa epoca storica.
Un operaio di 60 anni, Antonio Bernardo, è morto ieri ad Orta di Atella (Caserta) a causa del ribaltamento del cancello d’ingresso di un capannone industriale della societĂ “le delizie del sud s.r.l.”.
L’uomo, sposato con tre figli, lavorava per una ditta di San Felice a Cancello operante nel settore degli impianti di bonifica e protezione ambientale e risiedeva a Sant’Agata dei Goti, nel Beneventano; pare che stesse per chiudere il cancello quando questo gli è caduto addosso.
In seguito all’incidente, la Procura della Repubblica di Napoli Nord ha disposto il trasferimento della salma all’ospedale San Giuliano di Giugliano per l’esame autoptico.
Brusciano. Riceviamo e pubblichiamo:Â
Marco Di Palo, Luogotenente Carica Speciale dell’Arma dei Carabinieri, già insignito dell’onorificenza di Cavaliere, “Ordine al Merito della Repubblica Italiana”,Comandante della Caserma di Brusciano è in pensione dal 7 ottobre 2024dopo una lunga carriera iniziata in seguito al brillante risultato formativo raggiunto nel 1993 avendo frequentato la Scuola Sottufficiali Carabinieri di Velletrie  Firenze. Nell’anno 2009 gli veniva assegnato il Comando della Caserma di Brusciano, proveniente da quella di Pomigliano D’Arco, mentre negli anni precedenti era stato in servizio in Puglia, nel Brindisino durante la lotta di contrasto al contrabbando, come nell’Operazione Primavera del 2000. Gli ultimi 15 anni di servizio, alla guida della Caserma di Brusciano, sono quelli di completamento della carriera ed ora da sabato 7 settembre 2024 si godrà il meritato riposo avendo raggiunto il traguardo della pensione.
Nella giornata di giovedì 5 settembre 2024 presso la Sala Consiliare “Giancarlo Siani” del Comune di Brusciano, l’Amministrazione Comunale con il Sindaco, Avv. Giacomo Romano, ha svolto una commovente cerimonia di commiato con assegnazione di una targa di riconoscimento, al suono dell’Inno Nazionale, al Comandante della Caserma di Brusciano, Luogotenente C. S., Marco Di Palo «che in questi lunghi 15 anni ha comandato la locale stazione dei carabinieri con abnegazione e passione facendoci sentire sempre al sicuro. A lui la nostra profonda gratitudine, per il servizio reso alla comunità , per il grande impegno e tutela del territorio e a garanzia della nostra libertà ».
L’Assessore alla Cultura, Monica Cito, ha aperto la cerimonia di commiato, come nel video, questo e degli altri successivi, del sociologo e giornalista, Antonio Castaldo, postato sul web da Giuseppe Pio Di Falco per IESUS, Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali, e Associazione “Umanitas Viva” di Napoli, all’indirizzo, https://www.youtube.com/watch?v=NP2FbuZyDno.
Il Sindaco, Avv. Giacomo Romano, si è fatto interprete della gratitudine generale, dell’Amministrazione Comunale e dei cittadini di Brusciano, https://www.youtube.com/watch?v=fKjXdTutFQ4.
In chiusura dopo il ringraziamento del commosso Luogotenente C. S., Marco Di Palo, è stato offerto un buffet con brindisi conclusivo, https://www.youtube.com/watch?v=gLwk0Svbvbg.
In Aula Consiliare erano presenti anche la Presidente del Consiglio Comunale, Felicetta Frattini, con il suo Vice, Dott. Giovanni Auriemma ed i Consiglieri Comunali fra cui il veterano Nicola Di Maio. In via telefonica il Presidente dell’Ente Festa dei Gigli di Brusciano, Dott. Vincenzo Cerciello, comunicava le sue felicitazioni al festeggiato che è stato successivamente raggiunto, con lo stesso mezzo, anche dal Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Sicurezza Ambientale, AISA, Cav. Giovanni Cimmino.
In platea fra la Cittadinanza vi erano l’ex dipendente comunale, Mimmo Romano con la gentile consorte, Fiorinta Faicchia, genitori del Sindaco; la Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo “De Filippo-De Ruggiero”, Prof.ssa Maria Marino; la decente di italiano e latino presso gli istituti superiori, Prof.ssa Maria Giovanna Carla Faicchia; i funzionari comunali, Assistente Sociale, Dott.ssa Eleonora Di Palma, Ing. Carmine D’Amore, Gaetano Buonaura ed Elisabetta Di Maio con il coniuge Giuseppe Mocci, funzionario tecnico dell’Università “Federico II” di Napoli.
Ed ancora, il Luogotenente C. S. Pasquale Buonaura che presta servizio presso la Caserma “Pastrengo” di Napoli; Antonio Castaldo, ex Soprintendente della Polizia di Stato; il Maresciallo a riposo, Umberto Bellini, da Somma Vesuviana; Pasquale Vaia, ex Presidente dell’Ente Festa dei Gigli di Brusciano; il Presidente, Alessandro Cavaliere, ed il Segretario, Gianluca Castaldo, dell’Associazione Mithril Art; il cantante Alberto Di Maiolo al service audio e le giornaliste Teresa Iannelli e Gabriella Bellini.
Il sociologo e giornalista, Antonio Castaldo, ha osservato «quanto lo stimato Maresciallo Marco Di Palo ricordi per fisionomia, affabilitĂ e rigore professionale, il protagonista della fiction televisiva, con protagonista l’attore Turi Ferro nei “Racconti del Maresciallo” di Mario Soldati, in onda sul Secondo programma Rai dal 12 gennaio al 23 febbraio 1968 per la regia di Mario Landi. Nella realtĂ a Brusciano, paese di 16.500 abitanti, persiste il forte riferimento sociale, culturale e di fiducia istituzionale per le figure del Sindaco, del Prete e del Maresciallo, con i quali abbiamo con piacere condiviso il saluto di commiato per il Maresciallo, Marco Di Palo, andato meritatamente in pensione». Â
Il Luogotenente C. S., Marco Di Palo, terrà «il buon ricordodi Brusciano,una comunità unica che ha una sua forte identità popolare ed un grande rispetto per le istituzioni, in particolare per l’Arma dei Carabinieri, altrove non sempre riscontrabile. Ringrazio tutti per avermi onorato di questo corale congedo e conserverò per sempre nel mio cuore l’emozione di questo momento.».
PORTICI: Da Bibbiano a Catanzaro e poi fino a Portici. Il viaggio di una collana scippata in discoteca ad un giovane emiliano. Trovata su Facebook, recuperata grazie ai Carabinieri. Denunciato 38enne
Ha percorso quasi 700 chilometri, solo per ottenere nuovamente quella collana in oro che gli fu strappata dal collo durante le vacanze.
Un furto commesso in una discoteca di catanzaro, la vittima un 26enne della provincia di Reggio Emilia.
Quella collana, a poco più di 15 giorni dallo scippo è saltata fuori sul marketplace di Facebook, in vendita a 400 euro.
La vittima l’ha riconosciuta e si è messa immediatamente in viaggio, concordando con il venditore un appuntamento per lo scambio.
Prima di raggiungere l’uomo che aveva messo in vetrina il suo collier, il giovane emiliano ha raccontato tutto ai carabinieri di Portici.
All’incontro sono arrivati anche loro. Hanno individuato il venditore, un 38enne di Portici, e l’hanno messo alle strette.
Lui ha consegnato spontaneamente la collana, poi restituita al legittimo proprietario.
E’ stato denunciato e dovrà rispondere di ricettazione.
Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano si è dimesso: le dimissioni irrevocabili le ha comunicate in una lettera alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Il testo integrale della lettera di dimissioni presentata da Sangiuliano alla premier Meloni
Caro Presidente, cara Giorgia,
dopo aver a lungo meditato, in giornate dolorose e cariche di odio nei miei confronti da parte di un certo sistema politico mediatico, ho deciso di rassegnare in termini irrevocabili le mie dimissioni da Ministro della Cultura.
Ti ringrazio per avermi difeso con decisione, per aver giĂ respinto una prima richiesta di dimissioni e per l’affetto che ancora una volta mi hai testimoniato. Ma ritengo necessario per le Istituzioni e per me stesso di rassegnare le dimissioni. Come hai ricordato di recente, stiamo facendo grandi cose, e lo dico come comunitĂ politica e umana alla quale mi sento di appartenere.
Sono fiero dei risultati raggiunti sulle politiche culturali in questi quasi due anni di Governo. A partire dall’aver messo fine alla vergogna tutta italiana dei musei e dei siti culturali chiusi durante i periodi di ferie, aver incrementato in appena un anno il numero dei visitatori dei musei (piĂą 22 per cento) e gli incassi degli stessi (piĂą 33 per cento). A dicembre a Milano aprirĂ palazzo Citterio acquistato dal ministero nei primi anni Settanta e poi rimasto inutilizzato per decenni. Sono ben avvianti grandi progetti come l’ex Albergo dei Poveri di Napoli, l’ampliamento degli Uffizi in altre sedi e l’investimento per la Biennale di Venezia. Per la prima volta in Italia sono state organizzate grandi mostre su autori e personaggi storici che la sinistra aveva ignorato per ragioni ideologiche. Sono consapevole, inoltre, di aver toccato un nervo sensibile e di essermi attirato molte inimicizie avendo scelto di rivedere il sistema dei contributi al cinema ricercando piĂą efficienza e meno sprechi.
Questo lavoro non può essere macchiato e soprattutto fermato da questioni di gossip. Le Istituzioni sono un valore troppo alto e non devono sottostare alle ragioni dei singoli. Io ho bisogno di tranquillitĂ personale, di stare accanto a mia moglie che amo, ma soprattutto di avere le mani libere per agire in tutte le sedi legali contro chi mi ha procurato questo danno, a cominciare da un imminente esposto alla Procura della Repubblica, che intendo presentare. Qui è in gioco la mia onorabilitĂ e giudico importante poter agire per dimostrare la mia assoluta trasparenza e correttezza, senza coinvolgere il Governo. Mai un euro del Ministero è stato speso per attivitĂ improprie. L’ho detto e lo dimostrerò in ogni sede. Non solo. Andrò fino in fondo per verificare se alla vicenda abbiano concorso interessi diversi e agirò contro chi ha pubblicato fake news in questi giorni.
Si terrà lunedì 9 settembre, con prima convocazione alle 15,30, il consiglio comunale a Somma Vesuviana. Due i punti all’ordine del giorno: ricostituzione (o rinnovo) dell’Ufficio di Presidenza e riapprovazione del rendiconto della gestione 2023 a seguito della sentenza del TAR Campania che ha annullato la delibera di Consiglio comunale n. 45/2024. Su entrambi i punti, il consigliere di opposizione, capogruppo di Siamo Sommesi e componente della commissione bilancio, Giuseppe Nocerino, attacca in maniera veemente.
Sull’ufficio di presidenza, spiega: «Assistiamo a un misero tentativo di spartizione delle poltrone, senza tenere conto di tutte le forze presenti in consiglio comunale e, soprattutto, senza pensare che le cariche che stiamo rinnovando sono istituzionali, a garanzia di tutti e non di una sola parte politica. Ma evidentemente questa maggioranza (o meglio, quello che resta) non sa cosa sia il dialogo e il rispetto delle istituzioni».
Ma è sul rendiconto di gestione che usa le parole più dure: «L’amministrazione lo ha ripresentato tale e quale a quello bocciato dal Tar. Ma noi abbiamo fatto dei rilievi formali (e i giudici ci hanno dato pienamente ragione), ma anche e soprattutto sostanziali. In particolare, contestiamo il falso risanamento della casse dell’ente portato avanti dall’amministrazione comunale, che dice di aver evidenziato un disavanzo di 12 milioni di euro cancellando i residui attivi e i crediti che vantava il Comune. Un bluff, un vero e proprio bluff che noi abbiamo scoperto subito, con semplici richieste di accesso agli atti. Che si tratti di un bluff, è dimostrato da prove e documenti di cui siamo in possesso e che sono a disposizione di qualsiasi cittadino».
Nocerino fa un esempio: «In sei mesi il Comune ha incassato 580mila euro di crediti Tari. Mi chiedo come sia possibile incassare crediti che in sede di bilancio sono stati cancellati. A che gioco giochiamo? Che senso hanno queste alchimie illecite e prive di senso? Come commissione bilancio abbiamo provato anche ad incontrare l’assessore, ma senza successo: questa pseudo – maggioranza va avanti a testa bassa, senza confrontarsi».
Nocerino ribadisce: «Come fatto col ricorso al Tar, anche in questo caso andrò fino in fondo, chiedendo, se necessario, ai giudici di accertare responsabilità finanziarie ma anche penali: il sindaco e gli amministratori devono sapere che mi fermerò solo quando la giustizia a Somma Vesuviana sarà ripristinata davvero»
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