Rifiuti speciali smaltiti illegalmente, la Guardia di Finanza sequestra 12 capannoni a Volla

Verdi: “La magistratura vada fino in fondo sulla vicenda, è la dimostrazione che c’è chi continua a fare soldi illegalmente con i rifiuti”.

“Siamo soddisfatti dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza, su segnalazione del giornalista Pino Grazioli, che ha posto sotto sequestro 13 capannoni nel comune di Volla. L’operazione ha avuto inizio questa notte, intorno alle 2,30, quando le Fiamme Gialle sono entrate in un deposito di via Fossa Reale Molino Cozzone, trovando stipati diversi chilogrammi di rifiuti speciali, tra cui pneumatici, oli esausti e rifiuti ospedalieri”. Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “L’operazione è proseguita con il sequestro delle altre strutture. Sembrerebbe che dietro ci fosse un vero e proprio giro di smaltimento illegale di rifiuti speciali attraverso un sistema di false bolle di trasporto. Il sequestro conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che c’è chi continua a fare soldi illegalmente con i rifiuti speciali. Ai criminali, evidentemente, non è bastato avvelenare le terre e aumentare in maniera esponenziale l’incidenza delle patologie oncologiche sulla popolazione. Il business criminale continua ad essere appetibile e a garantire ingenti guadagni”.

Di seguito il link al video dell’arrivo della Guardia di Finanza (Video di Pino Grazioli):

Immersioni a Ischia: l’isola azzera le barriere per ciechi e paraplegici

L’abbattimento delle barriere architettoniche è un passaggio fondamentale, per il nostro paese, per garantire ai portatori di handicap una vita che sia il più possibile simile a quella delle persone normali.

Oltre a tutte le azioni che queste persone devono compiere nelle normali giornate, è bello oltre che importante,  rendere loro possibile l’accesso a servizi destinati al tempo libero e alle vacanze.

Un’iniziativa che va in questa direzione è quella dell’isola di Ischia, che ha eliminato le barriere per ciechi e paraplegici per fare immersioni e snorkeling.

HSA Italia, Area Marina Protetta Regno di Nettuno, ANS Diving e Fidas hanno organizzato una manifestazione denominata #ZeroBarriere, una tre giorni all’insegna di una storia, una biodiversità e uno straordinario fascino del territorio accessibile a tutti.

Questa iniziativa fa parte di un folto calendario di eventi messo in campo da Ischia per questa fine primavera e per tutto il periodo estivo, dedicati alla scoperta di questo bellissimo territorio e dello straordinario patrimonio culturale insito in questi luoghi.

Nel corso degli ultimi anni l’isola campana è diventata un riferimento per quanto riguarda i vacanzieri italiani e stranieri, che si concentrano durante la bella stagione in questo territorio campano per trascorrere delle vacanze all’insegna del riposo, della natura e del patrimonio culturale ed enogastronomico campano.

Una vacanza sull’isola resa ancora più confortevole grazie alla facilità con cui è possibile raggiungere il centro per visite e gite, utilizzando ad esempio gli Aliscafi da Salerno a Ischia messi a disposizione da Alicost, che con partenze dal Molo Manfredi permettono di arrivare direttamente sull’Isola in modo veloce e confortevole.

L’iniziativa ZeroBarriere era stata proposta per la prima volta lo scorso autunno, sempre in Campania, a Massa Lubrense, ed è stata riproposta dal 14 al 16 giugno scorso a Ischia.

A questo evento hanno preso parte sette tra ipovedenti e non vedenti e due paraplegici, unitamente a nove ragazzi affetti da problemi di autismo.

Queste giornate sono state finalizzate alla formazione di assistenti per attività in mare da parte di disabili, un momento che ha permesso di approfondire le tecniche di approccio in acqua con queste persone affette da disabilità di vari generi e grado.

Il programma dell’evento ha visto la prima giornata dedicata al corso e alle prove presso la piscina comunale, per spostarsi poi, nei giorni successivi, in mare, dove sono state fatte sedute di snorkeling  negli scogli di Sant’Anna e il Ninfeo sommerso, dove è stato possibile esplorare la bellezza dell’antica arenaria, ma anche immersioni presso la Secca delle Formiche di Vivara.

L’evento ha visto il patrocinio dei Comune di Ischia, Forio e Barano e si è concluso l’emozionante “abbraccio al Castello Aragonese”, che ha avuto l’importante finalità di sensibilizzare la popolazione verso le donazioni di sangue e che ha visto ai nastri di partenza 39 nuotatori tra agonisti e solidali.

Mercato auto: in flessione le vendite, ma aumenta il noleggio a lungo termine

Nonostante il mercato dell’automobile sia andato incontro negli ultimi due mesi a leggere flessioni, almeno per quanto riguarda il settore del nuovo e dell’usato, la formula del noleggio a lungo termine continua il suo trend positivo già dimostrato nei periodi precedenti.

Nello specifico, per il mese di giugno si è segnato un netto aumento del 12,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per le tipologie di vetture che vengono scelte la tendenza segue invece quella dell’acquisto.

Troviamo infatti una diminuzione delle auto a diesel, mentre si registra un netto aumento, peraltro costante nel tempo, delle vetture elettriche ed ibride, segno di una maggiore attenzione all’ambiente.

Tra le vetture elettriche che continuano a riscuotere maggior successo tra gli automobilisti italiani troviamo la Smart, la citycar per definizione.

Questa vettura infatti si presta perfettamente ai brevi spostamenti, in particolar modo per quelli all’interno del traffico cittadino.

Dimensioni estremamente ristrette che consentono spostamenti agili anche negli spazi che richiedono maggiore flessibilità come i parcheggi.

Tra i professionisti che consentono di prendere una vettura con questa formula troviamo brumbrum.

Collegandosi al sito è infatti possibile scegliere tra diversi modelli e configurazioni di Smart a noleggio che si ritiene più adatta alle proprie esigenze.

Tornando alle caratteristiche del noleggio a lungo termine, a farne una formula vincente, chiaramente, è il vantaggio economico primo su tutti.

Con il noleggio a lungo termine, infatti, non si dovrà sborsare un’ingente somma iniziale, come per l’acquisto.

Nella rata mensile, fissa e stabilita al momento iniziale della firma del contratto, si avranno incluse tutte le spese relative alla propria automobile, tra le quali ad esempio assicurazione, bollo e spese di manutenzione.

Questo significa maggiore regolarizzazione per quanto riguarda le proprie spese e ciò va a vantaggio sia dei privati cittadini, sia delle Partite IVA, che così potranno pianificare ancora più nel dettaglio le uscite mensili della propria impresa.

Relativamente al privato cittadino che sceglie questa formula, in base alle ricerche di mercato, è quello che necessita di una seconda auto oltre a quella famigliare per gli spostamenti per motivi di lavoro.

Tutti i possessori di Partita IVA, invece, avranno la possibilità e la comodità di evitare qualsiasi tipo di imprevisto economico collegato alla manutenzione dell’auto, che potrebbe danneggiare il bilancio mensile.

Continua dunque la tendenza positiva del noleggio a lungo termine che si ritaglia una fetta sempre più grande del mercato automobilistico italiano.

Un trend che, quasi sicuramente, continuerà a crescere anche nel tempo e chissà che un giorno non possa superare la più tradizionale formula dell’acquisto.

Somma Vesuviana, dal Miur fondi per edilizia scolastica. L’assessore Di Palma: “Smentite accuse e illazioni”

In arrivo dal Miur due finanziamenti per edilizia scolastica.

 

“Il Ministero dell’Istruzione (Miur) – annuncia l’assessore Di Palma –  ha finanziato due progetti che riguardano la messa in sicurezza di due edifici scolastici: la scuola Media San Giovanni Bosco ed il plesso “Gino Auriemma” di via Ferrante d’Aragona. Somma Vesuviana rientra nella graduatoria appena pubblicata dal Ministero. Si tratta di due progetti, il primo finanziato per 88.848 euro e il secondo per 46.602 euro, in entrambi i casi è stata concessa l’intera cifra richiesta. I finanziamenti concessi sono la testimonianza della continua attività della nostra amministrazione nonche’ dell’attenzione rivolta alle problematiche esistenti nella delega a me assegnata. Ancora una volta vengono smentite tutte le illazioni e le accuse mosse in merito ad una presunta inattività nel settore così delicato della edilizia scolastica. E non solo sono stati concessi i finanziamenti de quibus ma è notizia certa di qualche giorno fa la persistenza dei plessi scolastici di Mercato Vecchio e Pomintella una volta avuta assicurazione certificata da parte dei proprietari che provvederanno ad effettuare i lavori necessari di adeguamento alle normative vigenti.Questi sono risultati di un’attività intensa fatta di continuo confronto e collaborazione con l’ufficio dedicato e, con l’architetto Salvatore Esposito valente professionista, e che porta i suoi frutti in termini di concretezza per l’ amministrazione Di Sarno con particolare riguardo alla delega di cui sono assegnatario”.

Infatti, il Miur dando attuazione a quanto previsto dall’articolo 42 del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, ha proceduto alla costituzione di un fondo per il finanziamento della progettazione di interventi di messa in sicurezza da parte degli enti locali competenti degli edifici scolastici. “Siamo molto soddisfatti”, commenta il sindaco Salvatore Di Sarno nel comunicato stampa diffuso oggi, “da quando ci siamo insediati abbiamo puntato ad ottenere fondi e contributi di enti sovracomunali per sopperire alle criticità di un Bilancio sempre più penalizzato dalla mancanza di trasferimenti dal Governo. Conosciamo bene le criticità della nostra città e ci siamo messi al lavoro per farle, piano piano, diminuire. Siamo soddisfatti di questo finanziamento perché riguarda un settore che ci sta molto a cuore: la sicurezza dei nostri bambini. Sicurezza per la quale abbiamo lavorato sin dal primo giorno, soprattutto per garantire la stabilità degli edifici scolastici e questi 135mila euro vanno proprio in questa direzione”.

 

Ennesimo raid vandalico all’ospedale San Giovanni Bosco

Serrature forzate e una vetrata danneggiata: è l’ennesimo episodio vandalico all’interno dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, nosocomio al centro di un’indagine della procura partenopea avviata in seguito a una serie di episodi ai danni dei pazienti, tra i quali formiche nei letti. La scoperta dei danneggiamenti è stata fatta dalle guardie giurate ieri  mattina: ignoti hanno spaccato il vetro nei locali che ospitavano il bar, ora sequestrato, e scassinato la serratura della porta di accesso all’area della direzione. Quanto avvenuto ha portato il governatore campano, Vincenzo De Luca, a chiedere nuovamente l’istituzione di un posto di polizia.

“A seguito di nuovi e ulteriori atti vandalici verificatisi all’interno dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, episodi che si ripetono segnalati puntualmente dall’Asl Napoli 1 all’autorità giudiziaria – si legge in una nota di Palazzo Santa Lucia – , il presidente della Regione Vincenzo De Luca ripropone con forza, come da richiesta ufficiale presentata nei mesi scorsi, l’istituzione di un posto di polizia nell’ospedale già al centro di un’inchiesta giudiziaria”.

Rosa Nocerino (1919-1992), il mistero delle guaritrici di Somma Vesuviana

Aveva ereditato dalla madre l’arte della guarigione e il racconto delle fiabe popolari. La tecnica del curare con i rimedi era caduta su di lei perché aveva palesato, sin da piccola, più curiosità delle altre sorelle.

La guaritrice Rosa Nocerino alias ‘a pennone nacque a Somma Vesuviana il 30 agosto del 1919 dai contadini Vincenzo e Maria Mocerino. Penultima di otto figli, abitava nella cupa di Santa Patrizia con il marito Vincenzo Magnetta  e i suoi cinque figli. La madre Maria, due anni prima della nascita di Rosa, aveva perso una bambina di pochi mesi con lo stesso nome. Rosa era una contadina – casalinga e aveva frequentato la scuola fino alla terza elementare, ma aveva ereditato dalla madre l’arte della guarigione e il racconto delle fiabe. Non è un caso che lo scrittore Angelo Di Mauro la menziona in numerose pagine del suo libro Fiabe del Vesuvio pubblicato nel 1994 da Oscar Mondadori. Era, infatti, una narratrice autentica, oltre che guaritrice. Somma Vesuviana è stata, da sempre, la città in cui la tradizione favolistica è rimasta più viva. Di Mauro, nativo di Somma e appassionato delle tradizioni del suo paese, raccolse, ascoltandole dai narratori del luogo, quasi duecento favole. Rosa Nocerino dette il suo contributo con una ampia scelta di favole in dialetto: ‘O cunto d’ ‘o mago, ‘O cunto ‘e San Pietro, Caterinella, ‘E tre frate, ‘A pezz’ ‘e tela, Mieze pullastriello, Volle volle tattavella e Micco.

L’arte della taumaturga era caduta su di lei perché aveva dimostrato, sin da piccola, più curiosità delle tre sorelle: Speranza, Carmela e Assunta. Da piccola, infatti, litigava con la mamma perché voleva studiare e fare l’insegnante: leggeva e apprendeva con estrema facilità. Quando cominciò ad avere i primi figli piccoli e ammalati, Rosa chiamava la mamma per farli guarire e ovviamente ascoltava e percepiva tutto ciò che mormorava, assistendo alle pratiche e ai rimedi. La sua carriera iniziò quando un giorno si presentò una signora con un forte mal di testa. La madre era assente per motivi di lavoro nei campi e a Rosa toccò l’onorevole compito di operare al suo posto. Era il 1938 quando a Somma iniziarono ad arrivare persone da Napoli, Portici, Acerra, Pomigliano, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Mariglianella, Sant’Anastasia e cosi via. Le guaritrici con le loro formule e gesti sacri hanno attraversato i secoli e a tal riguardo in paese, ancora oggi, riaffiorano i vivi  ricordi di Rosa Improta del Casamale, di Mafalda Auriemma al Trivio, di Cristina Improta ai Piccioli, di Anna Badile a Malatesta, di Pasqualina Rivellino a Rosanea, di Anna Pentella a Santa Maria del Pozzo e, infine, della più giovane Agnese Normale a via Bosco. Fino agli anni Cinquanta, addirittura, in quasi tutte le famiglie contadine almeno una donna conosceva (ma non praticava da guaritrice) qualche rituale per togliere il malocchio oppure rimedi per curare diversi disturbi, fra cui mal di testa, insonnia, nervosismo, vermi intestinali ed esaurimento fisico. Il rimedio più richiesto alle guaritrici, però, era la paura. Ogni rimedio veniva accompagnato con le cose di Dio: erano formule e preghiere popolari che non potevano essere rivelate. Per la pratica del malocchio, Rosa prendeva un piatto con l’acqua e vi aggiungeva due schizzi d’olio, ripetendo determinate formule. Se le gocce d’olio si spandevano erano occhi di donne, se facevano le codine erano occhi d’uomo e, infine, se l’olio rimaneva fisso non c’era malocchio. L’acqua, successivamente, veniva buttata in un luogo dove l’ammalato non doveva passare, altrimenti il dolore ritornava. Tante volte Rosa buttava l’acqua nel focolare: in questo modo gli  (mal) occhi si accecavano definitivamente. Per i vermi intestinali si dicevano le cose di Dio tre volte sulla pancia del bambino. Per lo strappo all’inguine, che impediva di camminare, Rosa prendeva un coltello col manico nero e tre fili di paglia di grano. Una volta intrecciati i fili, venivano bruciati per terra. All’ammalato veniva chiesto poi di passare sopra ai fili. Alla domanda della guaritrice: che hai?. L’ammalato doveva rispondere: ‘A nguinaglia. Rosa concludeva: E io ta taglia.

Per le nasirchielle, che soffrivano i bambini quando le madri incinte passavano per i luoghi frequentati da capre, Rosa prendeva sempre tre fili intrecciati di paglia intrecciati e li metteva vicino al naso del bambino, domandando alla mamma: che tene?. La madre rispondeva: ‘e nasirchielle. La guaritrice terminava con queste parole: Ed io ce taglie che furbicelle. I fili di paglia venivano tagliati per tre volte e infine incendiati. Come bruciava la paglia si eliminava anche la difficoltà respiratoria. Una divinità e una preghiera per ogni rimedio. Per la paura, Rosa iniziava in nome di Dio e terminava con la Santissima Trinità. Come nel caso di un dentista che, avendo fatto la paura nel tirare un dente (forse per la prima volta), svenne e si svilì, tantoché da quel giorno non riuscì più ad esercitare il suo lavoro. Rosa lo guarì. Giorni dopo il dentista portò anche la moglie che si era appaurata in occasione di un forte temporale. Un cittadino di Marigliano aveva visto morire un compagno sul lavoro per colpa di una scarica elettrica. Era da tre mesi che, per la paura subita, non si recava al lavoro: rimasto impressionato dall’accaduto, dimagriva giorno dopo giorno. In ospedale non aveva ottenuto risultati soddisfacenti. Al primo appuntamento con Rosa venne accompagnato, al secondo arrivò guidando l’auto con il suo accompagnatore e al terzo, infine, arrivò da solo.

Rosa Nocerino ci lasciò per sempre un pomeriggio di maggio del 1992, portando nel sepolcro quella forza guaritrice con la quale aveva sempre curato gli ammalati e i bisognosi d’aiuto.

Sant’Anastasia, controlli sulla movida notturna. Il Sindaco: “Tolleranza zero!”

Musica ad alto volume nei locali e nei luoghi pubblici al di fuori degli orari consentiti e dopo la mezzanotte? Tolleranza zero da parte dell’Ente, in quanto il sindaco Lello Abete conferma l’ordinanza emessa in merito a giugno 2018 per regolamentare il fenomeno della “movida” ed evitare al massimo le sue degenerazioni, a tutela del benessere generale della popolazione.  

E’ un fatto che buona parte del paese sta vivendo un periodo felice nelle dinamiche delle relazioni commerciali collegate a quelle sociali, culturali e tradizionali incardinate in un contesto urbano più favorevole alla cosiddetta “movida”. 

L’aumento dei luoghi pubblici resi più disponibili da parte dell’Amministrazione Comunale, ad es. con zone e piazze a traffico limitato, per consentire alle famiglie, ai giovani ed alla cittadinanza tutta di “frequentarli e sostarvi” in sicurezza, da un lato ha trovato più di un esercizio commerciale pronto ad offrire servizi di vario genere con una strategia di marketing – tra cui eventi musicali, dj e/o prodotti particolarmente graditi al target di clienti prescelti – rivelatasi vincente; dall’altro ha ottenuto un considerevole aumento di giovani, provenienti anche da altri paesi, che specialmente nel fine settimana ed a tarda sera/notte affollano strade e piazze.

La tolleranza zero che il sindaco ha, dunque, annunciato e che è oggetto della nuova ordinanza, tende a trovare  un punto di equilibrio tra le giuste esigenze di quiete ed ordine pubblico avanzate dalla popolazione, i numerosi esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che rendono il paese fortemente attrattivo e le esigenze dei fruitori/clienti.

Non è escluso il ricorso alla multa salata a carico degli esercizi ed è prevista anche la chiusura per un periodo di tempo che va da tre giorni ad un mese nei casi di ripetute inosservanze delle norme e dell’ordinanza sindacale. 

Sarà la P.M. ad applicare l’ordinanza ed a tenere sotto controllo l’intero fenomeno, tra cui anche quello dei parcheggiatori abusivi e lo sfruttamento dei minori come parcheggiatori, senza più concedere un periodo di tempo per adeguarsi, né alcuna tolleranza.

 

“Sicuramente continueremo ad incentivare ed a favorire il commercio ed a puntare a rendere il paese sempre più attrattivo, ma è trascorso un anno dall’emanazione dell’ordinanza che regolamentava la movida. Un anno in cui ci sono state molte occasioni date agli esercenti per mettersi in regola e per cercare di far comprendere il senso della ordinanza stessa. Quindi c’è stata una tolleranza finalizzata a far comprendere a tutti la necessità di regolamentarsi – afferma il sindaco Lello Abete – perché è pacifico che dopo la mezzanotte la musica e gli schiamazzi devono essere evitati a beneficio dei cittadini che hanno diritto al meritato riposo. Il fenomeno della movida, nato negli anni scorsi, sicuramente è positivo, è un motivo per dire che è andata bene per i giovani, ha fatto bene al paese, ma deve migliorare. Per questo confermo l’ordinanza dell’anno scorso, per regolamentare la musica fino a mezzanotte, il fenomeno della vitalità dei luoghi pubblici e tutto quanto ruota intorno ad esso. Ma tolleranza zero! Non tutti, infatti, si sono adeguati alle norme, sono stati anche multati e non è più possibile essere tolleranti dopo un anno di sperimentazione dell’ordinanza. Va tutto bene, viviamo le piazze, ma  viviamole all’interno delle regole; vogliamo salvaguardare tutti ragazzi che vivono le piazze ed anche cittadini che hanno bisogno di maggiore quiete pubblica”. 

 

Marigliano, prende a pugni l’ex e porta via i figli: arrestato 26enne

I Carabinieri della stazione di Marigliano hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni un 26enne del posto già noto alle Forze dell’Ordine. Ad allertare i Carabinieri l’ex convivente 23enne, vittima di una violenta aggressione costatale un trauma cranico ritenuto guaribile in 21 giorni.

Secondo quanto ricostruito, il 26enne, già destinatario della misura del divieto di avvicinamento alla donna, aveva raggiunto quest’ultima nella sua abitazione.

L’uomo ha preteso che le querele presentate contro di lui, tutte per lesioni e maltrattamenti, fossero ritirate e all’ennesimo rifiuto ha colpito la 23enne con un pugno al volto.
Approfittando dell’incapacità di reagire della donna,  ha afferrato i due figli minori ed è fuggito via. I carabinieri intervenuti l’hanno bloccato per strada, poco distante dall’abitazione dell’ex convivente.

Arrestato, il 26enne è stato tradotto al carcere di Poggioreale. I minori sono stati riaffidati alla madre.

Insulti razzisti agli operai della Tiberina di Pomigliano: “donati” al direttore buste di rifiuti e un wc (le foto)

Lo avevano praticamente annunciato subito dopo aver saputo della vicenda, la scorsa settimana. Ieri pomeriggio, all’una, i licenziati nel 2015 delle fabbriche FCA di Pomigliano e Nola si sono recati davanti alla Tiberina di Pomigliano per portare “in dono” buste della spazzatura e un gabinetto al direttore dello stabilimento dell’impianto dell’indotto auto. Rifiuti piazzati davanti all’ingresso della Tiberina dopo essere stati prelevati da una discarica abusiva ubicata lì vicino, uno sversatoio che staziona da settimane su una sopraelevata ricadente nel territorio del Comune di Castello di Cisterna. Dunque, i cinque licenziati FCA, aderenti al sindacato Si Cobas, hanno voluto rispondere in questo modo durissimo all’iniziativa del direttore della Tiberina, Dario Liccardo, che tempo fa aveva deciso di “spronare” i suoi operai a comportarsi meglio mettendo sui display informativi della fabbrica una frase razzista presa da internet. Parole brutali: “Bisogna bruciare Napoli e i napoletani, rifiuto del mondo”. Dopo che la vicenda è finita su giornali e televisioni l’azienda umbra ha chiesto scusa agli operai e ai napoletani. Ma per i licenziati FCA le scuse non sono state affatto sufficienti. < Quanto accaduto – affermano – è la dimostrazione che l’arroganza dei padroni non ha più limiti >. Oltre alle buste di rifiuti e al wc piazzati davanti all’ingresso della Tiberina i militanti Si Cobas hanno anche appeso striscioni irriferibili. Sul posto molti carabinieri.

 

Tragedia a San Gennaro Vesuviano: lancia la figlia dal secondo piano. Muore una bimba di 16 mesi

Ha lanciato la figlia di 16 mesi dal balcone del secondo piano e poi si è buttato giù: la bimba è morta e lui, 35 anni, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Cardarelli di Napoli.

La tragedia è avvenuta intorno alle 12 in via Cozzolino, una delle strade principali del comune di San Gennaro Vesuviano, a poca distanza dal centro. Sono in corso le indagini dei Carabinieri.

Stando alle prime ricostruzioni, alla base dell’estremo gesto dell’uomo ci sarebbe stata una situazione tesa con la moglie e madre della bambina, con la quale era in corso una pratica di separazione.