Finto compost zeppo di rifiuti sui campi di Acerra. Interviene il ministro Costa: sequestrati i terreni

“Questa non è imprenditoria ma criminalità”. Le parole del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, pubblicate ieri nella sua pagina Facebook lasciano presagire sviluppi importanti della vicenda relativa al presunto finto compost fatto versare a tonnellate sui campi coltivati di Acerra da un impianto di Giugliano che lo produce. Ieri infatti i carabinieri forestali hanno sequestrato alcuni terreni, per un totale di svariati ettari, coinvolti in questa ennesima storiaccia proveniente dalla Terra dei Fuochi, un presunto traffico di rifiuti con annesso sversamento illecito denunciato tre mesi fa alle autorità competenti dagli ambientalisti locali e reso noto la scorsa settimana prima da Fanpage e poi da Il Mattino. “I militari del Nucleo forestale – ha annunciato Costa – stanno controllando terreni e impianti e darò mandato a Ispra di verificare le condizioni ambientali: questa non è imprenditoria, ma criminalità. La tutela dei cittadini al primo posto!”. Il ministro ha fatto anche sapere che “sui terreni di Acerra, sugli impianti e sul compost saranno fatti ulteriori controlli”. E ora monta la rabbia in Terra dei Fuochi per quest’ultima operazione dei carabinieri forestali, sollecitata dal ministro dell’Ambiente. Il presunto finto compost versato su ettari di terreno nelle località di Calabricito e Lenza Schiavone è stato fatto analizzare dagli ambientalisti in un laboratorio accreditato. Risultato: rifiuti a go go, anche idrocarburi e metalli pesanti. Gli ecologisti Alessandro Cannavacciuolo e Vincenzo Petrella hanno utilizzato i droni per filmare i camion che hanno scaricato la sostanza nei campi coltivati a ortaggi. Hanno anche seguito gli automezzi fino all’impianto di Giugliano che produce il “fertilizzante” finito sotto accusa. “Ora – concludono – aspettiamo un passo decisivo dalla magistraura”.

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lo scarico di finto compost sui terreni agricoli di acerra
lo scarico di finto compost sui terreni agricoli di acerra

Stop termovalorizzatore: dopo Giugliano rinvio anche per lo stoccaggio ad Acerra. Gaffe del sindaco Lettieri 

E’ un percorso a ostacoli quello della riapertura dei siti di stoccaggio provvisori napoletani. Impianti individuati dalla Sapna per accogliere circa 40mila tonnellate di rifiuti che a partire dalla fine del mese di agosto Napoli e la sua area metropolitana non potranno incenerire a causa della chiusura di 35 giorni, per manutenzione, del termovalorizzatore. Ieri infatti, dopo il rinvio della settimana scorsa sullo stoccaggio provvisorio a Cava Giuliani, nei pressi di Giugliano, la conferenza dei servizi regionale ha rinviato a data da destinarsi ogni decisione anche sulla riapertura dell’impianto di stoccaggio temporaneo di Acerra, quello del Pantano, ubicato davanti all’ingresso del termovalorizzatore. “Per Acerra sarà necessario il parere dell’Avvocatura regionale”, ha detto al termine della riunione il presidente della conferenza, il responsabile unico del procedimento, il dirigente della Regione Berardino Limone. Sarà dunque l’Avvocatura della Regione Campania ( e non l’Avvocatura dello Stato come invece ha erroneamente comunicato ieri il sindaco di Acerra, Raffale Lettieri, che comunque ha espresso soddisfazione per il rinvio ) a doversi esprimere sulle sentenze del 2005 e del 2007 del Tar e del Consiglio di Stato che dichiararono illegittimo lo stoccaggio nell’impianto del Pantano deciso allora dall’ex Commissariato per l’emergenza. Secondo la Sapna, però, quelle sentenze sono prescritte. A ogni modo la conferenza dei servizi di ieri si è aperta con la discussione su una denuncia firmata dagli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo e Vincenzo Petrella, dei Volontari Anti Roghi di Acerra, attraverso cui si sostiene che “Sapna probabilmente avrebbe tentato di indurre in errore la Regione depositando autorizzazioni per l’impianto del Pantano ormai annullate dalla giustizia amministrativa” e che “lo stesso impianto è a tutti gli effetti una discarica abusiva perché pur essendo illegittimo ospita ancora da quindici anni 61mila tonnellate di rifiuti accumulati nell’emergenza del 2004”. Un braccio di ferro giuridico. Durante il confronto la consigliera comunale di Acerra dell’M5S, l’avvocato Carmela Auriemma, ha dettagliato le varie carenze legali dell’impianto, elencandole una per una.

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Napoli, in piazza Mercato il ricordo di Gaetano Montanino

Piazza Mercato Ricorda Montanino A dieci anni dalla morte Dieci anni dalla morte di un uomo giusto. Piazza Mercato lo ricorda con Asso gio..ca., la moglie Lucia e la figlia Veronica. Sabato 3 agosto, a dieci anni dalla barbara uccisione di Gaetano Montanino, la guardia giurata che fu colpito mentre lavorava, ci sarà una giornata dedicata alla giovane vittima innocente. Alle 10.30, presso la biblioteca Annalisa Durante, a Forcella, un momento commemorativo con la figlia Veronica, la moglie Lucia di Mauro e lo scrittore Paolo Miggiano. Alle 16.30 presso la sede dell’Asso. Gio. Ca. in piazza Mercato 100, si firmerà un protocollo d’intesa con l’associazione “Trentunonovembre”; infine, alle 18, Celebrazione eucaristica presieduta da don Tonino Palmese, vicario episcopale per la Carità della diocesi di Napoli e presidente della Fondazione Polis con il Coordinamento dei familiari delle vittime innocenti della criminalità. “Sono passati dieci anni. Dieci anni senza di te e senza una risposta di fronte a una morte ingiusta, assurda. Quel telefono che suona in piena notte, quell’auto che mi viene a prendere per portarmi da te che, come sempre, uscivi da casa orgoglioso e fiero di indossare la divisa, di servire lo Stato e la tua città”, commenta la moglie di Montanino. “. Speravo che fosse un incubo e pregavo di potermi svegliare al più presto. Non è stato e non è facile andare avanti , combattere contro i muri dell’indifferenza e la miopia delle istituzioni, spesso cadiamo fino a toccare il fondo e , aiutandoci a vicenda, cerchiamo ogni volta di rialzarci, di combattere, di portare ovunque il tuo esempio”. Ed è proprio questo il significato della commemorazione di sabato 3 agosto “ricordare ai giovani di questo territorio quale è la strada da percorrere – aggiunge Gianfranco Wurzburger, presidente di Asso gio.ca., – l’unica possibile, quella tracciata da Montanino: servire la giustizia , a costo anche dalla propria vita. A dieci anni dalla sua morte continuiamo a ricordarlo e a proporlo come unico esempio possibile in un territorio che ha bisogno di rinascere, nel segno della legalità”.

Ordine degli Avvocati di Nola, il Tar conferma  Visone presidente

Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Nola, Avvocato  Domenico Visone, a maggior chiarimento delle dolorose vicende che hanno riguardato l’Ordine presieduto e che hanno visto il sovvertimento del risultato del suffragio elettorale, comunica che il TAR Campania – Sezione di Napoli, nella persona del Presidente della Sezione VIII, ha sospeso, giusto decreto emesso in data odierna e pronunciato sul ricorso RG 3245/2019, la delibera consiliare assunta dal COA in data 25/26.07. 2019, più esattamente nella parte del deliberato in cui è stato riaperto il verbale dal Consigliere Anziano, dopo che i lavori erano stati chiusi da Visone stesso.

L’adito Giudice Amministrativo, sollecitato su istanza del presidente Visone e dei Consiglieri del COA Giuliana Albarella, Francesco Boccia, Gian Vittorio Sepe, Salvatore Travaglino e Maria Viscolo, ha, altresì, sospeso, oltre alla delibera, ogni successivo atto adottato, ivi compresa la convocazione del COA, in sessione straordinaria, disposta per il giorno 01.08.2019.

Il rispetto dovuto, da parte di questo Presidente e dei Consiglieri tutti proponenti il ricorso, nei confronti delle decisioni, adottate ed adottande dall’investita Magistratura Amministrativa, impone la necessaria cautela nelle delicate e successive fasi che involgono l’attività del COA, al cui interesse primario di buon funzionamento, trasparenza e legalità – per conto di tutti gli iscritti – questa Presidenza si è sempre ispirata ed ha sempre agito.

“Continuerò la mia battaglia, senza infingimento alcuno, a disposizione dell’intera Classe Forense Nolana, che mi onoro di rappresentare”, dichiara Domenico Visone.

Ordine degli Avvocati di Nola, il neo presidente Sesto “Decisione necessaria per porre fine all’atteggiamento di Visone”

Nella seduta consiliare del 25 luglio si è consumata una dolorosa battaglia per la difesa dei principi della libertà, dignità e decoro propri dell’avvocatura nolana, che, a pochi mesi dallo svolgimento delle elezioni forensi, ha portato all’ inevitabile cambio del prestigioso consesso consiliare con l’elezione a Presidente dell’Avvocato Ciro Sesto.
“ La decisione seppur sofferta- afferma il neo presidente Sesto, anche a nome di altri 12 consiglieri –  si è resa necessaria per porre fine all’atteggiamento dell’avvocato Domenico Visone il quale, da Presidente, sin dal suo insediamento ha gestito le attività consiliari senza alcun rispetto del Consiglio e dei Consiglieri, assumendo atteggiamenti autocratici,   fino a “strappare” – durante una seduta  – un’ istanza formale a firma di alcuni di loro. Durante alcune  riunioni, inoltre, il Presidente Visone non ha evitato di usare espressioni ed atteggiamenti lesivi della dignità  degli astanti e delle istituzioni nazionali.
Il “caos istituzionale” è stato voluto e creato dal solo Avv. Visone, nonostante la disponibilità alla collaborazione ricevuta dall’intero gruppo consiliare.
Ciò ha indotto 13 consiglieri su 21, tra cui il Cons. Segretario e il Cons. Tesoriere , a chiedere le dimissioni del Presidente;  ma lo stesso, pur non avendo la “maggioranza”, non si è dimesso dal ruolo, come avrebbe imposto il buon senso oltre che, soprattutto,  la correttezza istituzionale.
A fronte del suo diniego,  i 13 Consiglieri, a maggioranza assoluta, hanno dovuto formalizzare – con nota n. 2330 del 12 luglio 2019 –  la richiesta di dimissioni, chiedendo in subordine  la “ surroga” del Presidente, come da Regolamento vigente, art. 27, capo V.
Giunti alla seduta del 25 Luglio, 13 giorni dopo la richiesta di dimissioni e/o surroga, l’Avv. Visone, pur in presenza di richieste formalizzate come da Regolamento e reiterate in sede di consiglio da 13 componenti sui 20 presenti ( emblematica l’assenza del vicepresidente Urraro ), in dispregio della disposizione normativa vigente,  ha ritenuto che  richieste, pareri e i punti all’ o.d.g. potessero essere messi ai voti solo se egli stesso lo reputasse necessario e/o opportuno.
Inoltre, capeggiando una sparuta minoranza, stante l’assenza di un Consigliere e l’astensione di un altro, ha tentato, invano di sciogliere la riunione e di impedire la libera discussione ed il successivo voto;  con atteggiamento ostruzionistico e assolutistico si è appropriato del computer usato dal Cons. Segretario, cosicché la verbalizzazione della seduta e’ proseguita ( ancora presente Visone) su fogli manoscritti. La seduta si è protratta fino  alle ore 02,25 del 26 luglio, allorquando Visone ha deciso di allontanarsi, unitamente a soli 5 consiglieri, solo alla fine delle discussioni, un attimo prima della votazione per “la surroga del Presidente e la successiva  elezione del nuovo”. Il Consigliere anziano, come da Regolamento del COA di Nola, ha diretto i lavori consiliari  sino alla fine. Il Consiglio ha così deliberato la surroga e la successiva elezione del nuovo Presidente.
L’incarico assunto – aggiunge Sesto –   mi porterà ad agire a tutela esclusiva degli interessi dell’Avvocatura e tentare di realizzare il programma depositato con nota del 12 luglio 2019 che prevede punti rilevanti e necessari per l’interesse della classe forense.
Nella speranza che, in un sistema democratico,  si prenda atto della volontà della maggioranza assoluta  dei Consiglieri eletti e si prosegua il mandato consiliare con l’ unico intento di rappresentare e servire la Classe.”

Somma Vesuviana: cordoglio per il vicebrigadiere Rega, i ringraziamenti del sindaco

La città di Somma Vesuviana ha vissuto momenti di grande dolore per la scomparsa prematura e violenta del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, reagendo con compostezza, solidarietà e amore nei confronti di un proprio figlio, servitore dello Stato. Il sindaco Salvatore Di Sarno ha deciso di scrivere una lettera aperta alla comunità, alle autorità, alle forze dell’ordine, ai volontari, a tutti quanti hanno permesso di “salutare” Mario nel migliore modo possibile.

Ecco di seguito il testo della missiva.

“Lunedì scorso abbiamo salutato con una solenne cerimonia nella chiesa della Santa Croce il nostro concittadino Vicebrigadiere della Benemerita Cerciello Rega Mario. E’ stata una cerimonia sentita e partecipata come meritava il mio, il nostro amico. E dopo il momento del profondo dolore e della commozione è il momento di ringraziare quanti hanno fatto si che tutto si svolgesse secondo i protocolli e senza alcun intoppo. So che non è possibile ringraziare veramente tutti senza correre il rischio di omettere qualcuno e di ciò mi scuso anticipatamente. Un primo grazie va alla famiglia di Mario per aver consentito alla sua città natia un ultimo caloroso abbraccio al suo amato figlio. Un sentito ringraziamento va poi all’Arma del Carabinieri che con sincero affetto ha tributato a Mario i più alti onori dovuti agli eroi caduti nell’adempimento del proprio dovere. Grazie, anche a tutti gli altri Corpi dello Stato, dalla Guardia di Finanza alla Polizia di Stato, a quella Penitenziaria, all’Esercito, alla Marina Militare,l’Aeronautica militare fino ai Vigili del Fuoco che sono voluti essere presenti a questo ultimo saluto. Senza doverli elencare uno per uno, ringrazio per la loro presenza la Chiesa, le alte cariche dello Stato, i deputatI, i senatori e i tanti colleghi sindaci che hanno testimoniato con la loro presenza la vicinanza delle Istituzioni alla famiglia di Mario e all’Arma dei Carabinieri. Come comprensibile, l’organizzazione di un evento così delicato e complesso ha messo alla prova anche l’intera macchina comunale e in particolare il sistema di protezione civile. Nel poco tempo disponibile abbiamo fatto il possibile per mettere in campo, in collaborazione con l’Arma e con la Questura, una pianificazione che ha previsto l’impiego di centinaia di volontari della protezione civile e della Croce Rossa Italiana che hanno affiancato il corpo della Polizia Municipale in un compito non semplice. Un ultimo ringraziamento va alla comunità sommesse che ha dimostrato anche in questa occasione la sua parte migliore, e con compostezza e vero sentimento ha partecipato alla celebrazione e sopportato qualche inevitabile disagio. Ciao Mario, Eroe dei nostri tempi. E se questo mondo non ti ha saputo proteggere, sappi che Somma Vesuviana non ti dimenticherà mai”.

Somma Vesuviana, Mario Cerciello Rega era senza pistola. L’Arma: «Non sappiamo perchè»

L’avvocato Massimo Ferrandino assiste la moglie del vicebrigadiere assassinato

Ieri a Somma Vesuviana il consiglio comunale ha osservato un minuto di silenzio per il vicebrigadiere assassinato in servizio. Intanto la città ha ripreso un’apparenza di normalità dopo le migliaia di persone arrivate per le esequie. La famiglie di Mario e Rosa Maria si sono chiuse a riccio, seguendo l’evolversi degli eventi dopo la conferenza stampa tenuta a Roma. Voleva essere una maniera per districare i dubbi intorno alla vicenda, ha finito per crearne altri.  Intanto la famiglia del carabiniere si è affidata all’avvocato ischitano Massimo Ferrandino, fratello dell’eurodeputato Giosi, e al professore Franco Coppi, uno dei giuristi più noti d’Italia.

 

La pistola del vicebrigadiere è stata ritrovata in caserma, nel suo armadietto. «Aveva con sé solo le manette, il motivo non lo conosciamo» ha detto Francesco Gargaro, comandante provinciale dei carabinieri di Roma. Niente pistola, dunque. Ma anche telecamere non funzionanti in zona. Lì vicino c’è una banca. «Non funzionavano le telecamere di videosorveglianza della banca – sono sempre parole di Gargaro – quindi purtroppo non hanno ripreso la situazione». E in conferenza stampa l’Arma risponde anche ai giornalisti che chiedono se vi siano stati errori nell’intervento di quella sera da parte di Mario e del suo collega, Andrea Varriale. «La procedura seguita è stata regolare, loro non immaginavano di trovarsi di fronte una persona con un coltello di 18 centimetri e non pensavano di essere aggrediti. Non c’è stato tempo di fare altro quando Elder, ha estratto il coltello e lo ha ferito. Poco lontano da lì c’erano pattuglie pronte a intervenire».

Ancora spiegazioni. Perché Varriale non ha sparato? «Non c’è stato tempo di reagire, non poteva sparare ad un soggetto in fuga, altrimenti sarebbe stato indagato per un reato grave». A dirlo è ancora Gargaro.

Insomma, una ricostruzione dell’accaduto che ha provato a fugare le perplessità, in una lunga ricostruzione dinanzi alla stampa. Il vicebrigadiere era senza pistola quando arriva in via Cossa. Sono le 3, 13 di notte del 26 luglio. Ha appuntamento con i due americani per recuperare un borsello per cui era stata avanzata una richiesta estorsiva. Non è solo senza pistola, ma anche in borghese. Non appena arrivano all’appuntamento, e con lui c’è Andrea Varriale, i due sono  – stando alla ricostruzione – aggrediti e sopraffatti dai due ragazzi californiani. Varriale buttato a terra, Rega pugnalato. I tempi? Un minuto. E mentre Mario veniva pugnalato, il collega non ha sparato. Non poteva colpire un uomo in fuga, è stato detto. Non ha sparato nemmeno un colpo in aria, che magari avrebbe intimidito gli stessi uomini in fuga. Avrebbe cercato invece di soccorrere il collega tentando di fermare il sangue, fino all’arrivo dell’ambulanza. Ancora la ricostruzione: i due non erano soli. Nella zona c’erano, a copertura, ben quattro pattuglie. Tante per un cavallo di ritorno. E queste quattro pattuglie non potevano essere visibili, certo. Avrebbero se no inficiato l’operazione. Del resto, se non potevano essere visibili, non potevano nemmeno vedere, dunque non solo nessuno dei colleghi è potuto intervenire per bloccare gli assassini che scappavano. Ma nemmeno hanno potuto assistere all’accoltellamento.

Qualcun altro però c’era: Sergio Brugiatelli, l’uomo che due ore prima aveva denunciato in strada, proprio ai due carabinieri Rega Cerciello e Varrriale, il furto del borsello. Erano l’una di notte. Alle due Brugiatelli ha chiamato il 112 per denunciare l’estorsione. Alle 3, 13, quando l’assassinio è già avvenuto, si avvicina ad una pattuglia e descrive gli assassini come due nordafricani. Anche per questo Gargaro ha una spiegazione: «Ha avuto paura di svelare che conosceva gli autori dell’omicidio, non voleva essere associato al fatto, ma poi ha cambiato la sua versione». E Brugiatelli quella notte aveva avuto molto da fare, stando a quanto detto in conferenza stampa: aveva conosciuto i due americani alle 23, 30, gli avevano chiesto della cocaina e lui si era offerto di accompagnarli da un amico pusher, Italo Pompei. Quando arrivano dallo spacciatore, alcuni carabinieri liberi dal servizio si accorgono del passaggio di droga e intervengono, gli acquirenti scappano e il maresciallo Pasquale Sansone chiama il suo sottoposto Andrea Varriale invitandolo ad andare lì. Non chiama la sala operativa, ma gli telefona sul cellulare. Normale prassi? «Sì – dice il comandante Gargaro – anzi è apprezzabile che carabinieri liberi dal servizio si impegnino per individuare spacciatori e ladri nei loro quartieri e in quelli limitrofi. Si è carabinieri anche fuori servizio».

Grazie alle telecamere, queste funzionanti, dopo l’assassinio che invece nessun aggeggio di videosorveglianza ha ripreso, si risale all’identità dei due americani che vengono rintracciati in hotel. Alle 11 del mattino vengono portati in casera, alle 17 sono interrogati dal pm. In questo lasso di tempo viene scattata la foto che ha fatto tanto discutere. Quella di Elder, bendato e ammanettato. «Sulla questione stiamo facendo piena luce» ha detto il procuratore Michele Prestipino in conferenza stampa. Il giovane bendato in foto è Christian Gabriel Natale Hiorth. La procuratrice aggiunta Nunzia D’Elia ha detto: «Chiedeva se il carabiniere fosse morto davvero, quando ha saputo ha versato qualche lacrima».

Il generale Gargaro si è detto dispiaciuto per le «presunte ombre e i presunti misteri laddove una ricostruzione attenta e scrupolosa dell’intervento dei carabinieri ha dimostrato la sua correttezza e regolarità». Il procuratore Prestipino, dal canto suo, ha aggiunto: Le indagini andranno avanti per chiarire tutto, in questa storia ci sono ancora punti oscuri».

 

 

 

 

 

 

 

 

Pomigliano d’Arco, domani Eddy Napoli in concerto a piazza Giovanni Leone

Ambasciatore della canzone napoletana nel mondo, Eddy Napoli ha un legame viscerale con la sua terra tanto da aver scelto come pseudonimo proprio il nome della capitale partenopea (lui si chiama in realtà Eduardo De Crescenzo ed è figlio di Vincenzo, il poeta autore della famosa “Luna Rossa”). A lungo solista dell’orchestra italiana di Renzo Arbore, è autore, compositore e valente interprete. Alle 21 di venerdì 2 agosto, sarà in concerto a piazza Giovanni Leone per la rassegna Estate 2019 a Pomigliano – vivere la città.

 

Franca Trotta, assessore alla Cultura, Istruzione e Politiche Giovanili nella giunta di Pomigliano d’Arco

Buona musica, eventi culturali, teatro e tradizioni. Un programma, quello dell’estate 2019 a Pomigliano d’Arco, che proseguirà fino a metà settembre. «Abbiamo voluto momenti culturali e di svago che incitassero all’aggregazione, con particolare attenzione alla qualità» – dice l’assessore alla cultura, Franca Trotta.

Altri appuntamenti in calendario nella programmazione di eventi dell’assessorato alla Cultura: sabato 31 agosto invece, il parco pubblico Giovanni Paolo II si trasformerà in discoteca sotto le stelle nello spettacolo che si chiama appunto «Discoteca al chiar di luna» con dj Gigi Soriani e Gigio Morra di Radio Marte.

 

Domenica 1 settembre, in piazza Giovanni Leone, l’Orchestra filarmonica internazionale diretta da Leonardo Quadrini nel Gran Galà della Lirica. E piazza Leone sarà ancora palcoscenico per gli amanti della bella musica sabato 14 settembre (20, 30), per l’ormai consueto e atteso appuntamento che tanto successo ha riscosso negli anni passati con l’U.S. Naval Forces Europe Allied Forces Band in concerto.

 

Venerdì 6 e domenica 8 settembre (ore 20), due appuntamenti al Giardino dei Miti: il primo «Frammenti 1», teatro e musica con gli allievi dell’Isis Europa, del liceo Cantone e del liceo Serao. Il secondo, «Frammenti 2», teatro, parole e coreografie con gli allievi del comprensivo Omero – Mazzini e del laboratorio teatrale Cgs Don Bosco.

 

 

 

 

 

Michele Mari, “Arrivati a questo punto”

Arrivati a questo punto

dicesti

o si va oltre

                     o non ci si vede mai più

 

Non capivi che il bello era proprio quel punto

era rimanere

nel limbo delle cose sospese

nella tensione di un permanente principio

nel nascondiglio di una vita nell’altra

 

Così il mio contrappasso di pokerista

è stato perdere tutto

appena hai forzato la mano.

 

Michele Mari, Cento poesie d’amore a Ladyhawke (Einaudi, 2007)

Michele Mari è nato a Milano nel 1955. Ha pubblicato alcuni libri di narrativa: Di bestia in bestiaIo venga pieno d’angoscia a rimirartiLa stiva e l’abissoEuridice aveva un caneFilologia dell’anfibioTu, sanguinosa infanziaRondini sul filoTutto il ferro della torre Eiffel.

Somma Vesuviana, morte Cerciello. Cc rivelano: “Aveva dimenticato l’arma nell’armadietto”

“Cerciello aveva dimenticato l’arma, è stata probabilmente una dimenticanza, ma ciò non toglie che non aveva alcuna possibilità di reagire”. Lo hanno rivelato i carabinieri nella conferenza stampa sul caso del vicebrigadiere ucciso alcuni giorni fa a Roma. “La pistola – spiega il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Francesco Gargaro – l’abbiamo trovata nel suo armadietto in caserma e il motivo perché fosse lì lo sa solo lui. L’unica cosa che sappiamo è che aveva con sé le manette e che era in servizio. Varriale invece aveva l’arma e gli è stata subito presa per esaminarla dopo il fatto”.