“Piume di diamante”, sette frammenti di esistenza, resistenza e di legittima ricerca della felicità

Piume di Diamante, è questo il titolo del libro, edito attraverso la piattaforma di self-publishing Youcanprint, che, come recita la sinossi, racconta “Sette frammenti di vita e di legittima ricerca della felicità nonostante gli sgambetti dell’esistenza. Sette modi di essere nel mondo con tenacia, trasformando le smorfie di dolore in sorrisi e il veleno in medicina”.

Eleonora, Valeria, Claudio, Giusi, Gloria, Lisa, Tania, raccontano un piccolo pezzo del loro percorso, della loro sfida con la disabilità e l’esistenza, ma lo fanno, appunto, come “piume di diamante”.

Il diamante, infatti, è un elemento nativo, il più duro che ci sia. Viene generato all’interno del ventre della terra a grandi profondità e lì ha tempo e modo di nutrire la propria forza, riemergendo dall’oscurità.

Ma anche questo materiale può avere fragilità, irregolarità,  che ne alterano l’apparente perfezione,  e punti critici, che lo espongono al rischio di rottura: sono le piume, che si intravedono al di sotto della superficie.

Le piume, poi, rappresentano anche l’approccio degli autori alla propria condizione esistenziale, un contatto lieve che non abdica mai al sorriso ed alla voglia di lottare e sperare, nonostante le inevitabili cadute ed i colpi  duri.

Anime delicate come fiori ma forti e temprate come l’acciaio, come verrebbero definite dal copione della pellicola del 1989, Steel Magnolias, diretta da Herbert Ross e tratta dal dramma teatrale di Robert Harling.

“ Quello che vorremmo trasparisse dalle nostre parole ed arrivasse ai lettori – sottolineano Eleonora e Valeria  – e che una Rinascita è sempre possibile, che dietro ogni limite si nasconde un’opportunità”.

Il libro rappresenta, in qualche modo, un’evoluzione rispetto ai frammenti di vita confluiti e raccontati nel blog  Ali di porpora .

Ali di Porpora – continuano gli autori – nasce dall’idea di voler donare al mondo occhi nuovi coi quali guardare la disabilità, trasformando la concezione che essa rappresenti una condizione insuperabile. In onore di quest’idea abbiamo capito che era giunto il momento di raccogliere in un libro i frammenti delle nostre storie, simbolo di quella rinascita che segna le tappe della nostra lotta e del nostro esistere. In questo senso, noi stessi mostriamo al mondo in quanti modi può essere vissuta e affrontata la malattia e la disabilità”.

Nascono così, come recita ancora la sinossi, “Sette modi di raccontarsi e di raccontare la disabilità fuori dagli stereotipi, dal già visto e sentito, tenendo lontani i toni acclamanti del supereroe, quelli pietistici dello sfigato colpito da una tragedia biologica e dalla malasorte. Sette tessere di un puzzle multicolore che tenterà di farvi immergere in un caleidoscopio di colori e di emozioni: il riso, il pianto, l’empatia, la rabbia, la frustrazione, la meraviglia, la gioia e tanto altro. Per poi scoprire, attraverso una sorta di illuminazione, l’Araba Fenice che alberga in ognuno di noi”.

Il libro è anche disponibile, in formato cartaceo ed e-book, negli store: Hoepli, Mondadoristore, Libreriauniversitaria, LaFeltrinelli,  IBS.

Museo del Parco Nazionale del Vesuvio: siglato l’Accordo di Programma per l’avvio delle attività e la gestione del nuovo centro museale

Il giorno 26  luglio 2019,  presso la sede della Fondazione Cives ad Ercolano, è stato siglato l’Accordo di Programma tra Ente Parco Nazionale del Vesuvio nella persona del Presidente Agostino Casillo, il Comune di Boscoereale nella persona del Sindaco Antonio Diplomatico, l’ Osservatorio Vesuviano INGV nella persona del direttore Francesca Bianco e  la Fondazione CIVES nella persona del Presidente Luigi Vicinanza finalizzato all’avvio delle attività di gestione del Museo del Parco Nazionale del Vesuvio.

L’accordo prevede che L’Ente Parco oltre a garantire le risorse finanziarie necessarie provvederà ad approvare il Piano di Gestione e supervisionare tutte le attività scientifiche, didattiche e culturali del Museo; il Comune di Boscoreale, invece, dovrà garantire la manutenzione e i servizi dell’area urbana in cui è inserito il museo ed applicherà  le esenzioni possibili in ordine ai tributi comunali, mentre la Fondazione Cives svolgerà  tutte le attività operative per la gestione del Museo e metterà a disposizione le proprie strutture tecniche ed amministrative, nonché il personale specializzato nella manutenzione ordinaria della dotazione multimediale e nella comunicazione; in fine l’Osservatorio Vesuviano- INGV, per le materie di propria competenza istituzionale, fornirà il contributo scientifico per gli aggiornamenti espositivi, per la formazione e gli eventi scientifici.

“Un bell’esempio di collaborazione istituzionale – dichiara il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio Agostino Casillo– grazie al quale l’intero territorio del Parco avrà finalmente un centro mussale innovativo che si aspettava da moltissimi anni. Il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio sarà un fiore all’occhiello della proposta culturale e turistica della nostra area protetta aggiunge Casillo.  Metteremo in campo fin da subito il massimo impegno affinché il museo diventi in poco tempo un punto di riferimento anche per scuole del territorio“.

 “La firma dell’accordo di programma per la gestione del Museo del parco Vesuvio che sta nascendo a Boscoreale è un elemento di grande rilievo per la città. Non solo costruiamo un polo turistico-didattico in grado di attrarre migliaia di visitatori, ma realizziamo un centro culturale in grado di rafforzare la partecipazione e la coesione sociale della nostra comunità”-ha dichiarato il Sindaco di Boscoreale Antonio Diplomatico”.

 “L’intesa appena sottoscritta è un segnale positivo per tutti coloro che hanno a cuore la natura, la tutela dell’ambiente, la valorizzazione dei beni culturali, la diffusione della conoscenza scientifica – dichiara il Presidente della Fondazione Cives Luigi Vicinanza . Quattro soggetti pubblici diversi hanno trovato un proficuo accordo per far nascere a Boscoreale il museo del parco nazionale del Vesuvio. La sinergia istituzionale appena avviata indica un metodo di lavoro destinato, si spera, a ribaltare una vecchia mentalità. L’area vesuviana è infatti un concentrato di potenzialità inespresse, ciascuno per la sua strada, con i suoi problemi. Da oggi invece Parco del Vesuvio, Osservatorio vesuviano, Comune di Boscoreale e Fondazione CIVES-MAV di Ercolano lavorano insieme per un obiettivo ambizioso: aprire al pubblico in tempi rapidi una struttura museale innovativa e affascinante, all’altezza della fama del vulcano di cui racconterà la storia passata e quella presente. Il MAV, con le competenze accumulate nei primi undici anni di attività, si propone in questo campo come moderno centro museale e culturale in grado di mettere le proprie capacità organizzative e scientifiche a disposizione dell’intera nostra regione”.

“L’Osservatorio Vesuviano-INGV – dichiara Francesca Bianco Direttore dell’INGV di Napoli –  ha collaborato alla ideazione e progettazione del percorso museale declinando nei diversi allestimenti il ruolo del vulcano, il Vesuvio, sul territorio, sulla ricchezza dei suoli vulcanici e sul loro utilizzo, sull’uso dei materiali vulcanici da parte dell’uomo. In territori come questi, dove si pensa spesso che il vulcano sia la fine di tutto, noi raccontiamo come invece il Vesuvio sia il punto di partenza per un’adeguata conoscenza del territorio e per tessere quella rete di consapevolezza che poi fa cultura.”

Costantino Kavafis, “Itaca”

Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Omicidio Rega Cerciello: dall’autopsia chiara la furia del killer, colpi profondi allo stomaco e al cuore

Intanto sono molti a fermarsi dinanzi alla tomba di Mario, sull’area pubblica del cimitero di Somma Vesuviana, appena all’ingresso, per lasciare un fiore o un cero.

Nei prossimi giorni saranno ascoltati  in procura i quattro carabinieri liberi dal servizio intervenuti per una operazione antispaccio che non portò né ad arresti né al sequestro di un solo grammo di droga. È uno dei punti della strategia investigativa che prevede l’ascolto dei quattro militari come persone informate sui fatti. Un’occasione per il maresciallo Sansone (il più alto in grado quella notte sul campo) di spiegare perché decise di intervenire alla vista di Brugiatelli, dell’americano e del pusher e perché, senza passare per la centrale, chiamò lui direttamente il suo sottoposto Andrea Varriale per farlo intervenire sul posto insieme al vicebrigadiere Cerciello.

Varriale e Cerciello erano infatti in servizio, seppure in borghese, e furono loro ad avere il primo contatto con Sergio Brugiatelli, l’uomo a cui Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth avevano rubato lo zaino. Anche i tabulati telefonici di tutti i carabinieri protagonisti della vicenda — compresi quelli di Cenciello e Varriale — sono stati acquisiti dalla procura per ricostruire, attraverso le chiamate in entrata e in uscita, chi ha chiamato chi e a che ora. L’obiettivo non è solo quello di ricostruire eventuali contatti tra loro nei momenti che hanno preceduto l’omicidio. Ma anche di verificare se vi sono stati contatti telefonici, nella fase del blitz antidroga, con gli spacciatori della zona o con lo stesso Brugiatelli.

Ieri sono arrivati anche gli esiti dell’autopsia eseguito sul corpo di Mario Rega Cerciello: il militare è morto per «ripetuti segni di coltellate sul fianco destro e su quello sinistro. Il colpo più profondo è stato quello inferto da dietro che ha raggiunto e perforato lo stomaco ». Infine l’ultimo, al cuore. Continua anche l’analisi di ore di video delle telecamere presenti nelle zone interessate dalla vicenda. Fuori dall’albergo di via Pietro Cossa dove alloggiavano gli americani, meno di cento metri dal luogo dell’aggressione mortale, le telecamere erano fuori uso.

Il catasto di Ottajano del 1676, e qualche nota sulla sua importanza, e sulle numerose “distrazioni” degli “apprezzatori”

0

Un post di Alessandro Masulli e il ricordo d Antonio Annunziata. Il catasto di Ottajano del 1676 come “strumento” della politica egemonica di Giuseppe I Medici, il più geniale dei principi di Ottajano, di cui G.B. Vico disse che era grande non solo nelle non poche virtù, ma anche nei “molti vizi”. Il catasto è un documento di notevole valore storico, anche se la solita “distrazione”  degli “apprezzatori” vi ha disseminato  errori sostanziali.  Una progettata biografia di Giuseppe I Medici: “ Il Principe del Vesuvio – famiglie, mestieri, sistema economico e nomi dei luoghi nella Ottajano del sec. XVII.”.

 

Ho letto poco fa un “post” pubblicato da Alessandro Masulli, che splende di viva luce nella luminosa schiera degli storici sommesi:  lo ringrazio per le parole che dedica alla memoria dell’ottavianese  Antonio Annunziata, profondo conoscitore e appassionato  Maestro dell’arte del teatro. Dice il Masulli che Antonio trovò  il “librone” del catasto di Ottajano del 1676 nel “ Conservatorio Ave Gratia Plena” e lo salvò dalla rovina a cui certamente l’avrebbero condannato i lavori di restauro dell’edificio, iniziati nel 2006. A me Antonio donò  una copia dattiloscritta del testo, e così mi permise di dare organicità alle mie ricerche  sulla Ottajano del Seicento, e sul profilo eccezionale del principe Giuseppe I Medici, “l’Innominato del Vesuvio”. Le ricerche sono concluse, e, dunque, deis iuvantibus, inizierò tra poco il racconto della vita del Principe, dei nobili e degli “umili” ottajanesi, dei mestieri e dei patrimoni della città, e del sistema sociale e culturale del Vesuviano interno. Il  “librone” del catasto si apre così: “Accatastamento iniziato il 16 ottobre 1675 e finito l’8 marzo 1676 sub sindaco dottor fisico Nicola Caputo e “eletti” Antonio di Rinaudo, Ursino Caldarelli, Gennaro Sepe e Francesco Crispo; “deputati” Francesco Di Luggo, Marco Aurelio Guastaferro, Ottavio Fabio Pisanti, Lorenzo di Leone, Silvestro Finelli, Agostino di Portici; “apprezzatori” Tommaso Catapano, Bernardino Fabbrocino, Francesco Caso, Agostino Giugliano.”. Il catasto ottajanese ha un valore storico notevolissimo:  prima di tutto perché fornisce notizie dettagliate sulle famiglie, sui mestieri, sulla struttura del territorio agricolo e del sistema urbano:  vi è documentata, inoltre, la strategia delle “attenzioni” che Giuseppe I  Medici incominciò a dedicare a Sarno, a Bosco e al Vallo di Scafati, e anche a Palma, che era, nel giudizio del principe,  la “chiave” del  Vallo di Lauro e dei querceti che per secoli sollecitarono l’interesse concreto delle famiglie legate ai principi di Ottajano.

Ma il catasto del 1676 ha la stessa importanza “metodologica” dei catasti voluti da Carlo di Borbone,  perché ci spiega che gli “accatastatori” e gli “apprezzatori” del sec.XVII  hanno commesso gli stessi errori in cui sono incorsi quelli del sec.XVIII, e sono stati colpiti dallo stesso disturbo intellettivo e emotivo, che spesso li portava a ridurre, e non di poco – è meglio che il fisco certe cose non le sappia -l’elenco dei beni di alcuni personaggi, e a descrivere con precisione assoluta le proprietà di altri. Faccio un esempio. Felice Cozzolino, napoletano trasferitosi a Ottajano, del ceto dei “privilegiati”, ha sposato, in seconde nozze, Dianora Iuliano, possiede due case col “portale e supportico coperto” “sotto la Zabatta”, due bassi con stalla, “furno, lavaturo” e cisterna “nel qual cortile Vincenzo Miranda condivide l’acqua”. Il  “privilegiato” possiede anche cinque cavalli, un mulo e un somaro, ma ha debiti per ducati 230, “di cui 90 li deve al genero Vincenzo Fabbrocino di Ottajano”. Ma il caso ha voluto che  tra le “sparse carte” dell’Archivio storico di Ottaviano sia conservato l’atto con il quale nel 1675 il “privilegiato” napoletano aveva vinto, per 107 ducati,  il ricco appalto della “conduzione” del forno pubblico “dietro alla Chiesa della Nunziata”.  A pensar male si fa peccato, diceva Giulio Andreotti, ma spesso ci si azzecca: mi è venuto il sospetto che la dimenticanza degli “apprezzatori” sia stata anche favorita dal fatto che il “privilegiato” napoletano era un esperto di atti notarili, lavorava per la corte dei Medici e risiedeva di fatto a poche decine di metri dal Palazzo. Del resto, un altro “apprezzatore”, Francesco Caso, avellinese, faceva parte della scorta armata del principe, mentre Tommaso Catapano,  ottajanese di piazza San Giovanni, era imparentato con la famiglia Guastaferro,  leale alleata dei Medici.

Non sono pochi gli  errori- diciamo così – che il confronto con i documenti d’archivio mi ha consentito di correggere: ma ne restano certamente altri, che tuttavia sono anche essi storia. Oggi non vogliamo conoscere il passato forse anche per alimentare la nostra illusione di aver inventato un mondo nuovo. Temo, ogni giorno di più, che questa sia solo una ridicola illusione, nonostante le “macchine”…….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La città Metropolitana assegna al Comune di Somma Vesuviana tre milioni e mezzo di euro per un parco ed una scuola materna

Nell’ambito del Piano Strategico della Città Metropolitana di Napoli, che ha visto ripartire 132 milioni di euro ai diversi Comuni che hanno presentato un progetto, a quello di Somma Vesuviana è stato riconosciuto un finanziamento di 3.490.000 euro per la realizzazione di un complesso scolastico inserito in un parco urbano attrezzato.

Il sindaco Salvatore Di Sarno, insieme alle forze politiche che sostengono la sua Amministrazione, hanno fermamente creduto in questo importante progetto per la città. Progetto seguito dal consigliere dei Verdi, l’architetto Salvatore Esposito, da sempre impegnato per la sostenibilità e lo sviluppo della città e supportato dall’assessore di riferimento Giuseppe Di Palma con delega proprio all’Edilizia scolastica e dai funzionari tecnici della posizione organizzativa n. 5. Il sito di intervento ricade in un’area periferica di Somma ricca di opportunità (località Starza Regina in via Giulio Cesare) a ridosso del centro cittadino e risponde ad una reale esigenza dei cittadini per l’assenza sul territorio di scuole di proprietà comunale e troppe adattate in edifici privati e di spazi verdi attrezzati a servizio dell’intera comunità.
“Un progetto”, spiega il sindaco Salvatore Di Sarno, ”per il quale ringrazio tutta la mia Amministrazione e i dipendenti dell’Ente, che mi onoro di guidare per il lavoro che finora è stato fatto. Si tratta di strutture importanti per la nostra città, strutture che si attendono da molto tempo. Tante sono le cose da realizzare per rendere la nostra città a misura d’uomo, però i presupposti, gli strumenti, l’entusiasmo ci sono tutti. Sperando che tutto prosegua nel migliore dei modi, ci auguriamo di non deludere le aspettative di nessuno”.

Volla, scoperta una discarica abusiva: oltre 300 tonnellate di rifiuti speciali

Un’area di oltre 3.000 metri quadrati adibita a discarica di rifiuti speciali: è quanto hanno scoperto a Volla gli uomini del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata. L’operazione condotta dai finanzieri è scattata a seguito di una segnalazione pervenuta alla compagnia di Casalnuovo. L’area recintata era in parte già stata sottoposta a precedente sequestro nell’ambito di interventi realizzati da altre forze dell’ordine ed è risultata nella disponibilità di due coniugi napoletani. All’interno sono stati trovati anche alcuni capannoni e numerosi container.
Rinvenute circa 300 tonnellate di rifiuti speciali, anche pericolosi: principalmente indumenti usati e non igienizzati, elettrodomestici e scarti derivanti dalla riparazione di automezzi, in parte depositati sul suolo ed in parte stipati all’interno di container e capannoni. Tutti i rifiuti erano tenuti in assenza di qualsiasi autorizzazione.

Storia e funzioni del presidio UICI di Sant’Anastasia: un’importante realtà per i non vedenti dei paesi vesuviani

il Presidio dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) di Sant’Anastasia e paesi Vesuviani nasce dodici anni fa, per volontà di Giuseppe Fornaro, come punto di riferimento per tutti i disabili visivi presenti nell’hinterland vesuviano. Si tratta di un’organizzazione che esercita le funzioni di rappresentanza e di tutela degli interessi morali e materiali dei ciechi e degli ipovedenti.

Nel corso di questi 12 anni, il Presidio, non solo ha supportato molti ciechi ed ipovedenti nel recupero della propria autonomia,
ma ha altresì formato diversi operatori specializzati in materia di minorazione visiva e si avvale della collaborazione di specialisti di vari settori: educativo, fiscale, legale, ecc.
Sulla base di un’idea imprescindibile, cioè l’importanza di “fare rete” non solo con le diverse Associazioni del territorio ma anche con le Istituzioni, il Presidio UICI ha realizzato numerosi progetti rivolti non ai videolesi e a tutti coloro che presentassero pluri-minorazioni. Le Associazioni con le quali si è creato un particolare sodalizio sono: Real Vesuviana, Qua la Mano e Solid’Arte; queste collaborano tutt’ora con la Rappresentanza UICI condividendo anche la stessa sede.
I servizi che l’Uici di Sant’Anastasia mette a disposizione per i Soci e le loro famiglie sono innumerevoli e mirano all’inclusione della persona disabile, nonché, al raggiungimento dell’autonomia personale ed al superamento, per quanto possibile, del proprio handicap.
Alcuni di questi servizi sono:
– attività di assistenza postscolastico;
– consulenze ed assistenza presso le Scuole e gli Enti locali (per garantire i diritti all’autonomia e all’adeguamento degli ausili scolastici per i disabili della vista);
– corsi di formazione in tiflologia, corsi braille, malossi, informatica specifica per non vedenti rivolti ai familiari, volontari, insegnanti di sostegno e disabili;
– laboratori artistici per la realizzazione  di gadget solidali, in
collaborazione con l’associazione Solid’Arte;
– consulenza tiflodidattica  e tiflotecnica su prenotazione attraverso l’assistenza per la fornitura di ausili specifici per l’autonomia personale, la mobilità, la didattica scolastica, lo sviluppo delle abilità motorie e percettive, l’utilizzo di telefonini e computer;
– punto di ascolto per disabili e famiglie;
– aggregazione giovani;
– consulenza normativa riguardante la legislazione a favore dei ciechi e degli ipovedenti.
– consulenza ed assistenza per il collocamento obbligatorio.
– disbrigo pratiche giacenti presso i Comuni, INPS, Commissioni Sanitarie Locali;
– consulenza fiscale, tiflologica e legale;
– eventi di sensibilizzazione e prevenzione della cecità.
In collaborazione con la Real Vesuviana sono promosse attività sportive dedicate ai disabili, ossia il Torball, il Goalball, lo Show Down, il Braccio di ferro, il Calcetto a 5 cat. b1, tornei di scacchi e giochi di carte.

Le attività sportive e ricreative concorrono a facilitare l’integrazione sociale dei non vedenti contrastando la tendenza all’isolamento che si manifesta spesso nei giovani psicologicamente più deboli.
Tale operato, al servizio dei minorati della vista, è svolto con
passione, dedizione e con la convinzione che le barriere mentali che ostacolano l’emancipazione dei disabili, devono essere abbattute tramite l’informazione.

Info associazione:
Sede Presidio UICI di Sant’Anastasia Via Arco, 54, Biblioteca Comunale.
E-mail:
uici-santanastasia@pec.it
uici.anastasia@gmail.com
Segreteria:
3346048850
0818930725
Servizio di segreteria: tutti i giorni dalle ore 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13. Il personale volontario è a disposizione degli utenti per informazioni ed aggiornamenti su tutti i problemi che riguardano i non vedenti e per espletare tutte le pratiche.

Scenari Casamarciano, dalla Regione Campania in arrivo 70mila euro per il Festival di teatro in programma a settembre

C’è anche Casamarciano tra i 107 comuni vincitori del bando promosso dalla Regione Campania per la realizzazione di progetti di promozione culturale. Il piccolo comune guidato dal sindaco Andrea Manzi è sessantottesimo in graduatoria ed il contributo attribuito, pari a settantamila euro, servirà a coprire parte delle spese di “Scenari Casamarciano”, il festival nazionale di teatro che del 6 al 15 settembre prossimi trasformerà il chiostro del Castello in un vero e proprio teatro all’aperto con artisti di richiamo nazionale. A firmare la direzione artistica per il secondo anno consecutivo è il critico Giulio Baffi. Ricco il cast con Luciano Melchionna ad aprire la dieci giorni di eventi con il suo spettacolo “Dignità autonome di prostituzione” in cartellone il 6, 7 e 8 settembre. E poi ancora Lunetta Savino, Stefania Rocca, Sergio Cammariere oltre a momenti di musica classica e di moda.
“Continua il nostro impegno per una Casamarciano impegnata, attrattiva e competitiva – dichiara il sindaco Andrea Manzi – Grazie alla Regione Campania che, ancora una volta, ha deciso di investire risorse in questo progetto che non vuole essere una semplice passerella di nomi, seppur qualificanti, quanto piuttosto uno strumento di conoscenza e valorizzazione dei luoghi. Una vetrina ma anche un’opportunità di riscatto per la comunità che, prima con il complesso Badiale di Santa Maria del Plesco – aggiunge Manzi- e poi con il Castello Mercogliano, alimenta e rafforza la sua vocazione artistica facendo della cultura il suo brand. Una scommessa iniziata nove anni fa che si appresta in questa edizione a vivere un momento di svolta che cambierà decisamente il futuro di Casamarciano”.

Ivano Mugnaini, alcuni estratti da “La creta indocile”

Arte umanissima
Bisogna amare qualcuno
che ti abbia visto cadere
rovinosamente dalle scale
senza ridere, senza tremare,
senza odio, senza disprezzo,
senza commiserazione.
Sapendo che è normale;
è arte umanissima
toccare il marmo e il granito
con la schiena. La spina, elastica,
calca lo iato tra la materia
e il niente, il vuoto e il pieno.
Non conta come, dopo,
è messo il corpo, le ossa,
la postura.
Conta la forza di conciliare
la carne e il pensiero,
l’io e l’altro,
il vetro e il riflesso,
il caso, il destino,
il volo e la paura.
* * *
Il mondo non ha angoli
Ci ritroveremo, mi hai detto,
in qualche angolo del mondo.
Ma il mondo non ha angoli,
ogni punto equivale a tutti
e a nessuno, la curva del tempo,
ferro, graffio, veleno,
traccia di sogno, linea di una mano.
Ci ritroveremo, certo, e ci accorgeremo
che è gravido di altre carni, di altri
semi, il ventre del destino.
Ma ancora, tenace, avido,
partirà lo sguardo verso un lembo
di pelle, l’occhio, il collo, il braccio,
il seno, e di nuovo sarà immagine
del mondo, spazio di luce agibile,
abitabile, l’attimo in cui, ridendo,
ci diremo che non è possibile.
Nota biografica
Ivano Mugnaini è nato a Viareggio e si è laureato a Pisa. E’ autore di romanzi, racconti, recensioni e note critiche. Collabora con riviste ed editori. Ha curato la rubrica “Panorami congeniali” sul sito della Bompiani RCS. Ha pubblicato i libri di poesie Controtempo, Inadeguato all’eterno, Il tempo salvato e La creta indocile, le raccolte di racconti La casa gialla e L’algebra della vita, i romanzi Il miele dei servi, Limbo minore e Lo specchio di Leonardo. Cura il blog letterario “Dedalus”.