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Stop termovalorizzatore: dopo Giugliano rinvio anche per lo stoccaggio ad Acerra. Gaffe del sindaco Lettieri 

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E’ un percorso a ostacoli quello della riapertura dei siti di stoccaggio provvisori napoletani. Impianti individuati dalla Sapna per accogliere circa 40mila tonnellate di rifiuti che a partire dalla fine del mese di agosto Napoli e la sua area metropolitana non potranno incenerire a causa della chiusura di 35 giorni, per manutenzione, del termovalorizzatore. Ieri infatti, dopo il rinvio della settimana scorsa sullo stoccaggio provvisorio a Cava Giuliani, nei pressi di Giugliano, la conferenza dei servizi regionale ha rinviato a data da destinarsi ogni decisione anche sulla riapertura dell’impianto di stoccaggio temporaneo di Acerra, quello del Pantano, ubicato davanti all’ingresso del termovalorizzatore. “Per Acerra sarà necessario il parere dell’Avvocatura regionale”, ha detto al termine della riunione il presidente della conferenza, il responsabile unico del procedimento, il dirigente della Regione Berardino Limone. Sarà dunque l’Avvocatura della Regione Campania ( e non l’Avvocatura dello Stato come invece ha erroneamente comunicato ieri il sindaco di Acerra, Raffale Lettieri, che comunque ha espresso soddisfazione per il rinvio ) a doversi esprimere sulle sentenze del 2005 e del 2007 del Tar e del Consiglio di Stato che dichiararono illegittimo lo stoccaggio nell’impianto del Pantano deciso allora dall’ex Commissariato per l’emergenza. Secondo la Sapna, però, quelle sentenze sono prescritte. A ogni modo la conferenza dei servizi di ieri si è aperta con la discussione su una denuncia firmata dagli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo e Vincenzo Petrella, dei Volontari Anti Roghi di Acerra, attraverso cui si sostiene che “Sapna probabilmente avrebbe tentato di indurre in errore la Regione depositando autorizzazioni per l’impianto del Pantano ormai annullate dalla giustizia amministrativa” e che “lo stesso impianto è a tutti gli effetti una discarica abusiva perché pur essendo illegittimo ospita ancora da quindici anni 61mila tonnellate di rifiuti accumulati nell’emergenza del 2004”. Un braccio di ferro giuridico. Durante il confronto la consigliera comunale di Acerra dell’M5S, l’avvocato Carmela Auriemma, ha dettagliato le varie carenze legali dell’impianto, elencandole una per una.

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