“Questa non è imprenditoria ma criminalità”. Le parole del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, pubblicate ieri nella sua pagina Facebook lasciano presagire sviluppi importanti della vicenda relativa al presunto finto compost fatto versare a tonnellate sui campi coltivati di Acerra da un impianto di Giugliano che lo produce. Ieri infatti i carabinieri forestali hanno sequestrato alcuni terreni, per un totale di svariati ettari, coinvolti in questa ennesima storiaccia proveniente dalla Terra dei Fuochi, un presunto traffico di rifiuti con annesso sversamento illecito denunciato tre mesi fa alle autorità competenti dagli ambientalisti locali e reso noto la scorsa settimana prima da Fanpage e poi da Il Mattino. “I militari del Nucleo forestale – ha annunciato Costa – stanno controllando terreni e impianti e darò mandato a Ispra di verificare le condizioni ambientali: questa non è imprenditoria, ma criminalità. La tutela dei cittadini al primo posto!”. Il ministro ha fatto anche sapere che “sui terreni di Acerra, sugli impianti e sul compost saranno fatti ulteriori controlli”. E ora monta la rabbia in Terra dei Fuochi per quest’ultima operazione dei carabinieri forestali, sollecitata dal ministro dell’Ambiente. Il presunto finto compost versato su ettari di terreno nelle località di Calabricito e Lenza Schiavone è stato fatto analizzare dagli ambientalisti in un laboratorio accreditato. Risultato: rifiuti a go go, anche idrocarburi e metalli pesanti. Gli ecologisti Alessandro Cannavacciuolo e Vincenzo Petrella hanno utilizzato i droni per filmare i camion che hanno scaricato la sostanza nei campi coltivati a ortaggi. Hanno anche seguito gli automezzi fino all’impianto di Giugliano che produce il “fertilizzante” finito sotto accusa. “Ora – concludono – aspettiamo un passo decisivo dalla magistraura”.
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