Speciale Palio a Somma Vesuviana , il professor Sandro Tafuro: “Il Paese che Vogliamo”

Riceviamo e pubblichiamo un contributo del Prof Tafuro della Federico II sul Palio a Somma Vesuviana

l Palio : “Il Paese dell’Abbondanza”
Somma Vesuviana e “ Il Paese che Vogliamo”
[…] L’evoluzione della città dipende dal territorio e  dalla sua morfologia.
Un vulcano ha il potere di #indirizzare lo sviluppo urbanistico del territorio e di creare possibilità e non solo rischio.
Se parliamo di  “Palio e di Abbondanza”  in un contesto territoriale come il Somma -Vesuvio , non possiamo non tenere conto delle immense e innumerevoli risorse che questo comprensorio accoglie e tramanda ai posteri da centinaia di anni.
Tradizioni legate alla vita delle comunità viene esaltata dalla sensibilità verso la natura e il suo fascino, che nello scorrere del tempo hanno disegnato un paesaggio bellissimo, in cui la mano dell’uomo ha profuso sforzi notevoli per creare accoglienza e soprattutto Abbondanza.
Il verde e  la sua cura  hanno sviluppato in questa comunità un straordinario senso di
appartenenza che ha contribuito a “disegnare “ un luogo felice.
Un evoluzione condizionata ma soprattutto scandita dalla “montagna “ , il gigante che veglia e descrive quella fascia territoriale chiamata dagli antichi ” Campania Felix” , e che con le sue innumerevoli risorse ha sviluppato  e ha creato nella “Comunità Sommese” la volontà e la tenacia di convivere in armonia con la natura.
La “gente” e la loro straordinaria bellezza fatta di sorrisi e umiltà ha alimentato, e tramandato fino a oggi , la fiamma della memoria  che il Palio sintetizza ma soprattutto armonizza con il “luogo”. Nello scenario contemporaneo, la tradizione  si propone come strumento di indirizzo e sviluppo territoriale capace di costruire una visione di “paese umanistica “, che sancisce inequivocabilmente il perimetro del desidero auspicato dalla comunità stessa. Il “paese che vogliamo” diventa una necessità che i “sommesi ” evocano ma soprattutto si auspicano  attraverso il solco della tradizione, fatta di sorrisi e soprattutto di felicità.
La “bella gente” di somma rappresenta un valore , che bisogna conservare e soprattutto
sviluppare attraverso una strategia sostenibile , capace di attribuire al suolo e ai suoi frutti il ruolo di infrastruttura sociale e culturale.
La “visione “ è il luogo dove l’ascolto della sua bella gente  sono determinanti per la costruzione delle possibilità.
Possibilità per i giovani vero patrimonio sostenibile, il futuro per un territorio che ha ancora l’entusiasmo di credere nei valori e nei principi, ma soprattutto voglia di trasmettere . Il “paese che vogliamo “ sono loro : la gente , la comunità di somma che non si è mai arresa , che ha saputo costruire “ponti “ quando il Vesuvio con le sue complessità proponeva “muri”, ma in loro l’istinto , la loro tenacia di conservare ha fatto si che niente fosse fagocitato dall’indifferenza della modernità.
Il vero progresso di una comunità sta nel guardare al futuro ricordando il passato e  da esso trarre i principi di sviluppo territoriale e di crescita culturale e sociale.
Il Palio e la tradizione che non muore mai.
#Costruiamopossibilità
#Credicisempre

Somma Vesuviana, Telegraph promuove la Festa delle Lucerne tra gli 11 festival di luci da visitare in Italia

La Festa delle Lucerne, il suo incanto e la sua magia non hanno lasciato indifferenti neanche i giornalisti del quotidiano britannico “The Telegraph” che hanno inserito la kermesse tra gli 11 festival di luci più belli e famosi d’Italia assolutamente da visitare.

“Anche se si svolge ogni 4 anni vale la pena aspettare l’incantevole Festival delle lampade a olio della cittadina di Somma Vesuviana”, riporta il quotidiano inglese, “la festa della lanterne a olio o festa delle Lucerne dura 3 giorni e prende il nome dal primo giorno del rituale, al tramonto un uomo e una donna accendono una prima lampada a olio dando l’avvio per l’accensione al resto delle lampade del villaggio, disposte su cornici geometriche in legno, che seguono il suo esempio, l’alone delle luci brillanti si diffondono attraverso la felci scure, le strade ricoperte di castagne è piuttosto magico”.

 

“Una notizia che ci inorgoglisce”, commenta il sindaco Salvatore Di Sarno, “un’ulteriore conferma che il lavoro che stiamo facendo per rilanciare e rivalutare la Festa delle Lucerne, tra le più care alla nostra tradizione, sta ottenendo i suoi frutti.  Per l’edizione del 2018 siamo riusciti ad ottenere anche un finanziamento per il valore culturale della Festa da parte della Regione e ci stiamo muovendo su altri fronti per rilanciare sia le Lucerne che il borgo Casamale che la ospita”.

“La Festa delle lucerne rappresenta una tra le più suggestive tradizioni di Somma Vesuviana”, aggiunge l’assessore al Turismo e Valorizzazione Centro Storico Flora Pirozzi, “è un evento unico al mondo per la sua natura e il suo peculiare svolgimento. Un evento pieno di fascino, ricco di simbolismi e con identità popolare. Un ricorrenza che si ripete ogni quattro anni e si conclude nel giorno dedicato alla Madonna della Neve. Un evento che racchiude in se anche la valorizzazione del centro storico Casamale, luogo in cui si svolge la manifestazione, che porta lustro al nostro territorio e funge da attrattore culturale locale. Uno degli obiettivi principali del mio operato da assessore è stato ed è quello di valorizzare questa festa, facendola diventare fiore all’occhiello delle tradizioni e dei riti della Città di Somma Vesuviana. Per tale motivo abbiamo deciso di candidarla per l’Iscrizione nell’Inventario del Patrimonio culturale Immateriale Campano (IPIC). E per questo siamo veramente onorati di essere stati menzionati dal Telegraph.  Naturalmente un ringraziamento va anche all’associazione Festa delle Lucerne per il grande impegno costante che hanno nel portare avanti questa bellissima tradizione”.

Omicidio Rega Cerciello, i nuovi atti depositati in Procura: castello accusatorio «granitico» contro gli americani

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La tomba del vicebrigadiere Mario Rega Cerciello al cimitero di Somma Vesuviana

La versione raccontata dal carabiniere Andrea Varriale dinanzi ai giudici il 9 agosto scorso e resa nota ieri, differisce da quella delle prime ore per un particolare: nemmeno lui, come il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, aveva con sé la pistola. 

«Ma -ha aggiunto Varriale dinanzi al procuratore Michele Prestipino, l’aggiunto Nunzia D’Elia e il pubblico ministero Sabina Calabretta – quella sera ci qualificammo mostrando la placca identificativa ai due americani». Le parole di Varriale sono ritenute credibili dagli inquirenti e il carabiniere ha ricostruito dinanzi a loro la sera dell’omicidio di cui è accusato lo studente americano, Finningan Lee Elder, insieme al connazionale, Christian Gabriel Natale Hjort, sul cui capo pende l’accusa di concorso in omicidio.

Perché i due militari non avevano le armi d’ordinanza? Il motivo, ha spiegato il carabiniere, “è legato al fatto che l’attività di controllo delle piazze di spaccio viene svolta in borghese e con abbigliamento che rende complesso l’occultamento dell’arma”. Il militare ha ammesso anche che, come Cerciello, lui stesso non aveva con sé la pistola.

Nelle ultime ore sono state diffuse anche le registrazioni della telefonata con cui Varriale, mentre tenta di tamponare il sangue di Cerciello, chiede aiuto, oltre che i video di sorveglianza che mostrano Elder e Hjort mentre si recano sul luogo del delitto e perlustrano la zona avvicinandovisi pian piano e nascondendosi dietro auto in sosta, una registrazione video che copre un buco, rimasto tale finora, di 24 minuti, ma comunque non mostra la colluttazione e l’omicidio.

Intanto pare aggravarsi la posizione di Natale Hjorth. Se è vero che l’esecutore materiale del delitto, reo confesso, è Elder, nell’informativa dei carabinieri depositate agli atti si legge  che «tra i due indagati, Natale si è rivelato certamente il più carismatico, assumendo una posizione dominante non solo nel momento in cui ha negoziato la restituzione dello zaino rubato all’intermediario coi pusher, Sergio Brugiatelli, in cambio del narcotico e dei soldi, ma anche quando ha impartito a Elder le disposizioni da adottare in occasione dell’incontro». Secondo gli investigatori si «rafforza ulteriormente il già granitico quadro accusatorio» nei suoi confronti: il suo «contributo causale è parimenti decisivo nella commissione del delitto. Natale ha pianificato nei minimi dettagli tutte le fasi della condotta delittuosa posta in essere unitamente ad Elder nel corso di quella nottata».

La stessa informativa dell’Arma, depositata agli atti in vista dell’udienza davanti al Riesame, contiene un dettaglio che qualifica l’omicidio in senso ancora più efferato. Nel documento si legge che «Finnengan Lee Elder ha ucciso con 11 coltellate, sferrate in 32 secondi» il vicebrigadiere Cerciello Rega. Al tempo dell’aggressione si arriva “interpolando i sistemi di videosorveglianza” della banca Unicredit di via Gioacchino Belli e della gioielleria di via Federico Cesi.

 

Madonna dell’Arco, questa sera spettacolo pirotecnico che simula l’incendio al campanile e concerto

Una tradizione che dura da sessantanove anni quella dell’incendio al campanile del Santuario di Madonna dell’Arco, che si ripeterà questa sera dalle 22. A seguire, alle 22, 30, Tony Colombo in concerto.

 

Proseguono gli eventi della centoquarantacinquesima festa dell’Incoronazione. Per il programma religioso oggi (alle 9, 15 e alle 17, 45) la recita del Rosario e il canto delle litanie. Alle 10 la Santa Messa e la supplica alla Madonna, alle 18, 30 la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal rettore padre Alessio Romano.

Alle 22 l’incendio simulato al campanile, tradizione inaugurata sessantanove anni or sono per volere di un padre domenicano che si dilettava nell’arte pirotecnica ed oggi reso ancor più bello ed emozionante dall’accompagnamento musicale. Lo spettacolo è a cura di Pirotecnica Pirolandia e Artisti del Cielo.

Per il programma civile organizzato e curato dal comitato festa, alle 22, 30 un concerto di Tony Colombo.

Foja, domani l’inizio del tour

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Si intensificano le tappe italiane dei Foja. La band capitanata da Dario Sansone da domani 7 settembre inizia un tour italiano – con quattro tappe campane – utile a limare la scaletta che comporrà lo show per gli oltre venti concerti previsti ad ottobre in Canada. Tra i brani in scaletta non mancheranno quelli pensati, e ri-scritti, per il mercato internazionale; tracce che gettano un nuovo ponte culturale che parte da Napoli e che, ad oggi, è arrivato in Francia con il featuring di Pauline Croze, in USA con il featuring dei Black Noyze e in Spagna con il featuring de La Pegatina.
Durante i primi tre concerti i Foja avranno Shaun Ferguson come ospite d’eccezione; on stage interagiranno artisticamente fino ad eseguire il brano Ensemble (Tutt’e duje), l’ultimo featuring dalla band partenopea in lingua franco-napoletana e realizzata per il mercato canadese. Ma durante il tour è prevista una sorpresa per tutti i fans dei Foja e per il folto pubblico di Rai 2; infatti la band sarà ospite dello speciale “Made In…” dedicato al trio comico I Ditelo Voi i quali hanno fortemente voluto Dario Sansone e soci (già presenti nella colonna sonora del loro film “Gomorroide”) live durante il programma televisivo, dalle ore 21.30, con il brano “Chin’e pensieri”.

QUESTE LE TAPPE
07 settembre Taurasi (Av), Piazza Plebiscito*
11 Settembre Desio (Monza) + Muro del Canto, Parco Tittoni*
09 Settembre live nello speciale Made in Sud – RAI 2
12 Settembre Torino, Off Topic*
13 Settembre Colle Val D’Elsa (SI), Bottega Roots
14 Settembre Torre Annunziata (Na), Rena Nera Beach
21 Settembre Marzano Appio (Ce), Piazza Mercato
28 Settembre Caserta, Villa Maria Carolina, Fermento – Caserta Beer Festival
*featuring Shaun Ferguson

Controlli dei Carabinieri del NOE: scarichi illeciti nel fiume Sarno, sequestrato un autolavaggio, una denuncia

I Carabinieri del NOE di Napoli, nel corso delle attività finalizzate al contrasto dei reati ambientali legati al ciclo dei rifiuti urbani e speciali, hanno intensificato i controlli volti a verificare situazioni di inquinamento ambientale dell’area territoriale del fiume Sarno con particolare riferimento agli scarichi industriali provenienti dalle aziende private e agli scarichi urbani non depurati, immessi nel corso del fiume.

Numerose le attività industriali e le aziende sottoposte a controllo recependo tra l’altro segnalazioni di privati cittadini ed associazioni. Nel corso delle verifiche i militari del NOE hanno accertato che le acque reflue industriali di un autolavaggio, utilizzate nel ciclo  lavorativo, venivano  immesse direttamente  in un canale confluente del fiume Sarno, senza alcun trattamento o depurazione.

L’impianto di depurazione infatti, seppur presente, non era funzionante e veniva bypassato attraverso una tubazione di plastica che dalla vasca di raccolta delle acque reflue sfociava nel canale di bonifica dell’adiacente fiume. E’ stato accertato inoltre uno stoccaggio illecito di fanghi delle fosse settiche che non venivano smaltite da oltre un anno.

Al termine degli accertamenti l’autolavaggio,  esteso su una superficie di circa 500 mq,  è stato sottoposto a sequestro e la titolare dell’attività denunciata in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per gestione illecita di rifiuti e scarichi non autorizzati.

Giuseppe Vetromile, “Cadono i nostri nomi dalla rubrica usata”

Cadono i nostri nomi dalla rubrica usata

Che cosa siamo mia cara se non un nome scritto nella rubrica

che poi zeppa e sgualcita va gettata nel dimenticatoio

e noi senza più un’illusione marcata con la biro

girovaghiamo tra i righi e le pagine d’un cosmo

immaginario

 

stretto il corridoio e lunghissima eternità come un

rettifilo affollato e tu ed io incatenati l’uno all’altro

verso una meta che non vogliamo

al confine del cielo

trascinati dalla folla unidirezionale diretta

all’altro capo

 

Che cosa siamo mia cara

: nomi pronunciati da labbra inconsapevoli

ombre di parole e basta

sgusciamo dalla terra senza saperlo e

vi ritorniamo certi

noi cancellati e dissolti come su una lavagna fredda

e nera

 

mai più rintracciabili da mani umane né da pensieri

fraterni

o incorniciati sul vecchio comò coperti da una patina

di tempo malinconico

 

Cadono i nostri nomi dalla rubrica usata

qualche vocale o consonante resta appiccicata al bordo

stenta a sgocciolare nel tritacarte ronzante

 

: una goccia di noi che alquanto ancora spera

 

*** 

 

Non so quanto durerà questo mio nome senza sbiadire

l’inchiostro è buono ma non eterno

e poi

l’eterno pure dura poco in questo posto

così infinito che sembra avere spazio e tempo

incontenibili in un soffio d’amore

e in un anelito di Dio

 

(Da “Il lato basso del quadrato”, La Vita Felice Ediz., Milano, 2017)

 

Nota biografica

Giuseppe Vetromile, napoletano, svolge la sua attività letteraria a Sant’Anastasia (Na), città in cui risiede dal 1980. Ha ricevuto riconoscimenti sia per la poesia che per la narrativa in importanti concorsi letterari nazionali. Numerosissimi sono stati i primi premi.

Ha pubblicato diversi libri di poesie (il più recente è “Il lato basso del quadrato”, La Vita Felice, 2017), ed il libro di narrativa “Il signor Attilio Cìndramo e altri perdenti”, Edizioni Kairos, 2010. Ha curato diverse antologie, tra le quali, recentemente, “Ifigenia siamo noi” e “Mare nostro quotidiano” per la Scuderi Editrice di Avellino. E’ il fondatore e il responsabile del Circolo Letterario Anastasiano. Fa parte di giurie in importanti concorsi letterari nazionali. Organizza incontri ed eventi letterari, tra cui le rassegne letterarie “Il London Park Letterario” a Sant’Anastasia, e, in collaborazione con Gennaro M. Guaccio, “Un caffè da Mancini” presso la Libreria Mancini di Napoli.

E’ l’ideatore e il coordinatore del Premio Nazionale di Poesia “Città di Sant’Anastasia”, giunto quest’anno alla XVII Edizione. E’ presente in rete con diversi blog letterari (Circolo Letterario Anastasiano, Transiti Poetici, Taccuino Anastasiano, Selezione di Concorsi Letterari, ecc.), ed inoltre collabora attivamente con altre associazioni e operatori culturali del territorio, nella realizzazione di eventi letterari di rilievo, prodigandosi anche nella ricerca di nuovi “talenti” poetici.

Sci nautico per ciechi e ipovedenti: il 9 settembre a Giugliano con Daniele Cassioli

Il 9 settembre i soci dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sezione Napoli, avranno l’opportunità unica di poter sciare sull’acqua, accompagnati dal più grande atleta paralimpico di sci nautico, con i suoi 25 titoli mondiali e record in slalom, figure e salto.

Sarà una occasione unica per le persone con disabilità visiva del territorio napoletano. Sarà, infatti, possibile provare lo sci nautico sul piano d’acqua di Varcaturo (Giugliano in Campania) presso il club TWS Napoli in via Orsa Maggiore 3.

L’iniziativa, sostenuta dalla Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard e dall’Uici Napoli, offre a chi non vede la straordinaria opportunità di cimentarsi in questa disciplina così adrenalinica. Queste giornate, uniche in Italia, sono promosse dal campione paralimpico di sci nautico più forte di tutti i tempi, Daniele Cassioli. L’atleta trentatreenne, cieco dalla nascita, è un vero mostro sacro di questo sport: ha vinto 25 titoli mondiali e detiene i record nelle tre discipline di slalom, figure e salto. 

L’iniziativa è inserita nel tour che vede impegnato il campione paralimpico nelle ultime tre stagioni, coinvolgendo i territori di Roma, Perugia, Enna, Catania, Ravenna, Milano, Novara e Brescia. Tutto questo è possibile grazie all’aiuto della FISW, al sostegno del Comitato paralimpico, di cui Daniele è ambasciatore, alla sensibilità del mondo della nautica, nonché alle risorse raccolte dall’Associazione di Promozione Sociale Sestero Onlus. Inoltre sta diventando sempre più capillare il coinvolgimento di enti, associazioni e organizzazioni locali per la promozione sul territorio dell’attività sportiva per persone non vedenti. Da qualche anno, infatti, Daniele sta portando questo sport in tutta Italia, regalando alle persone con disabilità visiva emozioni veramente uniche e un senso di libertà che raramente, nella condizione di deficit visivo, si può provare. 

«È sempre una grande soddisfazione portare i ragazzi sull’acqua, – dichiara Daniele – Mi rendo conto che a me lo sport ha dato tantissimo. Un modo per restituire tutto ciò che di bello ho avuto è dunque proprio quello di farlo conoscere a più persone possibili. Lo sci nautico, e non solo, è il centro dei nostri progetti, perché tanti bambini, grazie alla Sestero Onlus, si sono avvicinati all’atletica, alla canoa, al calcio, all’arrampicata e a tante altre discipline sportive. Sentirli felici e sapere che si divertono grazie allo sport è per me la medaglia più grande. La medaglia che fa bene a loro e tantissimo bene anche a me!»

Il TWS Napoli è l’unica associazione di sci nautico della Campania, seconda in Italia per anzianità ed esperienza. Su questo piano d’acqua hanno luogo competizioni internazionali che vedono sfidarsi annualmente i campioni più forti sia Italiani che stranieri. Due anni fa, proprio a Varcaturo, è stato realizzato da Freddy Winter il record europeo di slalom ancora imbattuto. Sempre qui stanno crescendo tre piccoli campioni che hanno vinto tre ori individuali nelle categorie giovanili durante l’ultima edizione dei campionati italiani.

 

Il Palio di Somma Vesuviana: l’albero della cuccagna e il paese dell’abbondanza

Il Palio settembrinoè, ormai, un vero e proprio appuntamento fisso e ben inserito nel contesto socio – culturale del paese. Una manifestazione che permette alle nuove generazioni di entrare in contatto «dal vivo» con il proprio patrimonio culturale, artistico e architettonico.

 

Con i suoi giochi, rappresenta non solo un’occasione di forte aggregazione, ma anche un momento qualificante della nostra vita sociale. Il tema scelto dagli organizzatori per questa edizione 2019 èIl paese dell’abbondanza. Ebbene, a tal riguardo, voglio puntare l’attenzione sull’immagine che campeggia su uno dei tanti reclamedell’evento: l’albero della cuccagna. Non tutti sanno che a quest’albero è legato un mito arcaico di lunga tradizione popolare, simbolo di abbondanza, nutrimento, prosperità, divertimento e gioia, non solo comune a tutte le culture europee, ma anche presente, nelle sue diverse varianti, nei riti diffusi sulle sponde del Mediterraneo. Nell’immaginario collettivo, l’albero della cuccagna ha sempre rappresentato il paese dellabbondanza, ma anche il luogo del divertimento per antonomasia. L’antropologo James Frazer (1854 – 1941) ne colloca l’origine in quei culti arborei diffusi in tutta Europa, in virtù del potere benefico contenuto nello spirito dell’albero, che si pensava potesse elargire magicamente doni e fortuna. In particolare, l’albero della cuccagna deriverebbe, secondo Frazer, da una forma particolare degli alberi di maggio, quando veniva sfrondato, lasciando solo la sommità scoperta alla quale venivano attaccate cibarie varie, che si tentava di prendere con fatica. La cuccagna rimane, ancora oggi, un semplice e divertente gioco, i cui concorrenti devono cercare di prendere dei premi, di norma generi alimentari, posti in cima ad un palo solitamente ricoperto di una materia grassa che rende difficile l’arrampicata. Questo svago sociale affonderebbe le sue origini, addirittura, nella tradizione celtica e sarebbe legato alla venerazione che le popolazioni germaniche tributavano agli alberi, festeggiando la loro fioritura. Un rito, quindi, legato alla rinascita della natura, da sempre sentita come un momento fondamentale del ciclo della vita.La tradizione di offrire alberi adornati era (ed è tuttora) molto diffusa in tutta Europa, e si svolgeva proprio la notte fra l’ultimo giorno di aprile e il primo maggio. Il succedersi ciclico, infatti, delle stagioni è una scansione del tempo che da sempre l’uomo ha sentito l’esigenza di sottolineare attraverso pratiche rituali, per propiziarsi l’abbondanza dei frutti e la ripresa della fertilità dopo il freddo e la stasi dell’inverno. I doni e le offerte non erano altro che un modo per ringraziare la natura o chi la governa per la generosità con cui elargisce i suoi prodotti.A Somma Vesuviana l’albero della cuccagna potrebbe essere accomunato benissimamente al culto della pertica durante i riti della montagna calda in onore della Madonna di Castello: un giovane, lungo albero di castagno, tagliato nelle selve del Monte Somma, su cui si appendono frutta secca, torrone, mele, arance, limoni, carne lessa, collane di noccioline e castagne, palloni e palloncini e tant’altro. Il tutto viene condotto, in processione, a valle per la fidanzata o la moglie. Una funzione, questa, che ha la sua massima espressione ogni tre maggio, e che va ad inquadrarsi tra quelle cerimonie d’incremento, che mirano ad ottenere dalla natura una maggiore abbondanza di prodotti. E proprio riguardo all’abbondanza, tema centrale del Palio 2019, bisogna sottolineare che il nostro fertilissimo territorio, sin dal 195 a.C., ha sempre goduto di un “fruttuoso”benessere. Il panorama incantevole, la salubrità dell’aria, la mitezza del clima, la lussureggiante vegetazione, la squisitezza dei suoi abbondanti frutti, hanno sempre fatto di questo territorio, con la sua montagna generosa, una sorta di polo delle delizie. Non è un caso, concludo, che l’imperatore Filippo V di Spagna (1683 – 1746), durante il soggiorno napoletano nel maggio del 1702, dopo aver assaggiato la frutta di Somma, chiese e pretese nei vari pranzi ufficiali che fosse servita solo ed esclusivamente quella della nostra città a conferma, quindi, della fama degli abbondanti e saporiti prodotti della terra sommese.

 

Somma Vesuviana: al via il 6, 7 e 8 settembre la XXIX edizione del Palio

“I tre segreti per vivere una vita di abbondanza: prenditi cura degli altri, aiuta gli altri e condividi con gli altri”.    William A. Ward L’aforisma che accompagna la XXIX edizione del Palio di Somma Vesuviana che comincia domani venerdì 6 settembre e prosegue fino a domenica intitolato appunto “Il Paese dell’abbondanza”. Giochi della tradizione, corteo storico, musica popolare e street food gli elementi che rendono suggestivo il Palio che coinvolge i rioni storici della città attirando ogni anno migliaia di persone.

 

“Un tema che mi fa pensare all’abbondanza di menti eccelse nella nostra città”, commenta il sindaco Salvatore Di Sarno, “di cittadini che amano Somma e cercano di valorizzarla in ogni modo e così sono anche le persone che da 29 anni si dedicano al Palio. A loro va il mio plauso perché nonostante siano spesso rimasti da soli, ci hanno creduto, non hanno indietreggiato mai e hanno portato avanti il progetto facendolo conoscere oltre i confini italiani ed oggi possiamo dire che il nostro Palio è un giovanotto di 29 anni che ha ben chiaro come proseguire il proprio cammino”.

“Si tratta di un evento che coniuga in se le tradizioni e gli aspetti culturali della città”, spiega l’assessore al Turismo, Cultura e spettacoli, Flora Pirozzi, “in cui canto, danza e musica si intrecciano con giochi avvincenti, dando vita ad una manifestazione coinvolgente ed affascinante.  Quest’anno, giunti alla 29esima edizione, con il tema dell’anno, i festeggiamenti del Palio esalteranno Somma, città dell’abbondanza, dando rilievo alla montagna-vulcano sentita come la madre di tutto e tutti, ai prodotti eccellenti della terra fertile e alla cultura millenaria che si respira in ogni angolo della città. Sento la necessità e il piacere, allo stesso tempo, come assessore al ramo, e a nome anche dell’Amministrazione tutta, di ringraziare tutti gli organizzatori del Comitato Palio, il dottor Auriemma, in primis, e i tanti giovani volontari che con il loro spirito di sacrificio e abnegazione  consentono di tramandare  questa manifestazione ed i valori ad essa legati, ed è, quindi, per questo che vi aspettiamo numerosi, sicuri di trascorrere splendidi momenti insieme”.

Un lavoro che va avanti per mesi per poi concentrarsi in 3 giorni ricchi di eventi a cui non si può mancare.

“Ventinove anni di storia, un percorso nella realtà e nella memoria di questo territorio, ricchissimo di arte, tradizioni, cultura, gastronomia, frutti della terra, bellezze naturali ecco il paese dell’abbondanza”, spiega Giuseppe Auriemma presidente del comitato Palio, “29 anni di lavoro in cui almeno 3 generazioni si sono avvicendate per tenere viva la manifestazione che ha i suoi punti cardine nella rievocazione storica del “Magister Nundinarum” della sua investitura che avveniva nel 1200 ed è durata fino a  metà 1700 in occasione della fiera che si celebrava dopo Pasqua per 8 giorni, poi i giochi della tradizione popolare. Sei gare che vedono impegnati 8 rioni storici, occasione di agonismo sportivo tra i quartieri ma anche conoscenza e trasmissione di saperi e usanze di un tempo.  Per esempio col “Chirchio“, cerchio della botte usato per la produzione di uva e vini pregiati, il “Curuoglio”, panno che veniva indossato in testa come una corona per  ammortizzare il peso del cesto pieno di pane e doni, il “Palio della Cuccagna”, che è ancora simbolo di abbondanza, della generosità che viviamo ogni giorno, ultima ricchezza del popolo vesuviano e sommese, generosità raccontata da stanti storici e narratori antichi e contemporanei. Come presidente ringrazio le centinaia di ragazzi che ogni anno lavorano al Palio, 2 mesi di impegno per far vivere a tutti quelli che vengono a trovarci 3 giorni di festa. Un ringraziamento va anche agli imprenditori che ogni anno sostengono la nostra iniziativa, al sindaco Salvatore Di Sarno per il grande affetto che dimostra per il Palio, lui è il vero presidente della manifestazione in qualità di capo di questa città che sente l’importanza della promozione e della divulgazione della sua immagine più bella. Grazie a lui, alla sua Amministrazione, perché ci sono vicini e continuano a farlo affinché la nostra manifestazione possa crescere e diventare messaggio per tanti facendo conoscere a molte persone quanto è suggestiva la nostra città e grazie infine all’assessore Pirozzi che ha lavorato con noi alla stesura del programma e ci è stata vicina”.

Per info sulla manifestazione è possibile consultare le pagine dedicate al “Paliodisommavesuviana” su Facebook e Instagram e il sito web www.paliodisommavesuviana.it/

 

ECCO IL PROGRAMMA:

 

Nel tardo pomeriggio, ore 18.00 , di venerdì 6 settembre inizia la Festa con i Giochi di Strada per grandi e piccini accompagnato da musica tradizionale.

 

La città nella giornata di sabato 7 settembre vivrà la suggestiva rievocazione del corteo storico del “Magister Nundinarum” , l’antico mastro mercato, che ripercorrerà le strade e le piazze del Paese con la sua corte formata da figuranti in costume d’epoca.

Il Magister, scelto tra i notabili del paese, assumeva il ruolo di Regio governatore e la carica di arbitro supremo nelle liti civili e pensali.

Il Corteo storico partirà alle ore 18.30 da Piazza S.Domenico e proseguirà per le strade della nostra cittadina.

Il Comitato Palio ringrazia per la disponibilità a far vivere il corteo storico, partecipando come “figuranti”:

-i giovani del Centro giovanile permanente Centro Vita

-il corteo di Cava de Tirreni Carlo V

-la compagnia teatrale “Summa Villa” con l’instancabile Maria Acanfora

In contemporanea al Corteo Storico, in piazza Vittorio Emanuele III, si svolgeranno i Giochi di Strada per tutti e alle ore 20.30 inizierà la Cerimonia di Apertura.

La serata si concluderà con lo spettacolo del magnifico Vincenzo Zeno Sputafuoco.

 

L’ultima giornata, domenica 8 settembre, dalle ore 17.30 l’attesissima sfida tra  gli otto rioni storici, allietata da musica e balli popolari di “Zi Riccardo e le donne della tammorra”.

 

Per tutte e tre le giornate, a stuzzicarci il palato, ci saranno gli Street Food.