Marigliano, finanziato dalla Città Metropolitana il progetto “Su con il Murales”

C’è anche il mariglianese “Su con il Murales”, in collaborazione con INWARD – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana, tra i progetti che la Città Metropolitana di Napoli ha finanziato ieri, con una determinazione che approva l’elenco di quelli ammessi a finanziamento che hanno totalizzato un punteggio uguale o superiore a 50 punti e di conseguenza conclude l’iter dell’avviso pubblico per la promozione di progetti culturali che concorrono allo sviluppo dell’area metropolitana da realizzare in collaborazione con i comuni attraverso l’attribuzione di risorse economiche.

Ben 55.000,00 euro (questo il range economico per i comuni fino a 50mila abitanti) per il progetto promosso dal consigliere con delega a Cultura ed Eventi del Comune di Marigliano, avv. Antonella Uras, che ha raccolto 73 punti, posizionandosi nella parte alta della graduatoria. Il progetto “Su con il Murales” intende favorire la rigenerazione urbana di alcuni luoghi strategici del territorio comunale adoperando la street art, il linguaggio artistico (nato negli anni Settanta negli Stati Uniti) che sta vivendo una seconda giovinezza e viene utilizzato ovunque come strumento di riqualificazione sul quale investire per impreziosire le città, in particolare le zone più periferiche e talvolta marginali.

Su con il Murales”, al fine di generare nuovi punti di attrazione mediante la creazione di un percorso caratterizzato da nuove opere d’arte perfettamente incastonate nel tessuto urbano, urbanistico e socio-culturale, e capaci di collegare il centro alle periferie in un innovativo itinerario, prevede la realizzazione di tre opere di street artist che, a partire da dicembre 2019, verranno coinvolti per contribuire a rigenerare tre diversi luoghi della città – il Palazzetto dello Sport “Palanapolitano” in via De Vito, un edificio della cosiddetta “219” (edilizia popolare) in via Amendola, a Pontecitra, e infine il centro socioculturale (ex chalet della villa comunale) – coinvolgendo l’intera comunità nello sviluppo delle opere, spettacolarizzando la loro nascita. Fino ad aprile 2020 i lavori proseguiranno di volta in volta nelle tre location individuate, dove verranno realizzate altrettante opere scelte in perfetta sinergia con i luoghi. Infatti, a caratterizzare il Palazzetto dello Sport sarà il basket, uno sport che ha una grande storia in città, mentre a Pontecitra, anche in virtù della imminente realizzazione di un teatro comunale, finalmente potrà svilupparsi il tanto atteso omaggio della città a Leo de Berardinis, Maestro del cosiddetto “Teatro di Marigliano”. Infine, il centro socioculturale, oggi anche biblioteca e aula studio, verrà rigenerato da una coloritura a grandi fasce e cromie brillanti utile a combattere il grigiore attuale degli attuali dintorni, oltre alla realizzazione di tre icone che rappresentano tre elementi altamente identificativi di Marigliano e che verranno scelti direttamente dalla cittadinanza, interpellata ad hoc con un sondaggio.

Una volta completate le opere avrà luogo un evento finale di presentazione dei lavori ma caratterizzato anche da una jam session di artisti che, ancora una volta, contribuiranno con i loro interventi a colorare la città e ricordare il compianto Walter Molli, cui verrà presto intitolata l’area mercato. Inoltre, lungo tutto l’arco dei lavori, da dicembre 2019 ad aprile 2020, il Liceo “C. Colombo”, grazie all’impegno degli studenti del suo indirizzo artistico, contribuirà all’iniziativa con un percorso didattico volto alla creazione di opere di street art che formeranno un percorso d’arte guidato nel suggestivo centro storico.
Per la buona riuscita del progetto, in tutte le sue fasi, si ringraziano INWARD – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana, la Città Metropolitana di Napoli e in particolare il consigliere Giuseppe Jossa e l’Ufficio Cultura del Comune di Marigliano.

Percepisce la pensione di invalidità e il reddito di cittadinanza ma fa il parcheggiatore: arrestato

Ha una pensione di invalidità e percepisce il reddito di cittadinanza, ma fa il parcheggiatore abusivo vicino la stazione centrale di Napoli: è stato arrestato dalla Polizia perché deve scontare un anno in una casa lavoro.
L’uomo – del quale non è stata resa nota l’identità – è stato sorpreso dagli agenti del compartimento di Polizia Ferroviaria per la Campania all’esterno della stazione ed è stato fermato dai poliziotti di pattuglia che stavano effettuando dei controlli. Durante uno di questi giri gli agenti hanno individuato il 55enne napoletano. Condotto negli uffici per gli accertamenti, ha cercato di giustificarsi con gli agenti dicendo che svolge abitualmente quella attività per poter sopravvivere.
Ma quando i poliziotti gli hanno chiesto di svuotare il borsello che aveva al seguito e di mostrarne il contenuto, hanno trovato un libretto di pensione di invalidità ed una carta per il reddito di cittadinanza entrambi a lui intestati

Al “Cerchio d’Estia“ Luisa Ambrosio parla del restauro di un “cofanetto” del ‘600, con immagini di “divinità in trionfo”.

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Il cofanetto fa parte delle collezioni del Museo “Duca di Martina- Floridiana”, che è diretto dalla dott.ssa Ambrosio. L’incontro si svolgerà al “Cerchio d’Estia”, martedì 26 novembre, a partire dalle ore 17.30.

 

Da molti decenni i frammenti del cofanetto erano custoditi nei depositi del Museo, ed era opinione generale che l’opera d’arte fosse ormai irrecuperabile. Ma alla fine il restauro è stato realizzato, e dai restauratori sono stati risolti con grande maestria i complessi problemi posti dalla fragilità dei materiali- legno, ottone, tartaruga, avorio, argento-, e sono stati recuperati totalmente il valore estetico dell’opera e anche la sua originaria funzione. La dott.ssa Ambrosio ha potuto stabilire che il cofanetto è stato costruito da artigiani francesi del ‘600 e che manufatti simili sono esposti nel Louvre, nel museo londinese “Victoria and Albert”, e nel “Paul Getty” di Los Angeles.

 

Madonna dell’Arco, oggi il convegno «Invecchiare con Arte»

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Alle 15 di oggi, lunedì 25 novembre, il convegno “Invecchiare con arte: percorsi di artiterapie a confronto”. L’evento è organizzato dal distretto 34 dell’Asl Napoli 3 Sud insieme alla RSA e casa albergo di Madonna dell’Arco e la RSA Oasi San Francesco di Castellammare di Stabia, in collaborazione con Coop Sociale Nuova SAIR, Isform e I Veuviani OdV.

Il convegno vuole essere un momento di incontro e di confronto tra le RSA presenti sul territorio della ASL Napoli3Sud. Un’occasione per vedere lo stato dell’arte sull’assistenza agli anziani fragili e di come essa viene declinata dai vari attori, pubblici e privati, sul territorio aziendale. Si confronteranno realtà diverse ma con un obiettivo comune: garantire all’anziano una presa in carico che lo comprenda come essere umano capace ancora di raccontare e raccontarsi. In questo contesto, la RSA di Piazzale Gradoni presenterà l’esperienza del progetto Alzheimer Art Café, conclusosi a giugno di quest’anno e che ha visto per la prima volta l’impiego delle artiterapie in un progetto aziendale rivolto ai familiari. La RSA Madonna dell’Arco porterà l’esperienza della Musicoterapia con gli anziani.

Inoltre, nel corso dell’evento si terrà il vernissage della mostra fotografica “Beyond the thin net of [in]difference”, di Gianluca Belfiore, fotografo e arteterapeuta, sapientemente raccontata dalla Dr.ssa Isabella Padula.

Al convegno parteciperanno, tra gli altri: Padre Alessio Romano, priore del Santuario Madonna dell’Arco; Lello Abete, sindaco di Sant’Anastasia; Dr. Gaetano D’Onofrio, direttore sanitario ASL Napoli3Sud; Ing. Gennaro Sosto, Direttore generale ASL Napoli3Sud, il Dr. Luigi Stella Alfano direttore DS34, il dr. Pasquale Annunziata direttore Ds51 e la dr.ssa Carolina Peluso, direttrice del DS53

“Sarà – dichiara Dr. Antonio Coppola– un momento di confronto molto importante, durante il quale diverse realtà potranno mettere in comune il proprio operato e le proprie esperienze, così da migliorare tutti insieme.

Al centro del nostro impegno ci sono sempre gli anziani, le loro famiglie e il loro benessere, – afferma dr. Luigi Stella Alfano – è perciò importante collaborare per capire come fare per garantire sempre il miglior servizio possibile e rimanere costantemente aggiornati su tutto ciò che possa contribuire a svolgere un lavoro migliore”.

Zucchero di canna [EPISODIO 2]

È passata una settimana dall’uscita del primo episodio di Coffee Time, la nostra serie preferita in onda ogni domenica sul canale Youtube Sol et Astra Pic.

Francesca Luna Barone nei panni di Erica, la cameriera.

Nonostante alcune indiscrezioni, recensioni puntigliose e spam quasi invasivo – lo sa bene il gruppo di lavoro di questa serie, che ha davvero fatto del suo meglio per cercare di farsi notare -, la prima puntata ha goduto di un discreto successo, mettendo al corrente gli spettatori del web che ancora una volta un gruppo di giovani ha provato a creare un progetto, tutt’altro che semplice, con pochi mezzi e quasi nessuna risorsa a disposizione.

Lo ha confermato Sara Borrelli, regista diciannovenne della serie che, durante la presentazione al Festival CortiSonanti, ha ribadito che per lei tuffarsi in questa avventura ha significato realizzare un sogno che da tempo aveva nel cassetto e che sancisce ufficialmente l’inizio del suo percorso artistico.

I protagonisti che abbiamo conosciuto nel primo episodio sono:  Emma, la gestrisce del caffè, che si è dimostrata tanto seria quanto stravagante; Erica che invece non prende tutto troppo sul serio ed ha sempre la testa fra le nuvole; Alex – il quale ben presto diverrà un personaggio marginale – che gira sempre con la sua chitarra e pensa alle ragazze; e infine Luca, il presuntuoso artista che cerca in tutti i modi di spiccare nella mostra che Emma sta organizzando.

Ieri in serata è stato pubblicato il secondo episodio sul canale ed è entrato in scena un nuovo personaggio: Roberto, amico di vecchia data di Emma e migliore amico di Erica. Egli è segretamente innamorato di Celeste, percussionista dei Guinness – la band sempre presente al locale, che avremo l’opportunità di conoscere meglio nei prossimi episodi – e aiuta Erica a scoprire qualcosa in più sull’introverso Lorenzo.

A questo punto anche noi ci stiamo chiedendo: cosa succederà nella prossima puntata? Chi sarà mai il cliente misterioso?

Nel frattempo seguiamo tutti i backstage e le novità tramite il canale instagram @coffeetimelaserie e ci godiamo il secondo episodio della serie.

Buona visione e alla prossima settimana!

Concorso Regione Campania, Borrelli: “Ritardi ingiustificabili dal Formez. Si diano una mossa a pubblicare le graduatorie del profilo C”

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“Non possiamo che essere concordi con quanto affermato dal vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola che, in occasione dell’ultima seduta dedicata al Question Time, ha reso noto che la Regione Campania ha avviato il procedimento di contestazione nei confronti del Formez a causa degli ingiustificabili ritardi nella correzione della prova preselettiva. Ora l’ente è in attesa delle controdeduzione, poi attiverà le penali. Una decisione sacrosanta a fronte di una serie di lungaggini che hanno assunto oramai contorni stucchevoli. Sottolineo che si tratta di prove redatte su fogli a lettura ottica, da correggere meccanicamente. Trovo assurdo che i risultati non siano stati ancora resi noti dopo quasi tre mesi. Si tratta di un atteggiamento poco serio e di una assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei candidati”. Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Il Formez – prosegue Borrelli – trovò invece il tempo per inviare una nota ai giornali con cui definiva le mie critiche sui ritardi ‘infondate’ e ‘offensive’. Purtroppo ora i nodi stanno venendo al pettine. Li invitiamo dunque a darsi una mossa, pubblicando i risultati delle prove per il profilo C, dando così la possibilità alle migliaia di candidati di sapere se sono stati ammessi o meno, in modo da potersi preparare per le prove successive o dedicarsi ad altro”.

L’Unitalsi Napoli propone un Natale solidale: idee regalo e addobbi nelle principali piazze

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa su un evento di solidarietà promosso dall’Unitalsi, sezione Napoli:

L’evento natalizio che l’Unitalsi Napoli terrà il 30 novembre dalle 9 alle 19 e il 1 dicembre dalle 9 alle 13 nelle principali piazze di Napoli e provincia, vuole essere un  senso concreto e vero d’impegno verso le tante attività associative al Servizio degli ammalati e disabili per condividere la gioia dell’atteso Avvento.

In una suggestiva atmosfera natalizia, di colori, luci, tradizioni e sapori, l’attesa del Natale diventa una magia che invade tutti, grandi e piccini. Attendere il Natale è addobbare il presepe e l’albero e quest’anno puoi scegliere di farlo con noi!

Ti aspettiamo nelle nostre principali piazze per mostrarti fantastiche palline natalizie in ceramica da collezionare.

Saremo a Napoli in Piazza Trieste e Trento, Duomo, Piazza s. Caterina, Via scarlatti, Via Toledo; Santuario di S. Antonio in Afragola, Piazza Duomo – (domenica 1 dicembre) Nola Piazza S. Ciro – Portici, Parrocchia di S. Antonio in San Giorgio a Cremano. Duomo di Napoli (domenica 1 dicembre).

Per info e prenotazioni delle palline con ritiro presso la nostra sede di via Costantinopoli n. 122 a Napoli contatta lo 081 451728 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13.

Visita il sito www.unitalsinapoli.it oppure vieni in piazza a trovarci e a conoscerci!

A Terzigno la presentazione del libro “Caccia agli invisibili”

La prestigiosa sede del museo archeologico territoriale di Terzigno (MATT) ha fatto da cornice alla presentazione del libro “Caccia agli invisibili”. Un romanzo nato dal sinergico rapporto tra la penna di Francesco Romeo e la felice intuizione del sostituto commissario Carmine Gatti, nonché presidente dell’Associazione “Insieme tra la gente”, libro già insignito della fondazione Antonio Caponnetto quale “libro anomalo”.

La presentazione, voluta dal primo cittadino Francesco Ranieri, è stata organizzata grazie al fattivo contributo del presidente del consiglio comunale di Terzigno Giuseppe De Simone. “Abbiamo colto l’occasione quando, nelle settimane scorse, Carmine Gatti ci prospettó l’opportunità di organizzare questo evento che ha la duplice valenza – ha dichiarato il sindaco Ranieri-, da un lato si  favoriva la crescita culturale e contestualmente si seminavank valori fondanti come la legalità in una struttura simbolo della memoria vesuviana quale è il MATT. Per questo abbiamo colto favorevolmente la proposta di Gatti”. Gli fa da eco il presidente del consiglio comunale : “Abbiamo inteso proseguire il percorso per favorire la cultura della legalità che stiamo portando avanti con eventi del genere – precisa Giuseppe De Simone – questo appuntamento ha rappresentato un’occasione unica per poter mettere a confronto uomini e donne dello Stato impegnati in prima linea. “Deve essere motivo di orgoglio per la nostra realtà aver accolto personalità di altissimo profilo con le quali si sono trattati argomenti legati alla giustizia ed alla legalità – sottolinea il consigliere Tina Ambrosio”. Sull’argomento è intervenuta anche l’assessore alla cultura Genny Falciano: “È una giornata importante per la nostra Terzigno, in questo luogo dove si conserva la nostra  memoria, conserviamo anche questo evento e la viva voce di chi ha sacrificato e sacrifica la propria esistenza, affinché la legalità non sia un concetto astratto ma una tangibile priorità delle libere istituzioni”. Molto apprezzati gli interventi, degli autori Francesco Romeo e Carmine Gatti che hanno illustrato la genesi di questo volume in cui si riscrivono  gli anni bui della guerra tra i clan camorristici e la nascita della Direzione Investigativa Antimafia al fine di  arginare l’escalation di violenza.

Anni di guerre di quartiere e di migliaia di vittime lasciate sul campo per affermare l’egemonia camorristica nei territori vesuviani. Presente il capo della DIA Dott. Lucio Vasaturo che ha evidenziato l’utilità del lavoro sinergico Interforze tra l’intelligence delle Polizie ad ordinamento civile e militare e quanto lungimirante sia stata l’intuizione di Falcone. Ha lasciato attoniti gli astanti l’intervento del dirigente dello S. C. O Dott. Alfredo Fabbrocini, terzignese d’origine ancora legato a questa terra. Fuori dal coro l’intervento del presidente dell’ordine degli avvocati di Nola Avv.to Domenico Visone il quale, ha ricordato che gli anni difficili della lotta tra clan tolse di fatto serenità alla sua generazione. Il Procuratore aggiunto Dott.ssa Di Monte ha evidenziato quanto prezioso e difficile sia il lavoro degli uomini della DIA e quanti sacrifici si nascondono per portare al termine una missione alla ricerca di pericolosi latitanti. Dalla Di Monte una domanda provocatoria tesa a fronteggiare il muro dell’omertà :”come hanno fatto per anni i boss dell’area vesuviana a nascondersi facilmente senza che nessuno si accorgesse mai di nulla?” In chiusura l’intervento dell’assessore Alfredo Ranieri che ha interpretato un brano del romanzo dedicato all’omicidio del giornalista Giancarlo Siano. Serata ricchi di spunti da parte di uomini dello Stato  presenti in sala come l’ex questore di La Spezia Francesco Di Ruberto e gli angeli in divisa Nello Odierna e Raffaele Gragnaniello i quali, unanimemente, hanno criticato gli scritti di Roberto Saviano. Un evento che difficilmente verrà cancellato dalla memoria dei terzignesi grazie anche alle capacità oratoriali del moderatore Genny Galantuomo che ha sapientemente coordinato la serata.

Regionali 2020, sarà sfida De Luca – Caldoro? I primi nomi del vesuviano

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In attesa di sapere se il Pd e i Cinque Stelle sono destinati a dividersi anche in Campania, così come in Emilia Romagna e Calabria (e pare proprio di sì), dalle parti del centrodestra sembra essere arrivata la schiarita sul nome che aspirerà alla carica di governatore. È quello di Stefano Caldoro, che presidente della Regione Campania già è stato, dopo aver perso proprio contro l’attuale presidente in carica, Vincenzo De Luca. Ci potrebbero ancora essere delle sorprese, tuttavia per adesso si profila la stessa sfida di cinque anni fa, De Luca contro Caldoro. L’ex sindaco di Salerno, infatti, si ripresenterà anche se il Pd e i grillini dovessero stringere un’alleanza e decidere di non convergere su lui. Impazza, dunque, il toto-candidati, soprattutto nell’area vesuviana e nolana. Saranno centinaia a contendersi i 60 posti in consiglio regionale, a cominciare dall’uscente Carmine Mocerino di Somma Vesuviana, che in questi ultimi cinque anni ha anche ricoperto la delicata carica di presidente della commissione anti-camorra. Ma non è esclusa anche la ricandidatura di Paola Raia, che in consiglio regionale si è già seduta ed ora potrebbe schierarsi proprio con De Luca. Da Somma Vesuviana a Saviano: qui sta lavorando Francesco Iovino, vicesindaco della Città Metropolitana e pronto per correre per una poltrona all’F13 del Centro Direzionale. Tra gli altri nomi attesi ci sono almeno due sindaci: Vincenzo Catapano da San Giuseppe Vesuviano e Leo Annunziata da Poggiomarino. La legge impedisce loro di candidarsi conservando la poltrona di primo cittadino, ma è indubbio che proveranno ad esprimere una candidatura forte in virtù del loro ruolo politico: Catapano diventerà il prossimo coordinate provinciale della Lega di Salvini e Leo Annunziata è il segretario regionale del Pd. Altri nomi, tuttavia, potrebbero venire fuori giù dai prossimi giorni

Il ragù dello chef Biagio: e pensi non a Eduardo, ma a Rocco Galdieri…”alla faccia” di Freud

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Le innumerevoli storie suggerite dal ragù. Per Freud il ragù era simbolo di fantasie incestuose e della gelosia della Madre per le spose dei figli e lo spezzare le candele e gli ziti “simboleggiava” la castrazione. Nei versi di Eduardo “l’incomunicabilità” degli ingredienti e il duro giudizio che il marito emette sul ragù di sua moglie. Nella poesia di Rocco Galdieri il ragù è simbolo di un amore assoluto ed è, in concreto, il sapore del bacio che lui vorrebbe da lei. Lo chef Biagio e l’arte d’”’o rraù”.

 

Ingredienti: gr.500 di candele di Gragnano; 300 gr. di “piccione  di spalla”;  300 gr di “tracchie” di maiale  casertano; due cotiche “mbuttonate”  (un po’ di prezzemolo, uva passa, pinoli, pepe e pezzetti di pecorino);un nervetto; gr. 500 ,di pomodori pelati “la Fiammante”;  un bicchiere di vino rosso, pecorino grattugiato; sale, pepe, olio, Tagliate la carne a pezzi  mettete il tutto in un tegame con poco olio extra, fate soffriggere per circa 5 minuti a fiamma vivace, aggiungete un bicchiere di vino rosso e fate sfumare ,aggiungete i pomodori e fate cuocere lentamente  per circa 5 ore (ogni tanto, uno sguardo), aggiustate di sale e lasciate “pippiare”. Quando e’ giunta l’ora di sedersi a tavola, scolate la pasta al dente, amalgamate il sugo e servite aggiungendo una spruzzata di pecorino e di pepe.

 “Nu vaso vuosto c’’o sapore ‘ e stu rraù” (Rocco Galdieri)

 

Sul ragù napoletano è stato detto tutto, o quasi. Filosofia dell’essere, visione del mondo, il carattere dei napoletani, i loro vizi e le loro virtù: il ragù si presta a spiegare tutto questo. E poiché è stato detto da autorevoli personaggi che Napoli si salva solo se condivide la cultura del Nord, tra non molto qualche sociologo – non escludo che possa essere un napoletano “nordista” – sentenzierà che Napoli si salva solo se rinuncia alle candele spezzate e al ragù. E farà, il sociologo, la fine di Marinetti. Matilde Serao raccontò, dopo aver mangiato due piatti di ziti al ragù, che quel piatto lo aveva inventato un mago, Chico, in via dei Cortellari, e che la ricetta la rubò e la diffuse una vicina scostumata e pettegola, Jovannella. Anche Sigmund Freud, dopo aver gustato un’abbondante porzione di pasta al ragù, si abbandonò al piacere dell’invenzione, ma essendo un furbacchione, vestì le sue fantasie con gli ambigui panni della scienza, e predicò che alla base di quel piatto c’è – figuratevi – il simbolo di un rapporto incestuoso, c’è la gelosia della madre che non vuol cedere ad altra donna il figlio, e per questo lo castra: l’immagine della castrazione sta nelle candele e negli ziti che si spezzano. E pensare che da ragazzi ci divertivamo a spezzare la domenica e nelle feste comandate ziti e candele, per conquistare il diritto ad avere nel piatto il mucchio dei frammenti della pasta spezzata, “ ‘e cucchiolelle”, un boccone prelibato. E per fortuna Freud non lesse i versi in cui Eduardo parla d’ “’o rraù”: se ne sarebbe servito come una prova indiscutibile della fondatezza delle sue fantasie. Vedete? Il vostro grande Eduardo dichiara che “’o rraù ca me piace a me/ m’’o faceva sulo mammà”. E questo ragù- avrebbe argomentato Freud – diventa il simbolo della incomunicabilità tra marito e moglie: il marito non vuole nemmeno discutere: “ Sì, va bbuono: cumme vuò tu, / mo’ ce avessem’appiccecà? “. Ma alla fine egli emette la sua sentenza di condanna: “M’’a faje dicere ‘na parola ?/ Chesta è carne c’’a pummarola”.  E nell’amalgama che non c’è stato tra carne e pomodoro c’è la l’immagine di un matrimonio che non è mai diventato unione. Questo avrebbe detto Freud.

Ma il ragù di Biagio è amalgama, unione, amore, è gustoso “viaggio” per individuare i sapori e i profumi che concordi concorrono a creare la sinfonia di un “piatto” epico. Il ragù di Biagio richiama alla mente una splendida poesia d’amore di Rocco Galdieri. “Lui” sente uscire dalle stanze in cui abita la donna che ama “l’addore d’’o rraù”: e già tradurre “l’addore” con “odore” è una bestemmia linguistica, perché “l’addore” è tutta un’altra cosa.”Lui” entra in cucina e, senza guardare, elenca tutti gli ingredienti di quel ragù, perché lei capisca che è in ogni momento l’obiettivo primo di tutti i sensi e di tutti i pensieri di “lui”: “lui” ha sentito che la donna “spezzava” “ ‘e maccarune ‘e zita”, e ha percepito gli odori delle braciole, dell’”annecchia”, delle “pummarole passate p’’o setaccio”.  Sul braccio dell’amata è rimasta “’na pellecchia” di pomodoro: “lui” la toglie, e nel toglierla indugia sulla “pelle vosta avvellutata”, che “sciulia sott’’e ddete”. A questo punto, lui capisce che è meglio andar via: se resta, diventerà sfrontato e scostumato, e oserà chiedere alla donna “’nu vaso c’’o sapore ‘e stu rraù”: un bacio che abbia il sapore di questo ragù.

I miracoli di Napoli, dei suoi colori, dei suoi “piatti”.