Sant’Anastasia: 55mila euro per “Factory”, un progetto che valorizza le tradizioni culturali e i beni storici

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“Abbiamo ottenuto un altro finanziamento. Credo che ci stiamo muovendo nella giusta direzione: intercettare e, soprattutto, farci approvare finanziamenti grazie ad una oculata programmazione e buoni progetti”, così il sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete ha presentato ai suoi concittadini l’ennesimo risultato ottenuto per lo sviluppo economico e culturale del paese. “Qualcuno parla solo per gettare discredito”, ha commentato Abete, “su chi invece, lavorando intere giornate con grandi sacrifici, sta dando buoni risultati a Sant’Anastasia. Insomma, riusciamo a fare tanto senza gravare sui fondi comunali e, dunque, sulle tasche dei cittadini. Altri 55mila euro ci sono stati assegnati dalla Città Metropolitana per valorizzare il nostro territorio. Un altro importante risultato per gli anastasiani”. Il progetto in questione è “Factory” che punta a favorire la consapevolezza dell’identità culturale attraverso la conoscenza e la valorizzazione del talento creativo, delle tradizioni culturali e dei beni storico- artistici del territorio. Lo scopo è quello di qualificare l’offerta di servizi informativi e sostenere azioni di conservazione, di salvaguardia e di tutela del patrimonio storico locale attraverso l’attuazione di studi, ricerche e azioni di comunicazione ad alto contenuto artistico-culturale.

In particolare il progetto finanziato (che si svolgerà tra Villa Tortora Brayda; Santuario Madonna dell’Arco; Borgo Sant’Antonio; Convento di Sant’Antonio, piazza II ottobre e parrocchia Santa Maria La Nova), si pone questi obiettivi specifici:

  1. a) valorizzare il centro storico del Comune di Sant’Anastasia attraverso una maggiore sensibilizzazione/informazione, fruizione e tutela del patrimonio esistente (Villa Tortora Brada, Santuario Madonna dell’Arco, Borgo Sant’Antonio, Convento di Sant’Antonio, etc.), incrementando la consapevolezza nei cittadini e dei turisti del considerevole valore del patrimonio, inteso come ricchezza – troppo spesso – inespressa del territorio;
  2. b) incrementare l’offerta di attività e/o iniziative di interesse artistico, culturale e turistico;
  3. c) recuperare la dimensione e vocazione del centro storico, riconoscendo e salvaguardando il patrimonio urbano non solo come bene culturale ma anche come potenzialità di funzioni per lo sviluppo della cittadina.

Attività ed eventi previsti dal progetto

Le diverse azioni saranno momenti fondamentali per far (ri)vivere il Centro storico. Le forme d’arte e di cultura previste contribuiranno a raccontare il vissuto e la quotidianità della comunità cittadina di Sant’Anastasia e a condividere suggestioni individuali e collettive, grazie a:

-performance teatrali (sorta di rievocazione di vicende del periodo aragonese, specificamente legate all’istituzione del “Mastro Mercato);

-performance musicali (concerti a cura di artisti singoli e gruppi musicali dislocati nelle diverse location);

-rassegne cinematografiche e docufilmiche relative alla storia e alla memoria del territorio comunale di Sant’Anastasia;

-“Autori per un giorno” (incontro intergenerazionale target anziano/giovanile);

-Urban game “Phototelling” (maratona fotografica a carattere ludico e culturale con “cattura” dei luoghi e degli scorci più significativi del territorio, destinandoli a una catalogazione da archivio per un futuro processo di conservazione e fruizione);

-“Caffè con” (laboratorio “Culture in progress” con esponenti del mondo dei beni culturali provenienti dal settore pubblico e privato, nonché dal mondo imprenditoriale e turistico-commerciale).  Gli eventi si articoleranno nel corso di 5 giorni e saranno accompagnati da degustazioni della cucina tipica locale (“minestra maritata” di tradizione contadina basata su verdure di stagione e pezzi di carne, generalmente di maiale; “soffritto”, piatto diffusissimo a base di ragù molto intenso fatto con carne di maiale; “ndruglitielli”, piatto a base di interiora di capretto lessati e generalmente accompagnati da patate).

Gianfranco Di Sarno incontra le 14 famiglie truffate a Terzigno: “Massimo sostegno dalle istituzioni”

Gianfranco Di Sarno, Portavoce alla Camera dei Deputati per il Movimento 5 stelle, membro della commissione Giustizia e segretario della Giunta per le autorizzazioni a procedere, ieri sera ha incontrato le 14 famiglie di Terzigno a cui sono state abbattute le proprie abitazioni. Di seguito il suo messaggio, postato su Facebook:

Questa sera ho incontrato insieme al Sindaco di Terzigno le 14 famiglie a cui è stata abbattuta la propria casa. Queste famiglie avevano acquistato in buona fede unità abitative a cui è stata revocata la licenza edilizia.
Come portavoce del Movimento 5 stelle ho espresso vicinanza e solidarietà per il dramma che stanno vivendo e mi sono sincerato che venga garantita tutta l’assistenza per far fronte all’emergenza abitativa nel breve periodo.
Tutte le istituzioni devono dare il massimo sostegno possibile a queste famiglie incappate in questa paradossale vicenda.

Vista in salute: screening gratuito a Nola. Alle 10 la presentazione in piazza Duomo

Da oggi il maxi ambulatorio mobile sarà a Nola. Alle 10 la presentazione in piazza Duomo.

 

Napoli, Salerno e Nola: sono le tre città dove si  potranno effettuare gratuitamente controlli oculistici ad alta tecnologia su retina e nervo ottico.

Da oggi un maxi ambulatorio mobile sarà presente a piazza Duomo dove resterà fino al 28 novembre. Poi  lo screening interesserà la popolazione  di Salerno.

I controlli saranno effettuati in un tir hi-tech tutti i giorni dalle 10 alle 18 e sono riservati agli over 40.

Ed alle 10 si terrà anche la presentazione dell’iniziativa alla quale prenderà parte Paolo Russo, presidente dell’intergruppo parlamentare “Tutela della Vista”.

Ad effettuare il primo controllo sarà il sindaco di Nola, Gaetano Minieri.

La campagna nazionale di prevenzione delle malattie della retina e del nervo ottico è promossa da Iapb Italia onlus, l’agenzia internazionale per la prevenzione della cecità.

L’iniziativa  si avvale di un finanziamento pubblico triennale, inserito nella Legge di Bilancio 2019 ed è sottoposta alla supervisione e al controllo del ministero della Salute. L’obiettivo è di sensibilizzare  verso la prevenzione delle principali malattie ottico-retiniche che sono in preoccupante aumento, anche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione.

Cominciata in Lombardia nello scorso mese di settembre e proseguita con l’Abruzzo e la Campania  entro il 2021 la Campagna toccherà tutte le regioni italiane.

Somma Vesuviana, scontro in Consiglio sullo «stato di salute» delle casse comunali

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Un minuto di silenzio in assise per le vittime dei femminicidi. E mentre arriva in aula una mozione che richiama all’etica gli “amministratori”, la minoranza si sgretola.

La genesi della seduta di consiglio comunale di ieri parte da una interrogazione a firma del gruppo «Somma Futura» che aveva chiesto lumi sullo stato finanziario del Comune puntando i riflettori sulla certificata anticipazione di cassa di oltre 4 milioni e 300 mila euro (leggi qui). Le risposte della maggioranza sono arrivate ieri perché, su richiesta della quinta commissione consiliare, l’argomento è stato portato in aula dove la capogruppo di Siamo Sommesi Adele Aliperta  ha illustrato una mozione firmata anche dal consigliere Peppe Nocerino. I due hanno richiamato il codice etico degli amministratori approvato nel 2014 accusando i colleghi di minoranza di Somma Futura di «procurato allarme» nonché di avere leso l’immagine dell’ente. «Un comportamento che nuoce all’immagine dell’ente, terrorismo» – ha detto il consigliere Nocerino. * (nella mozione i consiglieri fanno riferimento ad un “articolo” pubblicato da questa testata, va precisato che si tratta invece di un comunicato stampa diffuso dal gruppo Somma Futura e – dal Mediano, come da altre testate – riportato). Nella stessa seduta si è evidenziata la distanza tra le minoranze, perché se Pasquale Piccolo ha definito il consiglio comunale di ieri «inutile», il capogruppo di Somma Futura Umberto Parisi si è prima complimentato con l’assessore Irollo, per poi chiedere in due interventi maggiori dettagli, statistiche e confronti degli ultimi cinque anni. Negli stessi banchi di opposizione, sia Antonio Granato che Salvatore Rianna hanno mostrato posizioni oltremodo diverse dal gruppo Somma Futura (Parisi, Piscitelli, Allocca).

Sui dubbi espressi in merito alle anticipazioni di cassa (4. 376. 769, 65 euro) ha risposto l’assessore Irollo, snocciolando punto per punto le cause: dall’importo di 900mila euro come saldo del finanziamento concesso per i lavori del complesso San Domenico, ai costi del servizio di igiene urbana e dello smaltimento, ma anche il ruolo di capofila che il comune di Somma svolge nell’ambito sociale n 22, vale a dire che Somma Vesuviana ha anticipato in molte occasioni sia trasferimenti regionali che quelli di altri comuni.

Ma cos’è l’anticipazione di cassa? Un debito o una prassi? Di fatto, secondo la normativa degli enti locali, è una concessione, da parte del tesoriere, di liquidità per far fronte a momentanee necessità di cassa, ossia non costituisce indebitamento.

Questo è quanto dice la normativa e mentre il capogruppo Parisi ha richiesto ulteriori confronti e dettagli, il consigliere Piscitelli si è concentrato sulla interpretazione. «I cittadini vedono amministratori che spendono soldi, li paragonano con i servizi che ricevono. Di bilancio, di numeri, si interessano ben poco» ha detto, insinuando che la convocazione del consiglio comunale fosse pretesto per una discussione di profilo propagandistico. «Qui si sta chiedendo una revisione dell’ultimo quinquennio, rispetto ad anni in cui non c’era nemmeno una contabilità armonizzata – ha replicato il consigliere Nocerino – stiamo cercando di risolvere delle difficoltà ed è opportuno lo si faccia tutti insieme».

Distanti dalla posizione di Somma Futura sono apparsi gli altri unici due consiglieri di opposizione che hanno chiesto la parola: Salvatore Rianna e Antonio Granato. «È giusto parlarne, è giusto che tutti sappiano – ha detto Rianna – l’anticipazione di cassa è una partita di giro ma ciò non vuol dire che non si debba focalizzare l’attenzione su alcune cose ed è per questo che avevo richiesto la presenza in aula della responsabile Servizi Sociali)». Il consigliere ha poi chiesto ai presidenti delle commissioni Trasparenza (Antonio Auriemma) e Bilancio (Luigi Molaro) di far luce, per quel di loro competenza, su una anomala situazione riguardante una cooperativa, nella quale controllore e controllato sembrano coincidere e di appurare, inoltre, come mai per alcune coop che si occupano di assistenza ad anziani e disabili, i pagamenti siano fermi alle prestazioni 2018, mentre per altre avvengano regolarmente nel mese successivo.  Una posizione sposata dal consigliere Antonio Granato il quale ha chiesto di «responsabilizzare» i dirigenti per il controllo dei pagamenti. «È necessario il confronto – ha detto Granato – non possiamo farci carico per altri Comuni ed è opportuno che se ne parli tutti insieme, assumendocene le responsabilità».

«Staremo molto più attenti a quanto segnalato – ha detto il presidente della commissione bilancio, Luigi Molaro – per portare ad unità di trattamento i pagamenti, questa sera c’è stata occasione, finalmente, di parlare di bilancio, ma non bisogna usare termini come dissesto o crisi, gli operatori economici si allarmano».

 

 

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San Gennaro Vesuviano, 47enne in manette per spaccio di stupefacenti

I carabinieri della stazione di San Gennaro Vesuviano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per traffico e detenzione di stupefacenti, emessa dal gip del tribunale di Nola, nei confronti di un 47enne del luogo, Giuseppe La Marca.
Le indagini sono scattate dopo diversi sequestri amministrativi di hashish e cocaina a vari acquirenti: da loro i carabinieri sono poi arrivati all’uomo fermato anche grazie a pedinamenti, servizi di osservazione e riscontri.
Successivamente le indagini, coordinate dalla procura della repubblica di Nola, sono state potenziate con attività d’intercettazione nonché videoriprese e gli indizi raccolti sono cresciuti in numero e consistenza. I militari hanno quindi scoperto che l’arrestato prendeva ordinazioni in chat o con telefonate, quindi vendeva le dosi durante appuntamenti flash in strada oppure attraverso consegne a domicilio.

Il teatro di Viviani, al Metropolitan di Sant’Anastasia: “L’imbroglione onesto” di Antonio Merone

L’appuntamento è fissato per sabato 7 e domenica 8 dicembre al teatro Metropolitan con “L’imbroglione onesto” di Raffaele Viviani, con la direzione artistica di Antonio Merone e la regia di Antonino Laudicina. Ospite Corallina Viviani, nipote di Raffaele.
Prima commedia da cavaliere per il direttore artistico della Compagnia teatrale del Metropolitan di Sant’Anastasia Antonio Merone che porterà in scena sabato 7 e domenica 8 dicembre lo spettacolo “L’imbroglione onesto” di Raffaele Viviani in occasione del prossimo 70esimo anniversario della scomparsa del grande commediografo stabiese. Infatti sarà ospite all’evento Corallina Viviani, nipote del grande Raffaele, figlia di Vittorio, erede che curò la regia di quest’opera quando la Compagnia di Taranto la rappresentò nel 1971.
La regia è stata curata anche quest’anno dal bravissimo attore napoletano Antonino Laudicina, che con la sua maestria, è riuscito a rendere la rappresentazione ancora più emozionante. La Compagnia Merone vanta l’egida della Fondazione Taranto e il testo che verrà rappresentato a dicembre è uno dei cavalli di battaglia del grande Nino.
Scritta nel 1932 in italiano per aggirare l’ostacolo della lotta al dialetto ingaggiata dal fascismo, la commedia “L’imbroglione onesto” di Viviani, rappresenta tuttavia un mondo ineffabilmente napoletano, che vede la partecipazione di personaggi vivi e intraprendenti, capaci d’inventarsi qualsiasi attività per salvarsi dalla miseria. Narra di Raffaele Conti “imbroglione onesto”, vedovo e padre di Pietruccio, per il quale sogna una laurea, una posizione sociale e un ricco matrimonio. Quando Pietruccio, al primo anno di università s’innamora di Elena, figlia unica di don Gaetano Botticella ricchissimo pastaio gragnanese, Raffaele Conti gioca l’impossibile per far sposare i due giovani in brevissimi tempi, addirittura farà credere al consuocero che i due innamorati hanno fatto succedere “qualcosa”che necessita di una riparazione immediata. Partiranno così una serie di malintesi che con ritmo incalzante coinvolgeranno il pubblico senza annoiarlo, come d’altronde è lo stile di Viviani. Non solo gag, ma quello che sarà centrale fin dal primo atto sarà il legame padre – figlio. Protagonista indiscussa la forza paterna che rema contro le avversità di una vita difficile e miserevole e il disperato ancoraggio alla roccia sicura su cui posare il figlio e proteggerlo da ogni evento negativo.
Il cast è quello storico, ma che quest’ anno si arricchisce di un piccolo gruppo di giovani ma talentuosi attori. Rivedremo, insieme a Merone, sul palcoscenico del Metropolitan la spalla di sempre Carmine Beneduce poi Mimmo Borriello, Onofrio Ogliastro, Annamaria Varetti, Alfredo Bruni, Attlio Miani, Aniello Sdino, Antonietta Galante, Rita Cioffi, Anna Servillo, Antonella Raia, Giacomo Cipolla, Michele D’Avino, Lorenza De Simone, Margherita D’Alessandro e la partecipazione del piccolissimo Francesco Russo.
Il cast tecnico è composto da Megaride service audio e luci, Rosaria Riccio costumista, Ciro Merone fotografo, Mario Castì Farina scenografo, Clelia Mosca amministratore.
“Sono emozionato per la rappresentazione de L’imbroglione onesto” spiega Merone e continua: “in primis perché tra poco ricorrono i 70 anni della morte del grande Raffaele Viviani e per me è un onore omaggiarlo con una delle sue opere più belle, in secundis perché questo è uno dei copioni più amati dal grande Nino Tarano. L’attività artistica della mia Compagnia lavora tutto l’anno per ricordare la grande figura di Taranto, non solo nella rappresentazione dei suoi lavori, ma anche nella ricerca storica e teatrale della sua arte.” Conclude: “Aspetto tutti voi a teatro, per divertirci ed emozionarci insieme come abbiamo sempre fatto”.

Somma Vesuviana, in piazza Vittorio Emanuele III un albero in memoria del Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega

La Fondazione Keren Kayemeth LeIsrael Italia Onlus e l’Arma dei Carabinieri insieme per rendere onore alla memoria del Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega. Domani in Piazza Vittorio Emanuele III, a Somma Vesuviana, verrà piantato un albero e deposizione di una targa in memoria del Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega.

Domani, 26 novembre, alle ore 12 in piazza Vittorio Emanuele III (nei pressi del monumento ai caduti) si terrà una cerimonia di piantumazione di un albero di melograno, donato dalla Fondazione Keren Kayemeth LeIsrael Italia Onlus, allo scopo di onorare la memoria del vice brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, caduto nell’adempimento del dovere lo scorso 26 luglio. Certi di condividere lo spirito di riconoscenza nei confronti del nostro concittadino, venuto a mancare prematuramente per mano di feroci assassini. Saranno presenti i vertici dell’Arma e la Fanfara dei Carabinieri.

San Vitaliano, gli alunni dell’istituto Beethoven a lezione di “plastic free”

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L’istituto comprensivo Omodeo Beethoven di San Vitaliano diventa “plastic free”. L’iniziativa nasce in risposta al progetto promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pasquale Raimo con l’assessore alla pubblica istruzione Ivana Mascia ed in sinergia con l’assessorato all’ambiente di Vitaliano Sasso e all’ecologia di cui è delegato Il consigliere Clemente Serpico.
La cerimonia si è svolta nel salone centrale del plesso dove, alla presenza della dirigente scolastica Rosanna Lembo, sono state distribuite ai bambini borracce di alluminio.
Un progetto di sensibilizzazione ma anche di approfondimento sull’importanza delle tematiche ambientali che – come spiega l’assessore Ivana Mascia – “rappresenta il primo step verso una programmazione ben più articolata che coinvolgerà l’intera comunità. È importante però – continua Mascia – porre l’attenzione su questi temi fin dalla tenera età abituando i ragazzi alle buone pratiche con esempi ed azioni concrete. Mi preme ringraziare quanti hanno collaborato alla riuscita di questa iniziativa, a cominciare dai dipendenti comunali che hanno messo in campo le giuste competenze. La tutela e la difesa dell’ambiente si costruisce con l’operato e l’impegno di tutti noi”.
“Ci avviamo al 2021, l’Europa impone il divieto dell’utilizzo della plastica,  il nostro comune con un bel lavoro di squadra si prepara al cambiamento iniziando dalle scuole e dagli uffici comunali dove si è sposata l’idea” – aggiunge l’assessore all’ambiente Vitaliano Sasso.
“La consegna delle borracce agli alunni fa parte di una serie di iniziative messe in campo per ridurre le quantità di rifiuti prodotti – spiega il consigliere delegato all’ecologia Clemente Serpico – Continueremo con gli alunni con progetti in aula e visite esterne per stimolare una coscienza ambientale ecologica”.

Le vicende storiche della masseria Perez Navarrete di Somma Vesuviana

Lo stabile, circondato da una immensa campagna, si trova nella frazione di Rione Trieste detta “Pigno”. Appartenuto ai nobili Caracciolo e Perez Navarrete, rischia di scomparire per causa della fatiscenza della struttura che peggiora di giorno in giorno.

Le prime notizie storiche sulla masseria risalgono al 1667. All’epoca il podere era di proprietà di Gennaro Rocco e successivamente di Giacinto Rocco.  Fu poi concesso al Pio Monte della Misericordia, come afferma il compianto prof. D’Avino Raffaele. Non si conosce come sia avvenuto, in seguito, il passaggio dell’intero possedimento al nobile Oliviero Caracciolo e successivamente ai suoi nipoti Giuseppe e Domenico, figli di Porzia Caracciolo e Claudio Albertini. Furono, però, quest’ultimi – continua D’Avino –  a vendere a Don Saverio Perez Navarrete nel 1691 la masseria che fu del nonno Oliviero. Saverio era uno dei dieci figli di Antonio, fondatore del ramo napoletano dei Perez Navarrete, e della nobildonna Ippolita d’Azzia.

Antonio Perez Navarrete nacque a Logrono, capoluogo dell’omonima provincia spagnola attraversata dall’Ebro, nel 1596. Arrivò in Italia come studente universitario nel Collegio di San Clemente degli Spagnoli a Bologna. Nel 1632 si trasferì, dapprima, nel Regno di Napoli in qualità di Uditore di Terra di Bari, e, successivamente, a Napoli nel 1635 dove venne nominato Giudice Civile.  Nel 1655, la moglie Ippolita ereditò, per una serie di circostanze fortunose, i feudi e i titoli della famiglia materna che permisero al coniuge Antonio di fregiarsi del titolo di marchese di Laterza e conte di Noja.

Nel 1744 la masseria, come ci conferma il Catasto Onciario della Terra di Somma, comprendeva un territorio di cinquantaquattro moggia di terreno. E’ facile che all’epoca la proprietà fosse passata a Don Francesco Giuseppe Perez Navarreta (1707 – 1771), 1° Duca di Bernalda, Marchese della Terza (Laterza) e Cavaliere Napoletano. Gli ultimi due titoli sono quelli che abbiamo ritrovato attualmente segnalati nel librone catastale; mentre l’altro titolo, Duca di Bernalda, lo troviamo attestato nella matrice di popolazione della Terra di Somma del 1819. L’intera masseria era tenuta a censo una metà, ventisette moggia, da Onofrio (Rocca) e famiglia Aliperta e l’altra metà da Gioacchino Aliperta e fratelli. Il podere, sito nel luogo detto lo Pigno, con casino, taverna ed altre abitazioni, era circondato da un terreno arbustato, vitato e fruttato. Confinava con i beni dei PP. Certosini di San Martino e quelli del Sacro Monte della Misericordia di Napoli. La rendita stimata per anni era di trecento ducati con una tassazione definitiva di mille oncie.

Nel 1830 la masseria la troviamo di proprietà di tale Giovanni del Giudice, come attestano gli atti dell’epoca del notaio Nicola d’Arienzo. E’ di questa epoca, quindi, lo stemma marmoreo che biancheggia, ancora oggi, sul portone, ad ampio fornice, che immette nel vecchio stabile. Le iniziali G.D.G. attestano, infatti, il passaggio di Giovanni del Giudice. Più tardi, per motivi legali, dopo vari giudizi incardinati dal Tribunale Civile di Napoli e dopo varie decisioni amministrative, il complesso fu aggiudicato agli eredi di Don Gabriele Guerra. Da questo periodo in poi, il dominio fu tenuto dagli eredi di Don Gabriele Guerra e legittimato il diritto alla proprietà, si arrivò all’acquisto del podere da parte dell’Ospedale Diocesano di Muro Lucano in Basilicata, rappresentato dall’allora Vescovo, Mons, Tommaso Giglio, in virtù dell’atto di compravendita del notaio Francesco del Giudice di Napoli in data 20 settembre 1848. Il Vescovo aveva acquistato il podere dagli eredi di Don Gabriele Guerra, che tra l’altro era stato anche fondatore del medesimo ospedale della Diocesi di Muro Lucano. Da allora fino all’ulteriore vendita del 1931 a favore degli attuali proprietari Aliperta e Mosca, si sono verificate anche altre vicende possessorie con numerosi atti annullati, che hanno inciso sul podere.

Lo stabile, come riferisce l’ing. Vincenzo Romano – fu utilizzato come lazzaretto durante il periodo del colera del 1884 e poi suddiviso in più proprietari. Oggi tutto il complesso versa in pessime condizioni con parti, addirittura, crollate. I vecchi proprietari, da oltre sessanta anni, non sono mai intervenuti. L’intera struttura è composta da un cellaio a piano interrato, un piano terreno, un primo piano e un tetto al secondo. Originariamente lo stabile – continua Romano – aveva, a piano terra, locali adibiti a vari usi. Lo storico Angelo di Mauro ci attesta la presenza di una vecchia osteria. Da un altro lato, invece, gli ambienti erano occupati da depositi e stalle, mentre un altro locale era adibito a cappella per dire Messa, ancora visibile fino agli anni 1970. Nella cappella, intitolata alla Vergine Addolorata, si intravedevano tantissime decorazioni sia di stucchi che di pitture. Il cellaio, invece, era utilizzato per la conservazione del vino. La massa della grigia muratura, ormai corrosa dal tempo e dagli agenti atmosferici, è ancora avvolta dal verde dei campi circostanti; infatti, dopo aver attraversato il cortile, imboccando un’apertura del muro di cinta si prosegue per la campagna, ancora oggi, ricca di produttivi frutteti.

L’UICI di Sant’Anastasia e l’ASD Real Vesuviana insieme per il sociale: una serata a favore dei disabili visivi

La solidarietà incontra il raffinato gusto del Victoria Club.

Il Presidio UICI di Sant’Anastasia ed il Gruppo Sportivo ASD Real Vesuviana, sono lieti di invitarvi ad una serata Solidale per una raccolta fondi che andrà a  finanziare un Corso di Autonomia ed attività sportive per disabili visivi.

La cena si svolgerà Mercoledì 11 Dicembre 2019 alle ore 20,30 presso il Victoria Club, sito in Via Vignariello, 39, Somma Vesuviana NA ed avrà un costo di 30 euro pro-capite. La prenotazione è obbligatoria entro il 9 Dicembre e sarà effettiva previo acquisto del ticket che consentirà  l’ingresso; per informazioni, chiamare ai numeri 3346048850 oppure 081 531 8555.
La serata avrà una nota speciale e sorprendente…infatti, sarà animata da musica Live, con musicisti che mai immaginerete…

Lo scopo sociale dell’iniziativa è la promozione di un corso di Orientamento e Mobilità, finalizzato all’autonomia in Orientamento
e Mobilità per persone con disabilità visiva. Organizzare le proprie attività dentro e fuori casa, andare al lavoro come al bar, fare compere e sbrigare piccole commissioni, raggiungere luoghi di interesse e di ritrovo, attraversare strade, passeggiare, usare mezzi pubblici, incontrare gli amici… sono solamente alcune tra le innumerevoli azioni che fanno parte della quotidianità di qualsiasi persona.
Benché la persona con disabilità visiva abbia lo stesso diritto-dovere del vedente di provvedere in prima persona a se stesso e a muoversi autonomamente e libero, non sempre si trova nella possibilità di esercitare questo diritto e di far valere le proprie abilità.
La cecità e l’ ipovisione possono pregiudicare l’autonomia personale e la capacità di orientamento spaziale perché la specificità di tale minorazione risiede nella compromissione delle strutture e funzioni che permettono di rilevare informazioni ambientali a lunga distanza e conseguentemente di mettere in atto comportamenti anticipatori e conseguenti.
Gli stimoli ambientali di tipo strutturale, funzionale ed informazionale necessitano di essere assunti ed elaborati.
Per una deambulazione sicura è necessario talvolta ricorrere ad ausili per la mobilità (accompagnatore, bastone lungo, cane guida, ausili ottici), ma la minorazione oltre ad una dimensione specificatamente fisica ha una valenza fortemente psico-emotiva sia sul soggetto che ne è affetto sia su quelli che lo circondano.
Modelli educativi passivanti ed un immaginario collettivo che evoca ancestrali paure incidono su tutta la sua vita personale, sociale e professionale, causando, nella maggior parte dei casi, una totale dipendenza dagli altri.
Per compensare questi modelli educativi e per incidere sul tessuto
socio-familiare ed educativo spesso sono necessari interventi specifici di operatori qualificati.
Il corso è una proposta riabilitativa e formativa che si propone di fornire indicazioni tecniche sull’uso degli strumenti per la mobilità e l’autonomia, suggerimenti per ottimizzare le prestazioni e le risorse sensoriali, riferimenti concettuali e modelli formativi grazie ai quali il non vedente e l’ipovedente possono acquisire sicurezza ed indipendenza e, non da ultimo, disporsi ad affrontare con competenza situazioni ed ambienti conosciuti e sconosciuti.

Il gruppo sportivo A.S.D. Real Vesuviana promuove la diffusione dello  sport per i disabili come determinate strumento di integrazione sociale attraverso le  attività agonistiche del Comitato Italiano Paraolimpico e sostiene le attività amatoriali legate a varie discipline sportive.
L’Associazione organizza inoltre attività culturali, e svolge un’opera di sensibilizzazione nelle scuole ed organizza molti corsi di formazione che si svolgono in tutta la realtà provinciale di Napoli.