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Un minuto di silenzio per la giornata contro la violenza sulle donne, il Consiglio Comunale ha accolto la proposta del consigliere De Paola

Un minuto di silenzio in assise per le vittime dei femminicidi. E mentre arriva in aula una mozione che richiama all’etica gli “amministratori”, la minoranza si sgretola.

La genesi della seduta di consiglio comunale di ieri parte da una interrogazione a firma del gruppo «Somma Futura» che aveva chiesto lumi sullo stato finanziario del Comune puntando i riflettori sulla certificata anticipazione di cassa di oltre 4 milioni e 300 mila euro (leggi qui). Le risposte della maggioranza sono arrivate ieri perché, su richiesta della quinta commissione consiliare, l’argomento è stato portato in aula dove la capogruppo di Siamo Sommesi Adele Aliperta  ha illustrato una mozione firmata anche dal consigliere Peppe Nocerino. I due hanno richiamato il codice etico degli amministratori approvato nel 2014 accusando i colleghi di minoranza di Somma Futura di «procurato allarme» nonché di avere leso l’immagine dell’ente. «Un comportamento che nuoce all’immagine dell’ente, terrorismo» – ha detto il consigliere Nocerino. * (nella mozione i consiglieri fanno riferimento ad un “articolo” pubblicato da questa testata, va precisato che si tratta invece di un comunicato stampa diffuso dal gruppo Somma Futura e – dal Mediano, come da altre testate – riportato). Nella stessa seduta si è evidenziata la distanza tra le minoranze, perché se Pasquale Piccolo ha definito il consiglio comunale di ieri «inutile», il capogruppo di Somma Futura Umberto Parisi si è prima complimentato con l’assessore Irollo, per poi chiedere in due interventi maggiori dettagli, statistiche e confronti degli ultimi cinque anni. Negli stessi banchi di opposizione, sia Antonio Granato che Salvatore Rianna hanno mostrato posizioni oltremodo diverse dal gruppo Somma Futura (Parisi, Piscitelli, Allocca).

Sui dubbi espressi in merito alle anticipazioni di cassa (4. 376. 769, 65 euro) ha risposto l’assessore Irollo, snocciolando punto per punto le cause: dall’importo di 900mila euro come saldo del finanziamento concesso per i lavori del complesso San Domenico, ai costi del servizio di igiene urbana e dello smaltimento, ma anche il ruolo di capofila che il comune di Somma svolge nell’ambito sociale n 22, vale a dire che Somma Vesuviana ha anticipato in molte occasioni sia trasferimenti regionali che quelli di altri comuni.

Ma cos’è l’anticipazione di cassa? Un debito o una prassi? Di fatto, secondo la normativa degli enti locali, è una concessione, da parte del tesoriere, di liquidità per far fronte a momentanee necessità di cassa, ossia non costituisce indebitamento.

Questo è quanto dice la normativa e mentre il capogruppo Parisi ha richiesto ulteriori confronti e dettagli, il consigliere Piscitelli si è concentrato sulla interpretazione. «I cittadini vedono amministratori che spendono soldi, li paragonano con i servizi che ricevono. Di bilancio, di numeri, si interessano ben poco» ha detto, insinuando che la convocazione del consiglio comunale fosse pretesto per una discussione di profilo propagandistico. «Qui si sta chiedendo una revisione dell’ultimo quinquennio, rispetto ad anni in cui non c’era nemmeno una contabilità armonizzata – ha replicato il consigliere Nocerino – stiamo cercando di risolvere delle difficoltà ed è opportuno lo si faccia tutti insieme».

Distanti dalla posizione di Somma Futura sono apparsi gli altri unici due consiglieri di opposizione che hanno chiesto la parola: Salvatore Rianna e Antonio Granato. «È giusto parlarne, è giusto che tutti sappiano – ha detto Rianna – l’anticipazione di cassa è una partita di giro ma ciò non vuol dire che non si debba focalizzare l’attenzione su alcune cose ed è per questo che avevo richiesto la presenza in aula della responsabile Servizi Sociali)». Il consigliere ha poi chiesto ai presidenti delle commissioni Trasparenza (Antonio Auriemma) e Bilancio (Luigi Molaro) di far luce, per quel di loro competenza, su una anomala situazione riguardante una cooperativa, nella quale controllore e controllato sembrano coincidere e di appurare, inoltre, come mai per alcune coop che si occupano di assistenza ad anziani e disabili, i pagamenti siano fermi alle prestazioni 2018, mentre per altre avvengano regolarmente nel mese successivo.  Una posizione sposata dal consigliere Antonio Granato il quale ha chiesto di «responsabilizzare» i dirigenti per il controllo dei pagamenti. «È necessario il confronto – ha detto Granato – non possiamo farci carico per altri Comuni ed è opportuno che se ne parli tutti insieme, assumendocene le responsabilità».

«Staremo molto più attenti a quanto segnalato – ha detto il presidente della commissione bilancio, Luigi Molaro – per portare ad unità di trattamento i pagamenti, questa sera c’è stata occasione, finalmente, di parlare di bilancio, ma non bisogna usare termini come dissesto o crisi, gli operatori economici si allarmano».

 

 

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