La Città Metropolitana ha fermato una nuova valanga di calcestruzzo che stava per travolgere la già ultra cementificata provincia di Napoli. L’ente di piazza Matteotti ha infatti appena bocciato il nuovo piano regolatore di Acerra presentato dalla giunta comunale, a marzo. Lo strumento approntato prevedeva la realizzazione nel territorio nordorientale del Napoletano di circa 3mila appartamenti, quasi tutti concentrati in una città satellite, una sorta di “Acerra 2”. Ma l’ufficio tecnico dell’organismo guidato dal sindaco metropolitano, Luigi de Magistris, con una comunicazione ufficiale diramata il 27 dicembre scorso, ha dichiarato il nuovo puc, il piano urbanistico comunale, non coerente con le sue linee di indirizzo urbanistico. La non compatibilità scaturisce da numeri notevoli. Secondo quanto sostenuto dalla Città Metropolitana il nuovo puc respinto prevede la realizzazione fino a 2900 nuovi alloggi entro il 2027. “Possiamo consentirne solo altri 277 per quella data: il Comune di Acerra ha fatto un calcolo del fabbisogno errato”, la risposta sostanziale di piazza Matteotti. Secondo l‘ente metropolitano, a cui è delegata la responsabilità di dare o meno il via libera ai piani urbanistici comunali, il Comune di Acerra nel redigere il nuovo puc “non ha – è l’affermazione dei tecnici provinciali – nemmeno considerato tutti gli immobili esistenti non destinati ad un uso abitativo ”. Immobili che fanno volume esattamente come fanno volume le nuove case insieme a quelle già costruite. La Città Metropolitana ha poi fatto notare che il territorio di Acerra è caratterizzato dalla presenza di aree archeologiche, di campagne coltivate e aree boschive già interessate dalla penetrazione di impianti industriali ad alto impatto, di infrastrutture interregionali e di vasti e lunghi canali cementificati come i Regi Lagni, per cui non è possibile consentirne un ulteriore sovradimensionamento urbanistico con conseguente consumo eccessivo di suolo. Dal canto suo il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, nel pomeriggio del 31 dicembre ha a sua volta diramato un comunicato attraverso cui spiega che “recepirà le indicazioni della Città Metropolitana ma in coerenza con gli indirizzi giù espressi dal consiglio comunale”. Il sindaco farà dunque ricalcolare il fabbisogno abitativo sulla base delle prescrizioni ricevute ma tenendo nel conto anche “le esigenze del territorio”. Secondo il puc respinto la popolazione di Acerra dovrebbe aumentare dagli attuali 59mila a 67mila abitanti entro il 2027. La Città Metropolitana vuole invece consentire un aumento eventuale di soltanto alcune centinaia di persone. Una decisione, questa, che mette in discussione tutto il nuovo piano. Intanto il presidente del consiglio comunale ha convocato in municipio la conferenza dei capigruppo. L’appuntamento è fissato a giovedi 9. Non si sa a questo punto se il puc possa essere solo in parte modificato per poi essere sottoposto al voto del consiglio comunale in vista dell’adozione definitiva o se debba essere praticamente cestinato. Quel che è certo è che si tratta di una vicenda che sta facendo salire la tensione negli ambienti politici locali e non solo. Una tensione iniziata quando nel 2018 il PD di Acerra ha lanciato “l’allarme cemento costituito dal nuovo puc”, attraverso una conferenza degli architetti e degli ingegneri della zona, e quando alcuni esponenti democrat hanno accusato il sindaco, che è un geometra, di “non aver votato, per motivi mai chiariti, né il preliminare di piano né il puc” ora bocciato. “Si è sempre assentato alle votazioni – il j’accuse – il piano lo hanno votato gli assessori della sua giunta”.
Pomigliano D’Arco, denunciato titolare di un’officina per gestione illecita di rifiuti
I carabinieri forestali della stazione di Marigliano e della sezione radiomobile di Castello di Cisterna hanno denunciato il titolare di un’officina di riparazione gomme per gestione illecita di rifiuti.
Alcuni cittadini avevano segnalato la presenza di molti pneumatici abbandonati in un terreno a Pomigliano D’Arco. I militari hanno trovato ben 200 pneumatici esposti alle intemperie ed in stato di abbandono. I primi accertamenti hanno permesso di appurare che i rifiuti speciali pericolosi erano stati abbandonati da un 47enne, titolare di un’officina poco distante dal terreno. L’uomo si sarebbe scusato riferendo ai carabinieri che avrebbe smaltito gli pneumatici una volta passate le feste natalizie. L’area è stata sequestrata ed il titolare denunciato. A finire nei guai anche il proprietario del terreno che è stato denunciato a piede libero per gestione illecita di rifiuti in concorso.
Nola, l’amministrazione Minieri dà il via ai lavori di rifacimento stradale
Il 2020 si prospetta un anno pieno di novità per il sindaco Gaetano Minieri e per Nola, che accoglie con grande gioia l’annuncio di manutenzione e rifacimento stradale in alcune delle strade principali della città. Urgente ed indifferibile procedere ai lavori: ciò che manca è la sicurezza messa a repentaglio dall’asfalto che continua a cedere in seguito ad ogni nuovo temporale.
Il 2019 si chiude con un annuncio importante: l’amministrazione comunale ha reso pubbliche le determinazioni dirigenziali che per il 2020 sanciscono l’inizio dei lavori in Via Feudo, in Via Nola, San Gennaro e in Via Anf. Laterizio.
Sulla base degli atti affissi dall’Albo Pretorio online in data 30/12/2019 e validati dalla firma del Dirigente Bernardo Arienzo, l’importo dei lavori avrà una copertura sul Bilancio 2019 mediante l’impiego della somma di € 100.000,00. I lavori di rifacimento della sede stradale in Via Feudo, Nola (determinazione dirigenziale n° 01372/2019), sono stati aggiudicati con un ribasso pari al 37% circa all’azienda Ludo Appalti S.r.l., società casertana risultata vincitrice della gara d’appalto.
Allo stesso modo, sono stati pubblicati sull’Albo Pretorio online in data 30/12/2019 gli esiti degli ulteriori lavori di manutenzione e rifacimento di Via Nola, San Gennaro e di Via Anf. Laterizio, Nola (determinazione dirigenziale n° 01373/2019). Per i suddetti lavori è stata stanziata una spesa complessiva di € 300.000,00. Secondo quanto stabilito dagli atti sottoscritti dal Dirigente Arienzo, la società vincitrice con un ribasso offerto del 33% circa è l’operatore economico La Rocca Società Cooperativa, con sede legale in Quarto (NA).
In entrambi i casi sono stati effettuati i necessari controlli amministrativi, dai quali emergono i presupposti di regolarità tecnica e correttezza dell’adozione dei presenti provvedimenti. Le strade che con il nuovo anno potranno garantire una sicura viabilità a tutti i cittadini, sono attualmente ridotte in uno stato di fatiscenza, divenute quasi impraticabili a causa delle continue richieste di risarcimento danni da parte di numerosi automobilisti. I tratti stradali ad alta incidentalità di cui sopra, generalmente anche molto trafficati, diventano veri e propri fiumi in piena di acqua e fango durante i frequenti temporali che colpiscono la città di Nola e i territori limitrofi. Situazione divenuta insostenibile anche a causa di una rete fognaria obsoleta a cui si aggiunge lo stato di abbandono in cui versano i canali borbonici che non consentono all’acqua di defluire come dovrebbe. Tutto ciò comporta allagamenti fin troppo frequenti, black out diffusi, insomma un vero e proprio dramma per tutto il Nolano che trema ogni volta che una “bomba d’acqua” s’imbatte sulla città. L’annuncio dei lavori stradali farà sicuramente tirare un sospiro di sollievo ai cittadini che iniziano a vedere spiragli di luce dopo tante nuvole temporalesche.
Sorpreso con una pistola pronta a sparare, arrestato un diciannovenne di Somma Vesuviana
In manette per detenzione e porto di arma clandestino è finito Giuseppe Saggese, 19enne di Somma Vesuviana già noto alle forze dell’ordine
I carabinieri della stazione di Marigliano e della Sezione Operativa di Castello di Cisterna l’hanno intercettato in Via Ponte dei Cani. Era a bordo del suo scooter e quando è stato perquisito i militari gli hanno trovato addosso una pistola Taurus cal. 9×21 con matricola abrasa e 15 colpi nel serbatoio. In manette per detenzione e porto di arma clandestino è così finito Giuseppe Saggese, 19enne di Somma Vesuviana già noto alle forze dell’ordine
Il giovane è stato tradotto al carcere di Poggioreale. L’arma è stata sequestrata e sarà sottoposta ad accertamenti per verificare se sia stata utilizzata per fatti di sangue.
Qualiano, maxi rissa tra rom con spranghe e bastoni: 10 arresti e 4 denunce
Tre famiglie di Rom si sono affrontati in una rissa con spranghe e bastoni: 10 arresti e 4 denunce..
I carabinieri della stazione di Qualiano e della sezione radiomobile di Giugliano hanno arrestato 10 cittadini di etnia rom e ne hanno denunciati 4 perché tutti coinvolti in una rissa scoppiata fuori ad un bar della Circumvallazione esterna.
Ad affrontarsi – per motivi ancora poco chiari – i componenti di tre diverse famiglie, armati di bastoni, spranghe e addirittura cric e mattoni.
Quando i militari sono arrivati, molti sono riusciti a fuggire. Per 10 di loro sono invece scattate le manette. Delle 4 persone denunciate, 2 sono riusciti a fuggire mentre gli altri 2 sono minorenni: un 13enne e un 16enne.
Tutti gli arrestati sono stati sottoposti ai domiciliari e sono in attesa di giudizio. Dovranno rispondere di rissa aggravata, lesioni personali e porto di oggetti atti ad offendere.
Napoli, 500 persone in marcia per la pace con il Cardinale Crescenzio Sepe
“Dobbiamo credere alla pace per ottenerla; per tale motivo, dopo la celebrazione di questa Eucaristia, ci metteremo in marcia e attraverseremo alcune strade della nostra città per dire a tutti che la pace anche oggi è possibile”.
Così l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, ha annunciato nell’omelia della messa per Maria Santissima Madre di Dio e nella 53ma Giornata Mondiale della Pace, il senso della ‘marcia’ svoltasi dal Duomo fino alla chiesa di San Nicola a Nilo nel centro antico.
Nel Te Deum, Sepe aveva sottolineato che “la speranza non è attesa; dobbiamo tutti impegnarci perché il 2020 sia l’anno dei giovani, di appagamento dei loro sogni, del pieno riconoscimento dei loro diritti”.
Alla marcia della pace di oggi hanno partecipato circa 500 persone, manifestazione organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con altre associazioni e movimenti.
In piazza anche la piccola Nyamal, sudanese giunta a Portici con i corridoi umanitari della Comunità di Sant’Egidio.
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Napoli e provincia, consuntivo dei carabinieri: 35 persone denunciate all’autorità giudiziaria di cui 20 in stato di arresto e 15 a piede libero. Circa 20mila i botti sequestrati
Nel mese di dicembre appena trascorso, intensa è stata l’attività di prevenzione e repressione posta in essere dai carabinieri del comando provinciale di Napoli per togliere dal mercato gli ordigni artigianali, spacciati come giochi ma pericolosissimi, e per perseguire i venditori abusivi di fuochi d’artificio.
L’obiettivo è stato quello di ridurre le vittime della strage di fine anno degli anni passati a causa dei petardi illeciti.
L’attività dei carabinieri non si è comunque concentrata solo sul lato repressivo bensì anche e soprattutto su quello preventivo attraverso conferenze nelle scuole elementari, medie e superiori dove i carabinieri hanno spiegato ai ragazzi cosa può accadere se si maneggiano incautamente i fuochi e hanno dimostrato praticamente cosa significhi continuare a vivere dopo aver perso un occhio, o un dito, oppure una mano.
Gli effetti della promozione della cultura della legalità sono stati molto soddisfacenti perché i feriti tra i 13 ed i 17 anni sono stati “appena” 3 e anche in modo lieve.
In sintesi, dal primo dicembre i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno sequestrato, in città e in provincia, quasi 20mila fuochi –artigianali o di libera vendita- per un peso totale di una tonnellata e 202 chili; 20 sono state le persone arrestate, 15 quelle denunciate a piede libero.
In città, il primo sequestro è stato eseguito proprio il primo dicembre al quartiere vicaria, con 4 ordigni artigianali tolte dal mercato nero.
3 sono state le operazioni di servizio al Vomero a fine mese. Sono stati sequestrati 150 ordigni artigianali e 7 chili e mezzo di polvere pirica a un 28enne, arrestato; 204 “rendini” e 9.721 fuochi d’artificio di libera vendita sono stati sequestrati a un 30enne che li vendeva per strada, anche lui arrestato; ieri sera i militari hanno sequestrato 16 batterie a due uomini che le vendevano in piazza degli artisti: hanno denunciato i due e la commerciante che glieli aveva venduti. sempre ieri sera al Vomero sono stati sequestrati 134 fuochi e denunciate 2 persone che li vendevano per strada, mentre tra Chiaiano e Piscinola ne sono stati trovati mille, sequestrati ad ignoti.
Notevole l’attività dei Carabinieri anche nell’area vesuviana.
Una denuncia a Somma Vesuviana per il possesso di 17 chili di materiale pirotecnico legale e di un colpo di mortaio.
A Villaricca, sono stati denunciate 3 persone, mentre sono finiti sotto sequestro 434 fuochi fatti artigianalmente e 761 petardi.
Marigliano ha visto un arresto per detenzione illegale di 4 chili di fuochi e una denuncia con il sequestro di 105 petardi artigianali insieme a 9 batterie.
A Sant’Anastasia sono state sequestrate a carico di ignoti ben 79 batterie.
A Casalnuovo di Napoli un uomo è stato arrestato per 165 “cipolle” e 20 “rendini”: in totale 40 chili di merce.
Nell’area sud della provincia, in ordine cronologico, a Vico Equense sono stati sequestrati 51 chili di fuochi e denunciato colui che li vendeva per strada.
A Pompei, gli ordigni sequestrati sono 616 ed è scattato un arresto.
A Castellammare di Stabia è stato arrestato un uomo per la detenzione di 87 ordigni artigianali e 12 chili di fuochi legali.
A Ercolano è stato arrestato un 31enne per il possesso di 500 “rendini”. un altro soggetto è stato arrestato per il possesso di 120 “rendini”, una “cipolla” e 58 fuochi di libera vendita. una terza persona è stata arrestata dopo essere stata trovata in possesso di 5 improvvisati e 200 “rendini”.
Anche a Torre del Greco un arresto e un sequestro di 40 “rendini”.
Ancora a Torre del Greco un arresto il 30 dicembre per il possesso di 156 grandi petardi.
A Torre Annunziata infine ieri sono stati arrestati due uomini per il possesso di 2.453 ordigni (1651 dei quali artigianali).
A nord della provincia, i primi 3 arresti ci sono stati a Casandrino con il sequestro di 80 “cipolle”, 28 “rendini”, 78 candelotti grandi e 42 piccoli oltre che 2 chili e mezzo di artifici di libera vendita.
Due arresti a Qualiano: un uomo che aveva 200 “rendini” e 200 candelotti e un altro trovato in possesso di 90 candelotti, 24 “rendini”, una cipolla e una batteria napoletana.
A Marano di Napoli, c’è stato un arresto per la detenzione di 151 petardi.
A Casandrino, un 40enne è stato arrestato perché deteneva 146 “rendini”; un altro soggetto per la detenzione di 25 ordigni artigianali.
A Casavatore sono stati denunciati 2 venditori abusivi e sequestrati loro 2 chili di fuochi d’artificio.
A Casoria c’è stata una denuncia con il sequestro di un chilo di merce.
Ad Arzano, infine, i carabinieri hanno denunciato 4 persone e sequestrato 25 chili di fuochi d’artificio.
L’ultimo sequestro è di questa notte, a Monteruscello, dove i carabinieri hanno denunciato un 44enne del posto trovato in possesso illecito di 30 Chili Di Fuochi D’artificio.
Saldi da oggi 2 gennaio, spesa media 145-179 euro
Saldi invernali ai blocchi di partenza: oggi 2 gennaio scatteranno in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal 4 o dal 5 gennaio. Codacons,flop vendite -10%.
Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un “flop totale” con un -10%. Le famiglie, come è già avvenuto per le spese natalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite. Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti.
“Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Codacons – e così i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”. Per questo, l’organizzazione dei consumatori liquida come “inutili e obsoleti” i saldi di fine stagione che “andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il Black Friday, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”. Anche per Federconsumatori il Black Friday ha ormai definitivamente cambiato le abitudini degli italiani: “se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o il proprio shopping al periodo dei saldi – spiega l’associazione – quest’anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero, con il vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi l’articolo desiderato”.
Nel periodo dei saldi, poi, “il rischio dell’inganno è sempre dietro l’angolo e la possibilità che le promozioni si rivelino poco vantaggiose è concreta”, avverte Federconsumatori, ricordando che il cartellino deve indicare sia il prezzo ‘ordinario’ che quello scontato e di “diffidare degli sconti eccessivi, pari o superiori al 60%”.
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La pelle color della neve, a qualsiasi costo: era il fondamento della bellezza per le matrone romane. Con qualche eccezione
Le trasformazioni dei canoni della bellezza femminile nell’antica Roma. Felicione, il “lupinarius” di Pompei. I costi eccessivi di profumi e di pomate, importate dall’Oriente e i limiti (si fa per dire) imposti da Diocleziano. Ovidio indica il candore della pelle come principio primo della bellezza femminile, ma talvolta si contraddice. Le posizioni di Properzio e di Tibullo. L’originalità di Catullo, e i comportamenti della sua Lesbia, la Clodia violentemente offesa da Cicerone nell’orazione “Pro Caelio”.
Fu Ovidio a consacrare la pelle bianca come l’elemento primo e essenziale della bellezza femminile: la pelle bianca seduceva gli uomini, e dunque le signore erano pronte a usar qualsiasi mezzo per far sì che la loro epidermide fosse “candida” come la neve. E i mezzi erano, in verità, molto particolari: impiastri a base di miele “nel quale possibilmente erano morte delle api” (Eva Cantarella, CdS, 11 maggio 2017), un pesto delle radici di melone, sterco di coccodrillo, suggerito dai “maestri di bellezza” egiziani, e perfino una mistura di “fiele di asino e di toro”. Le matrone più ricche potevano procurarsi la pomata reclamizzata da Ovidio, fatta con sterco di uccelli marini.Le signore di provincia dovevano accontentarsi di unguenti fatti con grani di fava e con lupini: i profumieri di Pompei compravano i lupini e legumi necessari alla loro arte dal “lupinarius” Felicione, che teneva bottega presso la lavanderia di Vesonio. Scrive il Faure che Pompei, Ercolano e Capua erano i centri di produzione di profumi a buon mercato, mentre le sostanze odorose più rare e più costose venivano dalla Siria, dall’Egitto, dalla Giudea e dalla Mesopotamia: il mercato valeva, dice Plinio, decine di milioni di sesterzi. Il balsamo della Giudea costava 2 denari al grammo: 10 grammi costavano dunque 20 denari, il salario massimo giornaliero di un bracciante agricolo nel sec. III d.C. I prezzi erano diventati così esagerati che l’imperatore Diocleziano fu costretto a fissare dei limiti invalicabili: 2000 denari per una libbra di zafferano arabo, 200 denari per una libbra di mirra e di nardo, 80 denari per una libbra di olio di rosa di alta qualità: una libbra corrispondeva a gr. 327, e dunque si capisce perché Rostovzev sostiene che proprio nella seconda metà del sec.III d. C. tra i ricchi e i poveri si spalancò un baratro incolmabile.
Anche Ovidio cadde in qualche contraddizione. Infatti, negli “Amores” egli si fa paladino del colore naturale dei capelli e rimprovera Corinna per le torture che ella infligge, con le tinture e con il ferro rovente, alla sua chioma, per schiarirla e per arricciarla: una chioma che era così bella, allo stato naturale, da suscitare l’invidia perfino di Apollo e di Bacco. Anche Properzio si contraddisse. Egli diceva di ammirare nella sua Cinzia la bellezza naturale e di disprezzare ornamenti e trattamenti cosmetici: e quando Cinzia decise di tingersi i capelli, egli si irritò e scrisse che era da folli imitare certe pratiche in uso presso i barbari, in particolare presso le donne dei Belgi e dei Britanni. Le sole novità rispetto al passato che egli ammetteva nel suo ideale di bellezza femminile erano l’eleganza del portamento, la grazia nella danza, la cultura letteraria e musicale: sono, come si vede, pregi che vanno oltre il livello della così detta bellezza naturale e fanno parte di quel “cultus”, di quella cultura della bellezza “preparata”, che Properzio diceva di non ammirare, e nella quale rientrava anche l’attenzione delle donne per pomate e tinture. E quando finì la storia d’amore con Cinzia, Properzio si vendicò, svelando in versi dettati dalla cattiveria che il “candor” della donna, che lui nei giorni dell’amore aveva cantato come puro e naturale, era in realtà il frutto di creme e di unguenti. I poeti della prima età imperiale si trovarono al centro del complicato conflitto tra il nuovo ruolo e la nuova “figura” della donna, da una parte, e dall’altra i “mores maiorum”, i costumi dei padri che ancora resistevano: il conflitto si svolgeva, ovviamente, all’interno della classe dei potenti. Properzio e Tibullo subirono l’influenza di Catullo, ma non ne avevano il genio. In un famoso carme Catullo aveva ammesso che la diva del momento, Quinzia, era “formosa, candida, longa, recta”, formosa, bianca come la neve, slanciata: ma questi pregi restavano separati e isolati, “singula”, non trovavano quel principio di unità che potesse trasformali in aspetti di una sola “forma”: la bellezza. E invece la sua Lesbia era bella, perché in lei “omnes veneres”, tutti i pregi, erano diventati una sola armonia. E Lesbia- Clodia non era “candida”, non aveva la pelle bianca, e non aveva paura dei raggi del sole: Cicerone, che non la sopportava perché lei lo aveva respinto, racconta nella “Pro Caelio” le dissolutezze di cui Clodia-Lesbia era protagonista nella villa di Baia, tra “orge, passioni libidinose, adulteri, gozzoviglie, canti, concerti e gite in barca”. E a Roma questa Musa il cui fascino era esaltato proprio dalla libertà e dalla sregolatezza aveva comprato una villa con giardino in un punto del Tevere “dove tutti i giovani si recano a fare il bagno”: L’arte oratoria di Cicerone fece sì che il pubblico e i giudici del processo contro Celio “vedessero” Clodia mentre, nel suo giardino, esponeva il suo corpo ai raggi del sole e agli sguardi dei giovani nuotatori.
Afragola, NAS in azione: sequestro da più di una tonnellata e mezza in un panificio
Ad Afragola, in via De Nicola, i Carabinieri del NAS di Napoli hanno eseguito un’ispezione igienico-sanitaria presso un panificio, con annesso punto vendita di generi alimentari, al termine della quale hanno sequestrato 1,5 tonnellate di alimenti (prodotti da forno, prodotti da pasticceria, prodotti carnei e verdure cotte) rinvenuti in condizioni di detenzione/conservazione non conforme alla normativa vigente. Disposto anche il sequestro amministrativo di 100 chili di alimenti vari (ritagli di insaccati e prodotti lattiero – caseari) in quanto risultati privi di qualsivoglia informazione utile a garantirne la rintracciabilita’ alimentare. Nell’ambito della stessa operazione è stata infine decisa l’immediata chiusura amministrativa di un ulteriore locale, pertinente all’attivita’ di panificazione ma arbitrariamente attivato nonché privo di qualsivoglia requisito igienico-sanitario e strutturale previsto dalla normativa comunitaria in vigore.


