A  Mariglianella  i bambini  incontrano la  Befana al Comune

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Attesi gli artisti Angelo Iannelli e Mago Pepe e il loro spettacolo.
Lunedì  6 Gennaio alle ore 10:30 in Via Parrocchia Presso il Comune di Mariglianella,  si svolgerà la V Edizione “E‘ Arrivata la Befana“. Organizzata dall’Associazione Vesuvius in collaborazione con il Bosco di Merlino e Incantesimo Napoletano con il patrocinio morale di Telethon.  La manifestazione concluderà la serie di eventi natalizi organizzati  dal Sindaco  Felice Di Maiolo  e dall’Assessore Sport, Cultura e Spettacolo   Felice Porcaro.
Cresce in città l’attesa tra i tantissimi bambini, per incontrare la tradizionale befana sociale organizzata e interpretata dall’ambasciatore del sorriso Angelo Iannelli, che donerà  cioccolatini, calze , giocattoli e non farà mancare ai meno fortunati la sua allegria. Atteso lo spettacolo di magia di Mr Pepe   e l’animazione curata dall’ Associazione Incantesimo Napoletano, ricca di giochi, musica, balli e tanto divertimento. Non mancheranno ospiti dello spettacolo a sorpresa, previsto buffet con pizzette, graffette , cornetti  e brindisi finale.  Obbiettivo donare un sorriso ai bambini meno fortunati e non solo.
Non ci resta che  recarci nell’Aula Consiliare del Comune di Mariglianella e festeggiare con la befana il nuovo anno.

Boscoreale, domenica 5 gennaio il primo appuntamento 2020 con il “Mercato della Terra Vesuvio”

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Il primo appuntamento del 2020 con il Mercato della Terra Vesuvio, promosso dalla Condotta Slow Food Vesuvio e dal Comune, si terrà domenica 5 gennaio dalle ore 9:00 alle ore 13:00 in piazza Vargas.

L’edizione di questo mese è dedicata ai legumi con laboratori del gusto ad essi dedicati e illustrazioni delle proprietà nutritive e salutari di prodotti che sono parte integrante e fondamentale della cultura contadina e del valore della dieta mediterranea.

In particolare verranno descritte le caratteristiche del “fagiolo dente di morto” di Acerra che è un presidio dello Slow Food, e illustrate le principali manifestazioni di “Leguminosa”, il grande appuntamento che ogni anno si rinnova a marzo.

Non mancheranno stand in cui acquistare prodotti realizzati secondo i principi Slow Food, oltre agli ortaggi e frutta di stagione.

Presso il Cafè Express, in piazza Vargas, sarà possibile visitare la mostra dal titolo “Pittura contemporanea” di quattro Artisti: D’Errico, Empireo, Sorrentino e Torretta.

La mostra realizzata nell’ambito della rassegna Arte e Caffè è aperta fino a fine gennaio ed è realizzata in collaborazione con l’Associazione “Vesuviando”.

Per l’occasione, la Proloco Villa Regina e l’Associazione “Vesuviando” doneranno ai visitatori un segnalibro a ricordo del valore della cultura per affrontare le sfide del nuovo decennio.

E’ visitabile anche il Roseto di Villa Silvana adiacente piazza Vargas, nei pressi della stazione della Circumvesuviana, con la possibilità di ammirare le innumerevoli varietà di rose a partire da “La Rosa Antica di Pompei”.

Si ricorda, inoltre, che nell’ambito dell’iniziativa “Domeniche al Museo” promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, è possibile visitare gli scavi di Villa Regina e l’Antiquarium nazionale “Uomo e ambiente nel territorio vesuviano” con i suoi originali reperti e la possibilità di conoscere aspetti unici della vita quotidiana a Pompei. E’ anche una delle ultime settimane in cui è possibile visitare, nello spazio per esposizioni temporanee, l’interessante mostra sul villaggio protostorico di Longola, curata dal Parco Archeologico di Pompei.

Domenica 5 gennaio è anche l’occasione per trascorrere un’intera giornata a Boscoreale all’insegna della storia, della cultura, dell’agricoltura di qualità e per scoprire anche alcune strutture che stanno crescendo nel campo della ristorazione e dell’accoglienza.

Palma Campania, cimitero, mercoledì 8 gennaio la riapertura

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Riaprirà al pubblico mercoledì 8 gennaio il cimitero di Palma Campania. L’incessante lavoro, effettuato anche durante i giorni festivi, complice una tregua concessa dal tempo durante le festività natalizie, ha consentito il superamento, a tempo di record, di tutte le criticità che avevano portato alla chiusura per motivi di sicurezza.

«Sono felice – afferma il Sindaco Donnarumma – di poter restituire ai cittadini palmesi un luogo così importante come il cimitero. Comprendo perfettamente tutto il malcontento per non aver potuto, proprio in un momento di così forte spiritualità, recarsi sulle tombe dei propri cari, ma purtroppo, di fronte al pericolo per l’incolumità dei visitatori, non ho potuto regolarmi diversamente. Fortunatamente, in tempi relativamente brevi, siamo riusciti a mettere in sicurezza il cimitero e di questo ringrazio tutti coloro che hanno lavorato alacremente».

Un altro Sud per la scuola, un altro Sud per i nostri studenti

In Campania viviamo in media due anni in meno rispetto al resto dell’Italia, quattro rispetto a Firenze. Questo dato mi è tornato in mente, qualche settimana fa. Quando ho appreso che i nostri studenti del Sud stanno molto più indietro rispetto ai coetanei del Nord, “trascinandoli in basso nelle classifiche internazionali”. Non solo, ma che “è come se la scuola (al Sud) durasse un anno di meno che altrove”.

Il primo dato, riferito alla durata della vita, non fa pensare immediatamente alle strutture sanitarie, ai luoghi in cui si curano le persone. Nessuno pensa, se in Campania e nel Sud si vive di meno, che ciò dipenda dalla responsabilità dei medici, dei pazienti, dei genitori per i minori. In prima battuta pensiamo alle vicende storiche, alla qualità della vita, all’inquinamento ambientale. Alle condizioni socioeconomiche, alla povertà, al lavoro che non c’è. Alla burocrazia, ai servizi pubblici carenti, a cominciare dalle reti e strutture sanitarie malridotte. Che danno spesso il colpo di grazia a tanti poveri cittadini del Sud. E poi ai medici che mancano o a quelli con il doppio lavoro o ai genitori responsabili dell’obesità dei loro bambini, ecc.

Quando parliamo di istruzione, di bagaglio di conoscenze e competenze, prima di indicare le responsabilità di studenti, genitori e docenti, forse dovremmo tener presente lo stesso drammatico contesto del Mezzogiorno. In più i tagli all’istruzione degli ultimi decenni, le politiche scolastiche miopi, l’edilizia trascurata. Prendersela con docenti e genitori meridionali se la scuola non va, è troppo facile, ma è fuorviante. La differenza tra docenti del Nord e quelli del Sud è artificiosa. I docenti che insegnano a Nord sono soprattutto meridionali, e in maggioranza al Sud ritornano. Molti docenti, non solo meridionali, sono precari perché vengono chiamati ogni anno daccapo. Non è una colpa. E neanche un limite professionale. Sono sempre loro che vincono i concorsi quando vengono banditi, e che sono inseriti nelle graduatorie dei supplenti. Con gli stessi titoli e le stesse esperienze.

I genitori al Sud s’interessano dell’educazione dei figli non meno di quelli del Nord. Ma spesso sono più avviliti degli stessi studenti. Se ci fossero nel Mezzogiorno più diplomati e laureati, cambierebbe qualcosa nello sviluppo dei loro territori? Forse aumenterebbe l’esodo dei giovani (con i loro cervelli). O forse avremmo più netturbini laureati, come è capitato di recente in un paese pugliese. Ancora, è difficile immaginare che i genitori, i cittadini, possano fare qualcosa per affrontare le carenze d’ogni tipo degli edifici scolastici o palazzi adibiti a scuole. Oltre a indignarsi e a pagare insieme con i loro figli le conseguenze di un tempo scuola spesso ridotto.

Diversi giornali, a cominciare da Repubblica, si sono mobilitati, e ancora lo stanno facendo, a illustrare e denunciare la miriade di problemi di edilizia scolastica. In Campania, al Sud, ma anche nelle altre regioni del paese. Ho letto sulle pagine milanesi di Repubblica di scuole “sgarrupate” (scrivono proprio così!) della città metropolitana lombarda, un bollettino di guerra incredibile. Dalla metà delle scuole non a norma e senza certificato di agibilità a infissi e bagni disastrati dappertutto, alle trappole per topi, perfino. Solo che a Milano hanno fatto la mappa delle scuole “problematiche”; e con il Comune, orientato a spendere cifre importanti, ci sono la Fondazione Cariplo e la Fondazione Agnelli. A Napoli, al massimo, ci sono studenti e genitori di buona volontà che ripuliscono le loro scuole, autotassandosi.

I docenti delle scuole del Sud non si aspettano che venga riconosciuto il loro impegno ordinario e quello aggiuntivo. Dovuto al contesto, caratterizzato da problemi socioeconomici e da una diffusa povertà educativa. Però è francamente inaccettabile essere accusati di far precipitare l’Italia nelle classifiche Ocse Pisa. E diventa offensivo ritenere che per uscire da tale situazione possa essere sufficiente una maggiore motivazione e preparazione dei nostri docenti. O più impegno e attenzione dei genitori. Occorre rendersi conto che non c’è bisogno di un’altra scuola per il Sud. Ci vuole un altro Sud per la scuola, un altro Sud per i nostri studenti!

 

Nola, in arrivo 20 mila euro per l’acquisto di attrezzature in caso di calamità naturali

La Città Metropolitana di Napoli ha stanziato i fondi per 45 comuni napoletani, suddividendo gli importi in base alla densità di popolazione. Al comune di Nola saranno destinati circa 20 mila euro per l’acquisto delle attrezzature necessarie alla Protezione Civile.

Dopo l’ennesimo acquazzone di dicembre che ha piegato tutti i paesi del Nolano, finalmente giungono i soccorsi tanti attesi a distanza di un mese: con deliberazione del Sindaco Metropolitano n. 274 del 30/10/2019 è stato stabilito l’importo pari a 1 milione di euro per i 45 comuni dell’area Metropolitana di Napoli. Nello specifico al comune di Nola, afferente al gruppo 2 con una popolazione compresa tra 20.000 e 50.000 abitanti, saranno stanziati fondi pari a 20 mila euro che dovranno essere utilizzati per l’acquisto di mezzi e macchinari indispensabili alle attività di soccorso da parte della Protezione Civile nella città bruniana.

In base a quanto stabilito dalla deliberazione dirigenziale, Nola e i suoi comuni limitrofi – Marigliano, Mariglianella, Carbonara di Nola, Scisciano, Visciano, San Paolo Bel Sito, Tufino e Saviano – riceveranno per il 2020 gli importi assegnati in base al posizionamento in graduatoria. I suddetti otto comuni che rientrano nel gruppo 1 con una popolazione inferiore a 20.000 abitanti, potranno godere di un contributo di circa 15 mila euro da investire in idrovore per asportare grandi masse d’acqua in caso di allagamenti, torri faro per fornire illuminazione in qualsiasi situazione, da guasti locali a blackout generali.

Grazie ai contributi concessi sarà rafforzato il sistema di Protezione Civile. Il pericolo di allagamenti, dissesto idrogeologico, rischio sismico, calamità naturali di vario genere che interessano tutti i paesi dell’area nolana, saranno ridimensionati e affrontati con i giusti mezzi che fino ad ora sono mancati, amplificando la cassa di risonanza dei disagi post-bufera. “Va proprio in questa direzione – dichiara l’amministratore unico dell’Agenzia di Sviluppo Vincenzo Caprio – il recente finanziamento regionale per la redazione del piano di emergenza intercomunale dell’area nolana che consentirà di gestire le situazioni di crisi in un’ottica di area vasta, sicuramente più funzionale alle esigenze di tutela della sicurezza dei cittadini”.

(fonte foto: rete internet)

Da una certa fiacchezza fisica e dalle “ciucciuvettole” che dicono che il 2020 sarà come il 2019 ci salvi l’aglio caro a Priapo

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La ricetta di oggi, “spaghetti aglio, olio e peperoncino”. Le “virtù” miracolose dell’aglio consentiranno anche agli scettici di capire che il 2020 sarà quello che è già dalle prime battute: un anno originale e inimitabile. L’aglio è da sempre rimedio contro la paura, contro le febbri, contro la fiacchezza virile, contro i vermi. Contro i vermi reali e contro quelli metaforici: dunque l’aglio sarà protagonista della storia del 2020. Sopporta l’aglio di essere arrostito, come suggerisce una ricetta di Angela Frenda? Lo vedremo nella prossima puntata.

 

Mentre tutti si augurano che l’anno nuovo sia veramente nuovo e porti novità “a zeffunno”, si alza la voce dello scettico che, per farci sapere che ha letto Machiavelli e Leopardi, ci dice sarcastico che il succedersi degli anni è un’invenzione dei venditori di almanacchi, di agende e di calendari, e che la storia degli uomini scorre sempre uguale a sé stessa. Se questi scettici consumassero per una settimana due piatti al giorno di “spaghetti aglio e olio”, con una punta di peperoncino, “vedrebbero” immediatamente che il 2020 è già partito con un passo tutto suo, che non ha modelli: i colpi di genio e di mitra del sig. Trump e dei suoi guerrieri, le lezioni di buona educazione e di umanità che gente ridicola e smemorata ha dato a Papa Francesco, la guerra tra le “anime” dei Cinque Stelle, che pare una guerra tra titani, mi si perdoni il paragone. Il 2020 sarà un anno sorprendente. Dunque, agli scettici serve quella “scossa” che viene dagli umori, dal sapore e dall’odore dell’aglio, una “scossa” che mette a nudo la realtà delle cose, scrosta e spazza via le scorze dei profumi densi di ipocrisia aristocratica, smantella e dissolve le chiacchiere. L’aglio consente alla mente e agli occhi di cogliere i dettagli, e di confrontarli e di dedurre, e soprattutto, essendo la natura dell’aglio “sfuttente”, di smascherare la verità che si nasconde dietro la menzogna delle parole. Ho sempre pensato che Sherlock Holmes, Maigret, Nero Wolfe e Pepe Carvalho consumassero quantità copiose di aglio. Ma non c’è parte della persona a cui la pianta miracolosa non regali dosi di energia, e non c’è morbo fisico e spirituale che essa non combatta vittoriosamente. I legionari romani mangiavano aglio prima di scontrarsi con il nemico, per sentirsi più forti, e forse per chiudere la strada ai vermi, metaforici e reali, della paura. Dice Plinio che i medici consigliavano a chi avesse l’intestino infestato da tenia, ossiuri e consimili parassiti di consumare aglio cotto in aceto e miele. Questi consigli “ ‘e mmerechesse” li hanno dati per secoli: ancora nei primi anni’60 del ‘900 le mamme, le nonne e le zie curavano con pozioni all’aglio le febbri e i disturbi gastrici dei ragazzi, e talvolta facevano strani segni sulla pancia e sulla fronte del “malatino” bagnando il dito in una mistura di latte e di succhi di aglio e di prezzemolo. Orazio poteva permettersi di fare lo spiritoso sulla passione per l’aglio del suo amico Mecenate e di consigliare che fossero condannati a mangiare aglio, “che è peggio della cicuta”, gli assassini più bestiali, perfino i parricidi, solo perché l’aglio aveva segnato, come cibo e come medicina, la sua infanzia.

Oso credere che proprio per la sua capacità di combattere i vermi, metaforici e reali, l’aglio sia destinato a diventare un protagonista di questo nostro tempo, che pullula di vermi visibili e di vermi nascosti. La pianta era sacra a Marte, a Ecate dea della luna, della notte e delle streghe, e a Priapo, il dio della potenza virile. I maschi la usavano per diventare più energici, e nello stesso tempo per proteggersi dal “malocchio” che le fattucchiere potevano gettare contro la loro mascolinità.“Aglio, fravaglio, fattura che nun quaglia…”. Prima che Peppino-Pappagone consegnasse alla fama televisiva questa tiritera napoletana contro il malocchio, gli Ottajanesi la sentirono recitare e canticchiare da uno straordinario personaggio, “Mast’Errico”, che campava vendendo di porta in porta latte di capra, e anche i segreti della sua sapienza popolare. L’aglio irrobustiva la virilità, ma lasciava in bocca il suo odore “ amarosteco”, un veleno per l’alito e per i baci, un veleno che però si dissolveva grazie alla fragranza della marmellata di ciliegie e di albicocche “pellecchielle”.Per ora ci fermiamo qua, ma certamente torneremo sull’argomento, perché è nostra intenzione raccontare le storie delle erbe, dei condimenti e degli ingredienti che entravano e ancora entrano nei “piatti” vesuviani e napoletani. Torneremo anche sull’aglio, perché poco fa, mentre leggevo una ricetta di Angela Frenda“ Gnocchi di patate e aglio arrosto”, mi chiedevo  se e come cambia la natura dell’aglio quando viene arrostito.

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Non è difficile preparare gli spaghetti aglio, olio e peperoncino. Tagliate a metà due spicchi d’aglio, privateli dell”’anima” e tritateli finemente; il peperoncino tagliatelo a rondelle sottili. Scaldate in una padella 4 cucchiai d’olio, unite l’aglio tritato e fatelo soffriggere per qualche minuto, evitando però che bruci. Unite il peperoncino e fatelo soffriggere per pochi secondi. Cotti gli spaghetti in abbondante acqua salata e scolati al dente, versateli nella padella in cui sono l’aglio e il peperoncino e fateli saltare a fuoco vivo perché il condimento e il sapore si distribuiscano equamente. A tavola andrà un “piatto” che è un solo, intenso ardore. ( La ricetta è pubblicata dal blog “Il cucchiaio d’argento”).

Volla, rissa tra due famiglie per un debito non saldato: arrestate otto persone

Due famiglie si sono scontrate a suon di pugni, calci e schiaffi per motivi legati ad una somma di denaro prestata e mai restituita.

I carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno arrestato otto persone coinvolte in una rissa scoppiata a Volla, nei pressi di un distributore di carburanti.
Due famiglie si sono scontrate a suon di pugni, calci e schiaffi per motivi legati ad una somma di denaro prestata e mai restituita.
Secondo quanto riscostruito, una 23enne avrebbe prestato al suo fidanzato la somma di 450 euro. Conclusa la relazione, il giovane 22enne non avrebbe onorato il suo debito, ricevendo dalla ragazza continue richieste di restituzione del contante.
Per risolvere la faccenda sono così intervenute le rispettive famiglie. Il risultato una rissa in cui sono rimaste contuse cinque  uomini e tre donne.
I carabinieri – intervenuti prima che la lite finisse nel sangue –  hanno arrestato le persone coinvolte e le hanno tradotte in tribunale per l’udienza di convalida.
Giudicati, per  sei degli otto  arrestati è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Quattordicenne accoltellato nel parcheggio del Vulcano Buono: tre ragazzi in istituto penale per minorenni

I Carabinieri della Stazione di Nola hanno dato esecuzione alle misure della custodia cautelare in Istituto penale per minorenni emesse dal GIP del Tribunale per i minorenni di Napoli nei confronti di tre ragazzi, di cui due 15enni e un 16enne, ritenuti responsabili del reato di tentato omicidio in concorso ai danni di un ragazzo di 14 anni accoltellato nel parcheggio del centro commerciale “Vulcano Buono” di Nola la sera dello scorso 8 dicembre.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica per i minorenni di Napoli e condotte dai Carabinieri della Stazione di Nola, hanno permesso di identificare compiutamente tutti gli aggressori e di appurare che l’aggressione traeva origine da futili motivi. In particolare, i Carabinieri di Nola, attraverso un’accurata e tempestiva ricostruzione della vicenda avvenuta con l’escussione di numerosi minori, loro familiari e persone informate sui fatti, hanno accertato che mentre il giovane – vittima – si trovava presso la pista di pattinaggio del centro commerciale insieme ad un’amica, dopo essere stato verbalmente infastidito e provocato da un aggressivo gruppo di coetanei di età compresa tra i 12 ed i 16 anni, decideva di allontanarsi all’esterno del centro commerciale.

Nonostante che il ragazzo si fosse allontanato per sottrarsi alle immotivate angherie del gruppo, gli aggressori lo hanno seguito all’esterno e lo hanno colpito con calci e pugni, percuotendolo al capo con un manganello ed attingendolo all’addome con una coltellata. Il giovane dapprima è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Nola, poi – a causa delle gravi condizioni di salute – trasferito in prognosi riservata presso l’ospedale “Cardarelli” di Napoli, ove veniva sottoposto a successivo intervento chirurgico.

(fonte foto: rete internet)

Palmese – Vis Ariano a Brusciano nonostante la disponibilità dello Stadio Comunale. Donnarumma: “Siamo sorpresi”

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Si giocherà di sabato, la prima gara del girone di ritorno del campionato Regionale di Eccellenza – Campania, tra Palmese e Vis Ariano, e sarà lo stadio di Brusciano, non già il Comunale di Palma Campania, il teatro dell’evento.

Quella di spostare, ancora una volta, la sede naturale di una partita di interna della Palmese Calcio è una scelta attribuibile esclusivamente alla società rossonera, per ragioni non note nemmeno all’amministrazione comunale, oltre che ai tifosi.

Il terreno di gioco, come spiega il Sindaco Donnaruma, è nelle condizioni, una volta superate le criticità causate dai temporali abbattutisi su Palma Campania prima di Natale, di ospitare l’evento.

«La Palmese Calcio – afferma il primo cittadino – può legittimamente decidere di disputare le gare interne del campionato in altra sede, ma dovrebbe assumersi le responsabilità delle proprie scelte, anche per rispetto dei tanti tifosi che, finalmente, per merito dell’attuale dirigenza, dopo tanto tempo, stanno tornando ad affollare gli spalti degli impianti in cui la maglia rossonera è di scena. Lo stadio di via querce è assolutamente agibile, il terreno di gioco non presenta criticità e, francamente, faccio molta fatica a comprendere le ragioni di questa scelta. Peraltro, nel momento in cui la Società ha preso questa decisione, lo ha fatto in maniera autonoma, senza consultare l’amministrazione comunale, non informandola rispetto a particolari e ipotetiche problematiche che potessero mettere a rischio il regolare svolgimento dell’incontro».

 

«Restiamo – conclude Donnarumma – a disposizione della Palmese per ogni tipo di necessità. Entriamo nella fase più cruciale della stagione ed è fondamentale, affinché si possa coronare il sogno di tornare in Serie D dopo quasi vent’anni di assenza, che tutti remino nella stessa direzione. Sosterremo la nostra amata squadra in maniera incondizionata, ma non posso non ribadire l’enorme sforzo, anche economico, profuso dalla mia amministrazione, per rendere praticabile lo Stadio Comunale, che, per quanto ci riguarda, deve tornare ad essere la casa della Palmese. Le speranze di vittoria del campionato passano anche per quel ritrovato calore che solo attraverso un repentino ritorno nel nostro fortino possiamo alimentare».

Rischi naturali, l’Agenzia ottiene contributi per 9 Comuni dell’area nolana.

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In arrivo 140mila euro per acquistare attrezzature per le emergenze.
Caprio: “Un altro tassello per proteggere i cittadini”

Idrovore da attivare per gli allagamenti, autovetture per trasportare materiali e mezzi, torri faro da utilizzare in caso di black out energetico e droni: sono le attrezzature che adesso i Comuni potranno acquistare con le risorse stanziate dalla Città Metropolitana di Napoli.  Ad essere stati ammessi anche 9  enti locali che hanno affidato all’Agenzia di sviluppo dell’area nolana la presentazione delle istanze.

Si tratta di Nola, Marigliano, Mariglianella, Carbonara di Nola, Scisciano, Visciano, San Paolo Bel Sito, Tufino e Saviano. Complessivamente il contributo erogato ammonta ad oltre  140 mila euro:  una somma che servirà a migliorare la risposta delle amministrazioni comunali in caso di calamità.

Ad essere stati finanziati sono stati i primi 27 Comuni nella graduatoria dei centri con popolazione inferiore a 20mila abitanti ed i primi 13 del gruppo costituito dai territori con un numero di abitanti compreso tra 20 mila e 50 mila.

Con i contributi concessi grazie al lavoro preliminare effettuato dall’Agenzia rafforziamo il sistema di protezione civile già avviato dalla nostra struttura con  i Piani di emergenza comunali. Le nuove attrezzature si aggiungono a quelle già ottenute grazie al precedente avviso pubblico della Città metropolitana che ha finanziato l’acquisto di altro materiale utile in caso di emergenza, richiesto sempre  attraverso progetti presentati dall’Agenzia. Dissesto idrogeologico e rischio sismico rappresentano una spada di Damocle per il nostro territorio ed è per questo che poter disporre di una pianificazione puntuale significa avere una capacità di reazione più efficace e veloce. Va proprio in questa direzione – dichiara l’amministratore unico dell’Agenzia di Sviluppo Vincenzo Caprio – il  recente finanziamento regionale per la redazione  del Piano di emergenza intercomunale dell’area nolana che consentirà  di gestire le situazioni di crisi in un’ottica di area vasta,  sicuramente più funzionale alle esigenze di tutela della sicurezza dei cittadini“.