Terzigno Corre, domenica la sesta edizione della gara

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Parte il conto alla rovescia per la gara podistica che si svolgerà domenica 15 ottobre a Terzigno ed organizzata dall’Asd Terzigno Corre. Arrivata alla sua sesta edizione, la gara di 10 km per le strade cittadine è ormai diventata un appuntamento molto atteso nell’hinterland vesuviano e gode del patrocinio del Coni, del Comune di Terzigno e Opes Italia. La partenza, fissata alle 8.45 in piazza Caracciolo del Sole, sarà raccontata dalla speaker Anna Nargiso e sono già centinaia le adesioni di atleti che arrivano da tutta la Campania e dalle altre regioni. La conferenza stampa di presentazione dell’evento si terrà venerdì 13 ottobre alle ore 19, presso il Museo Matt, in corso L. Einaudi a Terzigno nell’ambito del convegno «Sport, inclusione e disabilità: nessun sogno è impossibile!». All’evento parteciperà il Presidente dell’associazione dilettantistica Genny Galantuomo, il consigliere regionale Opes Italia Ettore Forte, l’atleta paralimpico Claudio De Vivo, il sindaco di Terzigno Francesco Ranieri e l’assessore allo sport Gaetano Miranda. Durante l’incontro previste anche le testimonianze di alcuni degli atleti della Terzigno Corre con disabilità che, da qualche anno, hanno deciso di tesserarsi con la squadra che offre a chi ha difficoltà motorie di poter correre e vivere le emozioni di una gara anche grazie all’uso della Maddy, una speciale carrozzina. Ci sarà, inoltre, anche la testimonianza di chi, grazie alla squadra podistica, è riuscito ad integrarsi. Insomma una serie di racconti che consentiranno ai partecipanti di scoprire lo spirito di una squadra che coniuga sport e sociale allo stesso tempo. «Sono felice – spiega il Presidente Galantuomo – delle adesioni che stanno arrivando. Molti atleti da ogni parte d’Italia hanno deciso di venire a trovarci solo per partecipare alla nostra gara, sposando così lo spirito di un gruppo che da anni lavora e si impegna per regalare un sorriso, oltre che raggiungere traguardi agonistici importanti».

Somma Vesuviana, premiazione delle eccellenze al Liceo Torricelli e all’ I. T. I. Majorana

Somma Vesuviana. Durante la giornata di ieri il Liceo Classico-Scientifico E. Torricelli e l’I.T. I E. Majorana hanno premiato gli alunni più meritevoli delle classi terze, quarte e quinte. Nel corso degli eventi promossi dai due istituti sommesi consegnate anche le borse di studio in ricordo di Gaetano Molaro. Quella di ieri per il Liceo Torricelli e dell’I.T. I Majorana è stata la giornata dedicata alla premiazione delle eccellenze: i ragazzi delle terze, quarte e quinte superiori hanno ricevuto premi e riconoscimenti per il loro impegno e dedizione nello studio nel corso dello scorso anno scolastico. Tanti i giovani alunni che hanno partecipato alle due iniziative. Il primo evento di premiazione si è svolto presso l’Aula Magna dell’I.T. I Majorana alle ore 10:00, mentre il secondo, quello organizzato dal Liceo Torricelli, si è tenuto alle 17:30 presso l’Auditorium della scuola.

L’evento del Majorana

Presenti ad entrambe le manifestazioni Irene e Ciro Molaro, i quali hanno consegnato le borse di studio in memoria del loro compianto padre, l’imprenditore sommese Gaetano Molaro,  a tre allievi dei due istituti che hanno ottenuto la media più alta delle classi terze, quarte e quinte. Per l’I.T. I Majorana a conseguire il riconoscimento del valore di 300 euro sono stati Esposito Michele 3E, D’Avino Gennaro 4A, e Pugliese Felice 5B. Ha esposto le motivazioni di tale importante iniziativa il prof Emanuele Coppola mentre l’evento è stato curato in ogni sua parte dalla professoressa Mammola de Cicco e Annalisa Cocozza. Per la premiazione sono intervenute anche l’Assessore Rosalinda Perna e la Dirigente scolastica Paola Improta.

Le premiazioni al Torricelli

Tra gli studenti del Torricelli a ricevere la borsa di studio “Gaetano Molaro” sono stati Iossa Fabiana 5C Liceo Scientifico, Moschettino Ilaria 3A Liceo Classico, Omar Khaled 5B Liceo Scientifico. Durante l’evento hanno ricevuto un premio anche dodici studenti che hanno raggiunto la valutazione di 100 e lode e trentadue di 100 all’esame di Maturità. Sono intervenuti il Sindaco di Somma Salvatore Di Sarno, l’Assessore Rosalinda Perna, Carmine Mocerino, l’Avv. Sonia Napolitano consigliera dell’Ordine Avvocati di Nola, Francesco Urraro e il Professor De Simone. Presenti anche Teresa Esposito per il Premio Rotaract, Cinzia Castaldo Eva pro-Eva per il Premio concorso per sensibilizzare i ragazzi contro la violenza sulle donne, Tancredi Cimmino Coordinatore Telethon. Quest’ultimo è intervenuto per la vittoria di un allievo del Torricelli delle selezioni per uno Stage al Tigem di Pozzuoli. Durante la serata c’è stato anche un collegamento con l’ex alunno Giovanni D’ Antonio che in questo momento si trova ad Harvard. https://www.ilmediano.com/somma-vesuviana-firmata-la-convenzione-per-la-borsa-di-studio-in-memoria-di-gaetano-molaro/ https://www.ilmediano.com/somma-vesuviana-commozione-nel-ricordo-di-gaetano-molaro/

Colletti bianchi e politici nella blitz anticamorra, gip li lascia tutti in carcere

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CAIVANO – Il gip di Napoli Nord Raffaele Coppola ha convalidato i nove fermi emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e notificati lo scorso 10 ottobre dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. Per tutti gli indagati è stata emessa la misura cautelare del carcere. Le accuse contestate dalla Procura di Napoli agli indagati – tra esponenti di un gruppo camorristico locale, ex amministratori pubblici e funzionari comunali – sono, vario titolo, associazione di tipo mafioso, estorsioni aggravate dal metodo mafioso e corruzione, aggravati dalla finalità mafiose. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Fioravante De Rosa, Rocco Spina, Mirella Baldascino, Paolo Sperlongano e Claudio Castaldo. I destinatari delle misure cautelari sono invece l’ex assessore comunale di Caivano Carmine Peluso, l’ex consigliere comunale Giovanbattista Alibrico, l’esponente politico Armando Falco, insieme con il tecnico comunale Martino Pezzella e il dirigente comunale Vincenzo Zampella. Gli altri destinatari dei provvedimenti sono Raffaele Bervicato (ritenuto uomo di fiducia del boss locale Antonio Angelino), Raffaele Lionelli (ritenuto colui che recuperava e custodiva armi e che gestiva le estorsioni e il welfare per i detenuti) Domenico Galdiero (indicato come colui che si occupava tra l’altro delle estorsioni) e Massimiliano Volpicelli, incaricato di attuare le direttive di Antonio Angelino.

Ottaviano, giardinetti di via Ammirati intitolati al beato Carlo Acutis

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del comune di Ottaviano. “Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie”. È questa una delle espressioni più famose del giovane beato Carlo Acutis, di cui oggi si celebra la memoria liturgica. Al beato Carlo Acutis l’amministrazione comunale di Ottaviano, con delibera di giunta numero 128 del 26 ottobre 2021, ha inteso intitolare i giardinetti di via Ammirati, a San Gennarello. Dice il sindaco Biagio Simonetti: “Carlo è un giovane del nostro tempo: moderno, poliedrico, pieno di vita, che una leucemia fulminante lo ha portato via in poco tempo, ad appena 15 anni. Pur di giovanissima età, la sua è stata una esistenza pienamente vissuta al punto da essere un esempio per i ragazzi della sua età e non solo. La sua vicenda, infatti, ha suscitato profonda ammirazione al punto che è molto amata in tutto il mondo. Appassionato di musica, calcio e videogiochi, si adoperava tantissimo per aiutare gli ultimi e usava le sue competenze informatiche per creare siti web attraverso i quali diffondere i suoi valori umani e cristiani”. Aggiunge il primo cittadino: “I giardinetti sono un luogo di incontro e di dialogo tra giovani e ragazzi, bambini e famiglie. Intitolare questa area attrezzata al giovane Carlo è un richiamo costante alla sua vita, ai valori che ha trasmesso, alle virtù che ha vissuto. Grazie a don Raffaele Rianna per la sensibilità con cui ha proposto questa iniziativa all’ente”.

Picchiata per gelosia dal branco a 13 anni

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Una ragazzina di 13 anni è stata accerchiata e picchiata dal branco sul lungomare di Castellammare. L’adolescente, una alunna della scuola Bonito Cosenza, è stata aggredita nella serata dello scorso 8 ottobre nella villa comunale da un gruppo numeroso di giovanissimi, composto da ragazzi e ragazze. Lo racconta la testata Il Corrierino. Si sarebbe trattato di raid per una gelosia, una vendetta per una storia tra adolescenti. In molti hanno assistito a quanto è accaduto dopo le 22 nel centro stabiese, ma nessuno ha presentato una denuncia seppure molti genitori sono stati informati di quanto è accaduto. “Ci fa tanta rabbia ad assistere a questa violenza sorda e cieca che si impossessa sempre di più, giorno dopo giorno, del mondo dei giovani. Nonostante crescano in maniera esponenziale le aggressioni, anche a mano armata, nate da futili motivi, per non dire inesistenti, delle quali molte, troppe, finiscono in tragedia, ci sono ancora tanta omertà ed indifferenza attorno a questo fenomeno. Noi non ci stiamo e denunciamo, vogliamo che questi vili aggressori non la passino liscia e che si intervenga anche sulle loro famiglie.”- commenta così il deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli – “ La vicenda del povero GioGiò a Napoli, per cui abbiamo manifestato Roma, deve far aprire gli occhi a tutti. Servono nuove leggi e se anche si è minorenni bisogna scontare le condanne fino in fondo per reati gravi. “  

Orrore di Caivano, parlano in aula le bimbe violentate: hanno il divieto di parlare con la madre

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CAIVANO – E’ fissato per domani l’incidente probatorio finalizzato a cristallizzare le dichiarazioni delle due bambine vittime degli stupri a Caivano. Si tratta di audizioni particolarmente importanti e delicate che si terranno in un ambiente protetto. Intanto, nei giorni scorsi, il tribunale dei minorenni di Napoli ha rigettato la richiesta di annullamento del divieto di comunicare, imposto alla mamma di una delle due bimbe alla quale erano stati tolti due dei suoi tre figli (ora con lei è rimasto soltanto il figlio da poco maggiorenne). “Al trauma si aggiunge anche la beffa”, commentano gli avvocati Angelo Pisani e Antonella Esposito, legali della donna, “qualche giorno fa il giudice, confermando il trasferimento in due case famiglia diverse dei due figli minorenni, le ha anche negato i contatti con tutti e tre, senza tenere conto dei traumi che ne possono derivare e senza tutelare l’amore per i figli della madre, che è anche lei una vittima”. Uno dei ragazzi è stato collocato nelle stessa struttura dove si trova la sorellina vittima di abusi mentre per l’altro è stato disposta un’altra comunità. “Non lasceremo nulla di intentato per ovviare a questa ingiustizia, – assicurano all’Ansa gli avvocati Pisani ed Esposito – e ricordiamo che le istituzioni sono rimaste sorde al nostro primo appello, quello aiutare questa famiglia a lasciare definitivamente Caivano. Adesso viene anche impedito agli altri ragazzi di parlare con la madre, ripetiamo, anche lei vittima del sistema. Sono considerati alla stregua di fascicoli, non esseri umani bisognosi di affetto, valori e di amore soprattutto quello della madre che da sola ha saputo denunciare e fuggire con i suoi figli da Caivano”.

I testi di Pino Daniele saranno studiati e approfonditi nelle scuole

Nell’anno scolastico in corso, gli studenti di Benevento e provincia avranno come materia di studio i testi delle canzoni di Pino Daniele. L’iniziativa è nata da un’idea di Salvatore Palladino, Presidente dell’Accademia di Santa Sofia, che ha inviato alle scuole del territorio sannita una richiesta di collaborazione per il coinvolgimento di giovani ragazzi nell’ampio progetto artistico e formativo, che prevede anche degli spettacoli. “Pino Daniele è un patrimonio culturale della Campania e di tutto il mondo. Ha saputo incarnare tante anime all’interno della sua musica, sicuramente quella partenopea ma tante sono le contaminazioni internazionali e le collaborazioni che ha avuto nel corso della sua straordinaria carriera. Ci sembra giusto e doveroso dare il nostro piccolo contributo affinché i ragazzi, di questa e delle future generazioni, conoscano ciò che è stato prodotto.” Ha dichiarato Palladino. A scuola si svolgerà un’analisi dei testi delle canzoni, come si fa per le poesie. Nella fase iniziale, che si concluderà nei primi mesi del 2024, sarà fornita ai ragazzi una playlist molto ragionata di 7/10 brani capace di racchiudere l’essenza della produzione dell’artista, anche se in maniera sintetica, poiché è stata davvero molto vasta e interessante. I referenti del progetto spiegano la difficoltà nella scelta dei testi in una produzione ampia e profonda. “È stato difficilissimo scegliere le canzoni. Abbiamo cercato di tracciare un percorso in parte cronologico ma soprattutto esistenziale. Pino Daniele ha saputo cogliere tanti temi, che vanno dal sociale all’intimistico, quindi abbiamo cercato di raccontare, attraverso le sue canzoni più rappresentative, una dimensione umana molto sfaccettata. Questi ragazzi studiando questa musica e iniziando a cantarla, potranno sicuramente ritrovare tanto del proprio vissuto.” “Il titolo che abbiamo dato allo spettacolo è “Yes, I Know My Way“, ci piaceva molto l’impatto plurilinguista. È molto interessante anche dal punto di vista della scrittura l’uso della lingua che Pino Daniele fa, scivolando in modo molto fluido da una lingua all’altra proprio per esprimere sentimenti ed emozioni. I brani più noti non potranno mancare, ci saranno sicuramente “A me me piac ‘o blues” e “Napul’è“, che ormai è un inno italiano più che campano.”

Acerra, niente Consiglio Comunale nella piazza della protesta: “Non ci sono le condizioni”

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ACERRA – La Conferenza dei Capigruppo consiliari di Acerra, riunita ieri sera, ha respinto la richiesta di ‘ripetere’ la seduta del consiglio comunale in piazza sabato 14 ottobre, nel giorno della manifestazione indetta contro la quarta linea del termovalorizzatore. Una proposta pervenuta solo martedì 10 ottobre da parte di sette consiglieri – su nove – di minoranza. Su questo stesso argomento, infatti, l’Assise cittadina si è già espressa nelle scorse settimane con l’amministrazione comunale che ha già pubblicamente aderito all’iniziativa. Pertanto, la proposta di riunire il consiglio comunale in piazza contemporaneamente ad un’altra manifestazione è stata respinta poichè ritenuta una posizione strumentale. Gli esponenti dell’opposizione, sul tema, non hanno votato il documento proposto dalla maggioranza in consiglio comunale nel quale, oltre a ribadire il ‘no’ alla quarta linea, sono state definite anche una serie di misure a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. La richiesta di celebrare il consiglio comunale tra la folla, durante lo svolgimento di un’altra pubblica manifestazione, è un vano tentativo della minoranza di recuperare proprio questo mancato voto al documento della maggioranza che intende salvaguardare l’interesse collettivo della città di Acerra. Sono evidenti, in proposito, le tantissime difficoltà di svolgimento del civico consesso in una situazione come quella che si presenterà sabato: di conseguenza l’amministrazione comunale ha ritenuto le posizioni dell’opposizione totalmente funzionali a continuare a confondere i cittadini sulla realtà. Una realtà che vede l’amministrazione comunale votare in Consiglio contro l’eventuale quarta linea del termovalorizzatore, con l’opposizione, invece, che il documento contro la realizzazione della quarta linea non l’ha mai votato. Sulla partecipazione alla manifestazione di sabato 14 ottobre ogni singolo amministratore, tra l’altro, si è già pronunciato, aderendo ad essa. Durante la stessa Conferenza dei Capigruppo è stato sottolineato quanto affrontato per contrastare la presenza sul territorio acerrano di insediamenti industriali inquinanti in modo serio, senza strumentalizzazioni di parti politiche, con atti amministrativi concreti, con documenti approvati in consiglio comunale e facendo sentire la propria voce nelle sedi istituzionali regionali e nazionali esclusivamente per il bene della cittadinanza.

Ci eravamo sbagliati

Ci eravamo sbagliati. Dopo una ripresa vista nelle ultime partite, dopo la sconfitta incoraggiante contro il Real Madrid, il Napoli di Garcia torna a fare un po’ di passi indietro.

 

Francese 0 – Italiano 1, questo potrebbe essere un altro titolo azzeccato per quanto visto al Maradona. La Fiorentina è squadra organizzata, e il Napoli non è sempre all’altezza delle sue capacità. Male sul vantaggio avversario (gol di Brekalo), la difesa del Napoli è presa alla sprovvista e Meret si fa passare la palla sotto le gambe. Nonostante i pericoli corsi, il Napoli ci prova, e alla fine del tempo Osimhen sfrutta un errore avversario per procurarsi il rigore e segnarlo. Nel secondo tempo si passa dalle stelle alle stalle. Prima si materializza la possibilità del gol di Osimhen, che ruba un pallone dopo un errore avversario, ma la ruota non gira sempre come vuole e sbaglia. Subito dopo, il Napoli non ha le giuste misure nella sua area, e una carambola favorisce il gol del vantaggio di Bonaventura. La viola chiuderà i giochi su contropiede Gonzalez. Questi i gol, ma avranno un ruolo fondamentale le sostituzioni. Fa riflettere l’effetto di alcune sostituzioni: Raspadori al posto dell’infortunato Anguissa con conseguente cambio di modulo e compiti difensivi, perdendo il controllo del centrocampo, il cambio di Politano, che seppur stanco avrebbe potuto dar fastidio su quella fascia e nel finale quello di Osimhen, unica energia perpetua in avanti. E’ facile parlare dopo e non prima, è vero, ma è giusto analizzare gli effetti di alcune decisioni. E queste sostituzioni non hanno dato i loro frutti, e forse dovrebbero far riflettere l’allenatore. In una fase calda, alla ricerca del gol del pareggio e del vantaggio, uno che la palla la prende sempre in area, come Osimhen, non si fa uscire mai dal campo. L’impressione è che in campo non si sappia sempre alla perfezione cosa fare, la squadra va a scatti, non ha equilibrio e fa errori nelle varie fasi di gioco.

Nel frattempo, le risposte del mister in conferenza stampa non convincono tutti, si vocifera sul possibile esonero. Tutto però resta come è ora. E resta il fatto che le prestazioni di una squadra che nei suoi effettivi è rimasta come quella della passata stagione non fanno gioire. Il Napoli di Garcia fa 2 passi in avanti e 3 indietro, e fa rimpiangere il Napoli della scorsa stagione, è a -7 dalla capolista Milan. Ci eravamo sbagliati, bisogna correre ai ripari, in qualche maniera.

Cicerone usò in modo magistrale nei suoi discorsi anche l’arma dell’umorismo e dell’ironia

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Cicerone giunge a considerare la funzione del “comico” come essenzialmente difensiva, volta a stornare dalle nostre certezze, logiche e sentimentali,  ogni potenziale minaccia,  a smontarla, e, infine, a riderne: il riso è il segnale di cessato allarme: noi ridiamo perché la minaccia che credevamo, in un primo momento, consistente, si è sgonfiata.L’oratore latino  uguagliò la maestria di Demostene  e di Iperide nell’uso del diasyrmòs, la tecnica della demolizione dell’avversario: era un  piacere particolare quello che essi provavano nel fare a pezzi l’avversario senza lasciargli la possibilità di arrendersi.  Non facevano prigionieri.  Correda l’articolo il quadro di Cesare Maccari “ Cicerone attacca Catilina”.   Dopo la disfatta dei Pompeiani a Farsalo, Cesare  vendette all’asta i loro beni.  Servilia,  la madre di Marco Bruto, amante di Cesare, ottenne per quattro soldi una tenuta di grande valore, e Cicerone  la fulminò: “Servilia si è procurata il terreno, con lo sconto della terza parte: tertia deducta”, Ma Terzia si chiamava anche una figlia di Servilia, sposa di C.Cassio, e perciò Cicerone intendeva dire, con un’allusione assai pesante,  che amante di Cesare era stata non solo  Servilia, ma anche la figlia Terzia, che si era accoppiata “deducta” con il vincitore. . La lingua ha una comicità propria, oltre che quella strumentale: si pensi alle parole senza significato, e alle fantasie verbali, costruite in modo tale da capovolgere l’attesa. Rientrano in questo contesto gli errori di stampa e di trascrizione, le parole create per fusione, i termini polisemici, che possono generare il comico soprattutto in una traduzione infelice e distratta, l’omonimia, lo zeugma, e cioè l’accostamento della stessa parola a situazioni diverse. Fonte notevole di comico sono le ambiguità dei nomi propri , le catacresi, le congiunzioni improvvise di situazioni apparentemente analoghe. La Tyteca cita una battuta di Pope su Eugenio di Savoia, che si distinse per le molte prese di tabacco, oltre che di città. In genere sono comici tutti gli errori linguistici, diretti e indiretti. Cicerone non disdegna il comico delle parole, ex ambiguo dicta vel argutissima putantur ( De orat.II, 250), i motti a doppio senso sono ritenuti molto faceti, ma non sempre sono usati per lo scherzo, spesso hanno un tono serio. Nel “De signis, 49”, c’è il gioco di significati sull’aggettivo purus. Eupolemo invita a pranzo Verre, e ben conoscendo la sua passione per l’argento cesellato, ordina di usare il suo più bel servizio, ma di argento puro, cioè non lavorato, per non restare lui stesso purus, cioè spogliato. E più volte Cicerone giocò sul nome Verre, connettendolo a verres, il porco, a verruca, al verbo verro, io spazzo. Sfruttò anche le paronomasie, ricordando che Catone chiamava Marco Fulvio non nobilior ( il nobile), ma mobilior ( il volubile), e giocando spesso sull’affinità di emptio, acquisto, e ereptio, furto. Tizio è un appassionato giocatore di palla, di cui si dice in giro che sia solito rompere le statue sacre. Un giorno che è in ritardo a un appuntamento, Terenzio Vespa lo scusa, dicendo che la causa è la rottura di un braccio. Cicerone cita un calembour che Lucilio attribuisce all’ Africano maior: Che vuoi fare, Decio ? Nuculam an confixum vis facere ? Giuseppe Norcio ( Cicerone, Opere retoriche, I, Utet, Torino, 1970, pp. 382-3) traduce correttamente: Vuoi forse ridurre in poltiglia Nocella ? ma poi confessa in nota: L’espressione è oscura e non sappiamo in che cosa consistesse la facezia. In realtà, la “ nocella “ indica il nocciolo, che veniva tritato e usato in cucina. Perché si sprigioni il comico del linguaggio, è necessario che ci sia un accordo tra oratore e uditorio, e che l’oratore si adatti all’uditorio, soprattutto se egli cerca di produrre effetti comici usando ragionamenti fondati su presunzione, su massime, su omissioni volontarie di taluni passaggi logici Nel minuzioso elenco di tecniche e di argomenti del comico del discorso la Holbrechts- Tyteca ( Il comico del discorso, Feltrinelli, Milano, 1977, p. 89-90)  inserisce l’omissione volontaria di passaggi concettuali indispensabili: in questo caso, il riso scaturisce dall’improvvisa frattura della continuità logico-linguistica.  Esemplare è il colloquio che sarebbe avvenuto tra Nasser, il rais dell’Egitto, e Kossygin, ministro degli esteri dell’Urss. E’ il giugno del 1967. L’Egitto è in guerra con Israele: la guerra dei sei giorni. Israele con un attacco preventivo distrugge l’aviazione nemica: e poche ore dopo, è il 6 giugno,  le sue truppe corazzate circondano, nel Sinai, le divisioni di Nasser,  fanno migliaia di prigionieri, si impadroniscono di enormi quantità di armi, compresi cannoni e carri armati. Per l’Egitto è la disfatta. Ma Nasser non si arrende. Dice all’alleato Kossygin: “ Devi mandarmi al più presto 500 aerei e 1000 carri armati.”. E Kossygin ribatte sarcastico: “ Agli Israeliani serve altro ? “.  In verità, la battuta non è nuova. L’aveva già fatta l’esule Annibale, rispondendo a una domanda di Antioco di Siria, di cui era ospite ( Aulo Gellio 5,5 – Macrobio II, 2, 1 ). Antioco, che si appresta a dichiarare guerra a Roma, allestisce un potente esercito e lo fa sfilare davanti al condottiero cartaginese .  Gli mostra con orgoglio la cavalleria, sfavillante di corazze, di falere e di briglie d’argento, e i carri falcati ornati con lastre di bronzo, gli elmi e gli stendardi luccicanti di oro. Sicuro di sé e dei suoi, chiede ad Annibale: Basterà tutto questo per i Romani ?  E Annibale: credo che basterà, anche se sono insaziabili.  Vien da pensare che la sconfitta di Zama e l’esilio avessero sviluppato in Annibale, anche a livello linguistico, quel genio dell’ironia e dell’umorismo da cui era stato ispirato quando aveva preparato a tavolino, e mirabilmente realizzato sul campo, le trappole del Trasimeno e di Canne. A Zama  perse, perché cercò solo di ripetersi, di copiare Canne. .