Codici, parte la class action contro la Circumvesuviana

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Mille euro di rimborso per ogni cittadino colpito dai disagi.

Fu un’estate calda per i trasporti in Campania, quella del 2011: treni soppressi, intere linee cancellate, disagi per pendolari e turisti. In modo particolare, la Circumvesuviana diede il peggio di sé: furono soppresse le corse su una intera linea, che per alcuni giorni non fu assolutamente in esercizio. L’Azienda comunicò velleitariamente di aver previsto servizi sostitutivi su gomma, ma in realtà gli utenti non poterono usufruirne in quanto totalmente inadeguati come numero se non proprio inesistenti.

La situazione di assenza del servizio e di grave disagio durò sino al 7 settembre. Dopo tale data i treni ripresero a circolare ma solo dal 12 settembre la situazione si normalizzò.
Ora, a distanza di quasi un anno, i problemi di quell’estate sono diventati l’oggetto di una class action promosso da Associazione Codici Onlus – Centro per i Diritti del Cittadino. L’associazione ha raccolto le adesioni di centinaia di cittadini delle province di Napoli, Salerno e Avellino.

Codici chiede, ora, alla Circumvesuviana 1000 euro per ciascun pendolare danneggiato dai disagi: “Si tratta della prima, vera class action contro l’azienda dei trasporti campana. È un atto concreto, un modo per far assumere le dovute responsabilità a chi si è reso colpevole dello sfacelo dei trasporti nella nostra Regione”, dice il segretario regionale di Codici, Giuseppe Ambrosio. “La nostra associazione ha monitorato per anni la situazione della Circumvesuviana. Abbiamo segnalato continuamente problemi, disservizi, ritardi e soppressioni. Questa class action è il risultato di un lavoro scrupoloso e attento, volto a salvaguardare i diritti dei pendolari della Campania”, aggiunge il segretario nazionale Ivano Giacomelli.
(Fonte foto: Rete Internet) 

Somma Vesuviana. Furto di energia elettrica: 4 denunciati

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A Sant’Anastasia un denunciato per abusivismo edilizio. Due residenti a Torre del Greco sono stati arrestati per furto e ricettazione.

A Somma Vesuviana i carabinieri della locale stazione, guidati dal comandante Raimondo Semprevivo, hanno denunciato in stato di libertà per furto di energia elettrica una 40enne di Massa di Somma, amministratrice di uno scatolificio su via Allocca, un 52enne, titolare di un pub su via Annunziata e un 51enne, amministratore di un pub su via annunziata entrambi del luogo ed un 38enne di Ottaviano, titolare di una ditta individuale su via Bosco.
I militari dell’arma hanno ispezionato le predette attività, accertando in tutti i casi che gli stessi avevano manomesso i contatori dell’energia elettrica, mediante l’istallazione di magneti, registrando consumi di energia inferiori del 70% a quelli reali. tutti i contatori sono stati sequestrati.

A Sant’Anastasia i carabinieri della locale stazione hanno denunciato in stato di libertà per abusivismo edilizio un 66enne del luogo. I militari hanno accertato che l’uomo su via San martino, in un terreno di sua proprietà, stava eseguendo i lavori per la costruzione di una piscina, senza alcuna autorizzazione. L’area è stata sequestrata.

A Poggiomarino i carabinieri della locale stazione hanno arrestato per furto e ricettazione Ciro Liberti, 19 anni e di Salvatore Cristo, 20 anni, entrambi residenti a Torre del Greco e incensurati.
I 2 sono stati bloccati su via Palma mentre tentavano la fuga a bordo di un motocarro dopo che avevano rubato 35 bombole di gpl e caricato sul loro mezzo, da una ditta di proprietà di un 51enne di San Sebastiano al Vesuvio. Con successivi controlli i carabinieri hanno accertato che al motocarro è stato abraso il numero del telaio e tolta la targa. La refurtiva è stata restituita all’avente diritto e il veicolo è stato sequestrato. Gli arrestati sono in attesa di rito direttissimo.
(Fonte foto: Rete Internet) 

Somma. “Creare impresa e lavoro… il microcredito ai giovani come fattore di sviluppo locale”

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Stasera in Piazza Filiberto, il dibattito promosso da Finetica Onlus in collaborazione con il gruppo editoriale Il Denaro, l’associazione Polis ed Oltre La Diga, l’Ordine dei commercialisti di Nola, il Banco di Napoli e la Banca Popolare del Mediterraneo.

Si terrà la tavola rotonda organizzata da Finetica Onlus in collaborazione con il gruppo editoriale Il Denaro, l’associazione Polis ed Oltre La Diga, l’Ordine dei commercialisti di Nola, il Banco di Napoli e la Banca Popolare del Mediterraneo, sul tema "Creare impresa e lavoro… il microcredito ai giovani come fattore di sviluppo locale". Nell’ambito dell’incontro sarà fatta la presentazione dei kit creaimpresa per progettare più di 100 nuove attività; e del programma di microcredito rivolto ai giovani che vogliano mettersi in proprio per realizzare o sviluppare attività di lavoro autonomo… L’iniziativa si svolgerà, nell’ambito del Programma della Rete in Azione (http://larete.altervista.org) che l’Associazione Metanova sta guidando con il sostegno della fondazione con il Sud.

A moderare il Dibattito, il Responsabile della Rete in Azione, Dott. Nello Tuorto I saluti istituzionali saranno dati, tra gli altri, dal Presidente dell’AICAST, Prof. Franco Raia e dal Presidente dell’Ascom, Sig. Mario Sodano . Si susseguiranno gli interventi del Caporedattore de Il Denaro, Dott. Enzo Agliardi, del Presidente di Finetica, Dott. Pasquale D’Avino ,del Responsabile Programma Microcredito di Polis, Dott. Francesco Giordano,del Responsabile nell’Area vesuviana di Olre la Diga, Sig. Nunzio Saviano. del Direttore della Filiale del Banco di Napoli, Dott. Enrico Miranda;del Presidente della Banca Popolare del Mediterraneo, Dott. Gennaro Fusco;del Presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Nola, Dott. Giovanni Prisco; del Presidente del Forum Regionale della Gioventù, Sig. Gianni Grillo. 

Magma festival e Miss magma, tutto pronto per la tappa di Torre del Greco

Presidente di giuria sarà il più bello d’Italia 2011, il torrese Ciro Torlo

Magma festival e Miss magma tornano a casa. È tutto pronto infatti per la tappa di Torre del Greco della doppia kermesse organizzata anche quest’anno dall’associazione Nuova Arcadia. Una tappa attesa quella in programma al Posh di via Montedoro venerdì 13 luglio, in una serata dedicata alla buona musica e alla bellezza. E in tema di bellezza gli organizzatori della rassegna hanno deciso di puntare su uno che se ne intende per presiedere la giuria: sarà infatti Ciro Torlo, giovane torrese laureatosi lo scorso anno il più bello d’Italia, a guidare i giurati nelle scelte dei più meritevoli all’accesso alla finale in programma nel mese di settembre.

La tappa di Torre del Greco, affidata alla conduzione di Salvatore Perillo e alla regia di Giuseppe Di Salvatore, segna una sorta di giro di boa verso l’atto conclusivo di Magma festival e Miss magma e segue quella svoltasi lo scorso fine settimana a Ottavianio, dove ancora una volta è andato in scena un appuntamento molto seguito dal pubblico. In quest’ultima circostanza tra le miss a vincere è stata Carmela Langella che ha preceduto due ragazze classificatesi al secondo posto ex aequo (Laura Pantaleo, miss Cinema-Di Maio medical, e Erminia Angeloni, miss Cinema-farmacia De Pasquale). Tra i cantanti a Ottaviano hanno trionfato nella sezione junior Francesco Barra e in quella senior Ylenia Pagliuca.

Da ricordare infine che nell’appuntamento di Casamarciano hanno vinto tra le bellezze Carmen Picozzi (miss Casamarciano-Lunella bijoux) e tra le “ugole d’oro” Mara Cefalo da Solofra (sezione senior, gli junior riposavano).
“Ovunque arriva la nostra carovana – afferma il direttore artistico della doppia rassegna, Luisa Serdonio – è un successo di pubblico. Siamo contenti di questo dato e ora, ovviamente, attendiamo con trepidazione la tappa di Torre del Greco, sempre un momento particolare per la nostra associazione visto che giochiamo in casa”.
(Fonte foto: Ufficio stampa del festival) 

Portici, è tornata a casa la 16enne scomparsa

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La ragazza non tornava a casa dall’8 luglio. Era ospitata da alcuni suoi conoscenti a San Giorgio.

È stata trovata ieri sera dai carabinieri, la 16enne di Portici che dall’8 luglio aveva fatto perdere le proprie tracce, lasciando la famiglia nell’angoscia. La ragazza era ospitata da alcuni suoi conoscenti nel vicino comune di San Giorgio a Cremano. Da quanto si apprende, si sarebbe allontanata da casa per alcuni dissidi sorti in ambito familiare. Al momento è stata accompagnata da una sorella più grande che vive a Portici. A denunciare l’accaduto era stato proprio il padre della giovane, un uomo di 43 anni, disoccupato.
(Fonte foto: Rete Internet) 

Alenia, scatta la rivoluzione dell’orario di lavoro

Al via la trattativa tra azienda e sindacati sulla flessibilità nelle fabbriche del gruppo aeronautico. Il modello è la Fiat, ma la Fiom ha già detto di no. Bruno: “Non ci sono le condizioni per firmare, così si calpesta il contratto nazionale”.

Turno di notte, 18 turni di lavoro. Oppure 21. E a tempo indeterminato. Flessibilità estrema sfruttando lo straordinario contrattuale. Ma anche utilizzando quello in deroga al contratto nazionale dei metalmeccanici, che può superare di gran lunga le 230 ore contrattuali all’anno. L’Alenia insegue la rivoluzione strutturale dell’orario nelle fabbriche che producono per l’aeronautica civile. L’obiettivo assegnato agli impianti di Pomigliano, Nola, Casoria, Grottaglie e Foggia è di aumentare efficienza e competitività stipulando con i sindacati un accordo sulla flessibilità a tutto campo, cioè attraverso l’introduzione di 18 o di 21 turni, a seconda delle esigenze produttive. Nel caso dei 18 turni ogni lavoratore sarà impegnato per sei giorni consecutivi, con impiego notturno, dalle 22 all’alba, e senza pausa a scorrimento, vale a dire con la sola domenica di riposo.

I 21 turni prevedono invece la fabbrica a ciclo continuo, sette giorni su sette, turno di notte e due giorni di riposo per ciascun dipendente. L’importante trattativa sindacale inizierà oggi pomeriggio, alle 17, a Roma, in un noto albergo della capitale. Ma la Fiom di Napoli ha già fatto sapere che non ci sta. Ieri Franco Bruno, della segretaria provinciale dei metalmeccanici Cgil, ha già anticipato che “a queste condizioni non si firmerà perché contratto e regole pattuite non si toccano”. Le altre organizzazioni si dichiarano invece possibiliste. “ C’è una crescita dei volumi produttivi e allora perché non mettere l’azienda nella condizione di sfruttare lo straordinario contrattuale? ”, si chiede Pino Russo, della segreteria regionale Uilm. “ Il problema – aggiunge Giuseppe Terracciano, segretario regionale della Fim-Cisl – è di legare la flessibilità al miglioramento delle condizioni di vivibilità in fabbrica, agli investimenti e al premio di risultato ”.

Articolata è la posizione di Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic: “ Con questi carichi di lavoro in aumento non possiamo concedere l’alibi all’azienda di dirottare altrove le produzioni per cui è importante che inizi una trattativa vera, in grado di sciogliere tutti i nodi, sia sotto il profilo delle condizioni di lavoro che sotto quello del salario aggiuntivo. I lavoratori hanno diritto ad andare in ferie con il premio di risultato in busta paga e quindi è necessario che la trattativa dia risposte certe e definite, ovviamente anche sul fronte degli impegni con Boeing ed Airbus”. Si profila l’ennesimo accordo separato, proprio com’è accaduto nella vertenza Fiat? Intanto le produzioni crescono.

Proprio ieri l’Alenia ha annunciato l’acquisto, da parte di varie compagnie internazionali, di 25 velivoli Atr, l’aereo da trasporto regionale le cui fusoliere sono prodotte a Pomigliano. Mentre si fanno sempre più incombenti i tempi di consegna dei pezzi da destinare all’assemblaggio dei giganti dell’aria, i velivoli commerciali Airbus A380, A321 e Boeing 787. Componenti di fusoliera, ali, timoni, realizzati tra il Napoletano e l’area pugliese. Si stanno però registrando pesanti difficoltà organizzative per cui l’azienda ha deciso di estendere a tutti gli impianti del settore civile l’accordo stipulato di recente, ma solo in via temporanea, a Nola. E’ una “rivoluzione” degli orari che assume in questa fase un forte significato politico e sindacale. I mutamenti che si stanno susseguendo nell’Alenia partenopea sembrano infatti ricalcare ciò che è di recente accaduto alla Fiat di Pomigliano, dove l’accordo sulle flessibilità alla fine è diventato regola strutturale di tutto il gruppo automobilistico nostrano.  

San Giuseppe Vesuviano, Marano di Napoli e Mariglianella firmano per la Stazione Unica Appaltante. Luci ed ombre

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Firmato in Prefettura l’accordo che lega i tre Comuni in un’unica stazione appaltante gestita dal Provveditorato Opere Pubbliche di Campania e Molise.

Mercoledì 11 luglio presso la Prefettura di Napoli alla presenza del Prefetto Dott. Andrea De Martino, del Provveditore OO.PP Ing. Giovanni Guglielmi i rappresentanti dei tre Comuni : San Giuseppe Vesuviano, Marano di Napoli e Mariglianella hanno firmato un accordo con il quale si impegnano a costituire una stazione unica appaltante gestita dal Provveditorato OO.PP per la gestione di gare d’appalto oltre i 250.000 euro in caso di lavori pubblici e di 200.000 euro in caso di forniture di beni e servizi.

Per il Comune di San Giuseppe Vesuviano ha firmato l’attuale presidente della Commissione Straordinaria il Prefetto Cinzia Guercio che guida l’amministrazione dal 24/08/2011, per il Comune di Marano di Napoli il Prefetto Gabriella Tramonti, che nel 2011 è stata commissario straordinario proprio a San Giuseppe Vesuviano per sei mesi (dal 16 febbraio al 24 agosto quando fu sostituita dal Prefetto Guercio) e per il Comune di Mariglianella il sindaco dott. Felice Di Maiolo.

Ma cosa hanno in comune questi Paesi della Provincia di Napoli? Esattamente niente. Fatta esclusione per la presenza di una classe politica screditata e di una forte penetrazione del crimine organizzato nella gestione della cosa pubblica (con riferimento, ovviamente, ai Comuni commissariati). E forse questo secondo motivo deve essere il punto su cui ha fatto leva la Prefettura di Napoli per cercare di portare un minimo di moralità nella gestione del pubblico denaro, tanto è vero che l’intera operazione viene presentata come un momento di “maggiore sicurezza e trasparenza negli appalti e potrà contribuire ad aumentare la fiducia degli operatori economici ad investire in territori dove è garantito il rispetto della legalità”.

In breve se un domani uno di questi comuni ha la necessità di ristrutturare una scuola a gestire tutta la gara d’appalto non saranno i tecnici comunali a gestire la procedura, bensì la struttura del Provveditorato OO.PP che, in caso di richieste simultanee dei tre Enti, potrà anche scegliere di fare una gara unica di importo elevato per soddisfare le esigenze dei vari comuni. In questo modo si potrà spuntare un prezzo inferiore per l’opera da eseguire. Lo stesso discorso viene fuori se bisogna fare una fornitura di beni e servizi come per esempio la refezione nelle scuole o la manutenzione stradale o la fornitura di materiale di consumo negli uffici comunali. In questo modo potranno partecipare competitor di elevato spessore che produrranno un notevole risparmio alle casse pubbliche.

Ma come tutte le cose anche questa ha il suo risvolto della medaglia, ovvero la parte in ombra. Oggi i Comuni spendono gran parte dei loro bilanci sul territorio, principalmente perché i piccoli negozianti o artigiani votano ma anche perché così facendo le risorse restano sul territorio di riferimento e non diventano appannaggio di grosse società finanziarie che speculano sulle grosse forniture pubbliche. Qualche anno fa un’inchiesta giornalistica di REPORT, trasmissione di RAI3, mise a nudo che uno dei più grossi fornitori della Consip, la stazione Unica Appaltante dello Stato attraverso la quale si approvvigionano ministeri e grandi Enti, aveva sì i depositi in Italia ma la sede societaria era nella Repubblica di San Marino, noto paradiso fiscale, e quindi operava al netto dell’IVA riuscendo a produrre sconti inarrivabili per gli altri produttori nazionali. In pratica forniva lo Stato Italiano e ne eludeva il sistema fiscale.

Un altro punto a lasciare perplessi (i sangiuseppesi in particolare), è la scelta del Provveditorato OO.PP dell’Ing. Guglielmi come gestore della Stazione Unica Appaltante, noto in città per essere colui che ha rilevato il Commissariato Bonifica del Sarno a giugno 2011, all’indomani delle dimissione del famoso Gen. Roberto Jucci. Da allora i lavori di bonifica sono totalmente fermi, nonostante tecnici del Commissariato si fossero impegnati a rimettere in moto ad aprile 2012 (verbale 7/11/2011 dalla Casa Comunale), peccato che proprio l’Ing. Guglielmi smentì i suoi collaboratori in una audizione pubblica della Commissione Bonifiche della Regione Campania il 7 febbraio 2012 in cui disse che prima di settembre/ottobre 2012 non sarebbero ripresi i lavori.
Certo, se a dover riportare moralità e legalità in queste terre martoriate dovranno essere questi funzionari che hanno dato prova di scarsa affidabilità su progetti già finanziati ed autorizzati, viene difficile sperare che questo protocollo d’intesa possa servire veramente a qualcosa.

Per concludere a dividere nettamente la gestione burocratica dei tre comuni è anche il loro sito Web. Mentre San Giuseppe Vesuviano, interpretando in modo restrittivo una sentenza del Garante della Privacy ha praticamente chiuso l’archivio dell’Albo Pretorio on line, Marano permette la consultazione degli atti fino al 2006 mentre Mariglianella consente di consultare tutti gli atti pubblici integralmente dal 01/01/2011. Speriamo che questo intrecciarsi dei rapporti burocratici non allarghi a macchia d’olio l’oblio degli atti pubblici di produzione Vesuviana. 

La salute delle donne è ancora un diritto?

In un incontro a Napoli le donne del centrosinistra fanno il punto sulla sanità al femminile e sullo stato di salute dei consultori.

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, così recita l’articolo 32 della Costituzione Italiana, e questa è la legittima aspettativa dei cittadini. Sennonché ci si dibatte tra gestioni politiche improvvide o inadempienti, sprechi, inefficienze ed ora crisi, spending review e tagli. Tanti tagli. E finisce che a pagare il prezzo più alto siano i più deboli, i meno protetti. Tra questi certamente le donne, che con fatica alla fine degli anni 70 avevano conquistato uno spazio tutto per sé, l’inizio del riconoscimento della necessità di una medicina di genere, che hanno continuato a lottare per mantenere e attuare i cambiamenti e che ora rischiano di tornare indietro. Di questo, della necessità di stendere un programma condiviso di richieste, si è parlato all’incontro tenutosi mercoledì 11 luglio, a Santa Maria la Nova, dal titolo “La salute delle donne è ancora un diritto?”.

Un incontro in cui si sono confrontate le donne delle associazioni, dei sindacati e dei partiti, sulla salute di genere. Molti gli interventi al dibattito, moderato da Alessia Schisano, Forum Diritti PD di Napoli. Giuseppina Tommasielli, assessore del comune di Napoli alle politiche Giovanili e alle Pari Opportunità, in apertura, ha sottolineato che i tagli alla sanità sono stati apportati “con l’accetta” e ha puntato il dito su una delle realtà fondamentali per la salute delle donne: il consultorio. Luoghi di vicinanza, presidii indispensabili in particolare per le donne, ora rischiano di chiudere, mentre andrebbero incentivati e potenziati. Sull’argomento si è espressa anche Gerardina Speranza, ginecologa, lamentando lo svuotamento materiale e funzionale dei consultori.

Sull’importanza della prevenzione ha parlato Desireè D’Accico, responsabile Diritti Civili segreteria regionale SEL, evidenziando come spesso quando si parla di salute delle donne si riduca tutto a maternità e contraccezione, tradendo ancora una volta una visione parziale della medicina di genere, mentre il diritto alla salute potrebbe essere il volano per la promozione di tutti gli altri diritti delle donne. Degli aspetti più strettamente economici, amministrativi e politici hanno parlato la pediatra del PD Paola Vairano, che ha denunciato le difficoltà in cui versa la sanità in Campania a causa del commissariamento, riuscendo ad assicurare solo i controlli alimentari come Livello Essenziale di Assistenza. Del commissariamento e della sua logica mortale ha parlato anche la prof. Triassi della Federico II, proponendo di reclamare una quota capitale maggiore per la regione e la nomina di un assessore alla sanità che si assuma la responsabilità politica della gestione.

Altra questione fondamentale, su cui si focalizza l’intervento di Simona Ricciardelli, SNOQ, è la 194, la legge sull’interruzione di gravidanza. Un successo è stata la nomina al Secondo Policlinico di un medico che garantisse le interruzioni di gravidanza, dopo il decesso del medico che aveva assicurato per anni gli interventi. Tuttavia è indicativo della situazione il fatto che ciò che dovrebbe essere un normale avvicendamento viene considerato un successo. In questo caso, infatti, oltre ai tagli, pesa l’attacco alla legge che si sta verificando, e l’obiezione di coscienza di tanti, troppi medici. Come ricorda Caterina Pace, IdV, il diritto di obiettare finisce per sovrastare il diritto delle donne alla scelta. Il governo dovrebbe applicare dei correttivi in modo da assicurare un congruo numero di medici non obiettori perché il dovere dello Stato è di erogare salute.

Stefania Cantatore, UDI, rileva come ancora una volta i parametri della salute della donna siano costruiti sul ruolo tradizionale della donna come madre, moglie e casalinga e indica nelle leggi 194, sull’interruzione di gravidanza, e 405, sull’istituzione dei consultori, i cunei attraverso i quali è stato possibile per le donne contrattare un’altra posizione all’interno della società. Altri interventi interessanti sono stati quelli di Giordana Curati, Arcilesbica, e di Rosalba Cenerelli della CGIL, che ha parlato in rappresentanza anche della CISL e della UIL. Il dato interessante in questo incontro è che si è formato un tavolo che raccoglie rappresentati di realtà diverse del centrosinistra, determinato ad andare avanti insieme, costituendo una specie di osservatorio permanente sul diritto alla salute delle donne. L’incontro si è chiuso col contributo artistico di Maurizio De Giovanni, che ha letto, per una platea accaldata ma attenta e determinata, un racconto. 

La salute delle donne è ancora un diritto?

In un incontro a Napoli le donne del centrosinistra fanno il punto sulla sanità al femminile e sullo stato di salute dei consultori.

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, così recita l’articolo 32 della Costituzione Italiana, e questa è la legittima aspettativa dei cittadini. Sennonché ci si dibatte tra gestioni politiche improvvide o inadempienti, sprechi, inefficienze ed ora crisi, spending review e tagli. Tanti tagli. E finisce che a pagare il prezzo più alto siano i più deboli, i meno protetti. Tra questi certamente le donne, che con fatica alla fine degli anni 70 avevano conquistato uno spazio tutto per sé, l’inizio del riconoscimento della necessità di una medicina di genere, che hanno continuato a lottare per mantenere e attuare i cambiamenti e che ora rischiano di tornare indietro. Di questo, della necessità di stendere un programma condiviso di richieste, si è parlato all’incontro tenutosi mercoledì 11 luglio, a Santa Maria la Nova, dal titolo “La salute delle donne è ancora un diritto?”.

Un incontro in cui si sono confrontate le donne delle associazioni, dei sindacati e dei partiti, sulla salute di genere. Molti gli interventi al dibattito, moderato da Alessia Schisano, Forum Diritti PD di Napoli. Giuseppina Tommasielli, assessore del comune di Napoli alle politiche Giovanili e alle Pari Opportunità, in apertura, ha sottolineato che i tagli alla sanità sono stati apportati “con l’accetta” e ha puntato il dito su una delle realtà fondamentali per la salute delle donne: il consultorio. Luoghi di vicinanza, presidii indispensabili in particolare per le donne, ora rischiano di chiudere, mentre andrebbero incentivati e potenziati. Sull’argomento si è espressa anche Gerardina Speranza, ginecologa, lamentando lo svuotamento materiale e funzionale dei consultori.

Sull’importanza della prevenzione ha parlato Desireè D’Accico, responsabile Diritti Civili segreteria regionale SEL, evidenziando come spesso quando si parla di salute delle donne si riduca tutto a maternità e contraccezione, tradendo ancora una volta una visione parziale della medicina di genere, mentre il diritto alla salute potrebbe essere il volano per la promozione di tutti gli altri diritti delle donne. Degli aspetti più strettamente economici, amministrativi e politici hanno parlato la pediatra del PD Paola Vairano, che ha denunciato le difficoltà in cui versa la sanità in Campania a causa del commissariamento, riuscendo ad assicurare solo i controlli alimentari come Livello Essenziale di Assistenza. Del commissariamento e della sua logica mortale ha parlato anche la prof. Triassi della Federico II, proponendo di reclamare una quota capitale maggiore per la regione e la nomina di un assessore alla sanità che si assuma la responsabilità politica della gestione.

Altra questione fondamentale, su cui si focalizza l’intervento di Simona Ricciardelli, SNOQ, è la 194, la legge sull’interruzione di gravidanza. Un successo è stata la nomina al Secondo Policlinico di un medico che garantisse le interruzioni di gravidanza, dopo il decesso del medico che aveva assicurato per anni gli interventi. Tuttavia è indicativo della situazione il fatto che ciò che dovrebbe essere un normale avvicendamento viene considerato un successo. In questo caso, infatti, oltre ai tagli, pesa l’attacco alla legge che si sta verificando, e l’obiezione di coscienza di tanti, troppi medici. Come ricorda Caterina Pace, IdV, il diritto di obiettare finisce per sovrastare il diritto delle donne alla scelta. Il governo dovrebbe applicare dei correttivi in modo da assicurare un congruo numero di medici non obiettori perché il dovere dello Stato è di erogare salute.

Stefania Cantatore, UDI, rileva come ancora una volta i parametri della salute della donna siano costruiti sul ruolo tradizionale della donna come madre, moglie e casalinga e indica nelle leggi 194, sull’interruzione di gravidanza, e 405, sull’istituzione dei consultori, i cunei attraverso i quali è stato possibile per le donne contrattare un’altra posizione all’interno della società. Altri interventi interessanti sono stati quelli di Giordana Curati, Arcilesbica, e di Rosalba Cenerelli della CGIL, che ha parlato in rappresentanza anche della CISL e della UIL. Il dato interessante in questo incontro è che si è formato un tavolo che raccoglie rappresentati di realtà diverse del centrosinistra, determinato ad andare avanti insieme, costituendo una specie di osservatorio permanente sul diritto alla salute delle donne. L’incontro si è chiuso col contributo artistico di Maurizio De Giovanni, che ha letto, per una platea accaldata ma attenta e determinata, un racconto. 

Sant’Anastasia. L’isola ecologica c’è

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Oggi alle 18.30 conferenza e visita guidata all’impianto.

La costruzione di un’Isola Ecologica presso l’area di proprietà comunale di circa 3480mq sita in Via Petrarca (zona Romani) si farà e sarà tesa a migliorare il processo del Ciclo Integrato dei Rifiuti. Continuando nel segno di una politica-amministrativa trasparente verso i cittadini, al fine anche di rassicurare coloro che potrebbero esprimere timori e preoccupazioni relative all’impatto ambientale, il sindaco ha invitato i cittadini ad una conferenza pubblica sul tema, che si terrà giovedì 12 luglio, ore 18,30 in sala consiliare ed ha programmato una visita guidata presso l’isola ecologica di un paese vesuviano.

“Privilegiamo, ed ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, il dialogo costante con i cittadini e facciamo scelte che vanno nell’ottica della crescita del paese a tutti i livelli. Avremo, durante la conferenza pubblica – dice il sindaco Carmine Esposito – la presenza dell’assessore provinciale Giuseppe Caliendo, professore di chiara intelligenza, che ci accompagnerà nel fugare qualsiasi dubbio sulla compatibilità ambientale dell’Isola Ecologica, che costruiremo in funzione dei più moderni e sicuri metodi di stoccaggio e trattamento dei rifiuti non pericolosi per la salute pubblica”.
Per iniziare ad informare i cittadini il sindaco ha approntato un apposito volantino.

E’, infatti, in distribuzione a tappeto sul territorio il testo dal titolo “Isola Ecologica, il paese che cresce”, che affronta l’argomento sia tecnicamente, sia per l’impatto che avrà sulla cittadinanza:”L’Amministrazione del Comune di Sant’Anastasia, con provvedimento di Giunta n. 349 del 09/11/2011, al fine di migliorare il fondamentale processo del Ciclo Integrato dei Rifiuti, dando altresì un positivo impulso alla Raccolta Differenziata, ha deliberato, così come previsto dalla normativa vigente, la costruzione di un’Isola Ecologica presso l’area di proprietà comunale sito in Via Petrarca (zona Romani).

L’Isola individuata è di tipo 3B: questa caratteristica non è riferita ai rifiuti che verranno depositati nell’area, bensì fa esclusivamente riferimento alla superficie occupata, circa 3480mq e al numero di abitanti, circa 30.000, oltre che alla dotazione minima di attrezzature per la raccolta; ovvero n. 12 scarrabili da 2,50mt x 6,00mt x 1,20mt (H) e n. 2 scarrabili da 2,00mt x 3,80mt x 1,50mt (H). Inoltre, saranno installati n. 6 contenitori per i Rifiuti Urbani Pericolosi. L’apparato di pesatura, dunque, è L = 8mt.

I rifiuti che saranno conferiti nella Stazione Ecologica non sono nocivi e sono riconducibili alle seguenti categorie:
Ingombranti, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), Rifiuti Urbani Pericolosi (RUP), Carta e Cartone, Plastica, Vetro, Legno e Pneumatici fine uso.
Per ingombranti, s’intendono materassi, armadi, sedie, letti, poltrone e divani, giocattoli, taniche di vetro e plastica oltre i 5 litri, cuscini, ecc.

Per RAEE, s’intendono grandi elettrodomestici, piccoli elettrodomestici, apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni, apparecchiature di consumo, apparecchiature di illuminazione, strumenti elettrici ed elettronici (ad eccezione degli utensili industriali fissi di grandi dimensioni), giocattoli e apparecchiature per lo sport e per il tempo libero, dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati ed infetti), strumenti di monitoraggio e controllo, distributori automatici, ecc.

Per RUP, s’intendono pile a stilo (es. torce, radio, ecc.), pile a bottone (es. calcolatrici, orologi, ecc.), pile per piccoli elettrodomestici (es. telefono cellulare, rasoio elettrico, trapano elettrico, ecc.), disinfettanti, fertilizzanti, prodotti per la casa, prodotti per il giardinaggio, disinfestanti, oli minerali, prodotti per lo sviluppo fotografico, lucidanti, lampade, ecc.
Si vuole precisare che all’interno dell’area non sarà possibile depositare i Rifiuti Solidi Urbani (es. l’umido della differenziata), né tanto meno i rifiuti inerti provenienti da costruzioni e/o demolizioni. Sarà escluso il conferimento di amianto, eternit e ogni genere di rifiuto nocivo alla salute dell’ambiente e delle persone.

In ultimo, intendiamo chiarire i motivi per i quali è stata individuata la suddetta area: è l’unica superficie sull’intero territorio a rispettare i crismi di legge. Ovvero è inquadrata in un contesto residenziale ed il suolo è interamente di proprietà comunale. Al momento, non ci sono altre superfici con queste caratteristiche e non vi sono altre possibilità di costruzione. La vecchia individuazione, in Via Pertini (zona Boschetto), non rispettava il secondo criterio e in un momento successivo, l’area è stata identificata dalla Provincia di Napoli ad alto impatto turistico. Il provvedimento, quindi, è risultato improcedibile.

Comprendiamo i vostri timori e le vostre preoccupazioni. Intendiamo rassicurarvi sulla metodologia di costruzione della stessa. Inoltre, vigileremo affinché ogni azione sarà configurata al rispetto delle leggi e del cittadino. È un’opera di fondamentale importanza per il futuro della nostra Comunità ed è nostra intenzione accrescere l’indice di benessere socio-economico dei cittadini anastasiani.Vi chiediamo pazienza e collaborazione”.