Somma Vesuviana, AVIS e Scuola insieme

Domenica 12 maggio l’AVIS e la Scuola Media San Giovanni Bosco insieme con l’obiettivo di diffondere tra i giovani, futuri cittadini e potenziali donatori, i valori della solidarietà.   Appuntamento con la raccolta di sangue Salva una vita domenica 12 maggio in occasione della Festa della Mamma. Donazioni di sangue a partire dalle ore 8:00 alle ore 13:30 presso il centro raccolta istituito nella Scuola Media San Giovanni Bosco in piazza Vittorio Emanuele III. Donare il sangue è un modo concreto di esprimere la solidarietà verso il prossimo, poiché da salvezza a tanti pazienti. Questo è il messaggio che gli studenti della San Giovanni Bosco vorranno  lanciare in occasione della campagna di raccolta. Un messaggio – riferisce il Dirigente Prof. Ernesto Piccolo – che intende tramutarsi in una missione: affiancare il mondo della scuola con proposte tese a diffondere i valori della solidarietà, gratuità e dono. Inoltre – continua il prof. Piccolo – quando i ragazzi inizieranno un giorno il loro autonomo percorso di vita, sapranno vivere ogni minuto in modo ricco e responsabile, instaurando relazioni significative, entrando in empatia con gli altri, compiendo il loro dovere con gioia. Sapranno sempre tenere presente che l’altro è una persona da rispettare e verso cui essere attenti per cogliere ogni aspetto. L’AVIS, come sappiamo,  persegue da sempre un fine di interesse pubblico: garantire un’adeguata disponibilità di sangue a tutti coloro che ne hanno necessità. Uno dei suoi compiti è quindi quello di sensibilizzare le persone, perché diventino donatori, per raccogliere così un numero di sacche di sangue sempre maggiore per poter sopperire alle necessità nazionali, esaltando il valore della vita. L’AVIS, inoltre, ha ben compreso che deve principalmente rivolgersi alla fascia dei bambini e dei ragazzi per far comprendere l’importanza del dono e il grande valore di un piccolo gesto.

Campania, al via il primo Forum regionale Famiglia e minori: Maurizio De Giovanni testimonial

Rigenerare i legami e aprirsi al futuro. Questi gli obiettivi del Forum regionale Famiglia e minori, organizzato dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Campania che si terrà il prossimo 13 e 14 maggio presso l’auditorium della Regione Campania (Centro direzionale di Napoli, aula Torre C3), con inizio alle 10.

Saranno due giorni di confronto tra rappresentanti delle istituzioni e della politica, esperti ed esponenti dell’associazionismo e della società civile per analizzare tutte le principali tematiche, sociali e giuridiche, inerenti il mondo dei minori, dell’adolescenza e della famiglia.

Cinque le sezioni di lavoro, moltissimi gli interventi previsti: il primo giorno ci sarà, tra gli altri, anche il cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli, mentre i saluti istituzionali saranno affidati alla presidente del consiglio regionale della Campania, Rosetta D’Amelio in rappresentanza dell’intera assise.

Prevista, inoltre, la presenza del presidente nazionale di “Telefono Azzurro”, Ernesto Caffo, del presidente di Unicef Italia, Francesco Samengo, del presidente di Csvnet, Stefano Tabò e del presidente dell’Istituto degli Innocenti, Maria Grazia Giuffrida.

Lo scrittore Maurizio De Giovanni è, invece, il testimonial dell’evento.

Il Forum si aprirà il 13 maggio con un confronto tra le varie tesi politiche su famiglia e minori, al quale parteciperanno i parlamentari Gianluca Cantalamessa (Lega), Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia), Sandra Mastella (Forza Italia), Michela Rostan (Leu), Paolo Siani (Pd), Gilda Sportiello (M5S). Seguiranno altri dibattiti nel pomeriggio e nel giorno successivo, il 14 maggio.

“Abbiamo voluto dare vita ad uno spazio di partecipazione e confronto su tematiche che non sono solo attuali, ma che richiedono sempre più riflessioni attente. Quale Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza di questa Regione, sento l’esigenza di tutelare e garantire sempre il superiore interesse del minore in ognicontesto e processo sociale: questo Forum servirà anche a questo”, spiega Giuseppe Scialla,  Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Campania.

Il Forum regionale Famiglia e Minori è stato realizzato col patrocinio dell’Ordine degli Psicologi della Campania, dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Campania, dell’Unicef, di Telefono Azzurro, dell’Istituto degli Innocenti e del Csv Napoli. Media partner sarà Comunicare il Sociale, la testata giornalistica del Csv Napoli.

L’obesità aumenta più rapidamente in campagna rispetto alla città: resi noti i risultati di un’indagine scientifica

Una grande ricerca internazionale, alla quale partecipa il Progetto Moli-sani dell’I.R.C.C.S. Neuromed, evidenzia come il problema dell’obesità stia colpendo in modo molto più grave chi vive in aree rurali.  L’obesità sta aumentando più rapidamente nelle aree rurali del mondo rispetto alle città. Sono i risultati di un’indagine scientifica che ha coinvolto oltre mille ricercatori in tutto il mondo, analizzando i dati di 112 milioni di adulti in 200 Paesi tra il 1985 e il 2017. Guidata dall’Imperial College di Londra, e con la partecipazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la ricerca ha visto il contributo dei dati raccolti dal Progetto Moli-sani dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS).  Pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, lo studio ha valutato peso e altezza di tutte le persone che hanno partecipato alle varie indagini. In questo modo è stato possibile calcolare l’Indice di massa corporea (BMI), un numero espresso come chilogrammi su metro quadrato. Le analisi hanno mostrato che dal 1985 al 2017 l’indice di massa corporea è aumentato in media a livello mondiale di 2,0 kg/m2 nelle donne e di 2,2 kg/m2 negli uomini, equivalente a un aumento individuale di peso di circa 5-6 chili. Il dato più interessante è che oltre la metà dell’aumento globale in questi 33 anni è dovuta all’incremento dell’indice di massa corporea nelle zone rurali. I ricercatori hanno infatti rilevato che il BMI medio nelle aree rurali è aumentato di 2,1 kg/m2 sia nelle donne che negli uomini. Ma nelle città l’aumento è stato decisamente inferiore: rispettivamente di 1,3 kg/m2 e di 1,6 kg/m2. La geografia mondiale dell’obesità sta insomma cambiando profondamente. “I risultati di questo massiccio studio globale – dice Majid Ezzati, professore nell’Imperial College di Londra e principale autore dello studio – ribaltano la percezione comune secondo la quale l’aumento globale dell’obesità è dovuto soprattutto alle persone che vivono nelle città. Ciò significa che dobbiamo ripensare a come affrontare questo problema di salute globale”. Il gruppo di studio ha anche riscontrato importanti differenze in base al reddito medio. Nei paesi ad alto reddito, infatti, l’aumento dell’indice di massa corporea è stato più sostenuto nelle zone rurali, soprattutto per quanto riguarda le donne. I ricercatori suggeriscono che ciò possa essere dovuto agli svantaggi sperimentati da coloro che vivono fuori città: reddito e istruzione inferiori, prezzo più elevato di cibi sani e meno strutture per lo svago e lo sport. “Le discussioni sulla salute pubblica tendono a concentrarsi maggiormente sugli aspetti negativi della vita nelle città.”- continua Ezzati – Ma proprio le città offrono opportunità migliori per uno stile di vita sano, opportunità spesso difficili da trovare nelle aree rurali “. Al di là delle allarmanti differenze tra campagna e città, una analisi complessiva dei dati per singolo Paese mostra anche situazioni positive, come nel caso delle donne europee. In dodici Paesi del continente (Italia, Grecia, Spagna, Lituania, Repubblica Ceca, Portogallo, Serbia, Francia, Malta), infatti, il loro BMI è leggermente diminuito. Per gli uomini le cose vanno diversamente: l’aumento è stato generale in tutto il mondo. “Valutare la situazione dell’obesità – dice Licia Iacoviello, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed e professore di Igiene e Sanità Pubblica all’Università dell’Insubriaè un obiettivo cruciale. Si tratta di un problema enorme a livello mondiale per la salute dei cittadini. Conoscere quanto sia diffusa, e quanto gli interventi siano efficaci nel ridurne l’incidenza, significa affrontare meglio quella che è una vera e propria emergenza sanitaria. Ed è importante sottolineare che le possibili soluzioni al problema sono a portata di mano: fare più attività fisica, mangiare meno e meglio. In altri termini, meno zuccheri semplici, meno grassi animali e maggiore adesione alla dieta Mediterranea”. Ma i dati di questo studio indicano anche una importante strada per il futuro: combattere le differenze socioeconomiche tra vari strati della popolazione. “I livelli più bassi – continua Iacoviello – sono quelli che maggiormente stanno risentendo dei cambiamenti. La sfida è grande, ma tutto sommato semplice: fare in modo che tutti i cittadini, indipendentemente dal loro livello di istruzione o da quanto guadagnano, possano condurre una vita sana”. Lo Studio Moli-sani, con i suoi 25.000 partecipanti, tutti residenti in Molise, ha raccolto dati preziosi che hanno arricchito in modo significativo queste osservazioni condotte in tutto il mondo. “È un grande contributo quello che la gente del Molise sta dando alla medicina mondiale. – commenta Giovanni de Gaetano, Presidente di Neuromed – È una scommessa partita più di dieci anni fa: fare del Molise un grande laboratorio scientifico, assieme ai cittadini. E offrire risposte ai ricercatori di tutto il mondo”.

#Stavoltavoto: Casamarciano guarda ai giovani e dice sì al progetto

Il comune di Casamarciano dice si alla campagna #Stavoltavoto, l’iniziativa promossa dal Parlamento europeo e dalla Commissione Ue per convincere i giovani europei a recarsi alle urne il prossimo 26 maggio per scegliere i nuovi rappresentanti a Strasburgo. L’iniziativa è promossa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Manzi su proposta del consigliere delegato Angelo Piscitelli ed affidata al Forum dei Giovani presieduto da Clemente Primiano. L’obiettivo della campagna istituzionale è  quello di realizzare occasioni di sensibilizzazione che favoriscano l’affluenza al voto e che accompagnino gli elettori verso una scelta consapevole, anche attraverso la collaborazione delle istituzioni. In quest’ottica diverse sono state le iniziative messe in campo, a cominciare da un incontro al liceo classico Giosuè Carducci sul ruolo del Parlamento europeo accompagnato da alcuni spot.
“Una opportunità ma soprattutto un confronto di idee, dedicato in particolare ai giovani che oggi hanno un ruolo chiave, una responsabilità e un’occasione di scelta decisiva per il futuro dell’Unione europea – spiega il consigliere delegato Angelo Piscitelli – Una iniziativa con i giovani che guarda ai giovani per coinvolgerli nella vita politica attiva avvicinandoli al valore della Res Pubblica“.
“Un’occasione per interrogarci sul modello di Europa che vogliamo costruire – aggiunge il sindaco Andrea Manzi – Un modello che deve essere ben radicato nel quadro delle radici culturali ed identitarie che caratterizzano le singole realtà. Ringrazio il Forum per l’impegno profuso nella realizzazione dell’iniziativa ed invito ancora una volta i giovani a partecipare ai processi in essere nella nostra comunità e a guardare all’Europa con fiducia e da protagonisti”.

Arrestato l’uomo che ha sparato alla piccola Noemi. Nel Nolano fermato anche il fratello

Sono due le persone arrestate per l’agguato di venerdì scorso a Napoli nel quale sono stati feriti la piccola Noemi ed un uomo, Salvatore Nurcaro, vero obiettivo del killer in Piazza Nazionale. Insieme ad Armando Del Re, l’uomo accusato di aver sparato, è stato bloccato un altro uomo, il fratello, che avrebbe fatto da complice. Armando Del Re, ritenuto colui che ha sparato sarebbe stato bloccato sulla Siena-Bettolle. All’operazione avrebbero partecipato agenti della polizia, finanzieri e carabinieri di Napoli. Il fratello Antonio, invece è stato fermato nell’hinterland napoletano, nei pressi di Nola: ha dato supporto logistico ad Armando. A entrambi viene contestata la premeditazione. Il tentato omicidio di Salvatore Nurcaro è maturato in pieno contesto camorristico, ha detto il procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, nel corso di un incontro in Procura.

Casalnuovo, primo parco pubblico nella città del cemento: dopo la Procura indaga anche l’Anticorruzione. Guardia di finanza in municipio

I lavori per il primo parco pubblico nella città degli scandali edilizi: dopo la Procura indaga anche l’Anac. Il 16 aprile i carabinieri, su delega della Procura di Nola, hanno acquisito in municipio atti e documenti dell’appalto. Ieri poi stessa operazione, stavolta della guardia di finanza di Roma, che ha agito per conto dell’Autorità nazionale anti corruzione di Raffaele Cantone. La doppia inchiesta è scaturita da una denuncia firmata dal consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Christian Cerbone, e dal leader ambientalista Alessandro Cannavacciuolo. Nel mirino, tra le altre cose, il collaudo e la consegna al Comune dell’opera, risalenti al 29 marzo, e la bonifica di tonnellate di amianto rinvenuto durante i lavori in corso da quattro anni nell’area dismessa della ex fabbrica Moneta. Ma nonostante l’opera sia stata dichiarata collaudata e consegnata, dopo 42 giorni resta chiusa al pubblico e divisa in due lotti, uno dei quali è rimasto sterrato. Molti gli aspetti da chiarire di questa vicenda. In primo luogo la magistratura dovrà accertare quanti soldi siano stati effettivamente spesi finora dal Comune, in particolare per bonificare gli oltre ventimila metri quadrati di spazi individuati per realizzare il parco. Sarà necessario anche capire dove e come siano stati smaltiti i rifiuti pericolosi e non trovati nel sottosuolo della fabbrica Moneta. Molte le tonnellate di amianto. Poi sarà necessario anche capire come mai il 29 marzo l’opera sia stata dichiarata collaudata e consegnata al Comune quando poco prima l’area era stata divisa in due lotti e quando a quella data entrambi i lotti si presentavano a occhio nudo del tutto incompleti e ben lungi dall’essere ultimati. Uno dei due lotti è rimasto infine un semplice sterrato. Nell’altro i lavori sono proseguiti dopo la data di collaudo e consegna. Sono state zollate le aiuole con erba già preparata e acquistata da un fornitore e sono state completate e pavimentate le passerelle. Ma tutto questo, è bene ripeterlo, ben dopo la data di collaudo e consegna. Inoltre la zona in cui è stato trovato l’amianto si trova separata dalla porzione di parco pubblico che il sindaco ha deciso di completare soltanto da un recinto telato. Resta dunque sullo sfondo l’interrogativo più drammatico. Per mesi tantissimo amianto è rimasto accatastato in mezzo al cantiere, accanto a una scuola e a tante abitazioni. Ma esistono dichiarazioni, risalenti all’anno scorso, sia pubblicate su facebook che registrate, delle istituzioni locali e dei dirigenti dei lavori, in base alle quali < tutto l’amianto del parco Moneta è stato rimosso >. C’è stato persino chi si è spinto a dire che < tutto l’amianto che stava nel sottosuolo del cantiere è stato tolto e inviato in una discarica specializzata della Sardegna >. Dovranno però essere i giudici a verificarlo. Anche i carabinieri e la guardia di finanza. Ci si chiede a questo punto come sia possibile che il sindaco voglia inaugurare un parco pubblico realizzato a metà e per giunta con tutto intorno una zona in cui è stato rinvenuto amianto a bizzeffe.  < Il sindaco Massimo Pelliccia – commenta Christian Cerbone – ha chiamato me e Cannavacciuolo “allarmisti” ma dopo la nostra denuncia sono giunti i carabinieri in municipio e poi la guardia di finanza per l’Anac, che si muove così quando ci sono forti dubbi. Ora aspettiamo i risultati prima di decidere chi sia allarmista o meno >. Cerbone ricorda un episodio. < Nel 2016 – racconta – chiesi la convocazione di un consiglio comunale per conoscere lo stato del sottosuolo della Moneta ma le mie interrogazioni non furono inserite nell’ordine del giorno dell’assemblea cittadina. Io quindi interpellai il prefetto: ammonì il presidente del consiglio per la mancata discussione della delicata problematica che investe la salute dei cittadini >.

Sant’Anastasia, a scuola di legalità con il magistrato Gherardo Colombo

Si è svolto ieri, 9 maggio, l’evento “La bellezza della legalità”, promosso dall’Associazione culturale “La Via della Bellezza” in collaborazione con l’I.C. “Tenente De Rosa” di Sant’Anastasia. Ospite d’eccezione, il magistrato Gherardo Colombo.
Un incontro coinvolgente ma soprattutto costruttivo, quello svoltosi nell’Aula Magna dell’I.C. “Tenente De Rosa” di Sant’Anastasia. Il magistrato Gherardo Colombo, senza sproloqui, è stato in grado di attirare sin da subito l’attenzione dei ragazzi, fissando la riflessione su concetti indispensabili per il vivere comune.
E’ stato chiesto agli alunni che cosa desiderano di più e tutti, all’unisono, hanno risposto “la libertà”. Una libertà però, così come ha chiarito il magistrato, che non deve essere intesa come mancanza di regole.
“Il modo di pensare -ha affermato il magistrato Gherardo Colombo- fa molto più delle leggi. Perché? Semplice. E’ il modo di pensare a fare le leggi. Le regole sono decretate dalle leggi quando noi non siamo in grado di farle per conto nostro”.
“Bisogna giocare molto sulla cultura -ha continuato Colombo- e mettersi bene in testa ciò che è giusto e ciò che è sbagliato”. 

A Ottaviano, nella crisi dell’identità civica, la “diana” di San Michele farà la stessa fine della processione della SS.Croce?

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In Ottaviano, soprattutto nel Centro Abitato, la crisi evidente dell’identità civica fa sì che i riti religiosi e i valori della storia tendano a dissolversi, poiché le tradizioni vengono lette e intese soprattutto nella versione “mercantile” dello spettacolo. Il ruolo della Pro Loco. Le “casette”. Il ferimento di un giovane che voleva difendere un amico.   Dunque, la giornata dell’8 maggio non si è aperta con il fragoroso entusiasmo della tradizionale “diana” e della folla al seguito. E’ stato detto che non erano state rispettate le norme di sicurezza: da qui il divieto dei carabinieri. Il sindaco di Ottaviano, avv. Luca Capasso, si è addossato tutta la responsabilità, come gli impone il ruolo. Ma non si riesce a capire perché il gruppo corposo degli organizzatori “materiali”, tutti esperti, tutti dotati di buona memoria,  abbia commesso una tale ingenuità, trascurando  la “lezione” che veniva dal passato, da un’altra “diana” che non si accese.  L’ Amministrazione e Ottaviano non hanno fatto una bella figura, soprattutto con i numerosi forestieri venuti ad assistere al primo omaggio che, insieme allo scampanio dei sacri bronzi, la città dedica al suo patrono. Una serie di elementi mi induce a credere che la “diana” sia destinata a scomparire per sempre dalla struttura della Festa, perché non abbiamo saputo difenderne il valore e la funzione: infatti, la crisi di identità in cui versa la nostra Ottaviano prima corrode e poi demolisce quei riti di cui non comprendiamo più il senso, e che non trovano più posto nella versione quasi esclusivamente festaiola – “consumistica”, direbbe la sociologia – che noi diamo degli “eventi” della nostra tradizione . Che il Centro Abitato di Ottaviano abbia smarrito il senso della sua identità è dato oggettivo. Ancora nel 1964 gli amministratori della città comunicavano alla Prefettura di Napoli che la storia religiosa di Ottaviano veniva rappresentata “nel sentire di ogni cittadino” da quattro processioni: San Michele, la Madonna del Carmine, la SS. Croce, il Corpus Domini. Non so se oggi si svolga ancora la processione del Corpus Domini, so che quella della SS. Croce non ha più l’importanza di un tempo, e credo che, se don Antonio Fasulo non avesse fatto incoronare la Madonna del Carmine come “compatrona” di Ottaviano, anche la processione del 16 luglio avrebbe incominciato a subire tagli di percorso e l’oltraggio del disinteresse. La crisi della nostra identità non si manifesta solo nei “momenti” della vita religiosa. Non c’è un evento che celebri oggi la storia civile di Ottaviano, la sua tradizione culturale, il ruolo che la città ha svolto nella storia politica del territorio, i valori sociali dei suoi quartieri, il suo complicato e suggestivo rapporto con la Montagna. Non c’è una manifestazione che ricordi i Medici, il loro contributo allo sviluppo della città e di tutto il Vesuviano, non c’è un progetto politico che solleciti le scuole a dedicare alla storia di Ottaviano e del Vesuvio tutta l’attenzione che essa merita. I dirigenti scolastici, qualche docente, e qualche associazione- il Comitato Civico “A. Cifariello”, il Rotary, l’Archeoclub- fanno quello che possono, e di questo li ringraziamo: ma le pagine non scritte sono ancora troppo numerose. E siamo tutti colpevoli. Lo ripeto: tutti noi. La sera del 7 maggio c’è stata una rissa: qualcuno ha usato un coltello, un giovane è stato ferito. Mi dicono che il giovane è stato ferito perché aveva tentato di difendere un amico aggredito dal “gruppo” e che versioni non corrette dell’episodio  fanno male al ferito più del colpo di lama. Un dirigente della Pro Loco ha scritto, sotto la dettatura di una manifesta amarezza, che quel ferimento, il racconto dei giornali e il turbamento degli Ottavianesi rendevano vano il lavoro di sei mesi, l’impegno intenso e le energie fisiche e mentali che i capi e i membri dell’associazione avevano messo nell’organizzare la festa. Dico al dirigente amareggiato che l’episodio dovrebbe indurre quelli della Pro Loco e gli amministratori comunali a “ripensare” tutto il settore dell’offerta gastronomica, chiamiamola così, e a vigilare con grande attenzione sui suoi contenuti. Il riferimento al lavoro di sei mesi sembra confermare la mia tesi che la parte “carnale”  della Festa – il mangiare, il bere, i cantanti e i cabarettisti – sia diventata molto più importante della parte religiosa”. Spero che nessuno mi faccia notare che i venditori di noccioline, di torrone e di “franfellicche” hanno sempre montato i loro banchi lungo le strade di Ottaviano, durante i giorni dedicati a San Michele: sarei costretto a rispondere da maleducato. Dovrei spiegare, prima di tutto, che  il nostro San Michele, che è il San Michele “bizantino”, dopo il rituale piatto di pasta e piselli gradirebbe certamente una salsiccia vesuviana, ma non un hamburger…. La Pro Loco può impegnare una parte congrua di quei sei mesi nell’ organizzare eventi e manifestazioni che rientrino nel vasto statuto dell’associazione, che diano risalto al patrimonio culturale di Ottaviano e che non richiedano la laboriosa installazione di “casette”, baracche e banchi da mercato. A proposito delle “casette”: la loro forma e il loro colore non corrispondono ai colori e allo spirito della Festa, e poco si adattano anche all’immagine dei prodotti che in esse si smerciano: insomma, sono brutte. Hanno mai pensato, la Pro Loco e il Comitato, di servirsi dei consigli di un direttore artistico? Un bravo direttore artistico saprebbe anche riportare il concerto bandistico in Piazza Municipio – altra secolare tradizione – e suscitare di nuovo l’interesse e l’attenzione del pubblico. Chi dice che un certo tipo di musica non “tira” più  non sa che molte scuole del nostro territorio ispirano i loro programmi e la loro struttura alla “curvatura” musicale. Il sindaco, nel commentare l’episodio del ferimento, ha esortato chi giovane non è più a fungere da modello e da esempio per chi è ancora giovane. Il discorso è complesso e merita una riflessione a parte.                

Mariglianella, al via i lavori di ristrutturazione della palestra comunale dell’I. C. Carducci

L’Amministrazione Comunale di Mariglianella, guidata dal Sindaco Felice Di Maiolo, avente come Assessore al Bilancio e Lavori Pubblici, Arcangelo Russo, Assessore allo Sport, Felice Porcaro, Consigliere Comunale con delega alla Scuola, Pina Sodano, in tempi rapidi ha portato a termine, attraverso gli uffici comunale le procedure di adesione ad un avviso pubblico del Ministero dell’Interno, nel gennaio scorso, ottenendo, in considerazione della locale dimensione demografica, un contributo pari ad Euro 70.000,00, per la “realizzazione di investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale, per l’anno 2019, ai sensi dell’articolo 1, comma 107, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, legge di bilancio 2019”. La somma è stata destinata dall’Amministrazione Comunale alla ristrutturazione della Palestra Comunale afferente la Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo “G. Carducci” di via Torino il cui Dirigente Scolastico è l’Architetto Roberto Valentini. Questo luogo oltre alle attività scolastiche ospita anche varie iniziative del mondo dell’associazionismo sportivo e per venire incontro a queste esigenze educative e sociali si è messa in moto sinergicamente la macchina amministrativa comunale con gli assessorati di competenza e gli uffici direttamente incaricati per le procedure di rito. Una volta affermata la volontà della solerte Amministrazione Comunale il successivo rapido e concreto percorso tecnico ed amministrativo è stato segnato dal progetto definitivo, curato dal Servizio Tecnico Comunale, con il Responsabile Unico del Procedimento, Ing. Arcangelo Addeo, approvato con Delibera di Giunta Comunale n. 29 del 29 Marzo 2019. A seguire c’è stato il progetto esecutivo, approvato dalla Giunta Comunale con la Delibera n. 34 del 9 Aprile 2019. Entro la metà del mese di Maggio inizieranno i lavori di ristrutturazione della Palestra Comunale, afferente la Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo “G. Carducci” di via Torino. L’importo complessivo per questi lavori è di Euro. 81.043,41 e già prima dell’inizio del prossimo anno scolastico la struttura verrà restituita alla sua ordinaria attività. Gli Amministratori Comunali hanno espresso “piena soddisfazione per la fattiva collaborazione dei competenti uffici comunali, per la rapidità e la precisione profuse nel compimento di una missione a favore del mondo della scuola che resta sempre al primo posto nella nostra azione amministrativa. In questo caso le attività sportive, che saranno ospitate nella palestra scolastica adeguatamente ristrutturata, troveranno accoglienza con una rinnovata efficienza nell’ambito delle attività educative, già garantite dai bravi docenti, che vanno di pari passo con la sicurezza degli alunni e la serenità dei genitori. Lo stesso sarà per le associazioni sportive assiduamente presenti con le loro attività nella stessa palestra. Tutto questo a Mariglianella dove è tradizione ormai vantare una eccellenza scolastica, quella dell’I. C. Carducci. E dunque con orgoglio, come amministratori comunali, faremo sempre di più e meglio per il bene dei nostri ragazzi, della scuola e di tutta la Comunità di Mariglianella”.    

Derubano 85enne, in manette due tassisti nel Napoletano

Avevano rubato ad un’ anziana diretta in ospedale il denaro appena prelevato. Due tassisti di Torre Annunziata (Napoli) sono stati arrestati dai Carabinieri. La 85 enne – che risiede a Pompei e doveva recarsi all’ Ospedale di Boscotrecase – ha chiamato un taxi per farsi accompagnare in Ospedale. L’ auto è giunta con due tassisti: Raffaele Donadio, 53 anni, e Giuseppe Leveque, 53, già denunciati in passato. Giunti a destinazione la donna, per pagare la corsa, ha estratto il denaro da un borsello, che è stato notato dai due e quando ha chiesto il loro aiuto per sedersi su una carrozzina, Leveque ha sottratto i soldi e li ha passati al collega. Una volta in Ospedale, la 85 enne si è accorta del furto ed ha chiesto al personale di avvertire i Carabinieri. Una pattuglia della radiomobile di Torre Annunziata ha trovato i due tassisti nei pressi del parcheggio. Avevano ancora addosso il denaro appena rubato. I due sono stati messi agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.