Sant’Anastasia, foto delle schede e video
Foto alle schede nel plesso di corso Umberto, al seggio numero 16. Sono almeno quattro gli episodi da questa mattina. Un elettore è stato sorpreso mentre scattava una foto alla scheda ed è stato denunciato. Ma più casi del genere, tutti con le stesse preferenze, sono stati segnalati. I carabinieri sono intervenuti anche a seguito di segnalazioni per verificare episodi “strani”, da candidati che scortavano elettori fino alla porta dei seggi, ad altri che avevano organizzato un servizio “navetta”. Una denuncia è stata sporta in serata da una candidata al consiglio comunale in liste avversarie a quelle del sindaco uscente, dopo aver filmato e consegnato ai carabinieri due video che mostrerebbero uno scambio di denaro e richieste di voti.
AGGIORNAMENTO: La denuncia della candidata al consiglio comunale è stata presentata alle ore 20, 10. Ai carabinieri di Sant’Anastasia sono stati consegnati due video. Uno girato dalla stessa candidata con il suo telefono cellulare nei pressi di un noto bar di via Roma alle 19,24. L’altro pervenutole da una seconda candidata alle 19,44 (di quest’ultimo non si conosce la provenienza). In serata i carabinieri di Sant’Anastasia hanno ascoltato anche una terza persona che era insieme alla candidata quando ha filmato la scena. Entrambe hanno raccontato ai carabinieri di aver ascoltato una conversazione tra un uomo, già noto alle forze dell’ordine, e un elettore al quale il primo indicava i nomi da votare, sia quello di uno dei quattro candidati alla carica di sindaco, sia quello di uno dei candidati al consiglio comunale.
“Il gattò di patate”: Donna Luisa, “capera” “’ntrammera”, capace di “’nciuci” pericolosi, lo regalava alle sue ricche clienti
Il “gattò”, di cui diamo la ricetta dello chef Biagio, compare in una relazione del 1899 scritta dai carabinieri di Portici su un fatto di sangue provocato, probabilmente, dagli “’nciuci” di una “capera ‘ntrammera” di Barra. La differenza tra “’nciucessa”,”’mpechera” e “ntrammera”. La sinfonia di sapori del “gattò” aiutava le “capere” a conquistare la fiducia delle clienti, a indurle al racconto di notizie clamorose, a innescare il giro delle chiacchiere e della zizzania, che fecero della parola “capera” un sinonimo di “pettegola”.
Ingredienti: kg.1, 200 di patate; gr. 90 di burro; gr. 50 di provolone “Auricchio” piccante; mezza provola affumicata; prezzemolo e basilico; pepe nero; 3 uova; gr. 80 di parmigiano grattugiato; gr. 100 di salame “nostrano”; una mozzarella; pangrattato e latte. Lo chef Biagio consiglia di aggiungere alla classica ricetta, registrata dalla Francesconi e dalla Fasulo Rak, il basilico, che contrasta i sapori “acri”, e il pepe nero che mette vigore nel “lesso” di patate. Nella polpa ancora calda delle patate prima lessate e poi passate per il passaverdure ( o schiacciate con una bottiglia, come consiglia la Francesconi) bisogna incorporare tutti gli ingredienti, eccetto il pangrattato, la provola e la mozzarella. Quando l’impasto risulta morbido, in una teglia unta e incrostata di pangrattato stendete una metà dell’impasto, cospargetela di fettine di mozzarella e di provola affumicata, coprite il tutto con l’altra metà dell’impasto, su cui disporrete ancora pangrattato, e fiocchi di burro: infine, metterete tutto nel forno e aspetterete che si formi la crosticina.
Immaginate quale duello si svolgesse, ogni mattina, tra la capera,che girava per le case a acconciare chiome, e la cliente, che sentiva le mani dell’altra muoversi tra i suoi capelli, e scioglierli o annodarli, sformarli e acconciarli: li voglio più alti, no, più bassi, no, più stretti. La capera, paziente, ascoltava, obbediva, eseguiva. Spesso si difendeva distraendo le bizzose clienti: e per distrarle, incominciava a raccontare i fatti del quartiere, i fatti delle altre: ed erano quasi sempre notizie inedite di innamoramenti, di tradimenti, di debiti. La cliente ascoltava, e si illudeva: si illudeva che la capera, di lei, non avrebbe parlato a quelle altre i cui segreti stava raccontando a lei. E illudendosi, si confidava, e entrava nel giro delle chiacchiere..L’opinione pubblica, confortata da un buon numero di fatti e misfatti, assegnò alla “capera” tre attributi fissi: “’mpechera”, “’nciucessa”, “’ntrammera”. Sembrano tre traduzioni della stessa parola, “pettegola”, ma sostanziali variazioni di significato, elencate da Francesco D’Ascoli, ne fanno tre diversi titoli.
La “’mpechera” va a caccia di voci, di segreti, di notizie esplosive, le diffonde, ci mette anche la “jonta”, il ricamo personale, ma non è maligna: si impegola in una palude di voci solo per mettersi in mostra, per occupare il centro dell’attenzione. La “’nciucessa” è cattiva, e la sua cattiveria è pericolosa, perché i suoi “’nciuci” mettono zizzania tra le amiche, tra i vicini di casa, nelle famiglie. La “’ndrammera” ha la fantasia fertile come la “’mpechera”, ed è maligna come la “’nciucessa”: G.B. Basile scolpì il suo ritratto nella “Coppella”: “si parla ‘ntramma, e si cammina ‘ntesse; si ride ‘ntriga, e si te tocca tegne”. Nel marzo del 1899 Ciro Pellegrino, “bottaio e mediatore di vini” di San Sebastiano al Vesuvio, entrò, sul suo calesse, nel cortile su cui si affacciava la taverna di Sebastiano Gallo “di fuori di Pollena”, sulla strada per Napoli, e mentre legava il “tiro” al palo, venne aggredito dal “tavernaro”, e ferito a coltellate “poco meno che mortali”. I carabinieri di Portici, dopo aver a lungo indagato e interrogato, comunicarono al giudice che si trattava non di “fatto di camorra”, ma di una privata questione: era giunta al Gallo una voce “ingiuriosa”, che la moglie, Annella Scala, se la intendesse con il mediatore di vini. Le voci le aveva messe in giro Luisa Rinaldi, “capera” di Barra, “adusa” a favorire queste trame di chiacchiere, e capace di conquistare la fiducia delle clienti, “come fanno anche altre dello stesso mestiere” e cioè regalando, e consumando con loro, tra una treccia e l’altra, “quarti” di “gattò e di tortani” che portavano il segno della sua arte di impastatrice e di fornaia.
Ovviamente, Donna Luisa negò, e negò la moglie del “tavernaro”: l’intervento dei carabinieri di Portici e la scarna relazione inviata al giudice inducono a sospettare che le forze dell’ordine conoscessero bene la Rinaldi non solo come “capera” e come cuoca, ma anche come informatrice di polizia, e che mirassero a far scendere nebbia e silenzio sulla vicenda Mi piace immaginare il “gattò” come una saporosa metafora degli impasti infarciti di pettegolezzi, di chiacchiere e di calunnie che le “capere” portavano di casa in casa; mi piace pensare che le signore regalassero i “gattò” alle clienti più ricche e più discrete, perché gli ingredienti del “gateau” costavano, ma erano capaci, con la sinfonia di sapori – una sinfonia di note e di toni concordi, ma anche contrastanti:il burro e il salame, la mozzarella e la provola affumicata -, di mettere in moto tutti gli umori della cliente, di aprire un varco anche nella discrezione più solida, di indurre alla confidenza, alla confessione, al racconto. “Mi hanno detto che….ma, per carità, tienitelo per te.”.
La magia del pepe nero.
Sant’Anastasia, oggi si vota: le liste, i candidati


Cuore Anastasiano: Beneduce Costantino, Cardone Giovanna, Catapano Carmela detta Lina, Ceriello Francesco Saverio detto Saverio, Corcione Fabiola, D’Agostini Anna detta Anita, Di Fraia Alfonso, Di Marzo Eugenio detto Gengi, Finizio Anna, Fiorillo Valeria, Manfellotto Giuseppe, Moccia Raffaele, Perna Rosalinda, Savarise Giuseppe, Valletta Anna, Viola Santina.
Fare Futuro: Beneduce Palmarosa detta Rossella, Caserta Mariano, Cozzolino Rita, D’Auria Angelo, De Lucia Vito, Esposito Emiliana, Fornaro Elena, Mele Claudia, Pellino Angelo, Pignatiello Vincenzo, Pone Carmela, Rea Giovanni detto Gianni, Scognamiglio Sabrina, Torino Antonia, Trivellone Gianluca, Trotolo Roberta.
Progetto per Sant’Anastasia: Capuano Carmine, D’Ascia Pasquale, Maiello Benedetta detta Benny, Aliperti Luigi, Amico Rosalinda detta Linda, Barone Domenico, Cappiello Giovanni, Castaldo Marco, Curcio Ciro, D’Avino Angelo, Di Leva Assunta Anna, Di Marzo Felice, Maiello Gelsomina, Maione Floriana, Mele Enrico.
Insieme per Costruire: Di Marzo Sabato detto Sabatino, Dipinto Tommaso, Frezza Giacomo, Iorio Pasquale, Olivieri Maria, Ottomano Chiara, Romano Domenico detto Mimmo, Romano Rosanna, Scognamiglio Salvatore, Allocca Vittoria, Barone Anna, Botta Giuseppe, Capuano Rita, Di Cicco Domenico, Trocciola Martina, Pone Giuseppe.
Sant’Anastasia al Centro: Esposito Paolo, Beneduce Bruno, Bove Marco, Breglia Gabriele, Cozzolino Gianfranco, Esposito Marika, Leone Alessia, La Montagna Raffaella, Patellaro Maria, Pone Francesco detto Ciccio, Prota Patrizia, Sannino Federica, Scognamiglio Maddalena, Terrecuso Annarita, Tirelli Maria, Viscardi Giovanni.
Noi per Lello Abete: Bucciero Pasquale, Busielo Lucia, Carillo Luisa, Casagrande Franco, De Filippo Giorgio, Del Litto Michela, Guadagni Filippo, Iossa Antonio, La Gatta Maria, Panacea Maria detta Marinella, Rea Francesco Saverio detto Franco, Romano Anna, Romano Rosa, Scarpato Concetta detta Tina, Toscano Maria, Scognamiglio Salvatore.
Sviluppo e Territorio per Sant’Anastasia: De Simone Girolamo detto Fernando, Di Pascale Fortuna Maria detta Fortuna, Di Sarno Ilaria, Liguoro Giuseppe, Martinelli Francesco detto Franco, Merone Vito, Mollo Felice, Nigro Stella, Piccolo Vittorio detto Piccoletto, Raia Giulia, Romano Concetta detta Concita, Romano Giuseppe, Salerni Loredana, Sannino Luigi, Carotenuto Valeria, Maione Anna Maria detta Anna Mary
Candidato Sindaco: Raffaele Coccia
Liste collegate:
Su! Sant’Anastasia Unita: Abete Eugenia, Bongiovanni Andrea, Borzacchelli Carlo Nicola, Cappelli Paolo, Castaldo Gaetana (detta Gaia), Castiello Francesco Savio, Castiello Giovanna, Esposito Pasquale, Guidotti Vincenzo, Iasevoli Felicia (detta Licia), Maglione Armando, Ottaiano Marianna, Papa Luigi, Piccolo Martina, Sodano Pietro, Tancredi Francesco.
Partito Democratico: Maiello Giuseppe detto Peppe, Mollo Marina, Colombrino Salvatore, De Simone Rosaria, De Simone Valentina, Di Marzo Francesco, Di Perna Luigi, Esposito Giuseppe detto Peppe, Marciano Melania, Esposito Angela Rita, Marino Giovanni, Medugno Antonio, Pallante Elena, Piccolo Sabato, Savarese Patrizia, Tirelli Maria.

Agire con Carmine Esposito Sindaco: Allocca Carmela, Capasso Aldo, Colella Adele, Colombrino Salvatore, Coppola Olga, Di Mauro Gennaro, Di Perna Eugenio, Giordano Saveria (detta Veria), Maiello Carmela, Marino Antonio, Nocerino Angelo, Punzo Luigia, Scarpato Carmela, Terracciano Ciro, Tabellini Angelo, Trabelsi Fatima.
Alleanza per Sant’Anastasia: Busiello Maria Anna, Carotenuto Anna, Casoria Casimiro, Castaldo Carla, D’Auria Vincenzo, Frezza Giuseppina, Fele Rita, Maione Aniello, Maione Luca, Parma Fortuna, Pavone Emilio Ciro, Ragosta Maria Concetta, Romano Carolina, Toscano Giovanna, Vitale Francesco, Zucconi Arturo.
Arcobaleno: Auriemma Tony, Ceriello Giovanni, Della Porta Giuseppe, Esposito Silvia, Fragliasso Giuseppe, Gifuni Ciro, Gifuni Francesca, Giliberti Concetta (detta Cettina), Giordano Teresa, Leone Raffaele Daniele, Liguoro Donatella, Manno Felice, Piccolo Anna, Ragosta Giuseppe, Romano Antonio, Terracciano Ciro.

Fratelli d’Italia: Cardinale Filippo, Abete Vincenzo, Trimarco Mario, Parmiciano Francesco, Ceriello Carmine, Romano Pasquale, De Simone Antonietta, Piccolo Daniela, Barone Annunziata, Sannino Concetta, Viterbo Annarita, Venuso Antonia, Travaglino Lorena, Pignatiello Maddalena, Saviano Carmen, Merone Luisa.
Lega Salvini: Perna Enrico, Moscarella Giuseppe, De Simone Alfredo, Gifuni Luigi, Fornaro Francesco, Longobardi Carlo, Gammella Giacomo, Manfellotto Felice, Panico Domenico, Caruso Giuseppe, Cozzolino Rita, Marra Maria Rita, Casale Giovanna, Sommese Anna detta Annarita, Raia Ezia, De Sangro Giovanna.
Le Agenzie di Cittadinanza.
La risposta del volontariato a malavita, corruzione, diffuse inettitudini della classe politica
In questi giorni tristi per la città ci sostiene la certezza che cultura e volontariato vinceranno contro malavita, corruzione, cialtroneria e improvvisazione politica. Napoli, con l’intera regione, vive una lunga e straordinaria stagione culturale per le bellezze che ha, per le attività, per le tradizioni, e soprattutto per le capacità nuove di organizzarle, interpretarle e valorizzarle. Non meno importanti, contro la barbarie, l’egoismo, l’esclusione, il razzismo, sono le attività di volontariato nella nostra città: alcune fortemente innovative. Partono in città per la terza volta, per scelta del Comune di Napoli e del Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli, le Agenzie di cittadinanza, una per municipalità. Sono delle reti di associazioni, presenti nei vari quartieri, che si impegnano a realizzare tre azioni progettuali, destinate soprattutto ad anziani e persone con disabilità: l’assistenza leggera, percorsi di inclusione sociale, promozione della cittadinanza attiva. Ecco una presentazione delle azioni attraverso le attività progettate dall’Agenzia dell’Ottava Municipalità che comprende i quartieri di Scampia, Chiaiano, Piscinola e Marianella. L’assistenza leggera mira a sostenere la domiciliarità delle persone anziane e con disabilità e a costruire una rete di servizi di prossimità. Si concretizza: nell’ascolto telefonico e nello sportello per segretariato sociale, informazioni, filtro verso i servizi territoriali, compagnia, sostegno psicologico. Nell’assistenza alla persona a domicilio, per compagnia, passeggiate, disbrigo pratiche quotidiane, accompagnamento ad attività della rete. In un angolo di ascolto vis-à-vis (è la novità): un luogo informale, non sanitario né clinico, senza camice, colloqui informali in poltrona, non cartelle cliniche ma schede computerizzate con indicate le attività di sostegno. I percorsi di inclusione sociale mirano a coinvolgere le persone anziane in iniziative sociali, socio-culturali e di apprendimento per favorirne la socializzazione e il benessere con corretti stili di vita. Un corso sulle tecnologie digitali: Smartphone e App (per nonni), utili per imparare, comunicare, allenare la mente, star bene. Un laboratorio teorico-pratico sull’eco-sostenibilità per capire cosa sono i rifiuti, per cogliere l’importanza di differenziarli, per imparare a riciclare gli oggetti di scarto. Un laboratorio di falegnameria per offrire, anche alle persone con disabilità, l’occasione di esprimere la propria creatività e manualità, accrescendo la propria autostima. Itinerari d’arte in regione per conoscere il patrimonio artistico e insieme come opportunità di relazione e di condivisione di interessi. La terza azione mira a promuovere la cittadinanza attiva responsabile e solidale, a favorire la costruzione di relazioni interpersonali forti, a far nascere gruppi di auto mutuo aiuto per il superamento del disagio. Le attività pensate sono tre. “Cittadini Green” per la riqualificazione di almeno due spazi verdi della Municipalità. “Chi dà retta alle sirene? Informazione e Disinformazione nell’era del Web e dei Social”, alfabetizzazione mediatica sui pericoli del web. Promozione della sussidiarietà orizzontale sul tema della salvaguardia dei Beni Comuni: partendo da riflessioni e approfondimenti su problemi specifici comuni relativi a ambiente e salute, costituire gruppi di auto mutuo aiuto e reti amicali per l’autogestione di servizi di welfare leggero. Sono tre azioni che già si praticano, dirà più di uno: ma la grande novità è che sono rivolte alle stesse persone. La prima edizione delle agenzie puntava quasi solo all’assistenza leggera degli anziani. Nella seconda versione all’assistenza si è unita la socializzazione, le attività socio-culturali: si sono incontrate protezione e promozione. Con la terza edizione gli anziani, oltre a essere beneficiari di assistenza, oltre a partecipare ad attività socio-culturali, praticano la cittadinanza attiva. E così anche i nostri volontari ritrovano la loro più autentica vocazione nell’aiutare le persone ad esercitare i loro diritti di cittadini. Il volontariato a braccetto con la cultura per far vincere la città.All’Istituto Comprensivo 3° “Ceschelli” di San Giuseppe Vesuviano il prestigioso premio del brand “Le Eccellenze Campane” per il miglior reportage
Presso la sala consiliare del Comune di San Giuseppe Vesuviano si è tenuta la premiazione del migliore reportage audiovisivo realizzato dagli studenti delle scuole secondarie del territorio per promuovere le eccellenze locali.
Il concorso “Il mio territorio, le nostre eccellenze”, organizzato dalla Plus Service con i fondi POC della Regione Campania in collaborazione con il Comune di San Giuseppe Vesuviano, ha decretato la vittoria dell’Istituto Comprensivo 3° “Ceschelli”.
I reportage realizzati nell’ambito dei moduli PON “Podcast” e “Racconti Audio-Video dal TG_3 Ceschelli”, docenti tutor Lucia Marciano e Maria Antonia Cortile, docente esperto esterno Francesco Servino, sono stati elogiati dai giornalisti Rai facenti parte della giuria, Gianfranco Coppola e Pier Paolo Petino, e dal patron di Plus Service Enzo Citarella.
Una soddisfazione per la preside Angela Agovino, che ha fortemente voluto l’attivazione dei moduli PON e di altri corsi volti ad espandere l’offerta formativa della Ceschelli e ad animarne i plessi, coinvolgendo nelle attività esperti del mondo delle professioni: così gli studenti hanno appreso le basi del giornalismo e della comunicazione digital, realizzando un prodotto audiovisivo di buonissima qualità.
Non sono mancate le telecamere del TGR Campania, a sottolineare l’importanza dell’evento, mentre l’amministrazione comunale era rappresentata dall’assessore all’istruzione Silvia Annunziata.
Un presente, unitamente ad un attestato, è stato attribuito anche alle altre scuole di San Giuseppe Vesuviano partecipanti al concorso.
Cerimonia di costituzione del club Rotaract Poggiomarino – “Vesuvio Est”
Il Rotaract Club Poggiomarino – “Vesuvio Est”, patrocinato dal già attivo club Rotary Poggiomarino – “Vesuvio Est”, celebra la sua Costituzione il giorno 29 maggio 2019 all’Hotel Imperiale di Terzigno alle ore 19.30.
Il Rotaract Club, iniziato nel 1968, è un’associazione di service promossa dal Rotary International e riunisce i giovani tra i 18 e i 31 anni “di buon carattere, integrità e leadership”, affinché alimentino le loro doti, sviluppino le giuste competenze professionali e svolgano progetti di service divertendosi assieme, sotto la guida e con la collaborazione del Rotary Club Padrino.
La creazione del Rotaract Club è stata fortemente voluta e promossa dal Rotary Club Poggiomarino – “Vesuvio Est”, in modo da coinvolgere le ragazze e i ragazzi in attività e azioni che possano far crescere loro stessi, in qualità di persone e figure professionali, oltre che il territorio che abitano e vivono ogni giorno. E’ piena intenzione del Rotaract Club Poggiomarino – “Vesuvio Est” impegnarsi in progetti sia di natura internazionale, sia di natura sociale territoriale. L’obiettivo primario del club sarà quello di promuovere e sostenere i beni culturali della sua zona, la sanità locale e l’aggregazione di giovani.
Somma Vesuviana, cerimonia di intitolazione della Biblioteca civica a Raffaele D’Avino (1939 – 2007)
Giovedì 30 maggio alle ore 17:00 si terrà la cerimonia di intitolazione della Civica Biblioteca di Somma Vesuviana al compianto Prof. Raffaele D’Avino, illustratore del patrimonio artistico, storico e archeologico della città di Somma. Il suo desiderio, prima della morte, era un museo archeologico nel Castello d’Alagno/De Curtis.
La cerimonia avverrà a dodici anni dalla sua morte ed è organizzata dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Archivio Storico Cittadino G. Cocozza e la Commissione Toponomastica. Sarà presente il nascente complesso bandistico dell’Associazione Culturale Musicale Antonio Seraponte, diretto dal M° Mauro Seraponte. Allestimento esterno di CG Noleggi di Ottaviano e marmo con l’intitolazione donato dalla Ditta Alfa Marmi srl di San Gennaro Vesuviano. Al successivo convegno, che si terrà a partire dalle 17:30 nella Sala Consiliare, interverranno l’archeologo prof. Antonio De Simone, l’Ispettore Onorario del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali Dott. Angelandrea Casale, il prof. Antonio Bove e il Dott. Angelo Di Mauro. Saluti istituzionali del Sindaco Dott. Salvatore Di Sarno. Introdurranno l’Archivista Alessandro Masulli e l’Architetto Antonio Terracciano della Commissione Toponomastica. Modererà la Dott.ssa Iolanda Marrazzo.
Nato a Somma Vesuviana l’8 ottobre del 1939 da Vincenzo ed Elena Coppola, Raffaele D’Avino è stato l’illustratore del patrimonio artistico, storico e archeologico della città di Somma. In sua memoria, dopo la morte avvenuta il 6 febbraio 2007 a Nola, fu pubblicato un numero unico di una rivista intitolata Antiquitates Summae. Le pagine di questo libro, edito nel mese di luglio del 2007, contenevano i ricordi e le testimonianze del nostro autorevole concittadino. Furono all’epoca Francesco D’Ascoli di Ottaviano, Alberto Manco e Luigi Chiappinelli di Napoli, Antonio e Girolamo De Simone di Sant’Anastasia, Pasquale Natella di Salerno, Vincenzo Ammirati di Saviano, Antonio Bove di Ponticelli, Gianni Pizza di Reviglione, il compianto Peppe Tomas da Sasso Marconi, Mimmo Caiazzo di Camerota, gli archeologi Akira Matsuda e Satoshi Matsuyama del Giappone e tanti amici a dare commossi il loro contributo con note di memorie e incontri.
Fifino – così lo chiamavano gli amici – scuoteva dalle fondamenta le ragioni del vivere in un paese di provincia, come riferisce Angelo Di Mauro. Quanto ha insegnato agli interessati ricercatori locali e non. Nessuno mai se n’e’ andato dalla sua casa a mani e menti vuote. Molti sono stati i professori universitari che hanno apprezzato il suo lavoro ed hanno appaiato la loro penna alla sua.
Nella sua vita lunga di ricerche, infatti, Raffaele D’Avino ha scritto i seguenti libri in ordine cronologico: Pitture ed impressioni con Italo Lombardi nel 1974, Summa Villa Augustea in Somma Vesuviana nel gennaio 1979, La reale villa di Augusto in Somma Vesuviana ancora nel gennaio 1979, Una villa rustica romana in località Olivella a Sant’Anastasia nel 1981, I de Curtis con Angelandrea Casale, Una illustre famiglia di Somma Vesuviana nel 1984, I D’Alagno con tracce della loro presenza a Somma nel 1985, Saluti da Somma Vesuviana con Bruno Masulli nel 1991, Note su elementi romani in Somma I nel 1994, Note su elementi romani in Somma II nel 1998, Il Castello Mediceo di Ottaviano con Mimma Ambrosio e gli alunni del liceo di Ottaviano nel 1996, Il Casamale di Somma nel 1996, Riccio Di Palma cittadino sommese uno dei tredici a Barletta con Domenico Russo nel 2003, I cognomi a Somma con Luigi Chiappinelli nel 2006. Dell’enorme produzione grafica, cui tutti hanno attinto, ricordo solo le Tavole dello sfoglio storico di Somma Vesuviana, pubblicate nel 1984.
Raffaele, docente di Educazione tecnica, iniziò la sua avventura con il giornalino La Voce dei Giovani nel 1963, un ciclostilato pubblicato dai giovani della parrocchia di San Giorgio. Il suo primo articolo sulla cosiddetta Villa Augustea reca la data del 3 febbraio 1963, poi continuò con i giornalini L’Eco Cittadino del 1967, Il Punto nel 1967 e La Striscia nel 1974. L’impegno più consistente e motivante – continua Angelo Di Mauro – lo profuse nella pubblicazione dei sessantasette numeri della pregevole rivista Summana, iniziata nel settembre del 1984. Egli non ha lesinato collaborazioni con altre riviste dell’area vesuviana, di cui ricordo Cenacolo Fragianni di Napoli, Quaderni del Laboratorio Ricerche e Studi Vesuviani di San Giorgio a Cremano e Sylva Mala di Boscoreale, Boscotrecase e Trecase. Lontano dalla politica locale, il suo impegno per la ricerca archeologica sul territorio fu assoluto. Basta scorrere i disegni ricostruttivi dei frammenti rinvenuti occasionalmente nelle diverse cave montane. C’era un desiderio che voleva realizzare da un po’ di tempo: un museo archeologico nel Castello d’Alagno dove poter riporre, tra le altre, tutte le sue numerose scoperte. A tal riguardo fu accusato ingiustamente di reato di impossessamento di beni archeologici e di omessa denuncia della detenzione. Una crudele e ignobile accusa che toccò profondamente la vita interiore di Raffaele D’Avino, gettandolo nello sconforto più totale. Voglio chiudere questo suo ricordo con un trafiletto tratto da un suo articolo apparso sulla rivista Summana. Un monito, quello seguente, che non può passare inosservato alle generazioni future:
…si arriverà al grigiore assente degli altri edifici e alla freddezza inanimata delle altre costruzioni che le fanno ormai comunemente corona ed accorate ne rimpiangeranno il riflesso. Scomparirà il ricordo di un’epoca, scomparirà l’espressione di un mondo, scomparirà una forma di estrinsecazione umana. Saremo così furtivamente soppressi e cancellati dall’incontrollato impeto di un presente incosciente ed ignorante? (tratto dall’articolo Somma Perduta in Summana n° 1)
Il progetto “Piedibus”: gli alunni dell.I.C. “D’Aosta” di Ottaviano scoprono la bellezza e il valore culturale del camminare
Il 15, 16 e 17 maggio i ragazzi dell’I.C. “D’Aosta” hanno incominciato a realizzare il progetto “Piedibus”, recandosi a scuola e poi ritornando a casa, alla fine delle lezioni, in una “carovana” che ha fatto, a piedi, il percorso. Gli obiettivi del progetto, il ritorno della “moda” e del costume del camminare, le riflessioni della filosofia ermeneutica sulla complessa struttura del “vedere”. Nei progetti dell’I.C. “D’ Aosta” gli alunni sono i veri protagonisti dell’attività.
“L’occhio vede solo ciò che la mente è preparata a comprendere” (H.Bergson)
E così i ragazzi dell’I.C. “D’Aosta” di Ottaviano non solo sperimentano i valori della democrazia e della rappresentanza attraverso i Consigli di Cooperazione, ma scoprono anche la bellezza del camminare per strada, in gruppo, grazie al progetto “Piedibus”. I ragazzi dell’istituto ottavianese imparano ad essere protagonisti di attività concrete, e non attori di “finzioni”: la loro Scuola non solo ha individuato la strada giusta, ma la percorre nei modi giusti, coinvolgendo, nella realizzazione del progetto, gli alunni, i docenti, i genitori. Del resto, questa è stata, da sempre, la linea seguita dal Dirigente, prof. Michele Montella, dai suoi collaboratori, da tutti gli insegnanti.
Il progetto “Piedibus” è come un autobus che va a piedi. La “carovana” di ragazzi che vanno a scuola e poi tornano a casa, in gruppo, è scortata da due adulti: “l’autista” apre la fila, che viene chiusa da un “controllore”, il quale registra i nomi dei presenti. Proprio come per un autobus di linea, stazione di partenza, percorso e “fermate” della “carovana”, e orari sono prefissati: i ragazzi che vogliono aggregarsi sono obbligati, all’andata e al ritorno, alla puntualità. Il progetto coinvolge le famiglie e le istituzioni che amministrano la città: i vigili urbani, per esempio, consapevoli del fatto che l’iniziativa è importante, hanno scortato i ragazzi e hanno regolato il traffico.
Gli obiettivi immediati del progetto sono evidenti: camminare in gruppo, acquistare autonomia, contribuire alla riduzione dell’inquinamento, alla razionalizzazione del traffico, alla soluzione dei nodi delle soste e del parcheggio, che, all’inizio e al termine delle lezioni nelle scuole, sono nodi grossi e complicati. Qualcuno ha osservato che la “carovana” dei ragazzi in movimento riporta le strade di Ottaviano ai tempi ormai lontani in cui dalla stazione della Vesuviana fino a piazza Rosario si sviluppava, ogni giorno, e per due volte al giorno, il corteo dei ragazzi che si recavano al Liceo Classico “ A.Diaz” e alla “Scuola Media d’Aosta”: ed era uno spettacolo di splendida vitalità. Ma non credo che l’importanza del progetto stia nel recupero di un costume che appartiene per sempre al passato.
Un libro di Rebecca Solnit, “Storia del camminare “ è stato ristampato di recente proprio perché sono tornati di moda il camminare, come attività reale, e il camminare come metafora. Non a caso la Solnic, sviluppando le idee e i suggerimenti dei grandi scrittori del “muoversi a piedi”, Dickens, Joyce, Hemingway, Chatwin, Kerouac, dice che camminare e leggere si equivalgono, perché camminare significa “leggere” uno spazio, e leggere presuppone il “muoversi” attraverso un testo. Ma il progetto dell’I.C. D’Aosta ha anche un altro importante obiettivo, perché porta nelle strade reali di Ottaviano i ragazzi di oggi, abituati a percorrere, per molte ore del giorno e seduti davanti a un computer, le vie e gli spazi “virtuali” dei “social”. Attraversando ogni giorno le strade della loro città, e confrontandosi fatalmente su ciò che ciascuno vede, i ragazzi capiranno, nella concretezza dell’esperienza, una verità che è fondamentale per un corretto rapporto con “il mondo”: capiranno che gli occhi vedono, in strada, ciò che gli interessi e le inclinazioni personali, il cuore e la mente chiedono e consentono di vedere. In questo senso, le strade di Ottaviano diventeranno, con le loro scene di vita quotidiana, un libro di storia, di psicologia, anche di arte, e i ragazzi prenderanno una progressiva consapevolezza della loro identità, come hanno spiegato i filosofi “ermeneutici”.
Chi si confronta con la città visibile, direbbe Italo Calvino, si prepara ad entrare anche nelle “città invisibili”.
Fattura elettronica, che cosa cambia per i consumatori
Già da diverso tempo è in vigore l’obbligo della fattura elettronica per i professionisti e le imprese, un obbligo che per molti avrebbe ripercussioni soprattutto sulle categorie di soggetti che si interfaccino con la Pubblica Amministrazione e con altri professionisti.
Tuttavia, tale normativa è in parte incidente anche sul consumatore finale, e capire in quale modo essa possa essere gestita ti aiuterà anche a comprendere quali possano essere i tuoi obblighi.
Se vuoi saperne di più, oppure se vuoi essere aggiornato su tutte le novità e gli argomenti legali che possono farti risparmiare o che possono aiutarti ad ottenere dei rimborsi, puoi iscriverti a Difesa Utenti, associazione a tutela dei consumatori.
Cosa cambia per il consumatore con la fattura elettronica
Il consumatore è il soggetto che, a livello finale, si occupa di pagare l’IVA, per questo anche tu potresti chiederti cosa ti accadrà nel momento in cui ti verrà inviata una fattura elettronica. In generale, per i consumatori finali non ci saranno dei grandi cambiamenti. Infatti, nei confronti di un soggetto privato, il professionista, oppure il commerciante, dovranno sempre emettere una fattura che sia di carta oppure dovranno inviarla via email o via sms, come spesso accade con chi abbia i POS di nuova generazione. La copia cartacea oppure digitale sarà sufficiente al consumatore finale per poter dimostrare di aver acquistato un bene, di aver fatto una visita o di aver usufruito di un altro tipo di servizio. In aggiunta, ci sarà l’opportunità, sia per il consumatore sia per il professionista, di aggiungere anche la fattura elettronica. Ma vediamo gli ulteriori dettagli.La fatturazione elettronica e il consumatore finale
In generale, la fattura dovrà sempre essere emessa da chi venda un bene o un servizio, con le eccezioni determinate dal commercio al minuto e dal commercio online. In questi casi, infatti, non ci sarà obbligo di fatturazione, a meno che il soggetto non la richieda in modo esplicito. Spesso, quindi, tu come consumatore finale non ti accorgerai neppure dell’obbligo di fatturazione elettronica. Tuttavia, vi sono alcune situazioni nelle quali la fatturazione si identifica come obbligatoria anche verso i privati. Ad esempio, si può pensare alle visite mediche, oppure ad altre prestazioni di servizi. In questi casi tu, come consumatore, riceverai una fattura tradizionale, cartacea oppure in formato digitale, come accade con chi te la invii via email oppure via sms. Avrai, però, anche la possibilità di avere una copia in più della tua fattura, che potrai trovare in un’area riservata del tuo profilo presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Quindi, con il semplice inserimento del tuo codice fiscale, il professionista o il commerciante potranno identificarti ed inviare la fattura anche al tuo profilo presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. In alcuni casi tu avrai la facoltà di rinunciare alla consegna di una fattura di tipo cartaceo o analogico, e allora dovrai fornire al professionista o al commerciante il tuo indirizzo PEC per farti inviare la ricevuta o la fattura elettronica. Ovviamente, l’Agenzia delle Entrate ha specificato più volte come i soggetti privati non abbiano un obbligo né di richiedere la fattura elettronica, né di registrarsi al portale. Quindi, tu potrai accedere a queste ulteriori opzioni dietro tua specifica richiesta avendo, quindi, un canale aggiuntivo per la consultazione delle tue fatture. Il vantaggio che ti offre questo sistema è sicuramente organizzativo. Spesso, infatti, nel momento in cui sia necessario fare la dichiarazione dei redditi ci si può far prendere dal panico per il fatto di aver smarrito la copia cartacea di una fattura importante, ad esempio di una fattura che riguardi una spesa medica ingente. Utilizzando questo sistema, invece, non dovrai più temere di perdere i tuoi resoconti e potrai sempre scaricare le fatture dal portale dell’agenzia delle entrate. Potrai, poi, riportare le fatture che avrai scaricato al tuo CAF oppure al tuo commercialista.Se vuoi saperne di più, oppure se vuoi essere aggiornato su tutte le novità e gli argomenti legali che possono farti risparmiare o che possono aiutarti ad ottenere dei rimborsi, puoi iscriverti a Difesa Utenti, associazione a tutela dei consumatori.
L’associazione “Il Torchio” presenta il libro “Una furtiva lacrima” di Manlio Santanelli
Mercoledì 29 Maggio, alle 20, presso la propria sede sita nel Parco degli Aromi, l’Associazione Il Torchio organizza la presentazione di “Una furtiva lacrima”, nuovo romanzo di Manlio Santanelli.
Santanelli, drammaturgo di fama mondiale, racconta in questa sua nuova opera lo stretto rapporto tra Tarquinio e il suo allievo Giorgio, a tal punto riconoscente al suo maestro per gli innumerevoli insegnamenti ricevuti, da decidere di accompagnarlo in una clinica della Provenza e di assisterlo nell’ultimo “viaggio della speranza”.
“Il romanzo nasce dall’idea di confrontare due generazioni apparentemente lontane tra di loro, – ha ribadito Santanelli – accomunate dall’impossibilità di comunicare per evidenti motivi anagrafici. La mia scrittura, ispirata dal teatro dell’assurdo di Samuel Beckett e di Harold Pinter, è una emorragia del pensieroche posso tamponare solo mettendola su carta nel più breve tempo possibile. E’ un flusso continuo torrenziale-alluvionale come la città di Napoli, caratterizzata da un caos continuo e inarrestabile, che le permette miracolosamente ancora di restare in piedi dopo tanti secoli di disordine e anarchia”.
Sin dalla sua nascita, Il Torchio coltiva un rapporto privilegiato con Manlio Santanelli, drammaturgo di fama internazionale, la cui opera teatrale e letteraria è stata al centro di molte iniziative dell’associazione.
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La presentazione del romanzo vedrà come relatrice la giornalista Ilaria Varriano. Durante la serata, il regista e attore Fabio Cocifoglia leggerà alcuni brani tratti dal romanzo.
L’evento rientra nella rassegna “Aromi di Parole”, dedicata al racconto di opere di poesia e prosa di autori con un forte legame con il territorio locale. Il titolo della rassegna vuole omaggiare la ritrovata cornice del Parco degli Aromi che è stato oggetto di una recente opera di riqualificazione. La speranza e l’impegno dell’assocazione Il Torchio è che il connubio tra cultura e cura degli spazi pubblici possa sempre più diventare asse portante di una nuova e propositiva consapevolezza civica.

