Giovedì 30 maggio alle ore 17:00 si terrà la cerimonia di intitolazione della Civica Biblioteca di Somma Vesuviana al compianto Prof. Raffaele D’Avino, illustratore del patrimonio artistico, storico e archeologico della città di Somma. Il suo desiderio, prima della morte, era un museo archeologico nel Castello d’Alagno/De Curtis.
La cerimonia avverrà a dodici anni dalla sua morte ed è organizzata dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Archivio Storico Cittadino G. Cocozza e la Commissione Toponomastica. Sarà presente il nascente complesso bandistico dell’Associazione Culturale Musicale Antonio Seraponte, diretto dal M° Mauro Seraponte. Allestimento esterno di CG Noleggi di Ottaviano e marmo con l’intitolazione donato dalla Ditta Alfa Marmi srl di San Gennaro Vesuviano. Al successivo convegno, che si terrà a partire dalle 17:30 nella Sala Consiliare, interverranno l’archeologo prof. Antonio De Simone, l’Ispettore Onorario del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali Dott. Angelandrea Casale, il prof. Antonio Bove e il Dott. Angelo Di Mauro. Saluti istituzionali del Sindaco Dott. Salvatore Di Sarno. Introdurranno l’Archivista Alessandro Masulli e l’Architetto Antonio Terracciano della Commissione Toponomastica. Modererà la Dott.ssa Iolanda Marrazzo.
Nato a Somma Vesuviana l’8 ottobre del 1939 da Vincenzo ed Elena Coppola, Raffaele D’Avino è stato l’illustratore del patrimonio artistico, storico e archeologico della città di Somma. In sua memoria, dopo la morte avvenuta il 6 febbraio 2007 a Nola, fu pubblicato un numero unico di una rivista intitolata Antiquitates Summae. Le pagine di questo libro, edito nel mese di luglio del 2007, contenevano i ricordi e le testimonianze del nostro autorevole concittadino. Furono all’epoca Francesco D’Ascoli di Ottaviano, Alberto Manco e Luigi Chiappinelli di Napoli, Antonio e Girolamo De Simone di Sant’Anastasia, Pasquale Natella di Salerno, Vincenzo Ammirati di Saviano, Antonio Bove di Ponticelli, Gianni Pizza di Reviglione, il compianto Peppe Tomas da Sasso Marconi, Mimmo Caiazzo di Camerota, gli archeologi Akira Matsuda e Satoshi Matsuyama del Giappone e tanti amici a dare commossi il loro contributo con note di memorie e incontri.
Fifino – così lo chiamavano gli amici – scuoteva dalle fondamenta le ragioni del vivere in un paese di provincia, come riferisce Angelo Di Mauro. Quanto ha insegnato agli interessati ricercatori locali e non. Nessuno mai se n’e’ andato dalla sua casa a mani e menti vuote. Molti sono stati i professori universitari che hanno apprezzato il suo lavoro ed hanno appaiato la loro penna alla sua.
Nella sua vita lunga di ricerche, infatti, Raffaele D’Avino ha scritto i seguenti libri in ordine cronologico: Pitture ed impressioni con Italo Lombardi nel 1974, Summa Villa Augustea in Somma Vesuviana nel gennaio 1979, La reale villa di Augusto in Somma Vesuviana ancora nel gennaio 1979, Una villa rustica romana in località Olivella a Sant’Anastasia nel 1981, I de Curtis con Angelandrea Casale, Una illustre famiglia di Somma Vesuviana nel 1984, I D’Alagno con tracce della loro presenza a Somma nel 1985, Saluti da Somma Vesuviana con Bruno Masulli nel 1991, Note su elementi romani in Somma I nel 1994, Note su elementi romani in Somma II nel 1998, Il Castello Mediceo di Ottaviano con Mimma Ambrosio e gli alunni del liceo di Ottaviano nel 1996, Il Casamale di Somma nel 1996, Riccio Di Palma cittadino sommese uno dei tredici a Barletta con Domenico Russo nel 2003, I cognomi a Somma con Luigi Chiappinelli nel 2006. Dell’enorme produzione grafica, cui tutti hanno attinto, ricordo solo le Tavole dello sfoglio storico di Somma Vesuviana, pubblicate nel 1984.
Raffaele, docente di Educazione tecnica, iniziò la sua avventura con il giornalino La Voce dei Giovani nel 1963, un ciclostilato pubblicato dai giovani della parrocchia di San Giorgio. Il suo primo articolo sulla cosiddetta Villa Augustea reca la data del 3 febbraio 1963, poi continuò con i giornalini L’Eco Cittadino del 1967, Il Punto nel 1967 e La Striscia nel 1974. L’impegno più consistente e motivante – continua Angelo Di Mauro – lo profuse nella pubblicazione dei sessantasette numeri della pregevole rivista Summana, iniziata nel settembre del 1984. Egli non ha lesinato collaborazioni con altre riviste dell’area vesuviana, di cui ricordo Cenacolo Fragianni di Napoli, Quaderni del Laboratorio Ricerche e Studi Vesuviani di San Giorgio a Cremano e Sylva Mala di Boscoreale, Boscotrecase e Trecase. Lontano dalla politica locale, il suo impegno per la ricerca archeologica sul territorio fu assoluto. Basta scorrere i disegni ricostruttivi dei frammenti rinvenuti occasionalmente nelle diverse cave montane. C’era un desiderio che voleva realizzare da un po’ di tempo: un museo archeologico nel Castello d’Alagno dove poter riporre, tra le altre, tutte le sue numerose scoperte. A tal riguardo fu accusato ingiustamente di reato di impossessamento di beni archeologici e di omessa denuncia della detenzione. Una crudele e ignobile accusa che toccò profondamente la vita interiore di Raffaele D’Avino, gettandolo nello sconforto più totale. Voglio chiudere questo suo ricordo con un trafiletto tratto da un suo articolo apparso sulla rivista Summana. Un monito, quello seguente, che non può passare inosservato alle generazioni future:
…si arriverà al grigiore assente degli altri edifici e alla freddezza inanimata delle altre costruzioni che le fanno ormai comunemente corona ed accorate ne rimpiangeranno il riflesso. Scomparirà il ricordo di un’epoca, scomparirà l’espressione di un mondo, scomparirà una forma di estrinsecazione umana. Saremo così furtivamente soppressi e cancellati dall’incontrollato impeto di un presente incosciente ed ignorante? (tratto dall’articolo Somma Perduta in Summana n° 1)







