Spartimento di Scisciano e la sua chiesa: storia e curiosità

In quel triangolo di terreno alla confluenza delle tre strade provinciali provenienti da Scisciano, Somma Vesuviana e Piazzolla di Nola, e adiacente alla vecchia linea ferrata delle FF. SS Torre Centrale – Cancello, sorge la Chiesa di Spartimento. L’opera fu il frutto di numerosi sacrifici economici, sostenuti non solo dai cittadini del luogo, ma anche dalle popolazioni limitrofe.   In una gara di generosità, infatti, tutti diedero il loro contributo per vedere realizzata questa chiesa, che, a giusto titolo, ognuno può considerare la propria chiesa, come riferisce il prof. Antonio Di Palma. La conferma e il desiderio di avere una propria Casa del Signore fu dimostrata all’epoca dai fondi raccolti e serviti per la sua realizzazione. Oltretutto l’esigenza di costruire una chiesa nella località Spartimento nasceva anche dal fatto che la cappella della Masseria Montanara, ove i fedeli si recavano per ascoltare la Santa Messa domenicale, risultava molto piccola e soprattutto fuori mano. Quando il Sig. Francesco Capasso, proprietario del fondo ove ora sorge l’attuale complesso, si dichiarò disponibile a cedere il suolo per farvi costruire una chiesa, si costituì subito un comitato promotore composto di otto persone. Tale comitato, come risulta da una scrittura privata, ricevette in data 20 ottobre del 1979 la disponibilità del fondo. Il comitato si attivò subito per una raccolta di offerte in denaro con cui liquidare le prime somme pattuite per tale acquisto. All’epoca l’uomo della provvidenza fu Pasquale Nappi, presidente del locale circolo culturale Mario Nappi, ove maturò l’idea e la decisione di costruire una chiesa. Si poneva, intanto, subito un forte problema di natura giuridica: a chi doveva essere trasferita la titolarità del fondo e dell’immobile che si doveva realizzare, dal momento che la Parrocchia di Scisciano e la Curia Vescovile non riscontravano il consenso del comitato? Bisognava evitare innanzitutto che l’opera divenisse proprietà dei componenti del comitato, dal momento ché veniva realizzata con il contributo di tutti. La soluzione non era facile. Il comitato, dopo alterne soluzioni, fu unanimemente concorde nell’offrire la titolarità della chiesa a Mons. Luigi Mucerino di Scisciano, che, solitamente, di domenica, celebrava la messa nella cappella di Montanara. Don Luigi ringraziò per la stima, e investito del problema, prospettò la soluzione congrega (la congrega o confraternita è un istituto giuridico riconosciuto formalmente dalla Chiesa ed è composta da laici con l’assistenza di un sacerdote o padre spirituale). A tal uopo, Don Luigi Mucerino confermò che in Scisciano era esistita ab originela Confraternita laicale di San Giovani Battista estintasi nel 1937 circa.  Bastava semplicemente rispolverare le carte e attribuire a detto ente morale il bene materiale della futura chiesa. La parola congrega, pressoché sconosciuta, divenne un termine – continua il prof. Antonio Di Palma – di moda a Spartimento. Tale soluzione rispondeva a un duplice intento del comitato: sottrarre al parroco del paese la gestione della struttura e, attraverso la congrega, la chiesa avrebbe avuto dei responsabili locali che si sarebbero interessati sia della costruzione prima, sia della manutenzione dopo. Sulla base di tale soluzione si avviarono i lavori di progettazione e di costruzione. Don Luigi Mucerino fu nominato dalla Curia Vescovile commissario della confraternita. Fu indetto una sorta di concorso gratuito per la redazione del progetto da realizzare. All’appello rispose anche il Prof. Raffaele D’Avino (1939 – 2007) di Somma Vesuviana, cui fu chiesto di preparare un lavoro di progettazione nel breve arco di tempo di una settimana.  Fu proprio questo progetto ad essere scelto tra i tanti, anche se il D’Avino si vide costretto successivamente ad apportare al suo progetto una serie di sostanziali modifiche che ne abbruttirono l’aspetto e ne appesantirono la struttura. Lo stravolgimento delle caratteristiche della chiesa, apportato dall’ingegnere Raffaele Caprioli, provocò le amare proteste del progettista Raffaele D’Avino, che ne misconobbe, giustamente, la paternità. Durante i lavori della desiderata costruzione, il comitato promotore si accorse, però, che la soluzione congrega non era affatto decollata per la forte resistenza e la netta opposizione del parroco di Scisciano. Il comitato decise umilmente di rivolgersi al Vescovo di Nola S.E. Mons. Giuseppe Costanzo (Vescovo di Nola dal 1982 al 1989), esponendo fedelmente le ragioni della propria tesi e della propria condotta. Il comitato fu congedato con la promessa che, dopo aver sentito l’altra parte, sarebbero stati presi gli opportuni provvedimenti. Di quei provvedimenti non vi fu nessuna attuazione: la pratica rimase imprigionata, nonostante fosse partita ufficialmente e precedentemente grazie ad un regolare Decreto Vescovile di Monsignor Guerino Grimaldi (Vescovo di Nola dal 1971 al 1982) e con un preciso atto notarile. Dopo i sopralluoghi dei carabinieri per conto della Prefettura, al comitato promotore non rimase che l’amarezza della sconfitta e dello sconforto: lo sconforto – conclude il prof. Di Palma – per la consumazione di un aborto giuridico circa la titolarità della proprietà del bene materiale dell’opera, che poteva essere scongiurato dall’autorità del Vescovo.Dopo numerose consultazioni la chiesa rimase proprietà privata, configurandosi come una cappella succursale della parrocchia di Scisciano, messa a disposizione degli abitanti del posto, che inizialmente dovevano essere i veri proprietari. Resta il fatto comunque che il tempio, oltre ad essere un polo religioso, è attualmente il fulcro della vita rigogliosa e felice dei cittadini, nonché il punto di riferimento e di incontro per ogni attività culturale e sociale.

Due giorni per la cultura: successo a Torre del Greco

Due giorni per riscoprire la storia e l’arte della città, riaccendendo i riflettori su chiese e monumenti. E’ l’iniziativa “Due giorni per Torre” svoltasi sabato primo giugno e domenica 2 giugno, in un mese che vede il comune vesuviano ricordare l’anniversario della nascita – avvenuta il 3 giugno 1751 – di San Vincenzo Romano, che con il suo esempio e con la sua testimonianza fu non solo precursore della carità sociale ma seppe ridare viva speranza ad un’intera città distrutta dall’immane eruzione del Vesuvio del 15 giugno 1794 (di cui ricorrono i 225 anni). La due giorni, spiegano i promotori, è nata proprio sulla scia dell’insegnamento del parroco santo, “fare bene il bene”. L’organizzazione sarà curata dal Gruppo Archeologico Torrese “Col. G. Novi” (GAT), presieduto da Enrico Di Maio, in collaborazione con la Basilica Pontificia di Santa Croce e come accadeva in passato, ci sarà una raccolta fondi da destinare al recupero o restauro di un monumento storico di Torre del Greco. Spiega Di Maio, che è anche direttore artistico della rassegna insieme all’architetto Ettore Fidanza: “Nella convinzione che una città debba essere conosciuta innanzitutto dai suoi abitanti, perché la propria storia è un trampolino di lancio per il futuro, per rinnovare i segni vitali delle proprie origini e della propria civiltà, riteniamo che questa iniziativa sia stata un’occasione di grande attualità sociale. Accanto all’aspetto culturale, valorizzando il patrimonio artistico come inesauribile risorsa economica all’interno di un valido ed efficiente progetto turistico in fase di elaborazione, puònascere un traino per l’economia cittadina. Un popolo senza la conoscenza della propria storia, origine e cultura, è come un albero senza radici”. La manifestazione nel suo complesso ha registrato circa 5000 visite. S. M. di Costantinopoli ha avuto circa 1500 visitatori. Le visite al Museo del Corallo (600 presenze) e a S. M. di Costantinopoli per l’afflusso di persone hanno aperto un’ora prima del previsto. In entrambi i pomeriggi i siti per il flusso di persone hanno chiuso alle 20.50; Costantinopoli addirittura alle 21.40. Alta anche l’affluenza a Palazzo Vallelonga dove sono stati molto apprezzati i momenti musicali e il cortometraggio Uomini d’Amore. Gli eventi previsti all’aperto, causa condizioni meteo avverse, si sono svolti nella chiesa dell’Assunta ed hanno registrato tutti un successo di pubblico. In totale per gli eventi si sono registrati in totale 1300 presenze. Molto apprezzata anche la mostra fotografica di Pasquale D’Orsi e il laboratorio sui giochi di una volta a cura di Carlo Boccia. Il sindaco Palomba e il vicesindaco Ottaviano hanno visitato i siti, così come i presidi degli istituti scolastici coinvolti ed i vertici di Federalberghi Torre e della Banca di Credito Popolare, che hanno sostenuto la manifestazione.

Neonato morto in ospedale a Benevento: 7 indagati

Sono sette le persone indagate per la morte del neonato avvenuta domenica mattina presso l’ospedale “Rummo” di Benevento. Si tratta di tre ginecologi, due medici e due ostetriche che potranno nominare i propri consulenti quando verrà effettuato l’esame autoptico sul corpicino del neonato, disposto dalla Procura della Repubblica di Benevento dopo la denuncia presentata dai genitori ai carabinieri. Dopo 48 ore di agonia, trascorse in terapia intensiva, a causa di complicanze durante il parto, il cuoricino del bimbo domenica scorsa smise di battere. Durante il parto erano infatti sorte delle difficoltà dopo il tentativo fallito, attraverso l’uso della ventosa, di effettuare il parto naturale. Da lì, poi, il ricorso al taglio cesareo e la constatazione dei problemi al piccolo, che era stato trasferito nel reparto di rianimazione.

Sant’Anastasia, “Scugnizzi contro Tutti” venerdì nel chiostro del Santuario di Madonna dell’Arco

Medici, avvocati, commercialisti, notai, imprenditori, architetti, studenti, un cast d’eccezione con professionisti napoletani per lo spettacolo di beneficenza «Scugnizzi contro tutti», in scena dalle 19, 30 di venerdì 7 giugno nel suggestivo chiostro del Santuario di Madonna dell’Arco, evento promosso da «GabryChef» di Gabriella Fabbrocini, dal Santuario e dalla scuola di musica Pmc Recording Studio i cui allievi si esibiranno ad inizio spettacolo.  Si tratta dell’adattamento di un successo che ha già calcato a marzo scorso il palcoscenico del teatro Mediterraneo, ideato e organizzato dalla Fabbrocini, direttore della scuola di specializzazione in dermatovenereologia della Federico II di Napoli. In scena, per la regia del maestro Riccardo Canessa e con le coreografie di Misterdancing, molti notissimi professionisti ed imprenditori napoletani che cantano, con la guida della vocal coach Cinzia Esposito (Pmc Music) brani tratti da «Scugnizzi» e da altri musical internazionali. Del cast fanno parte Marisa Abate (ginecologa), Anna Ziccardi (avvocato), Anna Cesare (direttore della casa d’aste Blindarte), Antonella Nardone (avvocato), Annantonia Cappelli (farmacista), Maria Tedeschi (logopedista), Francesco De Giovanni (bancario), Fabrizio Pallotta (imprenditore), Flavia Ferrara (imprenditrice), Francesco Di Palma (ingegnere), Francesco Monti (ingegnere), Gabriella Mainiero (commercialista), Gabriella De Bellis (notaio), Massimo Orlacchio (commercialista), la stessa Gabriella Fabbrocini (medico dermatologo), Giordana De Cesare (architetto), Gabriele Gava (avvocato), Luigia Gava (praticante avvocato), Celeste Gava (studentessa), Flaminia Marzullo (imprenditrice), Massimo Gentile (avvocato), Renata Piccininino (medico) e Rosanna La Starza e Manuella Lanzillo, mogli e mamme.    

Sant’Anastasia, al Metropolitan «Il Teatro della Vita»

Alle 20 di venerdì 7 giugno, al cineteatro Metropolitan, «Il Teatro della Vita, Attori in Scena», spettacolo di chiusura per il progetto di teatro messo in campo dall’associazione PoliedricaMente e curato dalla psicologa Cettina Giliberti e dall’attrice professionista Melania Esposito. Parteciperanno alla serata, il comico Lino D’Angiò e la cantante Silvia Ciccarelli.
Cettina Giliberti e Melania esposito
Un anno di lavoro per portare in scena attori, pensieri, sogni, desideri. Alle 20 di venerdì 7 giugno al cineteatro Metropolitan c’è «Il Teatro della Vita», lo spettacolo di chiusura del progetto di teatro per l’associazione PoliedricaMente. Gli attori sono ragazzi diversamente abili o, come preferisce la presidente dell’associazione, la psicologa Cettina Giliberti, «diversamente uguali». Il laboratorio teatrale è andato avanti per tutto l’anno, due giorni alla settimana, condotto dalla Giliberti e dall’attrice professionista Melania Esposito. «Abbiamo lavorato sui loro pensieri, sui loro sogni, su come vedono il mondo – spiega la Giliberti – un’impresa non facile visto che i ragazzi sono soliti seguire delle indicazioni piuttosto che esprimere i loro pensieri». La storia in scena al Metropolitan, messo a disposizione da Michele e Marianna Coppola, è strutturata come un racconto in cui i ragazzi sono paragonati alle stelle che luccicano tutte, ma sono tutte diverse. «I ragazzi sono al contempo stellieri, individuando i loro talenti ed accendendo i loro desideri, combattendo contro l’idea che gli altri hanno della disabilità.
Lino D’Angiò
Silvia Valeria Ciccarelli
Protagonista di questa storia è il guardastelle, ovvero la coscienza di ognuno di noi». Il filo conduttore è la musica, sul palco ci saranno anche Cettina Giliberti e Melania Esposito, parte integrante dello spettacolo, con la partecipazione del comico Lino D’Angiò e della cantante Silvia Valeria Ciccarelli.    

Somma Vesuviana, dopo anni di silenzio la Pro Loco “Vesuvia” si ripresenta alla città

 La Pro Loco “Vesuvia” si ripresenta all’attenzione della città di Somma Vesuviana dopo un silenzio durato alcuni anni, dovuto al grave lutto che ha colpito la famiglia di Lello D’Avino, attuale presidente dell’associazione. A fine maggio, presso la sede dell’associazione ubicata in via San Domenico, sono ufficialmente riprese le attività sociali e culturali della pro loco con “Anzia..Moci in sicurezza”, l’iniziativa che rientra nell’ambito del progetto più generale “Una nuova Cultura della sicurezza stradale in Campania” biennio 2017 – 2018” predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale Territoriale del Sud, in collaborazione con tutti gli altri soggetti istituzionali ed enti partecipanti al Tavolo Tecnico interistituzionale per la Sicurezza Stradale in Campania. Secondo gli ultimi dati statistici pubblicati dall’Eurostat, gli incidenti stradali nei paesi europei sono indicati tra le cause principali di morte nei soggetti con età uguale o superiore ai 65 anni. Considerato che la quota della popolazione di età pari o superiore ai 65 anni è in aumento in ogni Stato membro dell’UE, è prevedibile che la percentuale di anziani coinvolti in incidenti stradali sia anch’essa destinata a crescere. È facilmente intuibile, tra l’altro, che a causa della loro maggiore fragilità e vulnerabilità, è più alto il rischio che in caso di incidenti stradali si abbiano esiti mortali. Anche in Italia, paese in cui gli ultra sessantacinquenni costituiscono il 22,6% della popolazione residente per stato civile (dati ISTAT – 2018), tale trend viene confermato, difatti, gli over 65 contribuiscono significativamente alla percentuale dei feriti per incidenti stradali con tassi di lesività grave (per 100mila abitanti) molto elevati che, per esempio, per le classi di età 70-79 e over 80 anni presentano valori pari rispettivamente a 51,3 e 70,1. I dati ISTAT confermano, tra l’altro, che il fattore di rischio specifico della popolazione anziana, a differenza delle altre categorie di utenti della strada, registra una costante crescita: gli incidenti stradali che hanno coinvolto gli anziani sono cioè cresciuti molto più rapidamente della crescita della componente di popolazione anziana. Vi sono, dunque, elementi per ritenere che siamo di fronte ad un fenomeno nuovo che non si può spiegare unicamente in termini di progressiva crescita della popolazione anziana e che richiede analisi e provvedimenti specifici. In Campania, come evidenziano i dati ISTAT – 2017 sulla incidentalità, questa fascia di età risulta essere particolarmente a rischio, sia in qualità di pedoni che di guidatori, confermando così anche per la Regione Campania le tendenze nazionali. Sensibilizzare gli Over 65 sull’aumento dei rischi collegati alla mobilità, in funzione del fattore età; rafforzare la cultura della sicurezza stradale al fine di una maggiore e sicura autonomia in termini di mobilità e sicurezza stradale; informare sulle nuove norme del Codice della Strada; organizzare seminari di formazione sul tema della sicurezza stradale; produrre un report finale che suggerisca alle autorità locali le azioni da intraprendere per ridurre l’incidentalità e la morte su strada. Questi gli obiettivi di “Anzia…moci in sicurezza”. In presenza del sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, il seminario di informazione è stato condotto da esperti di sicurezza stradale del Mit e da medici specialisti delle Asl campane. I presenti sono stati coinvolti dalla dinamicità dei relatori, diventando protagonisti dell’incontro. Slides, questionari e documenti informativi hanno arricchito il bagaglio esperienziale del pubblico degli over 65. A loro il rinomato Caffè Masulli ha donato una torta rappresentativa dell’iniziativa: i loghi del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e della Pro Loco “Vesuvia” si sono uniti sulla glassa di zucchero in segno di unione e dialogo con il mondo delle istituzioni. Subito dopo il momento dedicato al buffet, la compagnia teatrale “I Burloni” ha proposto “Pericolosamente”, il celebre atto unico di Eduardo De Filippo strappando consensi, applausi e sorrisi. In un clima di serenità e voglia di fare, la Pro Loco “Vesuvia” riapre i battenti e si impegna a promuovere attività ed iniziative finalizzate allo sviluppo del territorio e alla realizzazione di eventi e manifestazioni per incidere in maniera positiva su tutto il tessuto sociale in collaborazione con Assinrete, Forum del Terzo Settore, MoVi Napoli, e con il prezioso supporto dei volontari delle associazioni di protezione civile e della Croce Rossa Italiana di Somma Vesuviana.

Somma Vesuviana, “Autismo e territorio. Buone prassi e pratiche inclusive”

Si terrà giovedì 6 e venerdì 7 giugno, presso il Convento dei Padri Trinitari a Somma Vesuviana, una tavola rotonda sul tema “Autismo e territorio. Buone prassi e pratiche inclusive”. L’Ambito Territoriale N 22  in collaborazione con le Cooperative Ker e Aias, ha organizzato una tavola rotonda sulla tematica dell’autismo. Con “AUTISMO E TERRITORIO: BUONE PRASSI E PRATICHE INCLUSIVE” si intende focalizzare l’attenzione sugli indicatori cruciali per una diagnosi precoce e su contesti di vita e di intervento di un soggetto appartenente allo spettro autistico. Le due giornate (in) formative, attraverso i contributi dei professionisti esperti nel settore, si caratterizzano per un approccio multidisciplinare, in grado di avvicinarsi alla tematica attraverso le lenti della Neuropsichiatria Infantile, della Psicologia e delle Politiche Sociali. Il convegno sarà moderato dalla Dott.ssa Iolanda Marrazzo (Coordinatrice dell’Ambito N22).
Di seguito il programma delle due giornate:
Ore 9:00: Registrazione dei Partecipanti
Ore 9:30: Saluti Istituzionali del Sindaco del Comune di Somma Vesuviana Capofila e dei Sindaci dei Comuni
dell’Ambito, degli Assessori e dei Referenti ASL;
Ore 10:30: Dott. Giovanni Romolo Capuano (Project Manager Regione Campania) “Autismo, Politiche Sociali e Familiari”
Ore 11:00: Dott. Mario Rosario Castiello (NPI ASL NA 3 SUD) “L’Autismo dal punto di vista clinico e sanitario”
Ore 11:30: Dott.ssa Antonella Cavallaro (Psicologa e
BCBA) “Autismo e comunicazione aumentativa”
Ore 12:00: Dott. Domenico Manna (Musicoterapeuta)
“La Musica quale canale di recupero e inclusione”
Ore 13:00: Pausa/Colazione di Lavoro
Ripresa dei lavori con i Laboratori pomeridiani a numero chiuso (per prenotarsi è necessario scaricare la modulistica sul sito del
Comune di Somma Vesuviana)
dalle ore 14:00 alle 16:00: Laboratorio “Autismo e famiglia”
(coordinato della Dott.ssa Eleonora di Palma Assistente Sociale Ambito N22)
Laboratorio “Autismo e scuola”
(coordinato della Dott.ssa Lucia Sirignano–Assistente Sociale Ambito N22)
Laboratorio “Autismo e comunità”
(coordinato della Dott.ssa Beatrice Punzo–Assistente Sociale Ambito N22)
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Ore 9:30: Dott.ssa Elena Carotenuto (Assistente sociale) “Autismo, servizi sociali e integrazione”
Ore 10:30: Dott.ssa Gabriella Busiello (Psicologa Ambito N22) “Autismo, famiglia e qualità di vita“
Ore 11.30: Restituzione dei risultati in plenaria
Ore 12.30: Conclusioni e suggerimenti per l’implementazione dei servizi del PDZ e dibattito Evento in fase di Accreditamento presso il CROAS (Consiglio Regionale Ordine Assistenti Sociali)

Torre del Greco, camorra negli appalti pubblici: 7 arresti, sequestrati beni per 3 milioni di euro

Raccolta dei rifiuti solidi urbani e il recupero di un edificio del Comune, l’ex pescheria borbonica da adibire a comando di polizia municipale. Sono solo alcuni degli appalti del comune di Torre del Greco,  in cui ci sarebbe lo zampino della camorra. A portarlo alla luce, un’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata in collaborazione con la D.D.A. della Procura di Napoli, sorta nell’anno 2012 al termine dei lavori svolti dalla Commissione d’accesso al Comune di Torre del Greco che aveva passato al setaccio tutti gli atti amministrativi dell’epoca e le gare espletate. Sette gli indagati per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso e concorso in estorsione, con l’aggravante di averle commesse per finalità mafiose, avvalendosi della forza di intimidazione del clan. Sette persone sono quindi finite in manette, mentre sono stati sequestrati beni per tre milioni di euro.  L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Napoli. A permettere la realizzazione di tutto, secondo gli inquirenti, sarebbe stato Ciro Vaccaro, 54enne, ritenuto anche il trait d’union tra camorra,imprese e amministrazione pubblica. Le attività d’indagine hanno consentito infatti di delineare un vero e proprio “SISTEMA VACCARO” attuativo di una gestione ad personam delle gare pubbliche: Ciro, con il benestare della malavita locale, in particolare con elementi della criminalità organizzata Torrese sia del clan Di Gioia-Papale che del clan Falanga, si era accreditato con arguzia e scaltrezza quale  interfaccia qualificata a concludere delicati accordi con taluni imprenditori, disposti ad accollarsi una quota estorsiva pur di aggiudicarsi una gara d’appalto bandita dal Comune o per evitare di ricevere danni al cantiere. Sono finiti in carcere Ciro Vaccaro, 54 anni, Maurizio Garofalo, 47 anni, Luigi Papale, 57 anni, Andrea Oriunto, 33 anni, Franca Magliulo, 50 anni, Raimonda Sorrentino, 53 anni, Domenico Gaudino, 40 anni.

Il nonno non ce la fa con poche centinaia di euro al mese e scende in piazza

Sabato primo giugno eravamo in tantissimi, gli anziani, in piazza San Giovanni a Roma. Distratti da emergenze morali e materiali, si parla molto di reddito e poco di povertà e di miseria. In ogni caso, per alcune fasce sociali stiamo nel bel mezzo di una crisi senza fine. Gli stessi strumenti adottati dai governi per uscirne, oltre che sbagliati perché ridimensionano lo Stato sociale e il sistema della conoscenza, sono iniqui perché colpiscono tutti allo stesso modo: chi ha e chi non ha. Prendiamo la parte sempre più consistente della popolazione, gli anziani. Il 60 per cento di essi vive con meno di 750 euro al mese. In Campania molti di più vivono con ancora meno, soprattutto le anziane: hanno una pensione media di 420 euro. Una miseria. Ma anche chi sta un po’ meglio vede la propria pensione sempre più inadeguata al costo della vita e aggredita da un sistema fiscale profondamente ingiusto. I nostri anziani, non solo si impoveriscono, ma si indebitano pure. Recenti statistiche hanno evidenziato che le famiglie i cui capifamiglia hanno più di 64 anni risultano quelle con il debito più elevato. Soprattutto nella nostra regione, dove la percentuale di disoccupazione è passata alle due cifre da tempo immemorabile, e riguarda sempre prima le donne. Nella nostra regione, dove gli inoccupati, cioè quelli che rinunciano a trovare un lavoro, neanche li contiamo più. In tale contesto sono le anziane e gli anziani a doversi fare carico, spesso, dei figli, e dei nipoti; e magari accendere per loro un mutuo a settant’anni, chi può. Le misure per il rientro del deficit della sanità in Campania, al di là delle polemiche, colpiscono gli anziani, quelli che hanno più bisogno di farmaci e prestazioni specialistiche. Con un reddito di un euro superiore alla pensione sociale pagano tutti i ticket nelle farmacie e negli ospedali. E chi ci governa in regione ha ben pensato di rivedere il sistema delle esenzioni, riducendole. Come fece il governo centrale, che cominciò il risanamento dei conti dagli invalidi. Non stupisce quindi che gli anziani abbiano cominciato un periodo di protesta. Per ora illustrano la loro piattaforma rivendicativa. Innanzitutto la rivalutazione delle pensioni, eliminata senza che fosse neanche scritta nel “contratto”. Poi la riduzione della pressione fiscale: i nostri pensionati sono i più tartassati d’ Europa. Ancora, una spesa sociale che mantenga il welfare a livelli dignitosi, a cominciare dai non autosufficienti. Ma non si fermano qui. Fanno proposte per i giovani, per l’istruzione, la ricerca pubblica, per l’occupazione, per la qualità della vita nelle città, per la salvaguardia dell’ambiente. E lo fanno con consapevolezza, perché gli anziani, essendo passati per tutte le fasi della vita, avendo fatte tutte le esperienze, di formazione, di lavoro, di cittadinanza, hanno tutti, e i problemi di tutti, nei loro pensieri e nelle loro rivendicazioni. E non si fermeranno all’illustrazione della loro piattaforma nelle piazze e alla protesta garbata. Passeranno allo sciopero. Avete capito bene, lo sciopero degli anziani. Lo sciopero dei nonni, dirà qualcuno tra il sorriso e il compatimento. Guai a sottovalutarlo o, peggio, a considerarlo inutile. Esso invece è importante. Per la consistenza numerica della categoria che scende in piazza e perché non c’ è famiglia che non sia interessata. A vedere la protesta determinata e compatta degli anziani non ci sarà categoria che non deciderà di imitarli. Mette assieme i problemi di alcuni con quelli di tutti, e lo sciopero di categoria diventa lo sciopero generale. Ha una valenza politica che può dare la spallata definitiva al governo. L’ errore più clamoroso dell’attuale esecutivo è stato attentare ai diritti degli anziani. Quando i grandi comunicatori si renderanno conto che gli elettori più affezionati ritornano in piazza e scioperano contro di loro, allora capiranno davvero di essere giunti al capolinea.

Al via il XVIII Raduno Auto e moto d’epoca Hystoric Club Nola

Amanti dei motori in fervida attesa per il XVIII Raduno Auto e moto d’epoca Hystoric Club Nola, il tradizionale appuntamento di auto e moto storiche che si rinnova ancora una volta dopo il successo degli ultimi anni.

L’evento, previsto per domenica 9 giugno in Piazza D’armi a Nola e inserito nel programma della Festa dei Gigli 2019, come ogni anno vedrà la partecipazione di tantissimi amatori e visitatori, pronti ad assistere ad una magnifica manifestazione motoristica.

Una tradizione che si rinnova da anni grazie all’organizzazione curata dall’associazione “HYSTORIC CLUB NOLA“, che vanta una ventennale esperienza nel settore e nel sociale, grazie al lavoro del Presidente dell’Associazione, Giorgio Tulimiero e agli sforzi dei soci e di tanti volontari e appassionati.

Sin dalle prime ore del mattino sono attesi centinaia di appassionati. Un programma folto con inizio alle ore 8.30 con il ritrovo in Piazza D’Armi dei partecipanti che potranno iscriversi gratuitamente all’evento e ritirare i gadget. Dopo un coffee break, alle ore 10 è prevista la benedizione alle auto e alle moto e ai partecipanti da parte di Don Sebastiano Bonavolontà e dopo il saluto del Presidente e delle autorità, alle ore 11 si darà il via al corteo delle auto e moto per il tradizionale giro tra le strade della città.

La scorsa edizione ha registrato un grande successo con la partecipazione di oltre duecento auto e cento moto di grande pregio e interesse storico. Grande è stata l’attenzione di tantissimi appassionati e curiosi che hanno seguito la sfilata tra le strade di Nola fino a Piazza D’Armi, allestita con numerosi stand e punti ristoro gratuiti.

Anche per quest’anno l’ associazione “HYSTORIC CLUB NOLA“ ha già previsto tante novità per coinvolgere sempre più partecipanti e contribuire allo sviluppo del territorio e alla rinascita culturale dell’agro-nolano.