Ennesimo muratore morto sul lavoro: a Pomigliano resta ucciso Virgilio Pettirossi. Era di Casalnuovo

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Una vita da manovale, una vita da muratore. Una vita spezzata, ieri pomeriggio, a Pomigliano, in un piccolo quanto improvvisato cantiere di ristrutturazione aperto tra le palazzine fasciste di Pomigliano. Qui Virgilio Pettirossi, un operaio cinquantenne residente a Casalnuovo, è stato vittima dell’ennesima tragedia “banale”. Alle quattro e mezza del pomeriggio di ieri Virgilio è caduto da un’impalcatura piazzata per rimettere in sesto un piccolo manufatto delle palazzine di Pomigliano, l’insediamento operaio fatto realizzare durante il regime fascista per dare una casa alle famiglie dei lavoratori dell’allora nascente polo industriale di Pomigliano. Virgilio è caduto da pochi metri di altezza da un ponteggio montato alle spalle di via Ferrarin, una traversa del rione delle cosiddette “palazzine” . Non aveva il casco e non aveva le corde o altri strumenti di sicurezza che potessero proteggerlo. Quando è caduto ha battuto la testa ed è stato ricoverato poco dopo in ospedale. Non ce l’ha fatta. La sua agonia è durata tre ore o poco più.  E’ una delle tanti altre morti bianche che si aggiungono al triste elenco dei lutti sul lavoro più copioso dell’Europa occidentale. Una tragedia che non fa più notizia. L’abitudine al male ormai ci ha reso tutti insensibili all’inaccettabile.

Somma Vesuviana, per Castello d’Alagno Di Sarno come Allocca: da Ciro Raia appello alla mobilitazione per il maniero

Il sindaco Di Sarno, come aveva in mente il suo predecessore Ferdinando Allocca di cui è stato vice, ha in mente di far gestire Castello d’Alagno da privati e con una delibera di giunta ha messo il maniero, per così dire, “su piazza” e, con i suoi assessori, ha varato una delibera di giunta per ricercare operatori economici (o enti pubblici terzi) in grado di mantenerlo e farlo fruttare. Cosa che evidentemente non riesce con le sole forze del Comune. «Per contenere i costi – si legge in delibera – e rendere l’immobile fruibile per attività ed eventi connessi alla formazione universitaria e parauniversitaria» . Del resto quest’idea frulla in testa da anni all’attuale sindaco che, in una intervista rilasciata al mediano.it nel 2015 (leggi qui) raccontava di aver mostrato al plenipotenziario della «Pegaso» proprio il Castello e aggiungeva che la struttura di via Circumvallazione nata come casa di riposo (e anch’essa adesso su piazza per effetto della stessa delibera di giunta del 14 giugno scorso) poteva diventare un ostello per giovani studenti. In ogni caso la delibera approvata in giunta avvia le procedure per la raccolta di manifestazioni di interesse da soggetti in grado di formulare un piano strategico ed un’offerta economica per il Castello che fu di Lucrezia d’Alagno e in seguito della famiglia De Curtis, per l’immobile ex Simmons e per la Casa di Cura. Chissà che proprio la Pegaso prenda parte all’avviso pubblico e  riesca a realizzare quanto il sindaco aveva in mente da anni. Del resto il 6 giugno scorso in consiglio comunale è passato il regolamento sui beni immobili del Comune di Somma Vesuviana. Ebbene ieri il professore Ciro Raia – cultore di storia e scrittore, colui che nella stessa intervista del 2015 l’attuale sindaco identificava come l’unica persona (tolto lui stesso, naturalmente) con la quale Somma Vesuviana «sarebbe stata in buone mani, perché penserebbe al bene comune», lo stesso Raia che Di Sarno, in più dichiarazioni rilasciate in campagna elettorale, avrebbe anelato ad avere con sé in giunta quale assessore alla Cultura – ha fatto un appello alla mobilitazione proprio per un…bene comune. Il Castello d’Alagno, appunto. «Ho appreso che la Giunta Comunale di Somma Vesuviana, con delibera n.106 del 14 giugno 2019, ha avviato le procedure per la raccolta di manifestazione d’interesse per la gestione di tre immobili comunali, tra cui il Castello d’Alagno» – scrive il professore Raia sul suo blog (http://www.ciroraia.it)  poi condiviso sui social (e ricondiviso da alcuni ex assessori, ex consiglieri, da soli due consiglieri comunali in carica cioè Vincenzo Piscitelli e Salvatore Rianna, nonché dal cittadino onorario di Somma Vesuviana e archeologo Antonio De Simone). «L’antico maniero – prosegue Ciro Raia –  è uno dei maggiori simboli di Somma Vesuviana ed è, perciò, un bene comune, che va difeso, tutelato ed inserito in un piano culturale indicativo della storia ultramillenaria della città vesuviana e della sua gente. È opportuno, pertanto, mobilitarsi e fare appello alla sensibilità ed alla concretezza del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale (maggioranza e minoranza), perché un pezzo unico di storia di una comunità possa continuare a rappresentarne al meglio (museo, biblioteca, etc) lo spessore culturale, il valore della Memoria, la dignità di un luogo. È vero, il dlg n.42 del 22 gennaio 2004 – riguardante la tutela dei Beni culturali- prevede che “gli enti pubblici possono concedere l’uso dei beni culturali che hanno in consegna, per finalità compatibili con la loro destinazione culturale, a singoli richiedenti”; ma è anche vero che, una volta affidato il bene a qualche privato, spesso o quasi sempre, se ne perdono, irrimediabilmente, le radici, le vicende storiche che l’hanno contrassegnato, le pagine della vita di tutti i personaggi che l’hanno abitato. Invito, perciò, tutti quanti sono sensibili ed interessati a difendere il Castello d’Alagno-bene comune, da un’eventuale quanto possibile alienazione di appartenenza comunitaria, a creare una rete, a uscire allo scoperto, ad essere attenti, a metterci la faccia, a parlare fra noi, a interloquire con l’Amministrazione Comunale, a proporre altre ipotesi di soluzione, a garantire che la Storia dei Padri di una Comunità non sia estinta per colpa del silenzio complice dei figli. Sentiamoci, allora, teniamoci in contatto, mettiamo in essere qualche idea, non lasciamo passare questi giorni di calura estiva, dicendo che è meglio riparlarne col fresco. A settembre potrebbe essere già troppo tardi». Già, troppo tardi. Perché è vero che ci sono, ovunque, molti beni culturali e storici utilizzati per fare cassa ma il sentimento che ieri ha spinto Raia all’accorato appello è condiviso da molti: il Castello d’Alagno è un simbolo di Somma Vesuviana e va sì valorizzato. Ma all’insegna della cultura vesuviana, ospitando una biblioteca per esempio. O un museo multimediale, magari con i reperti archeologici della Villa Augustea.  E del resto, come ricordato molte righe fa, Somma Vesuviana insorse già una volta, quando il sindaco della città era Ferdinando Allocca e l’assessore alla cultura si chiamava Emanuele Coppola. La sinistra per Somma, le associazioni culturali, ambientali e sociali del territorio, Legambiente, l’allora forum dei giovani, storici e cittadini comuni fecero fronte comune formando il comitato «Restituiamo Castello d’Alagno alla città». L’intenzione era quella di vigilare sull’utilizzo che l’allora amministrazione (era il 2012) intendeva fare del Castello ristrutturato con fondi europei. Il timore, che poi si rivelò avere qualche fondamento, è che Allocca intendesse destinarlo a cerimonie di lusso e feste private. Ed una festa fu pure autorizzata (quella per il pensionamento di un dirigente scolastico) tra l’indignazione generale che portò in consiglio ad una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore controfirmata pure da qualche esponente dell’allora maggioranza. La sfiducia finì in nulla, ma il comitato preparò e presentò un esposto mentre circolava una bozza di regolamento nella quale si ritrovava praticamente tutto tranne i fini culturali: aste, tombolate, catering e quant’altro. In quegli anni la mobilitazione, non solo sui social, ci fu. Oggi non si parla di tombole e pranzi di nozze, almeno non ancora. Ma l’idea che un privato, si tratti pure di università – telematica o meno che sia – gestisca il Castello che Alfonso d’Aragona donò alla bella Lucrezia non garba proprio ad una consistente parte della città.            

Sversamento illegale di rifiiuti, i Verdi: “Urgono pene severe”

Proseguono i disagi legati alla raccolta a Napoli e provincia, aumentano gli incivili e i delinquenti che danno fuoco ai cumuli di rifiuti. Verdi: “Riprese e segnalate delle persone che sversavano rifiuti ingombranti di notte in pieno centro a Napoli. Chiediamo pene severe” “Ci è stato segnalato che, in alcuni punti di Napoli e della provincia, è stato appiccato il fuoco ai cumuli di rifiuti che si sono accumulati in strada a causa dei ritardi nella raccolta dovuti al blocco causato dalla manutenzione degli Stir della Città Metropolitana. La situazione di disagio non autorizza gli incivili ad abbandonarsi ad atteggiamenti ingiustificabili e delinquenziali. I roghi di rifiuti rappresentano un vero e proprio attentato alla salute dei cittadini. La combustione genera la dispersione nell’etere di particelle particolarmente inquinanti come la diossina. Ci è stato segnalato, tra l’altro, che proseguono gli sversamenti abusivi. Un cittadino, tra i tanti che hanno segnalato i disagi legati alla raccolta alla pagina dei Verdi, ci ha inviato un video che mostra delle persone che, in salita Pontecorvo, trasportano un materasso da abbandonare in strada. Tali comportamenti sottendono uno spregio totale delle regole di convivenza civile e meritano di essere puniti con una severità esemplare”. Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il portavoce del Sole che Ride in Campania Vincenzo Peretti. “Da parte nostra – aggiungono – stiamo seguendo l’evoluzione del problema minuto per minuto nelle sedi istituzionali, con la massima attenzione nei confronti dei disagi che sono vissuti dai cittadini. La nostra attività di monitoraggio e collaborazione proseguirà senza sosta fino a quando il problema sarà risolto del tutto”.

Shopping online? Sempre più italiani acquistano in rete!

Nonostante l’esperienza di acquisto in-store, ovvero nei negozi tradizionali, sia ancora imbattibile per molti, il successo dello shopping online è inarrestabile. Sempre più piattaforme di ecommerce, anche in Italia e anche per i tradizionali brand e negozi che decidono di aprire il proprio e-shop. E a giudicare dalle ultime statistiche a livello mondiale, nel corso dei prossimi anni questa sarà di sicuro una tendenza in costante aumento.

A cosa è dovuto tutto questo successo? E perché amiamo così tanto lo shopping online?

il primo fattore da tenere in considerazione è la comodità: bastano pochi clic e il prodotto viene comodamente consegnato a casa. Inoltre online sono presenti moltissimi sconti e innumerevoli offerte, oltre che ad una selezione di prodotti pressoché infinita: tutto sempre raggiungibile grazie a pochi clic. Insomma, tutto diventa molto più semplice e veloce. Non dobbiamo però sottovalutare i possibili rischi in cui possiamo incorrere mentre navighiamo online. Come per altri strumenti del web, anche l’e-shopping può essere usato da malintenzionati per sottrarci dati importanti o per truffarci.

Ecco dunque alcune regole per evitare di correre rischi online

  • Controllare il sito che si sta visitando. È un sito sicuro? Ci sono recensioni di altri utenti o certificati di sicurezza (come quelli rilasciati da TrustPilot)? Sono presenti garanzie, politiche sui resi e rimborsi e tabelle di spedizione ben chiare? Se la risposta è sì generalmente si tratta di un sito affidabile.
  • Non utilizzare le reti pubbliche per effettuare transazioni: sono le più facilmente hackerabili.
  • Non dare più dati del necessario: consigliamo di creare, per gli account richiesti, un nickname e una mail dedicata solo per queste attività.
  • Navigare in modalità protetta, magari con l’utilizzo di una virtual private network. Che cos’è una VPN? È un tunnel virtuale che vi permette di navigare ed eseguire operazioni online in totale sicurezza.
Grazie a questi semplici consigli, lo shopping online diventerà ancora più semplice e divertente. E se già abbiamo a disposizione centinaia di portali sui quali acquistare ogni genere di prodotto, i grandi brand si stanno già attivando per vendere direttamente anche sui social network, connettendo ancora di più il mondo virtuale. Un esempio? Abbiamo dato un’occhiata all’ultima feature di Instagram – per ora disponibile solo negli Stati Uniti – che permette agli utenti di cercare, acquistare e pagare per i propri acquisti senza mai lasciare l’app. Una possibilità che aumenterà di certo il fatturato registrato attraverso lo shopping online e che probabilmente farà salire ancor di più le statistiche relative ai nostri acquisti in rete (negli ultimi anni si è registrato un +15%). È molto probabile, infine, che in futuro le nostre possibilità virtuali continueranno ad aumentare e che saremo sempre più interconnessi. Non dimentichiamo però di rimanere informati e consapevoli dei nostri acquisti online e di tutti i potenziali rischi ad essi correlati.

Gianfranco non ce l’ha fatta: finisce l’ultima battaglia del commercialista di Poggiomarino

Solo pochi giorni fa vi avevamo parlato di Gianfranco Sangiovanni, un giovane commercialista di 32 anni padre di due bambini, affetto da un tumore desmoplastico a piccole cellule rotonde al quarto stadio che nell’ultimo anno, tra cure e trattamenti, lo aveva completamente debilitato nelle forze. Tuttavia Gianfranco non si era arreso. E insieme a lui non si erano arresi nemmeno i suoi familiari. Restava un’ultima speranza: sottoporre il caso di Gianfranco agli occhi esperti dei maggiori luminari della medicina internazionale, un centro di ricerca in Francia e uno in Inghilterra. Per iniziativa della moglie, sul web era partita una raccolta fondi per permettere a Gianfranco la partenza e le successive cure. La solidarietà del web non si era fatta attendere: nel giro di pochi giorni sono stati raggiunti oltre 50mila euro. Solidarietà anche in molti locali commerciali del Vesuviano, dove erano stati posti dei salvadanai di raccolta fondi. La settimana scorsa la raccolta è stata interrotta per un improvviso peggioramento delle condizioni di salute di Gianfranco. Tutte le speranze di salvarlo sono svanite questa notte, quando il cuore di Gianfranco, in seguito ad ulteriori complicazioni, ha smesso di battere. Un intero paese, commosso, ora si stringe intorno al dolore della famiglia.

Rischio Vesuvio, la Campania firma accordi e gemellaggi con altre regioni

In caso di emergenza legata al Vesuvio circa 1 milione e 155 mila residenti nei 31 Comuni della zona rossa dell’area vesuviana e nei 7 dell’ area Flegrea saranno distribuiti nelle Regioni italiane in attuazione del piano della Protezione civile. I protocolli di gemellaggio con le Regioni sono stati firmati ieri, nel corso di una cerimonia a Palazzo Santa Lucia, dal presidente della giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca con i presidenti della Basilicata, Vito Bardi e della Calabria, Mario Oliverio, e gli assessori e delegati delle altre regioni. Presente il Capo del Dipartimento di Protezione Civile. Angelo Borrelli. “E’ un risultato importante – ha detto Borrelli – di questi protocolli si parlava dal 2002 e la pianificazione dell’ emergenza Vesuvio è cominciata nel 1984”. Dal 16 al 20 Ottobre nell’area flegrea, si terrà una grande esercitazione di Protezione civile. “Non è una finzione o una liturgia ma il modo serio di prepararsi ad eventi che possono essere catastrofici – ha detto il governatore della Regione campania  De Luca concludendo la serie di interventi prima dell’apposizione delle firme – I ragazzi delle nostre scuole devono imparare a memoria che cosa fare in caso di emergenza, conoscere il luogo in cui dovranno recarsi e le modalità per farlo. Va sperimentato un modello organizzativo di evacuazione”. C’è in ballo lo sgombero di oltre 1 milione e 100mila persone nell’area vesuviana e 700mila in quella area flegrea che saranno ospitati in base agli accordi in comuni di altre regioni. “Stiamo parlando – ha aggiunto il Presidente – di quasi 2 milioni di abitanti”. Per questo “da settembre comincerà una campagna di comunicazione che informerà ogni cittadino su dove recarsi in caso di emergenza”. Inoltre è in programma un’esercitazione nazionale sul rischio vulcanico che si svolgerà nell’area dei Campi Flegrei, dal 13 al 20 ottobre, nell’ambito della settimana della Protezione Civile istituita proprio quest’anno. Sono 31 i Comuni compresi nella zona rossa dell’area vesuviana (inclusi alcuni quartieri di Napoli) e 7 i Comuni dell’area Flegrea.  De Luca ha ricordato anche il problema dei lavori alla strada statale 268 del Vesuvio, per i quali l’Anas aveva inizialmente previsto un rinvio. “Si tratta di una arteria principale in caso di emergenza. Per questo abbiamo nelle scorse settimane lanciato un allarme. Par fortuna pare che ora ci sia un ripensamento”. Della questione ha parlato anche il Capo del Dipartimento di Protezione Civile, Angelo Borrelli nel corso del suo intervento: “Avevo letto del grido di dolore di De Luca e ho evidenziato a Mit e Anas che quella strada va messa in sicurezza perché da lì passa l’evacuazione della popolazione vesuviana”. Quanto alla firma odierna si tratta di “un risultato importante. Di questi protocolli si parlava dal 2002 e la pianificazione dell’emergenza Vesuvio è cominciata nel 1984. Crediamo che questo piano possa funzionare. Lo testeremo ad ottobre nell’ambito della settimana della Protezione Civile”. “Possiamo definire questo accordo un esempio tipico di federalismo solidale – ha detto il governatore della Basilicata Bardi – Il terremoto dell’80 che colpì anche il nostro territorio ci fece capire quanto è importante la solidarietà tra regioni che devono essere pronte a far fronte a questi eventi calamitosi”. “La firma dei protocolli – ha detto il Vice Presidente molisano Cotugno – è un altro esempio di civiltà tra le nostre regioni per un Paese unito, forte e soprattutto solidale”.  

Somma Vesuviana, Concerto “Naviganti” per la Collegiata del Casamale

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Ancora un evento mirato a reperire fondi per estinguere le rate di pagamento dei lavori eseguiti nella Chiesa Collegiata del borgo antico. L’offerta è libera e affidata alla sensibilità dei partecipanti.

Con il patrocinio del comune di Somma Vesuviana, alle 20 di domani, venerdì 21 giugno, «Voci unite per la Collegiata». Il coro Gaetano Di Matteo con la direzione musicale del maestro Ciro Perna, che sarà al pianoforte, promuove l’evento in collaborazione con Gli Amici del Casamale, Coriste per Caso, I Circolo didattico Raffaele Arfè e l’artista Fabio Fiorillo. Al basso ci sarà Matteo Abete e alle percussioni Robertino Bastos.

La storica Chiesa Collegiata, cuore pulsante e centro di aggregazione del borgo Casamale, cinque anni fa fu oggetto di lavori straordinari per la messa in sicurezza del soffitto ligneo, deteriorato da copiose infiltrazioni di acqua. Il progetto fu approvato dalla competente Soprintendenza territoriale in accordo con l’allora amministrazione comunale e la Diocesi di Nola. Il costo di quei lavori ammontò a trentamila euro e fu necessario accendere un mutuo con una rata mensile di 600 euro. La generosità di qualche imprenditore, le numerose iniziative culturali, le raccolte fondi, hanno aiutato molto. L’evento di domani è un altro tassello.  La Chiesa Collegiata, oltre al soffitto intarsiato dell’artista Giacomo Colombo, custodisce opere di bellezza unica come «La Madonna delle Grazie» di Pacecco De Rosa, il «Polittico della Madonna con Bambino e Santi» di Angiolillo Arcuccio, l’abside, costruito nel 1780 su progetto di Giambattista Broggia.

Somma Vesuviana, Fabio Fiorillo presenta “D’Altrocanto” al Parco Mediterraneo

Dopo quattro anni l’artista Fabio Fiorillo ritorna sul palcoscenico da solista: tutto pronto per lo spettacolo “D’Altrocanto”. Si svolgerà sabato 22 giugno 2019, alle ore 21, all’interno del Parco Mediterraneo nel Borgo Casamale, lo spettacolo “D’Altrocanto” dell’artista Fabio Fiorillo. Insieme a lui, alla chitarra Fabrizio Campanile, al basso Emiliano Berti, alla batteria Riccardo Schmitt. Fabio Fiorillo è un artista originario di San Giorgio a Cremano, ma adottato dal borgo Casamale dove vive da diversi anni. E’ esponente del folk e del rock partenopeo. Da sempre sperimenta un tipo di musica che condensa tradizione, arte e cultura, trascinando totalmente il pubblico durante ogni esibizione. “D’Altrocanto” è un progetto in cui l’artista ripercorre tutti i passi mossi nel mondo della musica attraverso una modalità più innovativa, senza dimenticare le proprie identità culturali. In questo lavoro di grande valore artistico compaiono due città, Napoli e Parigi, e la loro secolare tradizione musicale: l’artista riuscirà ad avvicinarle magistralmente donando al pubblico un’esperienza unica nel suo genere.

Pomigliano d’Arco, convegno Rifiuti Zero con Rossano Ercolini

Domani, venerdì 21 giugno, alle ore 19.00 presso la sala conferenze della ex Distilleria di via Roma, si parla delle buone pratiche della raccolta differenziata con chi di rifiuti se ne intende: Rossano Ercolini. Lui è un maestro elementare della provincia di Lucca, precisamente di Capannori ossia il primo comune in Italia ad aver aderito alla strategia Rifiuti Zero. Da oltre trent’anni Ercolini si occupa di questa problematica e per il suo impegno che si può definire totalizzante ha ricevuto, nel 2013, il prestigioso Goldman Environmental Prize, il Nobel per l’Ambiente. Ed è stato ricevuto dall’allora presidente Usa Barack Obama.  Domani sarà a Pomigliano d’Arco in un convegno promosso da Rifiuti Zero, Zero Waste Campania, Zero Waste Italy e Zero Waste Europe, con il patrocinio dell’assessorato all’ambiente della città di Pomigliano d’Arco. Sarà in città, Ercolini, per presentare il suo ultimo libro e discutere con amministratori e cittadini sulle buone pratiche della raccolta differenziata.
L’Assessore all’Ambiente di Pomigliano d’Arco, il medico veterinario Mariagrazia Tartari
Si inizierà con i saluti istituzionali del sindaco Lello Russo e dell’assessore Mariagrazia Tartari, l’evento sarà moderato dalla consigliera comunale Laura Palmese. Nel libro di Ercolini edito da Boldini&Castoldi che si chiama appunto Rifiuti Zero, si spiega quali sono i dieci passi da compiere per cambiare completamente l’attuale modo di gestire i rifiuti. La strada è lunga, ma ogni cittadino può fare la differenziata e…la differenza. Nel modello illustrato da Ercolini ci sono differenziata porta a porta, compostaggio, premi ed incentivi, corretta politica degli imballaggi e molto altro. «Credo che se ciascuno mettesse in campo le proprie energie, le cose potrebbero davvero cambiare – dice l’assessore all’ambiente Mariagrazia Tartari – a cominciare dalla corretta separazione tra materiale organico e altri rifiuti. Perché alla fine è proprio questa separazione che consente di mantenere puliti gli altri rifiuti che in caso contrario non potranno essere riciclati, permettendo al contempo di produrre compost. Mi ha colpito soprattutto il soffermarsi di Ercolini sullo spreco alimentare, pratica deleteria che si può combattere in tanti modi, anche gli animali possono darci una mano».

Canale 5, Lucya Allocca: “Domani la finale di All Together Now con concorrenti di altissimo livello”

Grande il successo riscosso da All Together Now, lo show musicale condotto su Canale 5 da Michelle Hunziker e J-Ax , che sta riscuotendo un notevole riscontro tanto in tv quanto sui social network, diventando il must del giovedì sera. A un giorno dalla finale, la domanda che ci poniamo è: chi sarà il vincitore della prima edizione di All Together Now che sarà decretato domani, 20 giugno?  

Sono rimasti in 12 a contendersi il montepremi in palio di 50.000 euro: i 10 concorrenti che hanno superato le sfide della semifinale di giovedì scorso, Carlo Paradisone, Daria Biancardi, Dennis Fantina, Federica Bensi, Gregorio Rega, Luca Di Stefano, Manuel Colecchia, Rosy Messina, Samantha Discolpa e Veronica Liberati, e le 2 concorrenti, Alessandra Procacci e Martina Maggi, che, totalizzando il punteggio massimo di 100, hanno conquistato l’accesso diretto alla finale.

  Mentre attendiamo di conoscere il nome del vincitore, e si avvicina ora dopo ora l’attesa finale, abbiamo incontrato Lucya Allocca, cantautrice e vocal coach campana, nonché componente del muro di All Together Now, per parlare di questo straordinario programma. Con quali colleghi del muro hai legato di più e perché. Nel muro siamo davvero tanti, e legare con 99 persone, in poche settimane, ovviamente, non è facilissimo. Sicuramente ci sono persone più affini al mio modo di essere di altre, ma è stato bellissimo interagire con tutti e conoscere così tanti professionisti del mondo della musica e dello spettacolo. Infatti, la cosa che più mi ha stupito è che, grazie al rapporto con ognuno di loro, mi sono arricchita, sia dal punto di vista artistico/didattico, che umano. Ad ogni modo la persona con cui è stato davvero legame da subito è l’attrice Sara Sartini, una persona umile, semplice con cui puoi parlare veramente di tutto. E, ad oggi, è nata davvero una bella amicizia. Come ti spieghi il successo di “All Together Now”, perché piace tanto alla gente? All Together Now è un programma diverso dal solito, dai toni innovativi e dinamici, dove ti diverti davvero. Nel corso delle serate già andate in onda, mi hanno contattato privatamente tante persone, manifestandomi tutti lo stesso pensiero, ossia che in questo format hanno visto un clima allegro, leggero, di intrattenimento puro. Il divertimento è reale e, pur trattandosi di un game show, la competizione passa in secondo piano. Lo spazio è lasciato all’amore per la musica. Quale esibizione dei concorrenti ti è rimasta nel cuore. C’è qualcuno che, secondo te, meritava la finale, ma non ce l’ha fatta? Ad All Together Now il livello è veramente molto alto, e la maggior parte delle esibizioni è riuscita a lasciare il segno. Alcuni concorrenti sono riusciti a farmi venire davvero i brividi… Altri un po’ meno, ma è un mio pensiero, che potrebbe assolutamente non essere condiviso dagli altri giudici. La cosa bella è che ogni giudice ha espresso in maniera totalmente libera la propria preferenza. Secondo me la finale è stata meritata da tutti quelli che effettivamente ci sono arrivati. Arrivati a questo punto il livello dei concorrenti è altissimo, che finale ti aspetti? Secondo te chi sarà il vincitore? Beh sì, il livello dei concorrenti è altissimo. Mi aspetto un finale davvero forte, grintoso, ricco di adrenalina… Eh no, non posso dire secondo me chi sarà il vincitore, ma arrivati a questo punto ho sicuramente la mia preferenza. Vincerà l’artista più completo in tutto, ossia vocalità e performance. Alla fine di “All together now” cosa ti mancherà di più? Di All Together Now mi mancherà tutto! L’ansia del primo giorno da giudice, i mille brani da imparare ogni giorno, gli stacchetti. E ancora… le corse per prepararci ogni volta, trucco, parrucco. Mi mancherà tutta la produzione, che è stata a dir poco meravigliosa e sempre attenta. Mi mancheranno Michelle e J-Ax, che ci hanno fatto davvero tanto divertire, insieme all’immensa professionalità di Roberto Cenci. Dulcis in fundo e non per minore importanza, mi mancherà la grandissima realtà del Muro. Far confusione con gli altri giudici, prima, durante e dopo le puntate, studiare insieme i brani, confrontarci di continuo. Ciò che mi resta nel cuore è l’aver condiviso con tutti, nel Muro e dietro le quinte, un amore unico: quello per la MUSICA.