Una vita da manovale, una vita da muratore. Una vita spezzata, ieri pomeriggio, a Pomigliano, in un piccolo quanto improvvisato cantiere di ristrutturazione aperto tra le palazzine fasciste di Pomigliano. Qui Virgilio Pettirossi, un operaio cinquantenne residente a Casalnuovo, è stato vittima dell’ennesima tragedia “banale”. Alle quattro e mezza del pomeriggio di ieri Virgilio è caduto da un’impalcatura piazzata per rimettere in sesto un piccolo manufatto delle palazzine di Pomigliano, l’insediamento operaio fatto realizzare durante il regime fascista per dare una casa alle famiglie dei lavoratori dell’allora nascente polo industriale di Pomigliano. Virgilio è caduto da pochi metri di altezza da un ponteggio montato alle spalle di via Ferrarin, una traversa del rione delle cosiddette “palazzine” . Non aveva il casco e non aveva le corde o altri strumenti di sicurezza che potessero proteggerlo. Quando è caduto ha battuto la testa ed è stato ricoverato poco dopo in ospedale. Non ce l’ha fatta. La sua agonia è durata tre ore o poco più. E’ una delle tanti altre morti bianche che si aggiungono al triste elenco dei lutti sul lavoro più copioso dell’Europa occidentale. Una tragedia che non fa più notizia. L’abitudine al male ormai ci ha reso tutti insensibili all’inaccettabile.








