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Targhe alterne: è bagarre a Pomigliano. Dodici persone portate al comando vigili. La gente al sindaco: “Dimettiti”

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Inquinamento e contromisure impopolari, inquinamento e proteste. C’è chi ha una sola automobile e quindi resta intrappolato in casa per i divieti comunali. E c’è chi non essendo di Pomigliano non riesce a raggiungere la città delle fabbriche nei giorni di blocco del traffico, a seconda del numero di targa della propria autovettura. Ma il sindaco Raffaele Russo è irremovibile davanti alle difficoltà personali più evidenti: non intende revocare il provvedimento sulla circolazione a targhe alterne partito lunedi a causa dei continui sforamenti dei livelli di concentrazione delle polveri sottili consentiti per legge. Ieri è quindi scattata la ribellione dei cittadini. Alcuni di loro hanno interrotto i lavori del consiglio comunale, a mezzogiorno di ieri. Commercianti e semplici cittadini, capeggiati da un piccolo imprenditore locale, Felice Romano, hanno fatto irruzione nell’emiciclo del consiglio. Hanno chiesto che gli amministratori pubblici anticipassero la discussione sulle targhe alterne a causa dell’impossibilità da parte di molti esercenti di essere presenti per tutto il giorno alla discussione politica. Ne è scaturito un acceso diverbio con il presidente del consiglio comunale, Maurizio Caiazzo. In quel frangente il sindaco Russo non c’era ma Caiazzo ha ordinato ai poliziotti municipali di far sgomberare l’aula per consentire il regolare svolgimento dell’assise cittadina. A quel punto i manifestanti sono stati prima allontanati e poi circondati dai caschi bianchi. I vigili urbani hanno infine portato nel locale comando le persone che protestavano. I ”ribelli”, una dozzina, sono stati identificati. Saranno deferiti all’autorità giudiziaria. << Devono essere denunciati per interruzione di pubblico servizio – ha poi annunciato il sindaco una volta apparso in consiglio, dopo le due del pomeriggio – queste chiassate offendono l’amministrazione, il consiglio e l’intera città >>. L’azione dei poliziotti municipali ha comunque sortito un risultato evidente. Quando il sindaco ha iniziato a parlare in consiglio comunale la protesta era infatti quasi del tutto repressa per cui il primo cittadino ha potuto parlare senza essere interrotto quasi mai. << Il provvedimento sulle targhe alterne – ha detto – resterà in vigore almeno fino alla verifica prevista per martedi 9 ottobre >>. Dunque, di sicuro per altri 12 giorni la circolazione automobilistica sarà vietata nel centro cittadino a tutte le auto con targa pari nei giorni pari e viceversa. Ma c’è chi è stufo di questo provvedimento, giudicato troppo drastico e tombale. La protesta monta. << Siamo stati sequestrati dalla polizia municipale, ci hanno portati al comando vigili, ci hanno minacciato – lamenta Felice Romano – noi non abbiamo interrotto niente. Abbiamo solo fatto una richiesta che ci hanno negato. E poi avevamo chiesto e ottenuto un appuntamento che il sindaco all’ ultimo momento ci ha negato >>. Molte le anomalie e le contraddizioni del provvedimento sulle targhe alterne evidenziate da chi protesta. << Trasferendo il flusso delle vetture all’esterno del centro cittadino – spiega Romano – tutta la contaminazione viene accumulata lì. Inoltre secondo noi i dati dell’Arpac non sono attendibili perché le centraline messe sotto le industrie non riescono a rilevare l’effettivo inquinamento. Inoltre vengono bloccate le auto Euro 5 ed Euro 6 ma le auto a gas degli anni Ottanta possono circolare. Insomma: questo provvedimento blocca la città, blocca il commercio. Russo ha detto varie cose false e cioè che i commercianti hanno dato il loro placet. Ma non tutti i commercianti sono stati convocati. Solo una categoria a lui asservita è stata presa in considerazione. E poi nel provvedimento non c’è nessuna deroga alle emergenze >>. Alle undici di domenica mattina, nei pressi del parco pubblico, Romano e i suoi daranno il via a una petizione popolare per ottenere la rimozione di Russo in base alla legge 267 del 2000 che sanziona i comportamenti antidemocratici. << Abbiamo immaginato – ha però replicato in aula il sindaco- tutta una serie di provvedimenti futuri in grado di abbassare i livelli di inquinamento attraverso una serie dii ncentivi. Intanto – ha aggiunto il sindaco – il mio provvedimento resta in vigore. E per quanto riguarda le fabbriche Leonardo, FCA e General Electric i rilevamenti effettuati hanno dato esito negativo: nessun inquinamento dagli stabilimenti >>

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