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venerdì, Dicembre 3, 2021

Somma Vesuviana, gli alunni della San Giovanni Bosco – Summa Villa ripercorrono le strade della storia

Lunedì 1 ottobre ricorre il 75° anniversario della ritirata strategica dei tedeschi dal territorio di Somma Vesuviana. Gli alunni della  San Giovanni Bosco – Summa Villa ricorderanno le vittime civili, ripercorrendo i luoghi più significativi di quel tragico evento.

 

Lunedì 1 ottobre, in occasione del 75° Anniversario della ritirata strategica dei soldati tedeschi dal territorio sommese, gli alunni della Scuola Media Statale San Giovanni Bosco – Summa Villa ricorderanno le vittime civili con un corteo che si muoverà da Piazza Vittorio Emanele III a partire dalle ore 10:00. Gli alunni ripercorreranno i luoghi più significativi di quel tragico evento che segnò la vita della nostra comunità. A distanza  di 75 anni, infatti, quei tristi episodi sono ancora scolpiti nei ricordi di chi l’ha vissuti direttamente. Una eloquente epigrafe marmorea del 1945, posta sulla parete del vecchio Municipio in piazzetta San Domenico, ricorda con la veste poetica i tragici avvenimenti di quel terribile giorno (vedi foto).  Interverranno il Prof. Ernesto Piccolo, Dirigente Scolastico della Scuola Media Statale, e il prof. Ciro Raia, Presidente dell’IRESCOL (Istituto Regionale Studi Comunità Locali).

Già il 28 settembre del 1943 iniziarono a Somma Vesuviana le prime razzie dei tedeschi che portarono via oggetti di valore, animali e mezzi di trasporto. Case e negozi furono saccheggiati e incendiati . Somma era scossa dal frastuono dei carri armati in ritirata. Un gruppo di tedeschi, in special modo, incendiò le abitazioni degli antifascisti Don Umberto De Stefano, Gennaro Ammendola, Francesco Capuano, Michele Pellegrino, Vincenzo De Falco, delle famiglie Bianco e Mazzarella. Dal castello montano si vedevano le fiamme lambire i tetti e il cielo. Il primo ottobre del 1943 per Somma Vesuviana iniziò il giorno più lungo e drammatico della sua storia. Saltò con un boato il ponte nella località detta Fossa dei Leoni. Scopo principale dei tedeschi era di isolare il paese. Nell’attuale via Roma venne ammazzato, vicino al suo portone, per un colpo di pistola al collo il fornaio Michele Muoio; in strada Casaraia Luisa Granato, in compagnia della figlioletta Giuseppina, venne raggiunta al fianco da una raffica di mitra tedesca. La piccola scampò alla morte, ma per la mamma non ci fu niente da fare: la donna morirà dissanguata nel primo pomeriggio alle ore 16:50 come attesta il registro cimiteriale. Nella proprietà dei Di Lorenzo sulla Toppa, vicino Porta Terra all’entrata del borgo murato, fu mitragliato anche lo sfollato Ciro Giannoli, mentre il padre ferito si salvò. Sul ponte Purgatorio, attualmente l’incrocio che porta all’Ufficio Postale, un cittadino sparò un tedesco e ne fece prigioniero un altro per evitare il sabotaggio del ponte. Il più animoso contro i Tedeschi fu un certo Cesare Angrisani, il cui giardino diventò cimitero tedesco. Le signorine Anna e Maria De Martino, invece, salvarono un ferito, prigioniero dei tedeschi, in piazza III Novembre. Intanto in un basso della proprietà di Aniello Tuorto fu Donato, in strada Spirito Santo, era collocata una postazione composta da sette tedeschi che ricevettero l’ordine di minare l’ultimo ponte vicino al suo possedimento. Aniello e il suo giovanissimo nipote Donato, nascosti nell’Alveo tra le verdi fronde in pancia in giù, tirarono il filo collegato con le due mine poste ai pilastri del ponte. La disattivazione avvenne in parte, ma l’azione fu decisiva per salvare il possibile. Il basso, però, fu incendiato dai tre tedeschi guastatori. La morsa nazista finirà da lì a poco. Somma era diventata una città fantasma, dove regnava il silenzio dei morti e il fumo della distruzione. I tedeschi abbandonarono Somma e finalmente il vento della libertà iniziò a soffiare .

Alessandro Masulli
GIORNALISTA PUBBLICISTA
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