I carabinieri scoprono palesi irregolarità a Bacoli, Licola e Capri.
Laboratori di cucina e bar fatti chiudere perché privi di autorizzazioni, alimenti sequestrati in quanto non rintracciabili oppure perché conservati in cattive condizioni. E’ emerso di tutto dal blitz “balneare” di Ferragosto dei Nas di Napoli, i carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni. L’operazione, che ha fatto scattare multe a go go, è stata messa a segno negli affollati, e spesso, soprattutto di questi tempi, costosi lidi del golfo. Controlli che sono stati disposti ed eseguiti per prevenire problematiche per la salute dei cittadini durante un periodo in cui è elevata la probabilità che le normative commerciali e sanitarie possano essere violate a tutto danno degli ignari turisti. I carabinieri hanno quindi monitorato zone in cui in questo periodo è massiccia l’affluenza verso spiagge e lidi, dove cioè sono sempre possibili le violazioni delle norme sulla rintracciabilità e sullo stato degli alimenti e il ricorso all’uso di depositi abusivi per lo stoccaggio dei cibi, in molti casi venduti a peso d’oro. I militari hanno quindi ispezionato varie strutture balneari e del tempo libero. Ne sono state sanzionate cinque: tre a Pozzuoli, una a Bacoli e una a Capri. A Bacoli, in via della Spiaggia Romana, sulla spiaggia a ridosso del lago Fusaro, nello stabilimento balneare “La Fenice”, i Nas hanno sospeso le attività del bar e del laboratorio di cucina. Motivo: secondo i militari le due strutture sono state attivate abusivamente. A Capri invece i carabinieri hanno chiuso un deposito di alimenti del lido “Le Ondine”, grosso impianto ubicato sulla stretta spiaggia di Marina Grande. “Il deposito è stato attivato in assenza di autorizzazione. Inoltre presenta gravi carenze igieniche e strutturali”, specifica il Nucleo anti sofisticazioni. I controlli sono stati poi di nuovo puntati sulla zona flegrea, sul litorale domizio, a Licola, frazione di Pozzuoli. Qui, nel lido “Nereidi”, in viale della Sibilla, i militari hanno sequestrato 50 chili di prodotti alimentari vari: hamburger, calamari, sugo pronto, polpi, bistecche, pane, alette e petto di pollo, carne macinata e alici. Causa del sequestro: la mancata rintracciabilità alimentare dei cibi. Per lo stesso motivo i carabinieri hanno sequestrato altri 50 chili di alimenti, a poca distanza, sempre a Licola, nel lido “Mon Soleil”: seppie, calamari, gamberi, carne bovina, salsicce e pane. Tutti prodotti non tracciati. Attenzione puntata anche sui locali della movida estiva litoranea. Altri 40 chili di cibi non rintracciabili (sfogliatelle, biscotti all’amarena, fragole e cornetti) sono stati infatti sequestrati nel bar “Chuka”, in via Montenuovo di Licola-Patria. Nel frattempo proseguono i controlli. L’attenzione punterà anche sulla somministrazione degli alcolici, vietata ai minori. Spesso i gestori delle attività commerciali non si fanno scrupolo di vendere ai minorenni anche pericolosi prodotti super alcolici, con risultati disastrosi sul fronte della tutela della salute e dell’ordine pubblico. Ragazzi che piombano nel temuto “coma etilico”, che sono protagonisti di furibonde risse in spiaggia e in città o che incappano in gravi o mortali incidenti stradali: tutti fenomeni che sono spesso il frutto del mancato rispetto delle regole nel complesso quanto delicato settore della somministrazione alimentare.



