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Statale 268 del Vesuvio rischio stop lavori, il governatore De Luca: «Ma come si fa?»

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Rinvio di tredici cantieri in Campania, per oltre un miliardo e seicentomila euro: l’Anas ha inviato alla commissione trasporti della Camera un report in cui sostiene la necessità di rinviare 115 cantieri in tutto il Sud Italia. Sono lavori per cui i soldi ci sono già ma per ritardi e intoppi burocratici finiscono per slittare. Tra le tredici opere campane a rischio stop c’è, appunto, la statale del Vesuvio SS 268.

Una notizia che già due giorni or sono, quando è stata diffusa, ha fatto molto scalpore. La 268 ha una storia poco edificante, sia per gli innumerevoli incidenti, sia per i continui cantieri che sistematicamente creano disagi alle città che attraversa. Ora è ancora in corso l’ampliamento, conditio sine qua non per renderla più sicura al netto di quelle criticità sulle quali nessuno pensa di intervenire. Ebbene ieri, dalla Mostra d’Oltremare di Napoli dove si teneva l’incontro con i volontari di Protezione Civile impegnati nelle Universiadi, il presidente della Regione Vincenzo De Luca ne ha dette quattro al Governo, con strali diretti in particolare al vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

«Il Governo ha stoppato decine di infrastrutture in questa regione  – ha esordito De Luca – tra cui la statale del Vesuvio, la via di fuga che in caso di pericolo servirebbe ad evacuare 800mila persone». E pensare che per la statale del Vesuvio, tre anni fa, il ministro Graziano Delrio varò il progetto per il raddoppio da due a quattro corsie, peccato che con l’avvento dell’attuale governo, nel decreto crescita è previsto il blocco per quelle opere per cui non si è giunti alla firma del contratto esecutivo.

«Leggo, tra le tante palle –ha, come da suo stile, continuato De Luca – che tra le opere che ne risentiranno c’è pure la ss268. Ma come si fa? Come è possibile che non sia una priorità questa?»  Proprio la statale 268 è un’arteria non solo nevralgica per snellire il traffico dei paesi a Nord del Vesuvio ma anche via di fuga principale in caso di eruzione. Ed a questo proposito il governatore annuncia un nuovo piano di evacuazione, un protocollo con le regioni che si impegneranno ad ospitare i cittadini campani sgomberati dai territori a rischio: 800mila dalla zone vesuviana, un po’ di più da quella flegrea.

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